Tutela dell’identità: ecco cosa vogliono i giovani (lontani) per la loro Calabria

A Emilio Errigo (generale in aus. della Guardia di Finanza) ha scritto un giovane calabrese dopo aver letto la sua riflessione anticipata sul supplemento domenicale del 7 marzo. ecco il testo:

Buongiorno carissimo Comandante. Le scrivo e rispondo adesso in quanto ieri non ho fatto in tempo… Ho trovato molto interessante e avvincente l’articolo sui Calabresi con la “C” maiuscola che mi ha inviato e che Lei ha scritto per il quotidiano online Calabria.live dove pone l’accento sulle bellissime caratteristiche, la peculiarita’ e l’identita’ unica della gente di Calabria, immersa nella storia e nella tradizione millenaria. Il tema sul quale mi ha invitato a fornire uno spunto è sicuramente tra i più interessanti e complessi allo stesso tempo. Ci sarebbe da scrivere pagine su pagine, mi limito, pertanto, in questa sede ad esprimere solo qualche mia breve riflessione, con un particolare augurio per tutti quei Calabria che ci credono sempre e non “mollano” mai..

Direi innanzitutto che la Calabria ha urgentemente bisogno di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale che parta, in primis, da un’accurata valorizzazione delle risorse proprie e delle bellezze del proprio territorio nell’ottica di creare una maggiore attrattività per persone, merci e capitali. Ed in questo sicuramente ci vorrà il contributo di tutti: dalla politica alle istituzioni, alla Comunità europea, ai modelli di sviluppo regionale, attraverso un’accurata piano di programmazione di fondi e iniziative concrete, i quali possano incentivare l’attività imprenditoriale soprattutto per i tanti giovani e le future generazioni. E proprio questa è la speranza, che grazie ad una politica di aiuti concreti si possa evitare l’esito di tanti giovani e brillanti cervelli calabresi verso lidi migliori. Bisogna crederci di più, soprattutto per tutti quei giovani che spesso cercano la via, a volte più semplice, della fuga verso realtà economiche e sociali più sicure dove possono trovare potenziali sbocchi occupazionali ancora oggi, purtroppo, un po’ carenti nel nostro bellissimo territorio calabrese.

Attraverso nuovi processi di innovazione, digitalizzazione, recuperando quelle che sono le peculiari risorse ambientali e culturali, sicuramente si potrà pensare ad un miglioramento della qualità della vita in Calabria. Questi nuovi elementi serviranno a sostenere l’occupazione, come ad esempio il settore turistico, manifatturiero, agricolo, ed in particolare la giovane imprenditoria, i quali, tutti insieme, costituiscono gli elementi su cui si fonda oggi la profonda sfida di crescita su cui la Calabria può costruire la sua unica via per uno sviluppo sicuro e “sostenibile”.

Non dimentichiamo, infatti, che la terra di Calabria, ha un’identità territoriale molto forte, una bellezza paesaggistica senza eguali e bellezze artistiche ed architettoniche di inestimabile valore storico e culturale, ed in ultimo non dimentichiamo la mitezza del clima, l’autenticità e genuinità dei prodotti per i quali siamo invidiati in tutto il mondo. Pertanto invito soprattutto tutti quei giovani, i quali hanno avuto la fortuna di rimanere in Calabria, di puntare sulla crescita di questo magnifico territorio creando magari una propria attività imprenditoriale, approfittando anche dei fondi europei destinati all’imprenditorialità giovanile e continuando a proteggere questa magnifica terra anche nei confronti di tutti quelli che per tanto tanto tempo l’hanno screditata e non valorizzata nel modo adeguato. Inoltre, proprio in questo particolare momento storico, con un’emergenza epidemiologica ancora in atto sicuramente da non sottovalutare, come suol dirsi, e’ proprio il caso di stringerci noi tutti calabresi in un virtuale ma caloroso abbraccio e cercare, in primis proprio noi, di risollevare le sorti di questa magnifica regione… non abbandoniamola a se stessa onde evitare che qualcuno di autorevole, come è già accaduto, la possa definire “un vuoto a perdere”.. Questo e’ il mio piccolo e modesto pensiero. Buona giornata.
Fabio