CATANZARO – L’iniziativa della RaGi: Un libro a tutte le famiglie dei Punti di Ascolto Demenza

La copertina del libro

Si intitola Alzheimer: cinque passi verso la libertà il libro curato e ideato da Elena Sodano, presidente della RaGi, che sarà distribuito, gratuitamente, a tutte le famiglie Punti Ascolto Demenza della Provincia di Catanzaro e ai partecipanti agli incontri in webinar Di Lunedi ci vediamo al caffè.

 

Senza la pretesa di essere esaustivo su un argomento dalle mille sfaccettature, il “Piccolo”, ha l’obiettivo di accompagnare le famiglie in un mondo che all’inizio della malattia potrà sembrare incerto, pieno di interrogativi, paure. Una sorta di labirinto nel quale spesso si ritrovano senza riuscire a trovare una via d’uscita.

Il “Piccolo”, infatti, prende vita grazie al progetto Ci vediamo al Caffè nato in Calabria grazie alla sinergia di tre associazioni come la RaGi Onlus, presidente Elena Sodano, la Cooperativa Coriss, presidente Salvatore Maisano e l’Associazione PerLe Demenze, Famiglie Unite Calabria, presidente Anna Correggia.

Un progetto che, grazie all’esperienza maturata anche dalle Dementia Friendly Community di Cicala e Catanzaro, ha concretizzato fino ad oggi l’apertura di Punti Ascolto Demenza nei comuni di Botricello, Chiaravalle, Pianopoli, Tiriolo, Soverato nei quali ad accogliere le famiglie è presente equipe multidisciplinare composta da educatori, Oss e psicologhe oltre a realizzare ogni quindici giorni e sempre di lunedì, incontri webinar con esperti nazionali nel settore delle demenze.

«Con il Piccolo – afferma Salvatore Maisano – abbiamo voluto proseguire un cammino iniziato nel mese di settembre scorso a fianco alle tante famiglie incontrate sia nei Punti ascolto demenza, ma anche in tutta Italia, grazie agli incontri che stiamo realizzando in piattaforma con numerosi specialisti. Attraverso queste pagine, abbiamo tentato da dare alle famiglie piccoli consigli in modo da poterli maggiormente supportare nei momenti di incertezza e confusione che la malattia porta con sé».

Curato e ideato da Elena Sodano, autrice del libro “Il Corpo nella Demenza” con la supervisione della psicologa Amanda Gigliotti, il Piccolo prende per mano due fragilità. Quella della persona con una diagnosi di demenza che per prima avverte sul suo corpo i cambiamenti che produce la malattia e quella del familiare che spesso si sente come un lenzuolo sbattuto al vento senza riuscire a trovare validi punti di riferimento.  «La Terra di mezzo del mondo possibile della demenza è abitata da due mondi paralleli che occorre confortare e sostenere. Le persone con una demenza e le famiglie. Ed è loro che occorre ascoltare con il cuore, entrare in punta di piedi in una corazza spesso impenetrabile perché costruita su di una fragilità straziante».

E fragile, è anche il Papavero Rosso scelto per la copertina, simbolo di un universo che molto facilmente si frantuma se non viene protetto.

«Il primo passo che ogni familiare deve fare – ha dichiarato Anna Correggia, presidente della PerLe Demenze – è a mio avviso quello della conoscenza della malattia ma principalmente la comprensione della persona. L’Alzheimer mi ha fatto scoprire delle sfumature di mio marito Elio che non conoscevo e grazie a queste sono riuscita ad entrare in una relazione empatica con lui che mi ha permesso di superare momenti anche difficili. Sono sicura che questo “Piccolo” sarà d’aiuto per molte famiglie».

L’ideazione grafica del piccolo libro è molto particolare.

Le pagine sembrano materializzare gli stessi stati confusionali che vive una persona con demenza: pagine capovolte, scritti frammentati, elaborati senza senso. Ma che forse un senso lo hanno. (rcz)

In copertina, Maisano, Correggia e Sodano

RENDE (CS) – Al via l’8 marzo la “Stanza che A.m.a.”

Prende il via l’8 marzo La Stanza che A.m.a., il servizio di auto aiuto pensato dal Comune di Rende in collaborazione con l’Associazione Ra. Gi. Per le famiglie con persone affette da malattie neurovegetative.

«Il progetto – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Annamaria Artese durante la conferenza stampa di stamane in municipio – nasce dall’esigenza di fare rete tra enti territoriali, terzo settore e cittadini in modo da costruire percorsi condivisi attraverso un approccio multisettoriale alle demenze. L’inclusione deve infatti passare da una reale integrazione culturale».

All’incontro è intervenuta anche la presidente dell’associazione Ra. Gi., Elena Sodano, che ha sottolineato come: «supportare i familiari coinvolti nel processo di cura ed assistenza ai loro cari, significa dargli sostegno visti gli enormi stress fisici e psicologici che devono affrontare quotidianamente. Offrire loro opportunità di psicoeducazione, informazione, sollievo, accoglienza, contatto e confronto con persone nella stessa situazione, consiglio e sostegno alle famiglie di persone affette da demenze in generale di sicuro li aiuterà».

Il servizio completamente gratuito «servirà l’intera area urbana e sarà punto di partenza di una serie di iniziative che l’amministrazione Manna ha pensato di realizzare di qui a breve», ha dichiarato la consigliera di maggioranza Romina Provenzano.

Dopo gli interventi della responsabile dello sportello Rita Volpintesta e della Os Francesca Zicarelli, l’assessore Artese ha concluso affermando che «chi soffre di malattie neurovegetative ha bisogno di libertà e non di recinti: siamo sicuri che tali progetti servano non solo a i familiari direttamente coinvolti nella cura ed assistenza, ma anche alla cittadinanza affinché possa accrescere il proprio interesse e le proprie conoscenze relative alla malattia e alla sua notevole e crescente diffusione».

Si potrà contattare il personale messo a disposizione dal comune di rende il lunedì dalle h 9,30 alle 11,30 al numero di telefono 09841717647. Gli incontri si svolgeranno in municipio ogni martedì pomeriggio dalle h 15,30 alle 17,30. (rcs)

BOTRICELLO (CZ) – Il Comune incontra i sindaci per combattere la solitudine delle famiglie

Il Comune di Botricello ha incontrato i sindaci del comprensorio per parlare di come poter creare una rete di sostegno, supporto e ascolto concreto per le famiglie che vivono nella più totale solitudine il dramma delle demenze.

Ciò è stato possibile grazie ad una iniziativa Il Punto Ascolto Demenze di Botricello, portata avanti dal vicepresidente della Commissione Pari Opportunità, Giovanna Puccio, presidente Rosaria Laporta, con il supporto dell’equipe del Punto Ascolto Demenze composta dall’educatrice Caterina Mezzotero, gli Oss Luigi Scavo e Linda Pankiewiczova con la supervisione della psicologa Amanda Gigliotti.

Il Punto Ascolto Demenze di Botricello è un servizio nato grazie al progetto Ci vediamo al Caffè dell’Associazione RaGi, dalla Cooperativa Coriss e dall’Associazione “PerLe Demenze Famiglie Unite Calabria” e che ha concretizzato nella provincia catanzarese l’apertura di altri Punti Ascolto nei comuni di Chiaravalle, Pianopoli, Soverato e Tiriolo.

A fare gli onori di casa è stato Amedeo Gigante, consigliere delegato per le politiche sociali al comune di Botricello che ha accolto il sindaco di Sersale, Salvatore Torchia, il sindaco di Cropani, Raffaele Mercurio, il vicesindaco di Andali, Saverio Costantini e il sindaco di Petronà, Enzo Bianco.

Partendo dal positivo riscontro che il punto per le demenze sta avendo tra le famiglie di Botricello e delle zone limitrofe, Gigante ha parlato di un progetto pilota che ha l’obiettivo di informare, quante più persone, sulla presenza di un aiuto, fattivo, concreto e gratuito per tutti coloro che vivono la loro pesante quotidianità vicino alle persone con demenze.

«Dobbiamo guardare oltre la cultura che conosciamo – ha affermato Gigante – e più in là della sola destinazione istituzionale. Siamo qui per offrire una sensibilizzazione gratuita anche nei vostri comuni in modo che Botricello possa diventare un centro di ascolto e di conforto per numerose famiglie».

Dopo il ringraziamento e il saluto da parte della dott.ssa Puccio che si è detta «disponibile ad intraprendere qualunque strada di affiancamento in un progetto in cui crede molto, e che ci porta a guardare oltre i nostri confini territoriali», ha preso la parola la presidente dell’Associazione RaGi la dott.ssa Elena Sodano che, dopo aver presentato il progetto Ci Vediamo al Caffè e ringraziato l’equipe di riferimento, ha messo a disposizione dei sindaci presenti risorse gratuite per poter intraprendere percorsi di supporto e informazione alle famiglie in modo dar loro la possibilità di sentirsi meno sole ad affrontare una malattia come la demenza.

Dello stesso avviso è stata anche la psicologa Gigliotti secondo la quale «Aiutare indirettamente la famiglia attraverso un sostegno psicologico, significa migliorare la qualità di vita delle persone con demenze, perché mitighiamo il limite di frustrazione che vive la famiglia e che spesso rappresenta l’apertura verso il ricovero nelle strutture. Siamo qui per dirvi che anche le famiglie dei vostri paesi possono contare su di noi e appoggiarsi al punto ascolto di Botricello gratuitamente».

L’educatrice Mezzotero ha chiesto aiuto a istituzioni come i medici di base e i parroci.

«Il nostro è divenuto un lavoro di strada e di domiciliarità – ha spiegato –. Contiamo molto sul passaparola che oramai fanno le famiglie. Ma non basta. Se non ci accostiamo a questo mondo e se ci chiudiamo nei nostri egoismi sarà una sconfitta per ognuno».

Tutti i sindaci presenti sono rimasti molto colpiti da una iniziativa che «Ci ha fatto toccare con mano la bellezza dei sentimenti».

Tutti i primi cittadini sono stati concordi nel dire che «quello delle demenze è un problema che, molto spesso, sottovalutiamo e che le famiglie per vergogna sono inclini a nascondere. Ma l’iniziativa di Botricello è la dimostrazione che le politiche sociali quando lavorano bene, anche nei piccoli comuni possono mettere in piedi iniziative che meritano di essere conosciute e promulgate perché restituiscono al territorio un servizio importante per la collettività».

  Tutti i sindaci hanno espresso la massima disponibilità per trasmettere ai propri cittadini l’esperienza del Punto Ascolto Demenze di Botricello chiedendo la massima disponibilità degli operatori presenti. (rcz)

CATANZARO – Il progetto “Il Filo invisibile” dell’Associazione RaGi

Si chiama Il filo invisibile il progetto promosso dall’Associazione RaGi per le Demenze, che prevede piccoli Gruppi di Aiuto Muto Aiuto e incontri, di supporto psicologico ed emotivo gratuiti e online, per contrastare l’isolamento delle famiglie, curati dalla psicologa dell’età senile Erika Colombo.

«Si tratta – ha spiegato la Colombo – di uno spazio pensato appositamente per tutte le famiglie che avranno la possibilità di incontrare altri caregiver e condividere con loro e tra di loro le fatiche nascoste dietro al lavoro di cura. Uno spazio in cui si potranno incontrare persone che vedranno nelle stesse parole, un aiuto, un conforto, perché tutti si scopriranno a dover vivere e condividere le stesse esperienze. Sarà un’occasione per incontrare persone, famiglie, che si sentono sole, isolate nel proprio dolore e, narrare questo grande dolore, permetterà di alleggerirne, almeno in parte, il carico. Perché quando il disagio resta dentro chi lo prova, si trasforma in rabbia, in aggressività e questo porta ad un circolo vizioso formato da rabbia, sensi di colpa e vergogna».

«Questa – ha aggiunto – sarà anche un’occasione per stringere nuovi legami, condividere strategie, trovare insieme soluzioni pratiche. I gruppi saranno piccoli, in modo che ciascuno possa sentirsi a proprio agio e non in mezzo ad una platea».

Il primo passo che le famiglie dovranno fare sarà contattare il numero +39 342 120 7053, ed effettuare un primo colloquio con la psicologa Erika Colombo. Dopo di che saranno formati tanti piccoli gruppi di Auto Mutuo Aiuto che saranno svolti on line su piattaforma Zoom. 

«Siamo soddisfatti del progetto Il Filo Invisibile – ha dichiarato la presidente della RaGi, Elena Sodano – perché ci dà la possibilità di raggiungere quante più famiglie possibili con uno strumento come la piattaforma Zoom che nonostante la sua virtualità, riesce a creare un’atmosfera protetta e confortevole».

«La dott.ssa Colombo – ha aggiunto – ha già ricevuto telefonate da familiari sparsi in tutta Italia e questo ci consente di organizzare i primi gruppi di Auto Mutuo Aiuto, una metodologia lodevole per contrastare il grande dolore che la cura di una persona con demenza comporta. La serenità spesso è avere a disposizione un filo a cui appendere il dolore della propria anima». (rcz)