L’attrazione dell’oltre nella poesia di Corrado Calabrò (autori vari)

di SANTO STRATI – Cos’è l’attrazione dell’oltre? Per un poeta è sicuramente il superamento della dimensione tradizionale e l’attraversamento della realtà con occhi allo stesso tempo distaccati ma partecipi. Al poeta, grande poeta calabrese, Corrado Calabrò la rivista Spiritualità & Letteratura, edita dalla Fondazione Thule Cultura di Palermo ha dedicato due corposi fascicoli, racchiusi in un unico libro, proprio sull’ “attrazione dell’oltre”. Un’analisi introspettiva sulla figura di Calabrò ma soprattutto sulla sua vastissima opera creativa.

Nella sua introduzione, Corrado Calabrò, afferma che «la nostra visione della realtà è un miraggio». Una visione olografica. «Ci è sconosciuta, insomma – sostiene – non percepita nella sua fondamentalità, la stessa realtà che ci circonda e ci permea, la realtà di cui siamo fatti. Noi tocchiamo solidi e liquidi, vediamo i colori, sentiamo suoni, odori, sapori: sono solo manifestazione metamorfiche che i nostri sensi ci porgono». Un’idea della poesia, ma soprattutto della vita, che il poeta Calabrò trasferisce dall’uomo (giurista, intellettuale, studioso) all’artista che crea, mediante i versi, emozioni e sensazioni perché si comprenda il senso della propria esistenza. È questa la vera forza poetica di Calabrò, il costringere alla riflessione cavalcando un’onda poetica trascinante e travolgente, e allora avviene che i suoi versi coinvolgono in modo atipico il lettore, ne saggiano l’intelligenza e ne stimolano risposte in termini di sentimento. Perché – ricordiamolo come disse Anassagora – l’uomo è nato “per contemplare il cielo e l’origine di tutto l’universo”.

Chi conosce la poesia di Corrado Calabrò, troverà in questa corposa raccolta di saggi (400 pagine) un’ulteriore risposta al perché le sue liriche vanno ben oltre la tradizionale suggestione che il verso riesce a dare. Il lettore riuscirà ad apprezzare ancora di più la profondità di alcune liriche, scoprirà la grandezza poetica di un inguaribile sognatore. «Sono una barca spogliata di vela che anela inutilmente al mare aperto» scrive in una lirica il poeta Calabrò: è il riferimento costante al “suo” mare, alla “sua” Calabria che, insieme all’amore, sono i temi dominanti di tutta la sua produzione poetica.

Del resto, 23 libri di poesia sono la testimonianza di una vitalità creativa che ha pochi eguali: in questo volume ci sono un centinaio di contributi di studiosi, scrittori, saggisti, poeti e operatori culturali che parlano e documentano un’attività invidiabile e superlativa di un “poeta del mare e dell’amore” e costituiscono un incentivo a rileggere, riguardare, ritrovare versi indimenticati per cogliere l’essenza vera di una concezione di vita, moderna perché basata sul classicismo, tra il mito e la metafora, tra il sogno e la realtà, l’immaginazione e il tecnicismo del quotidiano.

Non si faccia, però, l’errore di considerare questo libro la summa esaustiva della poetica di Calabrò: il poeta non dorme mai, sogna, vive, racconta. E molti altri, continuamente, parlano e parleranno di lui. Un bel libro per apprezzare ancor di più il grande poeta Calabrò, che della Calabria è un orgoglioso e più che illustre figlio. Il volume è curato da Tommaso Romano e Giovanni Azzaretto. (s)

L’ATTRAZIONE DELL’OLTRE NELLA POESIA DI CORRADO CALABRÒ
edizione fuori commercio, a cura di Tommaso Romano e Giovanni Azzaretto
Quaderni di Spiritualità & Letteratura – Fondazione Thule Cultura, Palermo