La Città Metropolitana di Reggio candida i Bronzi di Riace a patrimonio Unesco

I Bronzi di Riace candidati a patrimonio Unesco. È quanto ha deciso e reso noto la Città Metropolitana di Reggio Calabria che, per questa candidatura, ha costituito un Comitato apposito, composto dalla Metrocity e Comune di Reggio Calabria.

«Questa candidatura  – ha spiegato il consigliere delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio – rientra nella logica più ampia che vede collaborare diverse istituzioni così com’è stato per la promozione della Locride quale capitale italiana della Cultura. Queste delibere non sono meri provvedimenti amministrativi, ma testimoniano l’impegno della Città Metropolitana nella cultura, nella promozione e nel marketing territoriale in una strategia di sviluppo complessiva dell’intera area metropolitana».

Inoltre, è stato dato via libera al programma Memoria e Mito, un cartellone di eventi e attività predisposto dal Palazzo Alvaro proprio in occasione della ricorrenza che interessa i Guerrieri custoditi al Museo nazionale.

«È un atto profondamente ambizioso», ha affermato Quartuccio sottolineando come «il lavoro di costruzione sia stato tutt’altro che semplice. Il provvedimento – ha spiegato – ha comportato una variazione al bilancio di previsione 2022-2024, considerata la mancanza di un capitolo specifico. Così, abbiamo individuato somme per circa 510 mila euro e siamo in attesa che la Regione, come annunciato, contribuisca con 100 mila euro. Mi preme ringraziare quanti hanno lavorato, con grandi sacrifici, alla formazione del miglior programma possibile per garantire l’interesse dell’intera area metropolitana».

Nella circostanza, il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, ha promosso l’azione dell’intera amministrazione che «sta provando a segnare, in maniera fattiva, un passaggio che è importante non solo per il territorio metropolitano, ma per l’intera Calabria».

Inoltre, nel corso del Consiglio Metropolitano, è stato approvato il rendiconto di gestione per l’esercizio finanziario 2021. Il documento contabile ha incassato il voto favorevole ed unanime dell’aula Repaci con il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, che si è detto «molto soddisfatto per il lavoro portato avanti dai dirigenti e dal direttore generale, nel consegnare un Ente finanziariamente solido», e per «il contributo fattivo e collaborativo, nel merito di tutti i provvedimenti trattati nel corso della seduta, delle minoranze presenti in aula».

«Nonostante il periodo pandemico – ha detto Versace riflettendo sul rendiconto 2021 – registriamo un cospicuo avanzo di amministrazione, con l’evidenza che l’Ente non risulta in condizioni strutturalmente deficitarie, un tema caldo per gli enti pubblici in generale».

«Non ci siamo mai tirati indietro – ha aggiunto – quando si è trattato di dover investire cospicue somme, in conto capitale, su settori chiave quali l’edilizia scolastica o la viabilità. Quest’ultimo punto, poi, è particolarmente delicato se si considera come la Città Metropolitana sconti, nello specifico, difficoltà oggettive in tema di fondi ordinari e che, nel comparto stradale, non disponga di fondi previsti per questo tipo di interventi. Eppure, gli sforzi fatti ci consegnano importanti risparmi che indicano il buon cammino intrapreso dall’amministrazione».

Approvati, poi, sempre dal Consiglio, poste in entrata per 280 mila euro, relative a trasferimenti che i Ministeri dell’Interno e dell’Economia hanno riconosciuto alla Città Metropolitana per l’illuminazione delle sedi istituzionali, delle strade e degli istituti di istruzione secondaria.

L’aula “Leonia Repaci” ha, poi, discusso ed approvato il rinnovo dei protocolli d’intesa per l’evento della Traversata dello Stretto e per le attività da svolgere in sinergia con la “Deputazione di Storia Patria per la Calabria”, temi illustrati dai consiglieri Filippo Quartuccio e Giuseppe Giordano.

L’unanimità dell’assemblea ha anche approvato l’istituzione del capitolo in bilancio per il fitto dei locali “UAT di Bianco”, riconoscimenti di debiti relativi a sentenze passate in giudicato, modifiche ed integrazioni al Regolamento per l’istituzione e la tenuta dell’Albo Unico Metropolitano delle Associazioni, al Regolamento per la concessione dei contributi a Enti pubblici e le organizzazioni private della Città Metropolitana, al regolamento recante la disciplina del cerimoniale, dell’uso dei segni distintivi e della concessione del patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria ed una variazione al programma biennale degli acquisti di forniture e servizi 2022-2023 per avviare una campagna promozionale del territorio attraverso le iniziative legate al “Jova beach party 2022”, il grande evento che vedrà l’intera area metropolitana al centro dell’attenzione mediatica nazionale ed internazionale. (rrc)

Disco verde dal Comune di Reggio per iscrivere i Bronzi di Riace nella lista del patrimonio mondiale Unesco

Il Comune di Reggio, tramite delibera, ha aderito alla proposta avanzata dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria di iscrivere i Bronzi di Riace nella lista del patrimonio mondiale Unesco.

Con tale provvedimento, inoltre, l’amministrazione comunale sottoscrive anche la costituzione di un tavolo tecnico interistituzionale coordinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e finalizzato a predisporre il fascicolo per la candidatura secondo le Linee Guida operative del Ministero della Cultura – Ufficio Unesco.

Si tratta di un’iniziativa, spiegano in una nota congiunta i Sindaci f.f. di Città metropolitana e Comune, Carmelo Versace e Paolo Brunetti, il consigliere metropolitano delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio e l’assessora comunale alla Cultura e Turismo, Irene Calabrò, «che ha come obiettivo quello di condurre una solida e autorevole azione istituzionale a sostegno di un percorso che crediamo sia di fondamentale importanza, nell’ottica del progressivo consolidamento e di una sempre maggiore valorizzazione, specie in chiave internazionale, della centralità storica e culturale che caratterizza i capolavori scultorei custoditi nel nostro Museo e ritenuti, universalmente, l’espressione più significativa dell’arte greca».

La proposta di candidare i Bronzi di Riace, nell’anno che celebra il cinquantesimo del loro ritrovamento avvenuto il 16 agosto del 1972, è scaturita nello scorso mese di marzo dalla Città metropolitana su forte impulso del Sindaco f.f. Versace e del consigliere delegato alla Cultura, Quartuccio, con il preciso obiettivo di avviare un percorso istituzionale condiviso, insieme ai Comuni di Reggio Calabria e Riace, nel quadro di un comitato tecnico a cui viene affidato il compito di istruire l’iter della candidatura stessa in sede Unesco.

«I Bronzi di Riace – evidenziano i rappresentanti di Palazzo Alvaro e Palazzo San Giorgio – costituiscono gli elementi di punta dello straordinario patrimonio culturale, storico ed archeologico del territorio di Reggio Calabria, rappresentando, nel contempo, una testimonianza unica di valore universale e dunque perfettamente coerente con quelli che sono i criteri previsti dalle linee guida Unesco».

Un percorso certamente complesso quello che conduce al prestigioso riconoscimento e che, in una prima fase della candidatura, prevede la richiesta di iscrizione nella lista propositiva nazionale (Tentative List), con la quale lo Stato segnala al Centro del Patrimonio Mondiale, World Heritage Center-WHC, i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale nell’arco di 5-10 anni.

«In questa direzione, dunque – concludono i Sindaci f.f. e i delegati di Città metropolitana e Comune – è di fondamentale importanza che il territorio, con in testa le istituzioni locali, faccia fronte comune in modo costruttivo e propositivo rispetto a questa straordinaria opportunità di rilancio dei nostri più importanti attrattori culturali. Nella consapevolezza che quest’anno così significativo per la storia dei due capolavori bronzei e per l’intero territorio metropolitano, possa rappresentare un momento esaltante di partecipazione e cooperazione, tra istituzioni e attori sociali, che può consentirci di raggiungere un traguardo di portata epocale». (rrc)

Le faggete di Aspromonte e Pollino sono patrimonio dell’Umanità

Le faggete di Aspromonte e Pollino sono patrimonio dell’Umanità. È quanto ha reso noto il Ministero della Transizione Ecologica, spiegando che lo ha deciso oggi la 44/a sessione del Comitato del patrimonio mondiale che, in occasione dei lavori tenuti a Fuzhou in Cina, ha riconosciuto «i caratteri ecologici peculiari di ulteriori faggete vetuste mediterranee nei parchi nazionali di Aspromonte, Gargano e Pollino».

Il Mite spiega che il Comitato del patrimonio mondiale ha accolto “la raccomandazione favorevole espressa dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn)” per l’estensione ai nuovi complessi forestali di Pavari-Sfilzi, Pollinello e Valle Infernale.

L’Italia «è tra i pochi Paesi che hanno ottenuto, dall’organismo di valutazione prima e dal comitato Unesco oggi, un giudizio pienamente favorevole su tutte le estensioni proposte, senza raccomandazioni specifiche sulla relativa gestione o sullo stato di conservazione» osserva il Mite. Si tratta di un riconoscimento «che suggella l’iniziativa internazionale seguita dal ministero della Transizione ecologica, con il coordinamento operativo del Parco nazionale Lazio, Abruzzo e Molise, in cooperazione con altri Paesi europei (Bosnia-Erzegovina, Francia, Macedonia del Nord, Montenegro, Polonia, Repubblica ceca, Serbia, Slovacchia, Svizzera), per l’estensione del sito transnazionale naturale delle Antiche faggete d’Europa. – spiega il dicastero – L’estensione, infatti, ha permesso l’inclusione nel sito seriale Unesco di ecosistemi forestali mediterranei dominati dal faggio collocati nei settori più meridionali (Aspromonte), oro mediterranei /subalpini (Pollino) e di più a bassa quota (Sfilzi) della rete delle ‘Faggete vetuste d’Europa’».

Grandissima soddisfazione, è stata espressa dalla sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci: «La mia terra straordinaria da oggi ha uno dei riconoscimenti più prestigiosi del mondo e rientra tra i pochi beni che godono di una tutela particolare. Grazie all’Unesco, agli operatori del settore e ai calabresi tutti che hanno saputo preservare queste bellezze incontaminate della natura».

«Un bellissimo risultato per la mia Calabria, che con le faggete aggiunge un riconoscimento di Lista per i siti del Patrimonio Mondiale al riconoscimento di Lista della Varia di Palmi sulla Convenzione Unesco 2003 per il patrimonio culturale immateriale» ha scritto su Facebook Patrizia Nardi, dell’Unesco.

«Mi ritorna in mente – ha scritto ancora – il rumore delle foglie secche sotto le mie scarpe di bambina, i silenzi dei nostri boschi rotti soltanto dal canto degli uccelli, le acque limpide, le cascate scroscianti e il sole del pomeriggio che filtra tra i rami, illuminando d’oro le foglie degli alberi. Ad majora Calabria, merita tanto la tua antica e infinita bellezza».
«L’unicità della faggeta vetusta di Valle Infernale – ha spiegato il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano – è  legata anche al substrato geologico metamorfico e ai processi tettonici che caratterizzano il paesaggio selvaggio d’Aspromonte creando un ambiente unico nell’area di distribuzione del faggio. L’ingresso nel sito seriale “Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”, certifica l’unicità ecologica di Valle Infernale, quale scrigno di biodiversità che sarà possibile conservare per le generazioni future nonostante i cambiamenti climatici in atto. Grazie all’integrità dell’ecosistema forestale e alla protezione integrale dell’area questo inestimabile patrimonio sarà conservato per le generazioni future come richiesto dalla convenzione Unesco».
«Esprimo più vivi compiacimenti e fervide congratulazioni per il riconoscimento ottenuto –ha dichiarato il Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Reggio Calabria, Ten. Colonnello, Alessandra D’Amico –. L’inserimento della  faggeta vetusta di Valle Infernale nella rete Unesco, riconosce l’importanza di uno dei luoghi più pregiati del nostro territorio e conferma l’importanza dell’enorme e unico patrimonio di biodiversità salvaguardato dal costante impegno costante del Reparto».
«È decisamente un momento magico quello che sta vivendo il Parco del Pollino – ha dichiarato Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino –. Nel giro di pochi anni prima l’ingresso nella Rete Geoparchi Unesco, successivamente la proclamazione quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità della Faggeta Vetusta di Cozzo Ferriero nel comune di Rotonda in Basilicata, poi la scoperta di Italus il Pino più vecchio d’Europa con i suoi 1230 anni e adesso l’ingresso nella prestigiosa famiglia Unesco della Faggeta vetusta del Pollinello nel Comune di Castrovillari, in Calabria, incastonata in un contesto territoriale unico tra le cime del Pollino e del Dolcedorme vicina ai secolari esemplari di Pino Loricato».
«Grazie agli studi effettuati con i fondi messi a disposizione dal Ministero dell’ambiente – ha spiegato – con la Direttiva Biodiversità è stato possibile attivare una collaborazione con il prof. Piovesan dell’Università Tuscia di Viterbo il quale avvalendosi a sua volta di collaborazioni con l’Unical e l’Unibas e lavorando fianco a fianco con i tecnici del parco ha portato alla candidatura di questa Faggeta in cui ci sono esemplari che hanno un’età di 620 anni circa e sono considerati tra i più vecchi d’Europa».
«Questo risultato – ha proseguito il presidente Pappaterra – ci inorgoglisce e, nello stesso tempo, ci carica di ulteriori responsabilità in ordine alla valorizzazione della straordinaria Biodiversità di cui è detentore il Parco Nazionale del Pollino. Nei prossimi giorni programmeremo una grande iniziativa per festeggiare questo prestigioso riconoscimento e sarà l’occasione per ringraziare tutti i protagonisti che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo».

L’unicità della faggeta vetusta del Pollinello è legata al particolare contesto bioclimatico presente nel Parco del Pollino dove il faggio incontra il pino loricato. In questo ambiente integro i faggi nascono, crescono e muoiono seguendo complessi cicli naturali sfidando così il passare del tempo sino a raggiungere età massime che possono superare i 600 anni, come per Italus il loro decano. Quindi la storia ecologica di un’area dalle caratteristiche ecologiche uniche ed integre rendono la faggeta vetusta del Pollinello un vero scrigno di biodiversità che sarà possibile conservare per le generazioni future nonostante i cambiamenti climatici in atto. Grazie alla protezione integrale dell’area garantita dal Parco, al lavoro instancabile dei suoi dipendenti (in primis il dr. Giuseppe De Vivo e il dr. Aldo Schettino) e alla indispensabile collaborazione di studiosi di fama internazionale come il prof Piovesan, questo inestimabile patrimonio mondiale sarà custodito e valorizzato dal Parco per le generazioni future come richiesto dalla convenzione Unesco. (rrm)

Il Castello Aragonese di Le Castella si candida a Patrimonio Unesco: al via l’iter burocratico

Dopo Sibari, c’è un altro importante simbolo della Calabria che si candida a diventare Patrimonio Unesco: si tratta del Castello Aragonese de Le Castella, «certamente uno dei simboli più suggestivi della storia italiana».

L’idea di renderlo ancora più appetibile a livello mondiale è del sindaco di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga che, in piena sintonia con il suo vice, Maria Micalizzi che ha in mano la delega ai beni culturali, hanno avviato la preparazione di tutto l’incartamento necessario per intraprendere l’iter burocratico per la candidatura.

Lo stesso primo cittadino ne aveva discusso in precedenza anche con l’allora vice presidente della regione Calabria, Nino Spirlì, pochi giorni prima della scomparsa del presidente Jole Santelli, il quale aveva mostrato molto entusiasmo per la suggestione del luogo prendendo a cuore anche l’attuale questione castello.

La storia del castello aragonese di Le Castella è quasi millenaria, la sua posizione è unica prima ancora che strategica, quasi da favola. Un isolotto in mezzo al mare in piena Area Marina Protetta, un luogo così, per storia e bellezza, merita di essere patrimonio dell’umanità.  Storia antica ma anche storia moderna per il maniero aragonese, più volte teatro di  pellicole cinematografiche, scelto anche da grandi registi come Monicelli e Pasolini; tante anche le trasmissioni televisive di fama nazionale e internazionale.

Del castello di Le Castella ne hanno parlato anche autorevoli quotidiani internazionali del calibro di “Le Parisien” di Parigi; il New York Times e il Times di Londra.

«Insomma – si legge in una nota del Comune  – il nostro bene storico ha dalla sua tutte le caratteristiche per diventare patrimonio dell’umanità, tra l’altro sarebbe il primo in Calabria e permetterebbe all’Italia di diventare il primo stato al mondo per siti tutelati, attualmente già primo ma a pari merito con la Cina con 55 siti».

«Certo – conclude la nota – l’iter è lungo è complicato, ma è doveroso provarci: la prima fase della candidatura prevede la richiesta di iscrizione nella Tentative list Nazionale, con la quale lo Stato segnale al Centro del Patrimonio mondale, Worl Heritage Center-Whc, i beni per i quali intende chiedere l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale nell’arco di 5-10 anni». (rrm)