L’OPINIONE / Maria Grazia Vittimberga: Serve aiuto per crisi idrica sul territorio di Isola Capo Rizzuto

di MARIA GRAZIA VITTIMBERGALa crisi idrica a Isola di Capo Rizzuto diventa sempre più traumatica, in questo momento di alta stagione con le strutture turistiche nel pieno della loro attività è un problema che non può passare inosservato e che rischia di compromettere l’intera stagione estiva con una grave ricaduta economica e di immagine per l’intero territorio.

Noi con tutte le forze stiamo cercando di risolvere un problema atavico con l’installazione di nuove condotte, pompe ad immersione e la costruzione di pozzi, ma ora, però, servono risposte immediate per affrontare la grave emergenza. Più volte abbiamo sollecitato la Regione Calabria e i vari Enti preposti che si occupano di acqua, stavolta lo vogliamo fare pubblicamente lanciando un vero e proprio disperato grido di aiuto.

Isola Capo Rizzuto ha urgente bisogno del rilascio di acqua e ne ha bisogno subito, non domani o tra qualche giorno, ma ora. Altrimenti le strutture turistiche saranno costrette a mandare via i turisti considerando che senza acqua non ci sono le condizioni igienico sanitarie per poter tenere aperte le attività.

Mandarli in questo momento significherebbe non solo un grave danno d’immagine ed economico, ma potrebbe anche dare il via ad una serie di denunce da parte dei turisti stessi che tutto ad un tratto si ritroverebbero le loro vacanze annullate dopo un anno di sacrifici e lavoro. (mgv)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Perché si continua a parlare male di Reggio e dei Reggini

di EMILIO ERRIGO – Professore Errigo ci dia una mano, ci aiuti per favore! Ma come potrei aiutarvi, pur volendo, io che nella mia vita ho svolto tutt’altro mestiere, rischioso all’infinito, ma lontano dall’impegno politico.

Non è un mestiere confacente ai miei valori e principi. Non saprei proprio al momento come posso aiutarvi amici cari.
In verità  dentro il mio cuore, sento forte il bisogno o meglio il dovere morale,  di aiutare la crescita civile ed economica della mia Città Metropolitana di Reggio Calabria e della Calabria.

Cerco di scrivere cose belle per la nostra Calabria e continuerò a farlo, ma non ho in mente per ora di fare altro. Ho servito fedelmente lo Stato per circa 45 anni, credo che adesso dovrò iniziare  dedicare più tempo ad altri impegni più divertenti e appaganti, per esempio, pensando un po’ di più alla mia famiglia che trascurato tanto, giocando  e divertendomi  con i miei tre nipotini: Emanuele, Emilio e Edoardo.

Non ho mai dimenticato le mie origini calabresi, così come non mi sono mai scordato di Reggio Calabria e dei cari Reggini, anche se di tanto in tanto, mi tocca leggere le loro malefatte e atti di illegalità diffusa.
Ultimamente,  da destra, sinistra e aree politiche e sociali adiacenti,  ne dicono tante, su Reggio Calabria e provincia, narrano di comportamenti incredibili, di prepotenze incontrollate, atteggiamenti poco o per nulla civili ed altro ancora di indicibile.

Sarà tutto vero o forse si esagera?

So bene che le Forze di Polizia, con Prefetto, Questore in primis, assieme ai Comandanti Provinciali,  dell’Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza, coordinati dall’Autorità Giudiziaria, non c’è giorno e notte, che non individuano e traggono in arresto, malavitosi occasionali e imprendibili criminali per professione. Credetemi in fede che non gioisco affatto, quando leggo sui giornali a diffusione regionale e tiratura nazionali, altre volte ascolto dai mezzi di informazione televisivi,  di azioni delittuose verificatesi in Calabria  e in ogni parte d’Italia.

Per lenire la mia amarezza, leggo e ascolto cantata, una poesia d’amore dedicata alla Sua “bella amata” Città di Reggio Calabria, e  ai Reggini, ideata, scritta e poi musicata, dal Grande Poeta figlio di Reggio Calabria, l’indimenticabile Amico, allora  col sorriso perenne stampato in viso, Renato Funaro.

Il titolo per che volesse o intendesse ascoltare questa canzone-poetica, che definirei  storica e immortale, è “Canzuna Amara”, di Renato Funaro, scaricabile sui diversi motori di ricerca del web. Inizia con una musica di sottofondo piacevole da ascoltare e rilassante, un vero sollievo per il cuore.

Le prime parole del testo sono: «Cantu, cantu, cantu mutivi  amari, oggi che tantu tristi lu me cori;
Sentu, sentu, sentu tantu duluri quando da Riggiu mia si parra mali; E quantu lentu è lu so caminu e quantu sulu è lu Riggitanu, fu sempri abbandonati o so distinu e nuddhu mai nci rissi cca la manu».

Ora io non mi vorrei unire ai pochi o tanti Reggini, che parlano, sparlano, criticano, biasimano, spettegolano, le c.d. male lingue ,  taglienti peggio delle più affilate accette (sciunette o sciunetta), occorrenti per sezionare la legna per il camino.

Desidero solo attirare la vostra attenzione sulle cause che hanno generato questo bruttissimo stato di cose, ragionando assieme con donne e uomini di buona volontà civile, su come possiamo dare una mano alla crescita legale, economica e civile  degli abitanti di Reggio Calabria.

Io sono pronto a rendere disponibile a fin di bene, il mio sapere. Non è tanto, ma vi assicuro che può rivelarsi utile per rimuove almeno i cumuli di rifiuti solidi urbani e industriali, abbandonati chissà da chi , quando e per quale fine (forse economico), nelle vie più transitate della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Poi quando costoro, che non oso nominarli così come vengono chiamati a pieno e meritato titolo, gli abitanti di Reggio Calabria,  con l’appellativo di “lordazzi”, non si devono risentire contro il carissimo Sindaco pro tempore. Ma le problematiche storiche e attuali di Reggio Calabria e Comuni Metropolitani, non sono riconducibili solo agli incivili che si disfano dei loro rifiuti in ogni dove, incuranti del crescente degrado. Esistono realtà sociali e ambientali che meriterebbero più attenzione da parte della Regione Calabria e Governo Nazionale.

Non c’è chi non veda o chi non vuole vedere lo stato amministrativo degli atti connessi alle pluriennali incompiute opere pubbliche. Di Reggio Calabria, è si vero che parrebbe si siano dimenticati, quasi tutti coloro che avrebbero potuto  aiutarla , ma un vecchio saggio ci ricorda che nella vita terrena, si è soliti dire in Calabria: «aiutati chi Diu ti aiuta»!

[Il Generale Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria. È docente universitario]

L’OPINIONE / Franco Cimino: La Madonna del Mare, la sua festa stanca

di FRANCO CIMINO –  Anche quest’anno sono venuto. Non ne ho persa una della tua festa da quando sono “rinato” nella tua Marina. Ogni anno la tua festa. Sempre uguale sempre diversa. Bambino tra le braccia di mia mamma. E, poi, un po’ più grande, mano piccola in quella grande di mio papà.

A seguire, tanti anni fino alla prima adolescenza dietro di te con la “tunica” di chierichetto, restandoti accanto anche sulla paranza che solcava il mare. Per tutte le altre volte, che non oso contare per non spaventare il mio tempo, che volesse ancora esser generoso per quel che gli resta con me, sono stato sulla spiaggia. A vederti passare. E, poi, nella zona di Corace, a cinquanta metri da casa dove abbiamo vissuto come famiglia, e fino a oggi, sul lungomare, seguendoti, sempre affascinato, dal momento della tua discesa dalla barca poi risalendo la sempre più breve profondità della spiaggia, fino alla via del mare che, dopo una processione purtroppo sempre più breve, ti porta alla tua casa. È la chiesa madre a te intitolata, quale matrona di questo quartiere, che non ha mai smesso, anche per il radicamento all’ultima domenica di luglio, la Tua, di sentirsi paese. Autonomo. Indipendente. E tutto proprio a se stesso e alla sua comunità, anche nella sua forma indigena quasi tutta scomparsa.

Che commozione! Ogni anno sempre più intensa. Tu, dentro quella statua di cartapesta, che rendi vive tutte le cose. Rinnovi i cuori e accendi gli sguardi delle persone. Per farli amanti e lanciarli sul mondo. Amanti dell’Amore. E occhi oltre la siepe di ogni confine, dove trovare ciò che cerchi o che hai lasciato. Ovvero trascurato. Dimenticato. Oltre la siepe di ogni confine, dove hai lanciato un giorno il tuo cuore, come caparra per la realizzazione dei tuoi sogni. Dove hai lasciato i sassolini di Pollicino, per ricordarti la via del ritorno.

E, come per quelle barche in mazzo ai marosi, anche il tuo ritorno vedrà quella Madonna di Porto Salvo che porge la mano per accoglierti in “salvamento”. Oltre la siepe di ogni confine, dove troverai intatti quegli ideali che ti hanno acceso di passione e fatto sentire l’eroe della rivoluzione che avrebbe fatto del mondo la casa di tutti gli uomini liberi e felici. Oltre la siepe di ogni confine, dove io spero di trovare ancora gonfio, nascosto tra i rovi e le rose, quel palloncino giallo che mi è sfuggito un giorno dalla mano, facendomi piangere tra le braccia di mia madre, lasciandomi finora insoddisfatta la domanda adulta se quel mio pianto fosse di dolore o di gioia.

Oltre la siepe di ogni confine, dove passato e presente si riconciliano con quel futuro prosciugato della paura che non sia lungo, che non sia bello, che non sia ricco. O, più tristemente, che non sia. Oltre la siepe di ogni confine, dove ritrovare la tua Marina per come era, attraverso quei ricordo indelebili che ti riportino tutto di lei, fatti, volti, sorrisi e pianti, speranze e illusioni, combattimenti e sfinimenti, lotte perdute e desideri di vittorie mai abbandonati. Le partite di pallone sulla spiaggia con la gazzosa per scommessa. E amore lontani, perduti o non corrisposti. O del tutto silenziati negli unici sguardi scambiati tra i banchi della chiesa o nei corridoi della scuola. E quella storia mai scritta, che può scrivere ciascun marinoto.

Non per farne il diario segreto nel cassetto chiuso. Ma consegna di valori e di bellezza a quanti verranno dopo di noi. Tu Madonna di Porto Salvo, sei tutto questo per tutti. E lascia che lo dica un tuo fedele: in questo discorso la fede non c’entra. Tu sei tanto di più, sei Fede e laicità, sei tradizione e cultura viva, sei simbolo e idea. Sei radici indistruttibili e ricordi indelebili. Sei Marina e mondo. Sei confine che supera ogni confine, pur educandoci a rispettare le peculiarità degli spazi, delle culture e dei luoghi altri. Perché in ogni luogo vivono le persone con le loro storie. Tu sei preghiera di chi prega. E sei speranza di chi non crede ma a ciò che tu rappresenti si affida.

Tu sei la Marina bella, in cui il mare che proteggi è ricchezza e civiltà. Il mare, nel quale, “ i marinari”, (ah, se tornassero in tanti!) sono gli umili lavoratori e i principi illuminati di quel regno sempre pieno di cielo e di luce. Per questo sono venuto. Anche quest’anno. E che mi importa se nuovamente piangerò e tanti mi vedranno piangere! Tu sai bene perché piango. E sai anche bene per quale motivo aggiuntivo, ormai, io non manco alla tua festa. Tra la folla cerco la mia mamma, come facevo quand’era in vita. La sua testa bianca dei suoi capelli ricci ch’erano neri, affiora per quel suo modo timido di allungare il collo verso la tua immagine appena risalita dalla spiaggia.

Ed io che, fendendo la folla, a lei mi avvicino per dirle, mentre la copro del mio abbraccio: “ciao Ma’, vegnu cu tia appressu a Madonna.” Oggi ho pianto di lacrime diverse. Delusione e rabbia, le hanno disturbate. Non ho ritrovato mia mamma. E neppure i visi delle mamme dei miei amici e gli stessi miei sguardi nei loro occhi, che le cercavano. C’era poca gente, sempre meno a ogni anno che passa. Poca anche sulla spiaggia ad applaudirla al suo passaggio, con quel battimani lungo e scrosciante da coprire la musica della banda che suonava quasi ininterrottamente. Anche sulla paranza. Stasera la Messa di saluto a te si è svolta all’interno della tua piccola chiesa e ci stavano tutti comodi. In altri anni la piazzetta davanti non conteneva la folla sotto il palco della tua “ incoronazione” popolare.

La preghiera si faceva talmente corale che nel cielo si innalzava più colorata e rimbombante dei fuochi della mezzanotte. Anche stasera, puntuali all’ora stabilita, ci saranno i fuochi. Pare costeranno tanto. Io non li vedrò. Torno a casa con la paura che resteranno soltanto le accensioni del cielo di mezzanotte dell’ultima domenica di luglio, quale residuo simbolico di una festa che sarà finita.

E Marina, senza la cultura della festa della Madonna, la tua festa, non sarà più la Marina dei sentimenti e degli ideali, degli abbracci e delle radici. Della religiosità popolare e della folklorica manifestazione di un’identità comunitaria, che ci ha fatto tutti belli. Non sarà più la tenera custode di ricordi che si ravvivano, quasi fisicamente, ogniqualvolta il mare e il vento della vita che non finisce, te li riporta immodificati. Come la tua statua che resiste al tempo. Come il tuo amore per noi. (fc)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Con riapertura Terme Luigiane, la Regione ha fatto la sua parte

di PIETRO MOLINARO – Le Terme Luigiane hanno riaperto. Finalmente e semplicemente perché la Regione Calabria ha fatto, adesso si, la sua parte. Una parte che si era rifiutata di svolgere fino alle elezioni del 3 ottobre 2021.

Non serviva la sfera di cristallo per comprendere che i sindaci di Guardia Piemontese ed Acquappesa non avevano alcuna capacità, né strategica né amministrativa, per far funzionare un’impresa termale delle dimensioni delle Terme Luigiane.

Sindaci impegnati a dare vita a spettacoli indecorosi ed indimenticabili, piuttosto che a lavorare seriamente per lo sviluppo del territorio che amministrano. E per tutto l’anno scorso, una Regione Calabria sorda agli appelli di tutti affinché intervenisse per salvare le Terme Luigiane dalle mani di sindaci inaffidabili. Ora qualcuno dovrebbe sentire il dovere, almeno morale, di chiedere scusa ai lavoratori ed ai curanti, oltre che alla Sateca, per non avere fatto quanto era nei propri compiti istituzionali affinché le Terme Luigiane proseguissero le proprie attività anche nel 2021.

Adesso  è iniziata una nuova storia per le Terme Luigiane ed il tempo dirà se sarà migliore di quella precedente. Da parte mia, formulo alla nuova gestione i migliori auguri per un futuro di successi e di incremento occupazionale.

Le Terme Luigiane ed il sistema termale regionale nel suo complesso, hanno le potenzialità naturali e le risorse professionali sul territorio per un futuro luminoso, che nessuno deve riuscire a spegnere. (pm)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Sento che la Calabria vincerà il male ingiusto

di EMILIO ERRIGO – Quando si dice che il popolo calabrese ha la testa dura, credo proprio che sia vero.
In questi ultimi mesi ho trascorso un buon periodo di felicità in Calabria. Mare e sole in quantità infinita, buona compagnia e buon vivere, piatti tradizionali e ottimo vinello freddo in compagnia del pesce spada, ricciola e saraghi pizzuti ( sarago pizzuto , in arte , più noto tra i biologi marini, col nome di “diplodus puntazzo”.

Incontrare queste creature che se la godono liberi, tra profondità medie e le estese verdi praterie di posidonea, molto presenti  in Calabria, crea nel subacqueo una enorme curiosità. Inizialmente li osserva, poi ne segue le tecniche di attacco e difesa, qualche volta decide di selezionare le specie più consistenti, per trarne alimento. Se volessimo tracciare una sorta di parallelismo con gli umanoidi di Calabria, noteremmo la loro similitudine, nell’agire e reagire agli attacchi ingiustificati e posizionarsi sulle difensive, in attesa di sferrare il colpo di reni finale.

Non ripeterò cose che non siano gradevoli da leggere, ve lo prometto. Mi sono convinto, che la Calabria e quanti la abitano da quando sono nati, (denominati  prima Itali e poi Calabresi) vinceranno i mali ingiusti e  saranno capaci di diffondere  in ogni latitudine nord e sud dell’equatore, solo tanto bene, dimenticando tutto il male passato.
Il passato è un giorno che non tornerà!

Occorre pensare al 25 settembre 2022, il giorno dei Calabresi, il giorno dei vincenti, contro i perdenti, quest’ultimi sconosciuti individui, senza arte né parte, senza odio e inganni, in piena e democratica libertà di pensare e agire, per un futuro che sia veramente più giusto e pacifico in tutti i sensi. Senza pensare a quanti e chi, ha preso per i fondelli da alcuni secoli il Popolo di Calabria.

Ora siamo tutti grandi, battezzati, cresimati, molti sposati, padri e mamme di famiglia, plurivaccinati  contro ogni malattia, avversità e varianti di virus d’importazione. C’è chi si è arricchito, con i braccianti agricoli, chi con i pescatori, lavoratori a giornata sottopagati, sfruttati e umiliati, altri hanno pensato bene, a modo loro, di approfittare dei poveri sbandati e senza lavoro, trasformandoli in malavitosi al servizio del crimine.

Ora basta, Big  Ben ha detto stop! Chi ci crede ci crede, altrimenti fa lo stesso. Sarà così!

Il popolo calabrese, vuole riprendersi il mal tolto e respirare a polmoni pieni, l’aria pura  che gli è stata sottratta  con violenza e  far valere i diritti costituzionali che gli appartengono da quando è nato. Badate bene che non si sta mica scherzando. Sono convinto che il 25 settembre del 2022, la Calabria e i Calabresi, vinceranno contro i mali ingiusti e ingiustificati, che li hanno divorati, violentati, affamati,  assetati, annientati, annullati come se non fossero esseri viventi dotati di cuore, pensiero e ragione, sono stati sottomessi per secoli.

La continua prepotenza, la violenza, l’indifferenza, la rassegnazione, l’ignoranza, l’assuefazione e la mala vita organizzata, rappresentata  e  troppo, troppo erroneamente mitizzata, hanno disorientato questo Popolo meraviglioso.
È arrivato il tempo di affermare ovunque, in ogni casa, via o piazza, il valore inalienabile della Legalità, adoperarsi con determinazione per far percepire il profumo  della Giustizia,  cooperando fattivamente  per una pacifica convivenza tra i consociati, da Cosenza a Reggio Calabria, da Vibo, Catanzaro e Crotone.

Riscoprire vecchie e giovani amicizie, riabbracciare con forza e affetto,  gli anziani  e i giovani compagni di scuola, le Maestre d’Asilo, ricordarsi degli Insegnanti e Professori, delle Scuole Elementari, Medie e Superiori. Quanto sarebbe bello, rivedersi tutti, senza resistenze ideologiche, politiche  o barriere sociali, vivere quei tanto desiderati momenti di sana felicità e solidarietà tra Calabresi vicini e lontani.

La bilancia, simbolo di giustizia e del buon vivere civile, entro e non oltre il mese di settembre prossimo, penderà dalla parte dei giusti e degli afflitti, gratificando quanti si convinceranno che cambiare passo si può, basta solo volerlo.
Volli fortissimamente volli, nulla è difficile se si vuole raggiungere un fine nobile. Io credo in una Calabria migliore,  più giusta, civile, pensate che ne sono pure convinto.
Sogno?

Io in verità credo e mi sono oramai fermamente convinto, che ce la faremo a vincere e risorgere  tutti assieme, dimostrando a chi ci osserva con distacco e commiserazione, che  siamo più forti e onesti di prima!

[Il Generale Emilio Errigo è nato in Calabria]

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Le aziende agricole calabresi sono senza gasolio agevolato

di PIETRO MOLINARO – L’anno 2022 passerà alla storia per tante emergenze. Quella idrica ha assunto dimensioni record. Uno dei settori in grande difficoltà è l’Agricoltura che somma al raddoppio dei costi di produzione l’eccesso di consumo del gasolio agricolo per effetto della siccità ed alte temperature.

Sono tante le Regioni che hanno già autorizzato l’assegnazione supplementare di carburante agricolo a prezzo agevolato (che purtroppo agevolato non è piu) fino al doppio di quello autorizzato normalmente per le operazioni di irrigazione o di soccorso, già eseguite o da eseguire nel corso dell’anno.
Un’emergenza nell’emergenza che sta mettendo a dura prova tantissime aziende agricole e senza gasolio non si va avanti. Spero che il Dipartimento Regionale Agricoltura recuperi il ritardo per evitare di perdere il prodotto agricolo di stagione, compromettere l’ortofrutta e anche le lavorazioni per l’avvio della prossima annata agraria.
I tempi lunghi non giovano alle imprese! (pm)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Eni nell’estrazione del Gas in Calabria lascia solo le briciole

di PIETRO MOLINARO – In questo momento difficilissimo per il caro bollette di Famiglie e Imprese, complice la guerra in Ucraina, bisogna dare valore alle ricchezze naturali della Calabria.

L’accordo siglato qualche giorno fa tra Eni e Regione Basilicata, ha rivisto “la compensazione” per la concessione all’estrazione del Gas Naturale. Ciò impone velocemente di ridefinire il valore anche in Calabria.
Da ottobre 2022, per effetto dell’accordo, nella confinante Basilicata le famiglie avranno una riduzione della bolletta del Gas Metano del 50%.  Per una corretta terzietà amministrativa, è necessario attrezzarsi per verificare la stima delle riserve di Gas nei pozzi attivi in Calabria.
È un paradosso che le concessioni siano regolate sui quantitativi forniti dalla stessa Eni.  Non possiamo rassegnarci ad essere Regione sfruttata e regalare le nostre ricchezze. Adesso è il momento buono! (pm)

L’OPINIONE / Demetrio Crucitti: Finalmente una “Calabria Vision” per tutti

di DEMETRIO CRUCITTI – Il video Emozionale visto durante la cornice di Calabria Vision nell’Anfiteatro del porto di Tropea, sabato 23 luglio, in occasione dell’evento Link Communication Tropea Orgoglio e Pregiudizio, è semplicemente da Oscar.

Bravi a tutti coloro che hanno scelto il regista, finalmente una “Calabria Vision” per tutti: nelle scene, finalmente, si vede la bellezza del creato: esseri umani felici, natura unica e pensieri che fanno sognare, citazioni e localizzazioni dei meravigliosi luoghi scelti dalla sublime regia (esistono migliaia di ore di ripresa anche con drone da buttare, in tutti questi anni, le immagini prodotte sono orfane di umanità e del nome del luogo, ovvero Destination.

Finalmente il buon senso vince sulla presunzione, sinonimo di ignoranza e mancata attenzione e cura verso tutti coloro potenziali viaggiatori dell’Universo Calabria che sono costretti a vedere mare e monti della Calabria orfani, senza nome della localizzazione/destination, vergogna!).

Le immagini, la coreografia dei due bravissimi ballerini e musica spettacolari hanno fatto comprendere cosa vuol dire un vero video emozionale. Chi può, (per esempio La Regione) eventualmente con le sue strutture in house, dovrebbe acquistare i diritti di utilizzo del filmato per la diffusione in tutto il mondo con scritte in almeno 10 lingue. Il ballo e la musica sono universali, e la somma pattuita per i diritti deve essere almeno a sei zeri, inserendo alla fine del video il logo della Regione Calabria che ha acquistato i diritti di diffusione insieme al logo di chi ha Commissionato, di chi ha Prodotto il video emozionale di chi si è adoperato alla fattibilità dell’ opera di ingegno(regia).

Così, finalmente, non si acquisterebbe un prodotto video “a perdere” senza prima averlo visto, di cui abbiamo avuto sentore in questi ultimi anni. In varie occasioni le varie “intelighienze” hanno semplicemente utilizzato stereotipi che non sono più possibili utilizzare e associare alla nuova Calabria Vision per tutti. (dc)

L’OPINIONE / Pasquale Amato: Basta cancellare il nome “Reggio” dal Bergamotto

di PASQUALE AMATO – Per oltre tre secoli il nostro Principe degli Agrumi ha viaggiato in tutti i continenti. Ha profumato e profuma il mondo. Ha curato e cura i cittadini del mondo.

Ha deliziato e delizia i palati del mondo. Ma è stato ed è vittima, salvo lodevoli eccezioni, innanzitutto dei suoi stessi primi fruitori: i Reggini dei 45 Comuni da Scilla a Monasterace. I quali hanno offerto un terreno particolarmente agevole per facili incursioni predatorie a vicini invidiosi e a italiani e stranieri ben contenti di una specie di licenza profusa a larghe mani: quella di cancellare il nome di Reggio dal suo prezioso, unico ed esclusivo agrume.

Infatti, i primi ad operare questa cancellazione sono produttori, aziende, commercianti della preziosa Essenza e associazioni della Città Metropolitana. Uno degli alibi più banali accampati da coloro che hanno cancellato e cancellano “Reggio” è che il nome è troppo lungo.
Ma “Aceto Balsamico di Modena” è esattamente della stessa lunghezza. Eppure i produttori modenesi lo hanno reso famoso nel mondo dal 1600 commerciandolo ovunque come “Aceto Balsamico di Modena”. E lo hanno fatto senza che esistessero Italia ed Europa. Lo hanno fatto con l’orgoglio di possedere un tesoro – un Brand – unico ed esclusivo che avrebbe reso famosa Modena nel mondo. Non si sono nascosti. Non hanno accampato alibi vergognosi. Non hanno fatto ricorso a sotterfugi ridicoli e mortificanti pur di cancellare Modena dal suo Aceto Balsamico.
Oggi pure le pietre, in ogni angolo del mondo, conoscono col suo nome intero, senza amputazioni, l’Aceto Balsamico di Modena.
Che qualcuno mi dica se la campagna per il loro Brand unico dei modenesi sia stata un atto poco intelligente. O se sono stati poco intelligenti, pur considerando i “dritti”, quelli che hanno nascosto, e continuano a farlo, il nome di Reggio dal suo Principe degli Agrumi.
E per favore non cavatevela a buon mercato con le solite facili battute contro i politici incapaci e incompetenti. Assomigliano a uno scarico di responsabilità.
Io e tanti altri, per fortuna sempre più numerosi, non abbiamo avuto bisogno di alcun politico per dire e scrivere “Bergamotto di Reggio Calabria”. Insisteremo all’infinito, con perseveranza e incrollabile determinazione.
Sì, vinceremo abbattendo tutti i muri interni ed esterni. Vinceremo perché abbiamo mille volte ragione. (pa)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Evitare chiusura dell’agricoltura “made in Calabria” è un dovere

di PIETRO MOLINARO – La protesta di ieri degli Agricoltori Calabresi alla Cittadella Regionale, giunti da tutte le province con i trattori, è la fotografia di quanto sia profondo il fossato tra il Palazzo e la vita reale nelle campagne.

Sono ormai troppi mesi che si fa finta che tutto va bene. Sono grandi le responsabilità per chi non ha voluto leggere le difficoltà di tutti i settori produttivi dell’Agricoltura Calabrese. Si continua a pensare, con superficialità, che le difficoltà vanno risolte da “Roma” dimenticando che le risorse e la regolamentazione dell’Agricoltura dipende dalle Regioni.
Nonostante le difficoltà, il peso economico, la rabbia delle tantissime aziende e dei molti giovani Agricoltori che non mollano, per fortuna in loro non prevale la rassegnazione. Latitante è il Dipartimento Regionale Agricoltura.
Risorse disponibili e non spese, eccesso di burocrazia, ritardi ingiustificabili, finanziamenti a pie di lista a Enti Regionali mangia soldi che non producono un euro di ricchezza e norme obsolete e vessatorie.
Non si giustifica una burocrazia che gestisce il PSR con il Pallottoliere dei pagamenti, dovuti ed ordinari, per giunta sempre in ritardo. La Calabria è Regione Agricola, non ci si può chiudere dentro il Palazzo, scappando dal confronto e/o ci si tappano le orecchie per non ascoltare.
Un Governo Regionale, con l’obiettivo di cambiare la Calabria e ridare Protagonismo alle Imprese, per rafforzare lo sviluppo sostenibile, deve avere risposte adeguate all’emergenza economica che si vive nelle campagne.
Evitare la chiusura della stragrande fetta dell’Agricoltura ed Agroalimentare Made in Calabria è un dovere. Non sono più campanelli ma Campane quelle che oggi hanno suonato! (pm)