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Reggio Calabria

L’OPINIONE / Emilio Errigo: Perché si continua a parlare male di Reggio e dei Reggini

di EMILIO ERRIGO – Professore Errigo ci dia una mano, ci aiuti per favore! Ma come potrei aiutarvi, pur volendo, io che nella mia vita ho svolto tutt’altro mestiere, rischioso all’infinito, ma lontano dall’impegno politico.

Non è un mestiere confacente ai miei valori e principi. Non saprei proprio al momento come posso aiutarvi amici cari.
In verità  dentro il mio cuore, sento forte il bisogno o meglio il dovere morale,  di aiutare la crescita civile ed economica della mia Città Metropolitana di Reggio Calabria e della Calabria.

Cerco di scrivere cose belle per la nostra Calabria e continuerò a farlo, ma non ho in mente per ora di fare altro. Ho servito fedelmente lo Stato per circa 45 anni, credo che adesso dovrò iniziare  dedicare più tempo ad altri impegni più divertenti e appaganti, per esempio, pensando un po’ di più alla mia famiglia che trascurato tanto, giocando  e divertendomi  con i miei tre nipotini: Emanuele, Emilio e Edoardo.

Non ho mai dimenticato le mie origini calabresi, così come non mi sono mai scordato di Reggio Calabria e dei cari Reggini, anche se di tanto in tanto, mi tocca leggere le loro malefatte e atti di illegalità diffusa.
Ultimamente,  da destra, sinistra e aree politiche e sociali adiacenti,  ne dicono tante, su Reggio Calabria e provincia, narrano di comportamenti incredibili, di prepotenze incontrollate, atteggiamenti poco o per nulla civili ed altro ancora di indicibile.

Sarà tutto vero o forse si esagera?

So bene che le Forze di Polizia, con Prefetto, Questore in primis, assieme ai Comandanti Provinciali,  dell’Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza, coordinati dall’Autorità Giudiziaria, non c’è giorno e notte, che non individuano e traggono in arresto, malavitosi occasionali e imprendibili criminali per professione. Credetemi in fede che non gioisco affatto, quando leggo sui giornali a diffusione regionale e tiratura nazionali, altre volte ascolto dai mezzi di informazione televisivi,  di azioni delittuose verificatesi in Calabria  e in ogni parte d’Italia.

Per lenire la mia amarezza, leggo e ascolto cantata, una poesia d’amore dedicata alla Sua “bella amata” Città di Reggio Calabria, e  ai Reggini, ideata, scritta e poi musicata, dal Grande Poeta figlio di Reggio Calabria, l’indimenticabile Amico, allora  col sorriso perenne stampato in viso, Renato Funaro.

Il titolo per che volesse o intendesse ascoltare questa canzone-poetica, che definirei  storica e immortale, è “Canzuna Amara”, di Renato Funaro, scaricabile sui diversi motori di ricerca del web. Inizia con una musica di sottofondo piacevole da ascoltare e rilassante, un vero sollievo per il cuore.

Le prime parole del testo sono: «Cantu, cantu, cantu mutivi  amari, oggi che tantu tristi lu me cori;
Sentu, sentu, sentu tantu duluri quando da Riggiu mia si parra mali; E quantu lentu è lu so caminu e quantu sulu è lu Riggitanu, fu sempri abbandonati o so distinu e nuddhu mai nci rissi cca la manu».

Ora io non mi vorrei unire ai pochi o tanti Reggini, che parlano, sparlano, criticano, biasimano, spettegolano, le c.d. male lingue ,  taglienti peggio delle più affilate accette (sciunette o sciunetta), occorrenti per sezionare la legna per il camino.

Desidero solo attirare la vostra attenzione sulle cause che hanno generato questo bruttissimo stato di cose, ragionando assieme con donne e uomini di buona volontà civile, su come possiamo dare una mano alla crescita legale, economica e civile  degli abitanti di Reggio Calabria.

Io sono pronto a rendere disponibile a fin di bene, il mio sapere. Non è tanto, ma vi assicuro che può rivelarsi utile per rimuove almeno i cumuli di rifiuti solidi urbani e industriali, abbandonati chissà da chi , quando e per quale fine (forse economico), nelle vie più transitate della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Poi quando costoro, che non oso nominarli così come vengono chiamati a pieno e meritato titolo, gli abitanti di Reggio Calabria,  con l’appellativo di “lordazzi”, non si devono risentire contro il carissimo Sindaco pro tempore. Ma le problematiche storiche e attuali di Reggio Calabria e Comuni Metropolitani, non sono riconducibili solo agli incivili che si disfano dei loro rifiuti in ogni dove, incuranti del crescente degrado. Esistono realtà sociali e ambientali che meriterebbero più attenzione da parte della Regione Calabria e Governo Nazionale.

Non c’è chi non veda o chi non vuole vedere lo stato amministrativo degli atti connessi alle pluriennali incompiute opere pubbliche. Di Reggio Calabria, è si vero che parrebbe si siano dimenticati, quasi tutti coloro che avrebbero potuto  aiutarla , ma un vecchio saggio ci ricorda che nella vita terrena, si è soliti dire in Calabria: «aiutati chi Diu ti aiuta»!

[Il Generale Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria. È docente universitario]