CAMERA, I NO-PONTE BUTTANO VIA 50 MLN
RICORDARSENE AL VOTO IL 25 SETTEMBRE

di SANTO STRATI – Se c’era bisogno di un’ulteriore dimostrazione di come la lobby No-Ponte se ne infischi delle popolazioni calabresi e siciliane, quanto è avvenuto mercoledì alla Camera dei Deputati basta e avanza. Per soli sei voti (e nel conteggio ci sarebbe stata una maggioranza di 52 voti a favore se numerosi deputati non se ne fossero usciti al momento del voto) è stato bocciato l’ordine del giorno di Matilde Siracusano, deputata messinese di Forza Italia, che voleva risparmiare i 50 milioni stanziati dal ministro  Giovannini per “nuovi studi” destinati a verificare la fattibilità del Ponte sullo Stretto (a campata unica).

Ne abbiamo ampiamente parlato su Calabria.Live: questa spesa (inutile e superflua) equivale a gettare in mare (già che ci siamo, direttamente nello Stretto) una considerevole somma di denaro dei contribuenti (50 milioni) quando esiste già un progetto approvato e pronto per essere messo in realizzazione da quasi dieci anni. Non solo il danno di 50 milioni buttati via senza motivo (ci sono quintali di serissimi studi firmati da alte professionalità sulla fattibilità del Ponte a campata unica, quello del progetto approvato il cui appalto è stato vinto dalla Impregilo – oggi Webuild), ma anche la beffa di procrastinare per almeno altri dieci anni la sola idea del Ponte. 

«Per noi  aveva detto la deputata messinese presentando l’odg – le infrastrutture sono di vitale importanza per lo sviluppo del Paese, e un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria sarà fondamentale per far crescere il Mezzogiorno, per sfruttare tutte le potenzialità di queste due Regioni, per attrarre investimenti e lavoro» Per questo – ha spiegato la Siracusano – occorre «revocare questo studio di fattibilità, di archiviarlo, utilizzando una parte inferiore delle risorse impiegate attualmente per aggiornare il progetto già esistente, per non perdere tempo prezioso per la Sicilia, per la Calabria, per il Mezzogiorno e per l’intero Paese, tempo prezioso e soldi dei cittadini italiani».

«In questa legislatura – ha ricordato l’on. Siracusano – il Parlamento aveva votato e approvato due atti di indirizzo chiari, che impegnavano il Governo a reperire le risorse per realizzare un progetto. Ci sono stati 50 anni di studi sul ponte sullo Stretto di Messina, è stato realizzato un progetto definitivo a una campata, validato a tutti i livelli da esperti internazionali, tecnici e, invece, ci siamo ritrovati dinanzi a una decisione bizzarra, assunta dal Ministro delle Infrastrutture di questo Governo, dal Ministro Giovannini, che ha deciso di investire, a nostro avviso sprecando soldi pubblici dei cittadini, 50 milioni di euro per tempi lunghissimi, poi, tra l’altro; chissà quando vedremo la fine di questo nuovo studio di fattibilità per un progetto che già, tecnicamente, fu bocciato negli anni passati, un progetto a tre campate».

Gli italiani, non solo i calabresi e i siciliani, hanno, dunque, di che indignarsi, non possono accettare questo vergognoso spreco di denaro pubblico: secondo le dichiarazioni di voto, l’ordine del giorno mostrava, sulla carta, di avere la maggioranza dei consensi e in aula si mormorava sull’arrivo del ministro Giovannini che avrebbe esposto la posizione del Governo su tale richiesta. A sostenere la richiesta della Siracusano, tra gli altri, il leghista Edoardo Rixi: «noi siamo per l’opera: abbiamo bloccato quest’opera, come Paese, solo per motivi ideologici, rinunciando a investimenti privati e, anzi, pagando, con l’erario pubblico, una marea di danni alle imprese. Abbiamo ancora un problema di connettività con la Sicilia e di continuità territoriale importantissimo; stiamo bloccando un corridoio europeo – il corridoio Berlino-Palermo – e, oltretutto, credo che, in questo momento, più che gli studi, servano le vanghe e i picconi per iniziare a fare i cantieri. È finita l’ora di studiare; bisogna iniziare a lavorare. È evidente che dobbiamo fare in modo che il prossimo Governo sblocchi le grandi opere e faccia tornare a crescere il Paese».

Non solo Giovannini non si è visto, ma la Camera ha bocciato con 194 voti contrari (i favorevoli sono stati 188) l’ordine del giorno, mentre l’aula di Montecitorio vedeva uscire (per non votare) numerosi esponenti sia di centrodestra sia di centrosinistra. Una vergognosa fuga per non decidere: se ne ricordino gli elettori calabresi e siciliani il prossimo 25 settembre, quando si recheranno alle urne. Sarebbe una bellissima lezione bocciare col voto (e non con l’astensione) questa classe politica imbelle e ignava, che pensa probabilmente solo ai propri interessi di bottega, piuttosto che farsi carico dei problemi del Mezzogiorno. 

Il Ponte sullo Stretto non è un problema: è una opportunità che la stessa Europa chiede all’Italia per poter attuare il famoso corridoio Ten T che da Helsinki dovrebbe arrivare fino a Malta e che senza Ponte si ferma a Villa San Giovanni. È una risorsa per calabresi e siciliani e un’occasione per creare (dice Webuild) 100mila posti di lavoro solo per la costruzione, senza contare i benefici dell’indotto per la popolazione delle due coste. Ma Webuild – evidentemente – non piace alla lobby No-Ponte (e farà bene a continuare nel contenzioso da oltre 800 milioni che lo Stato dovrà pagare come penale per la mancata realizzazione del Ponte) e ogni scusa è buona per pratiche dilatorie che hanno un solo obiettivo: non realizzare l’opera, ma soprattutto non farla realizzare alla società dell’ing. Pietro Salini, il quale – pubblicamente a Catania lo scorso anno – ha dichiarato di essere pronto a investire in proprio 4 miliardi se lo Stato provvedesse alle opere accessorie (altri due miliardi). Ma nessuno, men che meno dal Governo, si è lasciato scappare almeno un «parliamone». No, Calabria e Sicilia devono continuare a subire il trasbordo via nave (con costi vergognosi per i residenti da parte dei vettori privati) e vedere sfumare non solo il sogno del collegamento stabile ma persino il progetto dell’Alta Velocità che – senza il Ponte – diventa un puro esercizio di stile. La mobilità deve subire i ritardi (in tutti i sensi) che affliggono da sempre il Meridione, tanto a pagare sono sempre i calabresi e i siciliani. È di alcuni giorni fa l’inaugurazione del ponte in Croazia a Dubrovnik: lo hanno fatto i cinesi, con capitali dell’Europa. In tempi brevissimi, utilizzando l’ingegno italico (quello, per inciso che ha fatto realizzare il Ponte del Bosforo, copiato dal progetto originale – messo in discussione in Italia – dello Stretto). Il progetto del 2005 andrebbe solo rivisto per l’utilizzo di nuovi materiali di costruzione e alla luce di nuove esperienze maturate nel campo dell’ingegneria dei ponti, ma potrebbe trasformarsi in realizzazione pressoché immediata. Se solo ci fosse la volontà politica: inutile indagare su quanti hanno solo benefici perché il ponte non si realizzi, è sotto gli occhi di tutti. Ma non si capisce perché a pagare, per interessi privati, siano i calabresi e i siciliani. I due governatori dovranno battere i pugni in modo deciso e determinato se vogliono davvero il bene di questi territori. Gli studi escludono il rischio sismico (è prevista un’ampia tolleranza della costruzione), il rischio ambientale (inquinano di più i traghetti dello Stretto), il problema del vento. Ribadiamo, c’è solo un vergognoso atteggiamento di rifiuto, a priori, ai danni di Calabria e Sicilia. Al nuovo Governo toccherà bloccare la spesa di nuovi studi e mostrare di avere il coraggio di dare via esecutiva al progetto. Nonostante l’inguaribile ottimismo, non nascondiamo una giustificata perplessità che questo possa avvenire.

La Siracusano (che è, per inciso, l’attuale compagna del Presidente della Regione Roberto Occhiuto e diventerà presto mamma) merita un grande plauso per il coraggio e la determinazione mostrata con il suo tentativo di fermare uno spreco assurdo di denaro, ma non l’hanno sostenuta neanche i suoi. Eppure il centrodestra, a parole, si mostra da sempre per la realizzazione del Ponte e anche da parte del centrosinistra sembrava ci fosse un mutato atteggiamento sulla posizione (stupidamente, ci sia consentito) intransigente contro il Ponte. Ma l’ambiguità di questa legislatura, che – grazie al cielo – va finalmente a morire è fin troppo evidente e non bisogna stupirsi più di niente. 

Del resto, è il caso di ricordare che il premier Mario Draghi non ha mai preso posizione sulla questione Ponte. Lo aveva fatto – per pura convenienza politica, aggiungiamo noi – il suo predecessore Giuseppe Conte, la cui ministra Paola De Micheli anche mercoledì non ha mancato di ribadire (sapendo di dire una cavolata enorme) che «la relazione dei tecnici sul progetto a campata unica è irrealizzabile per motivi tecnici, ambientali ed economici». Siamo alla farsa. Per questa ragione, andiamo tutti a votare il 25 settembre e puniamo i nemici (e i falsi amici) del Mezzogiorno. Il Ponte con questi politici, sia chiaro, non si farà mai. (s)

Sapia (Alt) contesta la convenzione tra Regione e ospedale Bambino Gesù

Il deputato de L’AlternativaFrancesco Sapia, ha contestato il recente accordo stipulato tra la Regione e l’ospedale Bambino Gesù di Roma, spiegando che «conferma il comportamento rinunciatario, la mancanza di visione e la debolezza politica dell’intera maggioranza di governo regionale».

«Nel contempo, l’accordo conferma la necessità che ancora una volta le voci politiche indipendenti richiamino ai propri doveri l’ospedale dell’ateneo catanzarese, sulla cui produttività bisogna aprire una discussione seria e obiettiva» ha detto Sapia, spiegando che «il problema dell’abbandono sanitario dei minori nel territorio calabrese non si risolve con una soluzione che nel diffuso silenzio già sperimentò, con largo insuccesso, Giuseppe Scopelliti, da commissario del governo e presidente della Regione. Servono, invece, assunzioni, investimenti e formazione nel territorio calabrese».

«L’assistenza pediatrica va organizzata in Calabria – ha detto ancora –. Per questo bisogna trovare le risorse occorrenti e, soprattutto, deve esserci la volontà politica di risolvere una carenza gravissima che pesa sulle spalle delle famiglie e continuerà a gravare sui loro bilanci».

«Avrei anche capito – ha sottolineato il deputato della commissione Sanità – la convenzione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, se fosse stata inserita all’interno di un progetto complessivo di riqualificazione dei servizi sanitari per i minori calabresi, con un piano di assunzioni, con investimenti a favore delle cure e con percorsi riconoscibili di formazione e valorizzazione delle risorse umane».

«Purtroppo, si è perpetuata – ha concluso Sapia – una vecchia prassi, che negli anni non ha diminuito affatto la migrazione sanitaria. Sull’utilità dell’accordo in questione mi aspetto una censura netta dei consiglieri regionali. Dobbiamo chiederci una volta per tutte se i bambini calabresi e le loro famiglie siano persone senza diritti oppure se, nell’epoca della democrazia sbandierata da ogni parte, debbano cessare i loro viaggi della speranza, che dovrebbero far vergognare tutto il sistema politico e pubblico della Calabria». (rp)

 

Bruno Bossio (PD): Porto di Gioia Tauro si avvia a essere il più competitivo nel Mediterraneo

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha reso noto che «a Gioia Tauro finalmente non si realizzerà solo trashipment, ma diventerà il porto più competitivo dell’area mediterranea per il trasporto intermodale internazionale delle merci».

«Ciò è possibile perché dopo anni di attesa – ha spiegato – finalmente si chiude l’accordo tra Regione e Rete Ferroviaria Italiana che consentirà il completamento del raccordo ferroviario a servizio della area portuale. Il porto, così, potrà essere collegato all’Europa via ferrovia. Dopo tante lungaggini burocratiche e ritardi registratesi per l’inerzia della Regione, è arrivato a compimento il procedimento di trasferimento ad RFI della competenza della gestione dell’asset ferroviario della area portuale».

«Un risultato di grande valore – ha proseguito – per il quale, con il supporto del gruppo PD e dell’allora ministra, Paola De Micheli, mi sono spesa in Parlamento. La mia più grande soddisfazione è che questo sia avvenuto prima della conclusione della legislatura parlamentare in corso, a coronamento di una costante e forte battaglia che ho condotto affinché la Commissione trasporti della Camera, il Parlamento e il Governo nazionale assumessero questo obiettivo come strategico per il potenziamento del porto ma anche e soprattutto per poter contare su una maggiore e competitiva domanda per il trasporto delle merci su una linea ferroviaria di Alta Velocità/Alta Capacità».

«Comincia così, fra l’altro, a prendere corpo e manifestarsi il vero valore della prima tranche di circa 11 miliardi di euro – ha detto ancora la deputata – che abbiamo chiesto con forza, nelle risoluzioni della Commissione trasporti e nella stessa aula della Camera. Il più grande investimento per il Sud degli ultimi trent’anni. Aver finanziato, sin da subito, ben 9 miliardi con il bilancio dello Stato è stato giusto ed opportuno, perché ciò rende irreversibile la scelta di realizzare la nuova ferrovia ad Alta velocità fino a Reggio Calabria. Al contrario, se questa scelta fosse stata fatta nella prima programmazione dei fondi PNRR il risultato non sarebbe stato raggiunto perché non si poteva cantierare e rendicontare nei termini previsti e, dunque, sarebbe stata messa in discussione e rinviata la fattibilità dell’opera».

«Procedendo così, di fatto – ha concluso – è stato staccato il biglietto di prenotazione per il finanziamento successivo dopo il 2030, finalizzato al completamento effettivo dell’opera. Oggi i fatti aiutano a fare chiarezza per smentire polemiche strumentali o posizioni agitate artatamente per innalzare polveroni e fare confusione. Non è fuori luogo,a questo proposito, sottolineare come ancor di più emerga, ad esempio, la strategicità del raddoppio della galleria Santomarco, ma anche di come la nuova Alta Velocità possa essere non solo una linea più veloce di collegamento ma l’asse strategico dello sviluppo della intera Calabria». (rp)

d’Ippolito (Impegno Civico) annuncia battaglia su inceneritore di Marcellinara

Il deputato di Impegno CivicoGiuseppe d’Ippolito, ha invitato la Regione «a non tenere la conferenza dei servizi prevista per il prossimo giovedì 4 agosto, finalizzata a decidere se realizzare un inceneritore di rifiuti nel cementificio di Marcellinara, in provincia di Catanzaro».

«Sono vicino al sindaco di Marcellinara, Vittorio Scerbo, e ai cittadini dell’area interessata da quest’opera dal forte impatto ambientale – ha aggiunto –. L’ascolto delle popolazioni va fatto in via preliminare. Non si possono compiere scelte che hanno effetti sull’ambiente e che comportano rischi per la salute, ignorando gli abitanti e le voci del territorio. L’amministrazione regionale della Calabria chiarisca i motivi della grave omissione e per quale ragione abbia fissato la conferenza dei servizi in questo periodo, nel quale l’attenzione pubblica è molto bassa a causa delle ferie e delle vacanze».

«Nei prossimi giorni – ha concluso D’Ippolito – valuteremo, insieme alle rappresentanze locali, iniziative di protesta e sensibilizzazione rispetto al comportamento della Regione Calabria, che ha il dovere di ascoltare l’opinione dei cittadini e di tenere conto del loro punto di vista e delle loro osservazioni. Intanto, mi auguro che prevalgano la saggezza e il buon senso e che, dunque, la conferenza in questione non abbia luogo adesso». (rp)

d’Ippolito (M5S): Regione riserve a vittime di mafia i posti previsti da norme vigenti

Il deputato del Movimento 5 StelleGiuseppe d’Ippolito, ha fatto un appello alla Regione Calabria, affinché riservi alle vittime di fatti di mafia i posti previsti dalle norme vigenti ai concorsi per reclutare nuovo personale nei Centri per l’impiego.

«È gravissimo che, nonostante i miei ripetuti appelli – ha detto il deputato – la Regione abbia ancora calpestato i diritti di queste persone e fissato, senza considerarle, la data delle relative prove agli inizi del prossimo agosto».

«A questo punto, devo dedurre che ci sia stata l’intenzione di ignorare di proposito la categoria in argomento e le disposizioni di legge che, previo concorso – ha spiegato – favoriscono l’accesso al lavoro degli interessati che ne fanno parte. Si tratta di una vera e propria beffa, che non può passare nel silenzio. Parliamo di cittadini che nelle loro famiglie sono stati già duramente colpiti dalla prepotenza della criminalità organizzata, cui ora si aggiunge quella di un’amministrazione regionale sorda ed insensibile».

«Mi auguro – ha concluso D’Ippolito – che almeno il presidente Roberto Occhiuto raccolga questo mio ennesimo appello e quindi faccia rivedere il bando del concorso secondo la legge, nel senso di riservare alle vittime di fatti di mafia i posti che loro spettano». (rp)

Sapia (Alt): Consiglio regionale archivi idea di aumentare stipendi manager sanitari

Il deputato di AlternativaFrancesco Sapia, ha detto che «non sarebbe corretto aumentare gli stipendi dei vertici delle aziende del Servizio sanitario calabrese a ridosso delle elezioni politiche. Il Consiglio regionale della Calabria sia responsabile e rinvii la discussione ad un momento successivo».

«Diversamente, l’operazione sarebbe sospetta – ha spiegato – suonerebbe come una trovata elettorale e potrebbe provocare un aumento dell’astensionismo. È grave che il centrodestra regionale abbia proposto proprio in questo periodo di innalzare i compensi dei manager sanitari».

«C’era la necessità e l’urgenza? Io credo che non ve ne fosse alcuna ragione, tanto più — ha proseguito il parlamentare — in questa fase difficilissima, segnata dalla crisi energetica, economica, sanitaria e politica».

«Trovo irresponsabile la proposta del centrodestra calabrese, che — ha concluso Sapia — evidentemente non ha pensato alle condizioni della sanità regionale e alle sue priorità. Ora bisogna garantire le assunzioni del personale occorrente, piuttosto che trovare più soldi per i vertici sanitari. Chiedo al Consiglio regionale di riflettere sui bisogni dei calabresi e di archiviare questa proposta indecente, del tutto fuori luogo». (rp)

Melicchio (M5S): Interrogazione al ministero per ritardi lavori al viadotto Valle Leto

Il deputato del Movimento 5 StelleAlessandro Melicchio, ha presentato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, sui ritardi per la messa in sicurezza del viadotto Valle Leto che di fatto ha reso impercorribile un tratto importante della strada statale 283 delle Terme Luigiane.

«Tempi che stridono con la pazienza della popolazione locale e che sono incompatibili con la tenuta dell’economia della zona», ha detto il deputato, spiegando che si tratta di «un’arteria di fondamentale importanza per gli spostamenti di un vasto comprensorio. Rappresenta infatti il collegamento principale tra il Tirreno cosentino e lo Ionio, oltre ad essere estremamente rilevante per i collegamenti tra i Comuni della Valle dell’Esaro e quelli del Tirreno cosentino».

«Mi auguro un intervento risolutorio – ha spiegato – anche al fine di eliminare i pericoli costituiti dalla strada alternativa che non è assolutamente adeguata al traffico veicolare caratteristico della SS 283. Frequentemente, infatti, la presenza di mezzi pesanti ha comportato gravi rallentamenti e, non di rado, addirittura il blocco del traffico. Troppo spesso gli autoarticolati o gli autobus si trovano costretti a compiere manovre assurde e pericolose per poter uscire dalle strettoie della carreggiata che caratterizzano il percorso alternativo».

«Serve celerità e concretezza per non danneggiare l’economia della zone – ha concluso – rilanciare il turismo e venire incontro alle esigenze dei tanti pendolai che ogni giorno percorrono l’arteria». (rp)

Gentile (FI): Garantire avvio lavori di messa in sicurezza per la SS 283

Il deputato di Forza Italia, Andrea Gentile, ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili riguardante il Viadotto di Leto, lungo la SS 283 delle “Terme Luigiane”.

«Premesso che il viadotto Valle di Leto, lungo la SS 283 ‘Delle Terme Luigiane’ – si legge nel documento – è stato interdetto al traffico per motivi di sicurezza, in quanto interessato da spostamenti che hanno prodotto uno scorrimento dell’impalcato sugli appoggi e nonostante siano ormai trascorsi due anni dal momento della chiusura al traffico del viadotto, i lavori per la sua messa in sicurezza non sono stati ancora avviati, con grave pregiudizio per i tanti automobilisti che, quotidianamente, erano soliti percorrere questa importante via di collegamento tra l’area del litorale tirrenico cosentino con i paesi dell’entroterra».

«A ciò si aggiunga – prosegue nella sua interrogazione Gentile – che la strada provinciale 270 sulla quale è stato deviato il traffico risulta inadeguata a garantire la piena viabilità soprattutto in estate, così generando un ulteriore danno per l’economia del territorio, soprattutto nel settore turismo, che d’estate richiama migliaia di persone. Si chiede pertanto al Ministro, conclude l’esponente politico, quali iniziative di competenza, anche di natura economica, intenda adottare al fine di garantire l’avvio e il completamento dei lavori per la messa in sicurezza del viadotto Valle di Leto». (rp)

Rilancio MPS, D’Ettore (CI): Serve informare dipendenti e sindacati

Il deputato di Coraggio Italia e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Felice Maurizio D’Ettore, ha reso noto che «la commissione banche intende monitorare il progetto di rilancio di MPS avviato nel corso degli ultimi mesi anche grazie alla nuova Governance».

«Il Monte dei Paschi – ha spiegato – deve essere il motore economico e sociale dello sviluppo attivo del territorio, rispettando la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno sempre dimostrato un grande spirito di appartenenza e dedizione».

Come ricorda D’Ettore, che in Calabria ed in Toscana è in contatto con molti dipendenti Mps ed alcune organizzazioni sindacali che chiedono informazioni anche in merito ai previsti prepensionamenti, il nuovo Piano Industriale prevede un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro che non comporterà effetti diluitivi in capo all’azionista pubblico; il Monte dei Paschi utilizzerà 800 milioni per finanziarie il prepensionamento di 3.500 uscite volontarie entro fine novembre.

L’ AD dott. Lovaglio è stato molto puntuale durante l’audizione in Commissione Banche, ed ha ben tracciato, nei particolari, il progetto di rilancio di MPS.

Dal canto suo l’on. Carla Ruocco, presidente della Commissione, evidenzia che «La proroga del termine per la cessione della Banca rappresenta un grande risultato a cui ha contribuito il Parlamento. In questo quadro, il negoziato in atto con la DG Comp è un tassello essenziale per la migliore valorizzazione della partecipata pubblica nonché per l’eventuale individuazione di un Anchor Investor.

Sono convinta che lo Stato abbia i mezzi e le capacità per poter rilanciare la banca, anche in eventuali ipotesi di aggregazione, a beneficio di tutti i contribuenti, i dipendenti e, più in generale, del sistema bancario nazionale. Come Commissione banche continueremo a seguire gli sviluppi e le azioni future». (rp)

Bruno Bossio (PD): Rfi conferma cronoprogramma attuativo per alta velocità

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha reso noto che «l’Alta velocità nei collegamenti ferroviari in Calabria si farà seguendo i tempi originari del cronoprogramma e il piano degli investimenti; ovvero entro il 2026 con i finanziamenti del Pnrr ed entro il 2030 con il fondo complementare». A

«RFI mi ha appena informato – ha spiegato – di aver comunicato formalmente a tutti gli enti interessati la ripresa del Dibattito Pubblico relativo al progetto di raddoppio della galleria Cosenza/Paola /San Lucido, della nuova linea AV Salerno Reggio Calabria. Nei prossimi giorni, infatti, la Commissione nazionale per il Dibattito Pubblico terrà in Calabria, con il presidente della Regione e le rappresentanze istituzionali, una conferenza stampa per presentare la documentazione tecnica e dare impulso alla discussione pubblica».

«Esprimo grande soddisfazione – ha proseguito la deputata Dem – nel vedere che fatti e atti concreti seguono ora l’impegno e la tenacia profusa nel perseguire un obiettivo strategico di primaria importanza per lo sviluppo e la coesione del sud con il contesto europeo. Non sfugge a nessuno la strategicità del raddoppio della galleria Santomarco, sia al fine di facilitare il trasporto ad Alta Capacità dei containers di Gioia Tauro sulle direttrici verso l’Europa continentale che per la integrazione della nuova linea di Alta Velocità con l’attuale rete del sistema ferroviario e soprattutto con i due versanti costieri della Calabria». (rp)