L’OPINIONE / Franz Caruso: Sanità calabrese e cosentina continua a presentare il volto del degrado

di FRANZ CARUSO – La sanità calabrese e quella cosentina in particolare continua a presentare il volto del degrado e del decadimento. Dopo le reiterate dimissioni di un direttore del Pronto Soccorso, le ultime sono quelle protocollate ieri dal dott. Urso, ancora una volta piove a catinelle nel reparto di rianimazione dell’Annunziata, che giorno dopo giorno, nonostante interventi di restauro e ripristino più o meno ordinari e/o straordinari, continua a mostrarsi per com’è naturale che sia una struttura antica, depauperata e non più adeguata ad ospitare un ospedale Hub provinciale con reparti di emergenza/urgenza che hanno bisogno di sicurezza e volumetria.

Con più di  40 anni di vita, continui ampliamenti e ristrutturazioni, il nosocomio bruzio non è più in grado di soddisfare i bisogni dei pazienti/utenti, certamente per via di locali angusti e non adatti alle nuove e moderne strumentazioni necessarie per effettuare prestazioni di eccellenza, ma anche perché  l’emergenza/urgenza, per come tra l’altro dimostra la quotidianità, ha bisogno di locali ampi e sicuri sotto ogni punto di vista per pazienti, ma anche per medici e per il personale che vi opera.

Non so a cosa sia dovuta questa ennesima copiosa infiltrazione di acqua, un episodio simile era già avvenuto nel maggio del 2021 – incalza il sindaco Franz Caruso –  ma certamente è una circostanza biasimevole che sta arrecando disagi per utenti e personale sanitario. Ciò che più sorprende ed amareggia è che i locali sono stati inaugurati circa due mesi fa dopo importanti lavori di ristrutturazione. A questo punto mi auguro e spero che il direttore generale dell’AO Annunziata, Vitaliano De Salazar, provveda a far fare gli accertamenti del caso e, soprattutto, a garantire sicurezza agli utenti dell’ospedale di Cosenza.
Vorremmo capire, inoltre, a cosa realmente sono dovute le continue dimissioni dei direttori del pronto soccorso, che, pur rappresentando professionalità di riconosciuto ed apprezzato valore, abbandonano improvvisamente e dopo poco tempo l’incarico. Circostanze su cui  il direttore De Salazar vorrà, ne sono certo, fare chiarezza quanto prima.
Detto ciò, ritengo doveroso da parte mia esprimere sentimenti di vicinanza e solidarietà, anche a nome dell’intera amministrazione comunale, ai pazienti ricoverati presso la rianimazione dell’Annunziata, alle loro famiglie, ai medici ed a tutto il personale sanitario che presta, con abnegazione ed alta professionalità nel nosocomio cittadino la propria opera. Al Governatore della Calabria e commissario ad acta alla sanità, Roberto Occhiuto, rinnovo il mio pressante invito affinché, a favore della collettività amministrata, operi una scelta di coscienza dando la possibilità ai cosentini di avere un nuovo ospedale Hub.
Utilizzando i finanziamenti già in essere lo si può costruire in pochi anni. Lo faccia Roberto Occhiuto, dando finalmente una risposta adeguata alle esigenze dei cosentini e dimostrando di tenere al bene pubblico più che ad altro. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Enzo Musolino: Il vero progetto di Salvini sul Ponte è chiaro da tempo: Un feticcio politico/ideologico

di ENZO MUSOLINO – Il vero progetto del ministro Salvini sul “Ponte” è chiaro da tempo:  non è un’opera ingegneristica ma un feticcio politico/ideologico piegato alle esigenze di visibilità sue e della Lega Nord.

È noto, infatti, che sono previsti un milione di euro l’anno per sette anni solo per la comunicazione istituzionale; un dispendio di soldi pubblici finalizzato a far assimilare anche ai più riottosi la “Grande Opera” più indigesta al mondo. La macchina della propaganda, però, non conosce tregua ed è sempre di più necessario bypassare le critiche tecniche, superare le obiezioni ambientali, disconoscere i dubbi sulla tenuta “economica”, e per far questo si punta, ovviamente, sulla politicizzazione dell’intervento, sul “sogno” da inserire in un progetto di “
“Destra” – indifferente ai dati scientifici – tutto teso a rappresentare un Paese di “cartapesta”, che non c’è, con la “visione” del “gigantismo infrastrutturale” come risultato spendibile e riconosciuto di questo Governo.
Non serve, quindi, discutere davvero della realizzabilità, non ci si sta impegnando con serietà sulla tempistica, non ha senso rassicurare i territori coinvolti con documenti, dati tecnici, studi aggiornati.
Salvini a tutto pensa tranne che all’evidente rischio di un’ennesima e gigantesca incompiuta (l’opera è stata sostanzialmente bocciata dalla commissione Via/Vas del Ministero dell’Ambiente e dagli stessi tecnici della Stretto di Messina Spa che si sono esercitati in raccomandazioni e prescrizioni pur di non metterci la firma). Quello che conta, quello che serve al Ministro Leghista è solo l’effetto politico/mediatico.
Ed ecco che per l’annuale Meeting di Rimini organizzato da Comunione e Liberazione (dal 20 al 25 agosto), lo spot governativo arriva al suo culmine:  lontano dai territori abbandonati ai tanti dubbi, indifferente alle proteste e alle proposte alternative di cura dello Stretto provenienti dai Comitati di cittadini operativi sulle due sponde – sostenuti dalle forze politiche del Centrosinistra (PD e AVS, insieme ai Comitati, hanno presentato tre esposti alle Procure della Repubblica competenti)  –  il Ministero  delle Infrastrutture realizza uno “stand speciale” dedicato a mappe e visori virtuali relativi al Ponte che non c’è ma che è oggetto di fede.
Centomila euro dei contribuenti per “costruire”, finalmente, ciò che professori universitari, economisti e ingegneri di tutto il mondo ritengono irrealizzabile allo stato della tecnica.
Non si tratta, dunque, di “aggiornare” il progetto pieno di errori che Salvini ha ereditato da Berlusconi, si tratta – così emerge dalle prime notizie stampa – di creare a Rimini un’esperienza immersiva sul Ponte, mediante software e contenuti visivi/audio e interattivi, grazie alla progettazione dell’interfaccia utente e produzione dell’hardware. Un’enorme “supercazzola”, in sintesi, per dare vita fatua ad un “Frankenstein” pericolosissimo che già sta rendendo più poveri i territori dello Stretto:  I 14 miliardi di euro che serviranno per il Ponte e che sono stati scritti nella legge di Bilancio, si stanno già traducendo, infatti, nel mancato investimento sulla flotta delle navi “green” per il traghettamento, nell’indifferenza per la vera priorità di Villa San Giovanni, soffocata dal traffico e destinata, in aggiunta, a diventare la “Città sotto il Ponte”:  quell’indispensabile “Porto a Sud” – di cui le Istituzioni al Governo non si stanno occupando – che libererebbe il centro cittadino dal passaggio dei veicoli pesanti, che migliorerebbe la salute di Quattordicimila cittadini, cui toccherà anche respirare le polveri sottili di un enorme cantiere – quello del Ponte – che sarà operativo nel cuore di un’area densamente urbanizzata e che dovrà convivere con il consueto traghettamento di Tir e Treni.
È un caso che questo spot, che questa illusione “metafisica” si concretizzi a Rimini, grazie a Comunione e Liberazione? No, non è un caso.
Comunione e Liberazione, infatti, torna a dialogare con il nuovo “centroDestra” a trazione meloniana e torna ad occuparsi di politica e di potere, dimenticando gli scandali legati alla stagione di Formigoni, dopo una fase di difficoltà e di apparente distacco dall’impegno diretto o indiretto.
Non è un caso che alcuni esponenti di CL militino con ruoli di rilevanza in Fratelli d’Italia e non è un caso che anche l’anno scorso Salvini abbia cercato e ottenuto il bagno di folla presso gli stand del movimento di Don Giussani, auspicando una ritrovata unità di intenti basata sulla retorica della “Famiglia Mulino Bianco” e sull’ideologia del “fare”, del grande cantiere “mangia soldi” nonostante tutto e tutti, nonostante storia, scienza e coscienza. (em)
[Enzo Musolino è segretario cittadino del PD Villa San Giovanni]

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La bonifica del Sin di Crotone è un bene comune

di EMILIO ERRIGO –  A prescindere da pur legittime opinioni divergenti, che potranno e dovranno trovare composizione nelle opportune sedi, non mancherò, dunque, di porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di dare attuazione al mandato ricevuto dalla Presidente del Consiglio dei Ministri, volto a rimuovere gli ostacoli al pronto avvio degli interventi di bonifica delle aree, dei suoli e delle falde acquifere, oramai da troppo tempo approvati ma mai realizzati.

Osservare e fare osservare le leggi e i regolamenti non costituisce una libera scelta del Commissario, ma integra un preciso obbligo giuridico non solo in capo allo stesso, ma anche in capo a chiunque operi nella Pubblica Amministrazione nell’interesse delle comunità locali.

Nessuno può pensare di ostacolare il percorso di risanamento in assenza dei necessari presupposti fattuali e giuridici; occorre invece favorire, collaborare e cooperare all’attuazione degli interventi, in conformità alla legislazione nazionale e dell’Unione Europea.

Il controllo, la vigilanza, le verifiche e la validazione istituzionale delle attività di bonifica e di riparazione del danno ambientale, sono curati ai massimi livelli di competenza scientifica e di responsabilità, dal competente Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra), dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), dal Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (Snpa), il sistema a rete che coordina tutte le Agenzie Regionali di Protezione Ambientale. 

Mentre la Società di Ingegneria Ambientale del Ministero dell’ambiente (Sogesid S.p.A.) e l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), assicureranno la propria assistenza tecnico-specialistica a supporto alla Struttura Commissariale. 

La sicurezza delle attività tecniche e ambientali e la regolarità delle operazioni sarà garantita in ogni singola fase operativa degli interventi di bonifica, compresa la fase di movimentazione alla destinazione finale dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, che sarà curata in ogni dettaglio con l’assistenza della Componente Specializzata del Comando Unità Forestale e Agroalimentare (Cufa), assieme ed in coordinamento operativo con i Reparti Ambientali dell’Arma dei Carabinieri. 

Ove ritenuto necessario, il Commissario Straordinario di Governo, al fine di garantire i diritti inalienabili alla salute e il rispetto delle norme a tutela dell’ambiente, della biodiversità e gli ecosistemi, potrà, come estrema ratio, esercitare il diritto di avvalimento delle Forze Armate e di Polizia. 

Così agendo e procedendo, si porteranno a positiva conclusione gli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale a Crotone per il bene economico e sociale della nostra Calabria. (ee)

L’OPINIONE / Gregorio Corigliano: Il mio impegno politico e le illusioni del cambiamento

di GREGORIO CORIGLIANO – In vita mia ho beccato due virus, da uno sono guarito, dall’altro no, non potrò mai guarire, perché non ci sono cure, né ho intenzione di guarire. Si chiamano politica e giornalismo. Dopo lunga e penosa malattia, dal primo, son venuto fuori. Quando e come l’avevo contratto? Seguendo le orme di mio padre che non finirò mai di ringraziare, avevo organizzato il movimento giovanile della Dc nel luogo dell’anima.

Era la fine degli anni ’60. Seguendo mio padre e i personaggi politici che arrivavano numerosi per visitare la fiorente sezione del partito che fu di De Gasperi e di Aldo Moro la voglia di impegnare le mie modeste energie mi aveva assalito. E così, alla sezione dei seniores, mi sono prodigato di aggiungere quella dei giovani. Seguivamo gli avvenimenti politici con riunioni ogni quindici giorni in quella sede di via Salerno che ospitava anche la Cisl e l’Azione cattolica, in stanze separate, e non tralasciavamo anche la televisione che era a gettoni – cento lire per un’ora di telegiornali e programmi – che ci dava le novità politiche su governo e partiti. Che era una novità in assoluto, visto che era arrivata nel 1954, anche a San Ferdinando. Il nostro impegno, ovviamente, era per la politica locale e provinciale. In primo luogo, la battaglia per l’autonomia comunale.

Andammo avanti per anni, con dedizione, anche con la lettura dei giornali. Un giorno appresi del congresso provinciale dei giovani diccì, del quale non ero stato informato. Protestai immediatamente con l’allora commissario. Si chiamava Pippo Naro, era di Messina. Lo convinsi e mi invitò a partecipare: fu così che entrai in un giro un pò più grande, fin quando l’anno successivo, per il mio entusiasmo, mi fecero entrare negli organismi dirigenti del movimento. La mia sorpresa fu quando mi chiesero la corrente di appartenenza.

Non ne avevo, ma fui costretto a sceglierne una. Scelsi quella morotea, a fronte di altri che, erano maggioritari, con la sinistra di Base. Delegato fu scelto, Lillo Manti, di Bova Marina, poi consigliere regionale e finanche deputato. Nel frattempo, il mio gruppetto con Oreste Arconte, Matteo Gangemi, Gianfranco Falduto, Nino Parisi, Piero Praticò e tanti altri andava avanti con incontri e dibattiti. Uno stop improvviso, a causa del mio servizio militare, bloccò uomini e cose, salvo poi riprendere, dopo un anno e mezzo. Non è stato facile, però l’entusiasmo ci ha fatto superare ogni ostacolo.

L’istituzione delle Regioni ci aveva facilitato il compito, anche perché avemmo un impegno di grande rilievo nella campagna elettorale che portò la Dc ad avere un buon numero di consiglieri regionali. Vicini a noi erano Lodovico Ligato e Pepè Nicolò ed il deputato Franco Quattrone. Trovata l’occupazione a Reggio mi fu più facile seguire la politica. La mattina, supplente di materie giuridiche ed economiche al Piria, di pomeriggio, al partito in Via Possidonea, per tentare di “ringiovanire” i quadri del partito. Portammo una ventata di novità, ma assolutamente insufficiente a scalzare le incrostazioni decennali. In compenso andavamo in giro per convegni e dibattiti con Ligato e Nicolò e con Quattrone. Giravamo in lungo ed in largo la provincia senza distrazioni, ma con l’entusiasmo giovanile.

Avevamo le chiavi delle segreterie politiche, avevamo fatto un giornalino, grazie al giornalista professionista Ligato, eravamo insomma felici e contenti. Ci eravamo spinti anche su Catanzaro, col movimento regionale che aveva in Mario Tassone il leader indiscusso. Assai spesso il nostro impegno di giovani – volenterosi ed un po’ illusi, serviva anche l’illusione – ci portava a Roma. Grande fu la sorpresa quando partecipammo, con Manti delegato provinciale, Tassone delegato regionale ed io vice di entrambi, al congresso nazionale, al cospetto del delegato nazionale, Gilberto Bonalumi. Bonalumi chiese a Tassone due nomi, per il consiglio nazionale. Il delegato regionale diede anche il mio, ma fui il primo dei non eletti. Un successo strepitoso, comunque: da San Ferdinando a Roma.

Anni ed anni di impegno, riunioni su riunioni, viaggi continui. Avevamo conosciuto anche Fanfani che nel prosieguo degli anni commissariò il movimento giovanile perchè il delegato nazionale di allora aveva superato canoni e regole del partito, giovani sì, ma entro i limiti. Lo stesso era accaduto con il segretario provinciale di Reggio, il barone Antonio Nesci.

Non sopportando i nostri comunicati di critica ai seniores, non ci fece più entrare alla sede. Avevamo, forse, abusato della pazienza altrui, ma non ci avevano capito, men che meno giustificato. Abbandonammo per consunzione nostra, ma felici di avere combattuto la battaglia della disperazione. Rimase l’altro virus, questo che mi spinge a scrivere e a ricordare. (gc)

L’OPINIONE / Pierpaolo Bombardieri: Autonomia aggrava le diseguaglianze

di PIERPAOLO BOMBARDIERI – L’autonomia differenziata allarga la forbice delle disuguaglianze, non fa bene al Paese. Mette a rischio il diritto fondamentale a un sistema sanitario gratuito e universale; compromette la qualità dell’istruzione e danneggia la valenza dei contratti nazionali facendo spazio a sindacati gialli e organizzazioni datoriali non rappresentative.

Come se non bastasse, in una delicata fase di transizione energetica e digitale globale, si delegano scelte strategiche nazionali alle Regioni, che non possono avere gli strumenti adeguati per decidere.

È ovvio che non potevamo restare in silenzio. I nostri iscritti e le nostre iscritte non ci avrebbero mai perdonato per non aver fatto questa battaglia. Vogliamo un’Italia libera, unita e giusta, perciò diciamo no all’autonomia differenziata! (pb)
[Pierpaolo Bombardieri è segretario nazionale Uil]

L’OPINIONE / FILIPPO MANCUSO: Siamo sulla strada giusta per valorizzare le nostre risorse

di FILIPPO MANCUSO – In occasione del Ferragosto, desidero rivolgere un caloroso augurio a tutti i calabresi e a chi ha scelto di trascorrere le vacanze nella nostra splendida regione. La Calabria, con il suo ricco patrimonio naturale e culturale, ha molto da offrire e il turismo rappresenta un’opportunità preziosa per lo sviluppo del nostro territorio.

Il nostro impegno è quello di garantire a chi ci visita accoglienza, servizi di qualità e un’esperienza indimenticabile. Il turismo non è solo una fonte di ricchezza economica, ma anche un’occasione di crescita culturale e di internazionalizzazione delle nostre eccellenze.

Siamo sulla strada giusta per valorizzare al meglio le nostre risorse, ma è essenziale la collaborazione di tutti per vincere le sfide che ancora ci attendono. La Calabria è già riconosciuta come una delle migliori destinazioni turistiche e, con il contributo di ciascuno, possiamo rafforzare questa reputazione a livello internazionale.

Auguro a tutti un sereno Ferragosto, con la speranza che possiate godere delle meraviglie della nostra terra e contribuire a proteggerle e valorizzarle. (fm)

[Filippo Mancuso è presidente del Consiglio regionale]

L’OPINIONE / Rubens Curia: Occhiuto chiarisca su lentezza nell’uso dei finanziamenti per sanità

di RUBENS CURIA – Se Milan Kundera fosse vissuto in Calabria forse non avrebbe scritto il suo capolavoro il cui titolo è “l’elogio della lentezza”.

Infatti dalle allegate schede, elaborate insieme all’ingegnere Francesco Costantino, del Programma di ammodernamento tecnologico finanziato per oltre 86 milioni di euro nel lontano 24 luglio 2019 con delibera Cipe, avvertiamo questa enorme lentezza dell’uso di questi preziosi finanziamenti!

L’ultima rilevazione, come Comunità, Competente l’avevamo fatta il 26 aprile 2024! Purtroppo il Programma di acquisti cammina molto lentamente, infatti dopo 3 mesi di immobilismo sono stati pubblicati due dca che interessano l’Asp di Vibo del 30 luglio 2024 attinenti l’avvio delle procedure per due Tac da destinare ai Presidi Ospedalieri di Serra San Bruno e Tropea.

Nell’incontro che, come Comunità Competente, abbiamo avuto a fine maggio con il Presidente Occhiuto, Esposito,Fantozzi, Miserendino e Calabrò, denunciammo la lentezza chiedendo se le responsabilità erano delle Aziende Sanitarie? Del Dipartimento tutela della salute? Dei Ministeri affiancanti?

Avere impegnato o speso 33 milioni di euro per acquistare Tac, Rmn, Pet, Mammografi ecc. contro gli 86 milioni assegnati dal Governo nazionale dopo 5 anni non è tollerabile!

La stessa Agenas, in una dettagliata relazione di alcuni anni fa, scriveva in merito alla obsolescenza delle nostre apparecchiature Medicali.
È necessario un intervento chiarificatore del Commissario Occhiuto, perché i calabresi che finanziano annualmente con oltre 100 milioni di euro i debiti del Servizio Sanitario Regionale hanno il diritto di sapere. (rc)

[Rubens Curia è portavoce di Comunità Competente]

 

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: E ora parliamo di Lorenzo Calogero

di SANTO GIOFFRÈDurante la bella iniziativa a Melicuccà su Calogero, ho sentito, da spettatore in ultima fila, che sta per nascere, su iniziativa del Comune e sull’onda della stessa riuscitissima manifestazione, una Fondazione Calogero e che, come prima cosa, chiederanno che tutti i quaderni del Fondo Calogero dell’Unical ritornino a Melicuccà per, poi, continuare il lavoro fin qui fatto con l’obiettivo non solo di pubblicarli, ma di renderli accessibili a tutti coloro che, nel mondo, hanno o stanno studiando Calogero.

Lì c’erano tre dei nipoti del grande Poeta. Compresa una signora dimorante in Firenze la quale, nel dire, qualche perplessità l’ha manifestata in relazione ai tanti “coglioniggiamenti” (espressione coniata da Lorenzo Calogero stesso subito dopo aver ricevuto il Premio Villa San Giovanni) dei quali, nei tanti anni, Calogero è stato vittima.

Su Calogero c’è stato, negli ultimi 25 anni, troppo fumo e niente arrosto in giro.

Essendo stato per ben 8 anni assessore alla Cultura della Provincia di R.C. (1998-2002/2007/2011) fumo ne ho incontrato parecchio.

Mi sono imbattuto in Calogero, la prima volta, quando andai a trovare la sua tomba a Melicuccà, nel 2000. Il camposantaro non riusciva a ricordare dove fosse. Dopo un giorno di ricerca, la individuai nel posto più infame del cimitero. In un sottoscala, appena si entrava in un grande stanzone di sepolture, nella parte più bassa in balia all’acqua ogni volta che pioveva.

Cioè, letteralmente, ogni volta che pioveva la sua sepoltura era bagnata dall’acqua, dimenticato da tutti. Grande fu la mia rabbia. Ma come, tutti, a parole e in cerca di affari, si riempivano la bocca su Calogero e, poi, da 40 anni le sue ossa erano lì, buttate come il più misero degli uomini senza la pietà né dei parenti né di tutti questi grandiosi uomini di alta cultura? Prima di tutte le barzellette, il rispetto della memoria sui resti, cazzo! Andai in Comune a chiedere, amareggiato, tornai a Reggio e, immediatamente, convocai tutti. Chiesi al sindaco d’individuare un’area del cimitero dove costruire, subito, una degna tomba-mausoleo. Finanziai in toto l’opera. Seguii i lavori della nuova tomba, giorno dopo giorno, insieme all’ing. Martino.

Quando fu finita, in una bella cerimonia, lo seppellimmo in questa nuova e degnissima dimora. Ecco cosa vuol dire l’amore e il ricordo.

Tra l’altro, io conservo un ricordo dolorosissimo e personale che mi riporta a Calogero. Quando, nel 1956-57 era ricoverato a Villa Nuccia, a Catanzaro, mia madre era ricoverata nel reparto femminile e mio padre mi raccontava, sempre, di averlo conosciuto. Ora, al di là di tutto, ritengo che la via della Fondazione, se nascerà , sia quella giusta, nella speranza che si possa fare ciò che finora non si è fatto.

Questi sono i fatti di una Terra periferica che rischia di scomparire insieme ai suoi immensi bacini culturali, tra Salvini e mercanti di ogni genere ed io ne ho incontrati parecchi in quel ruolo che per così tanti anni ho ricoperto.

E non li sopportavo, non li sopportavo proprio, con il loro bel parlare, i loro curriculum, le loro petulanti richieste precedute da preamboli di buone intenzioni e che si riducevano in richieste, sempre, di vil pecunia. Io non ho mai posseduto il senso dei soldi e della proprietà, porca la miseria. In vecchiaia dovrò resettarmi, cazzo! (sg)

L’OPINIONE / Flavio Stasi: Il disastro della sanità nel totale silenzio dei rappresentanti regionali

di FLAVIO STASI – Mentre la Regione Calabria si accorge ad agosto del cambiamento climatico e del fatto che l’acqua sarebbe stata la vera emergenza dell’estate, sotto il profilo della sanità non possiamo lamentarci, perché l’emergenza è costante e duratura ed anzi peggiora nonostante i fantastici racconti di Graziano ed Occhiuto.

Il mese di agosto si è già annunciato come caratterizzato da ennesime chiusure temporanee dei Servizi di Continuità Assistenziale del territorio, ossia delle Guardie Mediche, fondamentali presidi a tutela della sanità.

La Guardia Medica di Cantinella chiusa per numerosi giorni e notti (compreso Ferragosto), nonostante la vasta utenza che copre questo importante servizio pubblico: da Corigliano Scalo alla stessa Cantinella, dalle numerose frazioni limitrofe e finanche a quelle dei comuni viciniori.

Analoga situazione nella Guardia Medica di Schiavonea, che in alcuni giorni del mese di agosto, e addirittura nel periodo di Ferragosto, sospende il proprio importante servizio. Un fatto inaccettabile se si pensa che la suddetta località marinara e turistica aumenta in modo vertiginoso, nel periodo estivo, con le presenze di villeggianti e concittadini che durante l’anno vivono fuori per esigenze di studio o di lavoro.

Sul fronte ospedaliero, continuano i disservizi e le segnalazioni soprattutto per le ambulanze che arrivano sempre con maggiore difficoltà e continuano a prestare servizio senza personale medico o addirittura, in casi di emergenza, con personale del Pronto Soccorso, distogliendo preziose risorse al presidio. Ciò che ci preoccupa non è solo l’emergenza generalizzata, ma il racconto totalmente distante dalla realtà di chi, invece, dovrebbe assumersi la responsabilità dell’inconsistenza totale dell’azione di Governo che avvertono, sulla propria pelle, utenti e professionisti.

Nell’esprimere piena gratitudine ai medici ed a tutto il personale sanitario che continua a lavorare e fare il proprio dovere tra innumerevoli peripezie, non possiamo che denunciare quanto continua ad avvenire nel nostro sistema sanitario, frutto di riforme insostenibili e gestioni disastrose, richiamando alle rispettive responsabilità non solo quanti ricoprono ruoli determinanti per l’organizzazione sanitaria ma anche chi, come l’intera rappresentanza territoriale, mette la testa sotto la sabbia e prova a far finta di nulla. (fs)

[Flavio Stasi è sindaco di Corigliano Rossano]

L’OPINIONE / Domenico Stranieri: A Sant’Agata i 100 anni di Strati si celebrano col popolo e senza politici

DI DOMENICO STRANIERI – Per il 28 novembre 2023, viene convocata, presso la Cittadella Regionale di Catanzaro, la prima riunione del Comitato per celebrare i 100 anni dalla nascita dello scrittore Saverio Strati. Il 9 agosto 2024, dalla Regione Calabria, ci dicono di rimodulare la proposta progettuale (che inviamo ininterrottamente da aprile) con un taglio dei fondi del 50%.

Saverio Strati avrebbe compiuto 100 anni il 16 agosto 2024. Probabilmente è stato il più grande scrittore calabrese del secondo Novecento, sicuramente un grande autore della letteratura italiana ed europea (le sue opere sono state tradotte in moltissime lingue) L’Amministrazione comunale di Sant’Agata del Bianco, ad una settimana dalla celebrazione del sopracitato centenario, comunica che non invierà più nessuna proposta progettuale alla Regione Calabria. Forse Strati sarebbe stato d’accordo con noi!
Sant’Agata è abituata a realizzare eventi senza alcun finanziamento, senza protezioni, senza politici regionali di riferimento. Sant’Agata, con i suoi artisti ed i suoi volontari, ha resistito alla boria di chi doveva “ridimensionarla” perché “ha alzato troppo la testa”, perché si sta “parlando un po’ troppo di questo Comune”.
Rinunciamo quindi a 250.000 euro e cancelliamo parte del nostro programma estivo (dal 13 agosto in poi). Tuttavia, Strati sarà ugualmente ricordato. E lo faremo con la gente, senza politici, come probabilmente avrebbe preferito lo scrittore. Lo faremo senza passerelle, senza retorica, cercando di assomigliare a tutto ciò che abbiamo detto in questi anni in cui abbiamo realizzato manifestazioni culturali, incontri con le scuole, murales ed un Festival che, prendendo spunto dal cognome di Strati, si chiama “Stratificazioni”. Ci dispiace per la nuova Assessora regionale con delega alla cultura che, in questi ultimi giorni, si è impegnata telefonandoci tante volte. Ma il tempo, secondo noi, è scaduto.
Tra una settimana ci vediamo nella sala consiliare del Comune di Sant’Agata del Bianco. Strati è stato di nuovo ferito dalla sua terra? Non è una novità. E capiterà ancora ad altri. In questo pezzo di Sud in cui, alla fine di ogni battaglia, rimane sempre l’eco di qualcosa di non risolto. (ds)
[Domenico Stranieri è sindaco di Sant’Agata del Bianco]