LAMEZIA – La presentazione del progetto regionale dei Popolari in Rete

Domani pomeriggio, a Lamezia Terme, alle 18, al T Hotel, è in programma la presentazione del progetto regionale dei Popolari in Rete, «che in Calabria si stanno radicando – si legge in una nota ufficiale – con la crescente adesione di gruppi della società civile, esponenti delle Partite Iva, professionisti, donne e giovani lontani dal sistema dei partiti».

All’iniziativa interverranno Mario Mauro, già ministro della Difesa e vicepresidente del Parlamento europeo, e Giuseppe De Mita, ex vicepresidente della Regione Campania, che poi da deputato sbatté la porta in faccia all’Udc, in pieno disaccordo con la linea di quel partito.

«Soprattutto – ha precisato Vincenzo Arnone, imprenditore e membro del coordinamento dei Popolari calabresi – parleranno persone che ogni giorno affrontano i problemi della quotidianità e che, con la loro esperienza e competenza in vari ambiti professionali, intendono dimostrare che è possibile una politica dei contenuti, capace di entrare nel merito delle questioni e di rappresentare l’alternativa alla politica dei salotti e dei clic, priva di spessore, di senso della realtà e di concretezza».

«Nella storia recente – ha anticipato Mauro – ha avuto buon gioco una concezione di partito contenitore nel quale il profilo ideale si è sempre più rarefatto, al punto che la sinistra è oggi il riferimento dei quartieri bene delle grandi città e il capo dei nazionalisti nostrani è diventato, al grido di “prima gli italiani”, l’erede storico dei promotori della secessione e del federalismo».

«Essere Popolari – ha chiarito Giuseppe De Mita – significa innanzitutto stare in questo tempo, nei suoi problemi e nelle sue opportunità, non nel ricordo del passato né nell’illusione del futuro. Significa non cedere alla demagogia e alla semplificazione, e comunque non piegarsi ad un pragmatismo spregiudicato e senza valori». (rcz)

Regionali, il centrodestra in Calabria presenta ufficialmente Occhiuto come candidato

Con la presentazione ufficiale, a Lamezia Terme, di Roberto Occhiuto come candidato alla presidenza della Regione Calabria, è iniziata la campagna elettorale del centrodestra. La sua candidatura è in ticket con Nino Spirlì, presidente f.f. della Regione Calabria, cui– in caso di vittoria – andrebbe la vicepresidenza della Regione, secondo gli accordi della coalizione.

Sono intervenuti, alla convention, il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, il leader della Lega, Matteo Salvini, in collegamento video la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni e il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Presenti, anche, Lucia Ronzulli, Antonio De Poli (Udc), il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, la deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, la consigliera regionale di Forza Italia, Maria Tripodi, il consigliere regionale Antonio De Caprio, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, la consigliera regionale della Lega, Tilde Minasi, il consigliere regionale Domenico Giannetta, la senatrice Fulvia Michela Caligiuri, il senatore Giuseppe Mangialavori, il coordinatore regionale di Cambiamo la Calabria, Francesco Bevilacqua, Giovanni Toti di Coraggio Italia (in collegamento telematico), Maurizio Lupi per Noi con l’Italia e Vittorio Sgarbi per Rinascimento.

L’incontro si è aperto con un momento di silenzio dedicato a Jole Santelli, presidente della Regione Calabria scomparsa prematuramente lo scorso ottobre, a cui è seguito un lungo applauso da parte della platea.

«Il nostro Roberto Occhiuto non è secondo a nessuno – ha detto il leader di Forza Italia –. Lo conoscete tutti, è un ottimo imprenditore, un amministratore di grande esperienza, è stato per molti anni vice presidente vicario del gruppo dei deputati di Forza Italia e oggi è il nostro bravissimo capogruppo. Ha un ruolo decisivo e delicato, un ruolo ambitissimo che gli garantirebbe due anni di grande protagonismo e visibilità. Solo un uomo, con un grande amore per la sua terra e per la sua gente, come ha lui poteva immaginare di lasciarlo per gettarsi in questa sfida. Sono certo che vincerà le elezioni, ma poi non sarà una passeggiata: avrà molto, molto da lavorare».Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e spazio al chiuso

Antonio Tajani ha sottolineato come «Roberto Occhiuto continuerà il lavoro iniziato da Jole Santelli. È un uomo di grande esperienza, conosce e ama la Calabria e con i collegamenti che ha a Roma la Regione farà un salto di qualità. Infrastrutture, anche digitali, turismo e lavoro, così vogliamo aiutare i calabresi».

« Abbiamo scelto un candidato i grande autorevolezza ed esperienza quale Roberto Occhiuto, che ama la sua terra» ha dichiarato Giorgia Meloni, sottolineando che «con Fratelli d’Italia lavoriamo per portare avanti il lavoro fatto in questi mesi, portando avanti i principi di legalità, di buona amministrazione, di valorizzazione delle risorse della Calabria e dei suoi giovani, abbiamo lavorato per continuare a liberare questa terra straordinaria tanto dalla criminalità organizzata tanto dalla politica che vuole garantire solo una paghetta di Stato che li faccia dipendere dalla politica. Vogliamo calabresi e italiani che non dipendono dalla politica ma dal loro lavoro e dalle loro capacità».

Salvini, invece, ha sottolineato come il centrodestra abbia «fatto sintesi, Occhiuto e Spirlì: è una squadra, la Calabria non bisogno di un uomo o una donna al comando, ha bisogno di una squadra».

Occhiuto, dopo aver ringraziato «Silvio e tutti coloro che mi hanno aiutato – ha detto – anche in questi mesi nel ruolo di capogruppo e ora mi hanno aiutato in questa candidatura. Un ringraziamento speciale a Spirlì che ha governato la Regione in questi mesi difficili», ha parlato di diversi temi, primo fra tutti la sanità.

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«Vogliamo che la sanità sia risanata e che ci siano inviate persone esperte che assicurino ai calabresi la possibilità di essere curati allo stesso modo degli altri cittadini» ha detto Occhiuto, sottolineando che «l’errore più grave è stato non investire i soldi risparmiati sul territorio. Bisogna azzerare il debito e renderlo sostenibile per pagarlo in 30 anni».

Spazio, anche, a un tema cruciale in Calabria: la partenza dei giovani: «Dobbiamo governare una regione fatta di tante risorse, voglio vedere i giovani rimanere in Calabria. Dobbiamo batterci per dimostrare che la Calabria è capace. Non lasciatemi solo, io ce la metterò tutta» ha detto ancora Occhiuto, ribadendo che non bisogna dimostrare solo che la Calabria «è capace», ma anche che «esiste una Calabria onesta e pulita, che non merita di essere considerata una regione senza speranza. La Calabria non è ingovernabile come si dice. Questa è la sfida più entusiasmante per chi è nato qui».

«Il centrodestra vincerà – ha detto Spirlì – perché i calabresi sono con noi. Abbiamo attraversato uno dei momenti più drammatici dell’umanità e stiamo uscendo fuori. Con Occhiuto sono tante le cose che abbiamo messo sul piatto per lo sviluppo della Calabria. Non può esserci risultato diverso della vittoria del centrodestra».

«Sono fermamente convinto che la nostra Regione ha bisogno di una guida capace, competente, autorevole, e questo è il cammino che abbiamo iniziato insieme a tutti i partiti della colazione sostenendo un candidato di alto profilo e grande competenza e capacità politica: Roberto Occhiuto» ha scritto su Facebook il senatore Siclari.

«La Calabria c’è e vuole entrare da protagonista nello scenario politico nazionale con una classe dirigente, formata da uomini e donne competenti, al completo servizio della popolazione. La politica intesa come missione e pragmatismo» ha dichiarato il consigliere regionale De Caprio, sottolineando che «il centrodestra è compatto».

«Forza Italia ha dimostrato, ancora una volta – ha concluso – che con l’unità di intenti si riesce a trasformare la straordinarietà in normalità. La nostra proposta di governo – ha continuato il capogruppo di FI in Consiglio regionale – rimane quella di puntare alla rinascita e allo sviluppo di una Terra bellissima che con l’autorevolezza dell’Onorevole Occhiuto riacquisterà la dignità che merita».

A sottolineare l’inizio della campagna elettorale del centrodestra con la designazione di Occhiuto, è stato Roberto Ieraci, Responsabile Area Jonica Cambiamo l’Italia con Toti, evidenziando la necessità di «guardare al programma che ci vedrà sicuri protagonisti nei prossimi cinque anni alla guida di questa splendida Terra».

«La Calabria e la Provincia di Reggio Calabria, in particolare, necessitano – ha aggiunto Ieraci – di un esecutivo autorevole che possa dare certezza e prospettive future ad un territorio dalle enormi potenzialità, spesso dimenticato dalle istituzioni. Noi di Cambiamo saremo degli alleati attenti affinché ciò avvenga, con un progetto politico, il più aperto e condivisibile possibile, che guardi con attenzione, soprattutto, ai delusi della politica ed ai giovani, la classe del domani».

Dopo aver ribadito la necessità di una «nuova primavera» per la Calabria, Ieraci ha rivolto un appello a Occhiuto «da cittadino della Locride, è ridare voce ai territori che si sentono abbandonati dalla politica e non hanno più fiducia in essa. Dato emblematico è il sempre più forte astensionismo alle urne che dimostra il disinteresse e la disaffezione dei cittadini che non credono più nei partiti e nella politica. Drammatica la situazione in cui versa la sanità nella Locride: in un territorio già martoriato dalla piaga della disoccupazione, soprattutto, quella giovanile e dalla mancanza di infrastrutture e mezzi di collegamento adeguati, la questione sanità rappresenta un capitolo sul quale non ci si può lavare le mani».

«I cittadini della Locride – ha concluso Ieraci – non possono essere sempre considerati cittadini periferici o di serie B, soprattutto, su un diritto sacrosanto come quello alla salute. Auspico che le prossime elezioni, rappresentino un forte e vero segnale di ‘cambiamento’ dove ognuno di noi dovrà avere la forza ed il coraggio di fare una scelta importante e ponderata per il bene della nostra terra ed il domani dei nostri figli».

«Come Udc – ha sottolineato De Poli – daremo il nostro contributo, forti del nostro radicamento nel territorio. L’imperativo è dare risposte ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Le priorità più importante di tutte, oggi più che mai, sono garantire il lavoro e restituire, al tempo stesso, la sanità ai cittadini calabresi».

Per l’ex senatore Bevilacqua, Occhiuto «rappresenta un profilo istituzionale di alto spessore, la persona giusta per rilanciare le sorti di una terra da tempo costretta a subire sottosviluppo e involuzione».

Bevilacqua, che ha parlato anche a nome del leader nazionale di “Cambiamo” Giovanni Toti, assente dal collegamento in remoto per improvvisi disguidi tecnici anche legati all’orario dell’iniziativa, ha insistito molto sull’idea che la «fiducia della gente va conquistata sul campo» attraverso «uomini di valore e competenti».

Un governo regionale che a detta di Bevilacqua dovrà ragionare in termini di sviluppo condiviso.

«La crescita della Calabria, come del resto quella del meridione d’Italia – ha evidenziato – non deve e non può avvenire in contrapposizione al resto del Paese perché deve trattarsi di “un ‘operazione” concordata nell’ambito della pianificazione dello sviluppo nazionale senza distinzioni fra Nord, Centro e Sud».

«Roberto Occhiuto ha tutta la mia stima e fiducia. È un politico concreto, equilibrato, capace, umano ed onesto. Sotto la sua guida, la Calabria affronterà al meglio la sfida della ripresa dopo il Covid. In bocca al lupo a Roberto, che non ha mai mollato, che in parlamento ha sempre difeso il diritto dei calabresi di vivere nella propria terra in libertà e serenità.
Io sono al suo fianco» ha scritto su Facebook il sindaco di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro.
«Bentornato onorevole Roberto Occhiuto in Calabria, da calabrese e per i calabresi. Chiarezza, competenza, professionalità, servizio e amore per la propria terra: che siano questi i requisiti necessari per gli esponenti che concorrono a candidarsi  alle prossime elezioni regionali» ha dichiarato la consigliera comunale Raffaella Sestito.
«Un augurio sincero, quindi – ha concluso – al candidato presidente del centrodestra Roberto Occhiuto, un uomo chiamato a unire i calabresi, ad accorciare le distanze tra i centri abitati, ad andare oltre le “piccinerie” localistiche, a trattenere i giovani, a porre in essere politiche sociali capaci di generare speranza, non lasciando nessuno indietro». (rcz)

Il ritorno in Calabria dello scienziato Roberto Crea: dirigerà il Dulbecco Institute a Lamezia

ll ritorno dei cervelli in Italia è possibile: il prof. Roberto Crea, scienziato di fama mondiale, padre delle biotecnologie, reggino di nascita e da 40 anni in California, è in Italia per il Renato Dulbecco Institute che andrà a dirigere tra qualche mese a Lamezia Terme. Lo scienziato andrà a visitare insieme con il prof. Giuseppe Nisticò, commissario dello stesso istituto, l’attuale presidente della Regione Nino Spirlì e l’assessore all’Agricoltura Giancarlo Gallo, i locali della Fondazione Terina e prendere visione dello stato dell’arte del progetto esecutivo per la realizzazione dei laboratori in GMP e GLP secondo standard europei del nascente Renato Dulbecco Institute. Sarà un centro di eccellenza scientifica a respiro internazionale per lo studio e la produzione di nanoanticorpi (detti anche pronectine) in grado di debellare il covid e le sue varianti, nonché forme di cancro resistenti alle terapie attuali.

Dopo 40 anni di successi internazionali (è detentore di oltre 100 brevetti scientifici), Roberto Crea ritorna nella sua terra per dare un contributo con la sua eccezionale esperienza al progresso scientifico, tecnologico e sociale della Calabria. Una regione ricca di risorse umane e del territorio, però da sempre trascurata e dimenticata. Da Lamezia può partire il riscatto, con l’opportunità offerta a centinaia di ricercatori delle Università di Cosenza e di Catanzaro, di poter crescere, formarsi e lavorare nella propria terra su progetti di biotecnologia che il mondo intero vorrà adottare nella lotta alle pandemie e alle patologie ancora incurabili.

Il prof. Crea è il simbolo, il modello del cosiddetto “rientro” dei cervelli italiani in patria: un emigrato partito 40 anni fa in cerca di lavoro e che ritorna, forte della sua esperienza e della sua professionalità, a dare il proprio contributo al Paese e, soprattutto, alla sua Calabria.

Roberto Crea lancia un messaggio di ottimismo: «Noi saremo sottoposti a delle sfide continue che verranno dai virus, da nuove forme di tumore da debellare: abbiamo bisogno di continuare a investire in tecnologie innovative che ci permettono di combattere queste nuove malattie in tempo reale. Non si deve più aspettare un anno, bisogna essere capaci di reagire immediatamente con mezzi sofisticati ma che ci danno la possibilità nel giro di mesi di contrastare le nuove minacce che derivano dalle variante del Covid».

Dice ancora il prof. Crea: «Possiamo essere ottimisti perché le nuove tecnologie esistono , la scienza ha fatto molti passi avanti e quindi siamo capaci in laboratorio e assieme alle organizzazioni di produzione e sviluppo delle Case farmaceutiche siamo in effetti capaci di disegnare nuovi farmaci da zero e svilupparli nel corso di mesi non più di diversi anni. Quindi bisogna investire di più nella ricerca, selezionare le tecnologie migliori e poi identificare le sinergie che vanno messe assieme per poter arrivare alla creazione di farmaci in tempi molto brevi. È un problema non facile, anzi direi molto complesso, perché coinvolge un gran numero di aziende, esperienze, competenze e tutta una serie di integrazioni dal laboratorio al letto del paziente che devono lavorare insieme. Il progetto del Dulbecco Institute di Lamezia Terme raccoglierà i migliori ricercatori delle università di Cosenza e Catanzaro, offrendo grandi opportunità di formazione e lavoro, ma soprattutto creando quei nuovi farmaci che serviranno a fronteggiare le nuove insidie sanitarie». (rrm)

LAMEZIA TERME – Il 17 luglio la premiazione del concorso “Un Anthurium nel Cuore”

Il 17 luglio, a Lamezia Terme, nel complesso interparrocchiale diocesano “San Benedetto”, è in programma la cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso letterario Un Anthurium nel Cuore, dedicato a Francesco Ruberto e alla memoria della professoressa Valeria Montalto e organizzato dall’Associazione Culturale Un Anthurium per Francesco.

L’edizione del 2021 sarà dedicata a Dante Alighieri, di cui ricorre il settecentesimo anniversario e che sarà omaggiato attraverso l’arte e la letteratura. Durante la serata saranno conferiti, come di consueto, premi e riconoscimenti a persone e associazioni che, con il loro impegno e la loro dedizione, hanno contribuito a valorizzare gli aspetti storici, culturali, artistici della nostra terra. Come per la scorsa edizione, anche quest’anno l’Associazione offrirà a ospiti e premiati un vero e proprio spettacolo di intrattenimento, completo di cultura, musica, arte, poesia e spiritualità.

I premi conferiti, disegnati e realizzati appositamente dal maestro artista Antonio La Gamba, saranno: Premio “Un Anthurium nel Cuore – Alla Memoria” a Padre Giovanni Vercillo, che ha dedicato gran parte della sua missione al Convento di San Francesco di Paola di Lamezia Terme e scomparso 30 anni fa; Premio “Un Anthurium nel Cuore – Sezione Scienza” allo scienziato lametino in ambito biomedico-clinico Salvatore Chirumbolo; Premio “Un Anthurium nel Cuore – Per la Calabria” al giornalista vaticanista lametino Orazio Coclite; Premio “Un Anthurium nel Cuore – Per Lamezia” alla Caritas Diocesana di Lamezia Terme.

Con la seconda edizione del premio “Un Anthurium nel Cuore” l’associazione culturale “Un Anthurium per Francesco” conferma il suo intento di proseguire, con tenacia e costanza, in un percorso di innovazione, sempre nel rispetto e nella riscoperta della tradizione e dà appuntamento al prossimo 17 luglio. (rcz)

LAMEZIA TERME – Successo per il Premio Letterario Nazionale “Dario Galli”

Grande successo, a Lamezia Terme, per la seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Dario Galli”, che ha visto come vincitori Rossana Cilli con Nina l’imperdonabile eleganza del cigno, Rocco Giuseppe Greco con Operazione Requiem e Daniela Trovato con Solo il mare saprà.

La serata, moderata dalla giornalista Maria Scaramuzzino, se pur con le limitazioni dovute all’emergenza epidemiologica, ha registrato sold out di pubblico. Fra gli ospiti presenti, oltre alla vincitrice della prima edizione del concordo, Laura Calderini, Angelo Coco, vincitore dell’edizione 2020 con il giallo “Notturno Veneziano”, la dott.ssa Doris Lo Moro, lo stilista Anton Giulio Grande, l’avvocato Paolo Mascaro.

A fare gli onori di casa è stata Nella Fragale, che ha ringraziato gli oltre 180 partecipanti che hanno inviato le opere, cimentandosi nella stesura di lavori inediti. Inoltre, ha ricordato che il prossimo 31 luglio scadrà il termine per partecipare alla terza edizione del concorso che, viste le adesioni dalla Svizzera, Usa e Spagna, potrebbe naturalmente essere proiettato in un contesto internazionale.

Lo storico, il prof. Italo Leone, presidente della giuria e direttore della collana “Calliope” della Grafichéditore, ha condiviso con i presenti, il criterio di valutazione adottato per decretare il vincitore sottolineando però, la difficoltà della selezione. Le emozioni trasmesse dalle opere in esame – ha spiegato lo storico Leone – sono state molteplici e di una tale intensità da rendere ancora più arduo l’ingrato compito di una decisione.

Dei finalisti, erano presente Rocco Giuseppe Greco premiato da Caterina Carbone, dell’Università Pegaso, membro della Giuria. Gli altri due finalisti sono stati virtualmente premiati da Donatella Galli e Laura Calderini.

Oltre al primo classificato, la giuria ha deciso di premiare altri autori, ritenuti meritevoli, inserendoli in un’antologia intitolata: Letteratura del terzo millennio, temi e stilemi. Gli scrittori presenti in questa miscellanea sono: Giovanni Malambrì da Messina; Antonello Scasseddu da Cagliari; Gloria Venturini da Lendinara (RO); Gregorio Viglialoro da Laureana di Borrello (RC), Francesco Brusò da Venezia; Giovanni Maria Pedrani da Varese.

A salutare i presenti, anche Laura Calderini che ha raccontato come sia rimasta affascinata dalla nostra città, conosciuta in occasione del premio, per la bellezza del territorio e per l’affetto e la stima ricevuti. 

Madrina della serata Donatella Galli, figlia di Dario, che ha ringraziato per l’omaggio alla memoria del padre chiedendo poi, all’avvocato Mascaro di vagliare la possibilità di intitolare l’attuale Piazza D’Armi, proprio a lui.

Il sindaco (attualmente sospeso) Paolo Mascaro, alla richiesta della figlia del poeta, ha assicurato che porterà tale richiesta in consiglio, mettendo in cantiere magari, anche il progetto di una mostra permanente sul lametino Galli. L’avvocato Mascaro non ha perso l’occasione poi, di evidenziare come la giovane casa editrice “Grafichéditore”, abbia cercato di creare, dopo il lungo periodo di inattività dovuto al covid, un risveglio culturale per la città, non solo e soltanto con il premio, ma anche con tutte le serate organizzate nel mese precedente, con la rassegna il maggio dei libri, durante la quale sono stati presentati i libri che la casa editrice ha pubblicato nell’ultimo anno. 

Ad esprimere ammirazione per Dario Galli, anche lo stilista lametino di fama cosmopolita Anton Giulio Grande, che pur ammattendo di non averne conosciuto prima l’arte, ne è rimasto estasiato ringraziando gli organizzatori per aver acceso i riflettori su un artista di prestigio internazionale ma poco conosciuto e celebrato proprio nella sua città.

Doris Lo Moro, ex sindaco di Lamezia Terme è stata chiamata a premiare Angelo Coco, vincitore con Notturno Veneziano. Anche il magistrato ha sottolineato di non essere pienamente a conoscenza della prolifica attività culturale di Dario Galli, ed ha ringraziato la figlia Donatella e la Grafichéditore per aver portato a conoscenza della città tutta, un personaggio così importante e conosciuto in tutto il mondo, più che nella sua città stessa.

La suggestività della serata è stata arricchita da una mostra “artigianale”, allestita nel piazzale esterno della tipografia, grazie agli attestati ed al medagliere forniti dalla figlia di Dario, per ricordare come sottolineato dall’editore, peculiarità ed attestati di riconoscimento non soltanto nazionali, del poeta nicastrese Galli.

Una serata nel segno dell’arte in tutte le sue forme, e nella piena condivisione delle eccellenze artistiche della città, quali emblema di una terra centro propulsore di sollecitazioni culturali. 

Ad allietare la premiazione, è sceso il potere della musica grazie alle performance musicali di Albino Cuda con la band musicale, Accademia. (rcz)

 

LAMEZIA – Al via crowfunding per ristrutturare la Chiesa di Santa Chiara

Una comunità cristiana, associata agli Istituti religiosi dei Missionari e delle Missionarie della Via, ha lanciato una raccolta fondi su GoFundMe per la ristrutturazione della Chiesa di Santa Chiara di Lamezia Terme, per cui servono 30mila euro.

«La chiesa di Santa Chiara a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro – viene spiegato in una nota – è per noi luogo di famiglia: è qui che abbiamo pianto e gioito, qui è nata la missione di cui facciamo parte che oggi si occupa di tante famiglie, offrendo quel sostegno umano e spirituale necessario a tanti».

«Purtroppo la nostra Chiesa – si legge ancora – situata in una zona paludosa, è malandata: piove da tutte le parti e manca il tetto. Inoltre, essendo sotto il livello della strada, abbiamo già subìto tre allagamenti di tutto il piano inferiore. La Cei ha donato la maggior parte dei contributi necessari per ristrutturarla; una parte però dobbiamo metterla noi come comunità e la cifra è di circa 30mila euro». (rcz)

LAMEZIA – Il Movimento Dorian ha ripulito la zona della Virdisca

Il movimento culturale Dorian – la cultura rende giovani ha avviato un’azione di ripulitura della zona Virdisca nel centro storico di Sambiase di Lamezia Terme, nei pressi della chiesa dell’Addolorata, «con l’intenzione di invertire la rotta dell’abbandono e con la speranza di conferire rinnovata attenzione alla città antica».

Il Movimento, infatti, ha sottolineato come, purtroppo, «i nostri entri storici sono, oramai, sempre più abbandonati. Da naturale luogo di scambi aggregazione sociale, le contrade più antiche della città sono divenute delle periferie abbandonate, in cui le casette – umili e dimesse – che hanno visto crescere generazioni costrette ad emigrare lontano in cerca di fortuna, sono ora solamente edifici diroccati, abbandonati al loro triste destino».

Grazie anche al contributo di alcuni imprenditori lametini – in special modo dell’ex comune di Sambiase – il movimento Dorian – la cultura dei giovani ha potuto già dare il via alle operazioni che hanno conferito rinnovata libertà a vecchie casette abbandonate, completamente divorate dalla vegetazione. Arbusti e sterpaglie varie avevano inglobato una memoria umana e collettiva che va sicuramente salvaguardata e tutelata.

La strada della Virdisca, ovvero via Addolorata, rappresenta una delle antiche strade che gli abitanti delle zone montane utilizzavano per scendere in paese. 

«La nostra intenzione – ha spiegato Giovanni Mazzei, fondatore di Dorian – la cultura rende giovani – è quella di ripristinare l’antico sentiero e attualizzarlo in un percorso di urban-trekking, che dal centro storico di Sambiase giunga nelle zone collinari, alture dalle quali si può godere di un panorama mozzafiato con una vista che abbraccia in un solo sguardo golfo e piana di Sant’Eufemia. La zona vecchia è, inoltre, un luogo tanto suggestivo e affascinante da poterti divenire, una volta ripulita, un luogo eccezionale per declamazioni poetiche o tipologie di eventi affini; eventi per i quali i gradoni e gli antichi pisùali costituirebbero le sedute più autentiche e naturali per un pubblico alla ricerca della vera essenza della vita di un tempo lontano».

«Tra le altre cose – ha aggiunto Mazzei – dalla pulitura della facciata delle case è riemersa una piccola nicchia votiva vuota. L’intenzione è quello di riempire quel vuoto con l’immagine di Santa Sofia, alla quale è dedicata una non lontana piazzetta ma della quale non vi è nessuna rappresentazione».

Nel corso della ripulitura della Virdisca, che ha interessato il taglio e l’estirpamento di vegetazione e arbusti, sono emersi rifiuti di diverso genere, tra i quali reti di materassi e inferriate varie; anche alcune di queste vecchie case – occupate alla meno peggio negli anni passati – contengono all’interno rifiuti vari. Speriamo che l’intervento di chi di competenza possa risolvere questa situazione che provvediamo a segnalare. (rcz)

LAMEZIA – Venerdì 11 il workshop “Progetti di sostenibilità ambientale”

Venerdì 11 giugno, a Lamezia Terme, dalle 15 alle 19, al Tip Teatro, è in programma il workshop Progetti di Sostenibilità ambientale, percorsi di ecocompatibilità ed ecosostenibilità, organizzati dall’Associazione Open Space nell’ambito dell’Ormeggi Festival, in programma dal 9 all’11 luglio.

Il workshop prevede la presenza di relatori qualificati che approfondiranno le tematiche. A questa prima iniziativa seguirà, sabato 12 giugno, dalle 15 alle 19, una visita guidata presso una struttura, nel comune di Cleto, realizzata in base a criteri di eco-compatibilità ed eco-sostenibilità.

La partecipazione al workshop e alla visita guidata prevede una prenotazione da effettuare mediante comunicazione telefonica al numero 3356696982, oppure compilando la scheda di adesione sul sito www.ormeggifestival.it nella sezione workshop. I posti disponibili sono necessariamente limitati per garantire un alto livello di sicurezza rispetto al covid-19.

Intervengono Marco Marchese, ideatore del workshop, ambientalista e editore, Francesco Scarpino, geologo, e Claudia Dei, ingegnere.

«Nel workshop di venerdì non ci limiteremo alla teoria ma andremo a toccare con mano alcuni aspetti che verranno affrontati. Affronteremo il tema della plastica – ha dichiarato l’ideatore del workshop, Marco Marchese – e proveremo a capire quanto e fino a che punto è conveniente riciclarla. Lo faremo attraverso uno studio realizzato in Svizzera, paese che già trenta anni fa affrontava le tematiche che noi oggi affrontiamo in Italia. Parleremo anche di quello che è un disastro ambientale che ancora ufficialmente non c’è. Ossia il caso di Nocera Terinese che negli anni ha subito una grande contaminazione di amianto sulla quale nessuno ha indagato. Una contaminazione con cui saremo costretti a fare i conti forse tra 20, 30 o 40 anni».

«Andremo anche ad affrontare – ha concluso Marchese – il tema dell’impatto ambientale dell’edilizia sul territorio e presenteremo l’esempio di come si possa costruire una casa ad impatto 0 con tecniche come la rottamazione edilizia. Proprio in questo senso va poi la visita che faremo sabato a Cleto ad una casa realizzata interamente in legno, ad impatto zero. Un esempio di rottamazione edilizia nel quale è inserito un ciclo virtuoso delle acque che non vengono scaricate nelle fognature». (rcz)

LAMEZIA – Domenica al Cafè Retrò in scena “La vita è una beffa”

Domenica 6 giugno, a Lamezia Terme, alle 18.30, al Cafè Retrò, in scena lo spettacolo La vita è una beffa di e con Daniele Parisi.

Lo spettacolo inaugura la prima edizione del Matrioska Festival, organizzato da Mammut Teatro con la direzione artistica di Gianluca Vetromilo, e che vuole contribuire, attraverso un’offerta nuova e consapevole, a stimolare il tessuto civico e culturale della città. Il Festival, che si aprirà al Cafè Retrò, poi si sposterà in diverse location della città, fino al Teatro Politeama “F. Costabile”.

«Ogni esperienza culturale nasce da un incontro, da una connessione biografica e a dalla istituzione di uno spazio –  ha commentato Armando Canzonieri, direttore organizzativo del Festival –. Anche con Matrioska le cose sono andate così. C’è stato l’incontro tra me e Mammut Teatro e c’è stato un luogo, il Café Retró. In questo locale, nel centro storico di Lamezia Terme, abbiamo iniziato a proporre spettacoli teatrali e reading portando il teatro in mezzo alle persone. Dopo quattro anni di rassegna, oltre 40 spettacoli e un anno mezzo di stop, Matrioska diventa un Festival che coinvolgerà diversi artisti e altrettante compagnie, e il tutto non poteva che ripartire dal Café Retrò, il luogo da cui tutto è iniziato».

«Il teatro è dove lo porti – ha dichiarato Achille Iera di Mammut Teatro – . E ogni luogo è capace di “dire” qualcosa che renda l’evento scenico unico. Con questa visione nasce l’idea di mettere in scena spettacoli teatrali in luoghi differenti. Questo concetto è figlio dell’urgenza di rimettere il teatro al centro della comunità e di farlo essere ciò che naturalmente è: esercizio dello stare insieme, in tutte le sue possibilità e declinazioni».

«C’era necessità di ritornare a fare cultura – ha concluso il direttore artistico Gianluca Vetromilo –, c’è bisogno di ritrovarsi, socializzare, di ritornare a sperare, sognare, emozionarsi e quale miglior modo di ricominciare se non partendo dal teatro». (rcz)