L’OPINIONE / Franz Caruso: Disservizi su rete ferroviaria in Calabria un quadro desolante

di FRANZ CARUSO – Il susseguirsi di ritardi, disservizi, interruzioni e variazioni degli orari e dei percorsi sulla rete ferroviaria tirrenica meridionale non ha precedenti, sia per gravità che per totale e assoluta indifferenza dei soggetti responsabili.

Rfi sta trascurando i presidi di ordinaria manutenzione della rete, con evidenti ripercussioni negative su sicurezza e regolarità dei servizi. Trenitalia offre un servizio sempre più scadente per la crescita dei casi di guasti, rotture agli impianti e malfunzionamenti dei treni.

Il ministro Salvini  non ha adottato alcun provvedimento straordinario e di emergenza  per evitare che l’Italia venisse  fisicamente divisa. Ha pensato bene, però, di definanziare totalmente un valido progetto di Alta Velocità ferroviaria per il collegamento Salerno- Reggio Calabria, negando la possibilità di poter disporre di una nuova rete ferroviaria alternativa alla vetusta linea tirrenica.

Cosenza , la sua provincia e l’intera Calabria, soprattutto dal 9 luglio (deragliamento merci) hanno subito un danno gravissimo in termini di calo di presenze turistiche a causa della obbligata riprogrammazione dei viaggi da parte di migliaia di turisti.
Questo è il desolante quadro, che evidentemente non è neanche meritevole delle scuse di FS Spa. Potrebbero, almeno, FS con Trenitalia, promuovere una campagna di incentivi per facilitare, con super sconti, i flussi turistici verso Calabria e Sicilia. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

 

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Incomprensibile posizione di Voce e di chi si oppone alla Bonifica

di GIACOMO SACCOMANNODopo decenni finalmente si sta cercando di bonificare il sito di Crotone, ma vi sono soggetti autorevoli e non che si oppongono alla scelta del Ministero dell’Ambiente di collocare i rifiuti nella regione, non avendo, allo stato, individuato altro sito in Italia. Secondo questi oppositori i rifiuti dovrebbero collocarsi fuori regione, con la conseguenza che, non essendo stato individuato un sito idoneo fuori dalla Calabria, la bonifica dovrebbe fermarsi! Posizione incomprensibile, incoerente, inappropriata, irrealizzabile e, comunque, fortemente dannosa per i cittadini dell’area.

Con tale ragionamento si dovrebbe attendere l’individuazione di altro sito per poter iniziare la bonifica! Ciò vuol dire rinviare sine die l’operazione di salvaguardia del territorio e dei cittadini crotonesi. Invece di chiedere un sito adeguato e controllato anche dallo Stato, se necessario, si tende a rinviare ogni operazione. L’attività preziosa del Commissario Emilio Errigo deve andare avanti e non si può e non si deve fermare, nell’interesse della popolazione locale che per decenni ha convissuto in un’area fortemente inquinata, con le gravi conseguenze che tutti conosciamo.

Dinnanzi a situazioni del genere si deve collaborare per trovare soluzioni adeguate e sostenibili e non, certamente, per frapporre ostacoli che, alla fine, non porteranno a nulla, se non allungare, forse, i tempi di realizzazione della bonifica. Al Commissario Errigo diciamo a gran voce di andare avanti e, nel rispetto della legge, porre in essere tutte quelle attività indispensabili per ripristinare un territorio che ha già pagato un prezzo alto per l’esistente inquinamento. (gs)

[Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato, già Sindaco di Rosarno e Commissario Regionale della Lega, oltre che componente del Dipartimento Nazionale Antimafia]

L’OPINIONE / Vincenzo Voce: Decreto ministeriale per Bonifica Sin presenta molte incongruenze

di VINCENZO VOCE – Ritengo opportuno fare chiarezza sul decreto emesso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativo alla bonifica dell’ex area industriale.

Un decreto con il quale il ministero vorrebbe che la Regione Calabria rimuovesse il vincolo del Paur, in base al quale i rifiuti delle due discariche a mare dovevano essere portati fuori regione. Un vincolo la cui rimozione fa comodo solo ad Eni.

Non di certo a Comune, Provincia e Regione che si sono sempre opposti fermamente nell’interesse della comunità cittadina. Ed è il motivo per il quale siamo già al lavoro per presentare ricorso al Tar.

Un decreto che presenta tante incongruenze. Ritengo che lo scouting, ovvero la ricerca di discariche in Italia e all’estero, per portare i rifiuti fuori regione non sia stata fatto adeguatamente.

Personalmente ho sollecitato, anche in sede di conferenze dei servizi, il commissario straordinario Emilio Errigo affinché si facesse uno scouting serio. Il commissario non l’ha fatto, ne prendiamo atto.

Esistono discariche anche all’estero, in Norvegia, in Svezia, in Austria dove, ad esempio, stanno portando i rifiuti della bonifica dell’ex area Falk ubicata in Lombardia.

Ritengo a questo punto che il commissario straordinario Errigo debba dimettersi, così come debba dimettersi il ministro dell’ambiente.

È una questione politica. Non hanno ascoltato gli enti locali, non hanno preso in considerazione le motivazioni tecniche portate in sede di conferenza dei servizi.

A questo punto aspettiamo giustizia dal tribunale amministrativo. (vv)

[Vincenzo Voce è sindaco di Crotone]

L’OPINIONE / Aldo Ferrara: Incremento risorse per Zes riconoscimento della proattività delle imprese

di ALDO FERRARAIl raddoppio delle risorse per il credito d’imposta Zes rappresenta il riconoscimento della proattività delle imprese che hanno manifestato la volontà di investire nel Mezzogiorno. Accogliamo quindi con soddisfazione la decisione nata su proposta del ministro per il Sud, Raffaele Fitto, con cui il Governo ha evidentemente ravvisato gli estremi della ragionevolezza e della fondatezza nella precisa richiesta del mondo confindustriale veicolata innanzitutto dal vicepresidente con delega alle Politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno, Natale Mazzuca.

La notizia, senza dubbio positiva, rimette in carreggiata l’intero impianto della Zes Unica, già reso più efficace dall’approvazione del Piano strategico che definisce i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo del Paese attraverso la Zes. E c’è una terza notizia da accogliere con favore ed è quella relativa alla nomina, da parte dello stesso ministro Fitto, di Giosy Romano al coordinamento dell’Unità di missione della Zes Unica per il Mezzogiorno: Romano, che alla guida della Zes calabrese ha dimostrato in pochissimi mesi grandi capacità tecniche e predisposizione al confronto diretto con imprese e sindacati, è l’uomo giusto per affrontare la complessa ma sicuramente affascinante sfida posta dalla Zes Unica. Al neo-commissario Romano giungano quindi gli auguri di buon lavoro da parte di Unindustria Calabria. (af)

[Aldo Ferrara è presidente di Unindustria Calabria]

L’OPINIONE / Raffaele Fitto: Con stanziamento di 1,6 mld a Zes Unica Governo dimostra impegno per sviluppo del Sud

di RAFFAELE FITTO – Il Consiglio dei ministri ha approvato l’incremento da 1,6 miliardi di euro a oltre 3,2 miliardi l’entità delle risorse disponibili per il riconoscimento del credito d’imposta per gli investimenti realizzati nella Zes unica del Mezzogiorno dal 1° gennaio 2024 fino al 15 novembre 2024.

Si tratta di uno stanziamento di cinque volte superiore a quello previsto negli anni dal 2016 al 2020 (pari a 617 milioni di euro annui) per il riconoscimento del credito di imposta Sud (misura agevolativa istituita con la legge di bilancio 2016 e sostituita, a partire dal 1° gennaio 2024, dal credito di imposta per gli investimenti nella Zes Unica) e di tre volte superiore a quello previsto negli anni 2021 e 2022 (pari a 1.053,9 milioni di euro) e nell’anno 2023 (pari a 1.467 milioni di euro, di cui solo 1,3 miliardi di euro effettivamente utilizzati).

Oltre ai 3,2 miliardi di euro immediatamente disponibili, il provvedimento prevede che possano essere utilizzate le risorse dei programmi nazionali e regionali, finanziati con le risorse della politica di coesione europea 2021 – 2027, relativi alla competitività delle Pmi. Si tratta di programmi che hanno una dotazione finanziaria complessiva di circa 4,2 miliardi di euro e che, al netto degli impegni già assunti e dei vincoli specifici di destinazione già previsti, possono essere utilmente impiegati, nel rispetto delle relative condizionalità, anche per sostenere gli investimenti agevolati con il credito di imposta.

Ai fini della fruizione del credito di imposta per gli investimenti nella Zes Unica, si richiede agli operatori economici di inviare all’Agenzia delle entrate entro il termine ultimo del 2 dicembre 2024 una dichiarazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione entro la data del 15 novembre 2024 degli investimenti indicati nella dichiarazione preventiva trasmessa alla medesima Agenzia nel periodo compreso tra il 12 giugno e il 12 luglio 2024.

Con apposito provvedimento, adottato dal direttore dell’Agenzia delle entrate entro la data del 12 dicembre 2024, verrà determinata l’entità del credito di imposta effettivamente utilizzabile dagli operatori economici. L’entità del credito di imposta verrà calcolata sulla base degli investimenti concretamente realizzati ed indicati nelle comunicazioni integrative e non già, come avvenuto con il provvedimento adottato lo scorso 22 luglio e da ritenersi definitivamente superato con il provvedimento legislativo oggi approvato dal Consiglio dei ministri, sulla base di mere intenzioni di investimenti.

A tale ultimo riguardo, è opportuno evidenziare che la verifica delle oltre 16.000 dichiarazioni preventive inviate dall’Agenzia delle entrate ha fatto emergere che, a fronte degli oltre 9,4 miliardi di euro di crediti di imposta esposti, meno del 2% di detti crediti (pari a circa 167 milioni di euro) si riferisce ad investimenti già realizzati alla data di invio delle citate dichiarazioni preventive.

A tale ultimo riguardo, è opportuno evidenziare che la verifica delle oltre 16.000 dichiarazioni preventive inviate dall’Agenzia delle entrate ha fatto emergere che, a fronte degli oltre 9,4 miliardi di euro di crediti di imposta esposti, meno del 2% di detti crediti (pari a circa 167 milioni di euro) si riferisce ad investimenti già realizzati alla data di invio delle citate dichiarazioni preventive. (rf)

[Raffaele Fitto è ministro per le Politiche Europee, Pnrr, Coesione e Sud]

L’OPINIONE / Giuseppe Nucera: Cementificazione fiumare e Diga del Menta hanno creato un disastro

di GIUSEPPE NUCERA – Tra siccità ed emergenza idrica, Reggio Calabria vive un’estate drammatica. La situazione è talmente allarmante che il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, mentre Sorical e amministrazione comunale attraverso ordinanze hanno disposto la turnazione dell’erogazione e chiusure programmate.

Ho conosciuto da vicino e in prima persona le problematiche relative al sistema idrico, avendo gestito la delega in qualità da assessore tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90. A distanza di 25 anni, la situazione se possibile è peggiorata, causando enormi difficoltà a cittadini, imprese e turisti.

Sulle vicende legate alla carenza d’acqua a Reggio Calabria, è in atto ormai da decenni una campagna di speculazione utile solo a ingrossare il portafoglio di chi fa loschi interessi su un bene essenziale e primario per la collettività. Già all’epoca, avevo espresso la mia forte contrarietà rispetto alla creazione della Diga sul Menta, un progetto insensato che assicuravo non avrebbe risolto alcun problema. Mi sembra, purtroppo, di essere stato profeta.

L’aspetto della cementificazione del letto delle fiumare, una delle cause che ha portato alla drammatica situazione di questi anni: Invece di mettere le pietre, che avrebbe permesso di far infiltrare l’acqua che scende dall’Aspromonte, hanno cementificato il letto delle fiumare. In questo modo, si è fatta risalire l’acqua del mare che ha inquinato i pozzi di San Giorgio Extra. Questi 7 pozzi spingono l’acqua nei serbatoi del Trabocchetto e da qui riparte per il centro storico.

Questa scelta scellerata ha causato un danno enorme e ha favorito i finanziamenti della Diga sul Menta. È stato un errore tecnico progettuale e di valutazione o una criminale operazione voluta, studiata a tavolino? Su questi aspetti forse la magistratura dovrebbe indagare.

Reggio Calabria ha acqua in abbondanza, praticamente ‘galleggia’ su un tesoro idrico dalle risorse più che sufficienti, basterebbe saperlo valorizzare in modo adeguato. Oltre 20 anni di politiche miopi però, quando non interessate a non voler risolvere in modo scientifico il problema, hanno portato all’attuale disastrosa situazione. Penso per esempio alle perdite idriche dovute ad una rete che è ormai groviera, risalente in alcuni tratti addirittura ai tempi del post terremoto del 1908. È questo uno dei principali motivi che causa la carenza idrica di questi anni, problema mai concretamente affrontato dall’Amministrazione.

Da assessore con delega al Settore Idrico, avevo predisposto un piano articolato e preciso, che prevedeva la creazione di una serie di pozzi nella parte alta della città. Un’operazione sostenibile dal punto di vista economico e strategicamente indirizzata alla risoluzione del problema.

Si è preferito, invece, dare vita alla ‘mangiatoia’ Diga sul Menta e procrastinare all’infinito l’emergenza idrica, con Reggio Calabria che ogni anno soffre la sete d’acqua per la comprensibile rabbia di tutti i cittadini

Fanno il possibile perché l’acqua non ci sia, con speculazioni ad arte. Perchè non indagano i magistrati su quanto accade a Reggio Calabria da diversi anni? Ci sono milioni e milioni di euro sprecati, folli progetti messi in campo e la città ancora nel 2024 continua a soffrire ed è in piena emergenza.

Sento parlare di desalinizzazione dell’acqua marina come possibile soluzione, sembra di essere su “Scherzi a parte”. Sarebbe un bagno di sangue dal punto di vista economico, talmente dispendiosa come soluzione che a quel punto converrebbe regalare direttamente ogni giorno casse di acqua minerale a tutti i reggini. Interessi, bugie e scelte in malafede hanno condotto Reggio Calabria alla drammatica situazione degli ultimi anni, con la diretta complicità di amministratori e dirigenti totalmente incapaci di risolvere il grave problema. (gn)

[Giuseppe Nucera è leader del Movimento La Calabria che vogliamo]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Tragiche percentuali dell’emigrazione sanitaria numeri vergognosi

di FRANZ CARUSO – Condivido totalmente e pienamente l’ennesimo grido d’allarme dell’Associazione De Maria relativamente alle tragiche percentuali che si registrano nell’emigrazione sanitaria, con il 75,1% delle famiglie con un figlio malato di tumore costrette a rivolgersi a strutture fuori regione.

Numeri vergognosi che dovrebbero far arrossire i responsabili di una gestione del servizio sanitario calabrese inadeguata ed inefficace sotto ogni punto di vista. Criticità  allarmanti che personalmente denuncio ormai quotidianamente, ignorate dal commissario ad acta alla sanità e governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, che evita di rispondere a chiunque in merito alle tante problematiche evidenziate, erigendo quel muro del silenzio che mortifica l’intera comunità calabrese, lasciata da sola a combattere per vedere garantito il diritto alla salute, riuscendoci solo andando via dalla propria terra.

Il sistema sanitario calabrese è un settore delicato e fondamentale in cui insistono enormi difficoltà ed emergenze, che, purtroppo,  in  questi ultimi tre anni ha assistito ad un ulteriore  depauperamento, con particolare riferimento alla città di Cosenza ed al territorio della sua vasta provincia, dove anche il sogno di vedere realizzato un nuovo ospedale Hub si sta rilevando una mera illusione. Eppure, dopo circa trent’anni, era un obiettivo ormai a portata di mano con tutta una serie di procedure poste in essere e con i finanziamenti di Inail già ottenuti. In poche parole bastava organizzare la cerimonia per l’apertura dei canteri.

Ed, invece, no. Inseguendo non si sa quali altre strane utopie e/o interessi, sono state rimesse in discussione idee ed azioni già compiute. Soprattutto si sta mettendo a rischio il finanziamento ricevuto, rimandando sine die la costruzione del nuovo nosocomio che ci serve come l’aria che respiriamo. Una esigenza espressa anche dall’associazione De Maria che come me ne urla inascoltata la necessità impellente sostenendo “fatelo dove vi pare, ma fatelo e presto”.

La sordità  e relativo mutismo del commissario e governatore Occhiuto sulla grave crisi che investe il nostro sistema sanitario regionale è imbarazzante. Un atteggiamento paradossale, interrotto solo da operazioni di facciata come l’inaugurazione del nuovo pronto soccorso dell’Annunziata che, nonostante le nuove stanze tutte ritinteggiate, non offre risposte adeguate ai malcapitati che sono costretti a ricorrervi nonostante la straordinaria professionalità di medici e paramedici.

Ecco perché si rende ormai necessaria la convocazione della Conferenza dei Sindaci per avviare un confronto sinergico al fine di superare il collasso della nostra sanità. Personalmente, comunque, nei prossimi giorni incontrerò l’associazione De Maria per mettere in campo strategie condivise di sensibilizzazione e mobilitazione. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Bruno Tucci: Quei 13 mld per il Ponte potrebbero far rinascere due due regioni

di BRUNO TUCCI – Questo ponte non s’ha da fare”, direbbero i bravi di Don Rodrigo a Matteo Salvini.

«State certi, se lo godranno i nostri figli e i nostri nipoti», risponde piccato e con la caparbietà di un terrone il segretario della Lega. Personalmente avendo i capelli bianchi, anzi bianchissimi, posso assicurare i lettori che di quest’opera ne sento parlare da almeno mezzo secolo. Ora il governo di centro destra ha deciso ed i lavori (così sembra) inizieranno alla fine di settembre. Ne siamo sicuri?

Non del tutto, perché dubbi e perplessità nascono giorno dopo giorno. L’unica certezza è quella che il ponte costerà 13 miliardi e mezzo di euro. Una cifra consistente sulla quale non mancano spesso e volentieri polemiche di cui l’Italia è piena.

In primo luogo, sostengono quelli che sono contro, la spesa aumenterà ancora visto che il cantiere dovrebbe chiudere i battenti nel lontano 2030. Sarà quello l’anno o si andrà ancora avanti, dati i tanti ostacoli che si incontreranno durante il cammino?

I soldi che si spenderanno sono tanti ed è su questo punto che si innesta il braccio di ferro tra i pro e i contro. Ne parlano anche (e forse sopratutto) gli amministratori locali, le cui casse sono spesso vuote e non riescono mai a migliorare la situazione. I problemi sono molteplici, alcuni assai urgenti. In Sicilia la linea ferroviaria è praticamente inesistente e spesso chi è costretto a prendere il treno deve sobbarcarsi a diverse ore di viaggio perché la velocità sui binari è quella delle tradotte dei primi del novecento.

Provate ad andare da Palermo a Trapani o a Ragusa. Si deve avere molta pazienza.

Ed è proprio su questo disagio che fioriscono  le “battaglie dei poveri”.

Con quelle migliaia di euro non si potrebbe risanare questo disagio che martorizza coloro che non hanno una macchina o debbono prendere un pullman di linea?

Intervengono i sostenitori del ponte: «Non dovete preoccuparvi perché quando Calabria e Sicilia saranno unite il traffico commerciale aumenterà a vista d’occhio e risolverà molti problemi economici delle due regioni».

Promesse, solo promesse. Queste parole le sentono da molti anni i sindaci e i prefetti di Catanzaro e Palermo.

Non dimentichiamo: anche la Calabria soffre di queste forti difficoltà.

Se si pensa che sulla tratta jonica da Rocca Imperiale (paese che confina con la Basilicata) a Reggio con un rapido (?) si arriva in non meno di sei ore. Senza parlare dei pendolari e di quei poveri cristi che ogni mattina debbono raggiungere il posto di lavoro con quei convogli che sono spesso strapieni.   

La sanità pubblica è un’altra grande tristezza (sic) delle due regioni. Quante volte si è letto sui giornali dei famosi viaggi della speranza che da Sud portano a Nord per curarsi di malattie gravi?

Gli ospedali sono pochi e vecchi, le infrastrutture anacronistiche, il personale scarseggia.

Ricordate? In un paese della Calabria sono dovuti arrivare medici cubani per il semplice motivo che nemmeno lavorando ventiquattro ore su ventiquattro, si poteva visitare i pazienti che correvano al pronto soccorso.

Pure in Sicilia, la situazione non cambia e sono decenni che si denunciano problemi che non hanno avuto finora la minima risposta.

È vero: i progetti sono tanti, ma tra il dire e il fare c’è proprio quel mare che divide Villa San Giovanni da Messina.

Un ultimo esempio: sono anni che si deve costruire a Sibari un nosocomio che renda meno angustiosa la situazione che va Policoro (in Lucania) a Rossano-Corigliano.

Dubbi e perplessità, dunque, che non si possono non prendere in considerazione.

Quei tredici miliardi e mezzo di euro potrebbero far rinascere due regioni che hanno estremo bisogno di aiuto. Il ponte? Risponde un sindaco del reggino che vuole mantenere l’incognito per paura di ritorsioni: «Preferiamo affacciarci sulla terrazza di Scilla per godere di uno dei panorami più suggestivi del mondo». (bt)

L’OPINIONE / Antonio Montuoro: Cammini di Calabria grande opportunità per lo sviluppo turistico

di ANTONIO MONTUORO – L’approvazione del Regolamento di attuazione della legge regionale sui Cammini di Calabria rappresenta un passo significativo per la valorizzazione dei territori calabresi.

La legge disciplina il riconoscimento, la promozione e la valorizzazione dei Cammini di Calabria, contribuendo a far conoscere le bellezze storiche, ambientali e religiose della regione. L’obiettivo è attrarre il turismo lento ed ecosostenibile, rispondendo alle crescenti esigenze di mobilità attiva e valorizzando la naturale vocazione del territorio sulla tematica. Sono previsti anche l’istituzione della Carta dell’escursionista e la realizzazione di punti di sosta e ristoro attrezzati.

Con il regolamento attuativo è stato istituito il Catasto regionale dei Cammini di Calabria, definendo modalità e requisiti minimi per le nuove istituzioni e incentivando la realizzazione di esperienze che contribuiranno alla crescita e allo sviluppo della regione. Dopo la prima seduta di insediamento del Coordinamento dei Cammini di Calabria, con funzioni consultive e di raccordo, gli uffici regionali hanno avviato prontamente tutte le procedure attinenti alla legge.

Un ulteriore riconoscimento del forte valore intrinseco dei cammini che s’inserisce nella strategia della destagionalizzazione dei flussi turistici, della valorizzazione delle aree interne, potenziandone l’accessibilità e la mobilità attraverso strumenti alternativi. In questo processo, saranno coinvolti gli enti locali e le associazioni in attività di ricognizione, gestione e manutenzione del patrimonio naturale, incoraggiando il turismo ecosostenibile attraverso l’istituzione di una rete appositamente dedicata.

Dopo un incontro con il neo assessore al Turismo, Giovanni Calabrese, il dirigente Generale del Dipartimento, Maria Antonella Cauteruccio, e il dirigente Cosimo Carmelo Caridi, ho incassato la disponibilità a reperire apposite risorse per rendere i cammini di Calabria maggiormente fruibili e accessibili, trasformandoli in veri luoghi di attrazione turistica per l’intero territorio regionale.

Per rendere la Calabria protagonista nel settore turistico come destinazione di rilievo a livello nazionale e internazionale, bisogna investire sui cammini intesi come strumenti contro lo spopolamento, che colpisce le aree interne, e per creare percorsi di conoscenza delle nostre radici identitarie. Ringrazio l’assessore Giovanni Calabrese per il lavoro che sta portando avanti, nell’obiettivo condiviso di puntare alla crescita del turismo attraverso il miglioramento della qualità dei servizi da cui passa lo sviluppo economico del territorio. (am)

[Antonio Montuoro è consigliere regionale di Fdi]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Reggio e Genova, un sistema in tilt dove gli interessi giudiziari non convergono

di GIACOMO SACCOMANNOIl sistema giudiziario italiano non ha più nessuna linea di equilibrio e ogni Procura o Tribunale decide, specialmente nel settore cautelare, con determinazioni che hanno, spesso, posizioni totalmente divergenti. Non esiste, infatti, un metro adeguato dal quale il povero cittadino possa comprendere quale sia il potere giudiziario corretto e quale, invece, viene a contrastare con i principi costituzionali e, in particolare, sui diritti di libertà dell’uomo. Si deve solo sperare di trovare magistrati adeguati e senza alcuna diversa spinta ideologica! Le vicende di Reggio Calabria e Genova sono un esempio di come il diritto viene utilizzato secondo “posizioni” a volte personali e senza un criterio equilibrato di applicazione della norma.

La prima città, da anni, è interessata da pesanti procedimenti penali a carico non del singolo amministratore, ma di un intero gruppo: dal sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali! Con accuse pesanti che hanno portato anche i “morti a votare”, oltre che con richieste di consenso anche a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata. Questo è quello che emerge dalle cronache giudiziarie ed anche da provvedimenti della magistratura. Però, nessuna ordinanza cautelare è stata assunta! Genova, invece, dinnanzi ad una possibile e presunta corruzione, è stato arrestato il Governatore della Regione, impedendogli, da una parte, di poter governare e, dall’altra, a costringerlo a dimettersi per riacquistare la libertà!

Tutto ciò, con una posizione politica divisa: a Reggio Calabria, essendo il sindaco del PD, silenzio assoluto sulla vicenda da parte della sinistra e isolamento del povero capogruppo Nino Minicuci, che sta predicando inutilmente: i presunti sordi non sentono o non vogliono sentire! A Genova, il PD, essendo Toti di centrodestra, a chiedere, ripetutamente ed a gran voce, le dimissioni e ad insistere mediaticamente sul procedimento penale. Quale avvocato ed esperto di diritto penso, ma non bisogna, sicuramente, avere una laurea, e sempre con grande serenità, che le accuse più pesanti siano quelle di Reggio Calabria perché si segnalano condotte ripetute e con possibili rapporti tra politica e ‘ndrangheta. Ebbene, a Reggio Calabria il sindaco e tutti gli altri interessati stanno governando normalmente e senza alcun intervento da parte della magistratura.

A Genova, invece, il Governatore della Regione, eletto democraticamente dal Popolo è stato costretto alle dimissioni per poter ottenere la libertà! È giustizia questa? Non pare proprio. Mi domando, però, dove siano gli organi di controllo e dove siano i Procuratori Generali che dovrebbero garantire uniformità nell’applicazione della legge. Non si sa! Siamo in Italia e ognuno può dire e fare quello che vuole, tanto non esiste nessuno che ha interesse a difendere i principi costituzionali di libertà ed equo processo. Vada avanti Nordio con forza, celerità e determinazione fino a quando non scoppia qualche scandalo, forse pilotato, che lo obbligherà a dimettersi. La storia la dice lunga e insegna tanto! (gs)

[Giacomo Saccomanno è avvocato, già sindaco di Rosarno e Commissario Regionale della Lega]