COSENZA – Gli appuntamenti al Museo dei Brettii e degli Enotri

Sono numerosi gli appuntamenti in programma al Museo dei Brettiii e degli Enotri di Cosenza.

Si parte questa sera, alle 19, con la serata commemorativa dal titolo Un nome, un racconto, una vitadedicata ad Antonello Antonante, storico fondatore del Centro Rat-Teatro dell’Acquario, ad una anno dalla scomparsa, avvenuta il 6 luglio 2022.

Sabato 8, alle 17.30, è in programma il saggio-concerto della Scuola di Flauto del maestro Pietro Guastafierro del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza; mercoledì 12, alle 19,d opo il grande successo dello scorso anno, ritornano gli appuntamenti con AperINchiostro, in cui alla presentazione di un libro si unisce il piacere di ascoltare buona musica e di gustare un buon aperitivo nel chiostro del Museo. Per questo primo appuntamento del 2023 si presenterà il romanzo di Piera CarlomagnoL’estate dei ricchi.

Si prosegue giovedì 13 luglio, alle 20, con la chiusura della mostra La Calabria per Dante, a cui seguirà alle 21 Phaleg in concerto. Venerdì 14, alle 18,  A-Head Project di Angelo Azzurro Onlus presenta il progetto installativo T(w)o Edge due bordi_al limite di Angelo Gallo, nato da un confronto con Piero Gagliardi, a cura di Simona Spinella e con i testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli(rcs)

COSENZA – Il 14 luglio al Museo dei Brettii e degli Enotri la mostra “T(w)o Edge

Il 14 luglio, a Cosenza, al Museo dei Brettii e degli Enotri, alle 18, s’inaugura la mostra T(w)O Edge due bordi_al limite di Angelo Gallo a cura di  Simona Spinella e con i testi critici di Simona Spinella e Giuseppe Capparelli.

La mostra, prima parte di un progetto che toccherà diverse città italiane ed europee, è promossa da A-Head Project  di Angelo Azzurro Onlus ed è un omaggio al curatore di A-Head, Piero Gagliardi

Il progetto si avvale del patrocinio della Città di Cosenza e si inserisce all’interno del Festival  Invasioni 2023 in programma il 13 e 14 luglio.  

«L’installazione T(w)O Edge due bordi_al limite è intimamente congiunta ad una parola, ovvero  dialogo. L’opera nasce da un confronto iniziale tra Angelo Gallo e Piero Gagliardi in relazione al  concetto di riproducibilità e tiratura della grafica d’arte. Nasce così “Studio della scultura dell’ala.  Opera unica di possibile tiratura illimitata».

[…] T(w)O EDGE due bordi_al limite è il frutto di una  serie di dialoghi che si sono fondati sul rispetto reciproco, è uno spazio ospitante di possibilità, è  un insieme di relazioni, in cui il sistema di lettura e di fruizione dell’opera sono dialoganti. Quando  parliamo di “possibilità” e di “relazione” ci rapportiamo alle due opere che compongono  l’installazione con riferimento al concetto di riproducibilità. Difatti all’incisione, può essere concessa  la possibilità di esser opera unica o di avere una tiratura illimitata, mentre l’istallazione opera unica,  si moltiplica grazie all’interazione.

Tra le due opere poste una fronte all’altra, il Cyan Carpet,  determina uno spazio, un luogo, un tratto di possibilità da percorrere; al centro c’è il ruolo del  fruitore che è spinto a confronto con se stesso in due modi completamente diversi. […] La scelta  del titolo T(w)O Edge due bordi_al limite quindi sta nel concetto del doppio che appartiene  all’opera poiché composta da due opere, ma anche nella relazione con il fruitore che sta al centro  nella dimensione biunivoca e genera l’alternanza dell’essere», si legge dal testo critico di Simona Spinella.

«[…] Fra scultura e incisione, atto performativo e installazione ambientale, l’opera T(w)O Edge due  bordi_al limite di Angelo Gallo inalvea e contiene le tensioni dell’artista sulla sua poetica, sul suo  linguaggio, sul suo pensiero – si legge nel testo critico di Capparelli –. L’artista imposta la sua ricerca su un elemento fondante, la  razionalità ammantata da un velo di indeterminatezza. […] Questo intervento artistico è composto  dal dialogo fra una serie di elementi interconnessi fra loro che gestalticamente sono presentati al  pubblico nella loro totalità, strutturata in modo organico, e non considerabili come elementi singoli  e indipendenti».

«Il principio fondamentale della Psicologia della Gestalt o Psicologia della forma – si legge ancora – si  fonda sul concetto che il tutto è superiore alla somma delle singole parti: secondo questa teoria ciò  che percepiamo non è la somma di elementi, ma una sintesi della realtà. […] L’artista ‘sigillando’ la  matrice di rame all’interno di un contenitore dichiara che l’opera è da considerarsi come lavoro  unico e irriproducibile, ma contestualmente consegna nelle mani del suo possessore una  possibilità: rompere il sigillo e aprire l’opera alla serialità, a reiterare l’atto artistico all’infinito». 

  «Questo trasferimento di volontarietà, dall’autore al proprietario dell’opera, è la chiave di lettura di  tutta l’installazione. È l’elemento di incognita, di variabile di indeterminatezza che ci proietta in una  condizione di sospensione, di probabile perdita dell’‘aura’ – continua il testo – per dirla con Benjamin, che ne  determinerà la sua riproducibilità. […] Altra componente significativa dell’installazione è la  progettazione di uno spazio predeterminato entro il quale l’osservatore può muoversi e scegliere  autonomamente dove situarsi. Non è un caso che l’autore collochi all’interno dello spazio  installativo un piedistallo dove l’osservatore può posizionarsi e posare, interagendo e integrandosi  con l’installazione stessa. Lo spazio e il tempo di fruizione così intesi, decretano che l’installazione  ambientale si converta in luogo performativo dove il tempo del pubblico e la sua permanenza  all’interno di esso diventano elementi fondanti. L’osservatore descrive un percorso alternativo, nel  cui interno si percepiscono un senso di attesa e di scoperta, o meglio, di avvento, di qualcosa che  deve ancora accadere»

Il progetto A-Head nasce nel 2017 per volere della famiglia Calapai per la lotta allo stigma dei  disturbi mentali e dalla collaborazione tra l’Associazione Angelo Azzurro Onlus ed artisti e dj di  respiro internazionale: infatti con il progetto A-Head Angelo Azzurro, curato da Piero Gagliardi dal  2017, mira a sviluppare un percorso ermeneutico e conoscitivo delle malattie mentali attraverso  l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai vari  laboratori che da anni l’associazione svolge accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali. 

Data la natura benefica del progetto, con A-Head la cultura, nell’accezione più ampia del termine,  diviene un motore generatore di sanità, nella misura in cui i ricavati sono devoluti a favore di  progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro, legati alla creatività, intesa come caratteristica  prettamente umana, fondamentale per lo sviluppo di una sana interiorità. Lo scopo globale del  progetto è quello di aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi a  pieno nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.  (rcs)

La città di Cosenza ricorda Antonello Antonante, fondatore del Centro Rat- Teatro dell’Acquario

La città di Cosenza ricorda Antonello Antonante, fondatore del Centro Rat – Teatro dell’Acquario, a un anno dalla scomparsa.

La serata commemorativa dedicata ad Antonello Antonante, storico fondatore del Centro Rat-Teatro dell’Acquario, è in programma alle 19,00, al Museo dei Brettii e degli Enotri. “Un nome, un racconto, una vita” è il titolo prescelto per l’omaggio ad Antonante che l’Amministrazione comunale, con il sindaco Franz Caruso, la consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza, e il Centro Rat Teatro dell’Acquario hanno promosso, in partenariato con la Fondazione Attilio e Elena Giuliani presieduta da Walter Pellegrini. Compagni di lavoro, attori, attrici e musicisti che hanno collaborato, chi per poco, chi per molto, con Antonello Antonante, si riuniranno al Museo dei Brettii e degli Enotri per dar vita ad un vero e proprio happening evocativo dei temi e delle riflessioni che l’indimenticato uomo di teatro ha prediletto durante il suo percorso artistico: le storie di Giufà, i poeti calabresi, il Mediterraneo…, insomma, l’amore per l’arte del narrare.

Alla serata prenderanno parte Maurizio Stammati, Anna Maria De Luca, Ernesto Orrico, Angelo Gallo, Paolo Mauro, Nunzio Scalercio, Gianfranco Quero, Ester Tatangelo, Stefania De Cola, Ricchezza Falcone, Lara Chiellino, Lindo Nudo, Mariasilvia Greco, Dario De Luca, Ciccio Aiello, Maria Marino. E i musicisti: Alessandro Parente, Checco Pallone, Piero Gallina, Carlo Cimino, Tiziana Grezzi e Leon Vulpitta Pantarei. Il coordinamento della serata è di Renata Antonante e Dora Ricca, rispettivamente figlia e moglie di Antonello Antonante.

«Onorare la memoria di Antonello Antonante, figura di spicco del mondo teatrale e che ha attraversato le diverse professioni del palcoscenico (attore, regista, organizzatore, drammaturgo, direttore artistico) è non solo un atto doveroso – ha sottolineato il sindaco Franz Caruso – ma diventa anche l’approdo naturale di un rapporto di amicizia e di stretta correlazione con la città che deve esprimere nei suoi confronti la sincera gratitudine per quanto ha saputo costruire nei 47 anni che lo hanno visto alla guida del Teatro dell’Acquario, sua vera e propria creatura, che ha difeso strenuamente in tutti i momenti di difficoltà, battendosi con tutte le sue forze per la sopravvivenza dello spazio teatrale di via Galluppi, ma anche da direttore artistico del Teatro “Rendano” dal 2007 al 2011. Infaticabile propugnatore di eventi culturali, fu molto attento ed abile ad intercettare le migliori espressioni del teatro di ricerca e a portarle nella nostra città. Fu tra i promotori dell’arrivo a Cosenza, nel 1988, di Dario Fo, e, prima ancora, del Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina».

Il 10 luglio, invece, a Villa Rendano si ricorderà Franco Dionesalvi con la manifestazione ” Franco Dionesalvi, sulla scia dell’aurora”, in programma alle 19.

Con questo evento sarà ricordato il poeta e intellettuale Franco Dionesalvi, assessore alla Cultura di Palazzo dei Bruzi dal 1997 al 2002, durante la sindacatura di Giacomo Mancini. A ricordarlo saranno Anna Petrungaro, Concetta Guido, Enzo Ferraro, Filippo Senatore e Francesco Lopez. Prevista anche una lettura di poesie musicate dai “Nimby” (Aldo Ferrara, Tommaso e Francesco La Vecchia). Con il gruppo rock dei Nimby Franco Dionesalvi realizzò il concerto di poesia “Pianure”. In programma i saluti istituzionali del Sindaco Franz Caruso e del Presidente della Fondazione Giuliani, Walter Pellegrini.

«Anche l’omaggio a Franco Dionesalvi avrà un significato particolare – ha detto il Sindaco Franz Caruso – perché rappresenta il tributo che i suoi amici e la sua città gli riserveranno per riconoscergli, ad un anno dalla scomparsa, il grande ruolo che ebbe nella crescita culturale del nostro territorio».

«Dionesalvi – ha aggiunto Franz Caruso – fu l’ideatore e l’artefice del Festival delle Invasioni che la nostra Amministrazione quest’anno ha voluto riprendere, guardando sì al futuro, ma rinverdendo una tradizione che si richiama a quella felice stagione avviata proprio dal poeta cosentino.

Tante le sue intuizioni che in qualche modo rivoluzionarono la cultura in città ed anche il modo di fruirla. Anche a lui esprimeremo la nostra gratitudine per il lascito importante che ha saputo donare a Cosenza, non solo da poeta, ma anche da attento ed arguto giornalista, saggista e da illuminato amministratore». (rcs)

COSENZA – Premio Lions “Castello svevo” allo stilista Anton Giulio Grande

L’importante riconoscimento è stato conferito, nel corso di una partecipata cerimonia, allo stilista lametino Anton Giulio Grande, vanto e orgoglio della nostra terra come stilista e ora anche per il grande lavoro che sta svolgendo in qualità di Commissario Straordinario della Calabria Film Commission. Cornice di grande fascino è stato il suggestivo ed elegante Castello di Serragiumenta in Altomonte.

Alla cerimonia di conferimento, presieduta dalla Presidente del Lions Club “Cosenza Castello Svevo” Maria Donata Tortorici, ha partecipato, prendendo la parola per un cenno di saluto e di benvenuto, il Sindaco di Altomonte, Giampietro Coppola, ringraziando il Lions Club, nella persona della sua Presidente e del coordinatore del service per aver scelto Altomonte come sede del prestigioso evento.

Dopo i saluti della presidente Maria Donata Tortorici e delle autorità lionistiche presenti, Roberto Siciliano, Presidente Zona 20, e Achille Morcavallo, Presidente IX Circoscrizione, il socio del Club Cosenza Castello Svevo, Edoardo D’Andrea, ideatore del Premio, ha ricordato che il Premio “Castello Svevo”, istituito nell’anno sociale 2004/2005, ha la finalità di mettere in rilievo personalità calabresi distintesi a livello nazionale ed internazionale nell’ambito delle loro professioni, sottolineando che tra le personalità calabresi premiate nelle scorse edizioni figurano giornalisti, economisti, docenti universitari, medici, artisti. E’ toccato invece al coordinatore del service per l’anno 2022/2023, Giuseppe Spizzirri Marzo, spiegare le motivazioni che hanno portato il Club a consegnare il Premio ad Anton Giulio Grande.

Lo stilista lametino, visibilmente commosso per il riconoscimento ricevuto, ha risposto con grande sincerità alle domande che gli sono state poste dal giornalista Ugo Floro nel corso del breve talk che ha fatto seguito alla premiazione, durante il quale sono state evidenziate la nascita e l’evoluzione artistica dello stilista calabrese, fino a vederlo calcare le passerelle delle più importanti sfilate di moda italiane ed estere.

Ospite graditissimo è stato anche il regista televisivo e cinematografico, Giulio Base, attualmente in Calabria per individuare le location più adatte per il suo prossimo film, che trova ispirazione dai Vangeli e dalla determinante figura di Giuda per il raggiungimento della missione di Cristo sulla terra. Il regista si è mostrato colpito dalle bellezze paesaggistiche dei nostri territori, veri set a cielo aperto. Alla cerimonia ha fatto seguito una cena a buffet allietata da un gradevolissimo momento musicale. (rcs)

CASSANO (CS) – Cresesm propone il “passaporto culturale” e Palazzo elogia il territorio

Dopo la proposta del Centro studi Cresesm di istituire il “Passaporto Culturale” interviene l’artista ed esperto di beni culturali Enzo Palazzo, il quale sostiene che «il nostro territorio ha un’identità specifica fondata sulla storia di civiltà mediterranee. Ben vengano idee come queste, sono risorse che restituiscono una componente essenziale non solo della bellezza del nostro patrimonio ma della sua ricchezza».

Palazzo a proposito dei beni culturali allarga l’orizzonte evidenziando che: «è infatti la cultura la roccia su cui il nostro paese è edificato, cioè la coscienza che salvaguardare un paesaggio, tutelare le civiltà sepolte o proteggere un sito archeologico significa investire sul proprio futuro, nulla di meno, ed è proprio quello che le autorità preposte hanno siglato per i nostri beni culturali-storici -archeologici -architettonici, ultimamente, un protocollo d’intesa che faccia l’interesse dei visitatori e turisti che si alternano sul nostro territorio».

«Parlare di un territorio – aggiunge Palazzo – come quello di Cassano all’Ionio, della Magna Graecia, di Sibari, e dei centri limitrofi, quindi della Calabria, significa soffermarsi a considerare un comprensorio tra i più ricchi e vivaci nel panorama Italia. La Calabria, per la sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo, aveva già dall’origine il destino segnato come terra di transito, di passaggio, di traffico e di incontro, di accoglienza, di confronto».

Le osservazioni, le sottolineature e il futuro di questo comparto stimolano e infervoriscono Enzo Palazzo a tal punto che spazia da Sibari alla Sibaritide, aggiungendo: «Il mito dell’antica Sibari per il mondo incarna il sogno della bellezza e del buon gusto, delle arti e della cultura: è un primato che deve essere mantenuto non con la pietrificazione in schematismi concettuali ma con la forza dell’intelligenza e con progettualità strategiche.
Le comunità della Sibaritide devono proporsi come luogo di elaborazione di modelli culturali, di sviluppo di ricerche avanzate e come deposito continuamente arricchito di memorie rilevanti per le scienze dell’uomo, della natura e della società. Una gestione condivisa della ricchezza sociale, economica e del patrimonio culturale, il coinvolgimento dei portatori di interesse e della comunità sono requisiti indispensabili dai quali dipende il successo di questo grande territorio».

Cosa suggerisce Palazzo? Queste le sue osservazioni per meglio tutelare e irrobustire la memoria culturale come patrimonio collettivo. «Il recupero, lo studio, la catalogazione: pianificare una politica di finanziamento a sostegno della ricerca. Il patrimonio culturale fonte della memoria collettiva e strumento di studio storico e scientifico del territorio di Cassano allo Ionio e dell’intera Sibaritide necessita di migliorare la gestione, la conservazione e la fruizione, ma anche di sviluppare il comparto economico e turistico ad esso collegato, accrescendo la consapevolezza di quante e quali risorse culturali e artistiche sono potenzialmente a disposizione di aree geografiche anche economicamente svantaggiate». (rcs)

COSENZA – Sigillo d’oro della città al presidente della Camera dei Comuni di Ottawa

Il sindaco Franz Caruso ha conferito il Sigillo d’oro della città di Cosenza, la benemerenza civica che si attribuisce a personalità di spicco, distintesi a livello internazionale in campo civile, militare, sociale, sportivo, scientifico e culturale, all’Hon Anthony Rota, primo presidente italo-canadese della Camera dei Comuni di Ottawa, tornato in Italia per compiere un giro istituzionale (ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani). Anthony Rota è arrivato a Cosenza per ricevere dalle mani del sindaco Franz Caruso il Sigillo d’oro della città, ma anche per visitare i luoghi della sua infanzia che hanno dato i natali ai suoi nonni e a sua madre.

La cerimonia si è svolta nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, alla presenza del Prefetto della provincia di Cosenza, Vittoria Ciaramella, e delle altre autorità intervenute. Il Presidente della Camera dei Comuni di Ottawa era accompagnato da Giovanni Maria De Vita, consigliere di Ambasciata e responsabile del Progetto “Turismo delle Radici” presso la Direzione Generale Italiani all’Estero del Ministero per gli Affari Esteri.

«Un momento denso di valori identitari». Così il sindaco Franz Caruso ha definito la presenza dell’Hon Antony Rota. Nel suo intervento, il primo cittadino ha fatto riferimento al fatto che «attraverso la testimonianza umana del Presidente della Camera dei Comuni, Cosenza rinnova la consapevolezza di proiettarsi nel mondo, riflette sull’importanza di trasmettere la propria identità alle future generazioni e rinvigorisce fortemente il proprio orgoglio civico».

Per Franz Caruso «il conferimento del Sigillo d’oro cittadino è il simbolo valoriale che mira a riconoscere pienamente la capacità di un percorso personale partito genealogicamente dalle rive della Confluenza. Ogni uomo – ha aggiunto – è sempre il frutto di una storia, fatta di “collettività” e di “personalità”, in cui si coniuga naturalmente l’amore del “dove si è partiti” con il rispetto per il “dove si è giunti”. Il percorso di Anthony Rota è un esempio alto e meritevole della massima considerazione. Un modello per le nuove generazioni, affinché esse guardino con interesse ad un esempio di impegno nell’integrazione».

Franz Caruso ha fatto riferimento all’acculturazione pluridirezionale, ben evidente proprio in Canada. «La sfida che ha vinto il Canada – ha detto – è quella che oggi deve vincere l’Italia. Se anche l’Italia, infatti, saprà essere aperta, plurale e tollerante, riconoscendo l’immigrato non come una minaccia, ma come una risorsa, sono certo che saprà ripartire nella strada dello sviluppo e della crescita».

In quello che Franz Caruso ha definito «il viaggio delle radici» di Anthony Rota, «si rinnova il legame filiale che – ha aggiunto il Sindaco – deve essere di buon auspicio per il futuro; per la promozione di Cosenza in Canada, per la promozione della nostra identità fra tutte le altre».

Il primo cittadino ha poi ringraziato l’Ambasciata Canadese in Italia e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, su tutti il Console De Vita, per aver contribuito a rendere possibile questo momento.

«È fondamentale – ha rimarcato ancora Franz Caruso – incentivare il flusso di visite presso i luoghi d’origine da parte degli italo-discendenti e di oriundi italiani nel mondo. Nel turismo delle radici, chi torna lo fa spinto da un grande interesse culturale e storico e dal desiderio di riappropriarsi del proprio “punto di partenza”. Le “radici” sono strategicamente fondamentali per il nostro futuro produttivo, in grado di generare sviluppo e crescita».

Il sindaco ha poi parlato di Cosenza come «il motore produttivo della Calabria che deve conquistare ancora maggiori spazi e il “turismo delle radici” è un campo d’intervento privilegiato, in grado di suscitare ulteriori elementi di benessere».

Un ultimo riferimento il sindaco lo ha fatto all’incremento fatto registrare dal distretto tecnologico di sicurezza cibernetica cosentino, costituito da numerose piccole imprese specializzate nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. «Cosenza – ha rimarcato il sindaco – ne ospita più di 60, rappresentando il quinto polo tecnologico italiano. Tutto questo può trovare maggiore divulgazione in Canada e deve necessariamente allearsi con tutte le migliori energie che nel mondo ha diramato».

Visibilmente commosso per l’accoglienza che gli è stata riservata, Anthony Rota ha ringraziato il sindaco Franz Caruso e l’amministrazione comunale per averlo insignito del Sigillo d’oro della città. «E’ un grande onore per me – ha commentato Rota – e non sono in grado di spiegare le forti emozioni che si provano in un momento come questo. Tra il Canada e l’Italia – ha aggiunto – ci sono tanti punti di contatto. Non solo la cultura, che molti italiani hanno portato con sé, come loro patrimonio, quando sono emigrati in Canada, ma oggi anche sul terreno dell’economia, della ricerca e dell’innovazione si possono trovare forme di cooperazione importantissime per lo sviluppo e la crescita delle comunità».

A suggellare la cerimonia di Palazzo dei Bruzi, anche una sorpresa finale che ha suscitato ulteriore meraviglia per Anthony Rota: la consegna di una copia autentica dei certificati di nascita e di matrimonio dei suoi antenati, ritrovati per l’occasione nell’archivio dell’anagrafe comunale. (rcs)

COSENZA – Per il Be Alternative festival arrivano i Coma_Cose l’11 luglio alla Rendano arena

Entra nel vivo della sua quattordicesima edizione il Be Alternative Festival, kermesse promossa dall’associazione B-Alternative e punto di riferimento a Sud nella mappa dei più importanti eventi live open-air dedicati alla scena musicale contemporanea.

Dopo i concerti sul prato tenutesi a giugno in collaborazione con il Mood Social Club di Rende, in calendario arrivano gli appuntamenti live nel cuore della città di Cosenza.

Partenza fissata l’11 luglio con i Coma_Cose: ospiti della meravigliosa Rendano Arena a Piazza XV marzo, nel cuore pulsante della città, in un appuntamento live in collaborazione con Restart Live Fest, che si preannuncia pirotecnico.

California e Fausto Lama, arriveranno nella città dei bruzi, per una delle tappe del Summer Tour 2023, partito dopo lo strepitoso successo sanremese.

I due, che si sono aggiudicati all’Ariston il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo e il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano L’addio, porteranno sul palco i pezzi che compongono l’ultimo album (Un meraviglioso modo di salvarsi, 2022) ma anche le canzoni che hanno impresso la loro cifra stilistica nell’immaginario nazionalpopolare. Comprese, ovviamente, Agosto Morsica – la canzone uscita come singolo estivo lo scorso maggio – e la hit Fiamme negli occhi che ha fatto ufficialmente uscire il duo dall’universo indie e lo ha reso noto al grande pubblico dopo Sanremo 2021. (rcs)

COSENZA – Presentato il Lorica Lake

È stata presentata, alla Camera di Commercio di Cosenza, la nuova edizione del Lorica Lake, il progetto Da Zero a 1400 della società Aqa in programma dal 7 al 9 luglio.

Presenti alla conferenza il patron della società Asd Aqa, Francesco Manna, il dirigente della Camera di Commercio Graziella Russo, il presidente della Fin Alfredo Porcaro, la delegata Coni Cosenza Francesca Stancati ed il presidente di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro.
La “tre giorni” di gara di fondo in acque libere porterà in Calabria sportivi, appassionati e semplici curiosi. Un successo senza precedenti, nelle scorse edizioni, che adesso attende il grande salto del campionato nazionale.
L’evento si svolge in un luogo suggestivo, incrocio vincente tra sport e turismo a Lorica, in provincia di Cosenza, a quasi 1400 metri di altitudine. Il progetto dell’Asd “Aqa”, con il contributo della Regione Calabria, Calabria Straordinaria, Parco Nazionale della Sila, oltre che il patrocinio della Provincia di Cosenza, il Comune di San Giovanni in Fiore, in collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto ed il Coni, vuole accendere i riflettori sul nuoto e sul turismo legato alle attività del lago.
Non solo sport, in questa edizione. Ma anche musica, intrattenimento e socialità. Soprattutto nella giornata di sabato, alla fine delle gare, gli atleti saranno omaggiati di una sacca con i regali degli sponsor, aperitivi e musica non stop. Anche le medaglie, per la cronaca, sono state realizzate con un particolare materiale che salvaguarda ambiente e territorio.
In Sila anche le telecamere di Sky per uno speciale dell’evento condotto dal giornalista Sandro Donato Grosso. E, per chi vorrà, finanche la possibilità di arrivare sul Lago Arvo attraverso il trenino della Sila tra i più antichi d’Europa.
Un campus sportivo all’aperto, dunque. 7-8-9 luglio, 1 miglio-3km-5km le gare previste.  (rcs)

MENDICINO (CS) – Gulìa Urbana e Comune presentano la seconda edizione di Musa

Ritorna a Mendicino, borgo di origini medioevali nella provincia di Cosenza, in Calabria, per il secondo anno consecutivo Gulìa Urbana, il progetto di arte urbana promosso dal collettivo Rublanum.

Dal sodalizio tra l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Palermo e il collettivo, prosegue la costruzione di Musa – Museo Urbano della Seta all’Aperto, progetto espositivo open-air che dopo il successo e la partenza del primo anno, prosegue in questa seconda edizione la costruzione di un museo unico in Italia.

Un’idea vincente che ha portato centinaia di visitatori ad attraversare con occhi nuovi il borgo, scoprendo attraverso un linguaggio fortemente contemporaneo, una storia fatta di sapienza, manualità e amore verso un prodotto che è un vero e proprio simbolo del borgo delle serre cosentine.

Un incontro tra passato e presente per continuare a raccontare con occhi nuovi l’operosità di donne e uomini che hanno reso la seta calabrese un prodotto d’eccellenza mondiale.

Il progetto curato da Gulìa Urbana, e fortemente voluto dal Sindaco Palermo, prevede la realizzazione di sei opere di arte urbana e il coinvolgimento di street-artist di indiscussa fama internazionale: il portoghese Aheneah, il greco Taxis, lo spagnolo Slim Safont e dall’Italia: Attorrep e Morne.

In questa 2° edizione, oltre ai murales, saranno realizzate due installazioni site specific dell’artista portoghese Aheneah che incrementeranno il valore creativo del percorso artistico creato nel borgo di Mendicino (Cs).
Un vero e proprio contenitore di idee e di eventi che affronteranno tematiche sociali e di divulgazione, lavorando per educare i più piccoli al rispetto del bello e delle tradizioni.

Gulìa Urbana è il progetto ideato e sviluppato dal collettivo Rublanum. Oltre un decennio di attività che ne hanno fatto un punto di riferimento nell’arte urbana nazionale e internazionale. (rcs)

CASSANO (CS) – Al Parco archeologico di Sibari arrivano i Motus

Si è concretizzata stamane l’opportunità di ospitare nel Parco di Sibari lo show di una delle più acclamate compagnie di balletto italiane: giovedì 6 luglio alle ore 21 i Motus inaugureranno la stagione di spettacoli che il Parco sta per offrire al suo pubblico.

«Possiamo dire – spiega il direttore del Pas Filippo Demma – che la macchina amministrativa era già in motus perché stiamo definendo i dettagli della prima edizione di “#sibarinprogress – lo spettacolo della cultura”, un festival fatto di concerti, danza e spettacoli che si terranno all’interno del Parco archeologico di Sibari e animeranno le notti sibarite».

La rassegna, dal titolo #sibarinprogress, si articolerà di diverse sezioni, che presenteremo al pubblico entro pochi giorni, intanto, quindi, invitiamo tutti a godersi la spettacolare anteprima: giovedì 6 luglio alle 21:00 con Motus & R.Y.F. in “Of the nightingale I envy the fate” (“Dell’usignolo invidio la sorte”) e “Tutto Brucia Soundtrack”. Nei prossimi giorni, poi, sarà presentato tutto il cartellone degli eventi.

Lo spettacolo è compreso nel costo del biglietto di accesso all’area archeologica (intero 6 euro, 18-25 anni 3 euro, meno di 18 anni e altre gratuità previste per legge gratuito).I biglietti si possono acquistare direttamente alle biglietterie del Parco e del Museo all’ingresso.

Motus, compagnia nomade e indipendente, in costante movimento tra Paesi, momenti storici e discipline, nasce nel 1991. I fondatori Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, animati dalla necessità di confrontarsi con temi, conflitti e ferite dell’attualità, fondono scenicamente arte e impegno civile attraversando immaginari che hanno riattivato le visioni di alcuni tra i più scomodi “poeti” della contemporaneità. Il gruppo, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, ha saputo e sa prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente, ha attraversato e creato tendenze sceniche iper-contemporanee, interpretando autori come Beckett, DeLillo, Genet, Fassbinder, Rilke o l’amato Pasolini. Hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre premi Ubu e prestigiosi premi speciali per il loro lavoro. Liberi pensatori, portano i loro spettacoli nel mondo. Approdano a Sibari e ad Armonie d’Arte Festival con una doppia performance: “Of the nightingale I envy the fate”, “Of the nightingale I envy the fate (Dell’usignolo invidio la sorte)” e “Tutto brucia Soundtrack”. (rcs)