Autonomia, il presidente Mancuso scrive ai Rettori delle Università Calabresi

Un approfondimento economico-tecnico-giuridico, al fine di valutare le ricadute che si avrebbero in Calabria, qualora si consentisse alle Regioni che ne fanno richiesta di ottenere le competenze nelle materie escluse dai Lep. È quanto ha chiesto il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ai Rettori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, prof. Giovanni Cuda, dell’Università della Calabria di Cosenza, prof. Nicola Leone e dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, prof. Giuseppe Zimbalatti.

Una missiva inviata a seguito dell’approvazione, avvenuta lo scorso 18 aprile, da parte del Consiglio regionale del documento della maggioranza sull’autonomia differenziata, in cui Mancuso ricorda che la maggioranza consiliare “ritiene l’autonomia differenziata un’opportunità, in quanto la determinazione e il finanziamento dei ‘Lep’ nonché il superamento della spesa storica garantirebbero uguali servizi e diritti per tutti i cittadini ovunque essi risiedano, mentre i consiglieri di maggioranza hanno espresso qualche perplessità su ciò che riguarda le materie non ‘Lep’.

Inoltre, ha invitato i tre Rettori «ad indicare le figure professionali a cui affidare il compito di che trattasi, onde poter tenere una prima riunione programmatica negli uffici della Presidenza del Consiglio regionale». (rrc)

La Prima Commissione del Consiglio regionale rinvia discussione della proposta del referendum

Si è concluso con il rinvio della discussione del provvedimento per l’indizione del referendum abrogativo, la seduta della Prima Commissione ‘Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale’ del Consiglio regionale. Alla riunione, presenti diversi sindaci.

Una scelta, per la consigliera regionale del Pd, Amalia Bruni, che «è una chiara strategia adottata per evitare di affrontare direttamente la questione e di prendere una posizione chiara rispetto all’Autonomia differenziata che rappresenta una minaccia per l’unità nazionale e per i principi costituzionali di solidarietà ed equità».

«La legge Calderoli, già esecutiva dal 13 luglio – ha aggiunto – è immorale, anticostituzionale e antistorica: l’Autonomia differenziata sarà capace solo di portare disgregazione dello Stato, penalizzando le regioni più povere come la Calabria, favorendo invece solo le regioni ricche trattenendo le tasse locali. La legge Calderoli, sebbene apparentemente promettente nel rimuovere disparità e promuovere il decentramento, di fatto crea una divisione economica tra regioni ricche e povere, violando il principio di equità sancito dall’articolo 3 della Costituzione».

«I colleghi della maggioranza di centrodestra – ha concluso – non possono non avere contezza delle gravi conseguenze economiche e sociali dell’Autonomia Differenziata, tra cui la riduzione delle risorse per le regioni più deboli e il peggioramento dei servizi pubblici essenziali come sanità e istruzione. Così come non possono non essere consapevoli del fatto che non saranno mai garantiti i finanziamenti adeguati per i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep), necessari per garantire diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale – rimarca Bruni -. Senza l’apporto delle risorse provenienti dalle tasse versate dalle Regioni più ricche, lo Stato rischia di andare in default: l’Autonomia Differenziata farà implodere l’Italia».

Il consigliere Antonio Lo Schiavo, illustrando la proposta, ha ribadito che «non si tratta di una battaglia politica di parte, ma di una battaglia che riguarda i calabresi. Manca la discussione successiva alla legge 26 giugno 2024 sulla autonomia differenziata, per quanto in premessa, informa di aver chiesto l’adesione del Consiglio regionale della Calabria alla richiesta di referendum abrogativo e che se lo stesso non adotterà in tempi rapidissimi all’adesione al refendum, qualunque discussione successiva sarà inutile».

È stato chiesto al Presidente Roberto Occhiuto di aderire all’iniziativa e fare da front man in questa battaglia, che la discussione fosse portata al Consiglio, ricordando come le finalità della proposta in discussione è acquisita, alcune regioni vogliono rompere il principio solidaristico e trattenere la propria ricchezza nei loro territori. In un momento di grande conflitti globali vengono creati venti micro stati che avranno difficoltà a garantire i servizi ed i diritti costituzionali.

Lo Schiavo, poi, ha evidenziato che 13 sono i miliardi spesi dalla Calabria per mobilità sanitaria si immagini quale futuro potrà essere riservato alla sanità calabrese, si immaginino gli effetti della differenza retributiva. «L’economia differenziata – ha detto – è un sistema truccato in partenza e sta montando la mobilitazione generale, non si tratta di una battaglia di parte. Non basta la dichiarazione del presidente Occhiuto critica sulla legge, contestata dalla sua maggioranza la richiesta di moratoria dello stesso, la Lega ribadisce, infatti, che l’economia differenziata è legge dello Stato».

Per Lo Schiavo, poi, «i calabresi dovranno sapere che la Calabria non aderirà alla proposta di abrogazione» e che «la scelta peggiore è riscontrabile nell’escamotage della furbizia politica utilizzata per non assumersi responsabilità».

Per questo ha chiesto al presidente Occhiuto di riferire in Aula «su quali iniziative intenda intraprendere».

«La battaglia non può essere di parte e va portata nelle sedi istituzionali», ha detto, ribadendo 1che con la proposta in discussione si chiede che il Consiglio deliberi la richiesta di abrogazione della legge 26 e che le posizioni dovranno evincersi dalla votazione in Aula».

Il consigliere Davide Tavernise, premettendo che ha sottoscritto la proposta «perché come regione del Sud è giusto assumere una posizione che sia ufficiale, perché non esistono finanziamenti per i Lep e la protezione civile ed il commercio con l’estero rischiano di essere assunti da subito, viste le posizioni di alcune regioni del Nord».

Il pentastellato, poi, ha evidenziato «come anche nella maggioranza esistano posizioni diverse e che alcuni deputati e senatori calabresi di maggioranza non hanno votato la proposta», per questo «i cittadini del Sud debbano essere tutelati e che trattasi di una battaglia da portare in porto anche con il supporto della maggioranza».

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha ricordato che «la modifica del titolo quinto è opera della sinistra e che è inutile l’atteggiamento eroico di oggi. Le differenze sociali esistono, dichiara, ed è necessario assumersi le responsabilità delle iniziative».

Sul provvedimento ha informato «che diversi giuristi hanno intravisto elementi di incostituzionalità e che la proposta referendaria sarà respinta. Rammenta che il Consiglio regionale si è espresso con diversi ordini del giorno ed ha votato un documento con il quale si dice che l’autonomia differenziata è una grande opportunità ad alcune condizioni. L’autonomia differenziata con il finanziamento dei Lep dovrà colmare il gap oggi esistente in sanità e l’esempio può essere traslato a tutte le materie».

Ha concordato sul fatto che le materie «non disciplinati dai Lep possano rappresentare un problema ed è stata espressa la posizione critica del Consiglio regionale» e ha annunciato la presentazione di una proposta all’Ufficio di Presidenza con la quale si chiede alle Università uno studio ed un approfondimento sulle materie non sottoposte ai Lep».

Non ritenendo la proposta costituzionalmente compatibile, ha poi chiesto che venga rivista.

Il consigliere Ernesto Alecci, ringraziando i sindaci per la partecipazione, che «è riconducibile a mero esibizionismo considerato che avrebbero necessità di rimanere sui territori per affrontare la crisi idrica ed altro», ha sottolineato come «il presidente Mancuso, preso dalla passione, ha dimenticato che i Lea – paragonabili ai Lep –  sono stati approvati nel 2001 e se dopo venti anni non è stato, ancora, colmato il gap. L’autonomia differenziata garantirà, grazie alla fiscalità trattenuta, una una sostanziale disparità tra regioni alcune delle quali potranno garantire servizi migliori».

«I lep sono elementi minimi da garantire e rappresentano – ha detto ancora – una grande presa in giro. Che la Lega parli di esibizionismo della sinistra è un vero è proprio ossimoro. La riforma del titolo quinto ad opera del governo Amato è stato un errore e la riforma Calederoli, vista la storia politica del ministro, non garantisce, nulla di buono. La fila in prossimità dei banchetti per la raccolta firme è rassicurante e testimonia il grande coinvolgimento popolare».

Il dem, infine, ha rammentato al Presidente Mancuso che durante il Covid la prima regione ad accogliere i cittadini lombardi è stata la Calabria e gli ospedali calabresi, a quel tempo non interessati fortemente dal fenomeno, si sono presi cura di pazienti provenienti da altre regioni. Si dichiara orgoglioso di appartenere ad un popolo che non alza muri».

Per Mimmo Bevacqua, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, la posizione di Mancuso «è chiara» e il «suo intervento non passa inosservato», sottolineando, poi, come «sarebbe stato opportuno che il presidente Mancuso si congratulasse con i sindaci per la loro partecipazione».

«La proposta in discussione è fatta per conto ed in nome dei cittadini. La commissione dovrebbe prendere atto della richiesta avanzata e la proposta avrebbe dovuto essere discussa in Aula», ha detto Bevacqua, aggiungendo che «la minoranza chiede, sulla base, anche di 500.000 firma già raccolte che la proposta venga discussa in Aula».

«La calendarizzazione è stata prevista ai limiti dei tempi regolamentari, strumentalmente – ha evidenziato –. La maggioranza dovrebbe, invece, dimostrare sensibilità e consentire la discussione avallata dall’80% dei comuni e dalla maggioranza della società civile e, soprattutto, esprimersi con chiarezza sul “si” o “no” al referendum».

La presidente della Prima Commissione, Luciana De Francesco, si è detta meravigliata «che il consigliere Bevacqua seguendo una doppia morale contesti il normale iter, considerato che è opportuno dare il giusto coinvolgimento e la calendarizzazione in aula commissione per il giusto approfondimento tecnico/giuridico».

Per Giuseppe Mattiani la presenza dei primi cittadini non «è indicativa di appartenenza, ma di ascolto».

Ha, poi, ricordato che «la riforma del Titolo V è di iniziativa del Governo Amato e, pertanto, non è condivisibile la posizione ambigua della minoranza», che le posizioni «dei presidenti Bonaccini ed Emiliano che anni addietro rivendicavano i presupposti di all’art. 116, 117 e 119 della Costituzione sulle materie concorrenti e sulla rimozione delle diseguaglianze».

Il consigliere della Lega ha ricordato ancora come sono «propedeutici all’entrata dell’attuazione della legge sull’autonomia dovranno essere finanziati i Lep e che per la Calabria sarà un’opportunità. Azzerata la spesa storica, l’autonomia differenzaita darà la stura ad una reale equità. Il minacciato residuo fiscale ritiene non sia contemplato dalla legge, le materie non lep rientrano tra le materie concorrenti e la legge del 26 giugno definisce solo i principi generali di applicazione perchè l’autonomia differenziata esiste già. Trattasi, dunque di una presa di posizione a prescindere».

Il consigliere Antonello Talerico, non d’accordo sull’applicazione dell’autonomia in senso lato, ma concordando sulla posizione del presidente Occhiuto, ritiene, da giurista, che «il referendum sia, palesemente, inammissibile considerato che il referndum deve avere a riferimento una legge, e non può essere abrogativo di leggi ordinarie attuative di norme Costituzionale».

«Bisogna, invece – ha dichiarato – concentrarsi sugli stanziamenti finanziari dei Lep e la determinazione dei criteri degli stessi. La tecnica legislativa può spostare l’asse sulla base della valutazione dell’essenzialità e dei parametri che potrebbero anche avvantaggiare alcune regioni. I Lea sono stati previsti a livello centrale, già nel 2001 ed il sollecito del 2017 è stato applicato lo stesso criterio per altre materie. Il referendum non risolve il problema, che, invece potrebbe essere affrontato dagli amministratori».

«Il referendum, per raggiungere l’obiettivo dovrebbe riguardare la modifica dell’art. 116 della costituzione ed è improponibile», ha detto Talerico, ritenendo che non bisogna scendere nel populismo ma valutare dal punto di vista politico-amministrativo gli elementi dirimenti da prendere in considerazione per evitare i danni e cogliere le opportunità».

Per questo è «necessario un intervento virtuoso, una battaglia comune per attenzionare i criteri e la fase attuativa sui Lep e sui Lea ed evitare proposte vacue».

Il consigliere Giuseppe Gelardi ha ricordato che «la Lega vuole dare concretezza al dettato Costituzionale».

«Si assiste, in realtà al gioco delle parti, l’abolizione della spesa storica è elemento fondamentale, per come rilevato dal consigliere Mattiani, e costituisce un elemento dirimente. La Calabria tutta, maggioranza ed opposizione dovrebbero individuare, insieme, le materie importanti per il futuro della regione», ha detto il leghista, secondo cui la proposta referendaria non avrà futuro.

Ferdinando Laghi, ha evidenziato la posizione di contrapposizione netta della Federazione nazionale dei medici e della Cei che «si è chiaramente espressa contro con riferimento biblico “in nome del mio popoplo non tacerò”».

Informando della sua contrarietà non solo all’autonomia differenziata ma anche alle regioni perché favorevole al rilancio delle provincie, convinto che il governo debba essere vicino ai cittadini, ha ricordato che «i Lep sono un obbligo costituzionale».

Per Laghi l’esito del quesito non è fondamentale, ma il dibattito popolare si, perciò ritiene inutile lo spacchettamento del quesito referendario proposta da alcune regioni, il quesito si deve basare sul “si” o “no” e la maggioranza dovrebbe tenerne conto.

A conclusione della Seduta, la presidente De Francesco ha ricordato che il Governo ha garantito l’attuazione dei Lep, finalizzata al superamento delle diversità e che «la stessa maggioranza è orientata in tal senso» e che il trasferimento è subordinato al finanziamento dei Lep. (rrc)

 

 

 

L’OPINIONE / Giusy Iemma: Regione si affianchi alle altre che hanno deliberato contro autonomia

di GIUSY IEMMA – La posizione che l’Amministrazione comunale di Catanzaro esprime sull’autonomia differenziata è di piena ed insindacabile contrarietà ed è stata confermata anche dalla mia presenza alla seduta di Commissione del Consiglio regionale della Calabria, a Reggio Calabria, convocata per discutere della proposta per l’indizione del referendum abrogativo contro la legge Calderoli.

Nel portare avanti l’istanza fatta propria anche dal Partito Democratico, ribadisco che è fondamentale garantire ai cittadini la possibilità di esprimere la propria volontà rispetto a quella che ritengo una legge scellerata che non solo spacca l’Italia in due, ma mina la coesione sociale, il principio di solidarietà, i valori costituzionali dell’uguaglianza e delle pari opportunità.

Ci aspettiamo che la Regione Calabria si affianchi ad altre Regioni che, in merito al referendum abrogativo, hanno già deliberato la propria volontà. Da questa seduta della Prima Commissione non sono pervenuti segnali rassicuranti da una maggioranza che continua a rimandare la questione. Se non arriveranno risposte, in tal senso, da chi ha la responsabilità di assumere decisioni, allora non si potrà che prendere atto di un atteggiamento politico che rischia di compromettere in maniera irreversibile la tenuta della democrazia e della partecipazione.

Insieme a tanti altri sindaci e amministratori calabresi, continueremo a tenere alta l’attenzione su questo punto, auspicando che dai vertici politici della Regione Calabria arrivino determinazioni concrete e fattive, al di là delle dichiarazioni di rito e dei temporeggiamenti.

È una battaglia per il futuro del Sud e per i diritti sociali di tutti i calabresi che l’autonomia differenziata rischia di penalizzare seriamente acuendo, ancor di più, le ataviche distanze rispetto al resto del Paese. (gi)

[Giusy Iemma è vicesindaca di Catanzaro]

Il sindaco Falcomatà sostiene referendum contro l’autonomia

Il sindaco metropolitano e di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha partecipato al sit-in di protesta, di fronte il Consiglio regionale, promosso da molti sindaci calabresi, contro la legge sull’Autonomia differenziata e a sostegno della proposta di referendum abrogativo, in fase di discussione da parte della commissione regionale ‘Affari istituzionali’ del Consiglio regionale.

Per il primo cittadino si è trattata di «un’altra iniziativa utile e positiva e ringrazio consiglieri regionali che hanno inteso promuoverla per avere stimolato un ulteriore momento di confronto e di presenza rispetto al tema dell’autonomia differenziata. La politica è anche questo, sono battaglie che vanno fatte nelle sedi istituzionali, ma sono battaglie che vanno portate soprattutto fuori dalle stanze dei ‘palazzi’ perché occorre il più possibile confrontarsi con la cittadinanza, e fare capire concretamente quali sono gli effetti negativi dell’autonomia differenziata».

«Mi sembra – ha aggiunto – che questa attività stia già dando ottimi frutti, rispetto a quelle che sono le firme raccolte in tutta Italia nei vari banchetti ed in altre iniziative utili a far comprendere quanto il tema dell’autonomia differenziata sta diventando percepito in maniera concreta dalla cittadinanza».

«La seconda cosa che rilevo – ha proseguito Falcomatà – è che come noi auspicavamo e come abbiamo sempre detto, quello dell’autonomia differenziata, non è una battaglia del Sud contro il Nord, è sicuramente una legge che penalizza il Mezzogiorno, ma stiamo riscontrando migliaia di firme anche in altre regioni del Nord, una su tutte in Lombardia. Questo – conclude – a testimonianza di quanto effettivamente gli effetti nefasti,  negativi dell’autonomia differenziata sono percepiti come tali anche in altre parti del nostro Paese».

 

Mammoliti (PD): Evasive le risposte di Occhiuto a interrogazione su autonomia

Il consigliere regionale del Pd, Raffaele Mammoliti, ha evidenziato come nell’ultimo Consiglio regionale, siano state «evasive le risposte del presidente Roberto Occhiuto», all’interrogazione presentata dal dem e dal consigliere Antonio Lo Schiavo e «per quanto articolate, sono state delle mere acrobazie dialettiche e hanno glissato sulle domande che avevamo posto».

«Il presidente continua a parlare di una sua posizione di coerenza – ha evidenziato.  ma non vuole fare i conti con la realtà. Sono due gli elementi di vera difficoltà che la maggioranza di Governo regionale non può affatto ignorare. Il primo è rappresentato dalla mancanza di risorse per il finanziamento e la definizione dei Lep ed il secondo rappresentato dall’ampiezza quantitativa e qualitativa delle materie oggetto di autonomia differenziata che generano una profonda ed incolmabile differenziazione competitiva tra le regioni, facendo venir meno il principio costituzionale del regionalismo solidale. Non è solo in seria discussione l’esigibilità in modo uniforme in tutto il Paese dei diritti sociali e civili, ma anche la frantumazione delle politiche economiche, industriali e di sviluppo che metteranno in difficoltà competitiva se non addirittura in ginocchio il sistema produttivo della nostra Regione».

«La maggioranza, dunque – ha proseguito – è chiamata a scegliere tra la difesa a prescindere del provvedimento per senso di appartenenza alle forze che sostengono il Governo nazionale e la difesa effettiva degli interessi dei calabresi. Sono convinto, infatti, che l’appuntamento del referendum per l’abolizione di questo provvedimento rappresenti in Calabria un primo reale sfaldamento ed una successiva sconfitta della maggioranza che sta governando la Regione. La partecipazione spontanea degli elettori per la raccolta delle firme in tutti i territori della Calabria dimostra chiaramente che i cittadini sono molto più consapevoli della portata negativa dell’autonomia differenziata rispetto a chi governa la Regione».

«Continueremo ad animare un forte confronto pubblico con sindaci ed amministratori, Ooss, forze produttive per contrastare e bocciare un provvedimento che non mette in gioco la efficienza del sistema ma il profilo della democrazia – ha concluso – la rappresentatività delle istituzioni e la salvaguardia della sovranità dei cittadini. Subito dopo la raccolta delle firme bisognerà promuovere in Calabria una grande manifestazione pubblica per sostenere l’abrogazione del provvedimento approvato dal Governo nazionale sull’autonomia differenziata, puntando al raggiungimento del quorum e vincere il referendum». (rrc)

L’appello del Pd ai sindaci calabresi: Una mobilitazione per sostenere la proposta su referendum

«Invitiamo i sindaci calabresi alla massima mobilitazione possibile in vista della riunione della Commissione “Affari Istituzionali” che è stata convocata per mercoledì 31 luglio, a palazzo Campanella, per discutere della ppa sul referenudm abrogativo della legge sull’autonomia difeferenziata». È l’appello che i capigruppo di opposizione Mimmo Bevacqua (Pd), Davide Tavernise (M5s) e Antonio Lo Schiavo (Misto) hanno rivolto ai sindaci calabresi, per fare un segnale forte alla maggioranza di centrodestra «che ha offerto l’ennesima prova di arroganza e totale insensibilità rispetto agli interessi dei calabresi e alle prerogative dei consiglieri regionali».

«Considerata l’urgenza del tema da affrontare – hanno  ricordato i capigruppo di minoranza – avevamo chiesto al presidente Mancuso di fare arrivare la ppa direttamente in Consiglio regionale lo scorso 26 luglio senza passaggi in Commissione. Non solo non è stata accolta tale richiesta, ma la Commissione è stata convocata dopo 15 giorni, sfruttando il tempo massimo possibile previsto dal regolamento. Si tratta di un evidente atteggiamento ostruzionistico che non ha alcun senso, se non quello di umiliare la Calabria e la minoranza politica presente in Consiglio».

«In Commissione chiederemo che la ppa arrivi in Aula prima della pausa estiva – hanno spiegato – e per dare ancora più forza alla nostra richiesta chediamo il sostegno dei sindaci e degli amministratori. È fondamentale che ognuno si assuma le proprie responsabilità davanti ai calabresi, a partire dal presidente Occhiuto abile nella comunicazione, con le sue continue interviste, ma mai protagonista di una scelta netta con conseguenti atti deliberati in Consiglio, se non quello di aver dato nella Conferenza delle regioni il suo assenso al progetto di legge Calderoli». (rrc)

Irto (PD): In Calabria tumori aumentati, con autonomia peggiorerà situazione

Il senatore del Pd, Nicola Irto, ha denunciato come sia «gravissimo che la Calabria sia ancora indietro nella prevenzione dei tumori, specie nell’esecuzione degli screening per le neoplasie della mammella e del colon retto».

«Ecco perché, in Calabria, nel periodo dal 2001 al 2021, c’è stato un incremento – ha spiegato il parlamentare dem – di circa il 10 per cento della mortalità per queste malattie, come certificato nel primo rapporto del Gruppo di lavoro su equità e salute nelle Regioni, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità. Nelle regioni del Nord, invece, si è registrata una significativa riduzione della mortalità per il tumore alla mammella e al colon, al contrario del resto del Sud, in cui è stato rilevato un decremento molto più basso».

«Dunque – ha commentato Irto – la Calabria fa sempre storia a sé, purtroppo in negativo. I dati indicano che le vecchie criticità nella prevenzione sanitaria non sono state risolte, come del resto confermato dagli ammalati e dai loro familiari. Il governo Meloni risponda sulla pesante carenza di risorse e di personale, intervenga sulla disorganizzazione negli screening e sulla necessità di prendere in carico il paziente oncologico, che in Calabria resta troppo spesso abbandonato al proprio destino».

«Questi ulteriori elementi depongono contro l’autonomia differenziata, che – ha concluso il senatore Irto – peggiorerà la situazione senza alcuna possibilità di rimedio». (rcs)

A Corigliano Rossano al via la raccolta firme contro l’autonomia

A Corigliano Rossano domenica 28 partirà la raccolta firme per sostenere il referendum contro l’autonomia, promossa dal Movimento 5 Stelle della città.

Quello di domenica sarà un doppio appuntamento: alle10.30 gli attivisti allestiranno un gazebo a Rossano presso Sant’Angelo tra i lidi Gypsy e Lula Paluza; alle 19.30, invece, l’appuntamento è su Corigliano in Piazza Portofino a Schiavonea. Presenti al gazebo insieme agli attivisti, i deputati Vittoria Baldino ed Elisa Scutellà e la neo eletta consigliere comunale Lidia Sciarrotta.

«Vogliamo dare vita ad una grande e diffusa mobilitazione – hanno spiegato i pentastellati – per difendere l’unità del nostro Paese. Il tempo delle parole è finito. E’ ora di agire. Imposta dalla Lega, l’autonomia differenziata impatterà sulla garanzia di uguali diritti fondamentali tra tutti i cittadini quindi uguali servizi su sanità, istruzione, lavoro, ambiente ma anche e soprattutto di sviluppo economico».

«Come riportano alcuni dati – hanno proseguito – nel 2022 per ogni abitante dell’Emilia Romagna la spesa sanitaria pro – capite è stata di 2.495 euro mentre per un calabrese di 1.748 euro, che diventeranno 839 euro con l’autonomia differenziata. Andranno via migliaia di medici, infermieri e docenti in quanto nelle materie non Lep (livelli essenziali delle prestazioni) già chieste dalle regioni del Nord si possono differenziare gli stipendi fino a raddoppiarli con fondi regionali. In una regione come la Calabria che spende già 280 milioni per cure fuori regione saremo costretti a trasferirci al Nord per qualunque tipo di intervento».

«Con questa legge – hanno spiegato – pagheremo tutti le tasse ma non tutti avranno gli stessi diritti. A rischio con il diritto alla salute, anche il diritto all’istruzione, alla sicurezza sul lavoro, alla possibilità stessa di promuovere politiche industriali e di sviluppo capaci di creare lavoro stabile e di qualità. Scendiamo in piazza contro una legge che contrasta con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I 209 miliardi portati in dote all’Italia da Giuseppe Conte nel 2020 servono a colmare le distanze tra Nord e Sud, l’Autonomia invece le aumenta». (rcs)

L’OPINIONE / Angelo Sposato: Occhiuto impugni provvedimento e firmi per il referendum per autonomia

di ANGELO SPOSATO – La posizione del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che chiede una moratoria per le intese regionali, in assenza di copertura finanziaria dei Lep, è apprezzabile ma non è un ripensamento sui danni che produrrà al Paese l’autonomia differenziata. È un semplice distinguo per evitare il dissenso popolare che sul tema è crescente anche in Calabria.

In queste ore c’è una grande voglia di partecipazione e di protagonismo dei cittadini che stanno firmando per il referendum per respingere questo tentativo di dividere il Paese e colpirne le sue fondamenta costituzionali. Se il presidente Occhiuto (che ha votato sì in conferenza delle regioni al progetto di autonomia differenziata) vuole essere coerente con la nuova posizione assunta, accolga le richieste delle opposizioni in consiglio regionale ed impugni il provvedimento con le altre regioni e firmi come cittadino calabrese il referendum abrogativo.

Altrimenti rimarrà solo una semplice distinzione che non produrrà alcun atto concreto e nessun atto politico. (as)

[Angelo Sposato è segretario generale Cgil Calabria]

Il Pd Calabria: Occhiuto assuma una posizione coerente sull’autonomia

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, la smetta «di fare melina e assuma una posizione coerente con le sue dichiarazioni pubbliche sull’autonomia». È quanto hanno chiesto i consiglieri regionali del Partito Democratico, sottolineando come «destano profondo imbarazzo e inquietudine le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Calabria Roberto Occhiuto ai microfoni di Sky».

«Il presidente ha spiegato come il referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata passerebbe a grande maggioranza al Sud, perché i cittadini non condividono l’impianto penalizzante della normativa. Non solo», hanno aggiunto i dem, sottolineando come «Occhiuto dice anche che anche al Nord la legge non avrebbe consensi in grado di sovvertire tale andamento, in quanto anche i cittadini delle regioni settentrionali avrebbero altre priorità, sanità e sicurezza tra le altre, prima delle questioni legate all’autonomia. E allora perché la nostra ppa sul referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata non è stata portata in Consiglio regionale e calendarizzata in Commissione soltanto all’ultimo giorno utile?».

«Non è consentito al governatore – hanno detto ancora i consiglieri dem – di prendere per i fondelli l’opinione pubblica con dichiarazioni contro l’autonomia differenziata e atti amministrativi e politici a suo favore. Se è vero quello che dice pubblicamente, Occhiuto sia coerente e faccia arrivare la nostra ppa immediatamente in Consiglio regionale e la voti insieme a noi. Altrimenti scelga la strada del silenzio e si assuma le responsabilità di avere avallato una riforma che affosserà definitivamente il Sud». (rcz)