di ANTONIETTA MARIA STRATI – Nel 2025 il Pil della Calabria è il più alto del Sud e dell’Italia. È quanto emerso dal rapporto annuale L’Economia della Calabria di Bankitalia, che rileva come nella nostra regione il Prodotto Interno Lordo sia aumentato dell’1,1%, un valore superiore a quello osservato nel Mezzogiorno e nel Paese. Dati che si aggiungono a quelli appena rilasciati dalla Svimez, che certificano come «per il quarto anno consecutivo il Sud è cresciuto più della media italiana. I dati a consuntivo del 2025 registrano un PIL delle regioni meridionali aumentato dello 0,7%, rispetto allo 0,5% del centro-nord, con un tasso di crescita, però, inferiore al 2024 quando raggiunse l’1%».
«Non avveniva da molti anni – scrive la Svimez – dal periodo del boom economico del dopoguerra. Preoccupa, però, il dato del divario di crescita dell’Italia rispetto all’Unione europea. Se nel 2025 il Pil nazionale è cresciuto di mezzo punto percentuale, al di sotto anche dello 0,8% del 2024, resta stabilmente inferiore alla media Ue a 27, +1,5%. La Spagna prosegue la sua significativa espansione +2,8%, la Francia si attesta allo 0,8%, la Germania, invece, dopo la recessione del biennio precedente, è ferma a un modesto 0,2%», mentre Bankitalia rileva come «le aspettative per il 2026 risentono degli effetti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, che ha già determinato un deterioramento della fiducia delle famiglie e delle imprese».
Nell’industria in senso stretto – si legge nel rapporto di Bankitalia – le vendite sono aumentate in misura moderata; l’attività di investimento si è mantenuta sui livelli dell’anno precedente, ancora favorita dall’ampio ricorso agli incentivi fiscali, tra i quali quelli legati alla Zona economica speciale per il Mezzogiorno (Zes unica). Gli scambi con l’estero hanno continuato ad espandersi per il quinto anno consecutivo, superando il miliardo di euro; l’incidenza sul Pil, seppur in crescita, rimane contenuta. Il settore delle costruzioni ha evidenziato un miglioramento, beneficiando dell’avanzamento dei lavori pubblici, in parte connesso alla prosecuzione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
«Nel triennio 2022-25 gli investimenti in opere pubbliche sono quasi raddoppiati – scrive la Svimez – in entrambe le aree del Paese: +88,3% al Sud e +87,8% al Centro-nord. Si registra, inoltre, una certa variabilità tra le singole regioni ma comunque in un contesto di crescita che per tutte, ad eccezione di Trentino Alto-Adige (regione a statuto speciale) e Abruzzo (dove la componente privata ha “corso”), è stato superiore al 60%. Le regioni che hanno fatto segnare gli incrementi più rilevanti sono il Friuli – Venezia Giulia , la Valle d’Aosta, il Lazio, la Toscana, la Puglia e la Calabria».
Le compravendite di abitazioni – scrive invece Bankitalia – sono tornate a crescere; i prezzi sono saliti, proseguendo la tendenza in atto negli anni più recenti. Anche nel terziario l’attività è aumentata. Le presenze turistiche sono cresciute sensibilmente, principalmente nella componente straniera. Gli aeroporti regionali hanno superato i 4 milioni di passeggeri, grazie all’incremento dei voli, che restano maggiormente concentrati nella stagione estiva, soprattutto quelli internazionali. I traffici di container presso il porto di Gioia Tauro – fortemente specializzato nel transhipment – hanno raggiunto un nuovo picco storico».
Lo scalo, infatti, segna un nuovo record con una movimentazione container, nel 2025, di circa 4,5 milioni di Teu, in aumento del 14% sull’anno precedente. Si tratta – evidenzia il rapporto – di circa un terzo del totale del trasporto di container in Italia.
La redditività è rimasta positiva per la maggior parte delle imprese, favorendo un ulteriore incremento della liquidità aziendale, che si collocava già su livelli storicamente elevati. Il settore produttivo regionale, pur avendo registrato negli ultimi anni un lieve rafforzamento della dimensione media delle imprese, resta ancora fortemente polarizzato su realtà di piccola scala. La capacità innovativa e l’intensità brevettuale regionale continuano ad essere tra le più basse del Paese.
Prendendo in prestito i dati dalla Svimez, si può notare come «nel Sud spicca il dato dell’Abruzzo +1,9%, grazie al traino dell’industria e, in particolare, delle costruzioni. Anche la Campania registra un buon risultato con una crescita dello 0,9%, la Calabria fa meglio della media nazionale con uno 0,8%».
Nel 2025 – scrive Bankitalia – l’occupazione in Calabria è cresciuta più intensamente che nel Mezzogiorno e nella media nazionale, con un aumento sia dei lavoratori dipendenti sia, in misura più marcata, degli autonomi. Il miglioramento si colloca in un contesto caratterizzato da una dinamica salariale di lungo periodo meno favorevole rispetto al resto del Paese, anche legata alla perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni accumulata nel biennio 2022-23 e non ancora pienamente recuperata. La crescita dell’occupazione si è accompagnata a una riduzione delle persone in cerca di lavoro, a fronte di una quota di soggetti inattivi rimasta stabile su livelli elevati nel confronto con la media nazionale.
Il reddito reale delle famiglie calabresi ha continuato a crescere, sostenuto dall’espansione dell’occupazione. Pur in presenza di una lieve ripresa dell’inflazione, i consumi hanno mostrato una dinamica positiva, in miglioramento rispetto al biennio precedente, beneficiando anche dell’incremento dei flussi turistici; è rimasto ampio il ricorso al credito al consumo.
La dinamica dei prestiti al settore privato non finanziario si è rafforzata, sospinta dall’intensificarsi della crescita del credito alle aziende di medie e grandi dimensioni e dalla ripresa dei mutui abitativi alle famiglie. Il costo dei finanziamenti si è ridotto per le imprese, mentre è rimasto pressoché stabile per le famiglie. Il tasso di deterioramento del credito è diminuito per le imprese, collocandosi su un livello prossimo al valore medio nazionale e inferiore a quello del Mezzogiorno; per le famiglie consumatrici l’indicatore è rimasto stabile. L’espansione dei depositi bancari si è intensificata, soprattutto per il settore produttivo; il valore di mercato dei titoli in custodia ha continuato a crescere, anche se a un ritmo meno intenso dell’anno precedente. La rete degli sportelli bancari presenti sul territorio regionale si è ulteriormente ridimensionata.
Bankitalia, poi, ha rilevato come «la situazione di bilancio è migliorata per la Regione, che ha conseguito il pieno rientro dal disavanzo; per le Province e i Comuni permane invece una condizione meno favorevole rispetto al complesso degli enti locali a livello nazionale. Nel triennio 2022-24 è proseguito il processo di digitalizzazione dei Comuni calabresi, favorito anche dall’aumento della spesa per investimenti in nuove tecnologie; nel confronto nazionale persistono tuttavia ritardi nell’erogazione dei servizi online».
Rilevante, poi, il contributo del turismo per l’economia regionale: rispetto alla media nazionale, la spesa turistica incide in misura più elevata sui consumi interni e il settore dell’ospitalità assorbe una quota maggiore di occupazione, soprattutto nei mesi estivi; tuttavia, anche per l’ampio ricorso a forme contrattuali flessibili, i livelli retributivi risultano inferiori a quelli medi degli altri settori.
«Il comparto turistico in regione – si legge – presenta ancora ampi margini di crescita. L’intensità turistica – misurata dal rapporto tra presenze e popolazione residente – è inferiore al dato nazionale; nell’ultimo decennio le presenze sono aumentate ma meno della media del Paese, risentendo di un recupero più lento nella fase post-pandemica. Il settore si caratterizza ancora per una forte concentrazione sulle aree costiere, un’elevata stagionalità e una minore incidenza delle presenze straniere».
La dotazione di posti letto relativamente più ampia in rapporto agli abitanti si associa a un più basso grado di utilizzo delle strutture alberghiere, che si allinea ai valori nazionali solo nei mesi di luglio e agosto. La qualità delle strutture risulta in miglioramento, anche se resta più contenuto in regione il peso di quelle di fascia più alta. L’offerta ricettiva presenta una dimensione media più elevata, in riduzione negli ultimi anni anche per l’ingresso sul mercato di piccoli operatori del comparto extra alberghiero. L’incidenza degli affitti brevi risulta inferiore rispetto alla media nazionale, nonostante una maggiore disponibilità di abitazioni non occupate (vuote o utilizzate da non residenti). «I dati diffusi dalla Banca d’Italia rappresentano una positiva notizia per la Calabria e confermano che la nostra regione sta cambiando passo». È quanto afferma il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo.
«La crescita del Pil dell’1,1%, superiore alla media del Mezzogiorno e dell’Italia, l’aumento dell’occupazione del 3,8%, il calo della disoccupazione, l’export cresciuto del 10,8% e il nuovo record del porto di Gioia Tauro raccontano una Calabria più dinamica, più competitiva e più fiduciosa».
«Questi dati vanno letti dentro il percorso avviato in questi anni dal governo regionale guidato da Roberto Occhiuto. Un’azione seria, concreta e determinata, che sta producendo effetti misurabili sull’economia, sul lavoro, sulle infrastrutture e sulla capacità della Calabria di attrarre investimenti e opportunità».
«Non si tratta di un punto di arrivo, ma di una solida base da cui ripartire per costruire il futuro della nostra terra. La strada intrapresa è quella giusta. Come Consiglio regionale, in piena sintonia con l’esecutivo, continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a consolidare questa crescita, creare nuova occupazione e valorizzare i territori, per fare della Calabria una protagonista centrale e propositiva nel contesto del Mezzogiorno e dell’intero Paese», conclude Cirillo.
«Il rapporto annuale della Banca d’Italia certifica in maniera autorevole la solidità dell’azione di governo portata avanti dalla Regione Calabria sotto la guida del presidente Roberto Occhiuto e della maggioranza di centrodestra». È quanto afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giacomo Crinò, commentando i dati contenuti nell’ultimo rapporto sull’economia regionale.
«Conti in ordine, crescita dell’export del 10,8%, aumento degli investimenti e dell’occupazione delineano una Calabria che ha cambiato passo. Sono risultati che premiano una visione politica chiara, una gestione responsabile delle risorse pubbliche e un lavoro quotidiano che continua a produrre effetti concreti sul territorio. La sfida adesso è consolidare questi traguardi e proseguire con determinazione lungo il percorso di crescita e sviluppo intrapreso». (ams)







