REGGIO – Il Comune approva il Piano di Marketing turistico

È stato approvato, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Piano di Marketing turistico, unitamente alle linee guida del Piano di Comunicazione.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e dai consiglieri delegati Carmelo Versace, Filippo Quartuccio e Domenico Mantegna per uno strumento che, è stato evidenziato nel corso del dibattito, «opera una efficace sintesi del lavoro svolto in questi anni insieme a tutti gli operatori turistici e all’ente camerale con l’obiettivo di disciplinare e programmare gli investimenti sul marketing territoriale da parte dell’Ente».

«Al suo interno – è stato spiegato – rientra anche una forte presenza all’interno degli eventi fieristici e dei circuiti turistici nazionali e internazionali, la storicizzazione di manifestazioni che hanno uno specifico rilievo culturale e sociale, il sostegno alle associazioni culturali e a quelle realtà che promuovono il territorio e naturalmente un indirizzo politico rispetto all’aumento delle risorse da destinare a questo settore. Dentro il piano di marketing sono presenti inoltre le azioni strategiche che vanno a promuovere l’immagine della Città metropolitana, attraverso contenuti e produzioni multimediali, il sostegno alle guide turistiche e agli operatori del settore».

Importanti provvedimenti approvati dall’Aula di Palazzo “Alvaro” hanno, inoltre, riguardato il settore della scuola con riferimento, in particolare, agli interventi di riqualificazione, ammodernamento e messa in sicurezza di alcuni istituti del territorio metropolitano.

Un’azione, è stato ricordato durante i lavori del Consiglio metropolitano, che fa seguito e concretizza quanto annunciato un paio di mesi fa nell’ambito del piano degli interventi su undici istituti scolastici del territorio metropolitano.

«Oggi la Città metropolitana – ha evidenziato il consigliere Versace – con un incremento di circa 900mila euro, inseriti come fondi di anticipazione per sostenere questo piano, ha fatto sì che tali progetti possano compiere un ulteriore passo in avanti. Un altro risultato riguarda poi in modo specifico l’Istituto “Nostro Repaci” di Villa San Giovanni con un impegno di spesa di oltre sei milioni di euro, probabilmente uno dei più consistenti di sempre per la Città metropolitana, che ci consente di scrivere una bella pagina per una realtà scolastica all’avanguardia del territorio villese».

Poco prima del termine dei lavori, è stata approvata la mozione, proposta dal consigliere Antonino Minicuci e condivisa da tutti i consiglieri metropolitani, che riguarda la richiesta rivolta sia ai candidati alla presidenza della Regione Calabria e sia ai candidati alla carica di consigliere regionale nella circoscrizione Sud, affinché assumano l’impegno chiaro rispetto alla necessità che entro i primi sei mesi della nuova legislatura vengano assegnate finalmente le funzioni alla Città metropolitana.

Funzioni indispensabili, ha evidenziato il sindaco Falcomatà, «affinché l’Ente possa realizzare compiutamente gli obiettivi per i quali è nato su materie di rilevanza strategica come ambiente, lavoro, turismo, mobilità e formazione. Era stata presentata una proposta di legge dalla Città metropolitana alla fine del 2015 ma quella proposta non è mai approdata in Consiglio regionale».

«Non possiamo più attendere – ha aggiunto – è necessario consentire a questo Ente di poter assolvere concretamente alle numerose istanze e alle legittime aspettative che i cittadini e le comunità esprimono».

Nel corso dell’odierna seduta, sono stati, infine, approvati anche gli altri punti all’ordine del giorno, nello specifico: la proposta n. 73 del 14/9/2021 (“Ratifica, ai sensi del combinato disposto degli artt. 42, comma 4, e 175, commi 4 e 5, del D.Lgs. n. 267/2000, della deliberazione di Sindaco Metropolitano n. 91 del 30/08/2021”); le proposte n. 62 e 72 relative al riconoscimento dei debiti fuori bilancio (ai sensi dell’Art. 194 comma 1 lettera A); la proposta n. 68 del 31/8/2021 (“Approvazione Bilancio Consolidato della Città Metropolitana di Reggio Calabria 2020”); la proposta n. 54 del 26/7/2021 (”Regolamento degli indirizzi e delle procedure per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti della Città Metropolitana di Reggio Calabria presso enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società partecipate”) e la proposta n. 71 del 7/9/2021 (“Regolamento sulle modalità di esercizio del controllo analogo sulle società partecipate in house della Città Metropolitana di Reggio Calabria”). (rrc)

Pasquale Amato: Una riflessione sulla campagna elettorale dei candidati reggini

di PASQUALE AMATOIntendo mantenere la promessa che avrei seguito, attivamente, la campagna elettorale regionale nell’interesse esclusivo della Città Metropolitana di Reggio Calabria. ​

Ritengo, a questo proposito, utile porre alcuni quesiti:v Quando vedremo i candidati reggini di qualsiasi lista o coalizione uscire dalle dense nubi di generici slogan, tra i quali l’impegno vago “di voler cambiare la Calabria”? 

Quando finiranno di illuderci che la politica regionale la realizzeranno loro, mentre il sistema elettorale assegna ampi poteri al Presidente di cui essi sono i ​rispettivi ​portatori di voti sino al 3-4 ottobre? 

Quando li vedremo approdare sulla nostra terra per illustrarci le loro concrete scelte di campo su temi e problemi legati al territorio, ai cui elettori stanno chiedendo ​i vot​i,​ che confluiranno sui loro rispettivi candidati Presidenti? 

Quando ci diranno – insomma – cosa hanno l’intenzione di  fare da Consiglieri andando a occupare uno dei seggi di Palazzo Campanella? 

Continueranno a stare in silenzio di fronte ai passaggi di competenze mai attuati dalla Regione alla Città Metropolitana di Reggio, o batteranno i pugni affinché avvenga finalmente ciò che per le altre Città Metropolitane si è già attuato da anni? 

Continueranno a essere sordi e muti di fronte alla demolizione costante dell’Aeroporto dello Stretto nelle mani della Sacal, oppure assumeranno (o affiancheranno) iniziative per rilanciarlo seriamente come Aeroporto strategico e internazionale prima che chiuda? 

Continueranno a girarsi di spalle di fronte al programmato scempio di Piazza De Nava, contrabbandato per restauro, oppure si batteranno assieme alla maggioranza de reggini che non accettano passivamente la rimozione di un sito importante della loro storia? 

Continueranno a subìre (senza alzare un dito per non dare fastidio al rispettivo capo) l’onta quotidiana inferta al Bergamotto di Reggio Calabria, Principe Mondiale degli Agrumi ed eccellenza mondiale del Made in Italy, dal cui nome viene costantemente cancellato il cognome di Reggio? 

Assumeranno iniziative per impedire il lento svuotamento di ruolo e funzioni del Consiglio Regionale e della sua sede a Reggio nel Palazzo Campanella? 

Saranno ancora insensibili e distratti di fronte alle quotidiane ed evidenti azioni predatorie che la maggioranza trasversale delle altre due Calabrie impone alla terza dal 1970? 

Se non sono disposti a battersi per questi temi e problemi (e per tanti altri che sarebbe lungo elencare, inclusi sanità, raccolta e ric​iclo dei rifiuti, la prevenzione e salvaguardia dell’ambiente a cominciare dalla difesa del Parco d’Aspromonte da cui dipendono le sorti dell’intero territorio, la valorizzazione dei prodotti tipici, la promozione dei centri urbani e dei Borghi con i loro tesori artistici, culturali e ambientali) per quali motivi chiedono il voto agli elettori della Circoscrizione Sud, corrispondente ai 97 Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria? Soltanto per portare acqua al mulino del rispettivo candidato Presidente e andare a scaldare personalmente uno scranno a Palazzo Campanella?

Hanno presente che il voto per rappresentanza non significa una cambiale in bianco per fare ciò che si vuole, ma l’impegno a “rappresentare in sede regionale gli interessi collettivi degli elettori reggini metropolitani cui ​chiedono il voto per rappresentarli”? 

E come rappresenteranno gli interessi del territorio che li eleggerà, se non hanno già ora il coraggio di scrivere che difenderanno a spada tratta gli interessi dei loro elettori dei 97 Comuni di Reggio Città Metropolitana nei loro slogan? 

Ci evitino almeno i lamenti a urne chiuse contro l’astensionismo. (pa)

[Pasquale Amato è storico e già docente di Storia dei partiti e movimenti politici nell’Università di Messina]

REGGIO, PROMESSE FASULLE DELLA SACAL
ALL’AEROPORTO SERVE ALTRA GESTIONE

di SANTO STRATI – Ultima chiamata per l’Aeroporto dello Stretto: finalmente Comune e Città Metropolitana di Reggio hanno deciso di rompere gli indugi e cessata definitivamente ogni interlocuzione con la Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, la Task Force istituita dal Sindaco Giuseppe Falcomatà sta guidando iniziative che lasciano intravvedere un po’ di luce, dopo tanto buio: costituire una nuova società di gestione e chiedere di ottenere in subconcessione dall’ENAC lo scalo reggino, in deroga alla concessione Sacal.

Senza rischiare di sembrare troppo ottimisti, l’indignazione popolare che cresce ogni giorno di più a Reggio e vede il coinvolgimento di quasi tutte le parti politiche, superando le divergenze di appartenenza, è un buon segnale. La Sacal ha, indubbiamente, operato male nei confronti dell’Aeroporto dello Stretto (ma anche verso quello di Crotone) ed è ora di pensare a una nuova società di gestione. A parole sembra facile, ma sono molti gli impedimenti che sconsigliano un’azione di revoca della concessione trentennale (estesa, causa covid, a 32 anni) che la Sacal ha ottenuto nel 2016. Le stesse ultime dichiarazioni del presidente Giulio De Metrio hanno lasciato largamente perplessi. Il capo della Sacal ha parlato di un milione di passeggeri da prevedere per lo scalo reggino, ovvero 2740 imbarchi/sbarchi al giorno: con quali aerei? con quali vettori? Quando, a oggi, i voli hanno un costo di biglietti a valore transoceanico e orari che penalizzano il traffico. Il volo del mattino per Roma con il rientro alla sera era comodissimo: oltre 200mila passeggeri nel 2019, prima della pandemia, oggi è quasi deserto perché costringe a pernottare o a Roma o a Reggio. Ci vogliono circa 300 euro per un volo Reggio-Roma, mentre un Lamezia-Roma costa anche solo 26 euro: qualcuno dovrebbe spiegare qual è il criterio che assegna orari e tariffe per lo scalo reggino, se non quello di scoraggiarne l’utilizzo a favore di Lamezia.

Del resto, sono anni che il Movimento per l’Aeroporto di Reggio, guidato appassionatamente dal prof. Pasquale Amato e dall’ing. Domenico Gattuso, denuncia il tentativo costante di abbandono dello scalo e, a fronte della proposta di Falcomatà di Consigli “aperti”, suggeriscono di fare prima la costituzione della società che dovrebbe proporsi per una gestione autonoma dello scalo.

L’avv. Salvatore Chindemi, messo a capo della Task Force e braccio operativo del sindaco in questa spinosa vicenda, ha le idee chiare in proposito. «Nessuno dica di uscire dalla Sacal: né la Città di Reggio né il Comune hanno quote della società, quindi è un’affermazione sciocca. Semmai si tratta di individuare un percorso di altro genere per arrivare a gestire in autonomia l’aeroporto, quello di una concessione in deroga, ovvero una subconcessione per la gestione dello scalo dello Stretto».

Si consideri che i due scali di Crotone e Reggio non sono mai risultati, apparentemente, strategici per la Sacal e, a pensar male, si deve dedurre che l’obiettivo (mascherato e non dichiarato) è quello di chiudere i due aeroporti e concentrare, attraverso il collegamento mediante pullman, tutto il traffico aereo della regione su Lamezia. Col risultato – evidente – di incrementare il traffico sullo scalo lametino e, allo stesso tempo, azzerare i costi di gestione di due scali “inutili” (via i dipendenti, via la manutenzione, via gli oneri di decollo/atterraggio, etc).

Per questo da più parti si chiede insistentemente la revoca della concessione. Un’operazione a risultato sicuramente negativo, da evitare assolutamente per una serie di ragioni: il contratto di Sacal della concessione dei tre aeroporti è blindatissimo: la concessione non può essere revocata dall’Enac se non per gravissimi motivi o di sicurezza operativa (disastro o quasi disastro) o in caso di inadempienza economica nei confronti del Ministero delle Infrastrututre e Mobilità Sostenibile o, in ultimo, per gravi fatti di natura giudiziaria che possano pregiudicare la legalità dell’operato della società. In secondo luogo, aprire un contenzioso giudiziario significherebbe, tra ricorsi e controricorsi, consegnare lo scalo ad almeno dieci anni di inoperosità, senza peraltro riuscire a ottenere nemmeno una sospensione temporanea. Il caso del Ponte Morandi di Genova fa scuola: sono passati tre anni e la Società Autostrade – nonostante il disastro colposo – ha ancora in mano la concessione che sta vendendo a condizioni persino vantaggiose a Cassa Depositi e Prestiti.

E allora? La soluzione, ideata dall’avv. Chindemi con altri giuristi, è facilmente percorribile: si può chiedere – come previsto dalla statuto dell’Enac – una subconcessione alla Sacal, per gestire in autonomia lo scalo reggino. Favorisce questa opzione il fatto che Reggio è l’unica città metropolitana a non gestire direttamente lo scalo aeroportuale e ha di fronte un’altra città metropolitana (Messina) che avrebbe tutto l’interesse ad avere un aeroporto attivo ed efficiente.

Tale ipotesi prevede ovviamente una serie di passaggi intermedi: la prima cosa da fare è costituire una nuova società a capitale misto pubblico/privato dove siano presenti inizialmente le Città Metropolitane e i Comuni di Reggio e di Messina, l’Unione degli industriali, le Camere di commercio delle due sponde dello Stretto, l’Autorità portuale, etc. con un capitale di base che potrebbe essere anche di un solo milione (MetroCity Reggio era pronta a investire 2 milioni per comprare quote di minoranza della Sacal) per poi prevedere – a sub concessione ottenuta – un aumento di capitale consistente, in grado di garantire la piena efficienza amministrativa ed economia della gestione.

Solo con una società già costituita si potrà andare all’ENAC a chiedere la subconcessione dello scalo. Dando per scontato che la scelta, in questo caso, sarebbe tutta di natura politica. Il viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli (leghista) ha sposato le ragioni dell’aeroporto di Reggio e criticato gli interventi previsti da Sacal per spendere i 27,5 milioni disponibili, giudicandoli in gran parte onerosi e pressoché inutili. Anzi, ha fatto di più, ottenendo dal Governo che la scadenza di utilizzo dei fondi, originariamente prevista per il 31 dicembre di quest’anno, venisse prorogata a tutto il 2022. Questo significa che c’è più tempo per mettere mano a qualcosa di utile e significativo per lo scalo reggino.

Il progetto offerto gratuitamente da una società di ingegneria che fa capo all’arch. Pino Falduto (già assessore comunale ai tempi di Italo Falcomatà) piace molto a Morelli e trova, al momento, solo la forte contrapposizione del deputato forzista Francesco Cannizzaro e dell’assessore regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo. Un progetto che vuole utilizzare parte dei fondi già disponibili (Morelli ha dichiarato che troverà altre risorse) per ricostruire uno scalo di nuovissima concezione che integri i collegamenti terrestri e marittimi con Reggio e Messina, pronto in 18 mesi (senza peraltro interrompere l’operatività dell’aeroporto).

Dunque, serve un’unità di intenti – la coesione e la partecipazione di tutte le forze politiche – perché la richiesta della subconcessione all’ENAC – dopo la costituzione della nuova SpA di gestione – trovi ascolto.

Negli anni d’oro l’Aeroporto dello Stretto era arrivato davvero a sfiorare un milione di passeggeri. La Città Metropolitana e tutta l’Area dello Stretto devono poter tornare ad avere un aeroporto efficiente, in piena attività, che aiuti la mobilità. Bisogna battere i pugni e alzare la voce e incalzare la classe politica calabrese (non solo reggina) perché si realizzino queste condizioni. Lo sviluppo passa anche da un aeroporto moderno e funzionante al 100%. (s)

L’intervista video all’arch. Pino Falduto sul progetto del nuovo Aeroporto dello Stretto

Aeroporto di Reggio, la task force: Da Sacal impegni disattesi, serve cambio di passo su governance

A Palazzo San Giorgio di Reggio, si è riunita, alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà, la task force per discutere le attuali criticità sull’aeroporto dello Stretto, stigmatizzando il comportamento di Sacal e le difficoltà nell’interlocuzione.

Il tavolo, coordinato da Salvatore Chindemi, si è soffermato sulle diverse criticità attualmente esistenti in ordine allo sviluppo dell’Aeroporto reggino. Nella sua introduzione il coordinatore del tavolo ha richiamato le circostanze che hanno animato la discussione della task force fin dal suo insediamento.

«In particolare – ha illustrato Chindemi – ci riferiamo alla condivisione del piano industriale da parte di Sacal, necessario a prendere visione dei programmi di sviluppo che riguardano il nostro aeroporto, dell’ingresso della Città Metropolitana nell’organigramma societario attraverso l’acquisizione di quote e dell’aumento dei voli e delle compagnie aree operanti sull’aeroporto reggino».

«Tre questioni – ha spiegato il coordinatore del tavolo – sulle quali la task force aveva ricevuto ampie rassicurazioni da parte del Presidente di Sacal, Giulio De Metrio, ma sulle quali, dopo diversi mesi di attesa, non è seguito alcun riscontro».

Alla luce delle circostanze richiamate, i componenti del tavolo hanno condiviso l’esigenza di un netto cambio di passo sulle politiche di governance sull’infrastruttura aeroportuale, auspicando un’interlocuzione più efficace da parte di Sacal con il territorio.

«Non è certo una questione personale con il presidente De Metrio – hanno affermato i componenti del tavolo – ma, ora, è necessario fare chiarezza».

Nello specifico, la Città Metropolitana di Reggio Calabria negli ultimi giorni ha avanzato nuovamente la richiesta di acquisto delle quote nei confronti di Sacal. Contestualmente, è stata presentata una richiesta di accesso agli atti per ciò che riguarda l’offerta con la quale la Società si è aggiudicata il bando per la gestione dell’aeroporto di Reggio Calabria, al fine di conoscere gli obiettivi di sviluppo della Società.

«Su questi temi – hanno detto i componenti della task force comunale – è necessario che arrivino da subito delle risposte, così come è opportuno che Sacal dica pubblicamente quali sono i programmi di sviluppo per l’aeroporto, quali compagnie intende coinvolgere, per quante e quali destinazioni. Ci sarebbe infine una considerazione di ordine politico da fare: i consiglieri regionali eletti a Reggio hanno votato favorevolmente all’aumento di capitale perché conoscono i progetti di Sacal sull’Aeroporto dello Stretto o sono andati semplicemente sulla fiducia?».

A margine della riunione, il sindaco Falcomatà ha espresso alcune considerazioni sulla fase che vive attualmente lo scalo reggino, soffermandosi anche sulle difficoltà riscontrate nell’interlocuzione con Sacal.

«C’è una sottile linea di demarcazione tra il garbo istituzionale e la presa in giro – ha affermato il sindaco – certamente noi continueremo a cercare il dialogo perché siamo abituati in questo modo e abbiamo grande rispetto dei rapporti tra istituzioni, ma se dall’altra parte non c’è alcun segnale non credo si possano verificare particolari passi in avanti».

«Nonostante gli auspici positivi di qualche mese fa – ha aggiunto – oggi Sacal procede ad una ricapitalizzazione riservata esclusivamente ai soci, escludendo di fatto la Città Metropolitana e l’intero territorio reggino. Ad oggi, per quello che ci è dato sapere, ci sono ancora circa 8 milioni di euro di quote libere. Non sappiamo ancora se c’è un soggetto che intende optarle, evitando l’ipotesi di messa in liquidazione della Società».

«La Città Metropolitana – ha concluso – ha avanzato nuovamente la richiesta di acquisto delle quote per una somma complessiva di 2 milioni di euro. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro ed è chiaro che se l’attuale situazione non dovesse cambiare è necessario determinarsi di conseguenza, lavorando attivamente per un modello di gestione differente per l’aeroporto di Reggio, più legato al nostro territorio, che coinvolga le migliori energie, pubbliche e private, affinché possa esserci una gestione direttamente legata agli interessi legittimi che puntano allo sviluppo del territorio». (rrc)

La Città Metropolitana ha chiesto di entrare in Sacal

Mediante la sottoscrizione di quote per 2 milioni di euro, il 20% dell’aumento di capitale deliberato dalla stessa società nel corso dell’ultima assemblea dei soci, la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha chiesto, alla Sacal, l’ingresso in società.

In una lettera ufficiale trasmessa da Palazzo Alvaro alla Società di Gestione, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha annunciato la volontà dell’Ente di aderire all’organigramma dei soci Sacal.

«La Città Metropolitana di Reggio Calabria – si legge nella missiva firmata dal primo Cittadino – ha manifestato ripetutamente, sia con atti consiliari che con dichiarazioni pubbliche, la volontà di entrare a far parte della compagine di Codesta Società di gestione per contribuire allo sviluppo dell’Aeroporto “Tito Minniti” e, più in generale, del sistema aeroportuale calabrese».

«Le condizioni finanziarie di questo Ente – ha spiegato ancora il sindaco nel testo della missiva – consentirebbero la sottoscrizione di quote per un valore di 2 milioni di euro, dei 10 milioni di aumento capitale che, da notizie di stampa, sarebbero state offerte ai soci, con notevoli benefici per il consolidamento di Codesta Società».

Un atto formale dunque, una proposta ufficiale, avanzata a mezzo Pec dall’Ente di Palazzo Alvaro che segue le molteplici interlocuzioni formali ed informali avviate dal sindaco Falcomatà con i vertici di Sacal, anche nell’ambito dei lavori della task force comunale dedicata al tema dell’aeroporto, nel corso dei quali i rappresentanti della Città Metropolitana hanno manifestato più volte la volontà dell’Ente di aderire alla sottoscrizione del capitale sociale di Sacal. 

«Chiaramente – prosegue la lettera del sindaco – come più volte dichiarato, l’acquisto delle quote non può che essere subordinato alla conoscenza delle condizioni finanziarie e del piano industriale di Codesta Società, non per mero capriccio, ma per capire se Sacal S.p.a. ha veramente intenzione di sviluppare l’Aeroporto dello Stretto e come, ma anche per l’esigenza, dettata dalle leggi in materia, di motivare gli atti amministrativi di acquisto di nuove partecipazioni societarie».

«Tanto premesso – si legge ancora nella proposta – dovendo il Consiglio della Città Metropolitana di Reggio Calabria determinarsi sull’applicazione dell’avanzo libero di amministrazione, si propone a Codesta Società di comunicare ufficialmente la volontà di addivenire all’ampliamento della compagine sociale consentendo a questo Ente la sottoscrizione di azioni per il valore di 2 milioni di euro».

Se ciò non dovesse verificarsi, è scritto infine nella missiva, «è evidente, che è dovere della Città Metropolitana perseguire ogni possibile strada per il conseguimento dell’interesse dello sviluppo dell’Aeroporto “Tito Minniti” ed in generale del circuito delle infrastrutture trasportistiche nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria e dello Stretto». (rrc)

  

 

 

Reggio Calabria al Cibus di Parma, il Salone internazionale dell’Alimentazione

Reggio Calabria parteciperà alla 20esima edizione di Cibus, l’evento di riferimento dell’agro- alimentare italiano in cui sono presenti le più grandi aziende del panorama nazionale, in programma a Parma dal 31 agosto al 3 settembre, con 10 aziende operanti nel territorio metropolitano, che saranno selezionate tramite un avviso pubblico, disponibile all’albo online e sul sito istituzionale dell’ente fino al prossimo 5 agosto. 

Tra le più prestigiose vetrine del “food made in Italy”, con circa 80.000 visitatori ed oltre 3000 espositori presenti, la manifestazione sarà un’importante occasione per promuovere l’incontro delle aziende con i più importanti operatori professionali provenienti dai maggiori mercati del mondo.

La Città Metropolitana di Reggio Calabria, dunque, allestirà uno stand collettivo, all’interno del quale ciascuna impresa del territorio avrà a disposizione un proprio spazio allestito. 

Soddisfatto dell’importante occasione generata dall’Ente, il Consigliere delegato alle Attività Produttive, Domenico Mantegna, che in una nota ha ringraziato il Settore, guidato dalla Dirigente Giuseppina Attanasio, per il brillante lavoro prodotto in continuità con i risultati già conseguiti nelle scorse annualità.

«Oggi più che mai – ha dichiarato Mantegna – è importante tornare ad affermare la presenza delle produzioni del nostro territorio in contesti prestigiosi come è appunto il Cibus di Parma. Un’occasione anche per superare le difficoltà vissute dal nostro tessuto produttivo territoriale durante il periodo pandemico, che ha messo a dura prova il mercato delle esportazioni, con pesanti ricadute sul piano economico ed occupazionale».

«In questo senso – ha aggiunto – riattivare il circuito fieristico nazionale ed internazionale, attivando sinergie con le imprese locali, costituisce un’opportunità per ampliare le potenzialità espansive dell’economia del nostro territorio. E credo che il lavoro promosso dal Settore, molto apprezzato anche in passato dalle migliori imprese del territorio, vada esattamente in questa direzione». (rrc)

 

Il consigliere metropolitano Michele Conia: Si iniziano a vedere primi interventi nelle strade della Piana

Il consigliere metropolitano e sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, ha reso noto che si iniziano a vedere i primi interventi nelle strade della Piana di competenza della Città Metropolitana: «nei prossimi giorni inizieranno dei lavori importanti di messa in sicurezza di alcune strade, nonché, anche, le attività di sfalcio e pulizia».

Ciò è stato possibile grazie delle varie richieste in Consiglio metropolitano e delle interrogazioni consiliari fatte da Conia, che ha sottolineato che si tratta di «un primo segnale importante che riconosco ed apprezzo, sperando che si possa proseguire su questa via. Continuerò, naturalmente, a monitorare, con grande attenzione, tutti gli interventi e le necessità del territorio, confrontandomi con gli uffici preposti e con i Consiglieri delegati».

«Sorprende – ha aggiunto – che qualche Assessore di qualche comune, si precipiti a prendersi i meriti di interventi della Città Metropolitana ottenuti, semmai, con battaglie da parte di Comitati di cittadini e di Consiglieri Metropolitani che si battono per il territorio della Piana che per troppo tempo è stato dimenticato ed abbandonato».

«Il territorio metropolitano – ha concluso – necessita di tanti interventi e programmazione ampia e sinergica e non di inutili lotte di campanile ed è con questo spirito che continuerò la mia azione con la solita passione, ma anche con la correttezza istituzionale che non bisogna mai perdere». (rrc)

La Città Metropolitana nella Valle del Tuccio per progetti da finanziare con il Recovery

Una delegazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, si è recata nei Comuni della Valle del Tuccio per fare il punto della situazione sulle potenzialità da sviluppare e le criticità da affrontare attraverso una programmazione condivisa.

All’incontro, promosso di concerto con i sindaci di Bagaladi, Santo Monorchio, di Roghudi, Pierpaolo Zavettieri, di Roccaforte del Greco, Domenico Penna, di Montebello Jonico, Maria Foti, e con il Commissario di San Lorenzo, Eugenio Barillà, hanno preso parte, insieme al sindaco metropolitano, anche il vicesindaco dell’Ente di Palazzo Alvaro, Armando Neri ed i consiglieri delegati Carmelo Versace, Giuseppe Marino, Domenico Mantegna, Salvatore Fuda, il consigliere comunale reggino Marcantonino Malara, il presidente del Consiglio del Comune di Bagaladi, Carmelo Nucera e i dirigenti metropolitani Lorenzo Benestare e Pietro Foti.

La giornata, fitta di sopralluoghi ed approfondimenti tecnici, dal Parco Eolico dei piani di Lopa fino a Palazzo Pannuti, ha consentito di fare il punto sul merito degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da programmare sulla Sp3, arteria cardine per l’accesso alle aree collinari della bassa grecanica e sugli sviluppi della Strategia Nazionale delle Aree Interne, con Bagaladi capofila, che prevede una serie di obiettivi in termini di sviluppo territoriale, sul piano culturale e turistico, ma anche per ciò che riguarda le infrastrutture viarie per la mobilità interna.

«Oggi insieme ai sindaci dell’area – ha spiegato Falcomatà – abbiamo analizzato lo stato dell’arte della strada Sp3 e le azioni che occorre mettere in atto sui fronti della manutenzione ordinaria ma anche della riqualificazione complessiva di questo importante collegamento e degli altri tratti ammalorati».

«Rimettere in moto – ha aggiunto – e quindi connettere in modo veloce e sicuro le aree interne con il resto del territorio e con Reggio, è una priorità. Serve un’attenzione specifica da parte della Città metropolitana e questa attività di confronto va proprio in questa direzione. Con i sindaci, peraltro, abbiamo anche affrontato il tema della programmazione in materia di Recovery fund e di transizione ecologica che è uno dei temi forti su cui sta lavorando sia l’Unione europea che il governo nazionale. Il territorio reggino ha tutte le carte in regola per sfruttare al meglio le proprie risorse naturali e innescare processi virtuosi di crescita e sviluppo basate su innovazione e sostenibilità come dimostrano, del resto, gli stessi impianti eolici presenti in questa zona».

Attenzione dell’ente di Palazzo “Alvaro” sul tema della viabilità ribadita anche dal consigliere Versace, che ha messo in risalto la centralità, per il territorio, della «strada Sp3, quale arteria in grado di ampliare le potenzialità di queste comunità e di tutto il comprensorio anche attraverso lo sviluppo di altri snodi cruciali. Con i tecnici della Città metropolitana abbiamo fatto un punto della situazione con l’obiettivo di avere il quadro completo degli interventi di attuare. È un lavoro complesso, anche in ragione del fatto che tale tratto stradale originariamente apparteneva al patrimonio Anas e solo ora è in gestione al nostro ente». 

Di attività inerenti, i temi dell’agricoltura e dei contratti di fiume, sue deleghe di pertinenza, ha poi parlato il consigliere Marino: «Viviamo un momento davvero importante. A fianco alle emergenze quotidiane abbiamo delle prospettive differenti sulla programmazione, possibilità che prima non esistevano, che sono state ottenute con grande lungimiranza e che offrono delle opportunità di riscatto per il nostro territorio. La strategia nazionale per il rilancio del nostro Paese passa dalla capacità di programmare costruendo un modello di governance in grado di garantire che le idee ed i progetti possano essere trasformate in opere concrete. È una sfida che deve coinvolgerci tutti».

Per il sindaco Monorchio, infine, siamo di fronte ad una straordinaria opportunità, con riferimento alle «risorse previste dal Recovery fund per il rilancio di queste aree che, dopo la crisi pandemica, possono rappresentare un’occasione irripetibile per rendere il territorio finalmente attrattivo. La ripartenza deve vederci protagonisti, noi siamo una zona marginale e, quindi, la rinascita post pandemica deve essere un momento di grande impegno e dedizione, esattamente come è stato nel dopoguerra. Nessuno può o deve tirarsi indietro, tutti dovranno fare la loro parte, cittadini, politica, tecnici che sono fondamentali in questa fase di programmazione». (rrc)

REGGIO – Il consigliere Ranuccio fa il punto su attività programmazione di Palazzo Alvaro

Il consigliere metropolitano Giuseppe Ranuccio, ha fatto il punto sulle attività di programmazione di Palazzo Alvaro, spiegando che è stato «approvato da poco il nostro primo bilancio previsionale, dotandoci di quegli strumenti finanziari ed economici utili a perseguire le linee di mandato che ci siamo dati».

«La Città metropolitana – ha aggiunto – è un ente solido e gode di ottima salute ma questo dato se da un lato è positivo, per altro verso rappresenta una sfida importante e complessa sul versante della programmazione e degli interventi su quelle materie che richiedono maggiore attenzione».

«Stiamo provando a dare risposte immediate alle tante istanze del territorio –ha  proseguito Ranuccio, che è anche sindaco di Palmi – a cominciare dalla viabilità su cui le risorse sono state quasi raddoppiate. Ed è bene ricordare che la Città metropolitana purtroppo non ha a disposizione tutte le risorse di cui invece godeva la vecchia Provincia. Così come sulla messa in sicurezza del nostro patrimonio, sull’impiantistica sportiva, sull’edilizia scolastica con la programmazione di numerosi interventi. E così per la pulizia delle fiumare, per la segnaletica e poi importanti investimenti sulla formazione professionale, sul welfare che oggi non è più concepito solo come erogazione di sussidi ma come offerta strutturata di servizi alla cittadinanza, peraltro in un momento particolare e delicato come quello che stiamo vivendo».

Un rilievo particolare, assume l’attività di programmazione, «con un occhio – ha spiegato il rappresentante di Palazzo “Alvaro” – a tutte quelle risorse, regionali, ministeriali e naturalmente al Recovery Fund, su cui la Città metropolitana sta profondendo uno sforzo rilevante anche grazie alla predisposizione di una cabina di regia che coinvolge tutti gli attori istituzionali e sociali. Insomma un bilancio che da un lato si preoccupa di dare risposte immediate ai bisogni più urgenti e per altro verso tiene un faro ben acceso sul futuro». 

Rendere attrattivo il territorio è un’altra sfida cruciale che, secondo Ranuccio, comincia dal rilancio di turismo e tutela ambientale. «La progressione della campagna vaccinale e la bella stagione fanno ben sperare – ha evidenziato il consigliere metropolitano – e crediamo che questa possa essere un’estate all’altezza delle aspettative di imprese e tessuto produttivo».

Il nuovo corso metropolitano è caratterizzato da un approccio di lavoro molto diverso rispetto al passato,«grazie ad una maggiore capacità di cooperazione tra amministratori e comunità del territorio. Penso ad esempio – ha concluso Ranuccio – al contratto di costa di cui tanto si parla. Un accordo che abbraccia i comuni di Palmi, Seminara, Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni dentro un’unica strategia integrata di valorizzazione e promozione del territorio, tutela ambientale e visione comune di sviluppo. Una novità assoluta, un percorso ambizioso che vuole anche mandare un segnale di superamento definitivo di ogni campanilismo e di impegno concreto su temi comuni. Un passo in avanti nel solco degli indirizzi dell’amministrazione Falcomatà e che orientano questa nuova fase verso un’autentica e ampia partecipazione del territorio». (rrc)

La Città Metropolitana ha riconosciuto la Repubblica dell’Artsakh e il Genocidio del Popolo Armeno

È stata una giornata storica, quella del 26 maggio, in cui la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha approvato, all’unanimità, due mozioni che riconoscono il “Genocidio del popolo armeno”, avvenuto nel 1915 a opera dell’Impero Ottomano e la Repubblica Armena dell’Artsakh, ultimamente vittima di un’aggressione armata da parte dell’Azerbaigian.

«Come “Comunità Armenia-Calabria” – si legge in una nota – esprimiamo tutta la nostra gratitudine per questi due importanti passaggi che rappresentano un grande abbraccio reggino alla ritrovata sorella Armenia».

Gratitudine è stata espressa da Tehmine Arshakyan, presidente della Comunità Armena-Calabra, che ha ricordato come «Il rapporto fra la provincia di Reggio e l’Armenia, benché ancora poco conosciuto, in realtà è secolare e negli ultimi anni sta ritrovando vivacità.  Come “Comunità Armenia-Calabria” vogliamo ringraziare tutto il Consiglio metropolitano per la sensibilità dimostrata e in particolare vogliamo ringraziare il consigliere Rudi Lizzi che ha conosciuto la nostra realtà e ha voluto fare propria la causa armena attraverso la presentazione di queste due mozioni».

«Vogliamo esprimere – ha aggiunto – la nostra gratitudine anche ai consiglieri dr. Antonio Minicuci, dr. Armando Neri, dr. Carmelo Versace, dr. Giuseppe Ranuccio, dr. Domenico Mantegna, dr. Antonio Zimbalatti, dr. Filippo Quartuccio, dr. Domenico Marino, che in maniera trasversale hanno sottoscritto le due mozioni presentate dal consigliere Lizzi. Il rapporto fra il popolo armeno e il territorio reggino nasce intorno al decimo secolo dopo Cristo, un legame testimoniato dai numerosi siti archeologici presenti in particolare nella provincia jonica, nonché nel culto di alcuni santi e in toponimi e idiomi che utilizziamo nella nostra quotidianità anche senza rendercene conto. Riscoprire questo rapporto significa rinsaldare le proprie radici culturali oltre che ravvivare un’amicizia con una terra lontana geograficamente ma vicina per storia e cultura».

«Già da qualche anno– ha proseguito – questa relazione aveva ripreso vita alimentando un flusso di ricercatori accademici e di visitatori armeni, in particolare a Brancaleone e nei Comuni limitrofi che attraversano quella che ormai viene definita la “Valle degli Armeni”».

«Siamo certi – ha concluso – che queste due mozioni risulteranno da stimolo per incentivare le relazioni fra Reggio e l’Armenia, ma anche per far crescere l’interesse culturale verso il nostro territorio tanto da divenire possibile volano di un auspicato sviluppo “anche” turistico con positive ricadute sul territorio». (rrc)

In copertina, Tehmine Arshakyan.