Via libera dal Consiglio regionale all’istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali

Il Consiglio regionale ha dato il via libera all’istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione degli investimenti, uno strumento «fondamentale per rafforzare il sistema produttivo, favorire gli investimenti e gli insediamenti, aumentare la competitività delle imprese che operano o vorranno operare in Calabria», ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Rosario Varì.

«Grazie all’istituzione dell’Arsai – ha continuato Varì – la Regione potrà nuovamente sfruttare le opportunità incentivanti offerte da diversi strumenti nazionali per valorizzare le aree industriali presenti sul territorio e aumentare e qualificare l’offerta insediativa».

Entrando nel merito del provvedimento legislativo approvato, l’assessore Varì ha poi sottolineato che «l’Agenzia svolgerà un duplice compito: per un verso si occuperà della gestione delle aree industriali, e quindi, ad esempio, di manutenzione, di infrastrutturazione, di rilancio e valorizzazione delle aree; di vendita, assegnazione e concessione alle imprese di lotti in aree attrezzate; di determinazione e riscossione dei corrispettivi dovuti dalle imprese insediate».

«Si occuperà, altresì – ha aggiunto – di predisposizione di strumenti di semplificazione per l’insediamento e lo sviluppo delle imprese; di progettazione e gestione di uno sportello regionale per l’internazionalizzazione delle imprese; di ideazione, programmazione, progettazione, regolamentazione, realizzazione e gestione di Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (Apea)».

«Per altro verso – ha evidenziato Varì – eserciterà la funzione di attrazione investimenti e di assistenza agli investitori nel loro insediamento e nello sviluppo di progetti, supportandoli per tutta la durata del ciclo di vita dell’investimento” in tale ambito l’Arsai sosterrà l’attrattività del contesto territoriale, anche con riferimento alle aree Zes».

Nel disegno di legge approvato dalla Giunta saranno organi dell’Agenzia il Presidente, il direttore ed il Revisore Unico dei Conti: il primo si occuperà di “attrazione”, per l’insediamento di impianti produttivi da parte di imprese non ancora presenti sul territorio regionale; di “reshoring”, per il reinsediamento sul territorio regionale di imprese che hanno in precedenza delocalizzato in altre regioni o all’estero; di “retention” per ulteriori insediamenti ad opera di imprese già presenti in Calabria che intendano realizzare un nuovo investimento per diversificare funzionalmente la produzione esistente.

Il direttore avrà la rappresentanza legale ed eserciterà le funzioni di direzione dell’ente, mentre il Revisore dei conti avrà ovviamente le funzioni di controllo e verifica della regolarità amministrativa, contabile, finanziaria ed economica degli atti e di vigilanza sull’osservanza delle leggi e dello statuto.

La Regione svolgerà compiti di indirizzo, vigilanza e controllo e la Giunta regionale approverà gli atti fondamentali del nuovo ente pubblico economico, tra i quali lo Statuto, la dotazione organica, il piano industriale triennale, il bilancio. Il personale dipendente a tempo indeterminato del Corap connesso alle funzioni di gestione e sviluppo delle aree industriali verrà trasferito all’Agenzia e manterrà il trattamento giuridico ed economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento del trasferimento, nonché l’inquadramento previdenziale.

Per lo svolgimento delle attività attribuite all’Agenzia e riconducibili alle funzioni di rilevanza e utilità pubblica, al solo fine di assicurarne l’espletamento nella fase di avvio, la Regione riconosce ad Arsai 2,7 mln di euro per il 2024 e 2,6 per il 2025.

In conclusione, secondo Varì, «con l’istituzione dell’Arsai si attua un’altra riforma fondamentale per la nostra Regione, particolarmente significativa per il settore produttivo calabrese, in quanto l’azione dell’Agenzia determinerà la creazione di un contesto favorevole agli insediamenti, con aree riqualificate e dotate di servizi adeguati alle sfide ed alle opportunità della transizione verde e digitale e servirà ad elevare e qualificare l’offerta insediativa; per altro verso, misure di semplificazione per l’insediamento, di promozione delle aree e di accompagnamento delle imprese per tutta la durata del processo insediativo determineranno una forte attrazione degli investimenti».(rcz)

Il presidente Mancuso e il Garante Muglia scrivono al ministro Nordio: Servono interventi tempestivi su sistema carcerario

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, e il Garante regionale dei diritti delle persone detenute, Luca Muglia, hanno inviato una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, per denunciare «il progressivo sovraffollamento, le gravi carenze di organico e il moltiplicarsi di eventi critici nei 12 istituti penitenziari della  Calabria» e per chiedere interventi tempestivi.

La lettera è stata inviata, anche, per conoscenza trasmessa anche al vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ai sottosegretari del Ministero Andrea Ostellari e Andrea Del Mastro delle Vedove e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà Felice Maurizio D’Ettore.

Mancuso e Muglia hanno rilevato che «allo stato, quasi tutti i 12 istituti penitenziari registrano fenomeni di progressivo sovraffollamento, con valori elevati nella Casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà (+ 98), Cosenza (+ 57), Crotone (+ 44) e la Casa di reclusione di Rossano (+ 52). In alcuni istituti, peraltro, sono presenti camere detentive (dotate di letti a castello) che ospitano fino a 6/8 persone detenute».

È stata richiesta, infatti, attenzione sulle «condizioni strutturali di alcuni istituti, datati nel tempo e privi di manutenzione, sull’inadeguatezza di molte camere detentive (con schermature di pannelli opachi in plexiglass alle finestre o, addirittura, prive di docce) e sull’insufficienza delle aree adibite alla socialità, ai passeggi ed ai colloqui».

«Le carenze di organico riscontrate nei 12 istituti penitenziari calabresi – hanno rilevato Mancuso e Muglia – sono assai pesanti. Il deficit del personale di Polizia penitenziaria raggiunge, in alcuni casi, livelli allarmanti (-100 Catanzaro; -70 Vibo Valentia; -42 Rossano; -37 Palmi; -36 Reggio C. Arghillà). L’assenza di un numero adeguato di Polizia penitenziaria genera effetti a catena che recano danno all’intero sistema, oltre a causare problemi di sicurezza ed a richiedere sforzi sovrumani del personale in servizio».

È stata sottolineata inoltre la «carenza complessiva di funzionari giuridico–pedagogici che è pari a 10 unità (al momento gli istituti di Paola e Palmi hanno solo 1/2 educatori in servizio). In pratica, è presente mediamente un educatore ogni 100 detenuti. Tale pesante carenza riverbera, evidentemente  conseguenze negative sia sotto il profilo trattamentale e rieducativo sia sul fronte dell’accesso alle misure alternative».

Non sono mancati riferimenti «all’elevata percentuale di detenuti stranieri, che in alcune carceri calabresi appartengono a 20 nazionalità diverse, mentre i mediatori linguistico-culturali presenti sono pochissimi (solo in 3 istituti). Si considerino, a titolo esemplificativo, le difficoltà che incontrano le Aree sanitarie in occasione della visita medica di primo ingresso dei detenuti extracomunitari».

Il Presidente dell’Assemblea legislativa e il Garante regionale hanno segnalato, inoltre, che «nel corso del 2023 in Calabria si sono verificati 150 tentativi di suicidi e 4 suicidi. Nel 2024 c’è già stato un nuovo decesso per suicidio. Tra l’ultimo dello scorso anno e il primo di quello in corso è trascorso solo un mese. Ma v’è di più».

«Dal 1° gennaio 2024 al 20 marzo 2024 (in soli due mesi e mezzo) si sono registrati in Calabria 2.219 eventi critici, 26 tentativi di suicidio, 110 atti di autolesionismo e 25 aggressioni ai danni della Polizia penitenziaria. Sono dati – hanno scritto – davvero inquietanti. Per cui, alla luce di tutto ciò, “corre l’obbligo di chiedere un tempestivo intervento del Ministro e del Capo del Dipartimento, consapevoli che la tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà e il benessere dell’intera comunità penitenziaria necessitano in Calabria di energie e risorse urgenti al fine di poter essere garantiti ed attuati». (rrc)

Rete ospedaliera, Occhiuto: Sarà diluita diminuzione delle unità complesse

«Con il Ministero della Salute abbiamo ottenuto l’adesione ad una proposta di ridurre di meno le Unità operative complesse (Uoc) presenti sul territorio e di diluire questa diminuzione nel prossimo quinquennio». È quanto ha reso noto il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, nel corso dell’informativa sulla rete ospedaliera in Consiglio regionale.

Il Governatore ha ricordato come «è vero che il Decreto ministeriale 70 ha dei vincoli, ma è anche vero che c’è una specificità che appartiene alla Calabria, secondo anche quanto ha affermato la Corte Costituzionale che a proposito del Commissariamento della sanità Calabria e, quindi, ha bisogno di risposte eccezionali»

«E queste possibilità eccezionali dovevano risiedere anche in una ipotesi di nuova rete ospedaliera», ha aggiunto Occhiuto, ripercorrendo gli effetti – che ha definito ‘nefasti’ – che il lungo commissariamento ha prodotto sulle sorti della Calabria, ed ha ricordato che nella definizione delle reti ospedaliere anche le Regioni non commissariate sono sottoposte alla valutazione del Ministero della Salute e del Ministero di Economia e Finanza, ministeri affiancanti secondo i criteri fissati dal Dm 70.

Il governatore, poi, ha parlato dei nuovi ospedali, ricordando di aver aperto «una vertenza con il Governo nazionale e cerco di essere un presidente autorevole, presentandomi né con il cappello in mano, né con una azione che non sia nell’interesse di questa regione» che, come ha ricordato ancora, non è nelle stesse condizioni delle altre regioni «non solo a causa del Commissariamento, ma anche per il deficit che ha” e ha ricordato che “abbiamo ereditato circa 350 milioni di euro non spesi proprio sull’art. 20».

Con la nuova organizzazione, è stata inserita una Uoc di Cardiologia Pediatrica a Catanzaro, nella prospettiva di potenziare la pediatria in Calabria, anche in collaborazione con il Bambin Gesù di Roma.

«Ad aprile è previsto un tavolo sul Dm 70. Spero che anche il Mef – ha riferito– tenga conto di queste obiezioni», assicurando come «se non lo farà avrò lo stesso atteggiamento che ho verso il governo quando ritengo che non si faccia carico delle ragioni della Calabria. Ma, state certi, che se il Commissario non fosse stato anche il presidente della Giunta regionale in carica, avremmo da subito perso 35 unità operative complesse».

Il presidente, poi, ha espresso il desiderio di fare «un dibattito sulla sanità in Consiglio regionale, e su cosa è stato nei 14 anni prima di me e negli ultimi due anni».

«Io per primo sono cosciente che quanto fatto in questi due anni è pochissimo, ma fate la contabilità di quello che è stato fatto negli ultimi 20 anni e negli ultimi 2 anni. Si diceva che la sanità calabrese una contabilità orale, ma abbiamo fatto la ricognizione dei debiti, dimostrando che non c’è un debito mostruoso, abbiamo pagato tutti i debiti tranne gli extrabudget perché vogliamo capire quello che è successo: anche questo è in annuncio o un fatto? Per me è un fatto», ha detto Occhiuto, ripercorrendo tutte le polemiche in merito ai suoi annunci sulla sanità.

Il Governatore, infatti, vorrebbe «stimoli dall’opposizione ma anche onestà intellettuale», oltre che «un dibattito ma che sia un’operazione verità».

Infine, Occhiuto ha informato che i tre grandi ospedali, ossia quelli della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana si faranno. I primi due, inoltre, saranno conclusi «entro la fine della mia legislatura, quello della Piano di Gioia Tauro vedrà le fondamenta nel mio auspicio il prima possibile». (rrc)

Autonomia, il Pd Calabria ne ottiene la discussione al prossimo Consiglio regionale

Il gruppo Pd in Consiglio regionale ha ottenuto l’inserimento, alla prossima seduta del Consiglio regionale, della discussione dell’autonomia differenziata.

Una proposta avanzata dal presidente dell’Assemblea, Filippo Mancuso, «per fare in modo che sul tema dell’autonomia differenziata ci possa essere un confronto ampio, a 360 gradi, in maniera tale che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità davanti ai calabresi», ha spiegato il capogruppo del Pd, Mimmo Bevacqua, ricordando come «la discussione sul tema è urgente anche in considerazione della forte preoccupazione che arriva dalla società calabrese e rilanciata dal fermo monito della Conferenza episcopale della Calabria».

«Non si tratta di mettere bandierine – ha spiegato – né di strumentalizzare il documento dei Vescovi calabresi che invita alla mobilitazione contro la ‘secessione dei ricchi’, ma soltanto di fare in modo che il Consiglio regionale affronti un tema di vitale importanza per il futuro della Calabria e dell’intero Mezzogiorno».

«Se dovesse essere approvata l’autonomia differenziata – ha proseguito – senza il finanziamento dei Lep, ci sarebbero conseguenze devastanti in settori fondamentali, a partire dalla sanità come ha avuto modo di sottolineare da ultimo anche la fondazione Gimbe. Confidiamo che alla fine, nonostante il clima da campagna elettorale, prevalga il buon senso e il senso di responsabilità e che, unitariamente, si provi a bloccare una proposta che divide il Paese e spazza via ogni forma di solidarietà».

«Ci auguriamo, inoltre, che il presidente Occhiuto – ha concluso – sia coerente con lo slogan che spesso ripete affermando che il suo compito primario è quello di difendere i calabresi e loro diritti». (rrc)

Tavernise (M5S): Inaccettabile taglio fondi Pnrr su sicurezza sismica ospedaliera

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha presentato una interrogazione al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per sapere «cosa intende fare la Giunta e il commissario ad acta per opporsi al taglio indiscriminato da 1,2 miliardi di euro del Pnrr destinati alla realizzazione del programma denominato «Verso un ospedale sicuro e sostenibile».

Il pentastellato, sempre nell’interrogazione, chiede l’ammontare della quota «parte del definanziamento a carico della Regione Calabria e quali sono i progetti che la Regione Calabria ha presentato, attivato e quali di essi sono interessati dal definanziamento delle risorse Pnrr in parola».

«La preoccupazione maggiore – ha proseguito – riguarda soprattutto quegli interventi che erano già stati finanziati, per i quali ci sono già cantieri in corso o hanno già gare assegnate, quindi hanno prodotto obbligazioni giuridicamente vincolanti che non sono sostituibili con i fondi dell’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67. La rimodulazione del finanziamento già accordato, in cantieri di strutture ospedaliere per l’antisismica già avviati, potrebbe provocarne il fermo, con rilevanti ricadute tecnico-giuridiche-economiche a carico di Regioni e Ssr che hanno sottoscritto gli affidamenti».

«Questo definanziamento – ha sottolineato – lede ulteriormente il diritto alla Salute dei cittadini che invece dovrebbe essere la priorità. Il taglio delle risorse “fondamentali” ai territori e alle strutture ospedaliere pubbliche è semplicemente inaccettabile. Siamo convinti che per garantire un sistema sanitario equo ed efficiente è fondamentale che i governi pianifichino i finanziamenti in modo oculato, assicurando risorse adeguate per tutti i livelli di assistenza, compresa la sanità di prossimità. Il motivo principale per il quale, tra gli altri motivi, ci schieriamo contro l’autonomia differenziata». (rrc)

Il Pd Calabria interroga Occhiuto su avanzamento della spesa per le aree della Strategia Nazionale Aree Interne

Il gruppo Pd in Consiglio regionale ha depositato una interrogazione, a risposta scritta, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in merito allo stato di avanzamento della spesa per le quattro aree Snai – Strategia Nazionale sulle Aree Interne della programmazione 2014-2020.

Lo ha reso noto la consigliera Amalia Bruni, a seguito del silenzio «caduto» sul tema, sottolineando come «la strategia nazionale per le aree internedel Paese costituisce una delle linee strategiche di intervento dei Fondi strutturali europei dei cicli di programmazione 2014-2020 e 2021-2027, definite nell’ambito dell’Accordo di Partenariato, e rappresenta una azione diretta al sostegno della competitività territoriale sostenibile, al fine di contrastare, nel medio periodo, il declino demografico che caratterizza talune aree del Paese, definite come quelle aree più lontane dai poli di servizio, essenziale primario e avanzato».

Per questo «Al presidente Occhiuto chiediamo di fornire informazioni sui bandi riguardanti i Comuni inclusi nella Strategia Regionale Aree Interne, sullo stato di avanzamento della spesa – ha detto la consigliera Bruni –. Inoltre, chiediamo se le nuove tre Aree del periodo 2021-2027 sono state cofinanziate come prescritto dalla Delibera Cipess n. 41/2022 e quando saranno restituite le somme impegnate per l’emergenza Covid-19. Infine, chiediamo quali iniziative sono state adottate per accelerare l’attuazione degli interventi previsti negli Accordi di Programma Quadro già finanziati nelle Aree Snai della Calabria e lo stato attuale della spesa per tutte le somme relative alla Strategia Aree Interne in Calabria».

«C’è da ricordare che nel quadro della programmazione 2014-2020 e delle leggi successive, sono state create quattro Aree in Calabria per attuare la Strategia Nazionale sulle Aree Interne (Snai) – ha spiegato ancora Bruni –. Tra il 2020 e il 2021, sono stati firmati Accordi di Programma Quadro (Apq) coinvolgendo 58 Comuni e circa 93.700 abitanti, con un finanziamento totale di 14.960.000 euro per ciascuna Area, di cui 7.480.000 euro di cofinanziamento regionale. Nel periodo 2021-2027, sono state identificate tre nuove Aree S.N.A.I. con un finanziamento di 4.000.000 euro ciascuna, obbligando la Regione al finanziamento. Le risorse complessive destinate alle Aree Interne della Calabria ammontano a circa 136.696.000 euro». (rcz)

 

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Regione rafforza misure per vittime della criminalità e violenza di genere

di PIETRO MOLINARO – Dopo l’approvazione della Legge Regionale, ispirata dall’Imprenditore Nino De Masi, che prevede una serie di premialità per le imprese vittime della criminalità organizzata che denunciano vessazioni, minacce o estorsioni, l’ultimo Consiglio Regionale nel provvedimento cosiddetto “omnibus” ha votato un mio emendamento, che rafforza notevolmente li contenuti della L.R. 26 aprile 2018, n. 9 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza).

All’art. 15  prevede premialità per le vittime della criminalità e della violenza di genere. Quindi, dopo le imprese, le persone. Nello specifico “la Regione Calabria, gli enti e organismi strumentali, le aziende e società controllate o partecipate per almeno il 5 per cento del capitale sociale, devono introdurre, nella formulazione di bandi o selezioni per la ricerca di personale, un requisito di premialità, in favore delle vittime della criminalità o della violenza di genere, e per i loro familiari, con l’assegnazione di un punteggio aggiuntivo, pari al 10 per cento del parametro numerico finale”.

Questa, è una conquista e un perimetro di salvaguardia dei diritti e della libertà, perché davanti a diritti inviolabili le Istituzioni si vogliono far carico di evidenti situazioni di svantaggio che hanno intaccato la vita quotidiana di diverse persone e, il lavoro, è la prima forma di tutela.

Questa impostazione è il frutto delle numerose audizioni svolte in commissione con associazioni e con coloro che hanno subito violenze inaudite. (pm)

[Pietro Molinaro è presidente della Commissione Antindrangheta]

Venerdì l’Osservatorio regionale contro le discriminazioni presenta le attività del 2023

Venerdì 22 marzo, alle 10.30, nell’Aula “A. Acri” del Consiglio regionale, sarà presentata la Relazione d’attività 2023 dell’Osservatorio regionale contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro.

Tale relazione – che sarà tenuta dal Presidente dell’Organismo, Ornella Cuzzupi – nel rispetto di quanto previsto dalla Legge che ha istituito il citato Osservatorio, presenta anche una serie di dati statistici al fine di determinare una fotografia della situazione lavoro regionale e le conseguenti riflessioni corredate dalle linee guida  determinate in seno all’Osservatorio stesso per le future azioni da intraprendere.
All’evento sarà presente, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Regionale, Filippo Mancuso(rrc)

Autonomia, i capigruppo del cdx in Consiglio regionale: Prestare attenzione a materie che non rientrano nei lep

«Auspichiamo che si presti attenzione anche alle materie non rientranti nei ‘Lep’, che potrebbero essere subito devolute alle Regioni con le relative risorse strumentali e finanziarie». È quanto hanno detto i capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale, Michele Comito, Giuseppe Neri, Giuseppe Gelardi, Giacomo Crinò, Giuseppe Graziano, Giuseppe De Nisi, nel corso di un incontro con il presidente Filippo Mancuso.

Per i consiglieri regionali, «assodato, nel disegno di legge votato dal Senato, il  superamento dell’iniquo metodo della ‘spesa storica’ e l’individuazione e contestuale finanziamento dei ‘Lep’», è necessario «che se per le materie (non ‘Lep’) – come la parte della sanità concernente gli stipendi del personale, le infrastrutture, l’energia, le zone speciali, la portualità e il commercio estero – si agisse con immediatezza, mentre si darebbero ulteriori chance di crescita alle regioni del Centro e del Nord, si rischierebbe di frustrare le aspettative delle regioni del Sud».

«Siamo certi che i nostri riferimenti politici nazionali – hanno concluso – a partire dai parlamentari, ora che del progetto di legge sull’autonomia regionale differenziata se ne occuperà Montecitorio, si adopereranno affinché l’impegno di approvare una riforma che potrà consentire il superamento dell’Italia a doppia velocità anche per i diritti civili e sociali, vada a buon fine».

Martedì si riunisce il Consiglio regionale: All’odg rendiconto edilizia residenziale, rifiuti sanità

Martedì 12 marzo, su convocazione del presidente Filippo Mancuso, si riunisce, alle 14.30, il Consiglio regionale della Calabria.

Dieci i punti all’ordine del giorno: Proposta di provvedimento amministrativo n. 150/12^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconto esercizio 2022 dell’Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (Aterp Calabria)” – (Relatore: Consigliere Montuoro); Proposta di provvedimento amministrativo n. 151/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti agli obiettivi delle Direttive UE “Economia Circolare” – Adozione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti – Sezione Rifiuti Urbani, del Rapporto Ambientale di VAS e relativi allegati e della Sintesi non Tecnica” – (Relatore: Consigliere Raso); Proposta di provvedimento amministrativo n. 157/12^ d’Ufficio, recante: “Effettuazione del referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n.230/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali F. De Nisi e G. Graziano recante: “Modifica dei confini territoriali dei Comuni di Filadelfia, Francavilla Angitola e Polia della provincia di Vibo Valentia” – (Relatore: Consigliere De Francesco).

E, ancora: Proposta di legge n. 266/12^ di iniziativa dei Consiglieri Mancuso, Caputo recante: “Disciplina del Sistema Statistico Calabria (SiSCal)”- (Relatore: Consigliere Caputo); Esame abbinato proposta di legge n. 267/12^ di iniziativa della Giunta regionale e proposta di legge n. 224/12^ di iniziativa del Consigliere Mammoliti – “Istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi” – (Relatore: Consigliere De Francesco); Proposta di legge n. 193/12^ di iniziativa dei Consiglieri Straface, Caputo, Mannarino, Crino’, Alecci, recante: “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali” – (Relatore: Consigliere Straface);Proposta di legge n. 202/12^ di iniziativa dei Consiglieri Straface, Mannarino, Raso, Laghi, Caputo, recante: “Modifica e integrazione della legge regionale 12 febbraio 2016, n. 2 (Istituzione del Registro tumori di popolazione della Regione Calabria)” – (Relatore: Consigliere Straface).

Proposta di Legge n. 216/12^ di iniziativa dei Consiglieri Mannarino, Caputo, Graziano, Molinaro recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 21 aprile 2008, n. 9 (Istituzione del Parco Marino Regionale «Riviera dei Cedri»)” – (Relatore: Consigliere Mannarino); Proposta di Legge n. 250/12^ di iniziativa dei Consiglieri Mancuso, Gentile, Gallo recante: “Disciplina per il pascolo e la tutela del territorio” – (Relatore: Consigliere Gentile);Proposta di Legge n. 264/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Comito, Gelardi, Neri, Crinò, De Nisi, Graziano, recante: “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 28/1986, n. 9/1996, n. 29/2001, n. 11/2011, n. 39/2012, n. 48/2019, n. 9/2023, n. 22/2023, n. 25/2023, n. 39/2023, n. 45/2023 e n. 62/2023” – (Relatore: Consigliere De Francesco). (rrc)