Confesercenti RC: Attivare un tavolo di crisi del commercio

Confesercenti Reggio Calabria ha chiesto alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, al Comune e alla Camera di Commercio di attivare un tavolo di crisi del commercio, che «coinvolga tutte le associazioni datoriali così da valutare ogni intervento necessario e possibile». È l’appello lanciato dal presidente Claudio Aloisio, evidenziando come, tra gli interventi proposti, la creazione dei Distretti Urbani del Commercio, «oppure la riduzione di Tari e Imu per i negozi che certificano un significativo decremento del fatturato rispetto l’anno precedente».

«Azioni mirate e concrete da mettere in campo il prima possibile – ha evidenziato – così da supportare gli imprenditori nell’affrontare una situazione divenuta ormai insostenibile che rischia di decimare quel poco che resta del tessuto commerciale nel territorio».

«La condizione del commercio in città e nel territorio metropolitano è drammatica – ha denunciato Aloisio –. Non servono studi o sondaggi per capirlo. Basta vedere il numero sempre crescente di negozi chiusi e sfitti o parlare con gli imprenditori per avere contezza della preoccupazione e in molti casi, della disperazione, che stanno vivendo. Una crisi senza precedenti che colpisce tutti, chi più chi meno. Dall’abbigliamento, che paga oltretutto lo scotto di un inverno ancora mai arrivato, agli altri settori merceologici che stanno vedendo i loro fatturati liquefarsi sino ad arrivare sotto la soglia di sopravvivenza». 

«Anche i negozi solitamente più refrattari ai riflessi negativi della crisi – ha proseguito – quelli che si rivolgono a un target medio alto o alto, sono alle prese con una diminuzione degli acquisti non più sopportabile. Calano i fatturati, si abbassano i margini di guadagno e, al contempo, aumentano i costi di gestione e rimane altissima la pressione fiscale generando una tempesta perfetta che rischia di mandare a gambe all’aria tantissime aziende ormai allo stremo».

«E non saranno certo – ha concluso – i pochi giorni di vendita natalizia o l’eventuale spostamento della data dei saldi che anzi, potrebbe risultare addirittura dannoso favorendo ulteriormente le vendite online, a risolvere il problema». (rrc) 

L’OPINIONE / Claudio Aloisio: Reggio, quella città le cui mancanze sono inammissibili

di CLAUDIO ALOISIO – Era il 19 maggio quando scrissi che, senza l’immediata emanazione di un bando a seguito dello sgombero, la Torre Nervi sarebbe rimasta chiusa in balia di vandalismo e degrado. Siamo al 14 luglio e le mie previsioni si sono avverate. La Rotonda del Lido con la sua splendida balconata è chiusa, abbandonata. Un pugno in un occhio nel mezzo del Lungomare, quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città.

Il 1° giugno 2022, invece, scrivevo che Reggio aveva perso una gigantesca occasione non riuscendo a mettere in piedi uno straccio di programmazione e promozione efficace per il cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Tra le altre cose all’epoca si disse che, dato il ritardo, nell’anno successivo si sarebbe provveduto a organizzare meglio le cose per valorizzare i Guerrieri di Riace. Forse mi sarà sfuggito ma mi sembra che nulla sia stato fatto. Per l’ennesima volta.

Vedete, parliamo di due vicende molto diverse che però sono facce della stessa medaglia. Rappresentano plasticamente la situazione quasi kafkiana che stiamo vivendo. Sembra che a Reggio Calabria ci si stia mettendo d’impegno per rendere le cose peggiori più di quanto già lo siano, aggiungere difficoltà a difficoltà, far scappare quei pochi turisti che girano spaesati in un luogo che non offre il benché minimo servizio serio e professionale di accoglienza o d’informazione.

Reggio è quella città dove nel centro storico (e non solo) manca l’acqua ma in compenso abbondano i rifiuti, dove i lavori per riasfaltare il lungomare si protraggono sino estate inoltrata, dove nel pieno di quella che dovrebbe essere la stagione turistica si inizia a lavorare per la riqualificazione del Lido Comunale, dove si aprono cantieri per nuove opere mentre quelle realizzate non vengono neanche manutenute. 

Reggio è la città dove l’Estate Reggina, il contenitore degli eventi che dovrebbe valorizzare e caratterizzare la stagione estiva cittadina, altro non è che un guazzabuglio imbarazzante di qualsiasi cosa, senza un ordine, una visione strategica, una coerenza. Un minestrone dove i pochi eventi validi vengono fagocitati da decine di altri che nulla hanno a che vedere con la programmazione che dovrebbe portare avanti il capoluogo dell’area metropolitana.

Reggio è la città dove invece di agevolare chi vuole fare impresa lo si ostacola, dove si devono aspettare tempi inaccettabili per ottenere autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico e dove si decide tout court, data la mancanza di un piano stabilito e condiviso, di non concedere più autorizzazioni per ztl e isole pedonali anche in quelle strade che non creano alcun problema alla viabilità, producendo un danno agli imprenditori, ai potenziali turisti e ai cittadini. In compenso è la città più tassata d’Italia, con le aliquote che vengono tenute al massimo anche ora che si potrebbe intervenire per abbassarle.

Reggio è una città senza una visione, una strategia, un’idea di sviluppo e questo lo si nota ancor di più sotto il cocente sole estivo che fa “brillare” tutte le mancanze che ormai non sono più sopportabili né ammissibili.

Comprendiamo le enormi difficoltà nel gestire una città come la nostra ma questo non basta più a giustificare lo stato in cui versa e l’inefficienza dell’azione amministrativa.

Come Confesercenti continueremo a dare il nostro contributo rimanendo interlocutore costruttivo per trovare soluzioni che mirino al bene e allo sviluppo di Reggio ma crediamo di avere il diritto di pretendere che si faccia di più, molto di più e meglio. (ca)

[Claudio Aloisio è presidente Confesercenti Reggio Calabria]

 

Confesercenti Reggio Calabria presenta i Servizi di Microcredito e Credito

Confesercenti Reggio Calabria ha presentato i Servizi di Microcredito e Credito offerti dalla Confesercenti Reggio Calabria a supporto degli imprenditori, grazie agli strumenti finanziari di cui si è dotata Confesercenti Nazionale.

La presentazione è avvenuta nel corso del convegno Finanziamo il futuro, svoltasi nei giorni scorsi alla Camera di commercio reggina.

Confesercenti può erogare in maniera diretta, senza quindi passare dal sistema bancario, sia il Microcredito, che prevede un finanziamento fino a 50.000 euro a start up e aziende che operano da meno di cinque anni sia, tramite Comfidi il consorzio fidi di Confesercenti, finanziamenti fino a 100.000 euro a qualsiasi tipologia di impresa.

Il convegno è stato aperto dai saluti del presidente della Camera di Commercio, Ninni Tramontana, il presidente dell’Ordine dei Commercialisti, Stefano Poeta e l’Assessore alle attività produttive del Comune di Reggio Calabria, Angela Martino. 

È poi intervenuto il Presidente di Confesercenti Reggio Calabria, Claudio Aloisio, che ha introdotto il tema della finanza agevolata per le imprese, sottolineando l’unicità dell’offerta proposta dall’Associazione che presiede, ad oggi l’unica a fornire questo genere di servizi in maniera autonoma, la qual cosa permette di velocizzare considerevolmente la gestione delle pratiche e la conseguente erogazione dei finanziamenti. 

L’incontro è proseguito con gli interventi dei relatori: Giuseppe Fedele, responsabile del settore dei finanziamenti agevolati dell’Ordine dei Commercialisti, Franco Rogolino, responsabile dell’Area Credito di Confesercenti Reggio Calabria e Teresa Verduci, Tutor del Microcredito di Confesercenti Reggio Calabria. Ha concluso i lavori Marco D’Onofrio, Responsabile Commerciale della Cassa del Microcredito di Confesercenti. 

Gli esperti hanno fornito ai partecipanti informazioni dettagliate sulle opportunità della finanza agevolata e sui servizi finanziari offerti da Confesercenti Reggio Calabria, illustrando le soluzioni disponibili per le diverse tipologie di imprese e le relative modalità d’accesso.

Al termine, è stato dato spazio alle domande del pubblico le quali hanno contribuito a generare un importante momento di confronto e di scambio di idee tra gli operatori presenti, che hanno così potuto approfondire i temi della finanza agevolata e delle opportunità offerte da Confesercenti Reggio Calabria per le imprese del territorio. (dc)

 

Il 27 febbraio a Reggio il convegno sul Microcredito

Il 27 febbraio, a Reggio, alle 9.30, alla Camera di Commercio di RC, è in programma il convegno sul Microcredito, organizzato da Confesercenti Reggio Calabria in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Si parlerà di Microcredito, un nuovo strumento finanziario rivolto a nuove imprese, start up e imprese titolari di partita iva da non più di 5 anni e non più di 5 dipendenti oltre agli altri strumenti finanziari di Confesercenti Reggio Calabria destinati a tutte le imprese.

Con la Cassa del Microcredito spa Confesercenti Reggio Calabria può concedere direttamente finanziamenti senza garanzie reali per un massimo di 50mila euro rimborsabili fino a 84 mesi.

Tramite Italia Comfidi, invece, sempre con credito diretto, può erogare fino a 100mila euro a qualsiasi tipologia d’impresa.

Si parte con i saluti di Antonino Tramontana, presidente della Camera di Commercio di RC, Stefano Poeta, presidente Ordine dei Commercialisti di RC, Claudio Aloisio, presidente Confesercenti RC.

Intervengono Giuseppe Fedele, Responsabile Commissione Finanza Agevolata ODCEC Reggio Calabria, Franco Rogolino, Responsabile Credito Confesercenti Reggio Calabria, Teresa Verduci, Tutor Microcredito Confesercenti Reggio Calabria e Marco D’Onofrio, Direttore Commerciale Cassa del Microcredito spa. (rrc)

REGGIO – Il programma di “Pepotto”, la serie di convegni di Confersercenti RC

Prende il via domani Pepotto, la serie di incontri organizzati da Confesercenti Reggio Calabria nell’ambito della manifestazione Epicurè, promossa dalla Camera di Commercio reggina.

Una tre giorni dedicata ai prodotti identitari e la loro importanza in una strategia di crescita e sviluppo, suddiviso in tre appuntamenti strutturati seguendo un format più da talk show che da convegno con ospiti di rilievo i quali interagiranno in una discussione informale e coinvolgente.

Domani, alle 19.30, è in programma Un peperoncino per amico, organizzato in collaborazione con l’Accademia Italiana del Peperoncino.

Intervengono Ninni Tramontana – Presidente Camera Commercio Reggio Calabria, Sergio Ribecco, Presidente Accademia del Peperoncino Delegazione Pellaro, Angelo Latella,Segretario Accademia del Peperoncino Delegazione Pellaro, Antonino Alampi, Accademico e referente Fiepet Confesercenti, Claudio Aloisio, Presidente Confesercenti Reggio Calabria. Modera Raffaele Mortelliti.

Sabato 5 novembre, alle 19.30, l’incontro dal titolo Bergamotto di Reggio Calabria: da coltura industriale a superfood.

Intervengono Ninni Tramontana, Presidente Camera Commercio Reggio Calabria, Filippo Arillotta, Ricercatore e storico, Davide De Stefano, Responsabile nazionale Conpait Gelato, Marco Poiana, Rappresentante Stazione Sperimentale delle Essenze, Claudio Aloisio, Presidente Confesercenti Reggio Calabria. Modera Raffaele Mortelliti.

Domenica 6 novembre, l’incontro L’importanza strategica dei prodotti agroalimentari identitari per la valorizzazione del territorio, in programma alle 19.30.

Intervengono il presidente Tramontana, Daniele Castrizio, Professore ordinario Università DI Messina, Alberta Nesci, Responsabile Azienda Nesci, Irene Calabrò, Assessore Finanze, Cultura e Turismo Comune di Reggio Calabria, Claudio Aloisio, Presidente Confesercenti Reggio Calabria. Modera Raffaele Mortelliti. (rrc)

 

Caro bollette, Confesercenti RC lancia la campagna d’ascolto per aiutare le imprese reggine

Parte il 20 ottobre, a Reggio Calabria, la campagna d’ascolto promossa da Confesercenti Reggio Calabria, per ascoltare le imprese del territorio che stanno lottando contro il caro bolletta.

«Prenderemo nota dei suggerimenti, delle problematiche, delle richieste – ha spiegato Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti RC – di tutti coloro che con coraggio e abnegazione ogni mattina aprono la saracinesca continuando tra mille difficoltà a lavorare e dare lavoro essendo il motore pulsante del nostro territorio. Un motore da sempre precario e acciaccato, che da decenni avrebbe bisogno di una messa a punto per essere potenziato e reso competitivo, ma che ora rischia di fermarsi definitivamente per mancanza di carburante».

«Solo una chiara strategia nazionale ed europea – ha evidenziato Aloisio – potrà invertire questa tendenza che ci sta portando dritti verso una catastrofe di proporzioni inimmaginabili ma dovrà essere concreta, incisiva e, soprattutto, immediata. Perché il tempo è veramente finito».

«Telefonate, messaggi, incontri – ha proseguito Aloisio –. In questi ultimi giorni si susseguono frenetici i confronti con gli operatori economici reggini tutti dello stesso tenore, venati di angoscia, preoccupazione, paura: “mi è arrivata una bolletta di 12.000 euro, lo stesso periodo dello scorso anno ne pagavo 3.500. Dove prendo i soldi? Il mio fornitore non accetta rateazioni, o pago subito o mi staccheranno la luce”. “Mi è arrivata un’intimazione di pagamento a cinque giorni da agenzia entrate e riscossione che non ho potuto pagare. Mi hanno pignorato il conto. Adesso come potrò lavorare, pagare le bollette, i fornitori, i dipendenti?”».

«Sono solo due esempi di ciò che io e il gruppo dirigente di Confesercenti Reggio Calabria sentiamo giornalmente – ha spiegato –. Vere e proprie tragedie che accadono ora, sotto i nostri occhi, alle quali non possiamo neanche dare risposte risolutive. Il caro bollette, le cartelle esattoriali, i rimborsi dei prestiti richiesti durante la pandemia, l’aumento delle materie prime e i cali di fatturato dovuti alla crisi e al minor potere d’acquisto, sono alla base di una strage silenziosa ma non per questo meno terribile». 

«Migliaia di aziende, non nei prossimi mesi ma nei prossimi giorni – ha detto ancora – rischiano di chiudere per sempre. Imprese sane, che lavorano, ma non sono più in grado di far fronte allo tsunami prodotto dal combinato disposto di questa serie infinita di eventi avversi. E come se non bastasse a Reggio si aggiungono le intimazioni di pagamento della Hermes contenenti la minaccia di pignoramenti se non si procede al saldo del dovuto». 

«Nulla quaestio sulla legittimità di tali richieste – ha concluso – ma sicuramente ci lascia fortemente perplessi e contrariati l’inopportunità dei tempi e dei modi.  Senza voler ribadire che a fronte di costi altissimi vengono erogati servizi a dir poco scadenti, riteniamo non basti affermare pubblicamente di voler essere vicini alle imprese in questo difficilissimo momento senza dar seguito a comportamenti consequenziali, e non ci sembra proprio che questo lo sia. Una situazione drammatica, quindi, che pur con le dovute differenze riguarda tutti i settori economici dell’area metropolitana ormai allo stremo». (rrc) 

 

Aloisio (Confesercenti RC): Le imprese pagheranno 106 mld per il caro energia e gas

Il presidente di Confesercenti Reggio Calabria, Claudio Aloisio, ha denunciato come sono di 106 miliardi il «costo extra che le imprese, stante così le cose, dovranno pagare nel 2022 per gli aumenti di energia e gas secondo uno studio pubblicato dalla Cgia di Mestre».

«Una somma “monstre” – ha evidenziato Aloisio – che secondo l’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, così come specificato in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento, potrebbe aumentare a dismisura dato che ci si aspetta un raddoppio dei prezzi da ottobre. Avete capito bene: un raddoppio dei prezzi che già adesso sono insostenibili per le imprese e le famiglie». 

«E allora, per comprendere meglio la situazione drammatica in cui ci troviamo nostro malgrado – ha aggiunto – parliamo dei costi attuali: nel 2019 il costo medio dell’energia elettrica ammontava a 52 euro per MWh mentre nei primi sei mesi del 2022 si è attestato a 250 euro (+378%). Ancora peggio per il gas il cui costo in tre anni è salito da 16 euro MWh a 100 euro (+538%)».

«Senza voler entrare in tecnicismi – ha proseguito – appare chiaro che questi aumenti non sono giustificati dal normale andamento dei mercati. A sentire le dichiarazioni di qualche mese fa del ministro alla transazione ecologica Cingolani e, ultimamente, leggendo i contenuti di un report prodotto dalla Fondazione Hume, si evincerebbe che sono in atto speculazioni per far salire artificialmente i prezzi a tutto vantaggio degli operatori del settore che stanno macinando utili record. È il caso dell’Eni, ad esempio, che solo nel primo trimestre del 2022 ha realizzato un utile netto di 3,27 miliardi di euro, di molto superiore a quello dell’intero 2020 che ammontava a 2,88 miliardi e poco inferiore a quello del 2021 il quale, peraltro, è cresciuto vertiginosamente proprio nell’ultimo trimestre, contestualmente, guarda tu il caso, all’inizio degli aumenti». 

«Cosa porta tutto questo in soldoni? – si è chiesto Aloisio –. Ad un innalzamento generalizzato del costo di tutti i prodotti e servizi che, a sua volta, fa accrescere l’inflazione erodendo i risparmi e generando una contrazione dei consumi. Tutti sintomi che indicano, ove non si agisse al più presto, che ci troviamo nell’anticamera di una vera e propria recessione. Una crisi ancor più devastante di quella attuale che colpirà pesantemente soprattutto i Paesi Europei con le disastrose conseguenze facilmente immaginabili».

«Per guardare a casa nostra le piccole e piccolissime imprese, già provate da oltre tre anni di crisi dovuti alla pandemia – ha spiegato – si ritrovano con aumenti in bolletta impossibili da sostenere. Secondo i dati presi a campione dalle tante fatture che ci sono state inviate dai nostri associati abbiamo pubblici esercizi che da 2.000 euro al mese sono passati a 6.600, negozi di abbigliamento che da 1.700 euro si ritrovano a pagare 4.900, gestori di carburanti che invece di 1.200 euro devono sborsarne 5.000». 

«Uno tsunami – ha evidenziato – che colpisce tutte le categorie indistintamente e che si ripercuote sull’intera filiera produttiva e commerciale e ovviamente, sui consumatori finali. Eppure i nostri imprenditori stanno resistendo, l’area metropolitana reggina per una volta è tra i primi posti in una classifica positiva, quella dei minori aumenti sui prezzi al consumo che da noi sono sotto la media. Quanto tempo, però, il nostro tessuto imprenditoriale potrà reggere? Poco, molto poco».

«Ecco perché come Confesercenti Reggio Calabria – ha ribadito – siamo pronti ad attuare proteste, anche eclatanti, a difesa degli interessi di imprese e famiglie. L’Italia e l’Europa, devono intervenire con misure incisive e immediate applicando, in primis, un tetto massimo di prezzo per il gas e di conseguenza per l’energia elettrica monitorando con la massima attenzione, al contempo, l’attività delle multinazionali dell’energia. Inoltre si dovrà definitivamente sganciare dalle quotazioni del gas il prezzo dell’energia ricavata dalle fonti rinnovabili, abbassare ulteriormente tributi, oneri e Iva sulle bollette ed estendere a tutte le imprese la possibilità di usufruire del credito d’imposta sulle spese sostenute per l’energia raddoppiando la percentuale oggi prevista».

«Contestualmente – ha concluso – anche gli Enti Intermedi devono fare la loro parte attuando azioni di supporto e sostegno sistemiche, non certo i bandi a sportello emanati sino ad oggi che, oltre a incidere in maniera marginale rispetto le problematiche esistenti, creano anche intollerabili distorsioni del mercato. L’alternativa è la chiusura di centinaia di migliaia di attività ormai stremate e noi, sia ben chiaro, non abbiamo alcuna intenzione di assistere passivamente a questa ecatombe annunciata». (rrc)

 

Confesercenti RC: Emanata nuova ordinanza su emissioni sonore

Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria, ha espresso soddisfazione per la nuova ordinanza sulle emissioni sonore, che permette alla musica nei locali di continuare fino ad orario di chiusura.

«Una buona notizia, figlia di una sinergia costruttiva avviata con l’Assessora Angela Martino sin dal giorno del suo insediamento», ha commentato Aloisio, aggiungendo che si trattava di «un’anomalia quella di interrompere la filodiffusione, che per sua natura non può nuocere alla quiete pubblica, finalmente eliminata».

«Anche la musica dal vivo – ha spiegato – è stata regolamentata in maniera diversa estendendo l’orario estivo di trenta minuti dando così la possibilità, sempre nel rispetto delle regole, di poter assistere ad esibizioni live fino all’1:30. Un giusto compromesso tra la tutela della quiete pubblica e le esigenze ludiche dei turisti che visitano la Città dello Stretto così come dei reggini che escono per passare una serata serena e divertente».

«Si è, inoltre – ha continuato – risolta un’altra incongruenza che costringeva i Gazebo insistenti sulla parte bassa del lungomare a cessare le emissioni sonore un’ora e mezza prima dei Lidi creando un’inspiegabile differenza tra locali praticamente dirimpettai. Con la nuova ordinanza gli orari sono stai equiparati eliminando così questa ingiusta discriminante e permettendo un’attività omogenea nella parte della città vocata alla vita notturna».

«Vogliamo quindi, come Confesercenti Reggio Calabria – ha proseguito Aloisio – ringraziare l’Amministrazione con a capo il Sindaco ff Paolo Brunetti firmatario dell’ordinanza, che ha inteso venire incontro alle richieste dei tanti locali cittadini che proprio nei mesi estivi svolgono la gran parte del loro lavoro dandogli la possibilità di poter operare al meglio».

«Crediamo che questo risultato – ha concluso – sia l’esempio di come un rapporto positivo tra Enti e Associazioni Datoriali, al di là di sterili enunciazioni, possa portare a risultati concreti e proficui per le imprese e la comunità reggina, inserendo al contempo un piccolo tassello utile ad iniziare a valorizzare la vocazione turistica della nostra città». (rrc)  

 

L’OPINIONE / Claudio Aloisio: Il sistema delle rateazioni che rischia di affossare imprese e famiglie

di CLAUDIO ALOISIO – Per tutte le rateazioni in corso fino all’8 marzo 2021, in funzione dell’emergenza covid, il Governo ha stabilito che si può essere in “ritardo” anche di 18 rate che equivalgono, più o meno, al periodo di sospensione dovuto alla pandemia. Per le rateazioni richieste dal 9 marzo 2021 si possono non pagare un massimo di dieci rate. Per le dilazioni concesse nel 2022 invece si possono saltare non più di 5 rate anche non consecutive.

Ecco, quindi, servita una nuova ordalia per famiglie e aziende che, avendo ad esempio tre rateazioni: una prima dell’8 marzo 2021, una dopo l’8 marzo 2021 e una nel 2022 dovranno, ove per problemi non riescano ad essere perfettamente in “linea” con le scadenze, tenere conto di queste differenze per non rischiare di decadere dalle dilazioni concesse. Un caos che si sta tramutando in un incubo dato che, parte dei milioni di ingiunzioni di pagamento che stanno arrivando ad oltre 19 milioni di contribuenti, dipendono proprio da errori di calcolo funzionali a queste assurde diversificazioni. Si parla tanto di semplificazione, ma in Italia di semplice non c’è mai stato nulla e ormai dispero ci sarà. 

È da mesi, ormai, che denunciamo una situazione paradossale: l’emergenza finita per decreto di cui la situazione appena descritta è figlia. 

Ma purtroppo, lo sappiamo tutti tranne, a quanto pare, coloro che hanno il potere di decidere, non funziona in questa maniera. Non basta un tratto di penna per cambiare una situazione oggettiva, e se per l’emergenza sanitaria ci sono stati miglioramenti innegabili non è così per quella economica che, anzi, si sta trasformando in qualcosa di diverso e potenzialmente più pericoloso.

I prezzi alle stelle dell’energia e dei carburanti che hanno, a cascata, fatto impennare i costi delle materie prime e di conseguenza quelli al consumo, l’inflazione galoppante che inizia a erodere i risparmi, l’aumento del costo del denaro, una guerra alle porte dell’Europa, sono solo alcune delle devastanti criticità che rischiano di vanificare tutti gli sforzi sin qui compiuti per rimettere in moto un motore ormai sfiancato.

Se a questo aggiungiamo la folle ripartenza della macchina tributaria, l’eliminazione di tutte quelle agevolazioni che hanno permesso alle imprese di barcamenarsi tra i marosi della crisi e, addirittura, l’invio d’intimazioni di pagamento “a 5 giorni” ad aziende e famiglie che non sono riuscite a far fronte ai loro debiti certamente non per colpa loro, ecco che veramente non si comprende la ratio dell’idea che ha l’Esecutivo di “ripresa e resilienza”.

Che ripresa ci può essere se si chiedono tutti in una volta i denari che non si è riusciti a pagare ratealmente? A quale resilienza si può appellare il titolare di un’impresa che, non avendo la possibilità di saldare le cifre richieste in un’unica soluzione, ribadisco, non per proprie responsabilità, rischia il pignoramento dei beni aziendali e personali, il blocco dei conti correnti e la revoca delle linee di credito essendo così costretto, suo malgrado, a chiudere e licenziare. E che guadagno avrà l’Erario se decine di migliaia di attività abbasseranno le serrande mandando a casa centinaia di migliaia di persone? 

O qualcuno pensa seriamente che la ripresa possa davvero passare dagli spicci erogati con i rimborsi o dai bandi di sostegno strutturati con il sistema del click day che, invece di supportare realmente il tessuto economico e produttivo, creano intollerabili distorsioni di mercato?

Siamo veramente stanchi di questa incapacità di leggere la realtà da parte di chi ci dovrebbe rappresentare. Realtà che non si trova nei numeri che ognuno può interpretare e strumentalizzare a suo piacimento ma nel quotidiano delle migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori ormai scoraggiati ed esasperati che, proprio quando avrebbero potuto iniziare ad avere un minimo di ossigeno per continuare a resistere cercando di ripartire si ritrovano, grazie a un Esecutivo cieco e sordo, con questo “bel regalo” che rischia di affossarli definitivamente. (ca)

Faib Confesercenti RC: Servono interventi immediati per i gestori carburanti

Claudio Aloisio, presidente di presidente di Confesercenti Reggio Calabria, di concerto con Faib nazionale, chiediamo interventi concreti attuabili da subito e, contestualmente a questa nota, invieremo una lettera ai Consiglieri Regionali Calabresi perché si facciano parte attiva nel sostenerli sollecitando l’Esecutivo a intervenire con tempestività per i gestori dei carburanti.

«Richiediamo, quindi – ha spiegato – la sterilizzazione dell’iva sui rialzi di listino in modo che gli aumenti non siano anche gravati da un ulteriore 22%, lo sgravio tramite credito d’imposta sugli aumenti dell’energia elettrica rispetto alla media corrisposta nel 2019, l’abbattimento del 100% delle commissioni per le transazioni elettroniche e l’apertura di un Tavolo di Crisi presso il Ministero. Azioni da porre in essere nell’immediato per supportare, soprattutto con la sterilizzazione dell’iva, non solo i gestori ma anche l’intera comunità che, grazie al conseguente contenimento degli aumenti, potrà trarne un concreto beneficio».

«Continua – ha spiegato – il caro carburanti nonostante il taglio di 25 centesimi delle accise effettuato dal Governo. I prezzi però, lungi dallo stabilizzarsi, sono aumentati già il giorno successivo dall’attuazione del decreto erodendo il risparmio, pur minimo, per gli automobilisti. In questa situazione, sembra paradossale, ma una delle categorie che sta soffrendo di più è proprio quella dei gestori delle pompe di benzina i quali, essendo remunerati con una percentuale fissa calcolata per ogni litro di carburante venduto, oltre a subire i cali fisiologici dei consumi dovuti ai prezzi alle stelle, devono anche far fronte all’aumento vertiginoso delle bollette dell’energia elettrica, ad una riduzione dei ricavi, ad un aumento, con una conseguente maggiore esposizione finanziaria, delle spese di acquisto dei carburanti e a quello sui costi delle transazioni effettuate con bancomat e carte di credito».

«Infatti, essendo pagati a litro – ha spiegato – meno litri si acquistano con la stessa somma, ad esempio 50 euro, e meno i gestori guadagnano fatta salva, però, la percentuale da riconoscere al circuito di credito, calcolata ovviamente sulla somma spesa. Per capirci, un gestore guadagna una media di 3,5 centesimi/litro a prescindere dalle fluttuazioni del prezzo di vendita per cui quando la benzina aveva un costo di 1,4, erogava 35,7 litri per 50 euro di spesa e aveva un ricavo lordo di circa 1,3 euro. Oggi, con la benzina a 2,1 euro, invece, eroga 23,8 litri e il suo guadagno scende a meno di 84 centesimi ma dato che la spesa è sempre di 50 euro, dovrà riconoscere su questa cifra la commissione al circuito di credito il che, ovviamente, erode ulteriormente il suo ricavo».

«Il confronto con gli organi dirigenti reggini della Faib – ha concluso – la categoria di Confesercenti che raggruppa il maggior numero di gestori di carburanti presenti nell’area metropolitana, mi ha consegnato un quadro assai preoccupante per un comparto già alle prese con le perdite generate dalla crisi pandemica e i problemi dovuti ad una profonda ristrutturazione del settore». (rrc)