Dulbecco Institute: il progetto da 27 mln depositato al Ministero per il Sud

Nuovo importante traguardo nella realizzazione del Renato Dulbecco Institute a Lamezia Terme: è stata presentata venerdì 12 novembre la documentazione del progetto per i finanziamenti che permetteranno al Centro di Ricerca di diventare realtà. Alla scadenza dei termini per la presentazione al Ministero per il Sud delle domande di manifestazione di interesse per la candidatura di idee progettuali per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, la Fondazione Renato Dulbecco ha depositato la documentazione necessaria con il pieno e convinto sostegno del presidente della Regione Roberto Occhiuto e del sindaco di Lamezia Terme avv. Paolo Mascaro.

Nello specifico, si tratta della richiesta di un investimento pari a circa 27milioni di euro per realizzare presso la Fondazione Terina di Lamezia l’Istituto Renato Dulbecco, destinato a diventare una piattaforma di eccellenza internazionale sul tema delle scienze della vita, con particolare riferimento alla produzione e allo studio di anticorpi monoclonali, ma soprattutto di pronectine, dette anche nanoanticorpi. Queste nanoproteine, come riportato nelle più prestigiose pubblicazioni scientifiche statunitensi, rappresentano la forma più avanzata, più efficace e più tollerata per il trattamento delle malattie da coronavirus e varianti, nonché di varie forme di cancro resistenti alle terapie tradizionali.

La Fondazione Renato Dulbecco ha già sviluppato una strategia di collaborazioni scientifiche con ricercatori dell’Università della Calabria, ma anche con le Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata e con i laboratori Dante dell’Aquila, una impresa biotecnologica di livello internazionale.

La Fondazione offrirà, inoltre, il supporto manageriale e scientifico per la crescita e lo sviluppo di nuove imprese biotecnologiche sul territorio calabrese. La Fondazione è guidata nella sua programmazione scientifica da un Consiglio internazionale di scienziati di altissimo profilo nel settore della ricerca farmaceutica e in particolare della farmacologia clinica e regolatoria. 

La Fondazione è dotata di un comitato di alti consulenti fra cui due premi Nobel come Aaron Ciechanover di Tel Aviv e Thomas Südhof della Stanford University della California e di due scienziati che per la le loro scoperte avrebbe già meritato il Nobel e cioè sir Salvador Moncada della London University e il prof. Napoleone Ferrara della Università La Jolla di San Diego, in California. 

Il prof. Ferrara è attualmente lo scienziato più citato al mondo per le sue scoperte di anticorpi monoclonali verso il fattore di crescita dell’endotelio dei vasi circolari (Vegf) che sono usati con successo in tutto il mondo nel trattamento di varie forme di cancro e anche nella maculopatia degenerativa della retina che se, se non trattata, porta a cecità.

Le missioni fondamentali della Fondazione Renato Dulbecco, ente con riconoscimento giuridico da parte della Regione Calabria e dell’Anagrafe nazionale della Ricerca, sono, come concordato nel protocollo d’intesa con la Regione Calabria firmato a suo tempo dal presidente ff. Spirlì e dall’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo, da un lato quella di creare una piattaforma di biotecnologie avanzate e dall’altro di conferire un certificato di qualità e sicurezza ai prodotti agroalimentari della Calabria (favorendo la nascita di marchio di qualità) i quali potranno così entrare a pieno titolo ed essere competitivi nel mercato mondiale, come sottolineato in più occasioni dall’assessore Gallo, appena riconfermato nella sua delega.

Uno degli obiettivi dell’Istituto Renato Dulbecco, appena sarà attivo, è quello – nobile –  di arrestare la fuga dei migliori cervelli verso altre regioni del nostro Paese o anche all’estero e anche di far rientrare tanti giovani calabresi brillanti che lavorano in prestigiosi istituti all’estero. 

Soddisfazione per la presentazione della documentazione  al Ministero per il Sud è stata espressa dal prof. Giuseppe Nisticò, commissario della Fondazione e dal prof Roberto Crea direttore scientifico della stessa. Anche il sindaco di Lamezia Paolo Mascaro ha firmato la delega al prof. Nisticò come soggetto proponente del progetto Renato Dulbecco Institute nella città di Lamezia. 

Il sindaco Mascaro ha voluto sottolineare l’importanza della realizzazione in Calabria dell’Istituto Renato Dulbecco che contribuisce da un lato alla riqualificazione dell’area industriale di Lamezia, con l’utilizzo dell’area della Fondazione Mediterranea Terina,  e dall’altro a dotare la Calabria di una infrastruttura di eccellenza competitiva a livello internazionale.

Il commissario Nisticò ha messo in evidenza come «in Calabria, finalmente, grazie al presidente Occhiuto si respira un’aria nuova di tipo europeo, come dimostrato dalla rapidità e incisività del suo intervento a favore di tale prestigiosa iniziativa. Questo fa pensare che egli saprà utilizzare con la massima trasparenza e rapidità tutte le risorse nazionali ed europee finora non spese per realizzare progetti fondamentali per lo sviluppo della nostra regione. Occhiuto ha sposato fin dall’inizio la validità del progetto Renato Dulbecco e a tal riguardo si era già incontrato a Roma con il premio Nobel Aaron Ciechanover con il quale aveva parlato di una collaborazione con Israele per realizzare anche in Calabria un bioparco di tecnologie avanzate in cui universtà, centri di ricerca, industrie del settore farmaceutico, elettronico, bioinformatico, potranno contribuire allo sviluppo economico della regione e assicurare enormi vantaggi per i giovani del territorio. 

Nell’incontro che il non ancora presidente Occhiuto aveva avuto quest’estate a Roma con lo scienziato Roberto Crea, era stato rassicurato dallo scienziato sulla sua volontà di rientrare in Calabria a dirigere il Renato Dulbecco Institute dopo 40 anni di attività e successi in California. Crea, a  San Francisco, è uno dei pionieri dell’impresa più prestigiosa di biotecnologie al mondo, la Genentech, ed è considerato il padre delle biotecnologie. Già la sua figura di scienziato d’eccellenza caratterizza quello che sarà il futuro della Ricerca scientifica in Calabria, da Lamezia Terme alla conquista di successi e riconoscimenti internazionali, con personale calabrese in grado di esprimere talento e capacità che gli Atenei della regione hanno mostrato di essere in grado di formare.

Occhiuto incontra Figliuolo: convinto della necessità di tenere aperti gli hub vaccinali

Il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha incontrato a Roma il commissario straordinario gen. Francesco Paolo Figliuolo al quale ha ha ribadito di essere convinto della necessità di tenere aperti tutti gli hub vaccinali in Calabria.

«Questo pomeriggio – ha riferito il Presidente Occhiuto – ho incontrato a Roma il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario del governo per l’emergenza Covid. L’ho ringraziato per il prezioso lavoro fatto nel Paese, e anche in Calabria, in questi mesi, e per il suo costante impegno contro la pandemia. Abbiamo affrontato i temi della campagna vaccinale e dei prossimi passi da compiere per proseguire con vigore e decisione la somministrazione delle dosi. Ci sono ancora cittadini che devono decidere se vaccinarsi o meno – e su questo sarà importante continuare un’attenta opera di informazione – e poi ci sono le terze dosi, già partite per alcune categorie e che da dicembre interesseranno migliaia di persone. Ho informato Figliuolo della mia iniziativa per mantenere aperti tutti gli hub vaccinali della Calabria, e gli ho manifestato la necessità di rinnovare i contratti, in scadenza, al personale messo a disposizione dalla struttura commissariale e che lavora in questi centri. Operatori sanitari – questi ultimi – che sono stati e che continuano ad essere fondamentali per la buona riuscita della campagna vaccinale. Il commissario mi ha assicurato che si adopererà per risolvere questa situazione, e per rimpiazzare le figure che in questi mesi si sono dimesse dall’incarico, magari dopo aver iniziato la scuola di specializzazione o dopo aver trovato una nuova occupazione».

Prima di recarsi a Roma, il Presidente Occhiuto, che ha congelato tutte le posizioni dirigenziali in Regione, aveva scritto una lettera a tutti i direttori generali della Cittadella in relazione all’avviato processo di efficientamento della struttura amministrativa, «nella prospettiva imminente – ha sottolineato il governatore – di una più generale riforma della macchina regionale alla luce delle tante sfide – Pnrr, fondi europei 21/27 e capitolo sanità su tutte – che ci attendono e che richiederanno un adeguato impegno.
«Sono conscio che saranno tante le risorse umane da motivare e valorizzare, ed a tal proposito sarà anche vostra cura cercare di contribuire alla costruzione della migliore espressione della burocrazia regionale – scrive Occhiuto –, chiedendo “attenzione” in ordine alle molteplici scadenze di fine anno, per evitare qualsiasi forma di disimpegno di risorse che potrebbe arrecare danni all’amministrazione, “soprattutto alla luce di impegni giuridicamente vincolanti, nonché a garantire tutti gli ‘oneri’ assunti con il governo e la Commissione europea.
«Non possiamo permetterci il lusso di perdere alcuna risorsa», il ragionamento del presidente della Regione, che invita, dunque, i direttori generali a fornire «un prospetto con le attività in essere a valere sui diversi fondi della programmazione nazionale e comunitaria con specifica indicazione delle risorse previste, della spesa effettuata e di quella che si presume di completare al 31.12.2021».
Allo stesso tempo il governatore Occhiuto pretende che venga garantita una «adeguata presenza a tutti i tavoli in sede tecnica istituiti presso le diverse amministrazioni centrali, con particolare riguardo alla Conferenza Stato-Regioni», e che vengano successivamente inoltrati alla presidenza report puntuali sui vari dossier esaminati. (rcz)

AL VIA LA GIUNTA OCCHIUTO: ADDIO SPIRLÌ
IL PRIMO CONSIGLIO IL 15, CON 3 INCOGNITE

di SANTO STRATI –A una prima valutazione delle scelte del Presidente Roberto Occhiuto per la sua Giunta, il giudizio non può che essere positivo, fermo restando che bisognerà vedere all’opera le singole deleghe e capire se il “modello del fare” che il neogovernatore ha mostrato di voler adottare sarà seguito in toto. Già, perché risulta evidente che abbiamo (finalmente, dopo quasi un anno di precarietà governativa) un presidente “politico” che realizza le cose nel momento stesso in cui le pensa: non è piaggeria, ma evidenza che proviene dalle prime mosse che hanno caratterizzato la dodicesima legislatura, quella di Roberto Occhiuto. Il tempo di dire che voleva farsi assegnare il commissariamento della sanità della regione per restituirla ai calabresi ed ecco, d’incanto, che Draghi gliel’ha concesso subito, d’intesa con il Consiglio dei ministri. Ha detto che non voleva perdete tempo per la Giunta, ed ecco, nei tempi previsti, il nuovo governo. Sicuramente, Occhiuto, mostra di conoscere a menadito come funziona la politica (nazionale) e come va gestita quella regionale. Manca solo una pedina: l’assessore all’ambiente, ma Occhiuto lo presenterà a breve.

Le sue scelte per la Giunta si caratterizzano soprattutto per due elementi. Il primo riguarda il mancato rispetto dell’accordo pre-elettorale con Salvini circa la riconferma di Spirlì. Avevamo facilmente pronosticato, diversi mesi fa, che i patti in politica spesso durano lo spazio di una notte e che l’imbarazzante riconferma del facente funzioni avrebbe creato un grande disagio a un governo che ha bisogno di competenze e di capacità che si mettano a disposizione dei calabresi e della Regione. Così, Nino Spirlì esce di scena (con molta malcelata contentezza dei suoi stessi sodali di partito) e al suo posto va una donna, che dovrà difendersi da un pregiudizio parentale: è cugina del deputato Francesco Cannizzaro, quindi il pensiero corrente sarà quello che l’onorevole ha piazzato non solo una sua pedina, ma persino una parente. Niente di più sbagliato. Giuseppina Princi, meglio conosciuta da tutti come Giusy, è una donna con gli attributi, che in dieci anni ha trasformato il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio in un modello imitato, con grande soddisfazione, da molti istituti. Basta solo l’indirizzo biomedico inventato dalla Princi per preparare gli studenti orientati verso medicina a sostenere i test di ammissione all’università. Guardate che è un’idea geniale, tanto che l’hanno subito presa a modello persino a Milano. Certo gestire una Regione non è come gestire un istituto scolastico, ma la Princi ha temperamento, capacità e talento e saprà dimostrarlo. Dimentichiamoci, quindi, della parentela e valutiamo serenamente quanto la vicepresidente sarà in grado di fare per i calabresi.

Il secondo elemento caratterizzante della Giunta Occhiuto è una delega nuova, quanto coraggiosa: “Azioni di sviluppo per la Città Metropolitana di Reggio Calabria”, affidata anche questa alla nuova vicepresidente Princi. Ebbene, si consideri che Reggio era l’unica Città Metropolitana a non avere ancora ricevuto dalla Regione le necessarie deleghe. Non c’era riuscito Falcomatà durante il governo di Mario Oliverio (pur militando nello stesso partito), ci ha pensato Occhiuto. Mostrando, oltretutto, di avere ben chiara una visione di futuro che non può dimenticare o lasciare indietro alcuna città calabrese e men che meno la MetroCity alla quale fanno riferimento il Porto di Gioia Tauro e il progetto (che Occhiuto sostiene con convinzione) del Ponte sullo Stretto.

È un segnale evidente che l’azione del nuovo governo sarà orientata a sovvertire le sonnecchiose pratiche che creavano figli e figliastri nella stessa regione: bisogna remare tutti insieme per governare non solo il territorio ma anche le prospettive di sviluppo, le istanze di crescita irrinunciabili che il PNRR potrebbe permettere di accogliere e realizzare. Certo, servono competenze e talenti (lo scouting del Presidente Occhiuto probabilmente ci sorprenderà ancora) non soltanto per ridare la sanità ai calabresi, il giusto diritto di curarsi a casa propria, il giusto diritto di avere cure adeguate, attrezzature moderne, ospedali e case della salute in linea con le altre realtà del Paese. Il personale medico è di eccellente livello, qualcuno tornerà in Calabria dal Nord e dal Centro, per dare il suo utile e fondamentale aiuto per garantire la salute dei calabresi. Servono, appunto, capacità e talento, personalità in grado di affrontare e demolire il debito monstre che si è via via consolidato, ma anche professionisti della sanità, in grado di interpretare le esigenze terapeutiche insieme con quelle amministrative e ridare fiducia a una popolazione avvilita e delusa. Già fermare i “viaggi della speranza” (anche per una semplice appendicite) significa risparmiare più di 300 milioni di trasferimenti alle altre regioni per pagare le prestazioni, ma anche far risparmiare una somma probabilmente pari al doppio ai malati e ai familiari al loro seguito: viaggi, soggiorni, etc. E in questa nuova progettualità che riguarda la sanità serviranno risorse umane in tutti i campi professionali e, soprattutto, servirà un’opposizione che faccia adeguatamente la sua parte. Nessuna necessità di cercare inciuci o accordi trasversali, ma un serio contributo per un fine comune.

Tornando a parlare della Giunta, Occhiuto ha voluto riconfermare nel loro precedente ruolo sia Gianluca Gallo (Agricoltura) che Fausto Orsomarso (Turismo). Gallo, oltre ad essere il più votato in Regione, ha lavorato in modo “pesante” a favore degli agricoltori e del comparto agro-alimentare, scontentando forse gli olivicultori, ma facendo arrivare subito gli aiuti necessari a superare la crisi dovuta alla pandemia. Gallo dovrà rinforzare il suo staff e proseguire nell’impegno già dimostrato perché tutto il comparto può usufruire in modo adeguato delle risorse del PNRR e giocare un ruolo principe nel processo di sviluppo. Analoga scelta per Fausto Orsomarso, già assessore al Turismo, sovraccaricato di troppe deleghe nella passata Giunta. Sul Turismo – ci permettiamo di suggerire – occorre investire più sul capitale umano che su azioni spot e comparsate in manifestazioni che non creano attrazione turistica. Evitiamo nuove “muccinate” e progetti fatti solo di belle parole. Per intenderci, La terra dei padri  è un progetto di turismo del ritorno che dovrebbe – e non lo ha fatto – sfruttare la grande risorsa dei calabresi nel mondo: la Consulta c’è, attende di essere riconfermata – e può fornire tutto l’aiuto necessario senza bisogno di nominare “ambasciatori” che girino per le comunità, spendendo soldi che possono essere utilizzate in modo diverso. La risorsa dei calabresi all’estero è, però,ben presente nei programmi di Occhiuto, sia per quel che riguarda il turismo delle radici, sia per l’utilizzo dei testimonial (illustri) che la Calabria si ritrova in ogni angolo del pianeta: tutti innamorati della propria terra, pronti a fare quel che serve per combattere preconcetti e ricreare quella buona reputazione di cui non si può più fare a meno.

Da segnalare nella “ripescata” (non è stata eletta) Tilde Minasi una delega importante, quella delle Politiche sociali: è un’avvocato esperto di diritto amministrativo e vanta un’ampia competenza a difesa delle disabilità e delle pari opportunità. Precise anche le sue prese di posizione per l’aeroporto di Reggio Calabria: sicuramente avrà modo di far pesare in Giunta l’assurda situazione dello scalo reggino, destinato a un vergognoso abbandono. Filippo Pietropaolo è un altro ex consigliere non rieletto: a lui va l’organizzazione della burocrazia regionale e dovrà inoltre occuparsi delle risorse umane. È un commercialista con esperienza gestionale: potrebbe anche fare miracoli nelle tante incongruenze della Regione nei bandi e nelle procedure. Infine la new entry, Rosario Varì, avvocato di Vibo, a cui Occhiuto ha assegnato le deleghe dello Sviluppo economico e agli Attrattori culturali: non avrà di che annoiarsi, c’è tantissimo da fare nell’ambito della promozione culturale, a partire da Vibo, capitale italiana del Libro, occasione che va immediatamente presa in carico dalla Regione e il 50° (nel 2022) del ritrovamento dei Bronzi, tanto per citare due grandi importanti scadenze culturali.

Il Presidente ha trattenuto per sé deleghe pesanti come Legalità e sicurezza, ma anche le Azioni di sviluppo del Porto di Gioia e la Valutazione degli investimenti pubblici. Presentando il suo governo, Occhiuto ha parlato di «un mix di politici e di figure esterne che penso possa fare un buon lavoro per cambiare la nostra Regione». Occhiuto ha parlato anche delle formazioni politiche della coalizione che «non avranno purtroppo rappresentanza in giunta, e me ne dispiace, perché tutti hanno contribuito al massimo delle proprie forze per conseguire la grande vittoria del centrodestra alle scorse elezioni. Penso a Coraggio Italia, a Forza azzurri e all’Udc. Questi partiti chiaramente avranno la priorità nell’indicare le figure che riterranno le migliori per i ruoli chiave nell’Assemblea legislativa. Ad eccezione della presidenza del Consiglio regionale, che per decisione della coalizione di centrodestra, sarà guidata da un rappresentante della Lega».

A questo proposito, è pressoché scontata l’elezione a Presidente del Consiglio regionale di Filippo Mancuso (Lega, di Catanzaro) nel ruolo cui aspirava Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia). Il Consiglio farà la prima riunione lunedì 15 novembre con le incognite che riguardano tre consiglieri la cui elezione pare in bilico per la manifesta ineleggibilità. Sembrerebbe non siano state rispettate le norme di aspettativa e relative dimissioni obbligatorie prima della consultazione elettorale. Si tratta di due esponenti di Forza Italia, Michele Comito e Valeria Fedeli, e della candidata a presidente Amalia Bruni. Per tutti e tre esisterebbero fondati motivi di ineleggibilità a norma della vigente legislazione per chi occupa incarichi pubblici e intende presentarsi alle elezioni. Mentre nel caso di Comito e Fedeli, qualora fosse accertata l’ineleggibilità, è automatico il subentro dei primi non eletti, per la Bruni si creerebbe una situazione assolutamente inedita. Il suo ingresso in Consiglio è nella qualità di “miglior perdente”: se dovesse venire accertata la sua ineleggibilità, chi prenderà il suo posto? La risposta, per nulla scontata – visto che non ci sono precedenti – appare una sola: il secondo miglior perdente. Ovvero toccherebbe a Luigi De Magistris? Non sarà una cosa breve dirimere la questione. Né facile, come la domanda che sorge spontanea: ma si può mai peccare di tanta ingenuità (con ignoranza della legge elettorale) cercando un’elezione (poi centrata) al Consiglio regionale? (s)

Nasce la Giunta Occhiuto: Spirlì è rimasto fuori, vice la preside Princi

A tarda serata, il presidente Roberto Occhiuto ha comunicato la composizione della sua Giunta, riservandosi una casella che sarà riempita a brevissimo. La prima clamorosa (ma scontata e più volte da noi ipotizzata) “sorpresa” è il mancato rispetto del pre-accordo elettorale con Matteo Salvini: il ff Nino Spirlì “designato” dal Capitano è rimasto fuori. Al suo posto la dirigente scolastica Giuseppina Princi (da tutti conosciuta come Giusy), attualmente (e con largo successo) dirigente scolastica del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio.

Alla vicepresidente Giusy Princi Occhiuto ha delegato: Istruzione, università, ricerca Lavoro e formazione professionale; Bilancio, Azioni di sviluppo per la città Metropolitana di Reggio Calabria. Gli altri assessori sono: Gianluca Gallo, con delega alle seguenti materie: Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione; aree rurali. Fausto Orsomarso, con delega alle seguenti materie: Turismo, Marketing territoriale e Mobilità. Tilde Minasi, con delega alle politiche sociali Rosario Varì, con delega allo Sviluppo Economico e agli Attrattori Culturali. Filippo Pietropaolo, con delega alla Organizzazione della burocrazia regionale e Risorse Umane.

«Avevo promesso – ha dichiarato il governatore – di varare il governo regionale nei tempi previsti dallo Statuto, appena dieci giorni dopo la mia proclamazione a presidente, e l’ho fatto. Rompendo, peraltro, una consuetudine di lungaggini e trattative travagliate. Sono soddisfatto del lavoro fatto in queste settimane con gli alleati di centrodestra, con i leader nazionali, con le personalità tecniche che abbiamo consultato per costruire questa squadra. Avremo un mix di politici e di figure esterne – che penso possa fare un buon lavoro per cambiare la nostra Regione. Alcune formazioni politiche della coalizione non avranno purtroppo rappresentanza in giunta, e me ne dispiace, perché tutti hanno contribuito al massimo delle proprie forze per conseguire la grande vittoria del centrodestra alle scorse elezioni. Penso a Coraggio Italia, a Forza azzurri e all’Udc. Questi partiti chiaramente avranno la priorità nell’indicare le figure che riterranno le migliori per i ruoli chiave nell’Assemblea legislativa. Ad eccezione della presidenza del Consiglio regionale, che per decisione della coalizione di centrodestra, sarà guidata da un rappresentante della Lega».

Il presidente Occhiuto ha specificato che «A questo elenco manca un ultimo assessore dal profilo tecnico, una personalità, che ci darà un contributo fondamentale, e che vi comunicherò nei prossimi giorni. Presto faremo la prima riunione di giunta, e inizieremo subito dopo a programmare le iniziative da intraprendere per scrivere insieme il futuro della Calabria. Ho chiesto che l’insediamento del Consiglio regionale avvenga nel primo giorno utile, lunedì prossimo. Ci sono troppe cose da fare e governo regionale e consiglio devono mettersi subito al lavoro. Congratulazioni, dunque, ai neo assessori e buon lavoro a tutti noi». (rrm)

Nella foto di copertina: la nuova vicepresidente della Regione Giusy Princi

Roberto Occhiuto è il nuovo commissario della Sanità in Calabria

Il Consiglio dei ministri ha nominato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, commissario della sanità in Calabria. Lo ha reso noto il presidente della Regione Calabria, spiegando che tale decisione è «il frutto di del lavoro svolto nelle ultime settimane».

«Dopo oltre un decennio – ha spiegato – la gestione di questo delicato settore torna, così, ai calabresi. Avevo preso un solenne impegno con i cittadini in campagna elettorale: questo obiettivo è stato raggiunto già con il primo Cdm dopo la mia proclamazione a presidente».

«Ringrazio il premier Mario Draghi – al quale ho chiesto un incontro per approfondire i temi che riguardano la Calabria –, il ministro dell’Economia Daniele Franco e quello della Salute Roberto Speranza, e ringrazio il commissario uscente Guido Longo» ha aggiunto il presidente della Regione.
«Da domani sarò, dunque – ha proseguito – impegnato anche su questo delicato fronte, e sulla riforma della sanità si misurerà il successo o meno del mio governo regionale. Chiederò all’esecutivo nazionale di adoperarsi per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale proprio sul commissariamento della sanità in Calabria, affinché il commissario possa essere coadiuvato da esperti selezionati da lui stesso e dal governo».
«La sfida sulla sanità la dobbiamo vincere – ha concluso – e se ci sarà un vero gioco di squadra sarà meno arduo primeggiare in questa difficile partita. Io sono pronto a giocare in attacco, per far voltare definitivamente pagina alla Regione, per consentire ai calabresi di avere finalmente i servizi e l’assistenza che meritano. Ci vorrà un po’ di tempo, ma ci riusciremo». (rrm)

Venerdì l’ottava seduta del Comitato di Sorveglianza del Por Calabria 14/20

Venerdì 5 novembre, nella Sala Verde della Cittadella regionale, alle 10, si terrà l’ottava seduta del Comitato di Sorveglianza del Por Calabria 14/20, che sarà presieduto dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Durante i lavori saranno illustrati lo stato di attuazione degli obiettivi del Por e le iniziative intraprese per fronteggiare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e per la messa in sicurezza del programma.

Alla riunione – che sarà condotta dall’Autorità di gestione del programma – prenderanno parte i rappresentanti della Commissione europea, dell’Agenzia per la coesione e del Dipartimento per le Politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, delle amministrazioni centrali e regionale, nonché gli esponenti del partenariato istituzionale ed economico e sociale, l’Autorità di Audit, l’Autorità di Certificazione, la Corte dei Conti, e l’Associazione tecnostruttura delle Regioni per il Fondo sociale europeo. (rcz)

G20, Occhiuto: con Draghi l’Italia torna protagonista internazionale

Il neopreosdente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, ha commentato l’evento G20 di Roma: Con Draghi – ha detto – l’Italia torna in primo piano nello scenario internazionale. «Finalmente torna ad avere un ruolo centrale, da protagonista, a livello internazionale. Grazie all’autorevolezza e al prezioso lavoro del presidente del Consiglio, Mario Draghi, il nostro Paese ha ritrovato credibilità e considerazione. Una congiuntura positiva che ormai non si verificava più dagli anni dei governi Berlusconi, ultimo premier capace di dialogare alla pari con i grandi del pianeta. Le aperture del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il successo del G20 di Roma, il peso riconquistato dall’Italia nei tavoli che contano. Tutti fattori determinanti per gli obiettivi, economici e geopolitici, da conseguire nei prossimi anni». (rrm)

OCCHIUTO È GIÀ AL LAVORO A GERMANETO
SARÀ «LA CALABRIA CHE NON TI ASPETTI»?

di SANTO STRATI – Qualche ora dopo la proclamazione, il neo presidente Roberto Occhiuto era già al suo tavolo, al decimo piano della Cittadella di Germaneto: non c’è tempo da perdere e il governatore è ben conscio del pesante fardello che lo aspetta, a partire dalla scadenza del 12 novembre per i progetti da inviare in Europa per l’utilizzo del Recovery Plan. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sarà il vero banco di prova per tutto il Paese: ci saranno Regioni smart e diligenti, altre pasticcione e disordinate, ma è un treno che passa una volta soltanto. Se si fa un semplice confronto con gli aiuti americani dell’ERP del piano Marshall, c’è – per usare un’espressione casa a Occhiuto – una vagonata di denaro che deve essere impiegato e speso. Bene ed efficacemente aggiungono i calabresi che, senza lasciarsi andare all’inevitabile rassegnazione, guardano sempre con perplessità i programmi comunitari di intervento e aiuto: troppe volte abbiamo visto, tutti quanti, tanti soldi (milioni e milioni) restituiti per mancato utilizzo. La Calabria fino ad oggi non ha avuto capacità di spesa (al pari di altre regioni “disastrate”) e di questo ha piena contezza il nuovo presidente Occhiuto il quale ha la possibilità di invertire la tendenza.

Già nelle prime ore da Governatore ha voluto incontrare e vedere dirigenti e funzionari perché la grande spina dolorosa della Regione Calabria è la burocrazia: lenta, esasperante, logorante e insopportabile. Con il risultato di rendere complicate le cose semplici o di scoraggiare totalmente imprese e professionisti a operare, imponendo lacci e lacciuoli alle pratiche di qualunque genere. Migliaia di aziende hanno rinunciato a proporre iniziative che avrebbero portato nuova occupazione perché sconvolte dai tempi di attesa per avere risposte, dalle tonnellate di carte richieste (spesso inutili, spesso per informazioni facilmente reperibili in rete), demotivate dalla mancanza di assistenza o dall’assenza di aiuto per accelerare le procedure. Chi investe in Calabria con l’attuale situazione burocratica che impera a Germaneto, alla Regione Calabria, è un santo o un irriducibile incosciente (magari innamorato pazzo della sua terra). Occhiuto sa bene tutto questo e ha già incontrato i direttori generali della Cittadella: «Ho dato loro – ha detto Occhiuto intervenendo all’assemblea pubblica di Unindustria Calabria, a Catanzaro – le prime indicazioni: mi sto rendendo conto delle qualità e dei limiti della macchina burocratica regionale. Uno dei miei primi impegni sarà quello di riformare il funzionamento della Regione, troppo spesso lenta, inefficiente, poco incline ad accompagnare in modo adeguato le decisioni politiche che servono per dare con chiarezza la direzione di marcia da seguire. Mi impegno a rendere più efficiente la burocrazia, ma chiedo anche agli imprenditori, a Confindustria, di aiutarmi ad attrarre gli investimenti, a creare ricchezza, sviluppo, occupazione».

Lo slogan scelto da Roberto Occhiuto è indovinato e potrebbe persino risultare vincente: “La Calabria che non ti aspetti”. Già, perché il problema numero uno, oltre al dramma della sanità in regione e in trasferta, alla mobilità pressoché impossibile e alla fuga dei giovani cervelli per assenza di lavoro e opportunità d’impiego, è quello della reputazione. La Calabria, bellissima e amara, è vista quasi dovunque come terra di malaffare, da evitare per chi avesse voglia di investire. E invece chi viene in Calabria – da turista, da imprenditore, da investitore – scopre una terra ben diversa da quello che gli hanno fino ad oggi raccontato. C’è una narrazione in negativo che va stoppata, occorre lavorare (con i dovuti investimenti, sia chiaro, senza buttare denaro a caso) sulla reputazione, sulla positività di una terra che potrebbe offrire un turismo destagionalizzato per tutto l’anno, con i suoi 800 km di costa, i suoi tre Parchi nazionali, il suo mare e le sue meraviglie archeologiche, paesaggistiche e artistiche in grado di far sospirare chiunque, che ha incentivi straordinari per le aziende che vogliano localizzare sedi periferiche delle loro attività, che vanta un clima e un’aria pulita da far invidia alla California. E non a caso potrebbe diventare la California d’Europa se solo ci fossero menti illuminate e programmi seri per la crescita e lo sviluppo.

Occhiuto ha la possibilità di giocarsi la carta della vita: non solo (come non ha mai nascosto) l’orgoglio e la soddisfazione di fare qualcosa di veramente concreto per la sua terra che ama moltissimo, ma anche un successo politico personale che non gli farà rimpiangere Montecitorio. Ha dalla sua, Roberto Occhiuto, una serie di circostanze e caratteristiche che gli saranno di grande aiuto: è un politico consumato, conosce a menadito i meandri della politica romana, dà del tu a ministri e potenti boiardi di Stato, sa come funziona in Parlamento per ottenere quello di cui si ha bisogno, sa a chi rivolgersi e sa come non avere risposte negative o “politicamente” inutili (come le promesse e rassicurazioni che non si realizzeranno mai). È giovane, capace, ambizioso di mostrare il suo valore, desideroso di diventare il “presidente dei calabresi” e non più solamente della Calabria. Per raggiungere questo risultato, Roberto Occhiuto deve circondarsi di competenze e capacità indiscusse in tutti i campi dove deve operare, mediando con l’opposizione, quando necessario, purché l’obiettivo comune di crescita della regione possa essere raggiunto. Opposizione che ci auguriamo non voglia ripetere i passi falsi della passata monca legislatura: non è abbandonando l’Aula di Palazzo Campanella che si trovano le soluzioni necessarie a risolvere i problemi.

L’ideale sarebbe, pur nella libertà totale di scelta della sua compagine di governo, che Occhiuto tenesse a mente quanto sta accadendo nel governo nazionale. La cosiddetta maggioranza Ursula, con presenze trasversali, sta permettendo a Draghi di attuare il suo programma di ripartenza: le piccole scaramucce di Salvini e Meloni non incidono sulla solidità dell’esecutivo. Occhiuto ha una maggioranza che lo blinda, ma dovrà governare – per raggiungere gli obiettivi che si prefigge – con un’opposizione che faccia adeguatamente il suo mestiere, in maniera costruttiva, non con il semplice ostruzionismo.

Ci sarebbe un grande segnale da lanciare all’opposizione perché il grande impegno che attende la Regione non sia disatteso: offrire la Presidenza del Consiglio alla minoranza. Non è competenza del presidente Occhiuto, ovviamente, ma la sua valutazione politica sarebbe importantissima e mostrerebbe una lungimiranza e una visione di futuro che tutti dovrebbero riconoscergli. Non è mai capitato che a capo dell’Assemblea regionale sia andato un componente dell’opposizione (è riservato comunque un posto per la vicepresidenza), ma il momento è storico e la rinuncia a certe pretese partitiche sarebbe un buon viatico per mostrare che si fa sul serio. Così come scegliere professionalità anche non necessariamente di area mostrerebbe una grande saggezza e maturità politica. La verità, incontrovertibile, è che la divisione destra-sinistra è ormai superata, praticamente antistorica, in questo delicato momento, ce lo dicono le urne, pur ricrescendo un po’ dovunque la passione per politica. Una Regione unita (non unitaria, sia chiaro) potrebbe affrontare le grandi attese che i calabresi non sono più disposti a vedere sfumare. È appunto questa la sfida: lavorare tutti insieme, al di là degli schieramenti, per ridare futuro ai nostri giovani, per dare smalto a una terra da troppo tempo dimenticata, non solo trascurata. È una sfida non solo per la destra che ha vinto, ma anche per la minoranza, cui non mancano idee e buoni propositi. Lavorare insieme per un comune obiettivo che si declina in una sola parola: sviluppo.

In Confindustria, nel capoluogo, Occhiuto ha parlato col cuore in mano agli industriali: «Chiedo anche agli imprenditori, a Confindustria, di aiutarmi ad attrarre gli investimenti, a creare ricchezza, sviluppo, occupazione. Propongo alle imprese e ai sindacati un ’Patto per la Calabria’. Questa Regione la cambierò, la cambieremo insieme – non lo faremo in pochi mesi, o in uno o due anni – solo se riusciremo a darci degli obiettivi precisi e a conseguirli con forza e con determinazione. Gli imprenditori in questa terra sono degli eroi. Io voglio provare a creare un habitat naturale positivo per le imprese, per chi vuole mettersi in gioco, per chi vuole dare opportunità. Ma ho bisogno del supporto concreto di tutti voi. Non sono un uomo solo al comando, un uomo da solo non potrebbe vincere la sfida che abbiamo davanti. Io voglio vincerla, e voglio farlo con gli imprenditori, con i sindacati, con le migliori energie di questo territorio. Cambiamo la Regione, e facciamo conoscere all’Italia intera una Calabria che il Paese non si aspetta». I buoni propositi non mancano, auguri Presidente. (s)

Il videomessaggio del Presidente Roberto Occhiuto:

https://fb.watch/8YUxDs4rsi/

 

La Calabria ha finalmente insediato il presidente: Roberto Occhiuto a Germaneto

Ha dovuto aspettare 25 giorni dalle elezioni ma, finalmente, la Calabria ha il suo presidente, che è Roberto Occhiuto.

Questa mattina, infatti, la Corte di Appello di Catanzaro ha proclamato Occhiuto presidente della Regione Calabria, e Amalia Bruni come consigliere regionale come migliore candidata presidente perdente.

Al margine della proclamazione, Occhiuto ha dichiarato che «oggi, dopo la bellissima vittoria del 3 e 4 ottobre, sono stato proclamato presidente della Regione Calabria. Una grande emozione, una forte responsabilità, una nuova avventura che non vedo l’ora di vivere, con entusiasmo e determinazione».

«Mi sono già insediato presso la Cittadetta della Regione – ha spiegato – ho fatto il tradizionale passaggio di consegne con Nino Spirlì, e adesso sono nel pieno delle mie funzioni, pronto a governare questo splendido territorio».

«Il processo non si concluderà in uno o due anni, ma la Calabria la cambieremo e conto di rendere visibili i primi risultati entro pochi mesi» ha concluso Occhiuto, sottolineando come la Giunta regionale «sarà la migliore possibile».

«Ci sono tante cose da fare – ha spiegato – ma sono fiducioso che, passo dopo passo, riusciremo a cambiare la Calabria. Lo faremo nel corso dei prossimi cinque anni, con serietà e con un programma concreto. La prima sfida sarà sulla sanità, ma ci occuperemo anche di lavoro, di turismo, di sviluppo, di infrastrutture, di rifiuti, di salvaguardia e valorizzazione delle nostre bellezze paesaggistiche e culturali».

«I giovani – ha evidenziato  – saranno al centro del nostro progetto: dovranno poter scegliere di rimanere in Calabria, e non essere più obbligati ad andar via. Oggi comincia un percorso, lavoreremo senza sosta per ricambiare la fiducia e il sostegno che gli elettori ci hanno dato».

Intanto, il presidente Occhiuto ha già reso noto che ha chiesto al ministero della Salute e al ministero dell’Economia «di essere nominato commissario in uno dei prossimi Consigli dei ministri, dopo la proclamazione. Credo che la mia nomina di commissario avverrà presto» e che ha svolto «un’attività di ricognizione anche sui sub commissari: non basta il commissario per affrontare e risolvere i problemi della sanità».

E proprio sulla sanità, Occhiuto assicura nessuna intromissione da parte dei partiti, in quanto «questo settore non può essere una zona franca. Accetterò i contributi da parte di tutti, anche dalle opposizioni perché la sanità appartiene a tutti i calabresi, non ad una sola parte politica».

Infine, i nodi più importante da sciogliere: la Giunta regionale e il ticket con Spirlì. Sul primo, Occhiuto non si è sbilanciato, assicurando che «la farò nei tempi stabiliti dallo Statuto – riporta Il Corriere della Calabria –. Saranno persone perbene, capaci di aiutarmi. Non è il problema che mi impegna di più, ci sono emergenze che hanno la priorità e meritano più attenzione». Per quanto riguarda il ticket con Spirlì, invece, «saprete quando presenterò la Giunta», ha detto semplicemente il presidente. (rrm)

FederAnziani Calabria scrive a Occhiuto: Serve sviluppare azioni a misura di ‘Senior’

Un incontro, in tempi ravvicinati, per avviare un gruppo di lavoro teso a sviluppare azioni e misure a dimensione di Senior ed anche di avviare l’iter per promulgare una legge che regolamenti i Centri di Aggregazione Culturali per anziani o associazioni simili. È quanto ha chiesto FederAnziani Calabria, guidato da Maria Brunella Stancato, al neo presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in una lettera aperta.

«Federanziani Calabria – ha ricordato la Stancato – ricopre un ruolo importante nella Regione, essendo una rete di associazioni ed avendo affiliati la maggior parte dei circoli e della Associazioni Culturali rivolti agli Over 60. Gli anziani rappresentano quasi il 20% della popolazione con piccoli cambiamenti percentuali tra le province, dovuto allo squilibrio tra i decessi e le natalità. Ringraziando il Signore, la maggior parte degli over 60 calabresi è in buona salute, forse perché la dieta mediterranea, i corretti stili di vita, o forse perché abbiamo l’aria più pulita d’Europa che ci tutela e ci fa vivere più a lungo».

«In questo periodo di Pandemia – prosegue la lettera – gli anziani sono quelli che hanno pagato il maggior numero di vittime, e se la Calabria si è salvata, lo dobbiamo a tutti noi calabresi che abbiamo rispettato le regole imposte. Il distanziamento sociale che è stato rispettato dalla totalità della popolazione calabrese. Gli anziani sono parte importante e determinante del sistema sociale, culturale, economico e politico del nostro Paese sono un supporto vitale per figli e nipoti, grazie alla propria disponibilità economica, fornendo così un servizio sociale importante, spesso sostituendosi alle istituzioni».

«Sono importanti – si legge nella lettera – dal punto di vista culturale, perché tante persone della cosiddetta terza età di alto livello culturale, sociale, professionale, o che provengono dal mondo dell’industria, dell’istruzione, del volontariato, sono impegnati giornalmente nei territori e fanno parte di associazioni, centri di aggregazioni culturali, centri sociali per anziani».

Anziani impegnati socialmente perché «sostituiscono le Amministrazioni Locali quasi nella loro totalità – continua la lettera – perché creano, animano, fanno vivere i Centri di Aggregazione Culturale per anziani, lo fanno fino allo sfinimento, senza alcuna risorsa economica ma solo, autotassandosi. I nonni della Calabria, gli over 60 sono persone che danno amore incondizionato, gentilezza, pazienza, comfort e lezioni di vita, sono quelli che hanno l’argento nei capelli e l’Oro nel cuore”, assicura il presidente. “Gli anziani sono quelli che hanno subito e subiranno di più tutte le difficoltà future, una categoria duramente provata dall’ emergenza sanitaria, ma completamente assente dai decreti e dalle misure che il governo ha messo in atto per sostenere la società civile».

«La categoria degli anziani – prosegue la lettera – non è inserita in nessuna forma di assistenza e supporto anzi, alcuni rappresentati dello Stato si permettono il lusso di dire che forse sono un costo in questo periodo, provo un profondo senso di sconforto e di rabbia verso queste persone che non danno alcun valore alla vita di un anziano».

«Gli anziani sono la nostra storia, la nostra enciclopedia, la nostra biblioteca – conclude la lettera – sono il nostro passato ed il nostro futuro, non possiamo permettere che le giovani generazioni mi riferisco agli adolescenti di oggi, rimangano tutti orfani dei propri Nonni, si perderebbe un passaggio importante perché i ragazzi di oggi saranno gli anziani di domani ai quali mancherebbe un pezzo importante della loro adolescenza con chissà quali strascichi o danni psicologici». (rcs)