Inaugurata Iginia, la nuova nave Green per il servizio di traghettamento nello Stretto di Rfi

È stata inaugurata, alla presenza del ministro alle infrastrutture, Enrico Giovannini, la nave di Rete Ferroviaria Italiana per il traghettamento dello Stretto. Iginia – questo il nome della nuova nave green – è stata c

ostruita dall’Associazione Temporanea d’Imprese composta dalla mandataria T. Mariotti S.p.A. e dalla mandante Officine Meccaniche Navali e Fonderie San Giorgio del Porto S.p.A. – sarà operativa da domani e offrirà servizi per il trasporto di treni, passeggeri e merci tra Messina e Villa San Giovanni.

Al taglio del nastro dell’Iginia hanno partecipato Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Vera Fiorani, Amministratrice Delegata e DG RFI, Giuseppe Marta, Direttore Navigazione RFI, Gaetano Armao, Vice presidente Regione Siciliana, Leonardo Santoro, Commissario Straordinario di Messina.

L’investimento economico è di 57 milioni di euro, 7 dei quali finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la tecnologia Green, la cui implementazione – come da programma – sarà avviata a partire dal prossimo mese di novembre.

La nave Iginia è dotata di batterie che si ricaricano tramite pannelli solari o tramite la presa di terra, una tecnologia che offre il massimo della sostenibilità dal punto di vista ambientale, garantendo zero emissioni di anidride carbonica e di gas serra in porto e nelle manovre di entrata e uscita. La nuova nave, che entra in esercizio da domani 8 marzo e sostituisce la vecchia nave Villa del 1983, verrà utilizzata sulla rotta Messina-Villa San Giovanni per il trasporto di treni passeggeri e treni merci.

«L’inaugurazione della nave Iginia è la dimostrazione che il piano delle iniziative finanziate dal governo per migliorare in tempi brevi l’attraversamento dinamico dello Stretto di Messina, con effetti positivi sul benessere dei cittadini e la competitività delle imprese, era realistico», ha dichiarato il ministro Giovannini.

«Il piano per migliorare i servizi, favorendo la transizione ecologica della mobilità marittima, è articolato in numerosi interventi che vanno dalla riqualificazione delle stazioni ferroviarie, degli approdi e delle stazioni marittime al miglioramento dell’accessibilità stradale ai porti. Già dalla prossima estate, grazie all’uso di battere elettriche, il tempo di attraversamento dei treni verrà ridotta da due ore a un’ora».

Il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Giancarlo Cancelleri, presente all’inaugurazione, sottolinea che «la nuova nave di Rfi soddisfa ogni carattere di sostenibilità. Opererà nel servizio pubblico del trasporto marittimo dello Stretto di Messina potenziando la flotta già in servizio fra Sicilia e Calabria. C’è tanta attenzione per il Sud e per la Sicilia da parte del Governo».

«Sono tantissimi – ha aggiunto il Sottosegretario – i progetti per migliorare l’isola sul piano infrastrutturale e della mobilità, molti di questi richiedono ancora studi e sviluppi nel tempo, per questo è necessario comunque operare azioni concrete subito. Migliorare il servizio di traghettamento con una nuova nave all’insegna della sostenibilità è un passo nel grande progetto per il rilancio del Sud di questo governo».

L’ibridizzazione della nave Iginia rientra nel programma di riqualificazione del naviglio per il trasbordo ferroviario che prevede interventi di adeguamento ibrido su altre due navi e la realizzazione di infrastrutture a terra per la ricarica, con un investimento complessivo di 20 milioni di euro, finanziato dal Pnc. Per migliorare il servizio di trasporto veloce dei passeggeri sullo Stretto di Messina è poi previsto l’acquisto da parte di Rfi, con il finanziamento di 60 milioni di euro del Pnc, di tre mezzi navali di nuova generazione a propulsione NLG/elettrica che consentiranno di ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti e il rinnovo delle flotte navali private adibite all’attraversamento (per quest’ultimo intervento saranno erogati contributi a soggetti selezionati tramite bando).

Dalla prossima estate entreranno in esercizio i primi treni dotati di batterie che consentiranno di velocizzare le manovre di carico e scarico, oltre che di eliminare la trazione diesel inquinante. Con l’impiego di treni con le batterie autonome saranno dimezzati i tempi di attraversamento da circa due ore a poco più di un’ora.

Nel piano per migliorare l’attraversamento dinamico dello Stretto è prevista anche la riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni dove saranno realizzati interventi per il miglioramento dell’accessibilità, l’inserimento di nuovi ascensori, la creazione di spazi di accoglienza e percorsi accessibili di transito per favorire i collegamenti tra banchine ferroviarie e imbarchi delle navi. Parallelamente, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto ha avviato il progetto “Stretto Green”, che prevede la realizzazione di un deposito costiero di LNG e l’elettrificazione delle banchine per l’attivazione del cold ironing nei porti di Messina, Milazzo, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, per un investimento complessivo di 50 milioni di euro, che consentirà alle navi di spegnere i motori diesel mentre sono in banchina.

Gli investimenti per migliorare l’attraversamento dello Stretto fanno parte degli interventi di potenziamento e miglioramento delle infrastrutture e della mobilità che riguarderanno la Calabria e la Sicilia. Nel complesso (considerando l’insieme delle risorse del Pnrr, del Pnc, dell’ultima Legge di Bilancio e dell’anticipazione del Fondo Sviluppo e Coesione), su un totale di investimenti del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili previsti nei prossimi anni pari a circa 104 miliardi di euro, per la Calabria gli investimenti ammontano a quasi 7 miliardi di euro, una cifra analoga a quella destinata alla Sicilia. Tali interventi comprendono quelli per l’alta velocità (Palermo-Catania-Messina e Salerno-Reggio Calabria), le ferrovie regionali e i porti, il rinnovo del parco autobus per il trasporto pubblico locale, il potenziamento della mobilità ciclistica, il rafforzamento delle Zone economiche speciali (Zes), il miglioramento di strade provinciali, ponti e viadotti, l’edilizia residenziale pubblica e la rigenerazione urbana. (rrc)

CARFIZZI (KR) – Il Polo Net realizza panchine rosse ed ecologiche

Sono panchine in plastica riciclata al 100% quelel realizzate da Plastilab srl, start-up innovativa promossa dal Polo Net – Ambiente e Rischi Naturali di Crotone per il Comune di Carfizzi, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

La innovatività di questo progetto sta nel doppio messaggio che si vuole trasferire: da un lato la panchina è diventata il simbolo tangibile del 25 novembre, dall’altro è un esempio concreto di
economia circolare per la comunità in quanto simbolo di una raccolta differenziata che trasforma la plastica da rifiuto in risorsa.

«L’idea – ha dichiarato il Presidente del Polo Net, Luigi Borrelli – è stata quella di realizzare un prodotto che rispondesse ad un duplice obiettivo ovvero che trasmettesse un duplice messaggio. Da un lato la panchina rossa – simbolo visibile –  per ricordare un fenomeno drammatico, quello della violenza sulle donne, da contrastare attraverso l’impegno costante, di tutti, dall’altro un simbolo green che vuole accendere l’attenzione sul riutilizzo delle materie plastiche che se riciclate possono trasformarsi da rifiuti in risorsa. Una iniziativa che attraverso la creatività e l’innovazione può trasmettere un messaggio importante». 

«Le due panchine – ha spiegato – collocate nel sagrato della Chiesa Madre Santa Veneranda del paese comunicano,
ricordano, raccontano un fenomeno e al contempo trasmettono un messaggio green per la comunità».

«Quest’anno – ha dichiarato il sindaco di Carfizzi, Amato Mario Antonio – con le panchine rosse in plastica riciclata al 100%, abbiamo voluto dimostrare vicinanza alle donne. Per non lasciarle sole, esiste il numero 1522 un numero gratuito attivo h 24 ,che accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. Il fenomeno purtroppo sta raggiungendo dimensioni che definire barbariche, è poco».

«La violenza contro le Donne ci riguarda tutti – ha evidenziato – siamo tutti insieme vittime di una degenerazione dei diritti umani. Ognuno di noi può fare davvero molto perché ogni donna possa godere dei diritti più elementari e del diritto più grande quello, ad essere libera e ad essere semplicemente donna». (rkr)

 

Sabato a Carfizzi s’inaugura il ‘Parco della Memoria delle Vittime sulla Statale 106’

Sabato 26 giugno, a Carfizzi, s’inaugura il Parco della Memoria delle vittime sulla S.S. 106. L’iniziativa, coordinata dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Carfizzi vedrà anche la partecipazione del Moto Club “Krimisa Bikers Club” di Cirò Marina, del Moto Club “Gladiatores Italy” e di tanti altri bikers che arriveranno dalla Calabria.

«Attraverso l’intitolazione del “Parco in memoria delle vittime sulla S.S.106” – ha dichiarato il presidente dell’O.D.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, Leonardo Caligiuri – la comunità di Carfizzi ha deciso di fare memoria sulle tante, troppe vittime della famigerata “strada della morte” non solo per sensibilizzare i cittadini sul rispetto delle regole del codice della strada, affinché esse siano rispettate su una strada che non perdona a nessuno neanche uno sbaglio ma anche per sensibilizzare il Governo che può e deve avviare al più presto immediati interventi di messa in sicurezza e, insieme, una campagna di investimenti che possano determinare finalmente l’ammodernamento della strada Statale 106».

Saranno presenti il Prefetto di Crotone, dott. Maria Carolina Ippolito, il dirigente superiore Questore di Crotone, Dr. Massimo Gambino, l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, Mons. Angelo Raffaele Panzetta, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Crotone, Col. Gabriele Mambor, il Comandante dei Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, Cap. Stefano Martorana, il Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di San Nicola Dell’Alto, Francesco Loscialpo, ed i sindaci di Pallagorio, Umberto Lorecchio e di San Nicola Dell’Alto, Francesco Scarpelli ed il presidente dell’Odv “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Leonardo Caligiuri.

Il Programma prevede alle 17 una Santa Messa in Memoria delle vittime sulla strada (che avrò luogo presso la Chiesa Santa Veneranda in Carfizzi), e, a seguire, alle 18 il taglio del nastro per l’inaugurazione del “Parco in Memoria delle vittime sulla S.S.106”.

Con l’occasione verranno scoperte, all’interno del parco, la statua della Santissima Madonna del Rosario donata dall’Odv “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” alla comunità di Carfizzi in ricordo di Rosario Abate, un giovane motociclista di 38 anni deceduto in un sinistro stradale sulla S.S.106 a Strongoli il 22 aprile del 2018 ma anche la statua del Santissimo Crocifisso donata dal Signor Pietro Fiore. (rkr)

CARFIZZI (KR) – Il documentario “Hora Una storia Arbëreshë”

Questa sera, a Carfizzi, alle 21.00, a Largo Skanderbeg, la proiezione del documentario Hora – Una storia Arbëreshë di Maria Alba e Graziana Saccente.

Il documentario, prodotto dallo scrittore Stefano Benni, è nato grazie alla collaborazione tra i tre comuni arbëreshë del crotonese, ovvero San Nicola dell’Alto, Carfizzi e Pallagorio che, per l’occasione, hanno organizzato tre serate evento, a cui prenderanno parte le registe.

«Siamo davvero felicissime – hanno dichiarato le registe – di tornare “a casa”, e ringraziamo i Comuni di San Nicola dell’Alto, Carfizzi e Pallagorio per la loro disponibilità e per aver accolto questo progetto con entusiamo».

«Non vediamo l’ora – hanno proseguito le registe – di presentare il film in questi luoghi dove il nostro viaggio è iniziato».

Le due registe, infatti, racconteranno, per la prima volta, il loro cortometraggio, che tratta della questione dell’identità italo-albanese, che è estremamente complessa e non completamente risolta ed accettata.

Oltre ai rappresentanti delle Amministrazioni Comunali, sarà presente l’attrice Anastasia Maccarrone, protagonista del film.

Storicamente, gli Arbëreshë sono la minoranza italo-albanese presente da più di seicento anni in Italia, discendenti dagli albanesi che, soprattutto a partire dal XV secolo, furono costretti a lasciare le proprie terre in seguito all’invasione ottomana. Fino al secolo scorso le comunità arbëreshë custodivano ancora dei tratti distintivi che le caratterizzavano rispetto ad altre realtà del Meridione ma, negli ultimi sessant’anni, molto è andato perduto: le parole contaminate, la ritualità cambiata, i luoghi dimenticati.

Nonostante questo, gli Arbëreshë rappresentano ancora oggi il più grande esempio di interculturalità in Italia. In un momento storico complesso del nostro Paese, la storia della comunità Arbëreshë offre, quindi, la possibilità di pensare ad un modello realizzabile di convivenza pacifica e di integrazione tra culture diverse, preservando le identità plurali.

Attraverso l’esperienza diretta e le riflessioni della protagonista, il documentario offre un punto
di vista più autentico e personale sull’evoluzione attuale di questa minoranza etnico-linguistica, tentando di andare oltre le riduzioni folkloristiche e le nostalgie arcaizzanti per indagare cosa significa “essere arbëreshë” oggi, con lo sguardo vòlto al futuro di queste comunità.

La protagonista Anastasia è nata a San Nicola dell’Alto, dove ha trascorso la sua adolescenza,
ma vive a Bologna da quindici anni. Ogni estate affronta il suo lungo viaggio in treno per tornare a casa, attraversando l’Italia da nord a sud, tra cambi, coincidenze e conversazioni, quasi come un rituale sacro verso la propria terra. Questa volta però Anastasia decide di condividere il viaggio con un’amica; inizia, così, un’avventura che la porterà ad aprire la sua interiorità e a riscoprire quel mosaico di culture che la contraddistingue.

Ma cosa significa Hora? «“Hora” è una parola arbëreshë che ha molti significati e che in italiano non trova una traduzione univoca» – spiegano le autrici – «“Hora” significa “Paese”, ma simbolicamente rappresenta anche il legame con le proprie origini.”». (rkr)