Tutto pronto per l’approvazione dell’IGP del Bergamotto di Reggio Calabria

Martedì sarà il giorno in cui sarà approvato l’Igp “Bergamotto di Reggio Calabria”. Il ministero dell’Agricoltura, infatti, dopo quattro anni dalla richiesta di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per il cosiddetto principe degli agrumi e “frutto della salute”, ha convocato, in Cittadella regionale, la Riunione di pubblico accertamento.

Il riconoscimento dell’Igp al Bergamotto di Reggio Calabria rappresenterebbe la 22esima indicazione geografica regionale, non tenendo conto dei vini.

«Sarà un momento di festa e di incontro con tutta la filiera, con i sindaci, le associazioni di categoria, le organizzazioni professionali, i Gal, i cittadini in genere», ha sostenuto l’agronomo Rosario Previtera, presidente del Comitato promotore per l’Igp costituito oggi da più di 500 aziende per più di 800 ettari di bergamotteti sui 1500 ettari censiti.

«La Riunione di pubblico accertamento è l’ultimo step prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e della successiva approvazione di Bruxelles», ha detto Previtera, che ribadisce essere «un’audizione obbligatoria durante la quale i funzionari ministeriali daranno lettura del Disciplinare di produzione e chiunque potrà proporre modifiche e integrazioni».

«Naturalmente non saranno ricevibili “opposizioni” o dichiarazioni che non riguardino le specifiche tecniche – ha aggiunto – per come previsto dal regolamento comunitario. Purtroppo ancora oggi, a iter concluso, riscontriamo sul territorio la diffusione ad arte di notizie false anche da parte di organismi che dovrebbero invece contribuire a tutelare il bergamotto e i bergamotticoltori».

«Mi riferisco, per esempio – ha continuato – a quanto sostengono falsamente alcuni ovvero che con l’Igp si darà la possibilità di ingresso di prodotto dall’esterno dell’areale di produzione, da altre province e regioni, oppure alle notizie infondate che la ipotesi della richiesta di riconoscimento della Dop per il frutto  sia a buon punto quando tutti sanno che l’iter non è mai stato intrapreso e non verrà mai attivato dal Ministero. Purtroppo vige questo metodo di raccontare superficialmente senza approfondire, leggere e studiare come invece sarebbe giusto fare anzicché continuare a prendere in giro i bergamotticoltori, pur di non ammettere la verità dei fatti».

«Agricoltori che, in questi mesi – ha continuato – stanno vivendo la piena crisi del comparto con i prezzi del bergamotto al minimo storico, con il frutto per l’essenza che giunge sottocosto addirittura dal cosentino e dal crotonese, con il rischio di dover lasciare i frutti sull’albero e con la consapevolezza che non riceveranno mai i ristori promessi per la siccità dello scorso anno e nella impotenza rispetto al maltempo attuale che procura ulteriori danni alle colture. Auspichiamo che non ci facciano più perdere tempo nel raggiungere il pieno riconoscimento dell’Igp almeno per la prossima campagna di produzione». 

«Abbiamo ricevuto conferma – ha spiegato Previtera – che già coloro che hanno finora boicottato l’iter hanno presentato inutili ricorsi al Ministero contro la conclusione dell’iter dell’Igp. Il Comitato promotore dell’Igp e le sigle che hanno supportato l’iter in questi anni hanno espresso la volontà di lasciarsi alle spalle tutte le recriminazioni, le menzogne diffuse dalle controparti, le azioni di boicottaggio che hanno fatto sprecare tempo prezioso».

«È, infatti, intenzione comune – ha concluso – voler ripartire con un nuovo percorso inclusivo e finalizzato al bene e allo sviluppo del territorio per il quale tutti saranno i benvenuti per collaborare fattivamente sin da subito: cambiare idea e manifestarlo è segno di intelligenza. Tuttavia coloro che invece vorranno continuare nella inutile battaglia contro un obiettivo ormai raggiunto, tramite eventuali opposizioni che causeranno ulteriori perdite di tempo, si autoproclameranno veri nemici del territorio con tanto di nomi e cognomi». (rrc)

Falbo (Camera Commercio) incontra i funzionari del ministero dell’Agricoltura per marchio Igp alla ‘nduja di Spilinga

Il riconoscimento del marchio Igp alla ‘nduja di Spilinga diventa sempre più realtà. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolto al ministero dell’Agricoltura un incontro tra una delegazione del Consorzio ‘Nduja di Spilinga, guidata dal presidente Francesco Fiamingo e i funzionari del Ministero.

Assieme a Fiamingo, presenti nella delegazione anche il sindaco Enzo Marasco, il presidente della Camera di Commercio Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Pietro Falbo e il prof. Orazio Olivieri, docente all’Università di Roma Tor Vergata, che sta fornendo supporto tecnico in qualità di esperto di tutela e valorizzazione dei prodotti tipici italiani, ha avuto modo di sedersi attorno ad un tavolo tecnico con la dirigente dell’Ufficio per la promozione della qualità agroalimentare dello stesso Ministero, la dott.ssa Roberta Cafiero, a rappresentare le priorità del territorio che identifica con Spilinga, come punto centrale di riferimento e i sette comuni limitrofi dell’areale geografico di produzione, per la conclusione dell’iter procedurale di riconoscimento del marchio I.G.P. “’Nduja di Spilinga”.

Un incontro, quello romano, concordato dal dicembre scorso, quando tutti i rappresentanti delle rispettive categorie, su invito dello stesso presidente Falbo, si erano incontrati per esprimere ognuno il loro punto di vista e concordare e condividere un’azione comune per la tutela e valorizzazione competitiva del prodotto, di imprese, filiere e, soprattutto, del territorio. 

«È stato un passo risolutivo – ha sottolineato il consorzio dei produttori –. Abbiamo avuto modo di chiarire i piccoli interrogativi richiestici dal Ministero e metterli, direttamente insieme a loro, su carta, per definire con più precisione il disciplinare presentato. Anche ai loro occhi, con documenti alla mano, il resto è sembrato già tutto definito alla perfezione. I funzionari presenti hanno dimostrato la loro grande attenzione nel fornirci un concreto supporto nel concludere al più presto l’iter procedurale, riconoscendo e sottolineando con estrema chiarezza che si tratta di un prodotto d’eccellenza contestualizzato in un preciso territorio, quello di Spilinga e del Monte Poro». 

Ad introdurre lo stato di fatto del procedimento di riconoscimento, nell’incontro romano, è stato il delegato del Consorzio dei produttori, Pasquale Pugliese, che ha dettagliatamente chiarito, per ogni singolo punto, gli interrogativi posti dai funzionari ministeriali, «affinché ogni questione pendente venga ad essere risolta nella direzione di una certificazione che risponda alle legittime attese dei produttori, alle prospettive di sviluppo del territorio, agli interessi di una intera comunità», al quale ha fatto subito seguito il presidente Pietro Falbo, con una incisiva argomentazione, rimarcando: «L’urgente esigenza di accelerare le procedure di riconoscimento del marchio innanzitutto per le positive ricadute economiche che ciò comporterà per il territorio vibonese di un prodotto identitario di una area ben specifica – ha voluto precisare e rafforzare il rappresentante della Camera di Commercio – i suoi caratteri distintivi riferibili allo specifico perimetro territoriale, appunto quello di Spilinga e aree contigue, dove la scelta imprenditoriale condivisa di antiche tecniche di lavorazione e precise caratteristiche di qualità, così come anche il microclima, ne determinano le caratteristiche di eccellenza e unicità, quelle stesse che ne fanno un prodotto noto e apprezzato in tutto il mondo».

«Parliamo poi di un territorio, come quello vibonese – ha proseguito Falbo – che spesso viene relegato in fondo alle classifiche nazionali per qualità della vita e del settore produttivo-economico, quando poi invece dimostra di avere quelle peculiarità storicamente riconosciute ed ascritte da sempre a specifiche aree che, in questo caso, riconosciute col Marchio IGP alla ‘Nduja di Spilinga, non solo attestano l’identità e l’eccellenza di un prodotto tipico ma, al contempo, possono dare impulso a produzioni e filiere agroalimentari, dell’accoglienza e della ristorazione, in uno, al settore turistico e a ogni altro comparto produttivo in una logica di sviluppo equo ed integrato, anche per quei territori provinciali e calabresi che ancora patiscono, per diverse ragioni, di isolamento economico e commerciale».

«Voglio ringraziare i dirigenti del ministero dell’Agricoltura – ha concluso il presidente dell’Ente camerale – per l’attenzione e la disponibilità dimostrata. Il percorso continuerà nei prossimi giorni e si concluderà, speriamo a breve, con l’atteso riconoscimento».

Un prodotto che, ormai da anni, come ha voluto evidenziare in piena condivisione l’intera delegazione presente, proseguendo con l’intervento del presidente Falbo, «ha dimostrato con grande evidenza il suo potenziale economico e commerciale, attirando diffusa attenzione e interesse imprenditoriale anche al di fuori dello specifico distretto produttivo, con proposte che, modificando l’identificazione d’area, gli standard produttivi e, finanche, la denominazione del prodotto, oltre a privare lo stesso della sue peculiarità possono ingenerare confusione nei consumatori a cui invece si deve tutela nella chiarezza, identificazione, tracciabilità». 

Una precisazione, questa, sottolineata a chiare note dagli stessi funzionari del Ministero, che hanno voluto puntualizzare per voce della stessa dirigente Cafiero: «l’identità territoriale così come ben rappresentata in questa documentazione va nella prospettiva di tutelare un prodotto ben definito come “Nduja di Spilinga”, localizzata come areale di produzione nel perimetro descritto. Ciò non toglie in modo legittimo che altri territori calabresi possano tranquillamente identificare le proprie produzioni con il termine “nduja”, “nduja di Calabria”, ecc.». (rrm)

 

Parole apprezzate e condivise dai produttori presenti, che hanno manifestato proprio questo intento e questa direzione nei processi futuri, dal presidente Falbo e dal sindaco Enzo Marasco, che in chiusura ha avuto anche un incontro fugace direttamente con il Ministro Francesco Lollobrigida. In chiusura, i rappresentanti del Consorzio dei produttori presenti, hanno voluto ringraziare fiduciosi il presidente Falbo, «che si è prodigato ad organizzare l’incontro mantenendo fede a quanto proposto nell’iniziale riunione dello scorso dicembre, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Marasco, precipitatosi con grande determinazione in prima linea Roma a sostenere le istanze della comunità rappresentata e dei sindaci del territorio che hanno dato la loro adesione all’iniziativa, sostenendo le  stesse tesi e pronti a dare il loro contributo fattivo ad ogni iniziativa».