Piazza De Nava, Fondazione Mediterranea e Comitato illustrano il vecchio progetto della Soprintendenza

La cittadinanza vorrebbe «una Soprintendenza vecchio stile, magari non po’ barbosa ma certamente più esteticamente orientata ed eticamente aderente alla sua mission». È quanto è emerso dalla conferenza stampa indetta dalla Fondazione Mediterranea e dal Comitato Civico Piazza De Nava sul tema del progetto “Demolitivo di Piazza De Nava proposto dalla Soprintendenza Reggina”.

Una conclusione a cui si è arrivati partendo dall’inedita documentazione, acquisita con accesso agli atti presso gli uffici amministrativi del Comune di Reggio, sul vecchio progetto di riqualificazione di Piazza De Nava. Sono emersi, così, degli stringenti vincoli allora posti dalla Soprintendenza, che riguardano la salvaguardia dell’identità dei luoghi e della loro memoria storica, a cui «evidentemente si è rifatto il deliberato unanime del Consiglio Comunale nella seduta del 31 gennaio del 2022, per brevità se ne riporta solo alcuni, riguardanti la tutela della necropoli ellenistica e l’obbligo che ne deriva di analisi che ne definiscano l’ampiezza e la struttura, prima di muovere anche una sola pietra costitutiva della Piazza».

1) 27 giugno 2006 prot. 12083 – Venuti a conoscenza del fatto che è attualmente in studio da parte dell’Amministrazione Comunale una proposta di risistemazione complessiva di piazza De Nava e della viabilità circostante, (…) per quanto riguarda gli interessi di tutela e valorizzazione archeologica del sito che, com’è noto, rientra nella pertinenza di un’ampia necropoli ellenistica, quella detta del quartiere Santa Lucia, è d’interesse acquisire l’esito di una campagna di prospezioni meccaniche, le cui modalità di esecuzione potranno essere indicate in seguito, da affidare a ditta di ampio curriculum e competenza nel campo delle indagini geognostiche con finalità archeologica, così da garantire risultati di sicura affidabilità scientifica al fine di accertare la consistenza dei beni sepolti.

2) 27 settembre 2007 prot. 17927 – (…) Poiché studi scientifici di settore portano a ritenere che l’area suddetta sia interessata da una vasta necropoli di età classica, si presenta l’esigenza di svolgere indagini geognostiche preventive in grado di confermare o smentire tale presunzione, prima dell’approvazione del progetto di cui trattasi. Posto ciò, e ritenendo indispensabile che le indagini siano svolte mediante carotaggi meccanici, occorre acquisire tutti i dati disponibili inerenti i passaggi dei sottoservizi urbani nelle aree sopra individuate.

«Di tutti questi vincoli e prescrizioni – si legge – gestualmente non riguardano solo l’aspetto archeologico, non vi è traccia sul progetto interno alla Soprintendenza che, è bene ricordarlo, ha un onere economico superiore di 25 (venticinque) volte a quello precedente e che di sola progettazione costa 270.000 euro (più dell’intero importo del vecchio progetto di restauro che costava 200.000 euro)».

«Si configura così, con la progettata demolizione della piazza in assenza di analisi geognostiche – continua la nota della Fondazione – un sostanziale tradimento della mission ministeriale di tutela e restauro conservativo stabilita dalla legge (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137). Denunciato tutto ciò, la Fondazione Mediterranea e il Comitato civico Piazza De Nava, si trovano in pieno accordo con la Soprintendenza, quella vecchio stile, che poneva vincoli al progetto del Comune, ma in netto contrasto con quella attuale che vincoli non ne pone su di un progetto che nasce al suo interno».

Dopo gli interventi di Vincenzo Vitale, Pasquale Amato e Franco Arillotta, sono state evidenziate dal prof. Alberto Ziparo, docente di Urbanistica all’Università di Firenze, le normative che consentono ancora di intervenire per modificare il progetto e renderlo rispettoso della storia cittadina, della memoria collettiva e dell’identità dei luoghi, come deliberato all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 31 gennaio del 2022. (rrc)

REGGIO – Al MArRC incontro con lo scrittore Antonio Salvati

Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si celebra la Giornata della Memoria con l’evento Giornata della Shoah, promosso in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, presieduto da Loreley Rosita Borruto.

L’appuntamento è alle 17, nella Sala Conferenze del Museo. Protagonista dell’incontro sarà il nuovo libro di Antonio Salvati, dal titolo Pentcho: da Bratislava alla Calabria. Le storie degli ebrei e della nave che ha navigato sulle acque del Danubio. Relatore sarà il prof. Nicodemo Misiti, docente di Lingue straniere, etnolinguista, scrittore e fotografo, nonché componente del Comitato Scientifico del Cis Calabria. Sarà un momento di grande suggestione, per conservare la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e di tutta l’Europa; ma anche per raccontare il lieto fine dei naufraghi della nave Pentcho, che trovarono la salvezza a Ferramonti, grazie alla magnanimità dei cittadini calabresi. Alcune pagine del volume verranno lette ed interpretate da Pasquale Curatola.

«Il viaggio della Pentcho – ha commentato lo scrittore Salvati – è una storia straordinaria: dopo dieci giorni dal naufragio a Kamila Nisi, isola greca disabitata, fu una nave militare italiana a salvare i naufraghi. La maggior parte venne trasferita a Ferramonti, dove sorgeva uno dei più grandi campi di internamento dell’Italia fascista e dove gli internati erano perlopiù Ebrei non Italiani. Ferramonti, per i naufraghi della Pentcho, divenne una salvezza. Infatti, essi trovarono nella popolazione calabrese un’umanità rispettosa della dignità umana e, nonostante la prigionia e il destino assolutamente incerto, ripresero forze, ricevendo viveri e vestiario, e ottenendo addirittura la possibilità di studiare o sposarsi».

Il MArRC, per il Giorno della Memoria, dedicherà anche un’attenzione speciale ad alcuni reperti esposti nelle collezioni permanenti del Museo, tra cui la nota epigrafe e le lucerne con simboli ebraici che attestano la presenza a Regium di una comunità di religione giudaica in età tardoantica.

«La valorizzazione del patrimonio culturale si perpetua anche attraverso la condivisione e la trasmissione della memoria, che costituisce l’eredità della nostra comune identità storica – ha dichiarato il direttore del Museo, Carmelo Malacrino –. Il “Giorno della Memoria” è una celebrazione importante: la storia ci insegna a non dimenticare».

«È un monito e al tempo stesso un insegnamento, un’occasione di riflessione sul passato per costruire il futuro. Il MArRC – ha proseguito Malacrino – ogni anno partecipa a questo momento, che unisce tutte le istituzioni. Ringrazio il Centro Internazionale Scrittori della Calabria per aver voluto condividere questo evento, che porterà al Museo lo scrittore Antonio Salvati e il suo bellissimo libro. Ringrazio anche le dott.sse Giuseppina Cassalia e Maria Domenica Lo Faro, Funzionari del MArRC, per l’impegno di unire promozione e valorizzazione in un evento di grande suggestione».

Al Museo si accede senza prenotazione, dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle ore 9:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:30). Lunedì il museo è chiuso al pubblico. È consigliato l’uso della mascherina chirurgica. L’ingresso è sempre gratuito fino a 18 anni. (rrc)

REGGIO – L’assessore Calabrò: Confermato contributo ministeriale per attività culturali e spettacoli dal vivo

Al Comune di Reggio Calabria è stato confermato il contributo dal ministero della Cultura finalizzato agli spettacoli dal vivo. Si tratta di quasi 500 mila euro, per «favorire attività di spettacolo dal vivo finalizzate ad assicurare l’inclusione sociale, il riequilibrio territoriale e la tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti performative nelle aree periferiche del Comune capoluogo della Città Metropolitana», ha spiegato l’assessore alle Politiche Culturali, Irene Calabrò.

«Il Governo, ancora una volta, riconosce la bontà dell’azione portata avanti dalla nostra amministrazione», ha detto Calabrò, spiegando come «questo ultimo riconoscimento segue quelli degli anni precedenti sui Fondi unici per lo spettacolo, riservati a ridare ossigeno alle realtà di settore provate dalla stagnazione del comparto dovuta alla pandemia».

«Già lo scorso anno – ha ricordato – diversi sono stati gli spettacoli, in particolare nelle aree periferiche, che hanno animato il nostro territorio, sia nel periodo estivo che in quello natalizio. La conferma del finanziamento ci consentirà di ripetere quest’anno, seppure in forma più ridotta, le attività già previste nel 2022. È, dunque, una riprova dell’ottimo programma messo in campo e perfezionato dagli Uffici di Palazzo San Giorgio, seguendo quelle che sono le linee di mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà portate avanti, in maniera egregia, dal sindaco facente funzioni Paolo Brunetti».

«Nello specifico – ha proseguito Calabrò – i beneficiari saranno individuati tra gli organismi finanziati nell’ambito del Fus, ovvero tra gli organismi professionali operanti nel settore dello spettacolo dal vivo da almeno tre anni, come risultanti dagli oneri versati al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo. Nell’assegnazione delle risorse, dunque, terremo conto delle caratteristiche proprie del progetto con riferimento al radicamento dell’iniziativa sul territorio e alla qualità artistica del progetto da realizzare; della congruità economica e della coerenza delle voci di spesa e del costo complessivo del progetto rispetto alla proposta artistica; del perseguimento della finalità di inclusione e coesione sociale nelle aree di intervento e rivitalizzazione sociale e culturale del contesto urbano di riferimento e impatto socio economico sul territorio del progetto».

Non mancheranno, poi, i criteri di “sostenibilità del progetto”, «dove ricopriranno un ruolo determinate le possibili ricadute socio economiche sull’area interessata, anche in termini di connessione con il patrimonio culturale».

«Insomma – ha concluso l’assessora alla Cultura – continuano ad aprirsi nuove ed importanti opportunità per la città, con un ruolo di rilievo assegnato alle periferie di un territorio vasto come quello di Reggio Calabria. L’iniezione di risorse affinché tutti possano beneficiare di adeguate attività di spettacolo, offre l’opportunità di far crescere il tessuto economico e produttivo dell’hinterland, valorizzando i luoghi e le professionalità locali. Noi, siamo ovviamente pronti a raccogliere questa rinnovata ed avvincente sfida».

REGGIO – Inaugurata la Galleria d’Arte dell’Accademia del Tempo Libero

La sede dell’Accademia del Tempo Libero di Reggio Calabria – il teatro Zanotti Bianco – è diventata una galleria d’arte, con l’inaugurazione della mostra Vieni a trovarmi. Si tratta di un progetto ideato dall’architetto Leonardo Carbone, accolto con grande entusiasmo dalla presidente del sodalizio, Silvana Velonà, per dare spazio e voce agli autori reggini.

Sedici gli artisti esposti in questa prima fase che si concluderà sabato 18 marzo per un totale di 32 tele. Il secondo periodo espositivo si aprirà mercoledì 29 marzo sino a sabato 27 maggio. Con la presidente Velonà e l’architetto Carbone, erano presenti all’inaugurazione, il Consigliere Comunale Giovanni Latella con delega Sport Impianti Sportivi, Promozione e immagine della città, e gli artisti esposti. (rrc)

REGGIO – Venerdì al Museo Diocesano speciale open day per gli insegnanti

Venerdì 27 gennaio, al Museo Diocesano di Reggio Calabria, dalle 15 alle 19, è in programma uno speciale open day dedicato agli insegnanti delle Scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I e II grado.

Sarà l’occasione per conoscere le pregevoli collezioni d’arte sacra esposte, ma, in particolare, per scoprire l’articolata proposta didattica riservata alle Scuole con l’intento di avvicinare bambini e ragazzi al Museo in modo attivo, stimolante e coinvolgente.

Visite guidate (Museo diocesano, Cattedrale e chiesa degli Ottimati) e attività didattiche, differenziate per gradi scolastici, tendono a favorire il contatto diretto con le opere d’arte e a privilegiare l’aspetto creativo dell’apprendimento, ispirandosi alla pedagogia della scoperta, dell’approfondimento e della condivisione delle osservazioni.

Ai bambini della Scuola dell’infanzia è proposto un approccio multisensoriale che affianca al linguaggio visivo quello del corpo, gestuale e musicale, proponendo un’esperienza tattile, olfattiva e uditiva. Con l’attività Esploriamo l’arte, vediamo con le mani, gli educatori museali mirano ad attivare il coinvolgimento emotivo del bambino perché familiarizzi con il Museo attraverso la meraviglia e lo stupore.

Alla Scuola Primaria sono rivolte attività a tema quali Elio e Bacolo e il viaggio nella memoria perduta, Che santo è?, Cruciverba al museo, Giorgio il santo cavaliere ed altre i cui contenuti e strategie tengono conto del livello di abilità, competenze ed esperienza delle classi coinvolte, caratterizzandosi per un’attenzione interdisciplinare (storia, letteratura, arte, religione) e l’uso di un linguaggio adeguato.

Alla Secondaria di I e II grado sono proposte visite guidate e attività didattiche quali La Cattedrale dell’Assunta: viaggio nei secoli e L’arte racconta: quest’ultima è un itinerario di visita a Cattedrale e Museo caratterizzato dal coinvolgimento, quali straordinarie voci narranti, di personaggi legati all’arte e alla storia della Chiesa locale (artisti, personalità del passato, personaggi ritratti nelle opere d’arte).

Il Museo diocesano si Reggio Calabria promuove da sempre accessibilità e inclusione, spalancando le sue porte a diverse fasce di pubblico, a partire dai più piccoli, valorizzando le specificità e rispondendo ai bisogni di ciascuno.

I Servizi educativi del Museo offrono percorsi studiati ad hoc per le Scuole di ogni ordine e grado, orientati, se necessario, secondo le richieste dei docenti, in una fruttuosa co-progettazione. (rrc)

REGGIO – Il consigliere Latella chiede dei soldi per la seggiovia di Gambarie

Il Consigliere delegato allo Sport della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giovanni Latella, ha chiesto del finanziamento annunciato dalla Regione per la ricostruzione della seggiovia principale di Gambarie d’Aspromonte.

«L’arrivo delle prime nevicate invernali riporta in piena attualità una problematica che va avanti ormai da qualche anno – ha spiegato in una nota Latella – l’incendio che nell’autunno del 2020, in piena emergenza Covid, ha danneggiato irreparabilmente il corpo principale del primo impianto, quello che, da piazza Mangeruca conduce alla cima di Monte Scirocco, penalizza ancora fortemente la nota località turistica invernale, uno dei luoghi paesaggisticamente più belli ed unici dell’intero Mezzogiorno».

«Non si comprende come – si è domandato il Delegato della Metrocity – a distanza di più di due anni da quel triste episodio, nonostante i reiterati annunci, anche a poche settimane dalle scadenze elettorali che nel frattempo sono intercorse, non si sia registrato da parte della Regione, Ente che a suo tempo ha finanziato la costruzione degli impianti di risalita di Gambarie, un impegno concreto per la riparazione o la ricostruzione della seggiovia».

«Ad oggi – ha aggiunto ancora Latella – la cittadinanza non è a conoscenza di un procedimento in itinere né per la progettazione, né tantomeno per la ricostruzione dell’impianto. L’unica notizia certa è una generica delibera di Giunta, approvata nell’estate del 2021, che demandava ai Dipartimenti regionali di individuare gli eventuali fondi necessari per la realizzazione dell’opera, quantificati in 3,6 milioni di euro. E teniamo presente che quella seggiovia costituisce il principale attrattore turistico per Gambarie, non solo durante i mesi invernali, con la pratica degli sport legati alla neve, ma per tutto l’anno, trattandosi dell’impianto di risalita che collega la piazza principale della località turistica con la prima cima che la sovrasta».

«A prescindere dalla buona organizzazione che il Comune di Santo Stefano – ha proseguito – e gli operatori turistici riescono comunque a garantire per il corretto funzionamento delle tante attrattive turistiche che ogni mese richiamano migliaia di persone, non solo dalla Calabria ma anche dalla vicina Sicilia e da altre parti d’Italia, riteniamo sia doverosa e non più rinviabile un’operazione di chiarezza da parte della Regione sulla vicenda della seggiovia. Il Presidente Occhiuto, che proprio ieri ha pubblicato sui social una bellissima immagine delle piste di Gambarie, dimenticando però di citare nel testo la nostra località sciistica, ci dica che intenzioni ha circa l’erogazione del finanziamento annunciato ormai due anni fa».

«Gli operatori turistici, gli amministratori, ma soprattutto gli sciatori ed i tanti appassionati della montagna reggina hanno il diritto di conoscere quali situazioni hanno determinato un così lungo ritardo nella programmazione dell’intervento. Altrimenti – ha concluso Latella – dovremmo ritenerci autorizzati a pensare che gli annunci fatti a mezzo stampa ed in pubblici convegni da alcuni rappresentanti politici, siano stati solo un tentativo di attirare il consenso della cittadinanza in occasione delle scadenze elettorali, senza che poi ad essi sia stato dato un effettivo e concreto seguito». (rrc)

REGGIO – Passa mozione sul riconoscimento della fibromialgia quale malattia invalidante

In Commissione Salute del Comune di Reggio Calabria è passata la mozione sul riconoscimento della fibromialgia quale malattia invalidante.

La mozione è stata presentata dal presidente Carmelo Romeo, dal consigliere Giuseppe Giordano e sottoscritta dai consiglieri di centrodestra presenti nell’organismo consiliare e impegna il sindaco e la Giunta «ad intervenire presso il commissario straordinario della Sanità calabrese, il Parlamento ed il Ministero della Salute affinché si attivino per il un suo riconoscimento quale malattia cronica ed invalidante».

«Bisogna portare a compimento un percorso che ha subito rallentamenti in sede di Comitato Lea e di Conferenza Stato-Regioni perché – hanno detto Romeo e Giordano – la mancata identificazione della fibromialgia ricade sui pazienti e sulle loro famiglie, sia per quanto riguarda le prestazioni sanitarie sia per l’acquisto dei farmaci, oltre che a livello lavorativo per il mancato riconoscimento dell’invalidità e delle assenze per malattia».

«È necessario – hanno evidenziato – raggiungere diversi ed importanti obiettivi come la definizione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale specifico in grado di facilitare la vita di chi soffre, purtroppo, di questa patologia. Al tempo stesso, bisogna puntare ad istituire gruppi di lavoro in ciascuna Asp, così da coinvolgere professionisti esperti verso cui afferiscono malati fibromialgici e i rappresentanti delle associazioni».

«C’è ancora tanto da fare in un settore così delicato – hanno rimarcato – partendo dall’assicurare prestazioni, diagnosi e cure della sindrome e delle patologie connesse e derivate, per ogni soggetto affetto, a prescindere dal livello di severità della malattia, attraverso l’attribuzione di un codice d’esenzione dedicato».
«Servono  – hanno aggiunto Carmelo Romeo e Giuseppe Giordano – un Registro regionale per la fibromialgia e dei registri presso ogni Asp territoriale che vadano correttamente aggiornati ed implementati per fare confluire i dati al Registro nazionale».

«Come evidente – hanno proseguito – non si possono sottovalutare rischi e difficoltà legati ad una sindrome serie e che colpisce numerosi cittadini. È, dunque, indispensabile l’impegno di tutti, ben testimoniato dall’approvazione unanime dei presenti in Commissione su un testo che passerà, adesso, al vaglio del consiglio comunale. Non sono più sopportabili, infatti, ulteriori ritardi o tentennamenti da parte degli enti sovraordinati su un tema che colpisce e condiziona, direttamente, la vita e la quotidianità delle persone».

«Il nostro impegno, invece, arriva dopo un sano e proficuo confronto con le associazioni di riferimento e le persone affette da questa grave patologia che, oggi – hanno concluso – si è tradotto nella mozione presentata e approvata in Commissione, ma che, già nei mesi scorsi, su input del consigliere comunale delegato all’Arredo urbano Massimiliano Merenda, ci aveva visti accanto ai malati ed alle loro famiglie con l’inaugurazione della “Panchina viola” per celebrare la Giornata mondiale della Fibromialgia». (rrc)

REGGIO – Successo per la mostra “Il vaso sui vasi” al MArRC

Si è chiusa, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la mostra Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Jatta di Ruvo di Puglia. L’esposizione, nata dalla collaborazione con la Direzione Regionale Musei Puglia, guidata dal dott. Luca Mercuri, e con il Museo Archeologico Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia, diretto da Claudia Lucchese, rientra nella serie di eventi per celebrare il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Una mostra che, a partire da maggio scorso, ha riscosso uno straordinario successo, sia in termini di affluenza che di interesse da parte del pubblico. Oltre 120.000 persone hanno avuto la possibilità di visitarla, ammirando decine di grandi e piccoli vasi figurati e “raffigurati”. Perché il tema dell’esposizione è stato proprio quello della rappresentazione e del significato dell’immagine delle varie forme vascolari nelle scene dipinte sui vasi.

«Abbiamo esposto quasi 50 reperti del Museo Nazionale Jatta – ha dichiarato Luca Mercuri –, accostati fra loro in una sequenza del tutto originale e inedita, capace di raccontare un aspetto dell’iconografia e della funzione della ceramica a figure rosse solitamente poco affrontato nelle sale museali e del tutto assente nel consueto percorso di visita del Museo Nazionale Jatta. Nel contempo, l’esposizione ha offerto ai visitatori la possibilità di conoscere una classe di materiali non molto rappresentata nella Calabria meridionale».

Il percorso espositivo ha guidato i visitatori in un viaggio alla scoperta delle più iconiche forme vascolari antiche, attraverso temi fondamentali come il consumo del vino, il gineceo e i rituali funerari. Un’attenzione speciale è stata rivolta alla Peucezia, in particolare agli usi e ai costumi di quelle comunità.

«I vasi figurati, soprattutto quelli apuli, erano perlopiù destinati a far parte di ricchi corredi tombali appartenenti a coloni greci e a capi indigeni – ha commentato Claudia Lucchese. Per loro il contenitore deteneva un forte significato simbolico, mediato dalle scene dipinte ma anche dalla forma vascolare prescelta. Il vaso, infatti, pur essendo supporto di immagini, conservava sempre il ricordo della sua funzione originaria che, quando connessa al mondo femminile o maschile, poteva aggiungere un’interessante connotazione al recipiente stesso». 

Anche i piccoli visitatori hanno potuto apprezzare i reperti in esposizione in maniera accessibile grazie, ad esempio, ai pannelli didattici sulle varie forme vascolari antiche. La mostra, poi, si concludeva con un’area tutte dedicata ai bambini, dove era possibile colorare e personalizzare i disegni dei vasi, imparando divertendosi.

«Accessibilità, meraviglia, sinergia e bellezza sono state le parole chiave di questa esposizione – ha detto Carmelo Malacrino, direttore del MArRC – che ha affascinato migliaia di visitatori in un anno così significativo, quale è quello del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Ringrazio gli amici Luca Mercuri e Claudia Lucchese per l’entusiasmo, nonché per l’impegno profuso nella realizzazione di questa mostra, che ha arricchito l’offerta espositiva del MArRC. Così come ringrazio tutto il personale che ha lavorato al progetto, dagli architetti agli archeologi, dal personale amministrativo ai restauratori, fino al personale di vigilanza che ha accolto e agevolato la fruizione del pubblico. Una bellissima esperienza che ha visto la Puglia e la Calabria unite nella valorizzazione di un eccezionale patrimonio archeologico».

Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è possibile accedere dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle ore 9:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:30). Queste le mostre temporanee ancora in corso: “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018” al livello E, a cura di Carmelo Malacrino e Barbara Fazzari; “Sullo scaffale dello speziale. Vasi da farmacia nella Calabria del Settecento” nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi, a cura del Carmelo Malacrino, Mariangela Preta e Maria Domenica Lo Faro; la piccola esposizione dedicata ai “Depositi in Mostra” al Livello D, curata da Malacrino e da Daniela Costanzo; “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” con meravigliose fotografie di Luigi Spina. (rrc)

Mercoledì la Consulta comunale Politiche Sociali RC incontra la Garante della Salute Stanganelli

Mercoledì 25 gennaio, a Reggio, a Palazzo San Giorgio, è in programma l’incontro tra la Consulta Comunale Politiche Sociali e la Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli.

«L’incontro – si legge in una nota della Consulta – raccoglie la grande disponibilità e attivismo della Garante, di recente nomina, ad ascoltare associazioni, club service, cittadini, amministratori, professionisti del settore sulle tante problematiche aperte,  consentendo quanto più possibile un dialogo diretto e concreto per avviare a soluzione quanto sino ad oggi è rimasto inevaso, anche rispetto ad altre regioni, in campo del diritto alla cura sancito dalla nostra Costituzione».

Tra le priorità esaminate nell’incontro è il riconoscimento di alcune patologie croniche invalidanti per andare incontro ai disagi e alle difficoltà di numerosi pazienti. Tra queste la Fibromialgia, motivo del primo incontro della Consulta con la Garante insieme alla Presidente della Associazione Reggina Fibromialgia, Iolanda Votano, che tanto si è spesa negli ultimi anni per ottenere per questa patologia l’inserimento nei LEA della Regione Calabria.

Al tavolo di confronto, prenderanno parte la Presidente della Consulta comunale Politiche Sociali, Marisa Cagliostro, cui è affidata l’introduzione dell’incontro. Interverranno i sindaci facenti funzioni del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, e della Città Metropolitana Carmelo Versace, il Garante comunale della Salute, Giuseppe Ferreri, ed i rappresentanti di Associazioni e Club Services interessati al settore. Relazionerà la Garante della Salute della Regione Calabria, Anna Maria Stanganelli. (rrc)

Mercoledì a Palazzo Alvaro un convegno/dibattito su analisi e proposte per autonomia differenziata

Mercoledì 25 gennaio, a Reggio, alle 17.30, nella Sala Biblioteca “Gilda Trisolini” di Palazzo Alvaro, la Metrocity e le Associazioni reggine si interrogano sul disegno di riforma sull’autonomia differenziata proposta dal Governo, con il convegno No all’autonomia differenziata, contro la secessione dei ricchi. L’Italia riparta da Sud.

Ai lavori, coordinati dal Capo Ufficio Stampa della Città metropolitana Stefano Perri, prenderanno parte il Sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, la presidente della “Condò” Maria Lucia Parisi, i docenti Unical Giancarlo Costabile e Walter Nocito, il coordinatore Anpi Calabria, Mario Vallone e le associazioni aderenti all’evento.

«La Sezione Anpi “Condò” di Reggio Calabria ha espresso netta contrarietà al testo della riforma, che produrrebbe – scrivono gli attivisti Anpi – una lunga serie di disuguaglianze sociali e territoriali».

«Le regioni meridionali – spiegano i rappresentanti della Sezione – vedrebbero mantenuto e non corretto il loro divario dalle regioni del Nord, che, come certifica il rapporto Svimez, continua ad aumentare. Il Governo ha cercato di rassicurare, ma si tratta di un gioco delle parti che evidenzia la contraddizione tra la necessità della Lega di riconquistare l’elettorato del Nord e il bisogno di FdI di riconfermare la sua linea di unità nazionale per non tradire uno dei capisaldi della propria identità e non scontentare il suo importante elettorato del Mezzogiorno».

«L’Anpi nazionale – si legge ancora – riconferma il proprio giudizio negativo su una riforma istituzionale che, poiché rischia di allargare le diseguaglianze tra cittadini e territori e di rompere l’unità nazionale diversificando i diritti sociali e civili dei cittadini, apre la strada ad uno stravolgimento della Costituzione antifascista. Pertanto, ribadisce che gli articoli 116 e 117 della Carta devono essere interpretati sulla base dell’articolo 5 della stessa che, nel riaffermare l’unità indivisibile della Repubblica, pone le basi per un regionalismo solidale e non competitivo».

«Né in tema di autonomia differenziata si può assumere a regola generale ciò che la Costituzione indica come possibilità – ha concluso la sezione Anpi – dunque, si ritiene si debba monitorare costantemente l’uso delle risorse del Pnrr affinché siano prioritariamente indirizzate a risolvere il divario di infrastrutture sociali ed economiche tra Nord-Centro e Sud del Paese; le risorse assegnate alle regioni debbano essere trasparenti e tracciabili; i livelli di prestazione debbano essere uniformi e universali e non semplicemente essenziali per tutto il territorio della Repubblica e debbano essere adeguatamente finanziati; il Parlamento, in quanto titolare del potere legislativo, debba essere pienamente investito della discussione sulle materie delegabili alle regioni annullando l’iter pattizio Stato-Regioni; si debba stabilire una clausola di supremazia della legge statale per la tutela dell’interesse nazionale». (rrc)