Accordo tra Regione e Unioncamere Calabria per sostenere le imprese

Importante accordo quadro è stato fatto tra Unioncamere Calabria e la Regione Calabria, per favorire lo sviluppo del sistema economico regionale.

Infatti, nei giorni scorsi il presidente di Unioncamere Calabria, Antonino Tramontana, assieme a una delegazione delle Camere di commercio calabresi – Nuccio Caffo, commissario straordinario Camera di commercio di Vibo; Giuseppe Politano, Camera di commercio di Cosenza; Bruno Calvetta, segretario generale Camera di commercio di Catanzaro, ha incontrato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Rosario Varì, e il Dirigente Generale dello stesso Dipartimento, Fortunato Varone.

Nel corso della riunione sono state tracciate le linee di convergenza sui temi del sostegno alle imprese, per le quali intensificare la collaborazione interistituzionale e definire un programma di azioni da mettere in campo per sostenere e favorire lo sviluppo e la competitività del sistema economico regionale.

«Gli effetti della pandemia – ha sottolineato il Presidente Tramontana – sono stati dirompenti per l’economia italiana e nello specifico per quella calabrese, causando una drastica riduzione del Pil e registrando l’aumento sostanziale della percentuale di disoccupazione».

«Lo sforzo e l’impegno cui il sistema camerale calabrese è chiamato è quello di utilizzare le risorse del Pnrr – ha aggiunto – realizzando azioni concrete e strutturate a beneficio delle imprese e del territorio e per farlo è fondamentale intensificare il dialogo e la collaborazione tra le Istituzioni e con le forze sociali ed economiche, come sta già avvenendo in altre regioni, tramite Accordi quadro con le Unioni regionali delle Camere di commercio e prevedendo anche il finanziamento di programmi e progetti condivisi con le Regioni per promuovere lo sviluppo socioeconomico e sostenere l’occupazione».

«Il Governo regionale – ha evidenziato l’Assessore Varì – è al lavoro sia per supportare le imprese presenti sul territorio, anche per l’internalizzazione, sia per attrarre nuovi investimenti.  Come Regione, nell’ambito dell’attività di programmazione 2021-2027 – che ha lo sguardo rivolto all’Innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale e all’inclusione sociale, foriera di un’occupazione di qualità e di lungo periodo – stiamo ascoltando tutti gli attori del territorio, e quindi anche le Camere di Commercio e Unioncamere, che possono contribuire a indicarci quelle che son le esigenze del mondo imprenditoriale calabrese».

Per questi motivi gli intervenuti hanno convenuto momenti di raccordo più strutturati e stabili, per linee di intervento strategiche a vantaggio delle imprese, valorizzando le best practice dei diversi contesti territoriali con collaborazioni più integrate.  (rcz)

L’OPINIONE / Claudio Aloisio: Nel Reggino il maggior numero di imprese a rischio

di CLAUDIO ALOISIOL’ultima analisi dell’Osservatorio Rischio Imprese di Cerved offre uno spaccato inquietante che va ad aggiungersi ai tanti, troppi segnali che sottolineano la grande sofferenza che sta attraversando il tessuto imprenditoriale italiano, soprattutto al Sud.

Non bastassero gli ultimi dati della Corte dei Conti i quali ci dicono che tre milioni di contribuenti, pur dichiarando, non sono riusciti a pagare le tasse e che su dieci avvisi di irregolarità inviati dall’Agenzia delle Entrate ne viene saldato uno solo, adesso lo studio della Cerved rileva che tra il 2021 e il 2022 le società a rischio di default sono cresciute quasi del 2% raggiungendo le 99.000 unità (+11.000), con 11 miliardi di euro in più di debiti finanziari ora pari a 107 miliardi e che le società cosiddette vulnerabili nel triennio 2019-2022 sono passate dal 29,3% (181.000) al 32,6% (201.000). 

Imprese “fragili” che si trovano soprattutto al Sud, dove costituiscono addirittura il 60,1% del totale. E tra le province messe peggio, quelle che contano il maggior numero di aziende a rischio, indovinate un po’, c’è proprio Reggio Calabria.

In ballo oltre le centinaia di migliaia di imprenditori pericolosamente vicini al fallimento ci sono oltre 3 milioni di lavoratori, quasi 1 su 3, che rischiano di andare a casa.

Eppure la situazione è sotto gli occhi di tutti: non c’è liquidità, accedere al credito è divenuta un’impresa quasi impossibile, l’inflazione all’8% sta divorando i risparmi, i costi dell’energia e dei carburanti sono fuori controllo e di conseguenza tutti i prezzi aumentano a dismisura, il Pnrr stenta a fornire risposte adeguate alla crescita.

L’Esecutivo, però, in questo cataclisma abbondantemente annunciato invece di affrontare le innumerevoli criticità mettendo in campo provvedimenti decisi e sistemici, iniziando da un radicale intervento a livello tributario per sgravare le aziende da un fardello divenuto ormai insostenibile e dall’attuazione di misure atte a diminuire il costo del lavoro aumentando al contempo le retribuzioni per i dipendenti, continua a offrire pannicelli caldi che, di fatto, servono poco o nulla. 

Ci chiediamo quando inizierà a prevalere il buon senso, quando chi ci governa prenderà coscienza della reale situazione in cui versano tantissime piccole e micro imprese del Mezzogiorno, quando ci si renderà conto che la forbice tra il ricco nord e il sempre più povero Sud sta aumentando esponenzialmente. Proprio il contrario di quello che il Pnrr si proponeva nei principi ma, evidentemente, non nella sostanza. 

D’altra parte, abbiamo tutte le ragioni per non essere molto ottimisti dato che in questo drammatico contesto, invece di affrontare i reali problemi che stanno via, via, emergendo, il Governo sembra andare nella direzione opposta alla loro soluzione trovando il tempo per accelerare le procedure attuative dell’Autonomia Differenziata. Una vergogna assoluta che affosserà definitivamente le già tenui speranze di crescita del Meridione, il tutto nel silenzio complice e intollerabile dei nostri rappresentanti in Parlamento. (ca)

Il Pd Calabria: Reperire in fretta risorse per finanziare imprese calabresi che hanno subìto perdite col covid

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale si è detto favorevole a votare ad una modifica legislativa che renda possibile reperire ulteriori risorse economiche per la “Promozione dell’occupazione sostenibile e di qualità del Por Calabria  FESR-FSE 2014-2020”.

I consiglieri regionali del Pd Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti in una nota hanno ricordato di aver espresso preoccupazione per «l’esiguità delle risorse finanziare messe a disposizione  al momento dell’approvazione della programmazione di spesa che poi ha reso possibile l’emanazione dell’avviso pubblico per concedere finanziamenti alle imprese che hanno subito perdite di fatturato superiori al 10% nell’anno 2020 a causa dell’epidemia da Covid 19». 

«Così come previsto – hanno proseguito i consiglieri regionali dem – è avvenuto che su 1600 adesioni all’avviso, sono state finanziate soltanto 457 domande, tanto che la stessa vicepresidente della giunta regionale Giusi Princi, titolare delle deleghe al Lavoro e alla Formazione, ha dichiarato che, insieme al presidente Occhiuto, sta valutando la possibilità di incrementare la dote finanziaria per allargare la platea delle imprese aventi diritto al finanziamento». 

«Crediamo sia un atto  dovuto – ha detto il gruppo del Pd – per venire incontro a tutti gli imprenditori calabresi messi in ginocchio dalla crisi economica innescata dalla pandemia e che hanno diritto a ripartire. Un provvedimento che servirà anche a rilanciare l’economia calabrese nel suo complesso e sul quale dichiariamo già la disponibilità ad un voto favorevole in Consiglio regionale, augurandoci che la sua calendarizzazione avvenga in tempi rapidi».

«Davanti al grido d’aiuto lanciato da chi vive momenti di difficoltà non si può rimanere inerti – hanno concluso i consiglieri regionali –. Per questo oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza agli operatori interessati, vigileremo affinché il proposito dichiarato dal vicepresidente Princi trovi attuazione nell’avvio degli atti necessari». (rrc)

Con Confindustria Cosenza si è parlato di come cambierà l’impresa tra crisi e Pnrr

Un interessante incontro si è svolto nella sede di Confindustria Cosenza, dove si è discusso di politiche industriali e scenari nuovi, e di come cambierà l’impresa tra crisi e Pnrr, partendo dal libro Ripresa e resilienza? Opportunità e insidie delle nuove politiche industriali di Raffaele Brancati, organizzato nell’ambito dell’iniziativa Libri per lo sviluppo.

Nel corso della discussione, che ha visto la partecipazione di Rosario Branda, direttore di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, presidente di Confindustria Cosenza, Rosanna Nisticò, professoressa ordinaria di Economia Applicata all’Università della Calabria, Alfredo Fortunato, presidente della Sezione Terziario di Unindustria Calabria, e Gloria Tenuta, Cavaliere del Lavoro e membro del Consiglio Generale degli Industriali calabresi, ha voluto fare il punto sui temi, in continua evoluzione, che interessano il Pnrr e l’industria.

Hanno arricchito il dibattito gli interventi della direttrice di Intesa Sanpaolo Caterina Trentinella, del Consigliere di Confindustria Cosenza Demetrio Crucitti e del Presidente Sezione Energia e Ambiente di Unindustria Calabria Crescenzo Pellegrino.

Delle evoluzioni delle politiche pubbliche, degli scenari prospettati dal Pnrr e delle trasformazioni del sistema produttivo hanno parlato i relatori nel corso del dibattito, moderato dal direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda e presieduto dal numero uno degli Industriali Fortunato Amarelli secondo cui «se da un lato esistono rischi e insidie, dall’altro il Pnrr riserva anche grandi opportunità. Occorre rimboccarsi le maniche ed evitare disfattismi. L’Italia dovrà cercare di riorganizzare le proprie filiere produttive, favorire forme di delocalizzazione e l’implementazione di nuove catene del valore».

Di “piano poco conosciuto dalla pubblica opinione” in riferimento al Pnrr ha parlato la professoressa ordinaria di Economia Applicata all’Università della Calabria Rosanna Nisticò che si è soffermata anche sui benefici che potrebbero trarne le imprese se davvero questo strumento diventasse una leva per lo sviluppo. Sulle interconnessioni tra innovazione, ricerca e internazionalizzazione si è incentrato l’intervento del presidente della Sezione Terziario di Unindustria Calabria Alfredo Fortunato che ha richiamato la necessità di poter contare su un nuovo tessuto industriale a cui ha fatto riferimento anche il Cavaliere del Lavoro e membro del Consiglio Generale degli Industriali calabresi Gloria Tenuta che si è soffermata sulle tante criticità rilevate, tra cui il caro energia. “Pandemia e guerra, con tutte le drammatiche ripercussioni, tra cui l’inflazione, rendono sempre più incerta la situazione economica di famiglie e imprese. Occorre fare perno sulla capacità delle imprese di generare ricchezza collettiva e stimolare le attività di governo in favore di azioni tese a fronteggiare con efficacia le difficoltà del momento”.

A rappresentare il punto di vista della pubblica amministrazione il dirigente della Regione Calabria Francesco Venneri, che ha trattato il tema della programmazione comunitaria dei fondi e della necessità di avere un dialogo sempre attivo tra il partenariato socioeconomico regionale e Bruxelles per una puntuale e più veloce messa a terra delle progettualità.

«Se il Next Generation Italia – ha sostenuto l’economista Raffaele Brancati, presidente del centro studi Met ed allievo di Federico Caffè e Giorgio Fuà – non sarà in grado di costruire un sistema industriale e di servizi intorno ai programmi di spesa, non solo ridurrà i suoi effetti moltiplicativi, con una conseguente minore crescita economica, ma porterà a un vistoso aumento degli squilibri e delle diseguaglianze. La vera efficacia di politiche capaci di dialogare con la parte più consistente del tessuto produttivo nazionale si concretizza anche nello sviluppo delle aree marginali, nella crescita dell’economia meridionale e nella distribuzione di redditi da lavoro più dignitosi».

 

Partnership tra Unicredit e Unindustria Calabria contro il caro energia

Siglato un importante accordo tra Unindustria CalabriaUnicredit per sostenere le esigenze di nuova liquidità delle imprese della regione impattate dall’aumento dei prezzi delle forniture energetiche e dall’incremento dei costi delle materie prime.

la partnership prevede la predisposizione di nuove linee di finanziamenti dedicati, con importo minimo di 10.000 euro e durata 12 mesi comprensiva di pre-ammortamento fino a 6 mesi, a condizioni agevolate. 

L’intervento rientra nella più ampia strategia di UniCredit che ha portato allo stanziamento di un plafond di 3 miliardi di euro a favore delle Pmi italiane impattate dal “caro bollette” e per quelle che devono fronteggiare esigenze straordinarie legate all’attuale situazione dei mercati internazionali. 

«Abbiamo deciso di intervenire rapidamente mettendo a disposizione delle imprese della regione, in particolare le PMI, nuove linee di finanziamenti agevolati per limitare gli effetti negativi causati dai rincari energetici e delle materie prime che stanno pesando sul nostro sistema produttivo, mettendo in difficoltà numerose imprese – ha affermato Annalisa Areni, Responsabile per il Sud di UniCredit Italia –. La collaborazione con Unindustria Calabria si inserisce nel quadro delle misure eccezionali che UniCredit ha messo rapidamente a disposizione delle PMI del Paese, come il plafond da 3miliardi e attività di consulenza specifica».

«L’accordo siglato, ha affermato Aldo Ferrara, Presidente di Unindustria Calabria –, assicurerà un importante contributo per mitigare il contraccolpo economico causato dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Evidentemente, la misura non risolverà il problema in maniera strutturale: per questo, come ho già avuto modo di evidenziare anche in altre occasioni, occorrono interventi mirati e ben calibrati della politica. Tuttavia, in attesa di interventi strutturali, l’attivazione di queste linee di credito contribuirà ad assicurare ossigeno alle imprese, garantendo continuità aziendale in questa fase di incertezza». (rcz)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: La cattiva burocrazia un virus mortale per le imprese

di PIETRO MOLINARO – Le Imprese la conoscono bene per i costi insostenibili, i tempi lunghissimi, la scarsa imparzialità e spesso corruzione, un mix che genera ritardi nello sviluppo ed il rifiuto di investitori stranieri a trasferirsi.

La conferma arriva dai dati Ambrosetti e Deloitte, siamo l’ultima Regione d’Europa; certificano anche lo svantaggio competitivo pur in presenza di enormi risorse pubbliche Nazionali e Comunitarie. La Calabria, purtroppo è anche agli ultimi posti in Italia per imprese condotte da giovani imprenditori e all’ultimo posto per startup innovative.

Non è più rinviabile l’individuazione, tramite concorsi, delle Competenze necessarie negli uffici Regionali, l’attuazione della Digitalizzazione tra P.A. e Imprese con l’obiettivo di far dialogare le banche dati pubbliche. Le nuove competenze, vengono spesso soffocate dall’attuale burocrazia. Serve coraggio per utilizzare il criterio del merito. Non è più sostenibile ed eticamente inaccettabile per i tanti giovani laureati e professionisti specializzati che si continuano a firmare contratti nazionali e decentrati che prevedono istituti, premiati con enormi risorse disponibili, su indicatori dei risultati nel ciclo valutativo della performance che non incidano sulle criticità e deficit che caratterizzano la burocrazia regionale.

Pnrr, Por, Psr, Programmi Nazionali, ecc. non si possono affidare alla stragrande maggioranza delle attuali figure apicali che nella migliore delle ipotesi guardano alla spesa solo con il pallottoliere. (pm)

Entra nella fase operativa il protocollo d’intesa tra Confapi Calabria e Arma dei Carabinieri per tutelare imprese a rischio infiltrazioni mafiose

È entrato nel vivo il protocollo d’intesa siglato tra Confapi CalabriaArma dei Carabinieri, con l’obiettivo di tutelare le imprese dal rischio di infiltrazioni mafiose e per promuovere la cultura della legalità e l’imprenditorialità sana dell’economia italiana.

Sulla scia dell’ultimo incontro con l’Arma dei Carabinieri, lo scorso 17 dicembre 2021, alla presenza del Generale Pietro Francesco Salsano, Francesco Napoli, responsabile nazionale del protocollo e presidente regionale di Confapi Calabria, ha mantenuto la promessa di non lasciare l’accordo siglato in un cassetto ma di renderlo concreto, attraverso azioni formative e informative per le imprese che si terranno presso le sedi di Confapi in tutta Italia secondo un programma condiviso con il responsabile regionale dell’Arma dei Carabinieri, Col. Roberto Di Costanzo e il Comando Generale.

Al primo incontro dal titolo Rischio di infiltrazioni mafiose nelle aziende, che si terrà presso la sede regionale di Confapi Calabria, prenderanno parte: il Procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini, il Prefetto della città bruzia, S.E. Vittoria Ciaramella e il Comandante operativo Rc, Ten. Col. Massimiliano Galasso

Il dibattito verterà in particolare su Amministrazione e controllo giudiziario delle aziende: presupposti applicativi.

Il prossimo appuntamento formativo e informativo si terrà nel mese di giugno. (rcz)

L’assessore Varì: Con Riapri Calabria Ter stanziati 18 mln per imprese e professionisti

Il prossimo 4 aprile sarà operativa Riapri Calabria Ter, iniziativa del Dipartimento allo Sviluppo Economico che prevede lo stanziamento di 18 milioni di euro, a fondo perduto, per sostenere le imprese e i professionisti colpiti dalle conseguenze del covid.

Lo ha reso noto l’assessore allo Sviluppo Economico, Rosario Varì, spiegando che si tratta di «uno strumento immediato per consentire a queste categorie di affrontare l’onda d’urto della pandemia alla quale, purtroppo, si aggiungono anche gli effetti della guerra in Ucraina».

La misura si sostanzia nella concessione di un contributo a fondo perduto, da 2mila a 6mila euro, su una dotazione finanziaria di circa 18 milioni di euro. L’assessore è infatti convinto che «la ripresa economica deve essere supportata con ogni azione possibile, a maggior ragione nel difficile momento che stiamo vivendo, durante il quale il conflitto in Ucraina e le conseguenze economiche che ne stanno derivando hanno notevolmente rallentato il processo di ripresa». Le ripercussioni della pandemia sull’economia locale sono ancora pesantissime: «L’emergenza sanitaria è tutt’altro che conclusa – rimarca Rosario Varì -, e gli effetti sulla base produttiva in Calabria continuano ad essere significativi sia sul piano delle aspettative di crescita che su quello della tenuta economico-patrimoniale delle aziende».

«Abbiamo a disposizione – ha spiegato ancora – una dotazione finanziaria di circa 18 milioni di euro che come Regione Calabria intendiamo orientare verso quelle categorie economiche che, per effetto del Covid, hanno subito per l’anno 2021 un calo del fatturato pari o superiore al 25% rispetto a quello del 2019. Per venire incontro in maniera concreta ai fabbisogni delle imprese e dei professionisti, la Regione erogherà contributi a fondo perduto, da 2mila a 6mila euro, facilmente accessibili anche dai beneficiari delle precedenti edizioni».

In questa edizione del “Riapri Calabria”, infatti, è stata ulteriormente semplificata la procedura di accesso: in una prima fase (dal 4 al 7 aprile) si potrà procedere alla registrazione ed al caricamento delle domande sulla piattaforma. Il “click day” è invece fissato per l’8 aprile, quando si potrà effettuare l’invio delle domande, che saranno valutate fino ad esaurimento delle risorse disponibili e l’erogazione del contributo avverrà in un’unica soluzione, successivamente all’ammissione a finanziamento.

L’avviso pubblico, ad oggi in pre informazione, è disponibile al link https://www.fincalabra.it/web/index.php/aiuti-alle-imprese/bandi?msclkid=dae578b3aac911ecbff1641b459b27c0. Le domande potranno essere inviate esclusivamente in modalità telematica, attraverso lo sportello del soggetto gestore Fincalabra SpA accessibile all’indirizzo www.bandifincalabra.it(rcz)

COSENZA – Si presenta accordo tra Confindustria e Intesa S. Paolo per sostegno a imprese

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 17, nella sede di Via Tocci, la presentazione, con Unindustria Calabria, dell’accordo di collaborazione sottoscritto a livello nazionale da Confindustria e Intesa Sanpaolo, per sostenere le imprese verso la competitività, l’innovazione e la sostenibilità.

Dopo l’introduzione dei Presidenti di Confindustria Cosenza Fortunato Amarelli e di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, presenterà le priorità e gli elementi chiave dell’Accordo la Responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo Anna Roscio. Il punto di vista delle imprese sarà offerto dal Vicepresidente di Confindustria per l’Economia del Mare Natale Mazzuca e dal presidente di Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante. Ne discuteranno il Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo Stefano Barrese ed il Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Emanuele Orsini. (rcs)

Lotta al malaffare, De Caprio (FI): Necessario tracciare strada per preservare imprenditoria sana

Mancanza di liquidità delle imprese, il welfare alternativo da parte della ‘Ndrangheta, sburocratizzazione, fiducia nelle aziende, accesso al credito, semplificazione per le imprese. È stato su queste tematiche che si è incentrata la seduta della Commissione anti ‘ndrangheta, dove sono stati auditi i referenti regionali delle associazioni di categoria sul fenomeno criminale in Calabria.

Presenti l’ingegner, Domenico Vecchio, di Unindustria, il dott. Politano di Confcommercio, il dott. Laganà di Cna, il dott. Catalano di Casartigiani, il dott. Politi di Confagricoltura e il dott. Aceto di Coldiretti. 

Il presidente dell’assise, Antonio De Caprio, ha voluto evidenziare come sia necessario «tracciare la strada non trovare la strada per preservare l’imprenditoria sana, quella che lotta, con coraggio, ogni giorno. Per contrastare il malaffare, bisogna sostenere chi opera per la crescita e lo sviluppo della Calabria».

«La seduta che ho avuto l’onore di presiedere – ha affermato De Caprio – è stata l’esempio del pragmatismo che si deve instaurare tra istituzioni e mondo imprenditoriale».

«L’obiettivo – ha continuato il presidente dell’antimafia regionale – è quello di valorizzare le eccellenze calabresi, lottando contro le contraffazioni, e creare le condizioni per stipulare un patto istituzionale, teso a sostenere azioni concrete che riguardino la politica e il tessuto socio economico calabrese».

«La Calabria onesta che lavora e produce – ha concluso Antonio De Caprio – merita tutto l’appoggio e il sostegno delle istituzioni». (rrc)