VIBO – L’incontro di Libera sul Referendum sulla Giustizia

Mercoledì 8 giugno, alle 18.30, nei locali del Valentianum, è in programma un tavolo di confronto tra le ragioni del “si”, organizzato dal Coordinamento Libera di Vibo Valentia. 

Se ne parlerà con l’Avvocato Valerio Murgano, Presidente della Camera Penale di Catanzaro, e quelle del “no”, con il dottor Camillo Falvo, Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia. L’incontro, moderato da Mimmo Famularo, direttore di “Calabria7”, sarà anticipato dai saluti di Maria Limardo, sindaca di Vibo Valentia, e Giuseppe Borrello, Referente provinciale Libera Vibo Valentia.

Domenica 12 giugno si vota per i per i cinque referendum abrogativi sulla giustizia: dalla legge Severino alle misure cautelari, dalla separazione delle carriere alla valutazione sui magistrati e alle elezioni per il Csm.

Rispetto al silenzio generale, avvertiamo forte la necessità, soprattutto tra i giovani, di creare momenti di approfondimento ed occasioni per informarsi adeguatamente al fine di poter esprimere un voto consapevole e coscienzioso. (rvv)

LIMBADI (VV) – Domenica “In Cammino per la memoria e la resistenza” con Libera

Domenica 10 aprile, a Limbadi, a partire dalle 9, è in programma l’iniziativa In cammino per la memoria e la resistenza, organizzata da Libera Vibo Valentia con il coinvolgimento dell’Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno “Rossella Casini” (UniRiMI), della Pro Loco di Limbadi, dell’Associazione Solidarietà e dell’Amministrazione Comunale.

Camminare porta alla consapevolezza di quanto sia importante la bellezza, quella che possiamo trovare dentro ognuno di noi ma, anche, quella dei paesaggi e degli scorci dei quali il nostro territorio ne è pieno.

Ma camminare, soprattutto, è una testimonianza di resistenza civile attraverso il ricordo e la memoria. 

Una passeggiata tra i beni confiscati alla criminalità organizzata nel comune di Limbadi, per sottolineare la necessità di sentire nostri quei beni che, prima erano simbolo di potere e violenza,  ed oggi diventano luoghi di cultura, lavoro e democrazia.

Ricorderemo Matteo Vinci, nel quarto anniversario dalla sua tragica uccisione e attraverso di lui, e tutte le vittime innocenti della violenza e della ‘ndrangheta.

Ci ritroveremo alle ore 9,00 presso la struttura dell’UniRiMI a Limbadi, in viale Europa I traversa, Contrada Santa, e da qui inizierà il nostro cammino della memoria, una memoria che diviene consapevolezza della necessità di riappropriarci dei nostri spazi e dei nostri luoghi, di viverli con forte senso di responsabilità e impegno.  Raggiungeremo il terreno confiscato in località “Gurnera” per raccogliere i ramoscelli d’ulivo, terreno che ospita molte piante di ulivo e che, purtroppo, negli anni è stato oggetto di due incendi dolosi. 

Dopo la Santa Messa della Domenica delle Palme, nella chiesa madre di San Pantaleone Martire, ci sarà un momento di ritrovo e raccoglimento presso il cimitero di Limbadi nel ricordo di Matteo Vinci, biologo di Limbadi ucciso da una bomba piazzata nell’auto sulla quale viaggiava insieme al padre. 

Un momento per riscoprirci comunità itinerante, affinché ogni passo sia incarnazione di resistenza e speranza, valori alimentati dalla memoria di vite spezzate dalla cieca violenza criminale, memoria che diviene patrimonio collettivo che deve innescare processi di cambiamento partendo dal quotidiano di ciascuno di noi. (rvv)

 

Con Libera un incontro a Gerocarne in preparazione della Giornata del 21 marzo

Libera Vibo Valentia ha scelto Gerocarne per la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie.

Si tratta di una scelta ovviamente non casuale e le recenti notizie di cronaca delle operazioni antimafia che riguardano il vicino territorio del reggino, lo dimostrano. Una scelta che è una risposta al radicamento di faide ndranghetiste che da 30 anni insanguinano il territorio. Lo scorso 10 marzo, proprio a Gerocarne, si è svolto un importante incontro promosso nell’ambito del progetto antiracket e antiusura ”Economie di Libertà”.

E nelle stesse ore in cui si diffondeva la notizia di un nuovo “locale” di ‘ndrangheta attivo e confederato alla cosca dei Taverniti di Gerocarne, scoperto  nella Locride, nel paese del clan lo Stato, Libera, la Fondazione Antiusura ”Interesse Uomo”, la parrocchia, diversi sindaci e molti imprenditori e cittadini si incontravano per parlare del ”coraggio della dignità”, come ha più volte ripetuto il presidente della Fondazione ”Interesse Uomo” don Marcello Cozzi.

«Quando anni fa venne promulgata la legge contro l’usura – ha detto – lo slogan era: ”Denunciare conviene”, ponendo l’accento sulla convenienza economica dell’atto della denuncia. Non basta. Non basta seguire una convenienza per ottenere benefici di tipo economico che pure sono previsti. Occorre, invece, uno slancio maggiore che porti ad avere il coraggio della dignità. La ribellione nei confronti della criminalità che ci priva del bene più prezioso; la nostra libertà». 

Il sindaco di Gerocarne, Vitaliano Papillo ha richiamato l’estremo bisogno di agire in stretta sinergia, di farsi forza l’uno con l’altro, stigmatizzando le negatività che possano riguardare le singole istituzioni ma quando succede qualcosa di negativo a una, di non fare di tutta l’erba un fascio. «La presenza del procuratore Falvo a Gerocarne, nelle preserre – ha sottolineato il sindaco – è segno che c’è predisposizione, ogni giorno, al dialogo e all’ascolto gli uni degli altri, superando le paure, con una direzione chiara da seguire: ricercare e perseverare la giustizia e la legalità». 

«È fondamentale fare rete – ha detto il Procuratore Falvo – perché siamo nella possibilità di dare la spallata finale dopo le tante operazioni che hanno interessato questi territori. Ma dobbiamo unire le forze”.  In riferimento al progetto “Economie di Libertà”, il procuratore Falvo ha voluto sottolineare l’importanza della denuncia: “Ogni volta che ci giriamo dall’altra parte perdiamo un pezzo di libertà».

«Ho sempre immaginato che rispetto a determinate situazioni particolari, a certe dinamiche, dobbiamo dare delle risposte che devono essere occasioni per i territori per poter mostrare il loro volto pulito e per uscire da quelle forme di indifferenza e di inerzia», ha detto Giuseppe Borrello, referente provinciale di Libera e responsabile dei presidi di legalità di Limbadi e Cetraro nell’ambito del progetto antiracket e antiusura. 

«Questa iniziativa – ha continuato – deve accendere i riflettori  affinché il territorio si senta meno periferia rispetto alla necessità di una presenza forte dello Stato e non solo. Dobbiamo aprire e creare percorsi di impegno, coinvolgendo tutte le realtà sociali presenti nel territorio, dalle scuole alla parrocchia. Noi vogliamo  essere un impulso per restituire un protagonismo di legalità e di libertà a chi vive in questo contesto». (rvv) 

Vibo Valentia finalmente Libera: Due anni dopo

Riceviamo e pubblichiamo

Due anni fa, migliaia di persone hanno risposto all’appello, lanciato all’indomani dell’operazione Rinascita-Scott, di riprenderci i nostri spazi e le nostre piazze, un fiume in piena di gente che ha deciso di testimoniare un’intensa voglia di riscatto. 

Il 24 dicembre, nel ripercorrere simbolicamente quell’emozioni, siamo stati accolti dentro le istituzioni per dimostrare la loro concreta apertura alla comunità, il loro essere tra la gente e per la gente. 

Un’iniziativa densa di significati, che ha rappresentato un modo per rinnovare la nostra assunzione di responsabilità nel difficile e complesso percorso del riscatto e della rinascita.

È necessario alimentare le emozioni e la voglia di cambiamento perché c’è il rischio di abbandonarsi al facile sentimento della rassegnazione e che non ci si renda conto fino in fondo della forte inversione di rotta che stiamo vivendo. 

Non possiamo permetterci passi indietro e c’è la necessità di difendere strenuamente gli spazi che, come disse il procuratore Nicola Gratteri durante la conferenza stampa tenutasi all’indomani del 19 dicembre, sono stati liberati. 

Il cammino è sicuramente lungo e come ha sottolineato il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, dott. Camillo Falvo, «non si può pensare di cambiare le cose da un momento all’altro. È innegabile, però, che molti passi in avanti si siano fatti e che Vibo Valentia non sia lo stesso territorio di anni fa».

«Dobbiamo essere fiduciosi e tenere la barra dritta» chiosa. Essere portatori di speranza e promotori di bellezza, la chiave per costruire cambiamento. 

«Vibo è un cantiere in cui ci sono moltissimi lavori in corso, diverse realtà positive», queste le parole di Ferdinando Pietropaolo per l’aAssociazione “Insieme per il Bene Comune” e aggiunge «dobbiamo esserne consapevoli e metterle in rete». 

Il rischio che si continui a credere normale ciò che normale non è può essere vinto solamente costruendo insieme e promuovendo alleanze e sinergie tra chi opera sul territorio. 

È necessario «Pensare globale agire locale», ha detto Marwa El Afia, rappresentante della Cgil, sottolineando come «ormai la marcia del 24 dicembre di due anni fa sia un pezzo di storia, una storia che dobbiamo conoscere, alimentare e raccontare. La nostra storia, una storia che testimonia la voglia di esserci».  

«Non ci possono essere libertà, non ci possono essere diritti se non scardiniamo il potere mafioso», queste le parole di Daniele Armellino, rappresentante dei Giovani Federalisti Europei, che evidenzia la necessità di una lotta trasnazionale alla criminalità organizzata, un lavoro di democratizzazione che bisogna portar avanti a Vibo Valentia così come a Bruxelles.

Il nostro percorso si è concluso, come due anni fa, al Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia dove, ad attenderci, c’era il Colonnello Bruno Capece

Ha ricordato con commozione l’applauso interminabile che, due anni fa, la comunità ha deciso di tributare agli uomini ed alle donne delle Istituzioni.

«Questa è casa vostra» dice aggiungendo che oggi c’è una nuova vicinanza tra comunità e istituzioni, che la gente denuncia, si schiera e si indigna. 

È evidente che lo Stato, per troppo considerato alieno e lontano, gode adesso di una credibilità forte e questo grazie ad istituzioni che prima ancora di essere la divisa che indossano, sono uomini e donne che hanno a cuore le sorti di una terra per la quale si spendono con abnegazione e grande senso del dovere. 

Non dobbiamo però dimenticare che Stato è ciascuno di noi e che la lotta alla ‘ndrangheta non può essere delegata alla magistratura ed alle sole forze dell’ordine ma parte dalla quotidianità di tutti e di ciascuno. (Libera Vibo Valentia)

LIMBADI – La campagna “La libertà non ha pizzo”

18 gennaio 2019 – Oggi pomeriggio, a Limbadi, alle 17.00, presso la sala convegni della Villa Confiscata, la presentazione della campagna regionale sui temi del racket e usura, dal titolo La libertà non ha pizzo.

Si tratta di un progetto ideato da Libera, dal nome LiberaIdee, e ha come obiettivo la rilettura attuale e condivisa del fenomeno mafioso e corruttivo.

Intervengono Giuseppe Gualtieri, prefetto di Vibo Valentia,Antonio Respucci, commissario straordinario del Comune di Limbadi, EnniO Stamile, referente regionale Libera Calabria, Lucia Lipari, referente area giustizia per Libera Calabria, Marcello cozzi, presidente della Fondazione Nazionale “Interesse Uomo”, Michele Albanese, giornalista e responsabile Fns per la legalità, e Gaetano Saffioti, imprenditore che si è rifiutato di pagare il pizzo. Modera Giuseppe Borrello, referente provinciale di Libera Vibo Valentia.

La campagna, nata a Reggio nel 2010, vuole promuovere, partendo dal basso, una rivoluzione socio-economica e culturale, puntando ad ascoltare e accompagnare, nel cammino difficile e di liberazione, molti imprenditori dal potere mafioso.

«Questa campagna – si legge in una nota di Libera – viene presentata in un momento particolare per il territorio vibonese, dove assistiamo, neglo ultimi giorni, al susseguirsi di atti violenti e intimidatori ai danni di imprenditori e commercianti; e, a tal proposito, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà agli stessi, con la speranza di poter costruire insieme un percorso fattivo che possa affrancare, definitivamente, i nostri luoghi».

«Simbolica – prosegue la nota di Libera – è anche la scelta del luogo in cui si pone il primo passo, di quella che vuole essere un’azione concreta a sostegno di imprenditori e piccoli commercianti, la Villa Confiscata al clan Mancuso, quello che prima era il simbolo di potere violento, ora deve diventare luogo di legalità e speranza». (rvv)

VIBO: OGGI L’INIZIATIVA IL VELENO DELLA MAFIA

6 agosto – Si svolge oggi, a Vibo Valentia, alle 19.30, presso il Parco delle Rimembranze, l’iniziativa organizzata dal coordinamento di Libera di Vibo Valentia, dai Circoli di Ricadi e Vibo Valentia di Legambiente e dell’Associazione Valentia.
L’evento prevede la proiezione del docu-film “Il veleno della mafia e la legge europea del silenzio”, scritto e diretto da Christian Gramstradt con la collaborazione di Sandro Mattioli e prodotto da Arte France e ARD/Radio Bremen.  (rvv)