L’OPINIONE / Giusy Iemma: Alta velocità, fare chiarezza su manovre che penalizzano il territorio

di GIUSY IEMMA – Ancora una volta l’alta velocità in Calabria rischia di correre su un binario morto se saranno confermate le indiscrezioni secondo cui ad essere finanziati, in via prioritaria, saranno solo i lotti che riguardano Campania e Basilicata, interessando la nostra regione solo parzialmente.

Il sogno di un collegamento ferroviario Salerno-Reggio moderno e funzionale, evidentemente, è destinato a rimanere tale se a livello governativo, nella programmazione dei fondi Pnrr, si assumono decisioni contraddittorie rispetto ai proclami. Sull’altare del famigerato Ponte sullo stretto, su cui continuano a concentrarsi tutte le attenzioni, rischiano di venire sacrificati progetti ben più importanti e sostenibili da cui passa la sfida di colmare i divari infrastrutturali che separano la Calabria dal resto d’Italia.

Il treno del Pnrr avrebbe dovuto privilegiare le regioni più in difficoltà, ma si prospettano ancora una volta scenari che non lasciano ben sperare e, anzi, vedono la Calabria come la vittima predestinata quando si tratta di operare tagli o deviare fondi verso altri lidi. E’ emerso, infatti, che per finanziare l’aumento della dotazione per il credito d’imposta legato alla Zes unica, sarebbero stati dirottati 750 milioni di euro destinati invece alla progettazione del tracciato per l’alta velocità. Si tira la coperta da una parte all’altra, ma sempre troppo corta resta quando si parla di Calabria.

E, mentre i gruppi di centrodestra sulla questione fanno solo a botte tra di loro, mostrando evidenti segni di frattura, a pagarne le conseguenze saranno i territori, le aree interne, sempre più a rischio isolamento e privati di servizi e di collegamenti primari. Cosa ne pensa il presidente Occhiuto di questa visione divisiva e discriminatoria per la Calabria calata dall’alto? Sull’autonomia differenziata ha assunto finora un atteggiamento attendista, ma la nostra regione non può continuare ad assistere passivamente a nuove manovre finalizzate ad impoverirla ulteriormente. (gi)

[Giusy Iemma è vicesindaca di Catanzaro]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La storia di degrado ambientale dell’Arenella

di EMILIO ERRIGO – Invito il sensibile e sempre attento alle tematiche sociali e ambientali della Calabria, il Signor Presidente del Consiglio Regionale della Regione Calabria, dott. Filippo Mancuso, il carissimo sindaco della mia Città natale Reggio di Calabria, l’avv. Giuseppe Falcomatà e quanti ne avvertono il piacere-dovere, di visitare e constatare lo stato di vistoso e crescente degrado ambientale della antica fabbrica dei derivati del Bergamotto di Reggio Calabria, denominata Arenella di Reggio Calabria, per non confonderla con la gemella antica Fabbrica dei derivati degli agrumi Arenella di Palermo.

Adiacente alle storiche e in parte integre infrastrutture da mettere in sicurezza e renderli fruibili alla Comunità della Città Metropolitana di Reggio Calabria, fino a qualche anno addietro era perfettamente funzionante a pieno regime produttivo la storica Fabbrica dell’Essenza del Bergamotto di Reggio Calabria, sita in Via Nazionale San Gregorio al n.74, della vecchia SS 106. Ora tutto è fermo, nessun segno di vita, alcuna apparente attività parrebbe attivata da parte del Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria.

Perché questo stato di silenzio produttivo, si e mi chiedono gli abitanti increduli e disorientati della piccola realtà abitativa di San Gregorio?
Sono circa 2 ettari di territorio dove sono presenti infrastrutture di gran pregio architettonico, storico e industriale. Si vedono solo arbusti di ogni specie in libera crescita e animali incontrollati presenti nell’area edificata e incontrollata, anche se la carissima amica di tutti noi ragazzi di San Gregorio la sempre presente Caterina, una delle Figlie del compianto Custode Antonino Campolo, non ci fa mancare il Suo ben augurante saluto amichevole.

I miei ricordi di quelle due Fabbriche del Bergamotto e suoi derivati, affondando negli anni ’60/’70, anche perché frequentavo quegli ampi spazi ambientali per giocare con i miei amici e compagni di Scuola Elementare. Poi solo delle apprezzabili iniziative dell’Associazione Culturale e Sportiva Pro San Gregorio, con il mitico Presidente il Comandante Cavaliere della Repubblica Italiana, Ettore Errigo, con la tradizionale settimana di eventi sportivi marinari e spettacoli musicali di Estate Insieme e connesso evento successivo Sapori d’Autunno, manifestazioni a forte caratterizzazione sociale coinvolgenti, che si concludevano ogni anno con il conferimento del Premio Internazionale San Gregorio di Reggio Calabria.

Ora dopo un breve periodo di funzionamento della Fabbrica dell’Essenza del Bergamotto di Reggio Calabria, gestita dalla nota e storica Società della Famiglia Capua, nulla di concreta operatività sembra vedersi all’orizzonte marino di San Gregorio. Tante promesse e atti di buona volontà per l’Istituzione dell’Istituto Internazionale Superiore della Profumeria in Calabria, finanziato in parte con il c.d. Decreto Reggio Calabria, di cui alla legge n246 del 5 luglio 1989, approvava il finanziamento per la realizzazione di interventi e opere pubbliche di Interesse nazionali, indifferibili e urgenti a favore della Cittá e abitanti di Reggio Calabria e Provincia.

Recentemente dopo i reiterati interventi giornalistici del quotidiano digitale on line Calabria.Live, anche il bravo, sensibile e noto giornalista Filippo Diano, di GS Channel, ha curato un ottimo e molto seguito in verità servizio televisivo, ricco di gradevoli immagini intervistando l’Ing. Domenico Giandoriggio, colui che ha coordinato il team di tecnici e specialisti per la progettazione esecutiva delle opere e aree didattiche.

Rimane in tutti noi abitanti e Cittadini di San Gregorio, la fiduciosa attesa che il nostro carissimo sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, riprenda in mano esperta e competente questa realtà a rilevante interesse pubblico per il prevedibile positivo ritorno occupazionale e ambientale che riguarda il comprensorio di quella che doveva essere la Zona Industriale e Mercatale di San Gregorio- Mortara – San Leo, area costiera marittima di pregio ambientale situata a circa 2 chilometri dall’Aeroporto di Reggio Calabria.

[Emilio Errigo è nato a Reggio di Calabria, docente universitario di “Diritto Internazionale del Mare e Management delle Attività Portuali” presso l’Università della Tuscia di Viterbo]

L’OPINIONE / Angelo Sposato: È necessario un rilancio dei siti archeologici e beni culturali per renderli vettori di sviluppo

di ANGELO SPOSATO – Il Vinitaly svolto in Calabria nella splendida cornice del parco archeologico di Sibari è stato un evento positivo per la nostra regione.

Ora è necessario un rilancio dei siti archeologici e dei beni culturali per renderli vettori di sviluppo e promozione della Calabria e del territorio. Riprendere le campagne di scavi nei siti archeologici (ferme a Paolo Orsi e Umberto Zanotti Bianco) è fondamentale, così come fondamentale è il coinvolgimento delle nostre università per un progetto di rilancio complessivo del patrimonio ambientale e culturale che possa coniugare il binomio beni culturali-turismo con il coinvolgimento del Ministero dei beni culturali, della regione e delle università.
Va recuperato il gap infrastrutturale, a partire dal tema dei collegamenti, dall’alta velocità, elettrificazione della linea ferroviaria Jonica e dalla velocizzazione dei lavori della SS 106 già finanziati ed individuate le risorse per l’intero tracciato.
Servono collegamenti veloci ed un sistema aeroportuale efficiente e adeguato alle reali possibilità dei cittadini. Sono troppo alte le tariffe di treni e aerei per l’uscita e l’entrata della Calabria.
A proposito di trasporto aereo, nei mesi scorsi avevo proposto al Presidente della regione di intitolare l’aeroporto di Lamezia Terme a Mattia Preti e far diventare l’hub aeroportuale anche un incubatore di divulgazione e promozione culturale. (as)
[Angelo Sposato è segretario generale della Cgil Calabria]

L’OPINIONE / Mariaelena Senese: È urgente cambio di passo nelle politiche regionali per sviluppo della Calabria

di MARIAELENA SENESE – Negli ultimi anni, il Sud Italia ha dimostrato una crescente attrattività e competitività, confermandosi la terza regione più attrattiva tra i 22 Paesi del Mediterraneo, secondo i dati del Mediterranean Sustainable Development Index (Msdi). Tuttavia, nonostante questi progressi significativi, la Calabria continua a soffrire di un grave ritardo infrastrutturale che ostacola il pieno sviluppo delle sue potenzialità economiche e sociali.

Dati significativi emergono dal rapporto Msdi, che evidenzia come il Sud si posizioni al quinto posto nell’analisi economica e al terzo posto nella dotazione di asset, dimostrando una capacità crescente di attrarre investimenti e sviluppare innovazione e cultura. Tuttavia, in Calabria, questi progressi sono ancora frenati da un’infrastruttura inadeguata, che impedisce alla regione di sfruttare appieno queste opportunità.

In particolare, il rilancio del Porto di Gioia Tauro rappresenta una priorità assoluta. Questo porto, uno dei più grandi del Mediterraneo, ha un potenziale strategico per trasformare la Calabria in un hub logistico di rilevanza internazionale, creando nuove opportunità di lavoro e crescita economica. È imperativo che si investa in maniera decisiva nel miglioramento delle infrastrutture portuali e delle reti di trasporto ad esse connesse, per aumentare la competitività del porto e attrarre investimenti internazionali.

La creazione di nuova occupazione è un’altra questione centrale per la nostra regione. Sebbene il Sud abbia registrato un incremento dell’occupazione del 3,1% nel 2023, superando la media nazionale, la Calabria deve fare molto di più per colmare il divario con le altre regioni italiane. È necessario potenziare le politiche attive del lavoro, incentivare la nascita di nuove imprese e sostenere l’innovazione tecnologica, in modo da offrire ai giovani e alle donne svantaggiate opportunità concrete di impiego stabile e qualificato.

Il Mezzogiorno, e con esso la Calabria, rivestono un’importanza strategica non solo per l’Italia, ma per l’intera area mediterranea. Con una visione lungimirante e investimenti mirati, la nostra regione può diventare un ponte naturale tra l’Europa e l’Africa, sfruttando il suo ruolo centrale nel contesto geopolitico ed economico del Mediterraneo. Il successo del Piano Mattei e della Zes unica dipenderà anche dalla capacità della Calabria di superare le sue carenze strutturali e di inserirsi pienamente in questo processo di trasformazione.

In conclusione, riteniamo indispensabile sottolineare l’urgenza di un cambio di passo nelle politiche regionali e nazionali, per trasformare le sfide in opportunità concrete di sviluppo, crescita e occupazione per tutta la regione. (me)

[Mariaelena Senese è segretaria generale Uil Calabria]

L’OPINIONE / Giovanni Pirillo: Con la Sila-Mare avremo l’entroterra competitivo, destinazione turistica e sviluppo

di GIOVANNI PIRILLO – Collegare in 30 minuti la costa jonica della Sibaritide con il Parco Nazionale della Sila e il Gran Bosco d’Italia, attraversando la Valle del Trionto. Era e rimane, questo, uno degli obiettivi più ambiziosi delle comunità della Sila Greca e di tutta l’area costiera di Corigliano-Rossano. Lo è ancora di più oggi perché, attraverso l’ausilio di una nuova strada moderna e sicura, questa vasta area è nelle condizioni di poter finalmente rilanciare, rafforzare e qualificare le proprie aspettative economiche e di crescita, costruendo una destinazione turistica destagionalizzata ed invertendo anzi tutto il trend dello spopolamento.

Avanzano a ritmi serrati gli interventi previsti per questa infrastruttura strategica, e ringrazio la Regione Calabria, il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore alle infrastrutture Gianluca Gallo, congiuntamente alla direzione regionale di Anas Calabria, guidata da Francesco Caporaso, per l’incessante lavoro di programmazione e pianificazione dell’opera che, nei prossimi anni, vedrà il definitivo completamento fino alla Statale 106 e che cambierà i connotati a tutta questa parte della provincia di Cosenza.

Mai come adesso, grazie alle continue interlocuzioni che l’Amministrazione Comunale ha avuto nel corso degli ultimi mesi e che continua ad avere anche con il Governo Nazionale, c’è un’attenzione massima su quello che è considerato da tutti uno strumento insostituibile per il rilancio competitivo dell’entroterra. Una volta completata almeno nel tratto vallivo, bypassando di fatto il più antico e tortuoso tracciato, la Sila-Mare sarà un corroborante per l’economia agricola e agroalimentare di pregio della Sila greca e la finestra d’ingresso in una delle destinazioni esperienziali più inedite e ad oggi inesplorate della Calabria Straordinaria.

Entro la fine del 2025 la Sibaritide sarà connessa in tempi veloci alla Sila. Infatti, già in vista del prossimo autunno sarà aperto il nuovo tratto compreso tra località Destro, nel territorio di Longobucco e il viadotto di Cropalati. Entro settembre 2025 dovrà essere completata l’opera di ricostruzione del viadotto Ortiano e di messa in sicurezza del lotto compreso tra Ortiano e Destro fortemente danneggiato a seguito della piena del 3 maggio 2023.

E sono in fase di ultimazione i lavori di messa in sicurezza e consolidamento dei viadotti che si innalzano nel tratto compreso tra Ortiano e Longobucco. Siamo di fonte ad un intervento colossale che ha visto anche il coinvolgimento del Dipartimento di Ingegneria dell’Unical e di tecnici e maestranze specializzate, restituendo valore aggiunto ad una delle opere pubbliche più salvifiche dell’ultimo mezzo secolo in Calabria.

Non solo la Sila-Mare. L’Esecutivo cittadino negli ultimi mesi ha chiesto e ottenuto anche un importante intervento di riqualificazione della strada Macrocioli tra il centro cittadino e località Fossiata e la messa in sicurezza della SS177 Silana Rossanese nel valico di Monte Altare. Anche in questo caso si tratta di un’opera strategica che si attendeva da anni soprattutto per consentire una viabilità sicura e alternativa, soprattutto nei periodi invernali, da e verso Cosenza e le altre aree interne della Provincia. (gp)

[Giovanni Pirillo è sindaco di Longobucco]

L’OPINIONE / Giusy Iemma: Il nostro no al Parco Eolico per tutelare il nostro territorio e il nostro mare

di GIUSY IEMMA – Il Comune di Catanzaro esprime una ferma opposizione all’installazione di un Parco eolico marino off-shore lungo la costa ionica, inclusa l’area marina di fronte ai quartieri Lido e Giovino. Questa scelta non nasce da preconcetti ideologici, ma da una visione chiara e condivisa dello sviluppo dell’area costiera, in linea con l’opinione pubblica e con gli obiettivi che questa Amministrazione sta perseguendo con determinazione.

Siamo favorevoli all’energia proveniente da fonti rinnovabili e stiamo investendo molto nella transizione energetica. Ne è prova l’ultimo accordo sancito con Enea e con l’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare, che richiede una pianificazione urbanistica rispettosa della natura, dell’ambiente e del paesaggio. Tuttavia, riteniamo che questo impianto non risponda all’effettivo fabbisogno del nostro territorio e che il nostro mare verrebbe solo “consumato” per produrre energia da esportare, senza che questo sia stato concordato con le amministrazioni locali.
Gli atti ufficiali di questa amministrazione parlano chiaro. Già nel luglio dello scorso anno, attraverso una delibera di giunta, abbiamo espresso il nostro dissenso verso il progetto, indirizzando le nostre osservazioni alla Capitaneria di Porto in merito alla richiesta di concessione demaniale marittima trentennale da parte della società promotrice dell’intervento. La nostra posizione si fonda sulla volontà di tutelare il nostro territorio e il nostro mare, risorse che sono parte integrante dell’identità di Catanzaro.
Il progetto del parco eolico off-shore confligge con il nostro piano di sviluppo per l’area costiera, che vede nel completamento del Porto una priorità strategica per l’indotto economico e occupazionale. Pensiamo a un porto turistico-peschereccio che possa convivere con le attività diportistiche e con una naturale destinazione turistica sostenibile. L’installazione di turbine eoliche potrebbe compromettere questo percorso, penalizzando possibili prospettive di sviluppo.
Le ragioni del nostro No sono molteplici: dalla tutela della flora e fauna marine, all’impatto visivo e paesaggistico, fino alle limitazioni sulla sicurezza della navigazione e all’attività di pesca, che è parte fondamentale dell’identità del nostro territorio. La realizzazione del parco eolico comporterebbe la sottrazione di vaste aree di pesca, mettendo a rischio un’attività strettamente connessa con il turismo, risorsa primaria della nostra economia.
Infine, è fondamentale ricordare che la Calabria produce già un surplus di energia elettrica rispetto al proprio fabbisogno. Continuare a “consumare” il nostro territorio per esportare energia non è la strada migliore da percorrere. Occorre, piuttosto, promuovere un sistema di “energia a km zero”, coinvolgendo la comunità locale nella produzione e nel consumo dell’energia, così come indicato dalla recente Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili.
Siamo pronti a unire la nostra voce a quella di altri comuni della fascia ionica per rappresentare in maniera unitaria la volontà di tutelare i nostri territori dalle devastazioni ambientali e dalle speculazioni. Il Consiglio comunale ha già espresso una chiara contrarietà al progetto, e noi faremo tutto il necessario per dare seguito a questa posizione, agendo nel rispetto della nostra storia, del nostro paesaggio e della nostra comunità. (gi)
[Giusy Iemma è vicesindaca di Catanzaro]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Con attacco ai Vescovi e a mons. Savino la Lega ha superato ogni limite

di FRANZ CARUSO – Con l’attacco frontale ai Vescovi e al Vice Presidente della Conferenza Episcopale, Mons.Francesco Savino, la Lega ha superato ogni limite e scriteriatamente i suoi esponenti, a cominciare dal Vice Premier Matteo Salvini, hanno indirizzato i loro strali e le loro invettive senza controllo nei confronti di chi ha avuto il coraggio di dire la verità su quanto perniciosa sia l’autonomia differenziata per tutto il Paese e per il futuro del Sud e della Calabria.

È dall’inizio di questa amara vicenda che va sotto il nome di autonomia differenziata che siamo impegnati senza tregua a difendere l’unità del Paese da un pericoloso attacco che mina alle fondamenta anche lo sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria. Ed è sin dall’inizio che abbiamo, con grande favore e apprezzamento, constatato la comunanza di posizioni tra quel che andiamo sostenendo e quel che la Cei ha, attraverso Mons.Savino, reso pubblico ancora una volta.

L’autonomia differenziata – non ci stancheremo mai di ripeterlo – è fortemente divisiva perché produrrà una sconsiderata frammentazione in 20 piccole repubbliche generando una inaccettabile discriminazione territoriale e creando, come saggiamente rilevato da Mons. Savino, due Italie, “una prospera e l’altra abbandonata a se stessa”. Bene ha fatto il Vice Presidente della Cei a parlare, a proposito della riforma Calderoli, di “pericolo mortale” e del rischio di acuire il divario già esistente tra Nord e Sud che potrebbe dar luogo ad un vero e proprio “far west” tra le regioni più povere di risorse.

Ecco che  è arrivato il momento di reagire con forza alle spinte secessioniste in atto nel Paese e che vanno in tutti i modi allontanate. Non saranno certamente gli attacchi della Lega alla Ceia farci indietreggiare. Siamo al fianco della Cei e di Mons.Savino, che la rappresenta egregiamente, e non tollereremo altre esternazioni che reputiamo alquanto ingenerose e che hanno il solo scopo di nascondere la polvere sotto il tappeto, ammantando di populismo e demagogia una deriva che la Lega ha abbracciato da tempo e dalla quale fa, ormai, molta fatica ad uscire. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Mario Cardia: A Reggio nove scuole chiuderanno

di MARIO CARDIA – Che Sindaco e maggioranza vivano in un posto diverso da Reggio lo si è capito bene, ma anche al loro totale distacco dalla realtà deve esserci un limite, soprattutto quando vengono messi a repentaglio i diritti dei bambini e dei ragazzi che frequentano le scuole reggine e la serenità di migliaia di famiglie della nostra Città.

L’ultimo – attuale – disastro riguarda purtroppo le scuole primarie e medie della Città e con esse la quotidianità ed il diritto allo studio ed all’istruzione dei più piccoli e delle mamme e papà, degli insegnanti che ogni giorno se ne prendono cura. L’allarme è stato lanciato con grande attenzione nei giorni scorsi dalla Uil Scuola e i documenti venuti fuori dagli uffici del Cedir nella giornata di oggi ne confermano la veridicità e l’assoluta gravità: all’esito delle verifiche di vulnerabilità sismica, ben  nove scuole della Città chiuderanno: Galluppi, Vitrioli, Pythagoras, Dante Alighieri Catona, distaccamento Dante Alighieri Catona, Klearcos Archi, melissari Tremulini, Frangipane edificio Nord, scuola primaria di Condera.

È questo il disastro dell’amministrazione tragicamente emerso da una nota della Dirigente comunale all’istruzione, indirizzata a tutti i Dirigenti Scolastici delle scuole reggine. Oltre alla chiusura di questi plessi scolastici, ciò che davvero sconvolge per l’assoluta assenza di programmazione è che si chiede ai Dirigenti Scolastici delle altre scuole reggine di indicare locali disponibili dove accogliere i bimbi ed i ragazzi frequentanti le scuole che dovranno essere chiuse, come se fossero oggetti da collocare, anziché bimbi e ragazzi che hanno diritto di studiare e crescere serenamente.

Perchè l’amministrazione non ha speso i fondi dell’edilizia scolastica? E dove verranno redistribuiti gli alunni delle scuole chiuse? Nelle mense, nelle aule magne delle altre scuole? Ben vengano le verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole, in quanto rappresentano uno strumento a tutela della sicurezza degli alunni. Ma ciò che lascia senza parole dinanzi a questo ennesimo scempio dell’amministrazione è la totale totale assenza di visione e programmazione politica e amministrativa della maggioranza, che in attesa degli esiti dei carotaggi non ha messo in campo nessuna azione politica ed amministrativa per prevenire la chiusura dei plessi e adottare per tempo soluzioni alternative. Chiudere NOVE scuole a distanza di 20 giorni dall’inizio dell’attività didattica significa letteralmente buttare nel caos centinaia di famiglie e pregiudicare il diritto all’istruzione dei più piccoli.

Ed è qualcosa di inaccettabile, sulla quale come Consigliere di opposizione non farò sconti, nell’interesse dei diritti dell’infanzia e delle famiglie reggine. Il sindaco deve subito riferire su questo disastro in un Consiglio Comunale aperto, al quale dovranno poter partecipare tutte le famiglie reggine. (mc)

[Mario Cardia è consigliere comunale di minoranza di Reggio]

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: Il predicatore e il trafficante di manoscritti

di SANTO GIOFFRÈ – Ieri sono accaduti 2 fatti devastanti per la Calabria e la sua tenuta come entità Etnica, mentre la gente vaga, ubriacata dagli ultimi fuochi d’artificio e feste vinicole. Ieri è uscita una violenta nota della Cei, per bocca di Mons. Savino contro l’autonomia differenziata che sarà la «morte per le Regioni Meridionali…».

A queste decise dichiarazioni rispondono in due; ladri di manoscritti e maestri di porcellum. Zaia, che vuole la moglie piena e il marito ubriaco e il miracolato di Sant’Antonio di Padova, Santo arruolato, da sempre, dai Controrivoluzionari. E che dice l’inventore di porcellum? Ma come, io la legge l’ho fatta recependo, tutte, le osservazioni del Governatore Roberto Occhiuto e, ora, mi dite che il suddetto mio porcellum porterà alla morte del Sud? Mettetevi d’accordo… Già, mettetevi d’accordo!

Allora, se è così, forse, il potente Governatore delle Calabrie Citra, Ultra I e II, deve spiegarci se sa cosa comporterà per la Calabria, tra le altre bestialità, aver dato via libera a Calderoli d’inserire funzioni non Lep che fanno parte di “materie Lep” (ad esempio contrattazione integrativa e retribuzione nel campo della scuola e sanità) dentro la Legge sull’Autonomia Differenziata, per il futuro delle miserie della Calabria. Forse è sfuggita la cosa. Non solo non avremo, più, Sanità pubblica, ma si tornerà ai Maestri di strada alla Zanotti Bianchi per trovare qualcuno che sappia scrivere qualche Sms, come facevano i Preti ai tempi degli Immigrati Italiani in Brasile subito dopo l’Unità d’Italia: cornuti, derubati e bastonati! (sg)

L’OPINIONE / Giovanni Papasso: Vinitaly a Sibari esempio di come sia fondamentale la sinergia istituzionale

di GIOVANNI PAPASSO – L’arrivo del Vinitaly a Sibari soprattutto – ha commentato Papasso – rappresenta più di ogni altra cosa e al di là della portata dell’evento un chiaro esempio di come la sinergia istituzionale sia fondamentale per arrivare ad organizzare eventi del genere e con una complessità logistica tale.

In un mese si sono susseguite riunioni in Prefettura, su coordinamento del Prefetto di Cosenza, dottoressa Rosa Maria Padovano, in Questura, alla presenza di forze dell’ordine, Enti, Associazioni, comuni, professionisti e tanti altri attori (tra cui Anas in primis) che hanno collaborato fianco a fianco per rendere possibile questa iniziativa che farà conoscere ancora di più al mondo Sibari, la Sibaritide, la sua storia, le bellezze naturalistiche e tutte le sue enormi potenzialità fino ad ora in parte inespresse.

Parlare di meriti singoli sarebbe riduttivo perché in tanti si sono spesi e si spenderanno in questi giorni a cominciare dalla Regione Calabria, per volontà dell’assessore Gianluca Gallo e del presidente Roberto Occhiuto con Arsac in prima linea grazie all’egregio lavoro del commissario straordinario la senatrice Fulvia Caligiuri, da VeronaFiere, dal Parco Archeologico di Sibari diretto da Filippo Demma che ha il merito di aver lanciato questo nuovo corso dei beni culturali calabresi e che ha il fulcro centrale a Sibari, e lo stesso Comune di Cassano All’Ionio che collabora, supporta e stimola sia il Direttore Demma, sia il Parco Archeologico, sia la Regione Calabria.

E lo fa fungendo da esempio: sono sotto gli occhi di tutti i numeri (e la qualità degli eventi) fatti registrare, in ultimo, dall’estate cassanese 2024 che brilla anche per organizzazione. Lo dicono i turisti, i residenti e lo dicono soprattutto le forze dell’ordine e le istituzioni sovra comunali. Grazie proprio alla capacità di gestire eventi di tale portata già rodata in questi ultimi anni si è organizzato tutto in meno di un mese. E in questo il comune che amministro (grazie al lavoro degli uffici, della squadra manutenzione e della Polizia Locale guidata dall’architetto Anna Maria Aiello) è in prima linea per fornire servizi e supporto: Prefettura, Questura e Forze dell’ordine in genere lo sanno bene e per questo si è collaborato fianco a fianco in sinergia istituzionale in maniera unitaria e con grande entusiasmo.

Per questo motivo vanno ringraziati anche per l’impegno messo in campo il Questore della Provincia di Cosenza dr. Giuseppe Cannizzaro, il Vicario del Questore, Primo Dirigente Ferruccio Martucci, il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Col. Agatino Saverio Spoto, il Comandante dei Vigili del Fuoco di Cosenza, Ing. Giampiero Rizzo, l’ispettore superiore Sebastiano Brancati, responsabile della Sottosezione autostradale di Cosenza.

La fase organizzativa dell’evento si è svolta in un clima di massima cordialità, sacrificio e collaborazione, un vero e proprio encomiabile lavoro di alta professionalità e di coordinamento istituzionale. Ecco perché stonano le uscite fatte da taluni, peraltro mai visti ai tanti tavoli organizzativi e di lavoro fatti in questi giorni anche a cavallo di Ferragosto, alla ricerca selvaggia di inutili primogeniture di cui eventi di questo tipo non hanno nemmeno bisogno.

A questo punto,  auguro buon Vinitaly a Sibari a tutti e spero che sia l’occasione per esaltare e consacrare definitivamente questo territorio troppo spesso dimenticato dalla politica Regionale e Nazionale. (gp)

[Gianni Papasso è sindaco di Cassano allo Ionio]