REGGIO – All’Accademia di Belle Arti la mostra “ArtEfizio”

Fino al 4 febbraio, all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria si potrà visitare la mostra ArtEfizio, curata dai professori Francesco Finotti e Marcello Francolini – rispettivamente docenti di “Plastica Ornamentale” e “Stile, Storia dell’Arte e del Costume”.

L’evento raccoglie i risultati del ciclo di corsi brevi intitolati Dall’aula al cantiere – materiali, tecniche e stili della decorazione, curato dallo stesso Francesco Finotti e dall’artista decoratrice di chiara fama Silvia Moro

Il ciclo di incontri, avviato e concluso lo scorso novembre, nell’ambito del Laboratorio dello Stretto, ha offerto agli studenti l’opportunità di scoprire le infinite possibilità d’interpretazione che offre ogni la tecnica della Decorazione e i diversi strumenti utilizzati nella cantieristica, al fine di far emergere gusto e stile personale.

Dopo aver dimostrato le potenzialità di questa professione, che oggi sembra aver smarrito una sua connotazione certa, i docenti hanno affrontato tre step tematici per preparare i corsisti ad affrontare i futuri cantieri di lavoro.

Il risultato che il percorso formativo ha offerto è una corposa produzione di elaborati che hanno favorevolmente colpito i docenti dell’Accademia così da far nascere l’esigenza di renderli fruibili anche all’esterno dell’Istituzione di Alta Formazione. 

Si tratta di una mostra che vuole presentare i lavori dei giovani artisti sotto forma di Grande Installazione Ambientale quasi a ricordare le suggestioni del bosco.

Come ci comunica il Prof. Francolini «È al bosco di Ernest Junger che abbiamo conformato le nostre idee per questa mostra. Le nostre idee appunto, non le nostre opere. Le idee che si profilano da questi campioni che estendibili nell’immaginazione del visitatore sono potenzialmente portati a straripare dal metro quadro al metro cubo. Ma altrettanto, visti tutti insieme saranno disposti per nuance: dall’ingresso alla parete di fondo con gli azzurrinisempreverdi del tramonto; dal fondo all’ingresso con i rosapesca dell’alba; in un percorso di risalita dalla confusione alla consapevolezza».

«Il lavoro che ci compete» afferma il Prof. Finotti, «è quello di continuare a comprendere quale sia oggi il linguaggio della decorazione e di proporre una strada da percorrere per rilanciare il dialogo che siamo tenuti a investigare. Siamo anche alla ricerca di nuovi modi di fare didattica per formare i professionisti di domani. Il decoratore oggi non può permettersi di essere un mero artigiano, ma deve dimostrarsi un artista colto e capace di evocare un sentimento nell’epoca in cui vive».

A chiusura dei lavori, giovedì 3 febbraio alle ore 10:00, presso lo spazio espositivo dell’Accademia, in occasione del finissage, verrà presentato al pubblico il catalogo della mostra(rrc)

L’OPINIONE / Dominella Quagliata: A Reggio Task force comunale o Armata Brancaleone?

di DOMINELLA QUAGLIATA – Premesso che la Task Force Covid-19 del Comune di Reggio Calabria, istituita nel mese di novembre 2020, è costituita da competenti e motivati professionisti e rappresentanti istituzionali, fa rabbia che a distanza di oltre un anno di riunioni e confronti il pregiato gruppo di cervelli, che opera a titolo volontario, non sia riuscito a concretizzare alcuna azione proposta, eccetto la discussa chiusura delle scuole.

Non sono di certo mancati i contributi: piano sulla comunicazione sociale (progetto “Comunicare (in) Sicurezza”); portale web d’informazione territoriale sulla gestione della pandemia; progetto “Io resto fuori” – sorveglianza attiva virologica di comunità anti-covid 19; proposta dell’”Associazione Genitori di Bambini e Adulti Disabili onlus “Protocollo Covid 19 per persone con disabilità; sistema premiante per facilitare comportamenti efficaci della popolazione; ecc.

Progressivamente la compagine designata dal Sindaco Falcomatà, e confermata dal Sindaco f.f. Brunetti, si è nei fatti snellita numericamente, perdendo rappresentanti necessari alla gestione territoriale della pandemia, come il dr. Costarella – direttore sanitario GOM; il dr. Giuffrida – direttore Dipartimento Prevenzione ASP RC e il dr. Zoccali – direttore sanitario f.f. ASP RC.
Come biasimarli? Professionisti che ogni giorno devono combattere in trincea contro un nemico impegnativo (Covid 19) e senza armi necessarie (personale e ausili sanitari) con quale coscienza e deontologia dovrebbero sottrarre tempo a tutto questo per riunioni dimostratesi improduttive e sterili, se non per un elevato scambio culturale?

Perché l’operazione task force non ha funzionato?

Da psicologa delle emergenze, componente della task force comunale, mi permetto di ipotizzarne le cause, già da me espresse nel GdL, ma inascoltate dai colleghi dello stesso gruppo e dai sindaci che si sono avvicendati. Innanzitutto si continua a “trattare” il fenomeno Covid 19 quale “emergenza”, con gli stati emotivi tipici della stessa. In realtà l’emergenza è caratterizzata da una circostanza imprevista che richiede azioni immediate di fronteggiamento dell’evento inaspettato e dunque qualitativamente migliorabili nel tempo, grazie ad un’accurata pianificazione.

Da troppo tempo il Covid 19 non costituisce emergenza, ma serio problema da gestire efficacemente. A tal proposito le riunioni di Task Force continuano ad essere convocate da un giorno all’altro, in assenza di pianificazione delle stesse, impedendo così la partecipazione a chi, come me, vuole e deve onorare i propri impegni professionali.

Manca la definizione condivisa e dichiarata di finalità, obiettivi, risultati attesi, metodologia, strumenti, definizione dei ruoli e soprattutto indicatori di monitoraggio e valutazione delle azioni del Gruppo di Lavoro. Nessuna organizzazione può esimersi, per essere efficace, dai suddetti criteri che costituiscono l’ABC dei processi organizzativi. Le riunioni di lavoro producono più frustrazione che crescita e produzione.

Le esigue determinazioni prodotte dalla task force, come la chiusura delle scuole, non sono supportate dall’esplicitazione delle finalità delle stesse (ad es. chiudere per un tempo preciso al fine di mettere in atto azioni di tracciamento e contenimento del virus). La comunicazione delle stesse, ai cittadini, appare come un’imposizione che confida nella buona sorte capace di mitigare l’andamento dei contagi e dei ricoveri. Ciò determina nella popolazione disorientamento e insicurezza, con esiti che vanno dal panico alla negazione e comunque non collaborazione attiva ed efficace.

Il paradigma bio-psico-sociale, definito dall’OMS già nel 1947 come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia” è costantemente ignorato, a favore del “biocentrismo” secondo il quale le azioni implementate devono tener conto esclusivamente del potenziale danno biologico, sottovalutando quelli psichici ed economico-sociali che diventano sempre più rilevanti nel post emergenza. In assenza di un approccio sistemico/olistico, ogni intervento mirato a prevenire e contenere i potenziali danni di una dimensione rischia di aggravare le condizioni delle altre due.
Sussistono ad oggi troppe criticità concettuali e procedurali che rendono quasi nulli gli sforzi messi in campo dalla Task Force Covid 19 comunale.

Credo ancora nella potenzialità di tale realtà “organizzata”? Certamente sì. Questa comunicazione pubblica ne è una prova. Avrei potuto dimettermi, giustificando la mia deresponsabilizzazione con l’attribuzione a terzi delle responsabilità dell’inefficacia dell’organizzazione di cui faccio parte. Non è nel mio stile, voglio non lasciare intentato qualunque intervento possa farmi sentire degna di essere una Cittadina reggina, contribuendo per come posso al bene comune.

Quanto fin qui esposto, come già precisato, è stato da me, ripetutamente, espresso in task force. Confido che il mio appello, ad oggi inascoltato, possa essere supportato dalle cittadine e i cittadini che non si rassegnano ad una città focalizzata sulle pseudo emergenze, che rimarranno per sempre tali in assenza di pianificazione e monitoraggio.

Andrà tutto bene? Solo se a ciascuno sarà consentito di poter offrire il proprio qualificato contributo, solo se ogni cittadina e ogni cittadino saranno messi nelle condizioni di sentirsi protagonisti, dunque responsabili, di ciò che oggi è il fronteggiamento di una pandemia e, spero presto, della crescita territoriale. Task Force o Armata Brancaleone? Le prossime scelte costituiranno la risposta a questo imbarazzate quesito. (dq)

[Dominella Quagliata è psicologa delle emergenze e componente della Task Force covid-19 del Comune di Reggio Calabria]

Il ministro Marta Cartabia aprirà l’anno giudiziario a Reggio Calabria

Sarà il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ad aprire, sabato 22 gennaio, alla Scuola Allievi Carabinieri, l’anno giudiziario a Reggio Calabria. A renderlo noto, il presidente della Corte di Appello, Luciano Gerardis, sottolineando che «sia il fatto più significativo di questa tornata».

«Abbiamo sempre lamentato – ha spiegato – di essere in un cono d’ombra, la scarsa attenzione che avevamo. È la prima volta che un ministro della Giustizia partecipa a Reggio all’inaugurazione dell’anno giudiziario. È un gesto di attenzione e vicinanza della ministra. Sono molto grato per l’attenzione che ci dà e che dà a tutti i colleghi del distretto. È un grande onore. La sua presenza è un primum in assoluto. Non c’è mai stata nella storia del nostro distretto una presenza di un ministro della giustizia all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Per il Csm parteciperà il consigliere Sebastiano Ardita».

Il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Rosario Infantino, ha evidenziato come «l’inaugurazione dell’anno giudiziario, con la presenza della ministra Cartabia, credo sia un momento significativo per Reggio. Il distretto è attenzionato dall’avvocatura. Non è un caso che a dicembre il Consiglio nazionale forense si e’ spostato in massa nella nostra città e ha affrontato i temi attuali della giustizia. È stata la vigilia della venuta del ministro Cartabia». (rrc)

REGGIO – Pnrr, 20 milioni per la rigenerazione urbana e contrasto al degrado sociale

Sono 20 milioni di euro la somma destinata al Comune di Reggio dal Pnrr per la rigenerazione urbana e il contrasto al degrado sociale. Il Comune, infatti, ha proposto 16 progetti, che sono stati tutti ammessi all’importante finanziamento che permetterà il rilancio del territorio cittadino, con particolare attenzione a tutte le aree periferiche.

Questi, nel dettaglio, gli interventi previsti: riqualificazione Lungomare Matteotti; Riqualificazione ex Fiera Pentimele a destinazione cittadella dello sport; Riqualificazione ex cinema Orchidea a destinazione museo; Completamento pista pattinaggio Arghillà; Intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione Circoscrizioni e centri civici; Riqualificazione Trabocchetto ex. IV circ.; Completamento centro civico Cannavò; Riqualificazione Piazze Valanidi (Rosario, Trunca, Candico, Oliveto; Riqualificazione Ex municipio Cataforio; Piazza S. Salvatore; Piazza S. Cristoforo; Centro aggregazione Rosalì; Piazza Vinco; Riqualificazione pertinenze case popolari Rione Marconi; Riqualificazione pertinenze case popolari Vico Neforo; Riqualificazione pertinenze case popolari Piazza Milano.

Soddisfazione viene espressa dal consigliere comunale Nino Malara che, da tempo (anche nelle vesti di delegato), sta seguendo da vicino le materie del decentramento, circoscrizioni e piani strategici di quartiere, per un «risultato – ha dichiarato – che premia il lungo e attento lavoro di programmazione che è stato portato avanti in questi mesi e che è stato condiviso e concertato con gli assessorati Urbanistica e Lavori pubblici».

«Uno degli indirizzi strategici su cui l’amministrazione sta lavorando con grande determinazione – sottolinea il rappresentante di Palazzo San Giorgio – è il rilancio delle circoscrizioni, attraverso manutenzione ordinaria e straordinaria e in particolare la riqualificazione di diversi centri civici. Per quest’ultimi c’è l’idea di rifunzionalizzarli creando le condizioni per fare di questi luoghi dei centri partecipativi di riferimento per attività sociali e culturali ma anche per favorire il miglioramento dei servizi al cittadino in un’ottica funzionale di decentramento amministrativo».

I progetti previsti incidono in modo complessivo e ampio non solo sul fronte urbanistico e infrastrutturale, “ma anche su quello sociale”, evidenzia ancora il consigliere Malara, «pensiamo, ad esempio al completamento della pista di pattinaggio di Arghillà che di fatto, affiancandosi alla palestra già finanziata, realizza un vero e proprio polo sportivo. Altro intervento di rilievo riguarda poi l’edilizia popolare con ben tre azioni di grande impatto a cui saranno destinate tre milioni di euro. Molte piazze, inoltre, rientrano in questo pacchetto di progetti, in particolare nelle periferie. In altre parole, non solo interventi di natura infrastrutturale e rigenerativa, ma un complesso di misure che tocca quasi tutta la città e che ha un forte impatto sociale».

Fari puntati, adesso, sui prossimi step procedurali che già stanno vedendo impegnati gli uffici del Settore Lavori Pubblici. «Questi progetti – spiega il consigliere Malara – sono stati ineriti nel piano triennale delle opere pubbliche ed in questa fase gli uffici comunali sono alle prese con lo schema di convenzione a cui seguirà poi l’iter progettuale di ogni singolo intervento e infine il trasferimento delle risorse. Abbiamo un orizzonte temporale molto chiaro e ben definito che è quello fissato in modo rigoroso dal Pnrr, ovvero il 2026, poiché entro quella data occorre realizzare le opere previste. Abbiamo le condizioni ideali per raggiungere questo traguardo e dare un forte impulso a tutto il territorio cittadino». (rrc)

REGGIO – Vandalizzato il presepe realizzato dai ragazzi disabili: un gesto da condannaree

È un gesto inqualificabile e da condannare, quello avvenuto a Reggio Calabria, dove è stato vandalizzato e distrutto da ignoti il presepe realizzato dai ragazzi disabili della Cooperativa “Libero Nocera” a Piazza Italia.

«Un vero e proprio atto vandalico subito da una realtà virtuosa e positiva che da anni si occupa delle fasce più deboli» si legge in una nota della Cooperativa, in cui viene spiegato che «il presepe artigianale faceva bella mostra di sé a piazza Italia ed era stato costruito nei laboratori pratico-creativi della Cooperativa dai minori disabili».

«Una brutta pagina per la città – ha dichiarato addolorato il presidente Gaetano Nucera –. Ignoti hanno scelto di colpire un manufatto realizzato da ragazzi disabili che vivono alcune difficoltà proprio nel cuore della città e sotto lo sguardo del Comune, della Città Metropolitana e della Prefettura. Siamo sconcertati e non abbiamo parole per quanto accaduto. Un gesto inqualificabile, da irresponsabili e dissacrante».

Un gesto triste che addolora profondamente l’intera città proprio ad inizio anno, quando tutti dovremmo mostrare un maggiore senso civico. Un attacco alla Cooperativa e ai ragazzi che dovrebbe far vergognare proprio per ciò che l’installazione rappresentava, simbolo di speranza e fede.

«Un’offesa alla città – si legge in una nota – ogni cittadino si dovrebbe sentire offeso. Attaccheremo adesso un manifesto con le nostre considerazioni. Il presepe rimarrà così fino al giorno 6 perché quanto fatto deve essere visibile. Tutti si devono sentire indignati. Ai nostri ragazzi dico di pensare sempre positivo e di guardare al futuro con sguardo ottimista».

La bravata costerà caro a chi ha agito in modo indegno e crudele. L’intera area è infatti videosorvegliata e non sarà certo difficile identificare gli autori del folle gesto.

Anche il sindaco f.f. Paolo Brunetti ha condannato il vile gesto, ribadendo che si tratta di «un atto ignobile, indegno e che mortifica l’intera città».

«Quanto accaduto – ha detto Brunetti – mortifica profondamente l’intera comunità che non può rimanere indifferente di fronte ad un gesto così plateale, compiuto nel cuore del Corso Garibaldi, in una piazza che è centro dei palazzi istituzionali e frequentata, giorno e notte, da famiglie, giovani e giovanissimi. Nel ribadire piena solidarietà ai volontari, alle volontarie della cooperativa “Libero Nocera” ed ai ragazzi che hanno realizzato il bellissimo presepe, rivolgo il mio appello ai cittadini affinché possano aiutare a ricostruire la dinamica dell’accaduto ed invito le autorità preposte ad un maggiore e ancora più capillare controllo di Piazza Italia e dell’intero territorio». 

«Di fronte a simili ignobili azioni – ha continuato Brunetti – dobbiamo trovare la forza di andare oltre la condanna, ricostruendo ciò che qualche balordo ha voluto provare a distruggere. Bisogna rispondere con un forte spirito di comunità, con l’atteggiamento tipico della brava gente che, con fermezza e determinazione, reagisce contro chi opera in spregio del bene pubblico e, come in questo caso, colpisce un simbolo di fede e di impegno, un’opera che è stata realizzata dalle persone più fragile e più in difficoltà».

«Credo sia davvero arrivato il momento di porre un argine all’ignoranza», ha proseguito l’inquilino di Palazzo San Giorgio concludendo: «Un simile degrado etico, morale e civile deve indurci ad una profonda riflessione, evitando qualsiasi tipo di sottovalutazione di un fenomeno che preoccupa e risuona come campanello d’allarme. Non può certo rimanere impunto un atto valdalico così riprovevole». 

Il presidente del Consiglio comunale, Vincenzxo Marra, ha espresso la propria e quella del Consiglio comunale vicinanza ai ragazzi, ai dirigenti e ai volontari della Cooperativa», «accompagnata dall’invito a continuare e perseguire quei valori solidali indispensabili per la costruzione e il consolidamento del bene della collettività». (rrc)

REGGIO – Welfare, approvato e autorizzato il Piano di Zona

L’assessore comunale al Welfare di Reggio Calabria, Demetrio Delfino, ha reso noto che «il piano sociale di zone del Comune di Reggio Calabria è stato approvato ed autorizzato dalla Regione senza alcun rilievo o modifica».

«È un motivo di grande orgoglio per noi e per quanti hanno contribuito alla stesura del miglior documento possibile» ha detto Delfino, aggiungendo che «finalmente prende corpo uno strumento destinato a modificare radicalmente la concezione di assistenza al bisogno mettendo l’ente nelle condizioni di poter aggredire, in maniera pressoché chirurgica, ogni difficoltà quartiere per quartiere».

«Il Piano di zona, infatti – ha spiegato l’assessore – è una mappatura precisa e dettagliata delle criticità, divise per aree ed ambiti d’intervento, e consente di programmare nuovi servizi o implementare quelli già esistenti. Un Piano che, per il 90%, poggia su finanziamenti europei e ci consente di aumentare la qualità delle azioni da mettere in campo e le prospettive occupazionali per molti professionisti del territorio».

Insomma, secondo il delegato al Welfare «finalmente si superano ritardi ultra decennali e si scrive scrivere una pagina totalmente nuova della storia di Reggio».

«Tutto questo – ha proseguito – è merito di chi, quotidianamente, opera ed agisce in settori delicatissimi della società. Perché sé è vero che è stato straordinario il lavoro del dirigente Francesco Barreca e dei funzionari del settore Politiche sociali di Palazzo San Giorgio, è altrettanto sacrosanto rimarcare l’importanza del supporto di oltre 100 soggetti territoriali impegnati nell’ambito del terzo settore, dell’associazionismo, dei sindacati».

Quello di Reggio, quindi, è un Piano di zona che «nasce dal basso e che fa della partecipazione il suo elemento vincente, riconoscendo l’operato di quanti, nella loro vita, ogni giorno affondano le mani nel disagio e nelle emergenze e conoscono, alla perfezione, fenomeni complessi ed estremamente delicati». 

«Oggi – ha concluso Delfino – non viene premiata l’attività di un singolo settore, ma viene riconosciuta la straordinaria capacità dei reggini nel saper tirare fuori il meglio dalle difficoltà. È un bel giorno per Reggio. È un giorno straordinario per una città in cui nessuno può e deve essere mai lasciato indietro». (rrc)

Restyling Piazza De Nava, la Fondazione Mediterranea presenta esposto in Procura

Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, ha reso noto di aver presentato in Procura un esposto sul progetto di restyling di Piazza De Nava a Reggio Calabria, a seguito del quale è stato aperto un procedimento penale  con relative indagini tutt’ora in corso.

Nella pec inviata al sindaco f.f. Paolo Brunetti, Vitale ha sottolineato come «la presenza di indagini in corso su un eventuale abuso d’ufficio e altro da parte dei funzionari ministeriali interessati alla progettazione su Piazza De Nava, consiglierebbe che da parte del Comune di Reggio vi fosse una revoca/sospensione dell’approvazione al progetto, almeno fino alla chiusura delle indagini».

«Da segnalare – continua la pec – che la presenza di un procedimento penale con indagini in corso, intervenendo in epoca successiva alla chiusura della Conferenza dei Servizi con il parere positivo da parte dei tecnici comunali, oggi potrebbe legittimare, se possibile dal punto di vista amministrativo, anche una richiesta urgente da parte della Giunta Comunale di interruzione della procedura di gara per l’assegnazione dei lavori, che dovrebbe concludersi il 19 gennaio, prima quindi che se ne discuta in Consiglio Comunale aperto».

Il presidente della Fondaziomne, inoltre, ha denunciato che «il Segretariato Regionale del Mic non ha concesso l’accesso agli atti e che il nuovo Soprintendente non ha risposto alla nostra, educata e garbata, richiesta d’incontro. Oltre che illegittimi sono atteggiamenti francamente scostumati. Ma questi sono, evidentemente, i livelli dei nostri travet».

Il testo integrale dell’esposto in procura

Nel luglio del 2019, curato dal Segretariato Regionale Mibact per la Calabria, diretto dal dott. Salvatore Patamia, viene presentato un progetto di fattibilità tecnica ed economica definito “Restauro e riqualificazione per l’integrazione con il Museo Archeologico Nazionale e il contesto urbano della piazza De Nava nel comune di Reggio Calabria”, redatto dall’arch. Giuseppina Vitetta, direttrice della Soprintendenza, con RUP l’arch. Roberta Filocamo, della stessa Soprintendenza.

Per la realizzazione del progetto sono stati assegnati cinque milioni di euro provenienti da risorse recuperate dalla programmazione 2007/2013. Si è svolta una gara per l’affidamento del progetto definitivo, che ricalca quello preliminare (all. 1 e 2). Si vara la Conferenza dei servizi, decisoria e asincrona, cui viene ammessa a partecipare, su sua richiesta, la Fondazione Mediterranea in quanto portatrice di interessi diffusi. Dopo aver acquisito il parere della Commissione Regionale per il patrimonio culturale (all. 3), la Conferenza si conclude con l’approvazione del progetto e la bocciatura di tutte le proposte di modifica suggerite (all. 4 e 4.1). Il Segretariato avvia l’iter della gara per il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori.

Tutto secondo procedura, almeno così si presuppone. Ma occorre fare una precisazione.

La Fondazione Mediterranea – raccogliendo il comune sentire delle associazioni culturali e della cittadinanza, che ad amplissima maggioranza è fortemente contraria al progetto, e avvalendosi di qualificate consulenze, tra cui quelle del prof. Salvatore Settis e del. Prof. Alessandro Bianchi (all’uopo è disponibile un’ampia rassegna stampa) – si è opposta al progetto, che prevede la totale demolizione dell’esistente, motivando la sua posizione con una serie di considerazioni di ordine storico e urbanistico oltre che etiche e politiche, la cui analisi per brevità si rimanda alla lettura degli allegati:

  • note storiche e urbanistiche su piazza De Nava (all. 5);
  • modifiche proposte (all. 6)
  • interpellanza parlamentare (all. 7);
  • lettera aperta al Ministro titolare del MIC (all. 8);
  • considerazioni in risposta alla relazione del dott. Patamia, sollecitata dal Ministro (all. 9 e 9.1);

Benché trattasi di un progetto demolitivo di azzeramento della storia cittadina e della memoria collettiva e dell’identità dei luoghi, che non ha alcuna motivazione né urbanistica né politica e che proviene proprio da chi dovrebbe avere la mission di tutelare e conservare e restaurare (all’uopo si vedano soprattutto le considerazioni riportate nell’allegato 9), la questione potrebbe essere limitata all’ambito etico ed estetico o politico e culturale. Il rifiuto della Soprintendenza a un doveroso confronto pubblico con la cittadinanza e il suo arroccamento su posizioni palesemente insostenibili (si veda l’allegato 9.1 e il 9) lascia però molto perplessi e genera il sospetto che, da parte di funzionari dello Stato, vi possano essere interessi personali che, pur legittimi, collidono con quelli pubblici.

Una nuova luce potrebbe illuminare la questione sulla base di una serie di ulteriori e stringenti considerazioni, avallate da fatti e documenti, alcuni dei quali solo recentemente son venuti in nostro possesso (dopo un accesso agli atti effettuato presso il Comune di Reggio Calabria) e che doverosamente si sottopone all’attenzione di codesta spettabile Procura.

  • Vincolo paesaggistico-ambientale. Come si evince da una comunicazione tra uffici comunali di Reggio Calabria del 27 novembre 2003 (all. 10), ai sensi de D. L. 490/99 già Legge 1497/39, Piazza De Nava è soggetta a vincolo paesaggistico-ambientale
  • Mancanza di coerenza tra titolo e contenuti. Il progetto è definito di “restauro”, perché altrimenti non avrebbe potuto accedere al finanziamento. Ma di restauro non vi è nulla perché della storica piazza non rimane assolutamente nulla, a eccezione del complesso statuario intitolato a Giuseppe De Nava, la cui base viene comunque mutilata delle due storiche fontane a conchiglia nello stile liberty della ricostruzione reggina.
  • Autoreferenzialità. Un caso è certamente il potere autoreferente che esercita la Segreteria Regionale del MIC, che: a) individua una linea di finanziamento, b) elabora il progetto preliminare e di fattibilità economica, c) gestisce tramite Invitalia la gara per il progetto definitivo, d) esprime il responsabile del procedimento, e) indice la gara per il progetto operativo e per l’assegnazione dei lavori, f) indica infine anche la direzione dei lavori. Il tutto senza che nessuno possa interferire nelle sue scelte e senz’alcuna possibilità di controllo su come venga gestito il finanziamento. Quale oggettività di pensiero può avere un servitore dello Stato che, in assenza di controlli, può gestire una gran mole di denaro (5 ml di euro di cui 3,8 per i lavori e 1,2 tra iva al 10% e progettazione e direzione lavori, ecc) di cui una parte legittimamente gli spetta?
  • Questione Lido comunale. È sotto gli occhi di tutti il pietoso stato in cui versa il lido comunale degli anni Settanta. Ebbene, non si è potuto demolire e ricostruire perché la Soprintendenza lo ha definito un bene storico tutelabile. Due pesi e due misure, quindi, adottati dalla stessa Soprintendenza, che oggi, su un progetto suo, non reputa di usare lo stesso metro usato per il Lido. Anzi, per come riportato sulla stampa (La Gazzetta del Sud, 16 settembre 2021), si sa che il 10 maggio del 2020 il Segretariato Regionale del Mibact così si è espresso: “Il restauro finalizzato alla riqualificazione sarà conservativo, nel pieno rispetto delle tecniche costruttive e dei materiali storicizzati dell’epoca. Il piano di riqualificazione di due milioni di euro è stato approvato dal Mibact. L’iter burocratico procederà attraverso una convenzione coordinata dal Segretariato regionale. Il tutto in sinergia col comune”. Due pesi e due misure, quindi: restauro conservativo per un immobile degli anni Settanta di nessun valore storico o urbanistico; demolizione competa per una storica piazza più che centenaria e onusta di memorie.
  • Il progetto del Comune su piazza De Nava. Il restauro di piazza De Nava progettato dal Comune tra il 2003 e 2007 (all. 11 e 12), denominato come “Lavori di riqualificazione di Piazza De Nava”, abortì anche per una serie di limitazioni e vincoli posti dalla Soprintendenza, soprattutto relative alla presenza nel sottosuolo della piazza di una necropoli. Il progetto sarebbe costato complessivamente euro duecentomila. Del progetto del Comune di Reggio Calabria su Piazza De Nava se ne parla ai successivi punti 6, 7 e 8.
  • Questione costi. Quello che salta subito agli occhi è l’enormità della differenza dei costi tra il progetto del Comune e quello attuale della Soprintendenza, a distanza di poco più di dieci anni e con un’inflazione stabile: da 200 mila si è passati a 5 milioni di euro. Un’enormità, che fa subito pensare che non vi sia stato l’etico susseguirsi di idea progettuale e ricerca del finanziamento ma piuttosto l’assolutamente poco etico: abbiamo trovato un finanziamento cui accedere, inventiamoci un progetto che utilizzi tutte le somme disponibili. La sostanziale inutilità degli interventi programmati su piazza De Nava dalla Soprintendenza e l’enorme sproporzione dei costi con il precedente progetto del Comune, fanno propendere per la seconda ipotesi.
  • Problema necropoli. La presenza di una necropoli è un problema antico e sempre riemergente, che fa pendant con il vincolo paesaggistico-ambientale, che ha sempre condizionato qualsiasi intervento nella zona di piazza De Nava. Problema di cui questa volta la Soprintendenza sembra non tener conto mentre in precedenza, come per il progetto del Comune, è stata particolarmente attenta: prescrizioni del 27 giugno 2006 (all. 13); del 27 settembre 2007 (all. 14); del 12 febbraio 2007 (all. 15), in cui addirittura si legge: “un assistente di questa Soprintendenza dovrà presenziare ai lavori di scavo per la posa in opera dei pali d’illuminazione”.
  • Vincoli posti dalla Soprintendenza al precedente progetto. Il progetto del Comune, pur oggettivamente molto meno impattante di quello attuale, è stato attenzionato dalla Soprintendenza con nota 5 febbraio 2007 (all. 17) e del 12 marzo 2007 (all. 16): “è fatto assoluto divieto di operare interventi non autorizzati che snaturino la piazza dal punto di vista della sua identità e valore”; “durante l’esecuzione dei lavori sia realizzata un’accurata documentazione fotografica che alla fine degli stessi dovrà essere consegnata a quest’Ufficio”; “sia comunicata con largo anticipo la data di inizio dei lavori per permettere un opportuno e costruttivo controllo”. Con questa nota si manifesta un’attenzione quasi maniacale affinché sia mantenuta l’identità di piazza De Nava e la memoria storica di cui è portatrice. Oggi, su un progetto interno alla Segreteria Regionale del MIC, questa attenzione a interventi che non “snaturino la piazza dal punto di vista della sua identità e valore” non c’è più, con un sostanziale tradimento della mission della Soprintendenza.

Concludendo, si nota un’inversione di orientamento di 180 gradi da parte della Soprintendenza: attentissima alla tutela e conservazione dell’esistente, occhiuta e capillarmente attenta ai dettagli, quando la progettualità proviene da un ente pubblico o da un privato; non così quando si rade a zero una storica piazza cittadina, in spregio a vincoli oggettivi e identitari, con una progettualità interna al Segretariato Regionale del Mic. Pur ammettendo la legittimità dei singoli passaggi amministrativi, ciò che sconcerta è la mostruosità del disegno complessivo derivante dall’unione dei singoli punti: è lecito sospettare che a guidare le scelte dei servitori dello Stato verso una progettualità sbagliata, che peraltro la città non intende subire passivamente, siano stati personali interessi che, pur anche legittimi, comunque collidono con l’interesse pubblico. (rrc)

 

Oggi al Planetarium Pythagoras di Reggio parla di terremoti in Calabria

Appuntamento da non perdere stasera (lunedì 3 gennaio) a Reggio al Planetarium Pythagoras alle 21: si parla di Terremoti in Calabria con il prof. Vincenzo Cristina.

Il 28 dicembre è stato l’anniversario del distruttivo terremoto del 1908, ma non è stato l’unico nel tempo che ha interessato la nostra regione. La Calabria ha un elevato rischio sismico perché è compressa dalla grande morsa costituita, a sud, dalla placca africana e, a nord, da quella europea. In altri termini, è collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa che si stanno avvicinando ad una velocità di 7 millimetri/anno.

Il prof Vincenzo Cristina, partendo da una disamina cronologica degli eventi tellurici più importanti che si sono verificati in Calabria dall’epoca classica in poi, illustrerà sia le origini geo-fisiche che sono alla base del fenomeno che le cause che determinano la pericolosità sismica, molto alta, della regione.

Al Planetario si accede muniti di super greenpass e mascherina ffp2.

Comune di Reggio: approvata variazione di bilancio, 10 milioni in arrivo dal Governo

In arrivo altri 10 milioni dal Governo al Comune di Reggio per il ripiano del disavanzo. Il Consiglio comunale riunitosi nei giorni scorsi con all’ordine del giorno dodici punti importanti per la Città, ha approvato una variazione di bilancio per allocare oltre 10 milioni di euro di contributo ministeriale utile a ripianare il disavanzo, in aggiunta a quanto già ricevuto con il “Decreto Agosto”, e l’integrazione del Piano Triennale delle opere pubbliche 2021/2023 che si amplia con oltre 200 milioni di nuovi interventi con i fondi in arrivo del Pnrr.

Sul primo punto ha relazionato l’assessora alle Finanze, Irene Calabrò, riepilogando il «grande lavoro portato a termine dall’amministrazione in fase d’interlocuzione col Governo e che ci ha consentito, insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà, di incardinare un sistema normativo, di carattere generale, capace di interloquire in maniera proficua con i ministeri e le aule parlamentari, che è andato in aiuto a tutti i Comuni in stato di predissesto». «Questa azione – ha spiegato – contribuisce al percorso di risanamento dei conti dell’Ente che rappresenta il nostro obiettivo principale».

Sul punto è intervenuto anche il consigliere Carmelo Versace parlando di «operazione importantissima la cui genesi va ricercata proprio nel lavoro dell’assessora Calabrò, del sindaco Falcomatà e della sua giunta, della commissione e di tutto il Settore Finanze dell’Ente». «E’ grazie a loro – ha detto – se anche Reggio può intercettare i benefici del “Decreto Agosto” che dimostra, ampiamente, la credibilità riacquisita dalla città anche nei palazzi di Governo. Oggi, il Comune incassa una somma importante che ci permette di stare ancora più tranquilli». Il punto è passato con i voti della maggioranza e l’astensione dei consiglieri di centrodestra.

L’integrazione al Piano Triennale delle Opere pubbliche è stata presentata all’aula dal consigliere Giuseppe Sera, successivamente rilanciata dall’assessore ai Lavori pubblici, Rocco Albanese, che ha confermato «l’impegno dell’esecutivo a non sprecare nemmeno un centesimo di investimenti».

Per Giuseppe Sera, l’ampliamento della programmazione sulle infrastrutture «è motivo di grande orgoglio perché racchiude un lavoro che va avanti dal 2017 e che, fra i suoi atti più qualificanti, contempla il ripristino della legalità con l’abbattimento di tre ecomostri sul lungomare di Gallico». «Su quel solco si prosegue», ha aggiunto Sera sottolineando come «ulteriori 500 mila euro andranno a risanare questioni di abusivismo». Fra le decine di interventi inseriti, per un valore complessivo che supera i 200 milioni di euro, un posto di rilievo lo assumono i 7 milioni per la nuova strada Santa Venere-San Gregorio. Sul punto è intervenuto il consigliere Versace ribadendo l’importanza del momento: «Tutti i progetti sono stati accolti ed il merito è del sindaco Falcomatà, degli ex assessori Mariangela Cama e Giovanni Muraca. Oggi raccogliamo i frutti di chi ha lavorato bene». Il dibattito è proseguito con gli interventi di Giuseppe Giordano che ha sottolineato «come si tratti di una tappa fondamentale» e di Filippo Quartuccio che ha ricordato «i recenti investimenti che la Città Metropolitana ha riservato all’aeroporto “Tito Minniti”».

L’unanimità dell’aula ha, quindi, approvato la risoluzione proposta dal consigliere Nino Malara affinché «il Governo e la Regione salvaguardino il posto di lavoro dei 156 navigator impegnati nei Centri per l’impiego e che hanno svolto un ruolo importantissimo quali tecnici specializzati sulle politiche attive per l’occupazione». «L’aver accolto all’unanimità questa richiesta – ha affermato Malara – è segno di grande maturità da parte del civico consesso che, su un tema fondamentale qual è quello del lavoro, non si è diviso».

Via libera, infine, all’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio.

Nelle fasi preliminari del dibattito, il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, ha risposto al alcune sollecitazioni della minoranza confermando che «saranno convocati i consigli comunali per riflettere sull’indagine relativa ai presunti brogli e sul progetto di Piazza De Nava, così come quelli sull’aeroporto e sui rifiuti». «Queste ultime due questioni in particolare – ha detto Brunetti – suscitano grande interesse in chi, da tempo, chiede interventi alla Regione e, proprio per questo motivo, saremo molto interessati ad ascoltare i rappresentati regionali che verranno, ovviamente, invitati a partecipare». (rrc)

 

Il sen. Marco Siclari: il centro vaccinale di Pellaro sfiora l’eccellenza

Come componente e capogruppo di Forza Italia della Commissione Salute del Senato, il sen. Marco Siclari ha  visitato il centro vaccinale di Pellaro.

«Ho riscontrato – ha detto Siclari al termine della visita – una vera eccellenza grazie al lavoro, alla passione e alla professionalità di tutti i volontari, i colleghi medici, gli infermieri ed i responsabili il dott. Nino Putortì, la dott.ssa Aurora Salerno e il coordinatore dott. Sandro Giuffrida.
Ringrazio il Presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto che da Commissario della Salute ha deciso, ancora prima che aumentasse il numero dei contagi, di mantenere aperti e di rafforzare i centri vaccinali e nello stesso tempo ha potenziato il numero delle terapie intensive .
La buona sanità si può fare anche in Calabria con le scelte politiche giuste che valorizzano il lavoro degli eccellenti professionisti presenti nel territorio.
«Grazie di cuore – ha concluso Siclari – anche a tutti coloro che si sottopongono a vaccinazione per tutelare se stessi e la comunità intera.
La Calabria merita di essere raccontata per ciò che veramente offre come esempio e come servizio e che ci rendono orgogliosi di essere calabresi». (rrc)