Il consigliere comunale Anastasi: Chiesto alleggerimento o cancellazione dei tributi comunali di Rizziconi

Marcello Anastasi, capogruppo di Noi per Rizziconi, ha presentato una mozione in Consiglio comunale, in cui sono state avanzate proposte per ottenere un sensibile alleggerimento o la cancellazione delle tasse comunali nei confronti  di cittadini sulla base di certificate difficoltà economiche, e la dichiarata disponibilità in azioni  di volontariato finalizzate  all’educazione all’ambiente, lo sviluppo  culturale, la tutela e la riqualificazione del patrimonio urbano e paesaggistico.

«C’è bisogno di politiche sociali che supportino  nuovi indirizzi ed orientamenti di metodo – ha spiegato l’ex Consigliere regionale, Marcello Anastasi – che prevedano  la trasformazione in laboratori di cittadinanza attiva dei luoghi e delle risorse dei servizi. Spero tanto che l’Amministrazione comunale rizziconese non si fermi soltanto ad un semplice  apprezzamento in aula riconoscendo  la bontà della mia proposta, ma mostri un serio impegno a voler superare eventuali forme di chiusura e di  rigidità dal punto di vista  burocratico che paralizzano la ricerca e la messa in atto di procedure che renderebbero fattibile quanto proposto, utile anche  a prevenire  l’ulteriore aggravarsi di scenari  incerti e preoccupanti».

«Migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini – ha proseguito – impegnandosi a tutelare la bellezza del paesaggio, può  costituire una scelta seria di crescita civile che renderebbe possibile coniugare lo sviluppo e la produzione di ricchezza collettiva attraverso la centralità ed il rispetto delle persone e dei loro diritti, costruendo un ambito di buona spesa pubblica  ed un combinato virtuoso di un’economia che si lega alla giustizia sociale ed ambientale».

«La politica  e i decisori che operano negli Enti locali – ha evidenziato – sappiano guardare in tale direzione e cogliere l’enorme valore di  pratiche realizzabili e vincenti proprio perché si stanno già realizzando con ottimi risultati.  Irrigidirsi  nell’ intraprendere  percorsi di ricerca di soluzioni nuove e  chiudersi nell’ immobilismo, significa rendersi responsabili  della crescita delle povertà con  il rischio di conflitti e di marginalità sempre più diffuse  a sfavore della qualità di vita e della sicurezza dell’insieme delle persone».

«L’aumento della vulnerabilità economico- sociale che oggi investe  le famiglie, nelle quali i soldi  non bastano più – ha detto ancora – e delle disuguaglianze che alimentano la competizione tra differenti, introducono pesanti segnali di discriminazione e di conflitto che richiamano un’attenzione maggiore di tutti gli Amministratori locali a non dare tutto come fatto scontato e a non  abbassare la guardia. Ci si impegni a creare coraggiosamente un più forte sistema di protezione sociale, avendo il coraggio di chiedere la rimodulazione di  vecchie “regole”, ormai, inadeguate rispetto alle nuove necessità del   momento storico che stiamo  vivendo». 

«Dare di più a chi parte con meno (è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» comma 2, art.3 della Cost.), pensare a  riparare i danni arrecati, negli ultimi decenni , dalla cosiddetta  spesa storica e a non ranicchiarsi  in quello che  si sa  di fare bene o  si pensa di fare bene – ha concluso –. Ancora peggio lamentarsi soltanto prendendosela con chi si ritiene responsabile delle nostre difficoltà, ma  tenere aperte domande e avere in testa di ricercare nuove soluzioni  per  favorire la costruzione di coesione e di solidarietà nei territori». (rrc)

Anastasi (Noi per Rizziconi): Regione intervenga per migliorare percorribilità strade delle aree rurali

L’ex consigliere regionale e capogruppo di Noi per Rizziconi, Marcello Anastasi, ha chiesto alla Regione Calabria di intervenire per migliorare la percorribilità stradale nelle aree rurali della Piana di Gioia Tauro, nello specifico a Rizziconi, dove «la lentezza generale e nella mobilità sembra, ormai, aver preso il sopravvento trasformandosi in rassegnazione».

«È evidente – ha dichiarato Anastasi – che serva  un quadro di progettazione per  individuare i  bisogni, censire le risorse e coordinare il tutto al bene comune. Tanta  gente, veramente, si trova in serie difficoltà e soprattutto in questo particolare periodo storico in cui si sono ulteriormente acuite. Le istituzioni pubbliche, per favore, non rimangano a guardare ma assolvano in pieno il loro dovere di intervenire con urgenza per dare  risposte certe  ai bisogni sociali».

L’ex Consigliere regionale Marcello Anastasi, oggi Capogruppo di “Noi per Rizziconi” nel Consiglio comunale di Rizziconi, chiede al  sindaco del Comune di  Rizziconi, Alessandro Giovinazzo, di disporre interventi utili a migliorare lo stato di precarietà in cui si trovano molti chilometri di strade interpoderali nelle aree rurali, e gli rammenta l’impegno assunto in Consiglio comunale di eseguire opere anche  a carattere provvisorio in attesa di risorse economiche utili da parte della Regione Calabria e/o di altri Enti, per  l’esecuzione successiva di lavori risolutori.

Inoltre, il  Consigliere Marcello Anastasi si rivolge anche all’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, per chiedere che, al più presto, si possano pubblicare appositi bandi che prevedano finanziamenti ai quali i Comuni calabresi, anche con più di 5000 abitanti, possano accedere. Gli interventi infrastrutturali da realizzare hanno un ruolo strategico ed apporterebbero notevoli vantaggi sulle condizioni di accesso e di lavoro all’interno del comparto agricolo, favorendo la competitività  e la riduzione dei costi aziendali.

«Un passaggio politico sentitamente dovuto il suo  – dice Marcello Anastasi – tenuto conto del grave momento di crisi che attraversa il comparto agricolo e dei disagi della popolazione delle aree rurali costretta a spostarsi in auto per raggiungere i Capoluoghi comunali, dove avvalersi, e non solo, dei servizi pubblici fondamentali (scuola, medici di  base, farmacia, banca, ufficio postale, ecc.) . Solo a pensare che  raggiungere  Polistena, presso l’ unico Ospedale funzionante nella Piana di Gioia Tauro, specialmente di notte, costituisca  un problema per le ambulanze e i medici che devono arrivare alle abitazioni degli ammalati, non solo  a causa delle tante buche  sulle strade provinciali e interpoderali ma anche per la carente segnaletica stradale, l’ inadeguata l’illuminazione e la mancanza del  numero civico in tante abitazioni».

«Insomma – ha proseguito Anastasi – vivere e lavorare nelle aree rurali non è semplice e nemmeno conveniente. Come frenare lo spopolamento? Tra crisi economica del comparto agricolo, problemi di  dissesto idrogeologico, ristrettezza  della carreggiata stradale, che limita  a mezzi agricoli, furgoni, camion e  automobili  di procedere a doppio senso e la politica che rimane distante. Una situazione paradossale che non garantisce nemmeno il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine ed abbassa fortemente i livelli generali di sicurezza, tant’è che nel tempo non sono mancati nemmeno casi di rapine notturne ai danni di anziani».

«Intanto – ha detto ancora – si teme che temporali invernali  aggravino  la situazione e di dover poi fare nuovamente  i conti della  caduta di alberi,  massi, pietre e  fango sulle strade  a causa dello smottamento del terreno .Indispensabile si rendono l’esecuzione periodica   di pulizia e di  manutenzione stradale da parte dell’Ente Comune con la compartecipazione anche  degli stessi abitanti proprietari terrieri».

«Servono  – ha ribadito – opere di regimazione delle acque, tombini, cunette di attraversamento, rimodellamento di scarpate stradali, muri di sostegno delle scarpate ed interventi di elettrificazione e di illuminazione».

Il Consigliere Marcello Anastasi spera davvero che l’Assessorato regionale alle Politiche agricole e sviluppo agroalimentare, Politiche sociali e per la famiglia, promuova azioni utili a finanziare i Comuni anche con più di 5000 abitanti, tenendo conto del reale stato di disagio delle strade interpoderali e del numero complessivo dei  chilometri.

Intervenire per il ripristino della viabilità con  strade, interpoderali rese più  efficienti, nelle aree rurali della Calabria è una vera urgenza a cui la politica deve rispondere, se si vuole davvero fronteggiare l’isolamento e lo spopolamento in questi contesti  dove ancora  risiedono molte famiglie con soggetti fragili, anziani, disabili  con bisogno di assistenza continua e di cure mediche, oltre che con bambini i quali hanno l’obbligo di andare a scuola ogni giorno, attendendo lo  scuolabus, ancora oggi,  sotto la pioggia per la mancanza di pensiline.(rrc)

 

Tragedia di Satriano: l’inascoltato appello di un anno fa del consigliere regionale Anastasi contro il randagismo

La tragedia della pineta di Satriano, dove la giovanissima Simona Cavallaro, è stata aggredita e sbranata da un brando di cani, in gran parte randagi o non registrati, è sconvolgente scoprire che già un anno fa in Consiglio regionale Marcello Anastasi aveva lanciato l’allarme sul rischio di aggressione di animali ai danni di persone nel territorio calabrese.

Era esattamente nel mese di agosto dell’anno scorso che il consigliere regionale di “Io resto in Calabria” Marcello Anastasi, aveva lanciato un’allerta sui  livelli critici  raggiunti dal fenomeno del randagismo in Calabria e sulle inadeguate  risorse economiche messe a disposizione dalla Regione Calabria a favore degli enti e delle associazioni per fronteggiarne il problema. Ancora oggi rimangono tanti  nel territorio  gli animali abbandonati, che oltre a poter essere  aggressivi e portatori anche di Zoonosi evidenziano come il fenomeno dell’abbandono  aumenti soprattutto in estate.

Sul problema del randagismo e del rischio di aggressione di animali abbandonati ai danni delle persone  che grava in molti comuni calabresi, Marcello Anastasi, ricorda  pure le preoccupazioni dell’ex Sindaco del Comune di  Seminara nei riguardi di   possibili casi di aggressione da parte di numerosi cani abbandonati e liberi per le strade del paese, impossibilitato allora a  poter fronteggiare il problema a seguito delle ristrettezze economiche e della mancanza di aiuto concreto da parte di altre Istituzioni competenti.

L’attuale caso di  Simona Cavallaro, la ragazza di 20 anni di Soverato, attaccata e uccisa da un  branco di cani, riaccende  i riflettori sulla questione per la quale il consigliere regionale Marcello Anastasi, purtroppo aveva già visto lontano. Oggi ritornando sull’argomento  ancora una volta pone all’attenzione l’urgenza di intervenire  da parte della Regione Calabria nel ripartire consistenti e adeguate risorse economiche  per affrontare il problema ipotizzando la realizzazione di  una  massiccia campagna di sensibilizzazione e prevenzione mass mediale che preveda  il coinvolgimento di scuole e  associazioni.

Anastasi
Marcello Anastasi, consigliere regionale IriC

«Serve  – ha dichiarato Anastasi – rafforzare il controllo del territorio nei boschi e  in prossimità delle discariche abusive o di cassonetti della spazzatura che finiscono spesso per incrementare la presenza di cani abbandonati. Nelle province calabresi serve  un numero maggiore di  rifugi sanitari dotati di  locali adibiti ad ambulatori con dotazioni strumentali adeguate,  unità tecniche di recupero degli animali, incrementare le azioni di  sterilizzazione  dei cani e il loro smistamento nelle varie  strutture  che ancora oggi risultano numericamente  insufficienti rispetto al reale bisogno. Credo sia necessario che  molti comuni calabresi  ancora inadempienti  debbano  adeguarsi  alle necessarie convenzioni per fruire di servizi utili a dare ricovero e accoglienza agli animali randagi presenti nel loro territorio ma anche di  occuparsi   dei cani di proprietà ovvero che hanno un padrone, responsabilizzandolo. Ogni proprietario è obbligato per legge a prendersi cura del proprio cane e quindi di non lasciarlo vagare nel territorio senza essere controllato. I Comuni sono responsabili del randagismo nel proprio territorio e dovrebbero dotare i vigili di un lettore di microchip, cosa che allo stato attuale sembra non essere. I vigili dovrebbero predisporre dei controlli per la microchippatura dei cani ed in caso contrario applicare le relative sanzioni anche per la mancata custodia. Nel caso della ragazza di Satriano, non si trattava di cani randagi ma di un branco di cani non microchippati e non controllati dal proprietario,  tant’è che lo stesso proprietario avrebbe potuto negarne la proprietà, proprio per la mancanza di microchip. In questo caso se il proprietario avesse voluto non ammettere la proprietà dei cani, la responsabilità del tragico accaduto sarebbe ricaduta sul Sindaco del Comune». (rp)

Aspromonte: il consigliere regionale Anastasi chiede di usare gli esperti di Agraria

Con un’articolata interrogazione il consigliere regionale Marcello Anastasi (Io resto in Calabria) dopo aver stigmatizzato l’impressionante quantità di incendi boschivi verificatisi nella provincia di Reggio, ha chiesto alla Giunta e al Consiglio regionale di fare ricorso agli esperti di Agraria dell’Università Mediterranea per rivitalizzare l’ecosistema aspromontano, in gran parte distrutto dal fuoco.

«Tutte le decisioni da assumere – ha detto Anastasi – nel percorso di riparazione dei danni e di rivitalizzazione e difesa dell’ecosistema siano frutto di valutazioni attente e ponderate, non dettate da opinionismi politici ma costantemente supportate dal parere di esperti botanici e del corpo docente della facoltà di Scienze Agrarie di Reggio Calabria. Da qui un invito ad aprire da subito un dibattito di programmazione, onesto e trasparente, perché le necessità particolari o le ideologie non condizionino le scelte volte alla tutela del bene comune. Di fronte a certi rischi che riguardano l’ambiente e davanti alle conseguenze di un disastro annunciato – dice Anastasi – non ci può permettere di ulteriormente sbagliare e determinare scelte che potrebbero arrecare ulteriori danni nel tempo al patrimonio boschivo e faunistico della Calabria. Serve un progetto complessivo di riqualificazione ambientale che salvaguardi l’eventuale mutamento significativo del paesaggio, l’habitat di specie animali protette e di piante autoctone presenti nei vari contesti. Soprattutto gli esperti dell’Università sapranno indicare quelle piante “resilienti” che hanno la capacità di potersi rigenerare spontaneamente dopo aver subito danni dal calore e dall’azione del fuoco durante gli incendi e che pertanto non dovrebbero essere tagliate per consentire, invece, loro di riprendere spontaneamente vigore.

«Placatasi la furia del fuoco – ha sottolineato Anastasi – non bisogna assolutamente perdere tempo essendo urgentissimo dare il via ad un lavoro sinergico tra tutte le parti nella consapevolezza che ognuna di esse, per competenze acquisite e certificate, possa contribuire ad un supporto qualificato e specialistico per restituire alle nostre montagne il volto che hanno sempre avuto, preservando lo scrigno di biodiversità che esse custodiscono. È necessario avviare progetti di riqualificazione ambientale e di previsione ai fini della prevenzione immediata degli altri eventuali danni che potrebbero verificarsi nelle stagioni piovose, a seguito di fenomeni atmosferici temporaleschi, che darebbero vita con molta facilità a ulteriori problematiche di dissesto idrogeologico nelle aree dove il terreno ha perso coesione a causa della combustione subita. Conseguenze  che si rivelerebbero traumatiche nei confronti dei territori, comprese le persone che li popolano, i loro terreni, le loro attività economiche e le loro abitazioni, tutte coinvolte in un dissesto idrogeologico a catena. Criticità, questa, di cui la nostra regione è affetta da sempre, e che ora appare accentuata dalla perdita di migliaia di alberi inceneriti dal “fuoco di Lucifero”, la cui azione devastatrice era stata preannunciata restando forse, purtroppo sottovalutata». (rp)

Carenza Oss in Calabria, Anastasi propone di attingere alla graduatoria dell’Asp di Vibo

Il consigliere regionale Marcello Anastasi, per risolvere il problema della carenza degli Oss in Calabria, ha proposto di attingere alla corposa graduatoria dell’Asp di Vibo Valentia per il reclutamento del personale.

Tale richiesta, avanzata al commissario ad acta Guido Longo, è stata fatta consapevole della necessità di «razionalizzare le scelte e semplificare le procedure assunzionali, per far sì che la sanità esca dal guado e moltissimi lavoratori possano iniziare un percorso lavorativo serio», in quanto «moltissimi, fra questi operatori  – ha spiegato Anastasi – sono da tempo in attesa di un’assunzione. Altri sono stati costretti ad accettare offerte fuori regione. Questo, quando in Calabria si registra ovunque la necessità di coprire posti Oss».

«È necessario –  la sintesi del pensiero di Anastasi – operare con concretezza e lucidità perché l’attuazione del diritto alla salute passa attraverso la messa a regime anche del personale Oss, facendo si che, con opportune azioni, si dia corso anche a forme di mobilità che facciano cessare la necessità di dover migrare  fuori regione per svolgere un lavoro per il quale in Calabria  necessiterebbero centinaia di assunzioni. Attingere, pertanto, alla graduatoria dell’Asp di Vibo, da troppo tempo ferma in una stasi inaccettabile, appare una opportunità e, al contempo, una necessità  per dare una risposta razionale e concreta a chi da anni attende una assunzione».
«Le Varie Asp della Regione Calabria – ha concluso – potrebbero, attingendo alla graduatoria vibonese, risolvere nel brevissimo termine le loro necessità assunzionali assicurando ai lavoratori Oss, calabresi un futuro nella loro stessa regione». (rrc)

Anastasi (Iric) lancia una proposta per le attività didattiche estive degli studenti calabresi

Dare un senso compiuto alle attività didattiche estive attraverso momenti di studio, visite guidate e viaggi di istruzione che coinvolgano le scolaresche interessate in percorsi di crescita culturale che prescindano da lezioni estive, coniugando lo studio con la conoscenza delle eccellenze della nostra regione e sani momenti di svago. È la proposta avanzata dal consigliere regionale di Io Resto in Calabria, Marcello Anastasi, per gli studenti calabresi.

«Viaggi di istruzione brevi – ha spiegato – della durata di un giorno o poco più, da svolgersi in Calabria, dunque per supplire alle difficoltà e ai travagli di un anno in DaD e dare alle scolaresche il piacere di ritornare a stare insieme».

Per il consigliere regionale di Rizziconi, è necessario attivare le opportune progettualità e i necessari interventi per consentire, anche incentivando le aziende di trasporto pubblico e le strutture ricettive e alberghiere, anch’esse bisognose di tornare a lavorare dopo la lunghissima pausa, che attraverso questi percorsi potrebbero trovare il volano per il rilancio.

«Tutto ciò – ha spiegato ancora Anastasi – affinché le scuole possano programmare un pacchetto di lezioni estive come attività didattiche “full immersion” quali momenti di concreto arricchimento culturale nel contesto di una migliore conoscenza della nostra regione, utili a fungere da orientamento in previsione delle future scelte lavorative o di studio universitario degli allievi. Vi sono borghi bellissimi e città d’arte, veri scrigni di bellezza e di cultura. Da un estremo all’altro della Regione, la Calabria è una miniera di risorse culturali da far conoscere, da difendere e promuovere. Esperienze fuori sede “full immersion” che dovranno essere occasione di crescita e di specializzazione anche in relazione ai vari corsi di studio degli istituti, e anche strumento per una migliore conoscenza della nostra storia e dello spirito del popolo calabrese».

Nel progetto “pensato” da Anastasi, si potrà spaziare quindi, dalle visite guidate alle città d’arte passando per la presa di contatto con le aziende agricole e zootecniche, di acquacoltura, di produzione di energia su basi rinnovabili a quelle di produzione e trasformazione di prodotti alimentari, alle aziende dolciarie, alla conoscenza delle biblioteche del sistema librario e museale e con visite alle sedi deputate alle attività artistiche e accademiche.

Le università e le aziende dei più avanzati settori scientifici e logistici potranno diventare meta di visita e di stages, supplendo così a quei progetti di alternanza scuola e lavoro che la didattica a distanza non ha consentito.

«Invito la Regione Calabria – ha concluso Anastasi – a rendersi soggetto attivo e partecipe in proficua sinergia fra gli Assessorati al turismo, alla cultura, al lavoro, operando con apposito bando, sulla falsariga dei campi scuola estivi, per finanziare i progetti che le scuole interessate presenteranno e per far conoscere e far amare veramente ai giovani calabresi una terra che è, e deve restare, la loro terra».

Anastasi (Iric): Grave situazione e carenza del servizio Nutrizione artificiale a domicilio

Il consigliere regionale di Io Resto in Calabria, Marcello Anastasi, in una interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, in merito alla situazione del servizio di nutrizione artificiale domiciliare N.A.D., ha chiesto «quali sono i provvedimenti che, con opportuna urgenza, il Commissario ad acta e la Regione  Calabria intendono adottare per superare le criticità e le falle di un sistema di assoluta necessità  per la sanità regionale calabrese e soprattutto per le numerose famiglie che pagano le inefficienze  e le carenze del servizio».

Nell’interrogazione, il consigliere regionale ha chiesto, inoltre, «se si intende ripristinare una fattiva e proficua collaborazione  con il gruppo di lavoro già costituito al fine di dare attuazione alle Linee Guida della delibera n. 538  del 2 Agosto 2010 nonché elaborare un documento strategico di indirizzo e programmazione  omogeneo e operativo per la Regione Calabria».

«Il servizio di nutrizione artificiale domiciliare Nad – ha spiegato Anastasi – è di assoluta importanza in quanto  ne usufruiscono, comunemente, pazienti neurologici, neoplastici, post-traumatizzati,  perfino soggetti in stato vegetativo o semivegetativo, soggetti dunque “fragili” per i quali la  Nad costituisce terapia “salvavita”. La Nad, infatti, articolata in Npd (Nutrizione  Parenterale Domiciliare) e Ned (Nutrizione Enterale Domiciliare), consente ai pazienti, che  non sono più in grado, di assumere cibo per via orale per soddisfare i fabbisogni  nutrizionali mediante l’infusione di sostanze nutritive in vena o nell’apparato digerente  garantendo la loro sopravvivenza.

«La Nad – ha detto ancora Anastasi – con tutta evidenza, costituisce dunque un servizio essenziale ed improcrastinabile  in quanto necessario supporto ed assistenza per le famiglie. Detto servizio persegue, peraltro, due obiettivi importanti per la tutela del diritto alla salute e per una ottimale  gestione del servizio sanitario in quanto finalizzato, da una parte, ad impedire che uno  stato di malnutrizione possa aggravare la malattia di base peggiorando la prognosi,  aumentando la degenza ospedaliera e quindi la spesa sanitaria e, dall’altra, a consentire la rapida deospedalizzazione con il trattamento a domicilio riducendo così i costi diretti ed  indiretti e salvaguardando privacy e dignità del malato. Dal punto di vista normativo, le Linee Guida Nazionali NAD, pubblicate sul sito del  Ministero della Salute nell’Ottobre del 2007, riconoscono il diritto del paziente adulto e  pediatrico ad accedere a strutture e servizi che erogano terapia nutrizionale mediante  programmi di cura individuali e personalizzati che, nel riconoscere la dignità e l’autonomia  del paziente , garantiscano gli standard di qualità ed appropriatezza richieste dalla  normativa in vigore per lo sviluppo dei percorsi assistenziali specifici caratterizzanti le  peculiarità del modello in rete».

Anastasi ha, poi, ricordato che «la Regione Calabria, con delibera di Giunta Regionale n. 538 del 2 Agosto 2010, avente ad  oggetto “Nutrizione artificiale domiciliare (Nad) Approvazione linee guida regionali – Adempimenti di cui al punto 9 – lettera c) del piano di rientro del Servizio Sanitario  Regionale DGR del 16 Dicembre 2009 n. 845 – Emissione di linee guida per i farmaci che  hanno provocato criticità d’impiego”, rettificato di seguito con delibera del 4 dicembre  2011, prevede un modello organizzativo con un unico team nutrizionale con presa in carico  globale del paziente, dal Ricovero Ospedaliero alla continuità assistenziale presso il proprio  domicilio»,  e che quest’ultima, inverosimilmente, «non ha mai trovato alcuna applicazione e, dunque, mai sono stati garantiti agli operatori del settore gli strumenti  tecnici necessari per la gestione del servizio Nad».

« Nonostante la suddetta normativa – si legge nell’interrogazione – stabilisce il criterio della più ampia territorialità della Rete Nad, nel 2012, è stato attivato un percorso all’interno dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi oggi Cdi) risultato assolutamente fallimentare, in quanto applicato in  modo parziale e difforme su tutto l’ambito regionale senza alcun rispetto delle Linee Guida  Nazionali e Regionali, con conseguente mancata garanzia per questi pazienti fragili; al fine di migliorare la qualità del servizio in data 21 gennaio 2013 è stata emanata una  Circolare Siar prot. 19932 per Ao e Asp con la quale è stata ufficializzata la scelta del  percorso Nad e normata la prescrizione dei supplementi per OS in nutrizione enterale. Successivamente, con Dpgr 71 del 29/05/13 è stato emesso un Registro NAD per la raccolta  dei flussi informativi sui pazienti in Nutrizione Artificiale; ancora nel 2013, nell’ottica dell’integrazione ospedale-territorio, tenuto conto dei limiti  imposti dal Piano di Rientro e delle linee Guida sul Sistema delle Cure Domiciliari e Accesso  ai Servizi Territoriali Dpgr 12 del 31/01/11 il modello organizzativo Nad, concordato dalla  Regione Calabria con il Ministero della Salute, ha previsto la presa in carico e la gestione  del paziente Nad attraverso le “Dimissioni Protette” o tramite i Pua (Punto Unico  d’Accesso) Distrettuali che a loro volta dovrebbero sottoporre alla valutazione dell’Uvm la  richiesta di Nutrizione».

«Non essendo mai stato mai avviato il Modulo Nad Statistico del Sistema Sigemona – si legge ancora – con  Decreto del Dirigente Generale pro. N° 199 del 21 Aprile 2017 veniva costituito un Gruppo  di Lavoro per l’implementazione Nad– percorsi ospedale territorio. Il Gruppo di lavoro si è  inizialmente riunito con cadenza quindicinale ed era stata abbozzata una proposta di  decreto in merito. Tuttavia dopo la sostituzione del Commissario Scura e del Dirigente  Generale, prof. Fatarella, il gruppo di lavoro è stato convocato solo in una sola altra  occasione dal Dirigente Generale dott. Bevere».

Anastasi, inoltre, ha evidenziato che «ad oggi, esiste una situazione  situazione gravissima di carente o scarsa organizzazione del servizio Nad che, così come risulta anche dall’ultima relazione disponibile sull’ attività Nad, anno 2018 – 2019 dell’Asp di Reggio Calabria, si può così sintetizzare: il servizio Nad si basa su dei servizi e non già su di Unità Operative attive 7 gironi su 7  ed il personale assegnato è scarso ed è costituito, nella quasi totalità dei casi, dal solo  referente distrettuale. L’erogazione del servizio risulta dunque inefficiente e  disomogenea presso le varie realtà distrettuali. A tal riguardo si denuncia, altresì, in  alcuni casi, la mancata approvazione del regolamento aziendale nonché inadempienze  relative alla scheda registro Nad ed al prontuario aziendale; frequentemente dalle Unità Operative ospedaliere regionali i pazienti vengono dimessi  con piani terapeutici illegittimi che non tengono assolutamente conto della normativa,  in particolare della circolare 19/932 Siar, che regolamenta la fornitura degli integratori  per Os;  è assente un team Picc domiciliare, così come organizzato in altre Regioni; ∙ non si dispone di personale sufficiente. Inoltre è assolutamente indispensabile che allo  stesso venga fornita opportuna e specialistica formazione; non esistono strutture, spazi ed attrezzature che possano garantire un servizio  adeguato; è carente l’erogazione di alimenti speciali a favore degli aventi diritto». (rrc)

Anastasi (Iric) chiede a Spirlì regolamentazione dei costi dei tamponi

Il consigliere regionale di Io Resto in Calabria, Marcello Anastasi, ha presentato una interrogazione al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, in merito al costo dei tamponi nelle cliniche private nella Provincia di Reggio Calabria, chiedendo di regolamentare i prezzi in modo da contrastare le disparità economiche segnalate dalla popolazione.

«Queste ingiustificate cifre – ha spiegato Anastasi – negano ad alcune categorie, economicamente svantaggiate, la possibilità di ricorrere a questo strumento importante di tutela della propria salute, con grande svantaggio in termini di prevenzione e controllo della diffusione del virus del Covid – 19. Oltre alla devastante emergenza sanitaria, la pandemia ha rappresentato nella nostra Regione anche un’emergenza economica senza precedenti, mettendo in ginocchio le poche realtà produttive esistenti».

«Pertanto, – ha aggiunto – la situazione economica non può e non deve essere una pregiudiziale alla salvaguardia della salute».

Ricordando che «in altre Regioni, si è posto nei mesi scorsi lo stesso problema, arrivando ad un accordo con le strutture private, al fine di calmierarne i prezzi», Anastasi solleva la «necessità che tutti i soggetti in campo, Istituzioni, Sanità pubblica e privata, facciano squadra in modo da fronteggiare nel più breve tempo possibile e, nel modo più efficace, l’emergenza sanitaria».

«Da questo spirito costrittivo – ha concluso Anastasi – nasce la richiesta rivolta al presidente della Giunta f.f. Spirlì – questione estesa anche al Commissario alla Sanità della Regione Calabria Guido Longo – se esista la possibilità e la volontà di un accordo tra Regione e cliniche private che arrivi a regolamentare i prezzi dei tamponi, contrastando così le disparità economiche segnalate dalla popolazione». (rrc)

Anastasi (Iric) presenta mozione su viabilità e collegamenti nell’area della Città Metropolitana

Il consigliere regionale di Io Resto in Calabria, Marcello Anastasi, ha presentato una mozione perché «il Consiglio regionale impegni la Giunta a porre in essere un confronto con gli organi competenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria al fine di discutere delle difficoltà che i cittadini ed il territorio stanno affrontando vista la situazione emergenziale che ha conseguenzialmente leso il diritto di poter usufruire anche degli altri interconnessi indispensabili servizi pubblici (Sanità, Istruzione, Assistenza sociale, Lavoro, ecc.)».

Tale mozione è stata esposta in quanto è stato rilevato «lo stato di insicurezza infrastrutturale e la scarsa manutenzione di gran parte delle strade con ripercussioni sulle condizioni della viabilità nell’area della Città Metropolitana, in particolar modo nella Piana di Gioia Tauro, impongono un ripensamento sull’attribuzione della gestione, anche alla luce delle reiterate e pressanti interpellanze agli uffici di competenza da parte dei Sindaci di molti Comuni, di altre figure istituzionali del territorio, nonché di Associazioni varie o semplici cittadini che hanno denunciato un notevole disagio, ormai divenuto insostenibile, da parte delle popolazioni dei vari territori».

«Nello specifico – ha proseguito – si chiede di verificare la fattibilità di affidare la cessione all’Ente Anas, al solo fine di assicurare e migliorare gli interventi di viabilità di tratti stradali, attualmente di competenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Le strade Anas, infatti, presentano una condizione ottimale di percorribilità e anche per quel che riguarda la segnaletica, garantendo un grado decisamente più elevato di sicurezza». 

«Se le condizioni delle vie di comunicazione, in generale –ha precisato Anastasi – non presentano standard di viabilità elevati, in modo particolare, si rileva come molte delle strade gestite dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, versano attualmente in una condizione di grave insicurezza e impercorribilità per mancanza di asfalto, presenza di buche, rami di alberi e/o accumuli di terreno, pietre e massi dovuti a frane causate da un diffuso dissesto idrogeologico del territorio. A tutto questo si aggiunge: la carenza di segnaletica stradale, in alcuni casi completamente mancante e/o in altri da rinnovare completamente, senza dimenticare che molti tratti stradali risultano dichiarati ufficialmente chiusi al traffico ormai da anni: fra i vari, anche il tratto provinciale Melicucco-Gioia Tauro che costeggia il fiume Budello, arteria di notevole importanza per il collegamento diretto dei Comuni dell’area interna della Piana di Gioia Tauro con l’Area portuale».

«Peraltro, tanto in passato quanto nel presente – ha aggiunto – molti, troppi progetti finalizzati alla semplice manutenzione, al ripristino e/o all’ampliamento delle infrastrutture stradali, sono stati rallentati o addirittura bloccati da lungaggini burocratiche o dalla mancanza di fondi adeguati. Con il risultato che è stata pesantemente penalizzata la viabilità provinciale e con ricadute negative per lo sviluppo socio-culturale, economico e produttivo per gran parte degli imprenditori e delle loro aziende».  

«Nella stessa mozione si chiede, inoltre – ha detto ancora Anastasi – di intervenire per il completamento della Pedemontana, necessario per il collegamento veloce dei Comuni delle pre-Serre (Candidoni, San Pietro di Caridà, Laureana di Borrello e Galatro-Giffone) al Comune di Delianuova (attualmente isolato per la mancata realizzazione dell’ultimo tratto Lubrichi-Delianuova), nonché assicurare il collegamento dei Comuni delle pre-Serre con l’autostrada del Mediterraneo».

«Infine, mediante le risorse del Recovery Fund – ha concluso il consigliere Marcello Anastasi – si chiede di voler impegnare somme utili per la riapertura integrale delle linee Taurensi Gioia Tauro-Sinopoli e Gioia Tauro-Cinquefrondi, prevedendo l’ulteriore collegamento dei Comuni di Anoia, Maropati, Giffone, Galatro, Laureana di Borrello, Rosarno con l’Area portuale di Gioia Tauro». (rrc)

Situazione al collasso nella tendopoli di San Ferdinando: la denuncia di Anastasi

Il consigliere regionale Marcello Anastasi lancia l’allarme sulla gravissima situazione ai limiti dell’emergenza che si sta verificando alla tendopoli di San Ferdinando di Rosarno, dopo l’istituzione della zona rossa.

«Lo Stato – ha dichiarato Anastasi, capogruppo di Io resto in Calabria – deve far sentire davvero la sua presenza a San Ferdinando e a Rosarno. Non è possibile limitarsi a istituire la zona rossa e poi lasciare che sia le persone che sopravvivono nelle tendopoli sia gli appartenenti alle forze dell’ordine rimangano in balia di un’emergenza che ha raggiunto livelli intollerabili per tutti. Non sono accettabili le condizioni che si stanno verificando in quei luoghi: da una parte servitori dello Stato che devono fronteggiare episodi di violenza come quello verificatosi con la sassaiola delle scorse ore, dall’altro braccianti sfruttati da caporali e “prenditori” senza scrupoli che, ora, con il Covid-19 vivono un’ulteriore situazione di ghettizzazione. La Regione Calabria e la Prefettura di Reggio devono intervenire in maniera risolutiva per garantire da un lato il rispetto dei diritti umani degli ospiti della tendopoli e, dall’altro, la sicurezza del personale delle forze dell’ordine».

Nella Piana di Gioia Tauro – aggiunge il capogruppo di IRIC – «ci sono tanti beni confiscati alle famiglie mafiose della zona che sono inutilizzati da anni e dove si potrebbe far fare la quarantena ai migranti della tendopoli, tra i quali, come ho avuto modo di constatare personalmente in queste ore, ci sono anche persone con problemi di salute che non possono certo stare in isolamento in una tenda. È bene ricordare che le leggi vanno osservate da tutti, italiani e africani, ma è altrettanto necessario che in un Paese civile l’osservanza delle regole sia affiancata dalla garanzia dei diritti. Diritti che oggi in questo territorio – conclude Anastasi – sono negati sia ai padri di famiglia che portano la divisa sia ai braccianti che sopravvivono nel ghetto in condizioni rese ancora più drammatiche dalla presenza del Coronavirus. La bomba sociale e sanitaria della Piana va disinnescata al più presto». (rrc)