Vacanze di Pasqua vietate: tornare in Calabria costa caro, per treni, aerei e bus tariffe esagerate

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Tornare in Calabria, per Pasqua, non è meno costoso, tutt’altro. Tra pochi biglietti a prezzi esagerati, tariffe più costose per gli effetti della guerra in Medio Oriente e voli che costano quasi 500 euro andata e ritorno, passare le festività con i propri cari è diventato un vero e proprio salasso.

Una situazione con cui dovranno fare i conti tutti coloro che decideranno di tornare a casa per passare le festività con la propria famiglia: si stima, infatti, che saranno 10,8 milioni gli italiani in viaggio. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research il conflitto in Medio Oriente ha convinto 4 milioni di connazionali a cambiare i piani per queste festività. Quasi 2,9 milioni di italiani hanno rinunciato a partire, mentre circa 920mila hanno scelto una nuova destinazione, privilegiando soprattutto l’Italia o mete europee.

L’incertezza e l’aumento dei prezzi hanno spinto molti ad optare per viaggi più brevi e con destinazioni vicine al luogo di residenza: circa l’8% di chi ha cambiato destinazione lo ha fatto proprio per ragioni economiche.

E, in Calabria, la situazione non è affatto facile:

Rispetto alla Pasqua del 2025, si rilevano, per chi parte sabato 4 aprile, aumenti sino al 15% su alcuni voli (es. Milano Bergamo-Lamezia), rispetto allo stesso periodo di simulazione della prenotazione nell’ultima settimana di marzo; +10,12% su alcuni voli Roma – Lamezia Terme.

Da tutti gli altri aeroporti verso i tre scali regionali, con le diverse compagnie, si registrano offerte più vantaggiose rispetto al 2025, seppure con prezzi in significativo aumento sui giorni di aprile 2026 lontani dalle festività.

Migliora l’offerta per Crotone ma i prezzi in questo caso, e con 1 scalo, arrivano sino 480 euro per un Torino- Crotone.

Agli aumenti generalizzati emersi dal report nazionale dell’ONF del 47%, si aggiungono gli aumenti particolari registrati per raggiungere la Calabria.

Il costo dei biglietti ferroviari verso la nostra regione variano di giorno in giorno, sono esposti ad una variabilità che manda in pallone chi deve mettersi in viaggio ma è nella difficoltà di decidere in tempo il giorno della partenza.

Federconsumatori Calabria ha simulato la prenotazione in diversi giorni della settimana antecedente la Pasqua 2026: l’altalena di prezzi per gli stessi treni e la stessa classe è divenuta una variabile intollerabile.

Sono state comparate le offerte di Italo e Trenitalia senza cambi per rendere più efficace l’equiparazione del costo del viaggio.

Si continuano a rilevare le migliori offerte di viaggio di Italo che su tutte le tratte della costa tirrenica su cui fa scalo (Scalea, Paola, Lamezia T.C., Vibo-Pizzo, Rosarno, Villa S. Giovanni e Reggio Calabria Centrale), per le stesse fermate consente di risparmiare sino al 40% % rispetto alle offerte del maggior competitor Trenitalia.

Federconsumatori Calabria ha elaborato i dati relative alle principali destinazioni di Lamezia Terme e Reggio Calabria per rendere evidenti le differenze anche fra i diversi vettori.

Stessi incrementi si registrano però verso tutte le destinazioni prese in esame: Scalea, Paola, Cosenza, Lamezia T., Crotone, Vibo-Pizzo- Rosarno, Villa S. Giovanni e Reggio Calabria.

Il viaggio in autobus dal Nord alla Calabria costa meno del volo e del treno, ma anche questo ha subito dei rincari non indifferenti: Mediamente i biglietti monitorati aumentano del +72%, l’aumento più alto si registra sulla tratta Roma-Cosenza, che a Pasqua ha una tariffa più elevata del +112% rispetto a un weekend di marzo.

Sulla piattaforma checkmybus.it, che confronta le migliori offerte delle autolinee nazionali, viaggiare da Milano a Reggio Calabria venerdì 3 aprile costerà tra i 100 e i 165 euro.

In molti, probabilmente, sceglieranno di spostarsi in auto, spendendo però, rispetto a Pasqua 2025, circa il +4% per la benzina e il +26% per il diesel, nonostante il taglio delle accise completamente eroso da aumenti e fenomeni speculativi. Ma gli aumenti non mancano anche per chi sceglie di viaggiare diversamente: nel confronto con il 2025, a Pasqua, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23%, con picchi di oltre l’80% (Milano – Londra) e del 73% (Milano – Parigi).

«Ogni anno denunciamo queste maggiorazioni spropositate e ingiustificate, ma ancora non si è deciso di porre dei limiti. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, specialmente lavoratori e studenti che si trovano lontano da casa e che vorrebbero trascorrere le festività in famiglia», scrive Federconsumatori.

«Conoscendo queste dinamiche molti si sono organizzati da tempo, prenotando il biglietto con largo anticipo, per spuntare le tariffe migliori, ma non sempre è possibile! Per questo riteniamo che, in una fase di rincari come quella attuale, è arrivato il momento di porre un faro su questi sovrapprezzi, che spesso si accompagnano speso a ritardi e disservizi. Per questo Federconsumatori torna a «chiedere un intervento delle Autorità competenti per garantire un accesso equo alla mobilità e arginare la speculazione sui prezzi dei trasporti in occasione delle festività».

«È una storia che si ripete a danno di quanti scelgono di tornare nella nostra regione. Assistiamo di anno in anno a pratiche tariffarie poco trasparenti, dalle logiche intollerabili con rincari inaccettabili», ha commentato Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria Aps.

«I calabresi di ritorno, che già pagano per il carovita diffuso – ha aggiunto – e dora per il caro carburante, non possono permettersi aumenti così esosi. È una vergogna che non ci stancheremo di denunciare e di portare all’attenzione dell’opinione pubblica».

«Le politiche tariffarie – ha concluso – non possono essere slegate da fattori di trasparenza e di sostenibilità sociale. Mettere la marcia al meccanismo della domanda è un gioco speculativo che come Federconsumatori continueremo a sottoporre all’attenzione delle Autorità dei Trasporti e della politica affinché assumano ogni azione dovuta».