Regionali, Tansi fa il punto della situazione: La sanità in Calabria è al collasso

Carlo Tansi, candidato alle regionali con il movimento Tesoro di Calabria, fa il punto della situazione della sanità in Calabria, che è al collasso.

«Si è registrato un taglio del personale – ha detto – pari ad addirittura il 17.1% che equivale alla perdita di circa 3.900 dipendenti nel periodo compreso fra il 2010 e il 2016. Nello specifico parliamo di un meno 15% nella componente medica, passando per un saldo negativo pari al 24% relativamente alle figure tecnico-professionali. Calati in modo drastico, ovvero del 60% negli ultimi 21 anni, pure i posti letto. Una diminuzione da 9.915 a soli 5.874 solo in una manciata di anni recenti (un taglio del 40.8%.
Si è, così, passati dai già pochi 3 posti letto per 1.000 abitanti del 2013 all’1.95 di adesso. E che dire poi dei 18 ospedali chiusi, in ossequio alla logica di un risparmio del tutto presunto, con decine di zone e località, anche grandi, lasciate sguarnite. Prive insomma di un Pronto Soccorso».

«Basti pensare – ha aggiunto – al riguardo all’area metropolitana di Reggio che ha perso i presidi di Palmi, Scilla, Siderno, Taurianova e Oppido Mamertina, o al territorio di Cosenza, senza più un nosocomio in centri quali Cariati, Lungro, Mormanno, Praia a Mare, San Marco Argentano e Trebisacce. Ma se Atene piange, Sparta di certo non ride. Ed ecco allora che a completare l’elenco dei ‘lucchetti’ agli ospedali nelle altre province calabresi figurano ad esempio le cittadine di Chiaravalle Centrale e Soveria Mannelli per Catanzaro, Soriano per Vibo e Mesoraca per Crotone. Come se non bastasse, a tutto ciò si sono aggiunti lo spreco di denaro pubblico dovuto alle sempre crescenti infiltrazioni mafiose e non solo. Emblematico, in proposito, il caso dell’Asp reggina, commissariata proprio a causa delle indebite ingerenze della ‘ndrangheta con un conseguente deficit di svariati milioni di euro. Cifre a cui si è peraltro arrivati, come ha denunciato l’ex commissario Santo Gioffrè, in virtù di un sistema di doppi o addirittura tripli pagamenti a strutture private convenzionate. Uno sperpero di fondi su cui è intervenuta anche la Guardia di Finanza».

«Comunque sia – ha proseguito Tansi – i motivi del collasso del sistema sono chiari: notevole carenza di personale medico, infermieristico e di supporto; ripetuti episodi di malasanità; disorganizzazione per così dire programmata allo scopo di privilegiare la rete delle cliniche private e nosocomi sfruttati anche quali bacini elettorali. Ma potrei continuare citando la situazione delle strutture molto vecchie che non rispettano i requisiti normativi o di quelle con i reparti nuovi che, però, rimangono inutilizzati perché in attesa di collaudo».

«E del resto – ha detto ancora Tansi – tutto questo lo ha spiegato molto bene davanti alle telecamere di ‘Presa diretta’ il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri: “C’è un disordine organizzato che inerisce in particolare all’apparato della pubblica amministrazione in cui spesso si annida la criminalità organizzata. Non sarebbe altrimenti possibile che oltre il 75% del bilancio della Regione sia destinato a una Sanità, malgrado ciò, palesemente inefficiente”».

«Parole come pietre – ha concluso – a cui c’è poco o nulla da aggiungere, se non che la politica, anzi la malapolitica locale, ci ha messo del suo. Ecco perché noi possiamo essere artefici del nostro destino, mandando a casa questa gente che ha difeso interessi particolari dei soliti noti per decenni. Tocca quindi ai calabresi tutti decidere cosa vorranno fare con il voto per cambiare il loro futuro e quello dei propri figli». (rrm)

Regionali: 100 sindaci calabresi appoggiano la candidatura di Nicola Irto

Sono 100 i sindaci della Calabria che, in un documento, hanno espresso il loro sostegno alla candidatura alla presidenza della Regione Calabria di Nicola Irto.

«Siamo certi – si legge nel documento – che Nicola Irto rappresenti il cambiamento necessario per la nostra regione, verso un futuro che premi la competenza e il merito, che argini la fuga dei cervelli, che metta a valore il capitale umano e che restituisca ai giovani la possibilità di scegliere di non emigrare».

«Siamo rimasti – continua il documento – l’ultimo baluardo di vicinanza delle istituzioni, alcune delle quali sempre più distanti e autoreferenziali. La politica degli spot, degli annunci e della teatralità a volte scomposta ha finito per aggravare la situazione. Serve il contributo di tutti per far uscire la Calabria da una crisi senza fine. Serve una rivoluzione di mentalità e d’approccio. La Calabria ha di fronte a sé un’opportunità enorme, forse l’ultima: il Recovery Plan. In questa partita delicatissima che deciderà le sorti dell’Italia e dell’Europa dell’avvenire, la nostra regione non ha oggi rappresentanti politici capaci di affrontare una sfida così complessa e, in questo contesto, la scelta del prossimo presidente della Regione sarà cruciale».

I sindaci si dicono «convinti che bisognerà intraprendere un percorso nuovo, autenticamente di riforma, contraddistinto da una forte impronta legata all’orgoglio meridionalista. Serve dare spazio, immediatamente, a una nuova classe dirigente. Calabrese, capace, responsabile. In un progetto plurale e aperto a tutte le forze che compongono il campo progressista, per opporsi alla pericolosità dei sovranismi e all’impostura di certi populismi».

«Un progetto – hanno rilevato – che riteniamo debba ruotare attorno alla autorevole figura di Nicola Irto, consigliere regionale più votato alle ultime elezioni regionali, profondo conoscitore dei territori, nonché, nella passata legislatura, presidente del Consiglio regionale che con il suo contegno istituzionale rigoroso ha dato lustro alla Calabria».

«Partendo da quell’esperienza – hanno concluso – dall’alto profilo culturale e fondata su una nuova visione del Mezzogiorno, siamo certi che Nicola Irto rappresenti il cambiamento necessario per la nostra regione». (rrm)

Regionali, Irto: Ridaremo dignità e speranza alla Calabria

Il candidato del centrodestra alle regionali, Nicola Irto, in una intervista a Radio Radicale ha dichiarato che «ridaremo dignità e speranza a una regione che ha bisogno di recuperare credibilità in Italia e in Europa».

«Il nostro progetto politico – ha detto ancora – guarda alle nuove generazioni. I problemi sono tanti e vanno affrontati con chiarezza, a partire dalla sanità. Ma la Calabria  ha enormi possibilità che vanno raccontate, condivise e rilanciate nell’ambito di un nuovo Mezzogiorno che non deve presentarsi, come si suol dire, ‘col cappello in mano’ ma deve essere consapevole delle proprie potenzialità».

«Dobbiamo discutere nel merito dei problemi – ha aggiunto Irto – senza limitarci a vuoti slogan. Vorrei che la campagna elettorale si svolgesse con un approfondimento sui programmi, e io sono pronto a confrontarmi. Le risorse che arriveranno dall’Europa saranno la partita decisiva per il futuro: dobbiamo ripensare il nostro rapporto con l’Europa».

«Immagino una Calabria – ha proseguito Irto – che riesca a investire sulle proprie risorse e i propri punti di forza. Occorre, anche attraverso le risorse del Recovery fund, mettere in campo, con concretezza, una politica economica volta a creare nuove imprese e start-up. Abbiamo tantissimi giovani che vogliono rimboccarsi le maniche. La Regione Calabria, ad oggi, nel pieno di una pandemia, non è riuscita a oggi né a dare ristori né prospettiva di innovazione e ricambio generazionale alle imprese, a cominciare da quelle dell’agrifood».

«Un altro dramma – ha concluso – è quello degli enti locali e della Regione che hanno piante organiche sguarnite. Servirà un piano di assunzioni nella Pa, soprattutto di giovani professionisti e di nativi digitali. I Comuni devono essere in condizione di essere competitivi, l’ente Regione è il motore dell’economia di ogni territori». (rrc)

L’OPINIONE / Nino Mallamaci: Mimmo Lucano ideale candidato unitario della sinistra

di NINO MALLAMACI – Oramai, è noto, le squadre dei campionati italiani sono piene di giocatori di altri paesi. Tra essi fuoriclasse, mediocri, portatori d’acqua, giovani, meno giovani. Forti di questi precedenti nello sport, alcuni protagonisti della scena politica avranno pensato, all’arenarsi dell’esperienza Conte, di ricorrere al mercato estero. 

Un tedesco, un francese, uno svizzero, magari avrebbero potuto favorire il cambio di passo del quale tanto si blatera. La suggestione si è incagliata davanti alla banale constatazione che l’Italia deve essere governata da un italiano. Scarso o bravo che sia, non si può prescindere da questo elemento fondamentale E non per il fatto formale della necessaria cittadinanza italiana, ma in quanto governare una comunità richiede un’appartenenza culturale, sociale, di conoscenza, di radicamento, dalla quale nello sport si può prescindere.

E allora, su Luigi De Magistris candidato alla presidenza della Regione la prima e non unica perplessità sta in questo. Un napoletano, colà nato e cresciuto, capitato in Calabria per qualche anno per il suo lavoro e tornato al luogo natio per fare il addirittura il sindaco, che c’entra con la Calabria e coi calabresi? Ha dunque ragione Corrado Augias: se tra due milioni di calabresi non se ne trova uno che ci rappresenti degnamente, siamo veramente irrecuperabili, senza speranza.

Siamo destinati alla colonia perpetua, perché siamo noi stessi a determinare questa condizione. A parte ciò, il sindaco di Napoli è un fautore della politica declinata in alla prima persona singolare: ciò si desume già dal nome della sua creatura De.Ma. È un populista, sempre in cerca di visibilità, di titoloni, di scontri all’arma bianca con chiunque gli capiti a tiro, si tratti di De Luca o di Mastella. La Calabria ha bisogno di lavoro pancia a terra, sobrio, silenzioso, se possibile, se non per parlare di ciò che si è fatto, non di ciò che, forse, un giorno si farà.

L’occasione per fare uscire l’area politica – nella quale mi riconosco – da questa situazione l’ha offerta Nicola Irto, ritengo in maniera non pretestuosa. Che si accolga il suo appello. Si azzeri tutto per trovare un punto d’incontro, se si vuole sul serio aspirare a un risultato che non ricalchi quello delle scorse elezioni. E vengo alla proposta. In moltissimi abbiamo chiesto a Mimmo Lucano la disponibilità a candidarsi alle ultime elezioni europee, fungendo da collante per tutte le energie di Sinistra orfane, disorientate, disperse. Non c’è stato verso, forse perché l’assalto a lui e all’esperienza di Riace era troppo fresco.

Oggi Mimmo decide di candidarsi a sostegno di De Magistris, capeggiandone una lista. Nel frattempo, il castello di accuse sembra crollare, e due dei protagonisti di quelle infamie sono stati addirittura arrestati per vicende legate proprio al mondo al quale Mimmo ha dedicato la sua vita. E allora, giacché il passo è deciso, perché non andare fino in fondo, consentendo al centro sinistra di presentarsi al cospetto degli elettori con un progetto credibile, di vero e profondo rinnovamento? Questa, a mio avviso, sarebbe la soluzione ideale e a portata di mano. Il campione ce l’abbia in casa: è figlio e frutto del vivaio calabrese, è onesto e ha dimostrato di sapere amministrare allacciando rapporti col mondo intero.

Credo che il centro sinistra e la Calabria tutta non debbano farsi sfuggire questa occasione, dandosi la possibilità di sostenere un uomo che ha rivoltato l’immagine della nostra terra, rendendoci orgogliosi di essere calabresi. (rrm)

Italia in Comune Calabria sostiene la corsa di Irto alle regionali

Il coordinatore regionale Serafino Tangari e il presidente Pietro Francesco Spadafora hanno riferito che Italia in Comune Calabria sostiene la candidatura di Nicola Irto, per il Partito Democratico, alle regionali.

«In questi mesi – hanno spiegato – abbiamo silenziosamente atteso sviluppi sulle prossime elezioni regionali calabresi, consapevoli che il modus operandi del tavolo del centrosinistra aveva al suo interno una pluralità di anime che poco rappresentavano la necessità di una ripartenza del fare politica nel senso più nobile del termine.  Non vi era spazio alla progettualità, alla visione del luogo e delle direttive amministrative da intraprendere, di contro si cercava vanamente di rincorrere movimenti ed istanze populiste nel nome de “Il nemico del mio nemico è mio amico”, assioma che noi rifiutiamo».

«La decisione, ora ufficiale – hanno aggiunto – di Nicola Irto quale candidato del Partito Democratico ci fa ben sperare.  È sicuramente un cambio radicale rispetto a quanto abbiamo visto negli ultimi 14 mesi nella nostra regione, è una risposta ai teatrini squallidi di primedonne che pur di conquistare il ruolo di Governatore e/o ruoli di primissimo piano erano disposti a sedersi al tavolo con quel “Put, partito unico della torta”, che detto per inciso nominandolo permise di raggiungere traguardi professionali certamente non indifferenti, che ricevuto il “niet” all’investitura non ha esitato a “buttarsi” fuori regione pur di ottenere i desiderata».

«È un atto di estrema responsabilità quella di Nicola Irto – hanno proseguito – nel voler, per l’ennesima volta, presentare una sola coalizione unita e compatta avente la sua stessa figura come garante.  Ma se questo non dovesse verificarsi, invitiamo Nicola Irto a non fare alcun passo indietro perché oltre alla conduzione del governo della nostra regione c’è in ballo un nuovo corso della politica, sulla quale è assolutamente importante non arretrare di un millimetro tanto per arginare la destra quanto per arginare il malsano e dannoso populismo».

«Italia in Comune Calabria, dunque – hanno concluso – non può che schierarsi al fianco di Nicola Irto e di tutti coloro i quali decideranno di sostenere la sua candidatura». (rrm)

REGGIO – Al via il tour elettorale di Carlo Tansi nel reggino

Domani arriva a Reggio il tour elettorale di Carlo Tansi, leader di Tesoro di Calabria, a sostegno del progetto di governo della Calabria messo a punto con l’aspirante presidente della Regione Luigi de Magistris.

E proprio in quest’ottica, lo stesso Tansi si appresta a vivere un’intensa due giorni a Reggio e in una parte importante dei territori limitrofi. È il motivo per cui domani sarà nella città dello Stretto per incontrare i candidati e i sostenitori del capoluogo reggino e del circondario.

Alle 17.30, inoltre, sarà inaugurata anche la sede cittadina del Movimento situata in Piazza Duomo. Significativo appuntamento a cui tutti sono invitati a partecipare, pur sempre nel rispetto delle rigide prescrizioni per prevenire il rischio da contagio di Coronavirus.

Giovedì, infine, Tansi si recherà nel vasto comprensorio della Piana di Gioia Tauro, e in particolare a Palmi, dove avrà anche lì modo di confrontarsi con i simpatizzanti e i candidati della zona.  (rrc)

L’OPINIONE/ Giorgio Castella: Un progetto per una Calabria solidale, coesa, democratica

di GIORGIO CASTELLA – È giunto il momento, per la classe politica calabrese, di sottoporsi a una profonda riflessione, del perché una parte rilevante degli elettori non si reca a votare. Questa crescente disaffezione alle istituzioni democratiche e all’esercizio del voto coinvolge, ormai, la maggioranza degli elettori, che delusi e sovente offesi da un certo modo di fare politica e di rappresentare le istituzioni, rifiutano di recarsi alle urne.

In vista delle prossime elezioni regionali, il centro-destra affila le armi per riconquistare la Cittadella Regionale e, così come in passato, seleziona e ingaggia, senza troppi scrupoli, candidati in grado di catturare il maggior numero di voti. L’obiettivo non è cosa “fare” e “dare” alla Calabria, ma semplicemente vincere. Non importa la qualità dei candidati, se siano presentabili e capaci, ciò che conta è unicamente il loro bacino di consenso elettorale.

D’altra parte, il Partito Democratico, e il resto dei cespugli della sinistra e del cosiddetto civismo, non sembra preparato alla sfida elettorale, sia sul piano organizzativo, sia su quello programmatico. La domanda, sempre cara alla sinistra, è nota: “Che fare?”.

Innanzitutto, superare i ritardi e attivare le sedi territoriali, almeno di quelle poche che sono rimaste attive; elaborare una piattaforma programmatica, un progetto Calabria; decidere come realizzare questo “progetto”; selezionare i migliori candidati non solo e tanto per i voti ma soprattutto per le idee, i valori di riferimento, le esperienze e le competenze. La formula è la stessa, sia per la scelta dei canditati sia per la scelta del candidato come presidente della Giunta Regionale. 

Le candidature devono essere cristalline, figure oneste, serie e competenti, tenendo fuori opportunisti, trasformisti, arrivisti. Sarebbe il primo segnale forte per la comunità calabrese che rivendica onestà e buona politica. Non serve un candidato a presidente calato dall’alto, la nostra terra esprime uomini e donne in grado di coprire dignitosamente tale incarico. Se ciò avvenisse provocherebbe solo ulteriore indignazione e frustrazione, che sfocerebbe in una rivolta morale se non di repulsione sociale e politica.

I calabresi sono stanchi di subire “giochi di palazzo”, l’elettoralismo fino a se stesso. Essere meridionalisti significa liberare il Sud dalle ruberie di chi si approfitta delle risorse dello Stato. Non basta più essere indignati; non si può più tacere; non si può più ignorare lo sfascio e le fratture sociali e territoriali che attanagliano la vita dei meridionali e dei calabresi. Nessuno ha il diritto di fare accordi nazionali sulla testa dei calabresi. Dovranno essere i calabresi a farsi carico di una nuova prospettiva di sviluppo del territorio.

 Non è tempo di liste personali. Serve, al contrario, una visione, un progetto collettivo di rinascita, ampio ed unitario nell’ambito delle forze di centro-sinistra. Occorre tracciare nuovi orizzonti per la buona politica; i giovani, a cui è stato negato il futuro, dovranno essere gli attori principali della rinascita della Calabria.

Il PD deve essere un partito plurale capace di coinvolgere movimenti culturali portatori di valori sociali, di rappresentare chi non è rappresentato e dare voce a chi non c’è ha. Le forze che si considerano ideologicamente più a sinistra del Partito democratico, come i nuovi partiti comunisti, devono avere il coraggio di aprirsi e non andare da soli. Non è una battaglia di simboli, ma di contenuti. Le idee, se non trovano rappresentanza adeguata, non possono camminare e contribuire a realizzare i progetti di cambiamento. Solo un programma elettorale, che ha come base un progetto nuovo di società per la Calabria, potrà essere la base per unire sinistra e movimenti. 

L’avversario è il centro-destra rappresentato, in modo particolare, da Matteo Salvini e da Giorgia Meloni. Si è veri “rivoluzionari” quando si è uniti, perché si crede in un progetto di società diversa, più densa di “anticorpi” per evitare intolleranza, razzismo e violenza, tipici degli ambienti della nuova destra. 

Bisogna aprire la campagna elettorale ai cittadini che vogliono essere parte attiva della svolta politica e morale della Calabria. Un grande segnale di sensibilità arriva dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Melissa. Nel ricordare l’occupazione delle terre e l’eccidio dei contadini a Fragalà nel 1949, su un cartellone hanno scritto: La loro paura più forte era perdere la terra, ma la morte non la temevano perché il loro cuore li portava a combattere per il loro unico amore. I contadini poveri di Melissa si sono ribellati contro gli agrari per dare una prospettiva di vita ai giovani, hanno lottato a viso aperto pagando un duro prezzo pur di tenere in alto la bandiera della dignità. 

Questa bandiera appartiene alle persone oneste e laboriose della nostra terra, che non accettano più che venga calpestata. (rrm)

Elezioni regionali, le Donne Pd: La Calabria ha bisogno di scelte pragmatiche

La conferenza regionale calabrese delle Donne del Partito Democratico si è confrontata, con il commissario del partito, Stefano Graziano, sulle elezioni regionali, sottolineando che «la Calabria ha bisogno di scelte pragmatiche  e di coraggio nel portarle avanti, ma sopratutto dell’orgoglio di essere calabresi, figli di una terra difficile eppure pronta ad accogliere i cambiamenti necessari alla sua crescita».

«La conosciamo, ci conosciamo – hanno detto le Donne del Pd – il nostro senso di appartenenza può scavare fino in fondo e, partendo dal basso, da ognuno di noi, ripartire da un patto di lealtà sociale tra tutte le forze riformiste e progressiste calabresi, dalla vitalità delle donne, dalla cittadinanza attiva e da un continuo scambio con le forze sindacali e professionali. Il cittadino, le sue necessità, le sue sofferenze e le sue aspirazioni devono essere la lingua comune con cui confrontarsi».

«Il protagonismo femminile – hanno aggiunto – riteniamo debba andare nella direzione della costruzione di una proposta nuova, con la visione delle donne al centro della vita politica ed amministrativa, una coalizione che si unisca sui temi e non si divida sui nomi, rappresentata da un/a candidato/a politico/a, democratico/a, un/a calabrese che in quanto tale possa incarnare la nostra storia e l’appartenenza a quel sistema di valori e tradizioni di cui è fatta la nostra quotidianità, una figura dinamica, giovane, aperta al mondo, in grado di interpretare un nuovo protagonismo meridionale, garanzia di solidità istituzionale».

«La Calabria – hanno sottolineato – non ha bisogno né di predicatori né di indebitatori, già troppi ne abbiamo avuti e conosciamo i risultati del succedersi di “uomini della provvidenza”, giunti spesso da oltre confine, in sanità, nell’ambiente, nei comuni commissariati, troppe volte con inaccettabile leggerezza».

«Sentiamo il dovere – hanno concluso – di affiancare il nostro partito e definire insieme, da protagoniste, il programma per la Calabria di oggi e di domani, lo faremo con coraggio e con orgoglio, senza risparmiarci. Come siamo solite fare. Lo faremo partendo dal basso, nei territori, insieme ai circoli democratici, ai militanti ed agli elettori. Lo faremo insieme». (rrm)

Elezioni regionali, Magorno e Vono annunciano che Italia Viva apre un confronto per la Calabria

I senatori di Italia VivaErnesto Magorno e Silvia Vono, hanno annunciato che «in considerazione delle prossime consultazioni elettorali, abbiamo deciso di avviare una serie di confronto con le associazioni sindacali di tutte le categorie, le principali articolazioni sociali, il mondo professionale e imprenditoriale calabresi, i giovani e gli amministratori che vivono questa terra con impegno quotidiano e sacrifici».

«Consapevoli – hanno aggiunto – delle potenzialità della nostra regione, intendiamo recepire le istanze e le proposte dai soggetti direttamente coinvolti nei vari settori sociali, produttivi e professionali per tracciare, insieme, le linee di un programma che consenta, anche attraverso la progettazione relativa al Recovery Plan, di indirizzare l’investimento delle risorse destinate al Mezzogiorno e consentire alla Calabria un riallineamento con gli altri territori italiani in termini di condizioni socio -economiche e culturali».
«Il nostro obiettivo  – hanno concluso – come rappresentanti istituzionali e di Italia Viva è quello di ancorare il dibattito politico ed elettorale a temi reali e attorno ai quali da subito, senza dilazioni temporali, costruire l’orizzonte d’azione del prossimo governo regionale». (rrm)

De Magistris scioglie la riserva: Correrà a Governatore della Calabria

«Mi candido per amore della Calabria» ha dichiarato Luigi De Magistris, annunciando la sua ‘corsa’ alla presidenza della Regione Calabria.

Il sindaco di Napoli, infatti, è in queste ore a Cosenza e a Rende per una serie di incontri per l’avvio della campagna elettorale e, in una nota, ha raccontato del suo legame indissolubile, fin da bambino, per la nostra terra: «le estati dal 1975 al 1992; la prima sede da pubblico ministero (per scelta) dal 1995 al 1998; il ritorno (per scelta) dal 2003 al 2008 (cacciato dal Sistema per aver investigato il Sistema criminale); le estati dal 1995 ad oggi. Moglie calabrese, un figlio nato in Calabria. Sono napoletano doc, genitori napoletani, nonni paterni di origini lucane, nonno materno di origini siciliane. Insomma orgogliosamente un uomo del Sud».

Sempre in una nota ha, poi, spiegato i motivi della sua candidatura: «Mi rivolgerò, con umiltà e rispetto – continua ancora la nota – a tutte le donne e a tutti gli uomini di questa Regione. So quanto sia profonda la sete di giustizia. Migrazioni di migliaia di giovani che vanno via, ambiente spesso violentato, servizi non sempre all’altezza di un popolo che ha una grande umanità e dignità, una criminalità non di rado oppressiva, una borghesia mafiosa alquanto dominante in settori della politica e delle istituzioni. Non sono un candidato calato dall’alto, ho sempre affrontato le sfide con la gente e tra la gente. Il popolo è la forza di quella rivoluzione che deve coniugare rottura del sistema e capacità di governo. Posso essere strumento per un processo di liberazione dal basso per dare voce ai tanti calabresi che non si piegano, che lottano per i valori costituzionali».

«Per una Calabria forte e autorevole – si legge ancora nella nota – mai con il cappello in mano e il guinzaglio di un ceto politico trasversale che ha annichilito la potenzialità di questa terra. Abbiamo dimostrato di saper governare, con le mani pulite, senza mai cedere al compromesso morale e spezzando i legami tra criminalità organizzata e politica. Porto in dote autonomia, indipendenza, libertà, coraggio, amore e passione. Costruiremo insieme un programma chiaro e forte. Candideremo persone che hanno storie individuali e collettive credibili».

«Voglio dare voce a chi non l’ha avuta – conclude la nota – potere a chi considera il potere come servizio per il bene comune e non come luogo per perseguire interessi di parte. Sono consapevole dell’impresa che appare impossibile, ma nulla è impossibile se c’è la volontà e lotterò con entusiasmo fino alla fine per la vittoria insieme alla maggioranza del popolo calabrese che desidera riscatto, sviluppo, libertà, giustizia sociale e uguaglianza».

«Da magistrato in Calabria – ha detto in una nota De Magistris – ho dimostrato fedeltà alla Costituzione applicando l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Ho pagato un prezzo altissimo perché non sono scappato, e non mi sono girato dall’altra parte anche quando ero consapevole che mi avrebbero fatto fuori. Sono autonomo e libero, senza prezzo. Sono stato fermato (scippandomi indagini su fatti gravissimi, strappandomi le funzioni di Pm e trasferendomi per incompatibilità ambientale) per aver individuato un Sistema criminale – composto da politici, affaristi, magistrati, professionisti e uomini delle istituzioni – che gestiva in modo illecito fiumi di denaro pubblico che erano destinati allo sviluppo della Calabria».

«La mia radice è questa – continua la nota – un uomo di giustizia che si è anche scontrato con la legalità formale divenuta abuso del diritto. Sono stato poi eletto deputato al Parlamento Europeo, con circa 500.000 voti, per due anni ho svolto le funzioni di presidente della Commissione controllo bilancio, occupandomi dei fondi europei. Poi ho accettato la sfida, inizialmente folle, di candidarmi a sindaco di Napoli, con una coalizione civica. Ho vinto al ballottaggio con circa il 70% dei voti. Poi confermato, al ballottaggio e sempre con circa il 70% del consenso, nel 2016, con una coalizione prettamente civica. Unica esperienza in Italia di una grande città con un’amministrazione autonoma che ha vinto contro tutto il ceto politico dominante. Ho ereditato Napoli con i rifiuti sino al primo piano e l’abbiamo portata, prima della pandemia, ad essere la città d’Italia che più è cresciuta in cultura e turismo. Ma ora non è il momento di parlare di Napoli. Ma della Calabria».

L’annuncio di De Magistris se da una parte ha trovato il consenso di molti cittadini, dall’altra ha raccolto critiche da parte dei partiti. Il leader della LegaMatteo Salvini, ha commentato la candidatura, su Twitter, scrivendo che «De Magistris si candida in Calabria ma continua a fare (male) il sindaco di Napoli. Mancanza di rispetto sia per i cittadini napoletani che per i calabresi, ormai la fame di poltrone della sinistra non conosce limiti».

Duro anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ha ricordato che «la Calabria è una grande terra, ricca di personalità e di storia e non può essere una colonia per una candidatura alla presidenza di chi viene da altre realtà, dove già ha arrecato gravi danni».

«La Calabria – ha aggiunto – non è un luogo per appagare sete di poltrone, e quindi De Magistris offende i calabresi e umilia la sinistra locale, che dovrebbe adattarsi a una candidatura perdente e di serie B, di una persona che non ha nulla a che vedere con una Regione che ha bisogno di una guida forte ed espressione del territorio e non certo di avventurieri che la vorrebbero usare per inseguire poltrone che in ogni caso non otterranno mai».

«Sarà il centrodestra unito – ha concluso – a fare rapidamente scelte sagge e ben radicate in Calabria, per dare continuità alla stagione di rinnovamento che era stata aperta da Jole Santelli. Gli avventurieri al bando, a meno che la sinistra non voglia gettarsi definitivamente al macero facendo da cavalier servente di candidature estranee al territorio e comunque perdenti». (rrm)