Vertice tra l’assessore Catalfamo e responsabile Mims per investimenti su infrastrutture

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, e il dirigente del settore Infrastrutture di trasporto, Giuseppe Liritano, hanno incontrato a Roma il responsabile struttura tecnica del ministero per le Infrastrutture e la Mobilità sostenibili, Giuseppe Catalano, per discutere dei futuri investimenti infrastrutturali in Calabria.

Particolare attenzione è stata riservata ai contenuti del Pnrr, anche in vista dell’intesa che a breve dovrà passare dalla Conferenza Stato-Regioni.

«Durante la riunione – informa una nota dell’assessorato – i principali temi di confronto hanno riguardato l’alta velocità ferroviaria, con l’imprescindibile obiettivo di garantire la massima riduzione dei tempi di percorrenza sul percorso Roma-Reggio Calabria, e gli interventi previsti per la messa in sicurezza dei porti calabresi. Particolare attenzione è stata posta anche sul tema dell’introduzione della nuova tecnologia di propulsione ad idrogeno. La Regione Calabria avvierà una collaborazione con il Mims per l’utilizzo di parte dei fondi del Pnrr, nello specifico delle linee gestite da Rete ferroviaria italiana e da Ferrovie della Calabria».

«È stato condiviso il percorso più celere – è scritto nella nota – per giungere alla sottoscrizione del nuovo contratto di programma tra Mims e Anas, per i collegamenti tra Calabria e Sicilia, rispetto ai quali sono state preannunciate importanti novità mirate a ottimizzare, nel breve periodo, le modalità di attraversamento dello Stretto».

L’assessore Catalfamo ha specificato che, al termine «dell’articolato e proficuo incontro, si è condivisa l’opportunità di organizzare, fin dalle prossime settimane, incontri tematici di approfondimento tecnico su ciascuno dei temi oggetto del confronto, alla presenza dei soggetti istituzionalmente competenti per materia. L’interlocuzione con il Mims sarà continua e attiva. Seguiremo da vicino le numerose azioni sul tema delle infrastrutture che il Governo in questo periodo dovrà portare celermente avanti».

«Ci impegneremo – ha concluso Catalfamo – per superare le criticità derivanti dalla mancata attenzione che alcune Regioni, come la Calabria, hanno subito per decenni». (rrm)

Il viceministro Morelli in Calabria per vertice su infrastrutture calabresi e rilancio del territorio

Nella giornata di domani, giovedì 15 aprile – e venerdì 16 – arriva in Calabria il viceministro alle Infrastrutture, Alessandro Morelli, per incontrare territori, cittadini e istituzioni ed affrontare alcuni tra i problemi più strategici per lo sviluppo della regione.

Il primo appuntamento si svolgerà giovedì 15, alle ore 19 circa, presso l’aeroporto di Reggio Calabria. Seguirà, nella giornata di venerdì 16, un primo incontro alla Camera di Commercio con il presidente Antonino Tramontana.

Alle 10.30 è prevista poi la visita nel porto di Gioia Tauro per parlare delle ipotesi di interventi infrastrutturali di interesse del Porto. Ad accompagnarlo, ci sarà il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli.

Alle ore 12 prosegue la visita in direzione Locri, per incontrare i sindaci dell’area Jonica sul tema dello sviluppo della S.S. 106 Jonica.

Sempre nella stessa giornata, dopo il passaggio presso la Cittadella della Regione Calabria con i vertici istituzionali dell’ente, alle 17.00 il viceministro Morelli parteciperà ad un incontro, presso l’aeroporto di Lamezia Terme, su sviluppo e ammodernamento dell’aerostazione.

I consiglieri di maggioranza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, non hanno accolto con favore la notizia che il viceministro, accompagnato dal presidente f.f. Nino Spirlì e dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, sarà a Locri nella giornata di venerdì, e non a Reggio.

«Dispiace constatare  – si legge in una nota – che, anche questa volta, come già avvenuto in occasione del tour calabrese del Commissario anticovid Figliuolo, anche lui accompagnato in pompa magna dal facente funzione Spirlì, la Città Metropolitana non sia stata in alcun modo coinvolta in questa visita e che la notizia sia stata addirittura appresa da un inoltro di messaggi su whatsapp».

«Non vorremmo si tratti della solita passerella – continua la nota – magari in vista dell’imminente campagna elettorale per le regionali calabresi, sarebbe davvero grave se anche il viceministro Morelli confondesse l’attività istituzionale, su un tema tanto delicato come quello della SS106, ed in un momento così difficile per la Calabria, alle prese con centinaia di contagi ogni giorno, per mere logiche elettoralistiche a trazione leghista”.

«Sono passate – continua la nota – solo poche settimane dalla visita del Generale Figliuolo, anche in quella occasione, nessun coinvolgimento per i rappresentanti della Città Metropolitana, addirittura bypassata la città capoluogo, a differenza degli altri capoluoghi calabresi, barattata in cambio di una puntatina a Taurianova, paese di provenienza di Spirlì, dove il sindaco, guardacaso, è vicecoordinatore regionale e componente della segreteria nazionale della Lega».

«Stando a queste premesse – hanno continuato – non vorremmo che la visita di Morelli a Locri fosse soltanto il bis di tristi scene già viste. Peraltro in un momento in cui la Città Metropolitana affronta il tema della ripresa postpandemica con grande spirito unitario, con la cabina di regia sul Recovery, approvata all’unanimità, che accoglierà tutti i rappresentanti dell’Ente, senza distinzione tra maggioranza e minoranza. Un fatto, che stride in maniera inequivocabile con il cerimoniale politicizzato della visita di Morelli».

«Se questi – hanno concluso – sono i metodi con i quali i rappresentanti della Lega intendono assolvere i loro compiti istituzionali di Governo, visti anche i precedenti e le cattive abitudini del loro capo e già ministro dell’Interno Matteo Salvini, sarebbe bene ricordare a tutti loro che la Calabria non è terra di conquista. E che i calabresi di passerelle elettorali ne hanno ormai le tasche piene». (rrm)

Approvato lo schema di convenzione per la sicurezza stradale

È stato approvato dalla Regione Calabria lo schema di convenzione con cui verrà dato ulteriore rilancio alle attività di gestione del Centro regionale degli incidenti stradali della Calabria (Crisc).

Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, sottolineando che «è fondamentale che il sistema informativo del Centro regionale degli Incidenti Stradali della Calabria, anche in coerenza con l’obiettivo europeo a lungo termine “incidentalità-zero”, possa costituire un efficace supporto alle decisioni agli amministratori locali proprietari delle strade nella individuazione delle priorità per gli interventi di messa in sicurezza delle infrastrutture e per la pianificazione della mobilità sostenibile».

L’assessore Catalfamo ritiene anche «doveroso ringraziare tutte le forze dell’ordine che assicurano un controllo capillare del territorio e la conseguente possibilità del rilievo dei dati sull’incidentalità».

«L’apprezzamento a livello nazionale del lavoro svolto nell’ultimo anno – ha concluso l’assessore – ha indotto il Sole 24 Ore a dedicare al progetto lo scorso settembre una pagina della “Guida delle Regioni”, dal titolo La tecnologia a servizio della sicurezza stradale».

«La sicurezza delle infrastrutture – si legge in una nota del Dipartimento Infrastrutture – che deve costituire il criterio guida di tutti gli enti proprietari delle strade è l’obiettivo prioritario dell’azione di coordinamento istituzionale che la Regione Calabria sostiene e promuove attraverso il Crisc. Il Centro regionale fa parte della rete nazionale dei Centri presso il Mit. È coordinato dalla Regione e, avvalendosi del contributo delle amministrazioni provinciali e della Città metropolitana di Reggio Calabria, è deputato allo sviluppo di analisi e valutazione finalizzate a supportare l’azione di governo per il miglioramento della sicurezza stradale».

«L’istituzione del primo centro di monitoraggio da parte della provincia di Crotone – prosegue la nota – ha condotto alla sottoscrizione di una prima convenzione, oggi scaduta, e alla costituzione del Centro con delibera di Giunta regionale nel 2015. Anche la Provincia di Reggio Calabria, oggi Città metropolitana, all’atto dell’istituzione aveva immediatamente condiviso l’iniziativa e preso parte alle attività connesse, mettendo a disposizione le proprie competenze e la strumentazione per i rilievi informatizzati e georeferenziati delle infrastrutture stradali».

«A distanza di cinque anni dall’avvio – continua la nota – risultava necessario fornire nuovo impulso definendo i ruoli di tutti gli attori coinvolti nella gestione del Crisc, dando completa attuazione al progetto ministeriale anche a supporto delle interazioni istituzionali tra la Regione e gli Enti proprietari delle strade, in primo luogo province e Città metropolitana».

«L’obiettivo principale – ha spiegato il dipartimento – rimane quello di proporre attività finalizzate alla riduzione del fenomeno dell’incidentalità stradale regionale, in un quadro di efficace collaborazione interistituzionale che rafforza le competenze ordinarie degli enti che vi collaborano per interesse comune».

«Per il perseguimento di questi scopi – viene specificato – risulta necessario rafforzare l’azione di raccordo, supporto tecnico e diffusione delle migliori pratiche che operano nel settore della sicurezza stradale, valorizzando il lavoro e le competenze presenti nel settore di riferimento. Nell’anno 2020 sono stati elaborati e georeferiti tutti i dati relativi agli incidenti stradali avvenuti in Calabria nell’anno 2019, come risulta dalle tabelle pubblicate online. Il lavoro svolto ha assicurato un ottimo risultato consentendo di individuare le situazioni di massimo rischio e i fattori che li determinano. Per il 2020 la Regione Calabria è risultata in vetta della classifica nazionale delle regioni italiane dimostrando l’alta efficienza e professionalità del personale addetto». (rcz)

Presentati i bandi “Agrumicoltura” e Infrastrutture”

Sono stati presentati, in Cittadella regionale, dal presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, dall’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, i due nuovi avvisi AgrumicolturaInvestimenti in Infrastrutture, previsti dal Programma di sviluppo rurale 2014/2020.

«Sostengo da sempre – ha commentato il presidente f.f. Spirlì – che l’assessore Gallo stia facendo un lavoro enorme. Quello che lui riesce a fare in questo settore è veramente qualcosa di oltre. Riesce ad individuare fondi e aiuti, assieme ai suoi buoni uffici e agli ottimi dirigenti. Credo che l’agricoltura calabrese si debba costantemente ringiovanire».

«Ciò significa – ha aggiunto – che anche un antico progetto possa ritrovare costantemente linfa vitale e non rimanere legato a strutture del passato, che piano piano porterebbero al soffocamento. Questa di oggi – evidenzia il presidente – è una delle prove provate che la Calabria è al passo con tutte le altre Regioni, non solo d’Italia, ma anche d’Europa. A noi serve moltissimo far vedere quanto la Calabria sappia scegliere finalmente le giuste politiche. E l’agricoltura, che è costola di questa nostra economia, va costantemente rinvigorita e rinforzata».

«Il bando dedicato al settore agrumicolo – ha dichiarato l’assessore regionale Gianluca Gallo – è molto importante. Rappresenta una risposta che diamo al settore agricolo, attraverso una proposta di riconversione varietale. Uno dei motivi di crisi è stato un eccesso di produzione in alcuni mesi specifici. Adesso noi proponiamo agli agricoltori di riconvertire le loro coltivazioni attraverso dei prodotti che hanno una maturazione nei mesi più avanzati. Con questo intervento vogliamo dare anche una risposta in termini cospicui. Si tratta di 1 milione messo a bando, ma con le somme rinvenienti dalla programmazione europea implementeremo la dotazione della misura». «Oggi presentiamo – aggiunge Gallo – anche altri due bandi per infrastrutture rurali, uno destinato ai Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, l’altro per quelli al di sopra dei 5mila abitanti. Sono due bandi diversi che fanno sì che gli agricoltori possano investire su strade interpoderali, prodotti rurali ed elettrificazione rurale».

«La presentazione di questi bandi – ha spiegato il direttore generale Giovinazzo – vuole essere un’apertura verso quella semplificazione che ci viene richiesta dall’utenza. È la prima volta che in Calabria si fa un bando tematico sugli agrumi e, soprattutto, è la prima volta che la Regione tenta di dare delle indicazioni su aspetti anche qualitativi. Questo è un qualcosa di importante perché il prosieguo sarà orientato a bandi tematici che rispondono a specifiche esigenze dell’utenza stessa».

L’obiettivo del bando è di migliorare la redditività e la sostenibilità delle produzioni. La dotazione finanziaria del bando è di 1 milione di euro. Il provvedimento sostiene gli investimenti nelle aziende agricole e promuove, in particolare, gli interventi di riconversione varietale ed i nuovi impianti arborei nel settore agrumicolo, incluso l’ammodernamento dei sistemi irrigui.

Due gli interventi previsti: azione A, dedicata alla riconversione varietale delle superfici agrumicole, compresi i nuovi impianti su terreni già occupati da agrumeti che sono stati estirpati negli ultimi dieci anni; Azione B, relativa ai nuovi impianti di agrumi su superfici agricole diverse da quelle potenzialmente interessate dall’azione A.

La localizzazione degli investimenti è rivolta a superfici coltivate ad agrumi nelle aree vocate all’agrumicoltura del territorio calabrese, per come identificate nella Carta dei suoli della Calabria. È possibile presentare domanda di sostegno per una sola delle due azioni.

L’obiettivo dei due bandi, uno dedicato ai Comuni sotto i 5mila abitanti, l’altro a quelli sopra i 5mila, riguarda il miglioramento e l’adeguamento delle infrastrutture di base a servizio delle aziende agricole e silvicole. La dotazione assegnata è di euro 4 milioni di euro, 2 milioni per ciascun bando.

Il provvedimento si prefigge, inoltre, di contribuire a sviluppare una gestione economica sostenibile delle foreste. Sono previsti investimenti di viabilità relativi a strade di libero accesso aperte al pubblico ed al servizio di una moltitudine di utenti; investimenti di elettrificazione che risultino posizionati all’esterno dell’azienda agricola-forestale, che siano collegati all’uso agricolo e forestale e che siano a servizio di una moltitudine di aziende agricole-forestali. (rcz)

EUROPEA LA NUOVA BEFFA PER LA CALABRIA
DAL RECOVERY PLAN APPENA 0,5 MILIARDI…

di FABIO PUGLIESE – Il Piano Nazionale di ripresa e resilienza “#Next Generation Italia” approvato martedì in Consiglio dei Ministri, in materia di infrastrutture rappresenta nei fatti  la più grande colossale sconfitta nella storia della Calabria.

Oltre 220 miliardi di euro di investimenti e di questi al settore Infrastrutture ne saranno destinati 27,7. Un investimento unico nella storia d’Italia che però in Calabria non prevede praticamente nulla. Nella nostra regione, infatti, l’unico intervento previsto è il nuovo collegamento ferroviario ad alta velocità/alta capacità Salerno-Reggio Calabria per un importo di meno di un miliardo di euro complessivo.

Alla Calabria viene quindi destinato un finanziamento che nei fatti non supererà i 500 milioni di euro e che viene peraltro concentrato sulla costa tirrenica. L’importo restante, oltre 27 miliardi di euro, sarà investito nelle altre regioni italiane che, per inciso, godono di una rete infrastrutturale migliore di quella calabrese.

Tutte le forze politiche, nessuna esclusa, avevano sostenuto la necessità di finanziare il Ponte sullo Stretto ritenendola l’opera addirittura una “priorità infrastrutturale per la Calabria”. Nella realtà sarebbe stato molto meglio fare un’analisi costi-benefici per capire se la priorità infrastrutturale per la nostra regione era davvero quella di dover investire 4 miliardi di euro per la realizzazione di 3,5 chilometri di ponte oppure se, invece, sarebbe stato più conveniente investire quell’importo per realizzare oltre 200 chilometri di nuova strada Statale 106 su un tracciato ex novo in collina che avrebbe potuto rilanciare l’intera costa jonica calabrese evitando vittime, feriti e, soprattutto, spopolamento (in particolare giovanile).

Tuttavia, la novità è che nel Piano non c’è neanche il Ponte sullo Stretto ed anche questo è un fatto. Purtroppo è tutto nero su bianco.

Già prima della pandemia sia l’Istat che il rapporto Svimez evidenziavano le criticità legate all’area jonica calabrese. La crisi economica, la crescente disoccupazione, la diminuzione delle nascite, lo spopolamento caratterizzato sempre più da giovani (peraltro laureati), secondo gli studiosi avrebbero determinato a breve un ulteriore arretramento dello sviluppo e del progresso economico. Già prima della pandemia, secondo il rapporto Svimez, nel 2050 sulla costa jonica calabrese avremmo perso circa 150 comunità: significa che oltre 150 comuni sarebbero diventati “paesi fantasma” esattamente come oggi è Roghudi Vecchio.

Oggi e, soprattutto, tra qualche manciata di mesi dopo la pandemia, è davvero difficile pensare che questa prospettiva possa migliorare ma, anzi, peggiorerà per la crescente crisi economica ed in considerazione delle scelte assunte dal Governo che nei fatti ha deciso di non investire nulla nell’infrastrutturazione della Calabria.

Il Governo è fatto di uomini ed oggi, in maggioranza, costituito da populisti che avrebbero dovuto cambiare il mondo dopo 50 anni di malapolitica fatta – dicevano – di ruberie, corruzione e disonestà. Costoro oggi siedono in parlamento per merito delle loro denunce che nei cittadini hanno trovato larga condivisione. Però oggi c’è da chiedersi: qual è stata nei fatti  la loro visione? Quali sono state le loro scelte? Quali soluzioni hanno messo in campo per risolvere i nostri problemi?

Oggi il richiamo di Joe Biden agli americani “sognate con ambizione” stride fortemente con la desertificazione culturale espressa da un Governo cieco e, soprattutto, da una classe politica e parlamentare calabrese che non è stata capace di mettere al centro un’idea, una proposta ed una visione diversa che potesse far comprendere le potenzialità di una regione e di un’area in particolare, quella jonica, che poteva diventare strategica per l’intero Mezzogiorno e per l’Italia. Quindi anche per l’Europa.

Quello che non c’è scritto nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza “#Next Generation Italia” non è colpa solo del Governo ma è colpa, soprattutto, di quei parlamentari e delle forze politiche calabresi che dovevano accendere una luce e hanno deciso di non farlo!

Essi avrebbero dovuto far comprendere al Governo che era necessaria lungimiranza e coraggio per costruire un futuro al Sud, in Calabria, sulla costa jonica calabrese. Avrebbero dovuto proporre investimenti utili e far comprendere che questi avrebbero generato lavoro, occasioni di produzione, fonti di maggiore reddito, ma soprattutto lo strumento attraverso il quale i cittadini di questo territorio avrebbero potuto contribuire al progresso morale e materiale della società.

Oggi, purtroppo, è già troppo tardi perché è tutto scritto ed approvato. Abbiamo perso una grande occasione, forse l’ultima. Cosa resta? Solo un grande bisogno di speranza per andare avanti… (pf)

A novembre il collaudo del Ponte sull’Àllaro a Caulonia

Il Ponte sul fiume Àllaro a Caulonia non sarà più un’opera di ricostruzione incompiuta. A novembre, infatti, sarà avviato il collaudo della nuova infrastruttura, che consentirà l’attraversamento  di autoveicoli leggeri e pesanti che da oltre un lustro sono costretti a percorsi alternativi poco veloci.

Lo rende noto Massimo Simonini, amministratore delegato e direttore generale dell’Anas, rispondendo al pressing della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che, per risolvere la disagiata vicenda, aveva chiesto nero su bianco all’Anas di risolvere una questione «che mi sta molto a cuore e che rischia di diventare insostenibile».

«L’intervento sul Ponte del fiume Àllaro – ha spiegato Simonini – è in fase di completamento e, nonostante gli ultimi ritardi conseguenza della pandemia, la messa in esercizio della nuova opera, e il ripristino della normale circolazione, sono previsti entro il prossimo mese di novembre, non appena concluse le dovute operazioni di collaudo».

Soddisfatta la Santelli, che ha ringraziato l’ad di Anas «per la risposta e per le garanzie che finalmente arrivano per un ponte crollato da troppo tempo».

«Continueremo ad essere vigili e attivi – ha concluso la presidente Santelli – a favore degli abitanti della Locride per troppi anni abbandonati e lasciati da soli nella soluzione di problemi materiali che devono essere affrontati in pochi mesi e non in lunghi anni». (rrm)

 

Sofo e Molinaro (Lega): il Sud aspetta un piano per le infrastrutture

L’eurodeputato della Lega, Vincenzo Sofo e il consigliere regionale della LegaPietro Molinaro, hanno commentato il dialogo, via twitter, tra i ministri ai Trasporti, Paola De Micheli, e per il Sud, Giuseppe Provenzano, per quanto riguarda lo Stretto di Messina: «anziché esibirsi in questi teatrini, facciano qualcosa di concreto, strutturando un serio piano infrastrutturale che comprenda finalmente le regioni del Sud» ha dichiarato l’eurodeputato Soffo.

«Mentre i ministri battibeccano giocando a chi la spara più grossa – ha proseguito Sofo – la stessa maggioranza di cui entrambi fanno parte disperde i fondi del Recovery Fund in una miriade di minuscoli progetti che di fatto non si rivelano utili. E a farne le spese, sempre preso in giro, è il Sud d’Italia. Quanto ancora si continuerà ad abusare della pazienza dei cittadini meridionali?».

Infatti, per l’eurodeputato della Lega, i ministri dovrebbero fare qualcosa di concreto per il Sud, «strutturando un serio piano infrastrutturale che comprenda finalmente le regioni del Sud. Un solo piano, al posto dei mille piccoli progetti, che dia un senso al Recovery Fund. Incentivando, per esempio, anche le compagnie low cost perché non taglino le rotte aeree, ma anzi le intensifichino».

«Sul tema del crescente isolamento del Sud Italia – ha concluso l’eurodeputato Sofo – pesa già infatti un’ennesima ulteriore minaccia: la paventata chiusura di alcune tratte aeree annunciate dal Ceo di Ryanair Wilson per il mercato italiano. Un appello per il premier Giuseppe Conte: che non siano anche in questo caso gli scali del Sud a essere sacrificati».

A rafforzare l’attenzione per il Sud e la Calabria il Consigliere Regionale della Lega Pietro Molinaro, che ha aggiunto che «questa realtà territoriale, rappresenta la locomotiva per la crescita del cibo Made in Italy e su questo si possono  innestare progetti spendibili e concreti senza voli pindarici». (rrm)

L’assessore Catalfamo annuncia che il Frecciargento da e per Sibari rimarrà attivo

La Regione Calabria, in previsione della scadenza del relativo contratto sottoscritto con Trenitalia, ha ritenuto opportuno prorogare il servizio interregionale del Frecciargento Napoli-Sibari a/r attraverso apposite interlocuzioni tra le parti e predisposizione di una bozza di addendum al medesimo contratto.

Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, annunciando che «vista l’importanza che riveste il suddetto collegamento ad alta velocità, confermata dal positivo riscontro in termini di qualità del servizio e del livello di domanda, sono in corso di valutazione la conferma e/o il possibile potenziamento del servizio medesimo».

«La Regione Calabria – ha spiegato l’assessore Catalfamo – contribuisce infatti alla sostenibilità economica dei due collegamenti giornalieri considerandoli essenziali per la mobilità da e per l’area jonica, anche perché è stato registrato un positivo riscontro in termini di qualità del servizio e dei passeggeri trasportati. Il collegamento non rientra fra i servizi ferroviari regionali previsti dal Contratto di Servizio fra Trenitalia e Regione Calabria, né tantomeno in quello con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti eserciti con InterCity».

«Ampliando il network di Trenitalia verso il Sud – ha aggiunto – il Frecciargento da e per Sibari unisce con un ulteriore treno la Calabria a Roma e Napoli Afragola, oltre che ad altre città del Centro e Nord Italia. Si tratta di un’ulteriore conferma dell’impegno per migliorare i collegamenti da e per la Calabria, sottolineata anche dalle altre Frecce che in questa estate stanno collegando le principali località calabresi con le altre regioni italiane.L’obiettivo è soddisfare, con elevati standard, la domanda di mobilità del bacino calabrese da e per Roma e il Nord Italia».

«Alla luce di quanto sopra esposto – ha concluso la Catalfamo – appare evidente l’attenzione che la Regione rivolge a tale tipologia di servizi mirando a garantirne l’erogazione in continuità. Affinché vengano divulgate all’utenza solo informazioni corrette e fondate si invita a contattare gli Uffici preposti per eventuali ulteriori approfondimenti e/o acquisire relative informazioni». (rrm)

 

Infrastrutture: discusso a Roma dell’assenza di interventi nella ferrovia Jonica

Importante incontro ieri a Roma, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tra il Vice Ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancellieri e l’Assessore regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo. L’Assessore Catalfamo, per come ampiamente condiviso con il Presidente della Giunta regionale Jole Santelli, ha rappresentato tutte le numerose ataviche criticità del sistema infrastrutturale calabrese, evidenziando che gli interventi necessari, anche i più urgenti, non risultano inclusi tra le infrastrutture da finanziare con priorità nell’ambito del programma di rilancio che il Governo sta predisponendo, prevedendo anche l’utilizzo delle risorse recentemente stanziate dall’Unione Europea.

La riunione ha riguardato principalmente la realizzazione delle infrastrutture stradali ed in particolare si è discusso della necessità di rafforzare i collegamenti infrastrutturali della Calabria con le grandi reti nazionali ed europee e di dare indirizzo ad Anas per procedere prioritariamente su sei grandi interventi:

1. Progettazione definitiva e realizzazione della strada a quattro corsie di collegamento Sibari-Rossano;

2. Progettazione definitiva della strada di collegamento a quattro corsie Catanzaro – Crotone;

3. Studio di fattibilità e valutazione di proposte progettuali relativamente all’adeguamento e messa in sicurezza della strada Rossano-Crotone;

4. Progettazione definitiva del tratto Cosenza – Altilia dell’Autostrada A2, in considerazione del fatto che è l’unico tratto della rete TEN-T a non essere adeguata;

5 Progettazione del completamento della Strada Trasversale delle Serre;6. Verifica e adeguamento alle nuove normative e ai nuovi dati di traffico dei progetti dei Megalotti di collegamento Catanzaro Lido – Reggio Calabria con eventuale individuazione di soluzioni più sostenibili dal punto di vista tecnico, economico e ambientale.

In merito a tale richiesta è emersa in tutta la sua gravità la totale assenza di interventi sull’intera area della fascia ionica centro meridionale, su cui in atto non risulta alcuna programmazione. Durante l’incontro, si è parlato anche degli interventi sulla rete ferroviaria jonica e tirrenica e sulle grandi opere necessarie alla realizzazione del collegamento viario e ferroviario con la Sicilia tramite il completamento del Corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo. Nella riunione, al quale erano presenti anche i competenti vertici tecnici del MIT e della Regione Calabria, sono state inoltre ampiamente esaminate tutte le criticità rappresentate, condividendo l’urgenza che le stesse vengano concretamente affrontate finanziando le opere già progettate e rivisitando adeguatamente la programmazione di competenza ministeriale sulla base della reale impellenza che la Calabria ha di recuperare il proprio deficit infrastrutturale. (rrm)

Ferrovie e strade, “la Calabria che vogliamo” chiede nuovo corso di investimenti

Il Movimento politico La Calabria che vogliamo, guidato dall’ex presidente degli industriali reggini Giuseppe Nucera, chiede un nuovo corso negli investimenti per infrastrutture e trasporti. Plaudendo ai nuovi collegamenti dei treni veloci che avvicinano la Calabria all’Italia, Giuseppe Nucera  saluta con soddisfazione l’arrivo dei Frecciarossa a Reggio Calabria ma allo stesso tempo si augura sia solo un punto di partenza nel percorso di rinascita del territorio calabrese: «Il collegamento giornaliero in Frecciarossa da e per Reggio Calabria, assieme all’arrivo di Italo in riva allo Stretto, contribuirà alla ripartenza e al rilancio dell’economia e del settore turistico della Calabria e dell’intero Sud Italia».

«Si tratta però – sottolinea Nucera – di un tassello nell’intricato puzzle di necessità che il nostro territorio da parecchi anni soffre. La Calabria si trova a vivere una fase decisiva: ha davanti un bivio che separa il rilancio del nostro territorio da una crisi devastante i cui confini non sono immaginabili. È il momento di investire in modo forte e deciso nelle infrastrutture così carenti della Calabria. Penso all’ammodernamento e completamento della rete stradale, ad esempio il tratto Bovalino-Bagnara o il megalotto della S.S. Statale 106 nel versante che collega Reggio Calabria a Locri e Roccella a Soverato».

«C’è ancora molto da fare – assicura l’ex Presidente di Confindustria Rc –sulla linea ferroviaria, specie per quella che collega la nostra regione al versante Adriatico. Sarebbe importante, anche sul piano turistico, ripristinare le linee Taurensi in disuso da anni. L’arrivo del treno Frecciarossa e di Italo deve rappresentare il punto di partenza verso la costruzione di una linea d’alta velocità. Senza una reale alta velocità infatti l’arrivo del Frecciarossa non può concretizzarsi nei fatti. La Calabria non può più rimanere ai margini, isolata, ma deve tornare a correre.

Negli ultimi giorni è tornato d’attualità il Ponte sullo Stretto, la cui possibile costruzione continua a dividere e far discutere. Giuseppe Nucera non ha dubbi: si tratta di un’infrastruttura dall’importanza nevralgica. «Sin dalla nascita del movimento ‘La Calabria che vogliamo’, uno dei punti fondamentali del nostro programma riguardava la costruzione del Ponte sullo Stretto. È impensabile che un’opera di tale portata possa suscitare dubbi e incertezze. Si tratta invece di un progetto capitale per la nostra regione e l’intero Sud Italia. Dobbiamo guardare al futuro con entusiasmo e determinazione, coscienti delle possibilità che il dramma Covid-19 ci ha offerto. Adesso bisogna ripartire con la volontà di costruire una Calabria forte e all’avanguardia, che possa fare da traino per il rilancio dell’intero paese». (ed)