Cannizzaro (FI): Pubblicato da Sacal bando per interventi all’aeroporto di Reggio

Francesco Cannizzaro, ha annunciato che «Sacal proprio oggi ha pubblicato uno dei bandi per la messa in opera dei vari interventi previsti dal mio emendamento dedicato all’Aeroporto di Reggio Calabria. Dopo i ritardi dei mesi scorsi, dovuti a diversi fattori, non certo a problemi di risorse perdute come qualcuno ha falsamente e artatamente affermato, adesso i 25 milioni prendono forma, in concreto. E faranno prendere il volo al ‘Tito Minniti’».

Per Cannizzaro, infatti, si tratta di «una bellissima notizia per tutti, brutta solo per i nostri detrattori, che si accontenterebbero di veder sprofondare l’aeroporto piuttosto che dar ragione a chi combatte per esso». 

«E proprio in tal senso – ha aggiunto – sono felice di aver trovato lungo il percorso persone che hanno creduto e credono fortemente nel rilancio di questa strategica infrastruttura. Per chi sta dentro gli iter appare evidente, infatti, il netto cambio di passo da quando in Sacal è approdato Marco Franchini, nuovo Amministratore unico scelto con lungimiranza dal Presidente Roberto Occhiuto, con il quale c’è piena sintonia d’intenti che ha dato nuovo forte impulso a tutta la complessa procedura».

«Il bando odierno, da circa 2 milioni e mezzo di euro – ha spiegato il deputato reggino – è mirato alla riqualificazione degli impianti di controllo e smistamento dei bagagli da stiva; mentre sono state già affidate opere per ulteriori 2,5 milioni (parte per l’attività dei nastri di distribuzione e parte per apparati di controllo e sicurezza del volo). E vi possiamo già anticipare  – aggiunge il deputato reggino – che nei prossimi giorni verranno pubblicati anche tutti gli altri bandi di gara. Questo per quanto riguarda Sacal». 

«Nel frattempo, la Regione – ha proseguito – ha già messo in campo ben 16 milioni di euro destinati agli oneri di servizio pubblico, per garantire la continuità territoriale nel trasporto aereo e quindi lo sviluppo territoriale. E sempre oggi, su apposita delega del Ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, verrà emesso il decreto del Presidente della Regione tramite cui sarà convocata una Conferenza dei servizi dedicata esclusivamente all’Aeroporto dello Stretto; le parti coinvolte dunque si incontreranno per definire il contenuto degli oneri di servizio pubblico da imporre sui collegamenti aerei da e per Reggio Calabria, quindi rotte da servire, frequenze e orari dei collegamenti, tariffe più concorrenziali e tipologia di aeromobili da utilizzare».

«Contestualmente, si sta lavorando con risultati concreti anche su un altro tavolo impostato da tempo, quello di Enac, per l’abbattimento delle limitazioni, che sarà la vera chiave di volta per il nostro aeroporto, nonostante qualcuno provi a minimizzare un aspetto così importante. Quella per l’Aeroporto di Reggio – ha concluso Francesco Cannizzaro – è una battaglia che passo dopo passo ci sta portando all’obiettivo che tutta Reggio si aspetta. Io per primo». (rrc)

Aeroporti, Fi Reggino: Rafforzamento dei voli ottima notizia

Il gruppo comunale reggino di Forza Italia ha espresso soddisfazione per il rafforzamento dei voli negli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria, sottolineando che si tratta di «un altro passo verso grandi obiettivi che abbiamo in mente per l’aeroporto di Reggio».

«Si avverte, è tangibile ormai, il netto cambio di rotta delle sorti del ‘Tito Minniti’, merito dell’On. Francesco Cannizzaro e del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il quale dimostra ancora una volta di avere a cuore le sorti dello scalo di Reggio – viene evidenziato nella nota –. Quindi, ringraziamo ITA per l’impegno assunto di investire ancora una volta sul nostro scalo, ma ringraziamo soprattutto chi ha fatto capire a ITA l’importanza di volare sullo Stretto. Il vettore di bandiera è fondamentale per la nostra Città, anzi vitale».

«Chi non esulta, da bastiancontrario cronico – si legge nella nota – criticando a prescindere e senza mai muovere un dito per risolvere i problemi, non solo è nemico del Territorio, ma soprattutto non si rende conto del danno che reca a tutta la Comunità reggina. Noi invece siamo ottimisti e non lo nascondiamo. Anche perché, che ITA rafforzi la propria presenza a Reggio è già di per sé una grande notizia, ma sarà poca cosa rispetto alle altre notizie sull’aeroporto che saranno rese note a breve, quando si innescheranno una serie di incastri burocratico-amministrativi che permetteranno di realizzare tutto quello che Forza Italia dice da anni, in primis il nostro Coordinatore provinciale Francesco Cannizzaro, l’unico che si sta davvero battendo per l’aeroporto. Adesso, finalmente, grazie anche al supporto costante e lungimirante del Presidente Occhiuto, le circostanze stanno prendendo la piega giusta».

«La nota ufficiale diramata da Sacal – conclude la nota – per comunicare il rafforzamento dei voli, tra le righe, ha indirettamente confermato i rumors giornalistici di questi ultimi giorni, secondo cui l’abbattimento delle limitazioni dovute alla categoria C sarebbe ormai questione di mesi. E allora si che ne vedremo delle belle…». 

I consiglieri regionali forzisti hanno ribadito che «con Occhiuto.è stato fatto un enorme passo in avanti per tutto il sistema aeroportuale».

«Meno di un anno è trascorso dall’insediamento del Governatore – viene evidenziato – e già si possono contare passi in avanti in ciascun settore. Tra gli impegni più vigorosi, significativi e colmi di risultati possiamo annoverare sicuramente il sistema aeroportuale. Uno sfascio quello ereditato dalla Sinistra di Oliverio. Oggi invece, grazie alla sagace mossa di Occhiuto di riportare Sacal in capo alla Regione, finalmente tutto sta prendendo una piega diversa. Anche la situazione dell’aeroporto di Reggio, che in questi anni è sempre stato in procinto di chiudere i battenti».

«E proprio il ‘Tito Minniti’ – prosegue la nota – pare sia diventato la vera ‘scommessa’ di Occhiuto tanto quanto del nostro Coordinatore provinciale, il deputato Francesco Cannizzaro. Le strategie dei nostri due massimi esponenti convergono verso un netto, innovativo, decisivo cambio di rotta, che siamo certi regalerà ai reggini le soddisfazioni che aspettano e chiedono con decisione. La stessa decisione con cui Cannizzaro si sta battendo sui tavoli che contano, per ottenere grandi risultati, e Occhiuto si sta impegnando per cambiare strategie aziendali e di visione del sistema calabrese».

«Dunque – conclude la nota – salutiamo con gioia la novità del rafforzamento dei voli, fiduciosi che molto altro ancora accadrà nei prossimi mesi per rilanciare e consacrare una volta per tutte l’aeroporto dello Stretto, infrastruttura dalle mille potenzialità. Ora facciamola decollare!». (rrc)

 

L’OPINIONE / Pasquale Amato: Ecco perché Sacal non dovrebbe gestire l’aeroporto di Reggio

di PASQUALE AMATO

Provo a spiegare la mia proposta. Questa sarebbe un’iniziativa forte. Farebbe intendere che noi non accettiamo di essere maltrattati e vilipesi andando a pietire ciò che questa Regione, con qualunque coloritura partitica o di schieramento, elargisce per tenerci sottomessi. 

Dal 1970 una maggioranza trasversale ha preso il controllo della Regione trattando il territorio della Città Metropolitana di Reggio come colonia, cui dare dei contentini se stiamo zitti e buoni. Ci ha imposto e ci impone i candidati che le risultano più graditi. In alcuni casi ha subito incidenti di percorso con l’affermazione di esponenti con la schiena dritta, quindi “non graditi”. 

È corsa ai ripari emarginando ed espellendo, con qualunque espediente tra cui Giuda disponibili in loco (anche per dispetto o per semplice invidia), questi spiriti indipendenti non disposti a piegarsi ai suoi ordini. 

La storia dell’Aeroporto dello Stretto è emblematica. È iniziata nel 1971 con la decisione di costruire l’Aeroporto di Lamezia, con un obiettivo assurdo in ogni altra Regione d’Italia, che è un paese di campanili: togliere allo scalo reggino il primato di primo Aeroporto della Regione, come tutta una serie di sedi e di altri primati. 

È stato un lavoro intenso, incessante, andato avanti per tappe sino alla tappa decisiva di riuscire a ottenere il totale assoggettamento tramite un bando-farsa che ha assegnato la gestione alla Sacal. 

E la Sacal ha svolto e sta svolgendo il suo compito: al là delle dichiarazioni ufficiali dei vari personaggi di nomina regionale succedutisi alla sua guida, ha cancellato o rubato voli e rotte, ha svuotato lo scalo licenziando una buona parte del personale, ha favorito una politica tariffaria a sfavore di Reggio per spingere i passeggeri a scegliere sempre più Lamezia (nel frattempo rafforzata con voli nazionali e internazionali a tariffe agevolate grazie al foraggiamento della Regione). 

Reggio può salvare il suo Aeroporto e la sua dignità di città più antica e grande della Calabria soltanto se fa valere sino in fondo le prerogative di Città Metropolitana del Sud assieme a Napoli e Bari. 

Non è un caso che la classe politica delle altre Calabrie abbia sempre avversato l’istituzione della Città Metropolitana. 

Non è un caso che sia l’unica Città Metropolitana che non ha mai ricevuto alcune deleghe importanti dalla Regione. Non è un caso che nel vocabolario utilizzato dal ceto politico regionale dominante in Regione si continui a parlare di Provincia e non di Città Metropolitana. Non è un caso che l’attivismo del ff Versace e la sua costante presenza sul territorio dei 97 Comuni metropolitani e sulle problematiche di essi stia provocando crescenti fastidi e malumori a Germaneto. Non è un caso che il ruolo del Consiglio Regionale a Reggio sia stato ridotto a organo di semplice ratifica di ciò che si decide a Germaneto. (pa)

Task Force Comunale a Occhiuto: Rimuovere ostacoli che impediscono il rilancio dello scalo reggino

La Task Force Comunale sull’Aeroporto di Reggio Calabria ha chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, un incontro per «concordare, finalmente, le soluzioni concrete e definitive per rimuovere ogni ostacolo che impedisce il rilancio dello scalo reggino, evidenziando che ogni ulteriore ritardo inficerebbe gravemente ogni programmazione futura, peraltro già ampiamente compromessa».

Salvatore Chindemi, coordinatore della task force, ha ricordato infatti che «nei primi giorni di febbraio, nella sede della Regione Calabria, si era svolto un incontro tra il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ed i vertici politici della Città di Reggio Calabria, ove si erano esaminate le problematiche dello scalo dello Stretto. In quella occasione si era pacificamente convenuto che la Sacal aveva agito, ed agiva, solo per sviluppare l’aeroporto di Lamezia a discapito degli altri due scali calabresi».

«Il Presidente Occhiuto – ha concluso – si era reso disponibile ad esaminare e condividere ogni soluzione funzionale al rilancio dello scalo dello Stretto, posponendo un secondo incontro ad una data successiva all’acquisizione da parte della Regione Calabria, per il tramite di Fincalabra, delle quote sociali acquisite, precedentemente, dai privati. Tale fase si è, da tempo, conclusa e, nei prossimi giorni, dopo le dimissioni del Presidente De Metrio e l’approvazione del bilancio, la Sacal si doterà di una nuova governance». (rrc)

Il presidente Occhiuto: già disponibili voli diretti Reggio-Milano e dal 13 aprile saranno strutturali due voli al giorno

Continuano le buone notizie per l’Aeroporto di Reggio Calabria: il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha reso noto che «sono già disponibili sul sito di ITA Airways i voli diretti da Reggio Calabria a Milano Linate, senza alcuna interruzione e con prezzi più convenienti, così come aveva chiesto esplicitamente la Regione, dal 27 marzo in poi».

«Anzi – ha proseguito – già nel mese in corso, in alcuni giorni, sono previsti due collegamenti diretti tra il capoluogo reggino e il capoluogo milanese; doppio volo diretto giornaliero che diverrà strutturale dal 13 aprile in poi. Questo risultato è un primo passo importante per l’aeroporto dello Stretto, che abbiamo intenzione di valorizzare sempre più nei prossimi mesi, lavorando anche per superare le limitazioni tecniche che impediscono il coinvolgimento delle compagnie low cost. Ma abbiamo in mente, adesso che la Sacal tornerà presto sotto il controllo della Regione, di costruire una strategia complessiva per lo sviluppo di tutti gli scali calabresi».

«Lamezia Terme – ha concluso – è già un hub forte, che certamente verrà rafforzato; ma adesso occorre investire su Crotone e Reggio Calabria, attraendo nuove compagnie e nuovi voli low cost. Avere collegamenti aerei di qualità, competitivi, che mettano in connessione la Calabria con le città più importanti d’Italia e d’Europa è fondamentale per lo sviluppo economico, sociale e turistico del nostro territorio». (rcz)

L’allarme di Renato Vitetta: dal 27 marzo non ci saranno più voli diretti Reggio-Milano

«Da oggi inizia il conto alla rovescia per la fine dei voli da e per Milano». È quanto ha denunciato il console onorario della Svizzera, Renato Vitetta, in merito all’ennesimo ‘smacco’ di cui è vittima l’aeroporto di Reggio Calabria e che si appella a tutti, affinché se ne scriva e parli «ma non aspettate di farlo dopo il 27 marzo… dopo non servirà più».

Eppure, «lo si sa già da almeno un mese – ha incalzato Vitetta –. Ma avete sentito qualche politico, amministratore locale o imprenditore che abbia detto o fatto qualcosa? Silenzio tombale, come la vittima rassegnata che aspetta l’ultimo colpo il 27 di marzo… È pazzesco tutto ciò, oltre che vergognoso ed indecente».

«Ma – ha proseguito – se nessuno di chi sarebbe davvero deputato a fare un casino che la metà basta, alza le chiappe e batte i pugni sui tavoli di chi decide se far volare su Reggio o meno, io credo che la coscienza civile di tutti i Reggini dovrebbe far scattare la molla per dire basta con questa ventennale presa per il culo dell’Aeroporto di Reggio! Si, di Reggio solo. Quale Aeroporto dello Stretto che dalla sponda opposta vanno tutti (giustamente per ora) a Catania?».

«Dove sono finite – ha incalzato – le Associazioni e tutti quelli che manifestavano per la fine (ingloriosa) di Alitalia? E adesso che ITA Airways (ergo: Alitalia 2.0…) fa le stesse e identiche cose non si sente più nessuno? Svegliamoci tutti, ca**o, finché (forse) siamo ancora in tempo a far cambiare idea a chi sta decidendo di far chiudere Reggio!».

«Un volo come quello di Milano – ha proseguito – che viaggia ogni giorno con una media di 90/100 passeggeri e nei weekend anche di più! È pazzesco che si rimanga con un solo volo per Roma (per altro ad orario assolutamente inconcepibile per la maggior parte dell’utenza, alle 19.10 la sera….!!!) e zero diretti su Milano. Politici, imprenditori, avvocati, medici e liberi professionisti, gente ammalata che necessita di cure al Nord, turisti, insomma una moltitudine di gente alla quale i voli sono indispensabili per le grandi distanze che separano Reggio dal resto d’Italia (e non ditemi che abbiamo il Freccia Rossa… solo di nome ma non di fatto visto che per arrivare a Milano ci vogliono comunque minimo 9/10 ore….!!)». (rrc)

 

Regione, Città Metropolitana e Comune a confronto per l’aeroporto di Reggio

Un importante incontro istituzionale si è svolta in Cittadella regionale tra la Regione, la Città Metropolitana e il Comune di Reggio per discutere dello stato dell’arte dell’aeroporto di Reggio Calabria, con riferimento all’attuale scenario volativo e in linea generale, alla strategia di sviluppo in ottica futura dell’infrastruttura aeroportuale.

Presenti il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, del sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace, del Sindaco f.f. del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, dell’assessore comunale, Domenico Battaglia e del coordinatore della task force comunale sull’aeroporto, Salvatore Chindemi.  

L’incontro, che si è svolto in un clima di fattiva collaborazione fra tutti gli attori istituzionali coinvolti, ha messo in evidenza le problematiche di stringente attualità che riguardano il “Tito Minniti”, prima fra tutte la cancellazione dei voli ad opera di Ita Airways che, di fatto, lascia lo scalo reggino con un unico collegamento su Roma già a partire dal mese di marzo. Un punto, quest’ultimo, su cui la delegazione comunale e metropolitana di Reggio Calabria ha registrato l’impegno del presidente Occhiuto circa l’avvio in tempi brevi di una interlocuzione con i vertici della compagnia di bandiera per valutare il ripristino dei collegamenti giornalieri su Roma e Milano, ritenuti essenziali dal territorio specie in questa fase di ripartenza post pandemica.

Nel corso dei lavori, inoltre, la centralità dello scalo reggino è stata più volte ribadita dai rappresentanti istituzionali seduti al tavolo, con particolare riguardo al bacino d’utenza di riferimento che, è stato rimarcato, non comprende il solo territorio metropolitano reggino ma abbraccia l’intera area dello Stretto. Anche su questo fronte l’interlocuzione fra il presidente Occhiuto e la rappresentanza istituzionale reggina, ha confermato la convinta volontà da parte del governo regionale, a puntare sulla valorizzazione e sul rilancio dell’infrastruttura aeroportuale di Reggio Calabria, anche nell’ottica di quelli che saranno i futuri scenari legati al nuovo riassetto nella governance regionale del settore aeroportuale. (rrc)

Filt Cgil Calabria: Preoccupa situazione aeroporto di Reggio, chiesto incontro con Occhiuto

La Filt Cgil Calabria ha espresso preoccupazione per la situazione del sistema aeroportuale calabrese e, in particolare, dello scalo reggino, che è «grave e preoccupante». Per questo, ha chiesto un incontro con il neo presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e ha invitato la Città Metropolitana, il sindaco, la maggioranza e la minoranza a fare altrettanto.

Ciò, per fare fronte Comune per «salvare lo scalo reggino», che «sta diventando l’anello più debole» del sistema aeroportuale calabrese, e per ribadire che «la Sacal anche con l’ingresso nella compagine sociale della Città Metropolitana, rafforzi la presenza a Reggio, garantisca occupazione e modernizzi i servizi».

«La Sacal ha, di fatto – viene spiegato dalla Segreteria–  abbandonato la prospettiva di crescita di tutti e tre gli aeroporti della Calabria, sta diminuendo drasticamente i diritti delle persone che lavorano, ha già cominciato a esternalizzare pezzi importanti di servizi aeroportuali: si prepara a completare l’opera con una sciagurata iniziativa di privatizzazione».

«Lo scalo di Reggio sta diventando l’anello più debole di questa catena – ha concluso la Filt Cgil Calabria –. Non è più tempo di vuote dichiarazioni e di cahier de doléance». (rrc)

Aeroporto di Reggio, le proposte di Marcianò e Iatì

di ANGELA MARCIANÒFILOMENA IATÌ –  Nelle ultime settimane,  si è letto della volontà politica della Città Metropolitana di Reggio Calabria di entrare nella compagine sociale di Sacal S.p.A. In particolare, è stata ipotizzata la sottoscrizione di una partecipazione sociale del valore nominale di 2 milioni di euro, operazione che desta alcune perplessità di ordine giuridico, rispetto alle quali va fatta una premessa.

L’Aeroporto dello Stretto, in attesa dell’Alta Velocità ferroviaria finanziata dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), è certamente la principale infrastruttura da riqualificare e sviluppare sia per garantire ai cittadini residenti a Reggio Calabria e nei Comuni limitrofi quella continuità territoriale mai riconosciuta (perché mai convintamente promossa), sia per programmare a breve termine una prospettiva turistica in un territorio nel quale non è certo la qualità dell’offerta ricettiva a fare da traino.

Tuttavia, nel 2017, l’Amministrazione Regionale targata Oliverio, con una scelta prima timidamente osteggiata e poi avallata dal Sindaco Falcomatà, ha deciso di costituire un sistema aeroportuale regionale unico attorno alla Sacal, che ha partecipato alla gara bandita da Enac per l’affidamento in concessione degli aeroporti di Reggio Calabria e di Crotone.

Sacal ha presentato un’offerta per entrambi gli scali, così aderendo alla clausola di preferenzialità contenuta nel bando di gara – molto discussa – che accordava prevalenza alle offerte che avessero avuto ad oggetto entrambe le gestioni aeroportuali e candidandosi alla guida del sistema aeroportuale unico con un’offerta che ha poi prevalso, per pochi punti, sull’unico altro concorrente. Dopo quasi 5 anni, i numeri dicono che l’aeroporto di Lamezia Terme è cresciuto – quanto meno in termini di traffico passeggeri – mentre l’aeroporto Tito Minniti è stato relegato a due voli al giorno, uno per Roma e uno per Milano, con orari impossibili per andata e ritorno in giornata, quanto basta per garantire una gestione in pareggio anche grazie al taglio dei dipendenti e dei fornitori dell’allora decotta Sogas.

Nel 2016, prima dell’affidamento della nuova concessione a Sacal, il traffico dell’aeroporto di Lamezia contava circa 2,5 milioni di passeggeri contro i 485 mila di Reggio, scesi progressivamente nel 2019 a 365 mila con un incremento invece di Lamezia, sempre nel 2019, sotto la gestione aeroportuale unica, a quasi 3 milioni, trend confermato, con le necessarie proporzioni, durante gli anni della pandemia. 

Una città che guida l’Area Metropolitana e che deve ancora scoprire come si programma una stagione turistica, con infrastrutture ricettive da sviluppare sia in termini di qualità che di quantità, per incrementare il traffico passeggeri del proprio scalo aeroportuale, dovrebbe poter contare su una libera competizione con gli scali concorrenti: Lamezia Terme e Catania.

Ben venga, quindi, l’interesse della Città Metropolitana ad occuparsi del rilancio del Tito Minniti, per quanto la sua intenzione di entrare nel capitale sociale dell’attuale Sacal si scontri contro alcune difficoltà giuridiche. Innanzitutto, ai sensi dell’art. 4 del D. Lgs. 175/2016, le Amministrazioni pubbliche non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali (tra le quali non rientra la gestione di un aeroporto), né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. L’acquisizione o sottoscrizione di partecipazioni sociali può comunque ritenersi ammissibile per società che producono un servizio di interesse generale (quale una società di gestione aeroportuale) nel rispetto di determinati limiti e condizioni.

Secondo quanto previsto dall’art. 5 del predetto Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica, la sottoscrizione di partecipazioni da parte di Amministrazioni pubbliche in società già costituite deve essere analiticamente motivata con riferimento al perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente, evidenziando le ragioni e le finalità che giustificano tale scelta, anche sul piano della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria e dando conto della compatibilità della scelta con i principi di efficienza, di efficacia e di economicità dell’azione amministrativa. L’Amministrazione invia l’atto deliberativo relativo alla sottoscrizione della partecipazione sociale alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

L’interesse della Città Metropolitana, a partecipare alla gestione di una società che si occupa della gestione di tre scali aeroportuali, orientata da un Piano industriale caratterizzato dal livellamento delle performance e dalle diverse prospettive di crescita tra Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone, con Reggio sempre più condannata a galleggiare, supererebbe difficilmente il vaglio dell’Agcm e della Corte dei Conti. 

A meno che l’investimento non si collochi in una dimensione diversa da quella sin qui comunicata, che vede la Città Metropolitana di Reggio Calabria quale stakeholder del sistema aeroportuale calabrese e non del solo Aeroporto dello Stretto. Dopo tutto, l’interesse della Città Metropolitana rispetto al rilancio dello scalo reggino potrebbe non coincidere esattamente con le esigenze del Comune di Reggio Calabria.

Non si può infatti non considerare che per molti Comuni afferenti all’Area Metropolitana, gli scali di Lamezia Terme e di Reggio Calabria sono equidistanti, con conseguente logica preferenza del relativo bacino di utenza per l’aeroporto lametino, tenuto conto dell’offerta dei voli, sensibilmente superiore sia in termini di collegamenti disponibili che di tariffe applicate nonché dei migliori snodi intermodali.   

Il dibattito in corso deve avere l’obiettivo di stimolare una riflessione sull’Aeroporto dello Stretto quale infrastruttura strategica nel precipuo interesse della Città di Reggio Calabria. Se è così, si dovrebbe allora ragionare su un’operazione societaria che riguardi il Comune di Reggio Calabria e non la Città Metropolitana; certo con maggiori criticità rispetto al vaglio dell’Agcm e della Corte dei Conti in merito alla sostenibilità finanziaria dell’operazione medesima: come noto, per la Corte dei Conti il Comune di Reggio è un sorvegliato speciale. 

Il Comune di Reggio Calabria dovrebbe elaborare una proposta alternativa rispetto alla sottoscrizione di una partecipazione sociale nell’attuale Sacal che rappresenterebbe – in caso di sua ammissibilità – un investimento meramente finanziario, privo di sostanziali diritti di governance sull’Aeroporto dello Stretto. 

Si potrebbe immaginare, con ogni riserva di approfondimento sulla fattibilità tecnico-giuridica dell’operazione, un diverso, più articolato percorso, per condurre Reggio Calabria (il Comune o la Città Metropolitana) nella compagine sociale della società di gestione dell’Aeroporto dello Stretto (ferma la concessione assentita da ENAC nel 2017). La Regione Calabria, per quanto socio di minoranza di Sacal S.p.A. – d’altra parte come quando, di fatto, determinò la concentrazione delle gestioni aeroportuali calabresi nella medesima società –ove condividesse il disegno del Comune di Reggio – potrebbe assumere la regia di una scissione asimmetrica della medesima società, ai sensi dell’art. 2506, comma 2, secondo periodo del Codice Civile, che consente, previo consenso unanime di tutti i soci, che ad alcuni di essi non vengano distribuite azioni o quote della società beneficiaria della scissione, ma azioni o quote della società scissa.

Nell’ambito della scissione prospettata, alla società scissa (l’attuale Sacal S.p.A.) verrebbe assegnato il ramo aziendale afferente alle gestioni aeroportuali di Lamezia e di Crotone, con riduzione della partecipazione sociale della Regione Calabria e incremento delle partecipazioni sociali degli altri soci attuali. Il compendio aziendale e il patrimonio di Sacal afferenti alla gestione del Tito Minniti verrebbero invece assegnati alla newco beneficiaria della scissione asimmetrica, le cui azioni (immaginando che detta newco sia una S.p.A.) sarebbero assegnate per intero al socio unico Regione Calabria. La scissione dovrebbe prevedere quasi certamente un conguaglio, nei limiti consentiti dall’art. 2506, comma 2, primo periodo del Codice Civile, secondo il quale nelle operazioni di scissione è consentito un conguaglio in danaro, “purché non superiore al 10% del valore nominale delle azioni o quote attribuite”.

Si intende che il compendio aziendale che dovrebbe essere assegnato alla newco dovrebbe essere già managerializzato, con competenze “sganciabili” dal ramo Lamezia/Crotone. In altre parole, gli attuali soci pubblici e privati di Sacal – tutti stakeholder dell’Aeroporto di Lamezia Terme e solo in minima parte di Crotone – incrementerebbero la propria partecipazione sociale nella società scissa, ma abbandonerebbero i propri interessi imprenditoriali nello scalo reggino, sempre che il rapporto di cambio lo consenta in modo da assicurare l’invarianza patrimoniale delle complessive partecipazioni dei soci e di evitare l’arricchimento o l’impoverimento di alcuni soci. 

La scissione asimmetrica potrebbe anche avere una geometria variabile rispetto a quella sopra ipotizzata ove Aeroporti di Roma S.p.A., primo operatore aeroportuale d’Italia e socio di Sacal con una partecipazione di poco inferiore al 10%, fosse interessata al rilancio dello scalo reggino. Scenario certamente auspicabile.

 La scissione asimmetrica alla quale si è fatto cenno costituirebbe solo la prima fase di una più ampia complessa operazione che dovrebbe proseguire con un aumento di capitale della newco beneficiaria riservato in favore del Comune di Reggio/Città Metropolitana che a questo punto sottoscriverebbe la partecipazione di una società dedicata alla sola gestione dell’Aeroporto dello Stretto (con responsabilità limitate, al di là delle garanzie da negoziare, sulla pregressa gestione di Sacal, rispetto all’ingresso in Sacal, particolare non di poco conto soprattutto alla luce delle ultime notizie, non proprio confortanti, sullo stato di salute del gestore unico).  

 Nulla poi impedirebbe alla newco Aeroporto dello Stretto S.p.A. di valutare, nel rispetto delle necessarie procedure ad evidenza pubblica, un’ulteriore apertura al mercato, con possibile ingresso nel capitale sociale di altri sostenitori dell’infrastruttura di Ravagnese, pubblici e privati, reggini e messinesi (operatori della filiera del trasporto, operatori turistici, esercenti commerciali, associazioni di categoria, operatori industriali con interessi nell’area di riferimento: esattamente il movimento imprenditoriale che l’economia catanzarese è riuscita a sviluppare intorno all’aeroporto di Lamezia) nonché di altri soci operativi in possesso del necessario know-how per una vera crescita del nostro aeroporto (assumendo che AdR si sfili dall’iniziativa), che si fondi anche su una sana politica competitiva nei confronti di Lamezia Terme.

Si tratta di un’operazione societaria certamente complessa, che comporterebbe -con specifico riferimento al possesso dei requisiti tecnici, organizzativi, economici e finanziari della newco – l’autorizzazione di ENAC, considerato che la concessione relativa allo scalo di Reggio costituirebbe asset essenziale del compendio aziendale e insieme allo stesso verrebbe trasferita. Un’autorizzazione non scontata, anche perché Sacal è oggi formalmente titolare di un’unica concessione per due aeroporti (Reggio Calabria e Crotone, oltre ovviamente all’originaria concessione relativa all’infrastruttura lametina).

Tutte le considerazioni che precedono devono necessariamente tenere conto di eventuali clausole limitative di operazioni straordinarie di Sacal S.p.A. eventualmente stabilite nello statuto sociale della stessa (aspetto superabile con il consenso di tutti i soci, necessario per deliberare la scissione asimmetrica) e/o nel contratto concessorio nonché degli assetti proprietari definiti in eventuali patti parasociali tra i soci di Sacal. Ove l’ipotesi sopra delineata non risultasse percorribile, si potrebbero valutare altre operazioni straordinarie di Sacal, idonee a consentire la partecipazione del Comune/Città Metropolitana di Reggio Calabria alla gestione di una società che si occupi della gestione del solo scalo reggino.

Dovrebbe comunque essere, ad avviso di chi scrive, uno scorporo del ramo di azienda relativo all’Aeroporto dello Stretto in favore di una società di nuova costituzione, una soluzione che consenta di evitare la sottoscrizione di una partecipazione di minoranza con uno sforzo finanziario enorme – soprattutto ove ricadesse sulle casse comunali della sola Reggio – ma che si rivelerebbe effimero contro una società che gestisce tre aeroporti diretti da un’unica governance per il perseguimento di un unico Piano industriale e con un indicatore di profitto rappresentato, in massima parte, dalla progressiva crescita dell’aeroporto di Lamezia Terme che, si ribadisce – non certo per campanilismo, ma per logica di libero mercato – si dovrebbe invece porre quale naturale scalo concorrente dell’Aeroporto dello Stretto.

I 2 milioni di cui si è sentito parlare, rischierebbero altrimenti di essere una manna dal cielo per i problemi economico-finanziari della Sacal senza dare a Reggio Calabria alcun concreto margine per incidere sugli investimenti e sullo sviluppo del Tito Minniti. (am e (fi)

[Angela Marcianò e Filomena Iatì sono, rispettivamente, (presidente Movimento “Impegno e Identità”) e Filomena Iatì (consigliere comunale “Impegno e Identità”]

REGGIO – Il consigliere Versace richiama Cannizzaro a difendere prerogative dell’aeroporto reggino

Il consigliere delegato ai Trasporti, Carmelo Versace, ha richiamato il deputato reggino, Francesco Cannizzaro, a difendere le prerogative dell’aeroporto di Reggio Calabria.

«Se il management Sacal chiama – ha detto Versace – il deputato Francesco Cannizzaro risponde mettendosi subito sugli attenti. Anche questa volta, mentre il sindaco Giuseppe Falcomatà ingaggia l’ennesima battaglia per cercare di salvare l’Aeroporto dello Stretto dal lento declino in cui la società lametina lo sta facendo piombare, l’esponente di Forza Italia s’inventa un post non per sposare il sacrosanto diritto della città di Reggio ad avere un’aerostazione viva, produttiva e competitiva, ma soltanto per lanciare accuse rivendicando meriti fittizi e sterili primogeniture di partito rispetto ad  una causa che deve essere giocata solo e soltanto per Reggio ed i reggini».

«Non dice nulla sul Piano industriale finalmente presentato da  Sacal – ha aggiunto – e che condanna all’eterno oblio il “Tito Minniti”, né fa menzione di una strategia aziendale votata all’annientamento dello scalo reggino in favore dell’aeroporto di Lamezia».

«Cannizzaro – ha proseguito – difende se stesso ed esclusivamente la sua parte politica, quasi a volersi buttare avanti per non rimanere indietro. Dice menzogne quando afferma che la Città Metropolitana, in tutta questa vicenda, è stata al palo. Conosce benissimo, infatti, la campagna di comarketing promossa da Palazzo Alvaro per dare manforte a Sacal nel tentativo di rilanciare l’aeroporto di Reggio, e sostiene il falso nel dire che la Città Metropolitana Alvaro non sia voluta entrare nella compagine societaria pur potendolo fare».

«Non poteva farlo, allora – ha spiegato – perché gli ultimi bilanci di Sacal presentavano un saldo negativo e ciò ha, di fatto, dal punto di vista tecnico-amministrativo, inibito qualsiasi tentativo d’acquisto di quote societarie. Quando i conti dell’azienda unica lo hanno consentito, invece, ogni nostro tentativo d’ingresso è stato bocciato dai soci lametini e catanzaresi».

«Piuttosto – ha proseguito ancora – stupisce come i consiglieri regionali di maggioranza, eletti a Reggio, abbiano votato in blocco un aumento di capitale per la Società lametina che nel suo piano industriale non prevede alcun migliorativo o programma di crescita per il nostro aeroporto».

«L’onorevole Cannizzaro – ha evidenziato Versace – farebbe bene a porre Reggio d’avanti agli interessi di partito ed ai rapporti d’amicizia. Ne gioverebbero la città e lui stesso che, ancora oggi, sbandiera ai quattro venti il finanziamento di 25 milioni intercettato  per l’ammodernamento dell’aerostazione, ma che sarà operativo non prima del 2026. Quando, cioè, potremmo aver da tempo celebrato il definitivo de profundis dell’aeroporto dello Stretto».

«Ed allora – ha concluso – se davvero vuole fare un favore al territorio ed alla verità, l’onorevole Francesco Cannizzaro smetta i panni del tifoso ed indossi i colori amaranto di Reggio e dei reggini. Solo una comunità forte, coesa ed unita potrà, infatti, risolvere una situazione che rischia seriamente di precipitare». (rrc)