I capigruppo di minoranza: Indegno lo spot di Occhiuto dall’Unical

I capigruppo dell’opposizione Mimmo Bevacqua (Pd), Davide Tavernise (M5s) e Antonio Lo Schiavo (Misto), hanno evidenziato come «gli studenti calabresi dell’Unical ieri hanno potuto imparare finalmente, e personalmente, come si costruisce e si manda in onda una spot televisivo ben confezionato, ad immagine e somiglianza del presidente della regione Roberto Occhiuto, bravo come sempre a spargere illusioni a basso costo per i calabresi. Ormai una vera e propria telenovela…».

«Tutto finto e tutto illusorio dagli schermi di Rete 4 nella sua formula itinerante, ma non gratuita immaginiamo, impiantata all’Unical ieri – hanno continuato i capigruppo di minoranza -. Occhiuto, senza mai essere sfiorato minimamente da domande vere e insidiose ha raccontato semplicemente una Calabria che non esiste».

Una regione per i capigruppo «che è nei dépliant. Nei sogni. Trasporti efficienti, aziende floride, studenti con il lavoro sotto casa, coste e montagne incontaminate, livelli di ricerca e assistenza sanitaria da far invidia ad Harward. Che meraviglia».

«Peccato, però – hanno aggiunto – che le illusioni svaniscono non appena lo spot si esaurisce e resta, a schermo chiuso, tutta un’altra realtà. Strade che sprofondano, treni che non arrivano, calabresi all’estero per curarsi, mari inquinati, disoccupazione alle stelle e povertà dilagante. Una sola volta Occhiuto non ha mentito, ovviamente “incalzato” da un Paolo Liguori più “combattente” che mai. Quando ha esaltato il ruolo eccellente dell’Unical a livello nazionale. Vero, verissimo. Un punto di orgoglio per i calabresi, forse l’unico. Non certo merito della classe politica ma frutto di una visione nobile di chi ci ha preceduto e di chi ogni giorno investe tempo e passione per la ricerca e la formazione».

«E ci dispiacerebbe – hanno spiegato ancora i capigruppo di minoranza – se oggi l’università diventasse campo di battaglia politica. Noi riteniamo che debba rimanere il faro della didattica, della formazione e delle continue innovazioni necessarie per stare al passo con il tempo. Quel che conta è il livello in cui oggi è l’Unical in Italia e in Europa. Una scommessa vinta».

«Per il resto – hanno concluso Bevacqua , Tavernise e Lo Schiavo – speriamo che Occhiuto si svegli dal suo sogno prima che sia troppo tardi. I dati Eurostat sulla povertà, la sua frittata fatta sull’autonomia differenziata e la crisi senza fine della sanità dovrebbero riportarlo alla realtà». (rrc)

Sanità, il PD Calabria chiede le dimissioni o la rimozione della dg dell’Asp di Reggio Calabria

«La dottoressa Lucia Di Furia deve lasciare oggi stesso il ruolo di direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria e, se non lo fa, deve essere rimossa domani stesso dall’incarico». È quanto ha chiesto il Partito Democratico Calabria, dopo che Di Furia ha nominato direttore sanitario «un professionista che, all’atto della nomina, non aveva l’iscrizione in alcuno degli elenchi regionali degli idonei al ruolo».

«Detta circostanza è stata contestata con propria interrogazione, dal consigliere regionale della Calabria, Giovanni Muraca, del Partito democratico», hanno detto i dem, sottolineando come, se la direttrice Di Furia non dovesse rassegnare le dimissioni, «che sia il commissario alla Sanità calabrese, Roberto Occhiuto, a toglierle subito l’incarico in questione, data la gravità dei fatti esposti nell’interrogazione del consigliere regionale Muraca, interamente confermati dalla lettera con cui l’incaricato direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria ha da poco rassegnato le proprie dimissioni a seguito della stessa interrogazione».

«È imperdonabile – hanno sottolineato i dem della Calabria – nominare direttore sanitario chi non figura negli elenchi degli idonei alla carica. Infatti, nello specifico la legge impone al direttore generale di un’azienda sanitaria pubblica di nominare il direttore sanitario attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali degli idonei, anche di altre regioni».

«Ora è chiaro che la direttrice generale Di Furia non ha operato alcun controllo preliminare e a questo punto – conclude la nota del Partito democratico della Calabria – ci auguriamo che la vicenda sia approfondita in tutte le altre sedi». (rrc)

Inaugurato a Crotone il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio

È stato inaugurato il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

Si tratta di una struttura moderna, uno spazio di circa 1.200 metri quadratri, completamente rinnovato e dotato delle strumentazioni opportune, che riunisce in sé anche la Medicina d’urgenza e l’Obi, l’Osservazione breve intensiva. 

A fare gli onori di casa il Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, Antonio Brambilla, ed il direttore medico di Presidio, Lucio Cosentino.

Alla presenza di tante autorità civili, militari e religiose, il Sub Commissario alla Sanità della Regione Calabria, Ernesto Esposito ha tagliato il nastro posto all’ingresso dei nuovi locali. La camera calda all’esterno e due gli ingressi, uno per i pazienti in barella, uno per i pazienti autonomi, con una via d’uscita separata per le ambulanze.

Un ampio ingresso/sala d’attesa accoglierà i pazienti con i codici meno gravi, poi il triage, la sala emergenza, una serie di stanze riservate alle visite e ancora la Medicina d’urgenza (con dodici posti letto divisi in tre stanze, quattro in più rispetto al passato), l’Obi, con sei posti letto e, in caso di afflusso straordinario di degenti e mancanza di posti letto di ricovero, sarà operativa l’astanteria, composta da due stanze con ulteriori quattro posti letto estensibili. Il reparto, guidato dal primario Francesco Zaccaria, è gestito da ventuno medici (tra italiani e cubani), trentasette infermieri e diciannove operatori socio-sanitari.

All’ingresso del Pronto soccorso è stata esposta una scultura del Maestro Gerardo Sacco, realizzata con resti dell’imbarcazione naufragata a Steccato di Cutro, donata dall’artista crotonese all’Asp, che verrà protetta da una teca. 

«Una struttura completa – ha dichiarato il Commissario Brambilla che offrirà un servizio adeguato ai cittadini di Crotone e della provincia. Il vero valore di questa struttura, chiaramente moderna ed accogliente, è l’integrazione fra i servizi di Pronto soccorso, Obi e Medicina d’urgenza, tutti i servizi per la gestione dell’emergenza, che offriranno maggiore efficienza e sicurezza ai pazienti. L’impresa ha lavorato bene, secondo le nostre indicazioni, provvedendo a realizzare anche alcune modifiche che abbiamo richiesto per rendere più funzionali gli spazi».

 «La medicina d’urgenza sarà la prima ad essere attivata – ha precisato Cosentino –. Prevediamo il suo spostamento, insieme all’Obi, nei prossimi giorni. L’operazione più complessa sarà quella di trasferire il Pronto soccorso, che avverrà entro il prossimo mese. Dovremo garantire sempre l’emergenza urgenza, per cui lavoreremo su due fronti in contemporanea, procedendo allo switch tra i vecchi ed i nuovi locali». 

«La realizzazione del questo Pronto Soccorso di Crotone – ha sottolineato il Sub Commissario Esposito – nonostante i numerosi imprevisti, è una testimonianza dell’ottima governance aziendale e della stretta sinergia con l’amministrazione regionale. Naturalmente si tratta di un importante tassello di un progetto molto più ampio, che riguarda la riorganizzazione della rete dell’emergenza urgenza e di tutti quei servizi territoriali collegati all’ospedale, fondamentali per alleggerire l’affluenza verso il nosocomio».  

 

Il presidente Occhiuto: Struttura dell’Ospedale della Sibaritide completa al 70%

La struttura dell’ospedale della Sibaritide è completa al 70%. Lo ha detto il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in un video.

Il governatore, infatti, ha fatto una visita a sorpresa nel cantiere dell’Ospedale, incontrando i 60 operai all’opera.

«L’spedale della Sibaritide era stato progettato 20 anni fa, si doveva realizzare già 15 anni fa, ma non è stato mai realizzato», ha detto il governatore, ricordando come «avevo promesso che l’avremmo realizzato nella mia legislatura».

Nel corso del video, Occhiuto fa vedere i lavori in corso, con i materiali già arrivati che stanno già arrivando e le strutture finite. Entro dicembre sarà chiuso tutto l’involucro.

Un 70 per centro che non è stato facile raggiungere: «i costi dei materiali sono molto lievitati negli ultimi 20 anni – ha detto ancora Occhiuto – però, con molta determinazione si possono risolvere probelmi giganteschi anche in Calabria» .

Inoltre, Occhiuto ha annunciato che gli operai lavoreranno anche di domenica per «dare ai calabresi il diritto alla cura in una parte importante della regione come la Sibaritide». (rcs)

Martedì s’inaugura il nuovo pronto soccorso dell’Ospedale di Crotone

Martedì 22 ottobre, a Crotone, sarà inaugurato il nuovo pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio.

Ad ufficializzare la notizia della consegna dei locali è l’Azienda sanitaria provinciale pitagorica, guidata dal Commissario straordinario Antonio Brambilla.

Il costo complessivo dei lavori, affidati all’impresa Sami di Catanzaro, è pari a 2 milioni e 60mila euro.

All’inaugurazione prenderanno parte anche il sub commissario della Sanità calabrese Ernesto Esposito, in rappresentanza del Governatore e Commissario ad acta Roberto Occhiuto ed il Dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, Tommaso Calabrò

Nel corso della cerimonia di inaugurazione, verrà esposta un’opera del Maestro Gerardo Sacco creata in ricordo delle vittime del naufragio di Cutro, realizzata con alcuni resti di legno dell’imbarcazione, per la quale la direzione strategica dell’Asp ringrazia sentitamente l’artista crotonese. 

Dopo un iter complicato e ricco di imprevisti, Crotone e la sua provincia potranno usufruire di una struttura moderna, funzionale ed accogliente, posizionata nell’ala dell’ospedale che già in passato aveva ospitato il Pronto soccorso (lato stadio), negli ultimi anni diventata “area Covid”. Pronto soccorso, Medicina d’urgenza e Obi, Osservazione breve intensiva, torneranno quindi finalmente vicine. 

«Siamo pronti a mettere a disposizione della comunità la nuova struttura del Pronto soccorso – ha detto il Commissario Brambilla –. Ci aspettiamo un importante potenziamento delle capacità ricettive del presidio, con l’offerta di un servizio tempestivo e di qualità, evitando condizioni di sovraffollamento».

Il Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, punto di riferimento di tutto il comprensorio provinciale, fa registrare un numero di accessi importante. Basti pensare che nel 2023 i triage effettuati sono stati complessivamente 43.461. Il nuovo reparto, diretto dal primario Francesco Zaccaria, ha una superficie di circa mille metri quadrati ed è dotato di strumentazioni moderne ed adeguate. 

È composto da stanze per il pronto intervento, altre dedicate ai pazienti sotto osservazione e da una grande sala d’attesa destinata ad accogliere i pazienti con i codici meno gravi. All’esterno un’ampia “camera calda”, il luogo deputato all’arrivo delle ambulanze e che precede la fase del triage. (rkr)

 

L’Asp CS risponde a Tavernise: Le 60 nuove ambulanze sono tutte operative

L’Asp di Cosenza è intervenuta in merito «ad un articolo di stampa nel quale si afferma, erroneamente, che 20 ambulanze in dotazione all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza non sono mai state messe in circolazione e restano parcheggiate nel piazzale di un immobile dell’Asp sito a Serra Spiga».

«La Regione Calabria – ha spiegato l’Asp – ha acquistato lo scorso anno, con fondi Por 2014-2020, 60 nuove ambulanze per incrementare il parco mezzi del servizio di emergenza-urgenza: mezzi tecnicamente all’avanguardia e dotati di sistemi digitali di ultima generazione. Tra queste 60 nuove ambulanze, in 25 mezzi si è riscontrata la mancanza dell’airbag nella postazione del lato passeggero».

«L’Asp di Cosenza – viene spiegato in una nota – ha sollevato tale problema alla società fornitrice dei veicoli, la quale si è impegnata, così come da contratto, a installare l’airbag anche sul lato passeggero e non solo su quello del guidatore. Queste 25 ambulanze sono ad ogni modo idonee a circolare perché regolarmente omologate dalla Motorizzazione Civile».

«Le ambulanze momentaneamente ferme, sono invece ulteriori 30 mezzi, completamente nuovi, che – come annunciato al momento dell’acquisto delle prime 60 ambulanze – fanno parte di un secondo pacchetto di acquisti da parte della Regione Calabria, arrivate circa due settimane fa e ferme perché in attesa di collaudo», viene spiegato nella nota dell’Azienda Ospedaliera, specificando come il collaudo dovrebbe avvenire non oltre la prossima settimana, secondo la casa ditta fornitrice.

«Una volta che queste 30 nuove ambulanze verranno collaudate e messe in strada – conclude la nota – andranno a sostituire gradualmente e temporaneamente le 25 ambulanze senza airbag lato passeggero per consentire alla ditta fornitrice le nuove installazioni, come previsto dal contratto in essere. Al termine di questa operazione avremo, dunque, 90 nuove ambulanze: 60 del primo lotto più le 30 del secondo». (rcs)

L’OPINIONE / Enzo Musolino: Le disuguaglianze nell’accesso ai farmaci ci condannano alle mancate cure

di ENZO MUSOLINO – È purtroppo esperienza ormai comune di molti pazienti oncologici calabresi: l’emigrazione sanitaria cui siamo costretti da anni riguarda anche l’approvvigionamento di farmaci di ultima generazione, più efficaci, meno tossici, molto costosi.

L’Ocse è da tempo che denuncia questo squilibrio: c’è una disparità d’accesso agli antiblastici in Europa, c’è una disparità tra i cittadini nei singoli Stati, soprattutto in quelli – come l’Italia – in cui la Sanità e’ regionalizzata, nei quali la cristallizzazione delle diseguaglianze va di pari passo con il disavanzo delle Aziende sanitarie.
Anche i cittadini di Villa, come quelli di Reggio e di tutta la Regione, vivono, sulla propria pelle, questa insopportabile differenza, sperimentano l’utilizzo di farmaci salva vita “diversificati” per territorio.  Si può godere di una certa cura “innovativa” a Milano e non a Reggio? È giusto rassegnarsi ad una qualità di vita e a cure diverse solo perché la Sanità calabrese è in disavanzo?
Si può accettare la qualifica di “cittadini di serie B” solo perché non si riesce ad appianare un bilancio?  Con questa nota vogliamo rivolgerci al Presidente Occhiuto, nella doppia veste di Governatore della Regione e di Commissario ad acta per il ripiano del disavanzo sanitario, chiedendogli: è vero che in Italia non è omogeneo l’accesso ai farmaci antitumorali di ultima generazione? È vero che il disavanzo calabrese limita gli specialisti nella prescrizione dei farmaci più costosi? È vero che i seguenti farmaci antiblastici Atezolizumab (Tecentriq ),  Nivolumab (Optivo ), sono al momento non erogabili in tante Asl del territorio calabrese?
Occorre affrontare questo dramma con verità e sobrietà.  Qui non serve dividersi tra destra e sinistra perché è in gioco l’aspettativa di vita dei nostri figli. Non possiamo arrenderci ad un Governo che si limita a commissariare le sanità regionali in deficit, senza porsi il problema – immediato – dell’ intervento sostitutivo perequativo, del ricorso a fondi Nazionali che tentino di “unire” un Paese che è diviso tra chi ha la speranza di guarire e chi ha la certezza di non farcela, solo perché si è residenti in Regioni diverse.
Sappiamo una cosa: non ci bastano risposte generiche, non possiamo più attendere un “risanamento” che tarda a produrre effetti concreti.
Lo Stato, il Governo, ha il dovere di intervenire in applicazione di precisi precetti costituzionali:  art. 32 Cost, co. 1: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti;  art.117, co. 2, lett. m: Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: (…) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale.
I nostri concittadini si recano negli ambulatori dei territori calabresi, accedono alle cure chemioterapiche ma non hanno la certezza di essere curati come se vivessero a Reggio Emilia.
È giusto tutto questo? Solleviamo queste domande dallo Stretto, dall’Area vittima, prossimamente, del più grande sperpero di denaro pubblico della recente Storia calabrese: i 14 miliardi di euro che stanno per essere investiti nell’ inutile “Ponte sullo Stretto” gridano vendetta, come “piange il cuore” aver visto sprecate – sempre a causa del Ponte – le risorse calabresi del Fondo di Coesione e Sviluppo.
Di fronte allo scandalo dei farmaci non disponibili per i calabresi, innanzi al baratro della diseguaglianza che “spezza” vite umane per mancate cure adeguate, come si fa ad accettare una tale enorme sottrazione di risorse solo per accontentare gli appetiti elettorali di una forza politica al Governo del Paese?
Presidente Occhiuto, chiediamo risposte, pretendiamo rispetto per i diritti di cittadinanza dei calabresi. (em)
[Enzo Musolino è segretario cittadino del Partito Democratico]

Tavernise (M5S): Occhiuto spieghi perché delle 60 nuove ambulanze 20 sono inutilizzabili

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha rilevato come delle 60 nuove ambulanze «che avrebbero dovuto incrementare il parco mezzi del servizio di emergenza-urgenza», 20 di queste risultano inagibili.

«Era il 31 ottobre 2023 quando Occhiuto, in pompa magna, presentava nella piazza “San Francesco di Paola” della Cittadella regionale le nuove ambulanze», ha ricordato il pentastellato, chiedendo «come giustifica le 20 ambulanze ferme in un deposito a Serra Spiga per mancanza di requisiti minimi di sicurezza, è infatti assente l’airbag lato passeggero, il presidente della Giunta regionale? Come è possibile sia stata autorizzata tale spesa che, complessivamente, per 60 ambulanze, tra cui le 20 inutilizzabili, ha impegnato la cifra di 9 milioni e 420mila euro? Chi pagherà per risarcire le casse pubbliche per tale inutile spesa?».

«Risposte che il commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria dovrebbe dare a tutti i cittadini prima che alla politica», ha detto ancora Tavernise, evidenziando come «in verità il caso delle ambulanze ferme in una regione che ha assoluto bisogno di risolvere i problemi dell’emergenza/urgenza è solo la punta dell’iceberg, la cosa più visibile che fa più notizia. Ma i mali della nostra sanità si annidano altrove e la politica entra a gamba tesa in questo discorso perché continua a decidere e a imporre una gestione che cozza con le pratiche della buona amministrazione».
«Aveva promesso un cambio di rotta nella gestione della Sanità pubblica calabrese – ha detto Tavernise – e, invece, ci ritroviamo a fare i conti con gli stessi problemi di sempre. Sprechi e  inefficienze continuano a caratterizzare anche questa nuova creatura, Azienda Zero, che al di la del nome si muove in perfetta continuità col passato».
«Al di là del racconto social dell’Occhiuto versione influencer – ha concluso – c’è una realtà che i cittadini conoscono molto bene che si aggraverà con l’approvazione dell’autonomia differenziata. Anche in questo caso Occhiuto dovrà ben presto assumersi una responsabilità politica». (rrc)

Tavernise (m5S): Manca azione politica decisa per risolvere problemi nella sanità

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha evidenziato come «manca un’azione politica forte e decisa nella risoluzione dei problemi» nella sanità calabrese.

«Dopo oltre 5 anni di governo delle destre in Regione non ci possono più essere scuse», ha detto il pentastellato, sottolineando come «il commissario ad acta, ossia il presidente della Giunta regionale, non può più fare chiacchiere da bar sui social ma deve assumersi specifiche responsabilità sui ritardi e sulla mancanza di programmazione che caratterizza la gestione della sanità calabrese, posto che la classe dirigente è stata scelta dalla maggioranza e non dalla minoranza.

«L’ultima risposta alla mia interrogazione, quella relativa alla mancata spesa dei fondi relativi al “Programma di ammodernamento tecnologico” (deliberazione Cipe n. 51 del 24/07/2019 cui ha fatto seguito il DCA n. 5 del 31/01/2022), conferma le mie parole e mostra un paradosso tutto calabrese».

«Nell’interrogazione – ha spiegato – ho chiesto di sapere come mai degli 86 milioni di euro a disposizione della Regione Calabria dal 2022 al momento risulta speso solo il 38,28% dei fondi, ossia solo 33 milioni su 53 ancora disponibili. Si tratta di fondi destinati all’ammodernamento tecnologico dei nostri presidi sanitari, per acquistare Tac, Pet-Tac, Risonanze Magnetiche, Mammografi, Angiografi, e quant’altro serve nei nostri ospedali per dare risposte ai bisogni dei nostri cittadini che ancora oggi preferiscono andare a curarsi fuori regione, facendo lievitare la spesa sanitaria, piuttosto che mettere piede in un ospedale calabrese».
«Dalla risposta alla mia interrogazione – ha proseguito – si scopre che attualmente sono stati acquistati solo 40 macchinati sugli 85 previsti, di cui 2 ancora devono arrivare. Di queste 40 apparecchiature, che poi sono 38, ne sono state collaudate e risultato effettivamente funzionati solo 7. Mentre 45 macchinari non sono stati ancora comprati e, tra le righe, non esiste un cronoprogramma degli acquisti certo e preciso. Il quadro è desolante». (rrc)

Sanità, Bevacqua (PD): Maggioranza non si è espressa su mozione a sostegno della sanità pubblica

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Mimmo Bevacqua, ha definito «una decisione che testimonia la genuflessione al governo nazionale», la decisione, da parte della Maggioranza, di non esprimersi sulla mozione presentata da Bevacqua assieme a Davide Tavernise (M5S)Antonio Lo Schiavo (Misto) per chiedere «che il presidente Occhiuto e la giunta regionale si attivassero immediatamente presso il Governo nazionale al fine di inserire nella prossima finanziaria un adeguato finanziamento annuale a favore del Servizio sanitario nazionale corrispondente almeno al 7,5% del Pil».

In questo modo, la maggioranza «ha evitato di assumere un impegno concreto nei confronti dei calabresi. Nei prossimi giorni – ha proseguito Bevacqua – arriverà in Parlamento la nuova manovra economica e l’occasione doveva essere utilizzata per fare in modo che venissero inseriti a bilancio nuovi fondi per la sanità pubblica e per il servizio sanitario nazionale. Per il centrodestra, invece, non c’è bisogno di nulla, nonostante la sanità calabrese viva la peggiore emergenza della sua storia, come dimostrano tutti i parametri di riferimento e la situazione in cui versano gli ospedali e i pronto soccorso».

«Se a ciò uniamo i danni che potrebbero derivare con l’autonomia differenziata in materia di servizi sanitari – ha concluso il capogruppo dem – i calabresi dovrebbero  iniziare ad alzare la testa e dire a questa maggioranza che il tempo della narrazione di fantasia è scaduto e sono stufi delle tante parti recitate in questi anni dal presidente Occhiuto e dai suoi alleati di governo». (rrc)