Elezioni / La sinistra s’indigna contro il post “distruttivo” su fb della Bruni

C’è indignazione, non solo da parte della sinistra, ma anche da parte dei cittadini e dei suoi sostenitori, per il post su Facebook pubblicato dalla candidata del centrosinistra, Amalia Bruni, in cui inserisce il suo avversario, Mario Oliverio, tra i ‘nemici della Calabria’, insieme a Spirlì, Occhiuto, De Magistris e Salvini.

«La Calabria si libera solo così: mandando a casa chi l’ha distrutta – ha scritto la Bruni –. Mandando a casa chi in decenni di mala politica non solo non ha risolto niente, ma ha anche peggiorato le cose. Allontanando chi vede la nostra terra soltanto come un’occasione per trovare una poltrona comoda su cui sedersi. Mettiamoci un punto a quella politica. Definitivo, totale. Possiamo mandarli a casa tutti in una sola volta. Liberiamo insieme la Calabria».

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 5 persone e il seguente testo "I NEMICI DELLA CALABRIA"
L’immagine ‘incriminata’ pubblicata sul profilo della candidata

Un post, quello della candidata, che, se da una parte ha raccolto qualche consenso, dall’altro ha raccolto delle critiche, a partire da Luigi Guglielmelli, ex segretario provinciale di Cosenza del Pd, che ha commentato così su Facebook: «Io sto affrontando questa campagna elettorale con serenità e decisione. Serenità perché penso che abbiamo la ragione della politica al nostro fianco e decisione perché non mi sto risparmiando, ovviamente nel limite delle mie piccole forze. Però così come affermo con forza la mia adesione al progetto di Amalia Bruni non posso che suggerirle di correggere chi si occupa di comunicazione: 1) non abbiamo nemici ma avversari 2) il governo Oliverio ha aiutato e non poco la Calabria».

A ribadire che «Mario Oliverio non è un nemico della Calabria» è stato Giuseppe Dell’Aquila, ex Presidente ff della Provincia di Crotone, candidato a Sindaco per il centrosinistra nella città di Ciró Marina e dirigente democrat della federazione.

Oliverio, ha ricordato Dell’Aquila, «ha una storia invidiabile e sempre a Sinistra, per questa terra ha fatto tanto e da Presidente ha portato a casa enormi risultati. Per carità, è uno scherzo di pessimo gusto, nessuno può permettersi di paragonarlo ai soggetti presenti in quella foto pubblicata dalla Pagina della candidata Amalia Bruni».

«Chiedo al mio Partito, il PD – ha scritto su Facebook – che sosterrò nonostante tutto, di rivolgersi all’organizzazione della campagna elettorale invitandoli a modificare quel manifesto anche per rispetto di chi è rimasto a lottare seppur in disaccordo con le scelte fatte negli ultimi anni. Ci sarà tempo e modo per capire da quale parte sta la verità della spaccatura a Sinistra ma non bisogna perdere mai completamente la bussola, perché sicuramente giorno 5 Ottobre ci sveglieremo tutti e capiremo che dovremmo unirci anziché continuare a dividerci».

«Questa dichiarazione così maldestra e inopportuna la dice lunga sulla sua incapacità politica.Mi dispiace dirlo ma Lei in questa campagna elettorale ha immiserito la sua immagine.Una simile caduta di stile la abbassa ad un livello che non si addice ad un aspirante Governatore e nemmeno a una donna di scienza» ha scritto Maria Francesca Corigliano, candidata al consiglio regionale con Mario Oliverio Presidente.

A non apprezzare l’attacco della Bruni su Oliverio, sono anche molti utenti/sostenitori:  Salvatore Bullotta parla di una «pessima caduta di stile», oltre che della «peggiore campagna elettorale di sempre». «Ma come si può accomunare Oliverio e De Magistris a Spirlì, Salvini e Occhiuto?» ha chiesto Bullotta, sottolineando che «con la sua levatura, non doveva prestarsi a tanto».

«Ma perché sparare contro gli altri candidati invece di fare proposte concrete per lo sviluppo della Calabria? Da una non politica ci si aspettano altri toni e nuovi proponimenti, nuovi progetti in grado di suscitare entusiasmo e Consensi, mi dispiace, è una caduta di stile!» ha scritto Giuseppe Bonadio.

Interessante, il commento di Franco Lopez, in cui, sottolineando la stima «per quello che ha fatto nella sua lunga e gloriosa carriera di ricercatrice», ha evidenziato come, con questo post, «mi ha dato dimostrazione che per fare buona politica ci vuole un bravo politico».

«Possibile – si è chiesto – che nel suo staff non ci sono politici che le ricordino che Mario Oliverio ha governato la Calabria con ottimi risultati sotto la bandiera del PD, stesso partito che in questa tornata elettorale ha scelto lei come agnello sacrificale così come fece con un valido imprenditore nelle precedenti elezioni».

«Possibile – ha aggiunto – che nessuno le ha detto che esponenti delle sue liste erano nella maggioranza a sostegno di Mario Oliverio e che hanno deciso all’ultimo momento di schierarsi con lei solo per garantirsi una poltrona nel consiglio regionale.
Quindi se mi posso permettere prima di ricostruire la Calabria ricostruisca il PD in Calabria che di partito politico di sinistra ha poco o niente e non faccia di tutta l’erba un fascio». (rrm)

Le Associazioni e Ordini Professionali incontrano i candidati: Siano istituzionali momenti trimestrali per confronto e dialogo

Siano istituzionalizzati momenti trimestrali di confronto e dialogo al fine di assicurare una proficua collaborazione a tutela del bene primario ambiente. È quanto hanno chiesto le Associazioni e gli Ordini Professionali ai candidati alla presidenza della Regione, nel corso di un incontro avvenuto alla Provincia di Catanzaro.

Al confronto, presenti : Inu Calabria, Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Unitel, Amici della terra. Faa, Associazioni biologi senza frontiere, Associazione CoRe, Laboratorio Lua, Associazione Lega navale, Laghi di Sibari, Associazione borghi da rivivere, Associazione culturale Luna Rosa, Associazione “Io partecipiamo”, Federazione Ingegneri della Calabria, Ordine dei geologi, Ordine dei chimici e dei Fisici, Federazione Agronomi e forestali, Collegi dei Geometri di tutte le province, Ordine di Biologi, Ordine Architetti pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Cosenza e Catanzaro.

All’iniziativa hanno partecipato la dott.ssa Marianna Caligiuri, in rappresentanza della dott.ssa Amalia Bruni ed il dr. Eugenio Occhini, in rappresentanza del dr. Luigi De Magistris, mentre sia l’on. Roberto Occhiuto che l’on. Mario Oliverio hanno inviato un messaggio di saluto giustificando la loro assenza per impegni precedentemente assunti.

Ha presieduto e condotto l’incontro il presidente di Inu Calabria, prof. Domenico Passarelli, che ha ringraziato tutti i rappresentanti delle Associazioni e degli Ordini professionali per il pregio concessogli di moderare la seduta. Nella propria introduzione, il prof. Passarelli, nel salutare e ringraziare i candidati, ha sottolineato che «desideriamo continuare a credere che solo un percorso di confronto e consultazione a largo spettro può riuscire a redimere le problematiche e le criticità ancora esistenti sul nostro territorio regionale».

«Siamo associazioni culturali e di categoria – ha spiegato – e, come tali, lavoriamo affinché le competenze tecniche vengano messe al centro delle principali sfide che la Regione Calabria si appresta ad affrontare nei prossimi anni. È fondamentale ristabilire la fiducia nelle competenze tecniche e nella possibilità che queste ultime possano contribuire non solo alla fattibilità delle politiche pubbliche ma anche al più ampio conseguimento dell’interesse collettivo».

«La pandemia – ha proseguito – ci ha insegnato che il ns. modello di sviluppo è vetusto e che bisogna pensarne uno nuovo basato sui principi di: sostenibilità ambientale e sociale, della rigenerazione urbana, dell’economia circolare, del riuso e della riqualificazione dell’ingente patrimonio immobiliare pubblico e privato insostenibile ed energivoro e non più rispondente alle esigenze delle persone; dell’efficienza energetica delle aree interne e dei borghi. Tutto ciò è possibile, tra le altre cose, riformando la LUR n. 19/02, una legge dai buoni principi ma non ancora attuata».

Nel corso del confronto, tanti sono stati i temi affrontati sottolineando che «la crisi ecologica e climatica che stiamo attraversando dovrebbe rendere evidente che la tutela ambientale è l’unica strada da percorrere per il futuro della Calabria».

È stato posto l’accento «sui progetti prioritari per la Regione da realizzare anche con l’utilizzo dei fondi connessi al Pnrr: impianti di riciclo per l’economia circolare quanto alla risoluzione del problema dei rifiuti, depuratori a tutela di mare e turismo, interventi su rischio idrogeologico, infrastrutture ferroviarie, tutela della biodiversità e misure per la prevenzione degli incendi, energie rinnovabili e stop al consumo di suolo».

Inoltre, ci si è chiesti come si intende incentivare l’utilizzo di energie green ed in particolare della geotermia a bassa entalpia, mettere ordine n campo delle estrazioni spingendo per la redazione del Prae (Piano Regionale delle attività estrattive) e per un regolamento per le concessioni idriche impedendo così il prosperare di attività abusive che danneggiano l’ambiente.

Le Associazioni e gli Ordini Professionali, infine, hanno manifestato il proprio interesse, al fine di sostenere l’ attività progettuale e legislativa per la Regione Calabria, (Giunta e Consiglio), considerato il fine istituzionale ad essere «di supporto per lo studio, la programmazione e la pianificazione territoriale, nonché centro per il monitoraggio delle attività regionali riguardanti lo sviluppo sostenibile». (rrm)

Elezioni / Simona Loizzo (Lega): Riaprire l’ospedale di Praia a Mare

La candidata alle elezioni regionali, nella lista della Lega a Cosenza, Simona Loizzo, ha sottolineato come «bisogna  dare luogo alla sentenza del Consiglio di stato e riaprire l’ospedale di Praia il Mare, potenziandone tutti gli aspetti legati all’emergenza e ai servizi essenziali».

«La chiusura dell’ospedale – ha spiegato – ha portato gravi disagi per la vasta area dell’alto Tirreno cosentino – dice Loizzo – con una migrazione verso la Basilicata che comporta oneri per la Regione e per le famiglie. Praia a Mare è in una postazione strategica, che raccoglie comuni e realtà che non possono essere trascurate».
«I ritardi con cui la struttura commissariale sta, ad oggi – ha proseguito – evitando di recepire una sentenza definitiva del giudice amministrativo sono illegittimi dal punto di vista giuridico e feriscono le ambizioni e le giuste esigenze di sindaci e territori, che si sono strenuamente battuti per non rassegnarsi a una chiusura illogica, capace solo di far lievitare i costi per l’istituzione e le famiglie del medio alto Tirreno». (rrm)

Elezioni / Roberto Occhiuto: Sanità sarà il primo segnale di cambiamento, seguirò io il dossier

La questione della sanità, in Calabria, è diventata il punto di forza e la priorità per il candidato del centrodestra Roberto Occhiuto che, in una intervista a Il Quotidiano del Sud, ha ribadito che, parlando di cambiamento, la «sanità sarà il primo segnale» e che sarà lui stesso a seguire il dossier.

«La peculiarità della Calabria – ha spiegato – è che è commissariata, quindi non è stato il governo regionale ad occuparsi della sanità. Paghiamo il prezzo di tanti anni di blocco del turn over. Inutile creare posti letto se non hai il personale. È una delle ragioni per cui utilizzerò il mio ruolo di dirigente nazionale di un partito per chiedere che la sanità sia restituita ai calabresi, o attraverso la fine del commissariamento o attraverso l’affidamento del ruolo del commissario al presidente della Regione».

«So bene – ha evidenziato – che il tema della sanità è in cima all’agenda del prossimo governo regionale. Io per questo dico che le elezioni le vinco non il 3 e 4 ottobre ma le vinco dal 5 se do segnali di cambiamento. Il primo segnale deve arrivare dalla sanità. Per realizzarsi è necessario, innanzitutto, riformare il dipartimento della Salute, oggi incapace di coordinare l’attività delle singole aziende sanitarie. Queste sono tante monadi, non c’è coordinamento, non c’è gestione, né controllo di gestione».

«Poi – ha proseguito – bisogna chiedere al governo nazionale che si faccia carico di uno sforzo di perequazione. Mi spiego: In 11 anni di commissariamento, non sono stati fatti investimenti, né assunzioni per il blocco del turn over. Negli altri sistemi sanitari si assumeva e si facevano investimenti».

«I 320 milioni di mobilità passiva – ha spiegato – si generano anche per questo. È ragionevole quindi chiedere al Governo, che ha gestito in questi anni il settore, di avere meno vincoli che altrove e anche un po’ più risorse. Il sistema sanitario non si può riformare senza massiccia introduzione di personale medico e sanitario, non puoi riorganizzare un sistema d’emergenza se non hai possibilità di assumere i medici che servono. L’assurdo è che quando poi vai fuori regione trovi il medico calabrese. Noi non abbiamo quindi un deficit di professionalità».

Spazio, poi, alla questione della qualità del management, «una delle cose che mi preoccupa di più in prospettiva» ha ammesso il candidato, che ha riferito che la sua preoccupazione riguarda non gli assessori, ma «chi farà il dirigente generale dei dipartimenti, delle aziende sanitarie, perché so che la qualità dell’azione amministrativa dipende più dal direttore generale che dall’assessore».

«Questo della qualità del management – ha spiegato – ma anche un problema di organizzazione. Quando ogni azienda è una monade che fa quello che vuole… II cruscotto Agenas è alimentato con dati che qualcuno manda e non so come. Se ci fosse davvero un controllo dei flussi, avremo dati diversi».

«Sui Lea – ha spiegato ancora – abbiamo un livello bassissimo, ma che si desume da dati non verifiicabili. Puoi avere i migliori alla guida delle aziende sanitarie ma se non hai un cervello centrale che è il dipartimento che ne coordina le attività, anche i migliori non riescono a fare quello che dovrebbero fare. C’è un problema di qualità del management, sì, ma soprattutto di organizzazione del sistema. Infine c’è un problema di disponibilità a venire in Calabria».

«Un direttore generale bravo – ha proseguito Occhiuto – che lavora in un’altra regione non ci viene qui perché rischia di perdere quello che ha costruito in termini di rapporti e relazioni. La mia idea è quella di investire in calabresi che non hanno raggiunto posizioni apicali, si portano in Calabria promuovendoli come direttori generali. Ho fatto una campagna elettorale senza incontrare un solo direttore delle Asp, per avere le mani libere di scegliere i migliori».

«Il tema è dove prenderli – ha evidenziato –. Credo sia l’aspetto più difficile. Se noi costruiamo l’organizzazione del dipartimento e poi troviamo management di qualità, poi non dobbiamo inventarci grandi cose, basta replicare le buone prassi che hanno funzionato in altre regioni. Dobbiamo avere però le risorse necessarie per fare la gestione e il controllo di gestione del sistema».

Depurazione e salute del mare, poi, sono un’altro punto sull’agenda del candidato di centrodestra, che ha sottolineato come «se si riesce a intervenire su questo i risultati si vedono subito, e questo garantisce un immediato ritorno politico».

«Sono andato a visitare un bellissimo centro ad Amendolara – ha riferito Occhiuto – retto peraltro da uno che non ha la mia sensibilità politica, visto che è stato assessore con il centrosinistra. Si tratta di Silvio Greco, che è un grande studioso del mare».

«Una delle prime cose che farò – ha detto ancora – è lavorare con questo Centro sulla salute del mare. Creare un sistema per la governance dei depuratori. Anche qui alcuni sono dei Comuni, altri dei consorzi, non c’è un sistema di controllo. Dobbiamo ritarare alcuni depuratori, oggi tarati sulla popolazione invernale, e trovare un sistema per monitorare gli scarichi abusivi. Abbiamo molte case che non sono allacciate alla rete fognaria, arriva l’autospurgo e poi non si sa bene cosa succede».

«Ora – ha concluso – abbiamo persino le slot collegate con l’Agenzia delle Entrate con macchinette che ne rilevano il funzionamento, è così difficile monitorare con gps gli autospurgo?». (rrm)

Elezioni / Serena Anghelone (CI): Con Luigi Brugraro per ricostruire l’Italia e la Calabria

Serena Anghelone, capolista della Circoscrizione Sud per le regionali, ha sottolineato come, da parte di Coraggio Italia,  «grande attenzione verso la Calabria e non certo per motivi elettorali, ma piuttosto per la convinzione, ormai diffusa, che parlare di crescita, di sviluppo del Paese, implica il coinvolgimento del Mezzogiorno, e ovviamente, della nostra regione».

«Coraggio Italia – ha spiegato – sta raccogliendo consensi, adesioni, partecipazione, nella regione, e meglio che in altri territori, a Reggio Calabria. Questo significa che la nostra proposta funziona. Quella di una politica ‘diffusa’, che parte dal basso, ma che è in grado di guardare oltre, mettendo insieme le necessità del Paese, per uno sviluppo armonico di tutto il territorio nazionale, e le peculiarità finora inespresse di una Regione nella quale c’è gente volenterosa, competente e ambiziosa, nel significato più bello del termine».

«Quella stessa gente che, come ha detto il nostro leader nazionale Luigi Brugnano – ha proseguito – si alza al mattino presto e va a lavorare: gente pratica e positiva. Persone che hanno sostenuto negli anni diversi partiti e movimenti, ma sono rimasti delusi per le risposte mai arrivate, per l’indifferenza manifestata verso il Sud e la Calabria».

«Vogliamo voltare pagina – ha detto ancora Serena Anghelone – e lo faremo con i nostri candidati, con le nostre idee, con la nostra volontà. Persone che si sono riconosciute, non solo in un programma elettorale tra i più innovativi offerti all’elettorato calabrese ma, soprattutto, perché si riconoscono, anzi, vogliono dare forza ad un polo moderato di centro, che ripudia populismo e sovranismo, ispirato a valori cristiani, che guarda innanzitutto agli interessi del Paese, e di ciascun territorio». 

«La visita a Reggio Calabria di Luigi Brugnano – ha commentato la candidata alle regionali calabresi di Coraggio Italia – porta con sé impegni concreti, a cominciare dagli 836 mln di euro sbloccati dal Governo e destinati alla realizzazione di nuovi tratti della SS106. È un primo passo, anche se non quello definitivo, per il completamento di un’arteria vitale per la Calabria, ancor più necessaria per i residenti del litorale ionico calabrese, che pagano da sempre un isolamento infrastrutturale che definire inaccettabile è riduttivo». 

«È il momento giusto per provarci – ha proseguito Serena Anghelone – riprendendo una considerazione del Sindaco di Venezia. L’occasione delle risorse del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che destina circa 40 mld di euro al Sud, è una occasione propizia. Una occasione, se vogliamo, unica, che va sfruttata mettendo in campo le migliori forze presenti sul territorio, per moltiplicarne gli effetti. Gestire una fase nuova per la Calabria».

«Lo dobbiamo al Paese, lo dobbiamo a noi stessi» ha concluso. (rcz)

Elezioni / Oliverio sulle accuse di Graziano: attribuirmi sconfitta scorse regionali è sfregio alla verità

«Attribuire la responsabilità della sconfitta delle scorse regionali al sottoscritto da parte di “Graziano da Caserta”, protagonista, insieme a pochi ascari, di un triennio di gestione fallimentare del PD calabrese, è davvero uno sfregio alla verità», ha dichiarato il candidato alla presidenza Mario Oliverio, nel corso di una iniziativa a Longobucco della Cgil.

Stefano Graziano, commissario regionale del Partito Democratico, ha attribuito a Oliverio la sconfitta di Callipo alle regionali 2020. «Callipo – ha spiegato Oliverio – fu una candidatura imposta ai calabresi da Roma, uomo di destra che sostenne Wanda Ferro alle regionali 2014, candidata contro di me perse col 30%, e Mangialavori alle politiche del 2018».

«Nemmeno l’autore delle più fantasiose sceneggiate napoletane avrebbe osato fino a tal punto – ha proseguito il candidato –. Ma, se davvero, “Graziano da Caserta”, avesse pensato che io fossi portatore di un consenso, pari o superiore allo scarto tra la compianta Santelli e Callipo, del 25,2% dei voti, allora credo che sia lui che i suoi amici romani dovrebbero porsi più di una domanda sulle ragioni della mia estromissione, che politicamente non è mai stata spiegata a me ed ai calabresi».

«Ora, dopo due anni – ha proseguito – dovrebbe farmi piacere che il Commissario fallimentare faccia pubblica autocritica, purtroppo però arriva tardi. Infatti, la sua gestione del partito, nel chiuso di quattro mura e completamente scollata dalla base e dai territori, ha ormai già tracciato la strada per il secondo tempo della distruzione».

«Lo ringrazio – ha concluso – solo perché, con queste sue esternazioni spiega, in maniera ancora più esaustiva, le motivazioni della nostra battaglia e della mia scesa in campo». (rrm)

 

Elezioni / Fabio Guerriero (PD) sostiene e rilancia proposta di Italia Nostra per tutela dell’Ambiente

Il candidato del Partito Democratico al Consiglio regionale, Fabio Guerriero,  si è dichiarato pronto a sposare e promuovere la Proposta di Legge Disposizioni urgenti in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio e individuazione delle aree inidonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, presentata dall’Associazione “Italia Nostra” ai candidati presidenti.

«Mentre in Europa si parla di transizione ecologica – ha spiegato – in Calabria solo le associazioni ambientaliste combattono ancora per salvare lo skyline di territori incontaminati dalla devastazione delle pale eoliche. La transizione ecologica ha l’obiettivo di rilanciare l’economia e i settori produttivi all’interno di un quadro ben definito che mette al centro la tutela e il rispetto dell’ambiente».

«Ma a queste latitudini – ha aggiunto – ancora si scende a compromessi con le multinazionali per fare gli esclusivi interessi di pochi gruppi di potere che operano a discapito del patrimonio ambientalistico naturale e culturale della nostra Calabria. Non possiamo non condividere le battaglie condotte dalle associazioni come quelle “Italia Nostre” per un argine al cosiddetto “eolico selvaggio” perseguendo gli obiettivi di protezione dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale. E non possiamo che assumere un patto d’onore con la nostra terra per preservare quella bellezza da cui può e deve nascere il futuro».

«Dalla battaglia dei produttori del vino – ha proseguito – che da 12 anni cercano, giustamente, di contrastare la nascita dell’impianto eolico “Timpe di Muzzonetti”, che si vorrebbe realizzare sulle colline del Cirò, patria del più noto e fra i più antichi vini calabresi, all’impegno per il voto del Consiglio regionale per una mozione per impegnare l’assessorato regionale all’Ambiente a ritirare le autorizzazioni concesse per l’installazione di impianti eolici, abbiamo il dovere di ascoltare con attenzione e sensibilità alle richieste che vengono dal territorio, per il territorio».

«Condivido l’assunto di Italia Nostra Catanzaro – ha detto ancora – che le Istituzioni e gli Enti della Calabria, in una regione esportatrice di energia elettrica avessero già ampiamente favorito la realizzazione sul suolo regionale di impianti eolici ben oltre le reali esigenze di consumo interno da tale fonte energetica, è pertanto ampiamente condivisibile. Da qui dobbiamo ripartire per ricercare di un punto di equilibrio ragionevole per graduare con le giuste proporzioni le diverse esigenze, quella legittima della produzione di energia da fonti rinnovabili e quella altrettanto legittima di salvaguardia ecologica».

«E lo dobbiamo fare insieme, in consiglio regionale – ha concluso Guerriero – la parola d’ordine deve essere: programmazione, sana, giusta e concertata». (rcz)

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil Calabria chiedono alla prossima Giunta impegni e nuove strategie per il territorio calabrese

Impegni e nuove strategie per il territorio calabrese e le future generazioni per la filiera agroalimentare-ambientale. È quanto hanno chiesto i segretari generali  Fai Cisl, Michele Sapia, Flai Cgil, Bruno Costa, e Uila Uil, Nino Merlino, auspicando che, con la nuova Giunta regionale si possa avviare «un percorso di confronto responsabile e produttivo, finalizzato a cogliere le opportunità previste dal Pnrr e a sostenere nuova occupazione e lavoro contrattualizzato».

I tre segretari, che hanno partecipato al confronto con i candidati regionali promosso da Cgil, Cisl e Uil Calabria lo scorso 20 settembre, hanno «apprezzato le idee e i riferimenti alla messa in sicurezza del territorio e alla lotta al dissesto idrogeologico, emersi in vari interventi».

le Segreterie regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, nel ricordare lo straordinario lavoro svolto dai lavoratori forestali, impegnati nella lotta agli incendi boschivi che quest’anno hanno distrutto vaste aree di bosco e messo in ginocchio molte comunità, hanno ribadito «che, se in Calabria si intende affrontare, con serietà, il tema del dissesto idrogeologico e della rivalutazione delle aree montane e rurali, c’è bisogno di valorizzare e sostenere il lavoro idraulico forestale con un immediato ricambio generazionale a tutela del territorio e delle comunità, con precise attività di prevenzione, rimboschimento, recupero della viabilità forestale e rafforzamento del servizio antincendio boschivo, assicurando ai lavoratori sia retribuzioni che contrattazione».

«Sottolineiamo – hanno precisato i sindacalisti – che il contratto integrativo regionale forestale scaduto nel lontano 2011 e siglato tra le parti a fine 2019 ad oggi resta non applicato. Su questo argomento ci attendiamo un approccio diverso e in discontinuità rispetto al passato». 

«Mentre dal punto di vista delle risorse finanziarie per il settore forestale – hanno detto ancora – tante sono le difficoltà affrontate in questi anni, ma oggi le risorse previste dal Pnrr e quelle ulteriori comunitarie e statali per l’ambiente rappresentano vere opportunità di sviluppo e sicurezza per il territorio calabrese da non sprecare, ma da cogliere, tramite la programmazione e la pianificazione degli interventi, con il coinvolgimento diretto e più coordinamento degli Enti Gestori».

«Sarà fondamentale, anche – hanno detto ancora – riportare alla gestione ordinaria alcuni enti come l’azienda regionale Calabria Verde, commissariata da troppi anni a causa delle note vicende giudiziarie».

«Inoltre – hanno proseguito – è evidente la necessità di avviare un percorso di confronto regionale per valorizzare il ruolo dei Consorzi di bonifica a tutela del territorio e a servizio del settore agricolo, tramite una rivisitazione dell’attuale normativa prevista per il comparto della bonifica calabrese, recuperando ritardi e tagli degli ultimi decenni, procedendo all’ammodernamento delle reti e al completamento degli schemi irrigui per un ottimale utilizzo della risorsa idrica».

«Per un settore come quello agricolo, in continua evoluzione – hanno spiegato i sindacalisti – restano molte le sfide da affrontare per riaffermare l’importanza del lavoro agricolo ben retribuito. In agricoltura, sarà necessario proseguire nel percorso di confronto regionale avviato sul tema dello sfruttamento lavorativo agricolo, alla luce della Legge 199/2016 e, visto l’importante riconoscimento della “condizionalità sociale” nella nuova Pac, sarà indispensabile realizzare nuovi luoghi di confronto regionale per una giusta promozione dell’eticità, dal punto di vista del lavoro e della qualità dei prodotti e delle eccellenze dell’agroalimentare calabrese».

«Così come – hanno aggiunto – attraverso ulteriori investimenti e azioni sarà necessario sostenere, a favore del comparto agricolo calabrese, l’operatività e il rilancio dell’azienda regionale Arsac e delle professionalità presenti».

«In una regione con un importante litorale – hanno concluso – sarà, poi, strategico sostenere il comparto della pesca tramite il confronto regionale, per definire ulteriori opportunità per la tutela dell’ambiente marino, presidio dei borghi marinari, nonché valorizzare quelle eccellenze che nel tempo rappresentano tradizioni e sapori della nostra regione come la sardella, il “caviale calabrese” che da pochi mesi, con l’avvio in Calabria della campagna sperimentale, rappresenta un primo segnale positivo a favore della pesca artigianale, che necessita tuttavia di ulteriori investimenti e attività». (rcz)

Elezioni / Dal territorio al futuro, partecipato l’incontro di Antonio Montuoro con la coordinatrice di Fdi Wanda Ferro

Molto partecipata l’iniziativa, svoltasi nella Casa delle Culture della Provincia di Catanzaro, organizzata dal candidato al Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Montuoro, e che ha visto la partecipazione della coordinatrice regionale e deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro.

Perché “dal territorio nasce il futuro”. In tanti hanno voluto manifestare il proprio sostegno politico e umano ad Antonio Montuoro, testimonianze affidate in particolare agli interventi della vice presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Roberta Gallo, del consigliere comunale di San Mango Serafino Gallo, dell’assessore di Botricello Francesco Mercurio, ed infine il sindaco di Amato, Saverio Ruga.

La parola d’ordine è “territorio”. Attenzione alle istanze che vengono dagli amministratori, il primo presidio dello Stato soprattutto nelle aree dell’entroterra, penalizzate dalle carenze infrastrutturali e a rischi isolamento, dove mancano servizi essenziali e la speranza di una quotidianità che sembra negata.

«Da amministratore comunale e provinciale – ha spiegato Montuoro – ho deciso di accettare la sfida della competizione regionale perché sogno una Calabria in cui la vita delle persone che ci vivono sia più facile e più giusta, oltre che sicura. Dove l’organizzazione dei servizi e la qualità della vita siano affidati all’ordinarietà della gestione trasparente affidata a donne e uomini competenti, e non alla casualità della fortuna. Un buon amministratore deve saper ascoltare e dare voce al proprio territorio, perché è sulle gambe e nel cuore di chi lo vive che si poggia il tessuto economico, produttivo e sociale di questa regione dalle mille potenzialità inespresse».

«Avere alle spalle un partito, radicato, strutturato e identitario come Fdi mi ha perso messo di fare l’amministratore con la concretezza di chi ascolta e realizza progetti, tra la gente – ha detto ancora Montuoro –. I calabresi sono spesso delusi da politica che non è riuscita a dare cambio di passo che meritava: qui deve entrare il nostro obiettivo, fare della Cittadella regionale la casa degli amministratori».

«Il nostro – ha proseguito – è un territorio difficile, alle prese con l’isolamento, le carenze infrastrutturali, le difficoltà dei trasporti; ogni anno affrontiamo il problema della depurazione, della raccolta rifiuti. Quello che serve è una Pubblica amministrazione sburocratizzata, al servizio dei cittadini e delle imprese che vogliono investire per creare lavoro. Solo in questo modo i nostri giovani sceglieranno di restare».

«E, per questo – ha detto ancora – che vogliamo una terra libera, dal bisogno e dai condizionamenti, all’insegna della legalità e della trasparenza, che sprigioni le energie positive perché ci sono. Crediamoci meritiamo la normalità».

«Il mio impegno – ha concluso Montuoro – sarà quello di prendere in considerazione e realizzare quante più idee condivise, utili alla nostra comunità di modo che la pagina torni bianca: con impegno, passione, senso civico e spirito comunitario potremo depennare ogni progetto realizzato, ogni  criticità risolta in modo da trasformare le parole in realtà, e l’intenzione del singolo in bene comune».

«Fratelli d’Italia, prima ancora che un partito, è una grande comunità, prima di tutto umana – ha esordito Wanda Ferro –. Nello scegliere i nostri candidati non abbiamo guardato ai pacchetti di voti ma al percorso comune di militanza e di valori: valutando esperienze e competenze. a scelta di candidare Antonio mi ha convinto per molti motivi, prima di tutto per questa grande capacità di dare voce al territorio».

Wanda Ferro e gli amministratori che si sono succeduti raccontano la capacità di Montuoro di «saper saper essere sempre a disposizione dei cittadini. La politica deve lavorare per mettere in campo azioni che consentano ai giovani di avere le opportunità di restare, i nostri ammalati di curarsi nei nostri ospedali».

Il Consiglio regionale che si insedierà dopo il 3 e 4 ottobre deve mettere mano alla burocrazia, creare lavoro, sostenere l’impresa, utilizzare al meglio i Fondi del Pnrr: per fare questo servono buoni amministratori, «e noi chiederemo una cabina di regia per gestire al meglio bandi e risorse, saremo vigili rispetto alle scelte – ha concluso Wanda Ferro –. Ma la politica da sola non ce la può fare, ha bisogno di un esercito di imprenditori, amministratori, professionisti, giornalisti sani e onesti. Non dobbiamo tradire i calabresi. E mi risulta che Montuoro non ha mai tradito un impegno assunto». (rcz)

Elezioni / Molinaro (Lega): Distretti del Cibo non vanno snaturati come ha fatto Dipartimento Agricoltura con i Gal

Il consigliere regionale uscente della Lega, Pietro Molinaro, ha ribadito l”opportunità per le imprese agricole che i Distretti del Cibo rappresentano, e ha sottolineato come questi «non vadano snaturati, come il Dipartimento Agricoltura ha fatto con i Gruppi d’Azione Locale, ovvero i Gal».

«Certo – ha aggiunto – i Gal vennero snaturati ai tempi della Giunta Oliverio, ma il Direttore Generale del Dipartimento Agricoltura di oggi è lo stesso di allora. Oggi come allora, al vertice del Dipartimento c’è il dott. Giacomo Giovinazzo che nel corso degli anni è stato artefice di tante interpretazioni strane ed originali, oltre che responsabile di tante inefficienze, che vanno sradicate dal Dipartimento Agricoltura».

«Nati e disciplinati a livello europeo e nazionale come strumenti dedicati allo sviluppo rurale di aree delimitate – ha spiegato – i Gal subirono una mutazione innaturale ad opera del Dipartimento Agricoltura, che ne estese il raggio d’azione, praticamente, a tutti i comuni della Calabria. In questo modo, l’efficacia dell’azione dei Gal è stata penalizzata enormemente. Non deve accadere lo stesso con i nuovi distretti».

«I “distretti del cibo” – ha spiegato – sono uno strumento radicalmente diverso dai GAL e sia la legge nazionale che li ha istituiti, sia il primo bando per le agevolazioni del Ministero parlano chiaro al riguardo. Le varie forme possibili di distretto, sono accomunate dall’essere dei “sistemi produttivi locali” ovvero delle reti di imprese interconnesse e specializzate. Per questo, i distretti non possono essere confusi con un partenariato socio-economico che non esiste nella definizione nazionale dell’”Accordo di distretto”».

«Tanto meno, il “distretto del cibo” – ha proseguito – può essere confuso con una  mera perimetrazione geografica, per cui i concetti di mappatura ed eleggibilità dei territori applicati ai “distretti del cibo”, appaiono fuorvianti. Al riguardo può essere utile ricordare che questi concetti sono stati già applicati ai distretti rurali ed agroalimentari di qualità, riconosciuti in Calabria ai sensi della L.R. 21/2004. Ed i risultati sono stati fallimentari. Insistere sarebbe diabolico».

«Nonostante tutto ciò – ha detto ancora – molte iniziative di “distretto del cibo” che si stanno annunciando nella nostra regione, vedono come protagonisti le amministrazioni comunali, che candidano il proprio territorio a far parte dei distretti del cibo, o organizzazioni economico-sociali, anziché le imprese. Da quanto si sente in giro, c’è più di un indizio che tanti, compreso il D.G. del Dipartimento Agricoltura, abbiano finora travisato il senso dei “distretti del cibo”, con l’aggravante di averli caricati di procedimenti ed adempimenti burocratici inutili e costosi, senza che vi sia stato alcun impegno programmatorio e finanziario da parte delle Regione Calabria».

«Per quanto mi sarà possibile – ha concluso – impegnerò il centrodestra a garantire che, con i “distretti del cibo” non ci saranno manipolazioni che assecondino la creazione di “nuovi carrozzoni o nuove carrozzelle” inutili, da far vivere col paravento delle imprese agroalimentari». (rcz)