IL PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ CHE GESTISCE GLI AEROPORTI CALABRESI RASSICURA MA NON CONVINCE;
De Metrio e Cannizzaro

REGGIO AIRPORT, LA SACAL NON DECOLLA
PROMESSE, PROGETTI, MA LO SCALO MUORE

C’è stato tanto, troppo da dire sull’Aeroporto di Reggio Calabria, nel corso della conferenza stampa del presidente della Sacal, Giulio De Metrio, e il deputato di FI Francesco Cannizzaro, dove sono stati illustrati non solo i dettagli dello stato dell’arte, ma anche «realtà e fatti», come sottolineato dal deputato reggino.

Punti cruciali di questa conferenza, il Il Piano Industriale della Sacal, che sarà presentato «nei tempi opportuni» ha detto il presidente De Metrio, i nove interventi in programma per un totale di 27 milioni di euro, e l’aumento di capitale, approvato recentemente dal Consiglio regionale della Calabria e l’entrata della Città Metropolitana di Reggio Calabria nella compagine societaria.

«L’aeroporto dello Stretto è qualcosa su cui ho investito molte delle mie energie personali e forze politico-istituzionali, e su cui molti altri hanno fatto solo chiacchiere e confusione» ha detto ancora Cannizzaro, sottolineando come «l’emendamento da 25 milioni di euro è l’unica certezza e base concreta da cui partire per il rilancio dell’infrastruttura».

«Con Sacal c’è sinergia e intesa su come e dove intervenire. E insieme stiamo sgomitando in Enac per abbattere l’ostacolo principale: le limitazioni, argomento mai affrontato prima, da nessuno» ha detto ancora Cannizzaro, spiegando che tali limitazioni non consentono a Sacal di interloquire con le compagnie».

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Sulle limitazioni è intervenuto anche il presidente De Metrio, spiegando che «stiamo, quindi, lavorando per portare ad Enac elementi di giudizio e informazioni nuove al fine di ottenere l’abbattimento delle restrizioni, mutare la classificazione dello scalo reggino da categoria C a categoria B, garantendo ovviamente la massima sicurezza dei voli», condizioni, per il presidente della Sacal, necessarie per «generare le condizioni affinché i più grandi vettori europei possano avere interesse a volare qui».

«La nostra interlocuzione con Enac, soprattutto su questo punto – ha detto Cannizzaro – è costante e proficua e straordinario è anche l’impegno di Sacal. Il tutto in un clima di sinergia istituzionale pieno e interamente finalizzato al rilancio definitivo del Tito Minniti di Reggio Calabria. È nostra intenzione proseguire in questo lavoro con Enac, al cui tavolo torneremo a sederci proprio per discutere di questo studio i primi di settembre».

«Quando ho accettato l’incarico alla Sacal – ha detto il presidente De Metrio –  ho posto come condizione che si ragionasse solo in termini di “sistema aeroportuale”. I nove interventi che fanno parte del programma finanziato con 27,5 milioni di euro, 25 del Governo e 2,5 inseriti nell’accordo a carico della società di gestione degli aeroporti calabresi, vanno visti e considerati nella loro consistenza complessiva e sono esclusivamente destinati alla riqualificazione ed a rendere più funzionale l’aeroporto di Reggio. Ci sono tempi tecnici e d’altra parte Sacal solo dal 2019 ha preso in gestione lo scalo  due anni in gran parte disastrosi per il trasporto aereo a causa della pandemia».

E sul punto dell’aumento del capitale e l’ingresso della Metrocity, che per Cannizzaro è «strategico per il progetto di rilancio» nella compagine societaria, De Metrio ha spiegato che «non c’è alcuna preclusione».

«Ma non potevo rispondere alle sollecitazioni del sindaco Giuseppe Falcomatà in soli tre giorni – ha spiegato De Metrio –. È l’Assemblea dei soci che prende ogni decisione. E, poi, bisogna ricordarsi che diventare soci di una società è come sposarsi. È una questione di fiducia, e la fiducia va conquistata».

Sul tema, è intervenuto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo: «a proposito della mancata adesione all’aumento di capitale di Sacal da parte di Comune e Provincia, comprendo che la totale assenza di visione strategica che in questo caso non può limitarsi al Comune capoluogo, induca a declinare, peraltro errando, sterili percentuali che nulla rappresentano in un contesto di mobilità di livello quantomeno regionale».

«E infatti – ha aggiunto – lo stretto raccordo da me attivato con il management della Sacal e soprattutto con il Governo regionale affinché quest’ultimo subentrasse ai due enti – Comune e Provincia – che ho l’onore di amministrare, ha consentito fondamentalmente l’atteggiamento più corretto nei confronti dei cittadini in quanto, con un marginale aumento di capitale, oltre a provocarsi un ingiusto e maggiorato esborso per le casse dei due enti locali, nessun ritorno economico ci sarebbe stato a vantaggio dei cittadini».

«E – ha proseguito – se qualcuno sostiene che il peso politico in un consiglio di amministrazione sia determinato dalle quote detenute, ignora che solo l’azionista che detiene il 50,01% delle quote è sempre determinante. Gli altri, che abbiano il 49 o l’1 %, poco o nulla possono influire. Quanto allora avrebbero potuto influire Comune e Provincia con le proprie quote percentuali seppur maggiorate?».

«Di contro – ha detto ancora Abramo – gli enti a valenza istituzionale quali Confindustria e Camera di Commercio, al pari di Comune e Provincia, pur detenendo in Sacal quote minoritarie, attraverso i propri rappresentanti hanno fatto emergere le capacità di gestione ed amministrazione con buona pace di chi pensa che far valere il “peso” sia solo una mera questione di numeri. E, infatti, ancora, il Comune di Catanzaro, quello di Lamezia e Confindustria, in sinergia con la Regione, hanno lavorato per impedire che il socio privato potesse acquisire la maggioranza delle quote al tavolo di riunione tenutosi con tutti i capigruppo del Consiglio regionale, che poi ha approvato la pratica su Sacal».

«A quel tavolo – ha concluso – non ci si è minimamente posto il problema di quali percentuali disponessero i due Comuni e la confederazione, ma si è compresa e fatta propria la problematica evidenziata dai soci cosiddetti di minoranza. Credo sia questo il peso politico che vale più di ogni percentuale».

Intanto, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha risposto al Comitato Spontaneo “Pro Aeroporto dello Stretto”, illustrando le informazioni inerenti le iniziative della Regione Calabria relative agli aspetti infrastrutturali, con l’obiettivo di rilanciare l’aeroporto di Reggio Calabria.

Domenica Catalfamo

«In primo luogo – ha spiegato – si conviene con il comitato che l’accessibilità dell’aerostazione, attraverso collegamenti intermodali, rappresenti certamente fattore cruciale per il rilancio e lo sviluppo dello scalo. In merito a questo aspetto, ritenendo di rilevante importanza il collegamento attraverso la strada statale 106, è stato chiesto ad Anas di riattivare le procedure di realizzazione della parte mancante dello svincolo Malderiti, ferme da anni anche a causa di mancate sollecitazioni del Comune di Reggio Calabria, realizzando la rampa in uscita e adeguando quella esistente. In aderenza a tale richiesta, è stato redatto il progetto esecutivo e proprio nei prossimi giorni il Mims potrà autorizzare l’esecuzione dell’intervento mediante utilizzo di residui sul contratto di programma 2018-2020 per un importo di circa 1,8 milioni di euro».

«Per quanto attiene ai collegamenti con l’Area dello Stretto – ha proseguito – nel mese di agosto 2020, d’intesa con la Regione siciliana, è stato previsto l’incremento e l’estensione del periodo del servizio di collegamento dal porto di Reggio Calabria verso le Isole Eolie in coincidenza con l’arrivo dei voli, a partire dai prossimi affidamenti dei servizi. Sempre con riferimento ai collegamenti con la Sicilia, la Regione si sta adoperando al ripristino di un servizio simile a quello a suo tempo avviato dalla provincia di Reggio Calabria con finanziamenti regionali, denominato “Chiama Bus”, che a regime garantiva il 10% di utenza messinese su ogni aeromobile».

«Tale servizio – ha aggiunto – era stato soppresso dopo la decisione della Città metropolitana di sperimentare un servizio con altre caratteristiche che non ha dato i medesimi risultati di quelli attivi negli anni precedenti. Ritenendo che tale scelta abbia indotto la perdita della fidelizzazione dell’utenza messinese, la Regione sta mettendo in campo una serie di iniziative mirate al recupero di tale fascia di domanda».

«Per i trasporti ferroviari – ha proseguito Catalfamo – avendo già acquisito da Trenitalia la disponibilità al rispristino della fermata “Aeroporto”, si chiederà al Comune di Reggio Calabria di voler garantire idonee condizioni di percorribilità in sicurezza del sottopasso di collegamento fra la stazione ferroviaria Aeroporto e l’aerostazione. L’accessibilità verrà ulteriormente incrementata dal servizio di metropolitana leggera ad elevata frequenza in tutte le fermate nella tratta Villa San Giovanni/Melito Porto Salvo, secondo il progetto recentemente avviato da questo assessorato sulla programmazione nazionale in corso. Il passo successivo, previsto dalla nuova programmazione, sarà quello di estendere tale servizio via treno all’intera area metropolitana di Reggio Calabria».

«Per quanto attiene ai finanziamenti statali di cui all’emendamento Cannizzaro della legge di Bilancio n. 145/2018 – ha specificato l’assessore –, le finalità previste dalla norma di finanziamento sono quelle “di consentire i necessari lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria” e gli interventi sono quelli condivisi tra Enac e Sacal nel 2019 senza che vi siano state osservazioni da parte dei rappresentanti istituzionali interessati (Comune e Città metropolitana di Reggio Calabria, Regione Calabria). Secondo recenti informazioni assunte da Sacal, sono stati affidati tutti gli incarichi di progettazione previsti nonché gli incarichi di supporto alla Stazione appaltante (gestione gare e verifica progetti), con un cronoprogramma che prevede l’aggiudicazione entro l’anno delle prime gare per gli appalti integrati».

«Per quanto sia certamente meritevole di attenzione la proposta di realizzazione di una nuova aerostazione lato mare, in connessione diretta con la fermata ferroviaria , – ha sottolineato – per tale opera dovranno essere individuate fonti di finanziamento diverse anche a valere sulla nuova programmazione nazionale e comunitaria. Risulta anche significativo rappresentare al Comitato che il competente Settore del dipartimento Lavori pubblici di questo assessorato ha elaborato una Convenzione, in fase di sottoscrizione, che prevede il recupero di risorse Fas, per l’importo di circa 1,5 milioni, relative a lavori ormai sospesi da anni. Ciò consentirà di completare a breve i lavori sulle infrastrutture di volo che risultavano interrotti e non collaudati in quanto non acquisiti da Sacal».

«Infine – ha dichiarato ancora Catalfamo –, si conferma che a seguito dell’incontro organizzato dal deputato Francesco Cannizzaro, che si è svolto lo scorso febbraio nella sede Enac di Roma, e le successive interlocuzioni con questo assessorato, la Sacal ha completato e trasmesso a Enac uno studio su nuove procedure strumentali di volo per la riduzione delle limitazioni operative dello scalo che hanno sinora profondamente vincolato lo sviluppo del traffico aereo. Evidenziando che le istanze prodotte negli anni scorsi dalla precedente società di gestione dello scalo avevano infatti prodotto solo parziali riduzioni delle limitazioni, ma non la loro eliminazione, si ritiene che la reiterazione dell’istanza corredata da tale studio costituisca elemento di elevatissima importanza strategica per il concreto rilancio dello scalo, a prescindere da ogni altra azione che potrà essere programmata ed attuata nel breve e medio termine».

«Quanto esposto – ha concluso l’assessore – afferisce agli aspetti di competenza di questo assessorato, inerenti alla programmazione degli investimenti infrastrutturali a valere su fondi assegnati o stanziati dalla Regione Calabria. Resto disponibile per ogni eventuale approfondimento. (rrc)