REGGIO – Un comitato civico per le celebrazioni del 50° della Rivolta

Costituito a Reggio, per iniziativa del Comune, un comitato civico che si occuperà delle celebrazioni legate al 50.mo anniversario della Rivolta che cadrà il prossimo 14 luglio. L’obiettivo è promuovere adeguate iniziative per ricordare e far conoscere ai giovani questo tristissimo capitolo della storia della Città. Fu una rivolta di popolo, mal gestita dal governo centrale e soprattutto strumentalizzata in maniera controversa dai partiti. La storia ha raccontato, poi, le intromissioni, le interferenze e soprattutto l’indifferenza del potere centrale nei confronti dei reggini che hanno caratterizzato quella che da protesta spontanea è diventata una “rivolta”, rischiando di condizionare seriamente l’unità del Paese.

A far parte del Comitato civico, che sarà presieduto dal sindaco Giuseppe Falcomatà, è stato chiamato un gruppo di politici, storici, studiosi e giornalisti: il giornalista ed editore Franco Arcidiaco (che avrà la funzione di vicepresidente), l’assessore comunale all’Istruzione Anna Nucera, il presidente del Consiglio Comunale Demetrio Delfino, gli storici Pasquale Amato e Franco Arillotta, il medico Vincenzo De Salvo, studioso della Rivolta, il presidente dell’associazione Anassilaos Stefano Iorfida, e i giornalisti Mimmo Raffa e Santo Strati. Quest’ultimo, direttore editoriale di calabria.live, è coautore con i compianti giornalisti Luigi Malafarina e Franco Bruno dello storico reportage della Rivolta Buio a Reggio, di cui è in corso di pubblicazione l’edizione del cinquantenario curata dallo stesso Santo Strati per Media&Books. (rrc)

REGGIO: IL PROF. AMATO RICORDA LA RIVOLTA DEL 1970

14 luglio – Stasera alle 21, al Chiostro della Chiesa di San Giorgio al Corso, incontro col prof. Pasquale Amato che ricorderà la rivolta di Reggio, a 48 anni dagli avvenimenti che sconvolsero la città. L’iniziativa è del CIS Centro Internazionale Scrittori della Calabria, presieduto da Rosita Loreley Borruto.
Dice il prof. Amato: «Le celebrazioni corrono sempre il rischio di essere cerimonie ripetitive e alla lunga risultano noiose. Perciò io preferisco riflessioni storiche rispetto alle semplici rievocazioni degli eventi. Ricostruirò le vicende complesse delle tre Calabrie dal drammatico biennio 1970-71 ai fallimenti di riconciliazioni impossibili. Occorre interrogarsi sulle ragioni profonde delle incompatibilità. Esse hanno radici lontane nella geografia, nella storia, nella cultura e nell’economia.
Da quelle lacerazioni sono difatti scaturite vicende che hanno animato e animano l’infinito dopo-Rivolta che continua a pesare sull’attualità della Regione. Dal 1971 è partita una lunga scia di atti che hanno avuto come obiettivo prioritario lo svuotamento delle posizioni di primato di Reggio, che la storia aveva sedimentato in quasi tremila anni. È stata una lenta, implacabile, inesorabile opera di spoliazione della città più antica e grande delle Calabrie e della sua provincia, oggi Città Metropolitana. Le ultime tappe sono ancora in corso e stanno alimentando nuove divisioni e lacerazioni».
Nell’anniversario di quei dolorosi giorni, per onorare la memoria delle cinque vittime (Bruno Labate, Angelo Campanella, Carmine Iaconis, Vincenzo CUrigliano e Antonio Bellotti) alcune iniziative a cura del “Comitato 14 luglio”.  Questa mattina alle 10.30 deposizione di una corona di fiori al Monumenti ai moti di Reggio a cura dell’Amministrazione comunale; alle 11 omaggio floreale alla stele in memoria di Ciccio Franco sul Lungomare Falcomatà. Alle 19.30 un convegno sulla rivolta con il racocnto dei protagonisti e alle 20.30 proiezione del filmato RAI “La Rivolta di Reggio Calabria”. (rrc)