A Roccella una tavola rotonda sulla sanità

di ARISTIDE BAVA –  I “chiaroscuri” della sanità sul territorio della Locride sono stati messi a fuoco nel corso di una corposa tavola rotonda organizzata dai Lions Club di Roccella, Locri e Siderno presso l’Hotel Kennedy di Roccella a cornice di un “Gala di beneficenza” indetto per la raccolta di strumentazioni da devolvere all’Ospedale di Locri.

In particolare con questa iniziativa, nata dall’idea di Mommo Zito, socio del Lons club di Roccella,  a cui è stato dato il titolo Sfide Nobili, è stato deliberato di garantire l’acquisto di carrozzelle per il pronto soccorso del nosocomio. Il galà di beneficenza, come si diceva, è stato preceduto da un dibattito molto partecipato al quale hanno preso parte molti medici, alcuni sindaci e qualificati esponenti del mondo lionistico, presente anche il Presidente del Tribunale dei diritti del malato, Pino Mammoliti, che ancora una volta ha ribadito la necessità che vengano colmate le carenze di organico del nosocomio Locrese e che venga ridata dignità all’ospedale con la qualificazione della struttura e l’acquisto delle attrezzature necessarie per garantire una buona sanità.

Necessità che sono state richiamate anche in molti dei successivi interventi effettuati in rapida successione dal primario di Ostetricia Pino Macri, dall’ex primario della rianimazione Franco Adamo, dagli stessi ex primari di chirurgia e medicina Rocco Vasile e Francesco Ferraro, dall’attuale responsabile della Fisiatria, Raffaele Argirò e da altri autorevoli medici come Cosimo Caccamo, Antonio Figliomeni e Vincenzo Mollica, oltre che da Massimo Serranò, officer lions, e dallo stesso Presidente della XI Circoscrizione lions, Giuseppe Ventra, ( che ha chiuso i lavori)  anch’esso medico e responsabile di una importante struttura sanitaria. Al dibattito hanno partecipato anche il presidente del Comitato dei sindaci Giuseppe Campisi, sindaco di Ardore e il sindaco di Bovalino Vincenzo Maesano che operano, appunto, in territori dove la carenza della sanità è palpabile,.cosa che costringe ancora molti cittadini ad andare a curarsi altrove.

Anche se – è giusto dirlo – non sono mancati alcuni interventi in cui sono stati evidenziati gli sforzi che anche all’interno dell’ Ospedale di Locri, in molti settori, si stanno facendo per garantire al meglio l’utenza sanitaria del territorio grazie alla presenza di validi professionisti che, tra i mille problemi esistenti, riescono a sopperire a molte mancanze con passione e abnegazione. Un aspetto questo che i medici hanno voluto mettere a fuoco lamentando che si parla troppo di malasanità e troppo poco delle molte cose positive che all’ ospedale di Locri, si riescono a fare.

Dal convegno è partito, anche per questo, un appello alla Regione e alle stesse istituzioni sanitarie della Asp ( invitate e non presenti ) di guardare con maggiore attenzione alle necessità dell’ Ospedale di Locri e della sanità del territorio in genere dove non è stata ancora risolta neppure la problematica della Casa della salute di Siderno. I lavori sono stati coordinati da Maria Grazia Di Masi e sono stati aperti dal presidente del Lions Club di Roccella Lorenzo Maesano che ha portato i saluti  dell’associazione Lions illustrando le finalità dell’iniziativa indirizzata anche ad evidenziare le lacune da colmare nel nosocomio ma anche a parlare delle cose positive che si riscontrano e dei propositi che si intendono attuare per dare spazio alla conoscenza effettiva della realtà ospedaliera locrese.

Da qui la “sfida nobile” indirizzata all’azione di volontariato con la donazione delle strumentazioni per contribuire ad accrescere il potenziale dell’ ospedale. Poi la conclusione della serata con la Cena di gala, la presentazione di una carrozzina per il pronto soccorso già donata dall’imprenditore Salvatore Agostino e una raccolta fondi per ulteriore acquisto di strumentazioni. La “sfida nobile” hanno annunciato i responsabili Lions continuerà anche nei prossimi mesi con ulteriori iniziative di questo genere. (ab)

Lunedì 12 in Cittadella riunione operativa emergenza-urgenza

Lunedì 12 dicembre, alle 11, nella Sala Verde della Cittadella regionale, è in programma una riunione operativa dedicata alla rete di emergenza-urgenza della Regione e alla formazione degli operatori degli enti del Terzo Settore.

Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, seguirà la simulazione di funzionamento delle Centrali Numero Unico Europeo per le Emergenze (Nue 112) e della Sala Operativa Regionale Emergenza-Urgenza (Soreu 118) e la presentazione degli Interventi Strutturali per la creazione della Rete dell’Emergenza-Urgenza extra-ospedaliera della Calabria.

Durante l’incontro verranno trattate le principali tematiche sulla Rete Emergenza-Urgenza: il nuovo assetto delle centrali Operative Nue 112 e SOREU 118 (Dr. Riccardo Borselli); Telecardiologia e refertazione ECG in emergenza-Urgenza (Dr. Giovanni Bisignani); Rete pediatrica Sten e Stam (Dr. Gianfranco Scarpelli); Rete Stroke (Dr. William Auteri e Dr. Rosario Iannacchero); Elisoccorso Calabria (Dr. Pasquale Gagliardi).

Dalle 14:30 prenderà il via, nella Sala Turchese della Cittadella, un incontro riservato ai rappresentati legati degli Enti del Terzo Settore sul tema: Istituzione Consulta degli Enti del Terzo Settore in materia di Emergenza-Urgenza e Maxiemergenza – regolamento per la composizione, le competenze ed il funzionamento della consulta degli Enti, Organismi, Associazioni di Volontariato e delle Cooperative Sociali.

Dalle ore 15, invece, nuovamente presso la Sala Verde, si terrà un incontro dedicato ai componenti del tavolo regionale emergenza-urgenza e dei tavoli tecnici delle reti tempo-dipendenti riuniti in modalità congiunta.

In quest’ambito avverrà la presentazione della Telecardiologia e della rete di Refertazione ECG in emergenza-Urgenza (Dr. Giovanni Bisignani); la presentazione della Bozza di Rete Sten e Stamin Calabria (Gruppo Regionale di Lavoro per la Rete dell’Emergenza Pediatrica) a cura del Dr. Gianfranco Scarpelli e la Presentazione della Bozza di Rete Stroke in Calabria (Gruppo Regionale di Lavoro per la Rete Stroke) da parte del Dr. Rosario Iannacchero.

I lavori della mattinata saranno aperti alla stampa, che potrà seguire gli interventi dei relatori e la simulazione di funzionamento delle Centrali Numero Unico Europeo per le Emergenze (Nue 112) e della Sala Operativa Regionale Emergenza-Urgenza.

Nel cortile esterno della Cittadella saranno presenti mezzi e squadre che simuleranno le operazioni di soccorso con l’ausilio delle nuove tecnologie del 112, che permettono l’identificazione e la precisa localizzazione GPS del luogo dell’incidente. (rcz)

Sanità, Occhiuto: È indispensabile riformare reclutamento medici

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha evidenziato come nella sanità servono non solo risorse ma, soprattutto, quanto sia indispensabile riformare il reclutamento medici.

Nel suo intervento a Tg1 Mattina, Occhiuto ha ricordato che «la mia regione è stata governata nella sanità dall’esecutivo nazionale, perché è commissariata da oltre dieci anni. Ciò vuol dire che non abbiamo un assessore regionale alla sanità. Certo, da un anno sono io il commissario, ma prima abbiamo avuto a svolgere questo ruolo generali dei Carabinieri o della Guardia di Finanza».

«Abbiamo avuto un commissariamento da parte del governo – ha spiegato – che non ha prodotto risultati: non è stato accertato il debito, non è aumentata la qualità delle prestazioni sanitarie. Ho raccolto una sanità in macerie. C’è bisogno di risorse, ma soprattutto di riformare un aspetto che è stato molto trascurato negli ultimi anni, quello relativo al reclutamento dei medici. Io vivo un problema gigantesco legato alla carenza dei medici, così come lo vivono le altre Regioni: sappiamo tutti che i Pronto Soccorso in Italia hanno difficoltà a reperire personale sanitario».

«Nei reparti ospedalieri c’è questa carenza – ha continuato – anche perché per anni non sono state finanziate le borse di studio che servivano per colmare questi vuoti, e questo accade ancor di più in una Regione come la mia che ha un sistema sanitario poco attrattivo.
Ora sta succedendo anche che molti medici si dimettono dal pubblico per andare a lavorare nelle cooperative a gettone, facendo spendere ai sistemi sanitari 120-130 euro a ora. In Calabria si richiedono anche 150 euro per un turno di ora che equivale, per otto ore, a circa 1200 euro e quindi 50mila euro al mese».

«Allora, bisogna intervenire dando la possibilità ai medici che già operano nel pubblico – ha proseguito – di guadagnare un po’ di più e in condizioni migliori. È un tema di numeri ma anche di incentivazioni. A volte si discute soltanto delle risorse, e questo vale anche per il Pnrr, ma non a sufficienza delle riforme che nel nostro Paese varrebbero più delle risorse».

Il Governatore, poi, ha parlato del Reddito di Cittadinanza.

«Sul reddito di cittadinanza – ha ricordato – credo di essere stato l’unico esponente del centrodestra che ha sollevato qualche perplessità sulla riforma. Considero questa misura un grande errore dei 5 Stelle, ma ad un errore si deve riparare con una soluzione».

«Per cui, se non si riforma il meccanismo che permette di incrociare domanda e offerta di lavoro – ha evidenziato – è difficile pensare che, ad esempio, in una Regione come la mia si possa trovare un’occupazione in soli sei o otto mesi. Credo che il reddito di cittadinanza, nella parte che riguarda le politiche attive del lavoro, sia stato un grande errore, ma a questo errore si deve trovare una soluzione.
Se lo si cancella soltanto, in una Regione come la Calabria, nella quale ci sono 240mila percettori, può essere un problema».

Parere positivo, poi, per l’iniziativa del ministro Nordio: «Questo è il primo governo di centrodestra dopo tanti anni, con un magistrato ministro della Giustizia. Giudico positivamente il fatto che Nordio abbia avuto il coraggio di proporre certi temi, forse partendo da una posizione che è più favorevole a fare le riforme, proprio perché è un magistrato che è stato in trincea», ha detto Occhiuto.

«Nordio, ad esempio – ha spiegato il Governatore – è ancora più credibile quando dice che a volte c’è stato un abuso delle intercettazioni. Le intercettazioni sono uno straordinario strumento d’indagine. Lo dico io che governo una Regione nella quale è importante non avere alcun cedimento nell’attività di contrasto ai poteri criminali, ma a volte le intercettazioni sono diventate uno strumento di lotta politica.
La separazione delle carriere è un altro punto che Forza Italia ha sempre evocato come necessario per riformare il sistema della giustizia. Così come l’obbligatorietà dell’azione penale: se i magistrati sono bravi hanno la possibilità di stabilire quali attività vadano perseguite e quali no».

«Probabilmente queste riforme non sono state ancora fatte – ha detto –  perché da tanti anni non c’è un governo con una maggioranza coesa come quella attuale. Questo è un governo che ha una maggioranza politica che in Italia non vedevamo dal 2011.
Quindi, probabilmente questo esecutivo è nella condizione di fare ciò che governi con coalizione più larghe, che paradossalmente nascevano per realizzare cose più coraggiose, non sono riusciti fare». (rrm)

Sanità, Occhiuto: Alla Calabria 26 mln in più da Fondo Ssn e 36 mln in più dal Pnrr

Alla Calabria saranno destinati 26 milioni in più dal Fondo SSn e 36 milioni in più dal Pnrr. È quanto stato stabilito dalla Conferenza delle Regioni, che ha dato il via libera al riparto del Fondo per il Servizio Sanitario nazionale per il 2022 e ai criteri per quello del 2023.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, spiegando che «alla Calabria andranno, per l’anno che sta per concludersi, 26 milioni di euro in più rispetto a quelli preliminarmente stanziati. Per il 2022 avremo, dunque, 3.690 milioni di euro, 15 milioni in più rispetto ai 3.675 che la Regione aveva avuto, con più abitanti, nel 2021».

«Un risultato importante, per nulla scontato – ha evidenziato –, e che ci riporta in linea con l’incremento pro capite medio nazionale. Ma oggi è arrivata anche un’altra buona notizia. Il Ministero dell’Economia e delle finanze ci ha comunicato che la Calabria avrà ulteriori 36 milioni di euro per le Case di Comunità, per gli Ospedali di Comunità, per le Centrali Operative Territoriali e per gli interventi di adeguamento sismico degli ospedali, ad integrazione dei circa 204 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza già previsti per queste linee d’investimento dal Contratto Istituzionale di Sviluppo sottoscritto lo scorso maggio con il ministro della Salute».

«Queste nuove risorse, previste per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione – ha concluso – ci consentiranno di affrontare con maggiore fiducia lo sviluppo dei progetti degli interventi Pnrr e la loro effettiva realizzazione, sulla base di una dotazione finanziaria aggiornata e coerente con gli attuali costi dell’energia e delle materie prime». (rrm)

Sanità, Esposito fa chiarezza su circolari sul personale

Il sub-commissario alla Sanità, Ernesto Esposito, ha fatto chiarezza in merito alle due circolari sul personale della sanità emanate recentemente dalla Struttura commissariale e dal Dipartimento, per «fugare ogni dubbi e facili strumentalizzazioni».

«A riguardo – ha spiegato – il Dipartimento Tutela della Salute ha pubblicato sul sito della Regione Calabria una nota con la quale si ribadisce che tutte le aziende per accelerare le procedure di assunzione possono usufruire delle graduatorie anche di tutte le altre aziende territoriali. Ad esempio se l’Asp di Cosenza ha necessità di 1 chirurgo e all’Asp di Crotone vige una graduatoria relativa ad un concorso già espletato per la chirurgia, l’Asp di Cosenza può attingere a quella graduatoria, evitando così di avviare una nuova procedura concorsuale con lungaggini burocratiche e relativi costi».

«Contestualmente – ha concluso – secondo quanto stabilito nei recenti accordi con le organizzazioni sindacali, gli operatori a tempo determinato potranno essere stabilizzati in base ai criteri sanciti dalla normativa vigente. Infine tutte le aziende sono state comunque sollecitate ad avviare e concludere tutte le procedure concorsuali». (rcz)

Sanità, Tavernise (m5S): Non permetteremo alla sanità privata di spogliare ancora una volta la sanità pubblica

Il consigliere regionale e capogruppo del M5S, Davide Tavernise, ha ribadito che «non permetterò alla sanità privata di spogliare ancora una volta la sanità pubblica».

«Mentre la Corte dei Conti certifica in Calabria – ha denunciato – servizi sanitari inadeguati, per cui nell’ultimo monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza la nostra regione si è collocata all’ultimo posto in Italia, avendo totalizzato un punteggio pari a 125 su un minimo di 160,  in diminuzione rispetto all’anno precedente ove il punteggio ottenuto era stato di 162, dunque mentre l’offerta dei servizi sanitari regionale si presenta come estremamente precaria, quello che accade è che il nostro sistema sanitario, per paventate ragioni di legge, si dice pronto a sbattere fuori dalla porta, nella sola Asp di Cosenza, circa 190 infermieri assunti a tempo determinato e la sanità privata si dice subito pronta ad assumerli. In questo contesto troveranno la mia pronta opposizione».

«Chiedo pertanto al presidente Occhiuto – ha proseguito – un’attenta verifica della circolare sottoscritta, perché la sanità pubblica non può sbattere fuori dalla porta chi ieri ha assunto seppur a tempo determinato per far fronte ad un’emergenza sanitaria, mettendo a rischio la propria vita per spendersi a favore di quella degli altri».

«La stessa circolare potrebbe essere suscettibile di rilievi costituzionali e in termini di legge – ha continuato – Il commissario ad acta, infatti, può si adottare provvedimenti amministrativi in rappresentanza del governo ma la circolare di fatto va bel oltre, andando a legiferare sostanzialmente su una materia che è di competenza esclusiva dello Stato, trattando di stabilizzazione del personale. Di più la materia risulterebbe normata dall’articolo 20 del Decreto Legislativo 25 Maggio 2017 n. 75, per come è stato successivamente modificato e integrato, da ultimo dall’articolo 1, comma 3/bis, del Decreto -Legge n.228/2021. Si tratta di norme che metterebbero in discussione talune delle disposizioni contenute nella circolare».

«Auspico, quindi – ha concluso  Tavernise – un intervento del presidente Occhiuto, perché verifichi il tutto e inserisca il personale infermieristico, in scadenza di contratto, in graduatoria per incarico anche a tempo determinato. Tanto ai fini della maturazione del requisito dei 36 mesi, anche non continuativi, utili ai fini della stabilizzazione del rapporto di lavoro». (rrc)

Sanità a Vibo, Lo Schiavo: Sul nuovo ospedale basta ritardi

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, ha detto basta ai ritardi per la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia.

«Ho chiesto espressamente – ha riferito – attraverso una precisa interrogazione, di mettere nero su bianco la tempistica per la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. La risposta che mi è stata data è che nella primavera del 2026 la città avrà il suo nuovo ospedale. Una struttura sanitaria che dovrà essere in grado di ospitare fino a 339 posti letto. Questo, in sintesi, è l’impegno che la dirigente generale Jole Fantozzi ha preso in risposta alla mia interrogazione del 27 ottobre scorso, anche se avrei preferito che la risposta arrivasse direttamente dal commissario alla sanità, presidente Roberto Occhiuto».

«Sul rispetto dei tempi di ultimazione e consegna del nuovo presidio ospedaliero – ha proseguito Lo Schiavo – si precisa però che la scadenza del 2026 è subordinata all’attuale “situazione di crisi del mercato delle costruzioni, in termini di aumento dei costi delle materie prime e delle forniture, nonché delle difficoltà di approvvigionamento dei materiali”. Formula aleatoria, quest’ultima, che non mi tranquillizza affatto ma che appare più che altro una comoda scusante in vista di prevedibili ritardi. Tuttavia, anche volendo sperare (e credere) che l’opera attesa da decenni dai cittadini vibonesi possa finalmente vedere la luce nel giro di 2 anni e mezzo, ritengo che questa non debba essere considerata la “panacea di tutti i mali” e continuo a chiedermi, nel frattempo, come si farà a garantire il diritto alla salute del territorio, vero nodo dell’interrogazione da me presentata».

«In replica ai quesiti sugli interventi da attuare per ripristinare condizioni lavorative adeguate per i medici dello Jazzolino di Vibo e sul reclutamento straordinario di medici da destinare al Pronto soccorso – ha continuato – la risposta viene affidata al Piano del fabbisogno del personale dell’azienda sanitaria che non fa che confermare le carenze d’organico e segnalare le figure da integrare, aggiungendo che tale piano è stato licenziato positivamente. Diventa quindi decisivo adesso procedere con i concorsi e le assunzioni, nella consapevolezza di essere di fronte ad una corsa contro il tempo che non consente più passi falsi e lungaggini perché ogni ulteriore ritardo comprime sempre di più l’offerta di servizi sanitari sul territorio e la tutela degli operatori in prima linea».

«Da questo punto di vista mi auguro che non cali l’attenzione sul “caso” Vibo Valentia e che la Regione – ha evidenziato – garantisca il raggiungimento degli obiettivi assunzionali e non passi il principio dell’attesa inerme della realizzazione del nuovo ospedale. Ci sono decenni di ritardi e disservizi da recuperare. Lavorare costantemente e diligentemente per provare a colmarli deve essere la vera priorità del management sanitario e delle figure politiche chiamate a governare la sanità».

«È questa la più urgente partita da vincere prima di ogni altro ragionamento – ha concluso – su norme fantasiose che riguardano il Palazzo (come quella sul consigliere supplente) o che incentivano comportamenti a rischio (vedi la legge sulle sale slot) che l’opposizione ha giustamente affossato». (rvv)

Lettera aperta di sei medici del PS del Gom di Reggio a Occhiuto: Ancora nulla per nostra stabilizzazione

Riceviamo e pubblichiamo

Egr. Presidente,

siamo sei medici, assunti a tempo determinato al Pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dai primi mesi dell’emergenza Covid, e continuiamo ad esserlo tutt’oggi.

Siamo arrivati al Gom quando era ormai pandemia dichiarata ed il terrore regnava sovrano per un nemico sconosciuto, che si manifestava con una “banale” febbre e seminava morte e distruzione di intere famiglie. 

Siamo arrivati mentre stava aumentando la già cronica fuga dai Pronto soccorso italiani.

Quella inedita situazione ci ha messo a dura prova tutti: Quando al Pronto soccorso era un andirivieni continuo di ambulanze, spesso ferme nel piazzale in attesa che si trovasse un posto dove poter adagiare gli ammalati; Quando anche i muri avevano il Covid e, pur con il terrore di poterci infettare, lavoravamo tutti i giorni, senza mai fermarci, stremati da turni di 12 ore; Quando il peso, la fatica e la responsabilità che sentivamo erano enormi, ma l’impegno, la dedizione e, soprattutto, la forza di volontà e la professionalità, che sono le principale risorse di chi lavora nell’emergenza-urgenza, ci hanno sostenuti. 

In questo avamposto di frontiera abbiamo combattuto contro un nemico subdolo e molti di noi sono stati gravemente contagiati, anche più volte, ma nessuno è scappato. Tutti siamo rimasti al nostro posto, riuscendo insieme a fronteggiare l’emergenza sanitaria nel nostro Pronto soccorso, quello della più popolosa città calabrese, affollato dai tanti pazienti in attesa, uno accanto all’altro, senza privacy, senza appropriate distanze di sicurezza. 

Abbiamo lavorato anche oltre il limite delle nostre forze, consapevoli che il nostro bagaglio di conoscenze mediche non ci avrebbe messi al sicuro dal Covid. 

Ma ce l’abbiamo fatta!

Sentivamo sulle spalle una responsabilità immensa, che ci ha permesso di continuare a lavorare, di affrontare e di risolvere i problemi sanitari prima di tutto, rimandando le lamentele e le legittime rivendicazioni.  Perché il Pronto soccorso è il primo luogo di assistenza e di cura per i cittadini, porta di accesso all’Ospedale, dove il paziente va per essere salvato. 

Abbiamo continuato a lavorare e stiamo lavorando con turni logoranti e che in questi tre anni ci hanno permesso di avere solo 15 giorni di ferie. 

Gli applausi dai balconi hanno incoraggiato la nostra passione ed abnegazione. Però, risuonano come una beffa, se oggi ci ritroviamo a rivendicare diritti individuali, ma che sono cruciali per le soluzioni dei problemi del nostro Pronto soccorso.

Gratificati prima dall’avere compiuto un lavoro coraggioso, che ha ottenuto risultati impensabili, non vorremmo essere ora dimenticati dalla politica, pur a fronte di una normativa che ci garantisce, ma che non viene applicata.

Oggi, più che mai, chiediamo a gran voce alle istituzioni, a Lei, di trasformare questa tragedia in un pilastro della rivoluzione sanitaria che, da Presidente della Regione Calabria, ha in programma: non più tagli, ma risorse professionali e strumentali. Ne abbiamo bisogno noi e i nostri pazienti! 

Però un dubbio ci arrovella. Abbiamo la sensazione che non si sia realmente compreso quanto abbiamo fatto, quanto abbiamo sacrificato e come funzionino i Pronto soccorso, specie se in carenza di personale: la pianta organica del Gom prevede 31 medici, invece ci sono 16 a tempo indeterminato e 6 precari, Noi!

Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di essere rispettati per il lavoro che svolgiamo e che amiamo, ma che non può continuare a farci stare male per l’ansia della precarietà e per l’incertezza del domani.  

Occorrono decisioni, tanto rapide quanto importanti: Abbiamo gioito quando abbiamo visto nella legge di bilancio 2022 la previsione di stabilizzazione per il personale assunto con l’emergenza Covid; Abbiamo esultato quando il Gom ha pubblicato l’avviso per la ricognizione del personale sanitario con contratto a tempo determinato per la verifica dei requisiti della stabilizzazione; Abbiamo pensato che fosse cosa fatta quando abbiamo letto l’accordo tra OO.SS. e Regione. 

Ma ad oggi, nonostante l’autorevole impegno profuso dai vertici aziendali del Gom per la nostra stabilizzazione, ancora Nulla!

Oggi, più che mai, aspettiamo che, come regalo di Natale, non ci arrivi la promessa indennità di rischio Covid, bensì la stabilizzazione, quale riconoscenza per il lavoro fatto e che continuiamo a fare, anche per non incrementare la carenza cronica di personale sanitario nei Pronto soccorso italiani.

Oggi, più che mai, La vogliamo ringraziare per l’impegno e per i risultati raggiunti, Signor Presidente, ed insieme ai pazienti del Gom Le vorremmo dire Grazie per la Sua prossima firma sulla nostra stabilizzazione, che segnerà un pietra miliare nella sanità calabrese. (rrc)

CASTROVILLARI – Il 17 dicembre mobilitazione per la sanità

Riaffermare l’impegno di tutti nel dare maggiore dignità ai presidi ed ai livelli essenziali di assistenza sempre più a lumicino. È questo l’obiettivo della mobilitazione comprensoriale in programma il 17 dicembre nello Spoke di Castrovillari.

L’iniziativa è stata presa dalla Commissione Territoriale per la Sanità, che ha ribadito «Basta parole. È il momento dei fatti conseguenziali e dell’apertura di una grande vertenza che ottenga le ragioni perseguite da tempo per un diritto alla salute sempre più a rischio di non essere riconosciuto per assuefazione ed a causa di risposte che non giungono».

A ribadirlo nella riunione il consigliere regionale Ferdinando Laghi, i Sindaci di Lungro e Mormanno, rispettivamente, Carmine Ferraro e Paolo Pappaterra, le Associazioni tramite Pino Angelastro, i sindacati con Giuseppe Lavia, segretario provinciale della Cisl accompagnato dal segretario territoriale Nicola Santoianni, Giuseppe Guido, segretario generale  comprensoriale della Cgil Pollino- Sibaritide- Tirreno, e Paolo Cretella segretario provinciale della Uil; presenti per l’occasione i consiglieri Piero Vico, Gaetano La Falce e Cristina Cosentino.

Per ciascuno anche l’importanza di dare una svolta concreta ad un sistema sanitario regionale obsoleto e che non guarda più le vere esigenze, perdendosi in inutili atti.

Da qui le decisioni primarie della Commissione di una migliore organizzazione dei presidi sanitari nel comprensorio, di interloquire sul nuovo atto aziendale, pretendendo soluzioni immediate per le Unità di Riabilitazione Intensiva e Ortopedia da tempo rappresentate al Commissario provinciale, interventi per le sanità territoriali e le strutture di Mormanno, Lungro, e di incontrare il Commissario Provinciale dell’Asp nonché il Commissario ad acta per la Sanità calabrese, Roberto Occhiuto. A loro sarà presentata pure l’esigenza di adeguare il personale in ogni servizio che risorse già pronte possono risolvere.

Il potenziamento del personale come delle Unità in essere è fondamentale – si è ricordato- per ogni risposta che si dica tale e per realizzare quel servizio adeguato su scala locale al fine di riavviare responsabilmente una migliore risposta tanto attesa dai cittadini in merito alla loro salute. (rcs)

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: Occhiuto spieghi perché la Calabria non è uscita dal Piano di Rientro

di SANTO GIOFFRÈ – Sono, oramai, tre anni che la destra governa la Regione Calabria, avuta in regalo! Da un anno, Occhiuto, è padrone assoluto della sanità. Ha accentrato, nelle sue mani, il potere economico e il potere politico che negli ultimi 9 anni aveva gestione separata.

Il Commissario di Governo al Piano di Rientro governava il pianeta sanità, il Presidente della Regione, non toccava palla e si scialava facendo aeroplanini con la mani. Occhiuto, cogliendo la palla al balzo, predicando che era stata la diarchia a causare lo stato di collasso e di totale smantellamento della sanità pubblica calabrese, aiutato dall’enorme disinformazione che domina quel mercato delle notizie, si è fatto nominare padrone assoluto, da Speranza… già, dall’ex ministro Speranza, accentrando, tutto, nelle sue mani.

Dopo un anno, dove ha dominato in assenza di alcuna opposizione e di altri problemi, endemici in tanti altri poveri sciancati, capitati per caso, Occhiuto, non avendo ricavato nulla se non i benefici dell’esercizio del dominio, scarica le sue incapacità sul cosiddetto tavolo romano”Adduce”; Roma delenda est! Io capisco che, in ambiente dove il più convinto sapientone di giornata, pensa che, per es., l’Azienda Zero sia il prodigio che mancava per far apparire la Fata Morgana a cavallo del Ponte di Messina finito, e non un’altra Dbe, con più poteri, l’indicare il “Tavolo Adduce” come Belfagor, il Fantasma del Busento, lasciatemelo dire, è disarmante. Se fossimo nella bassa Calabria, diremmo: mi catturu i c… per terra e se li sono mangiati i cani.

Occhiuto sa che il cosiddetto “Tavolo Adduce” esiste da sempre. Fin dal momento che la Calabria, come le altre 9 Regioni, è entrata dentro i rigori del Piano di Rientro ed è formato da funzionari del Mef e del Ministero della Salute. E non è composto di uomini, ma di macchine calcolatrici. Ogni sei mesi, in quel tavolo, si ragiona non dei bisogni sanitari delle persone, ma di numeri: come procede la regolarizzazione dei pagamenti, quanti ospedali e servizi sono stati chiusi per far quadrare i conti’, qual è lo stato debitorio delle Asp, come si sta procedendo alla regolarizzazione dei bilanci, come sono i Lea… E altre cose, legate, tutte ai conti economici. Il resto, cioè i cosidetti piani sanitari e similari, non contano se, prima, non quadrano quei conti.

E, mentre per ben 9 Regioni, quei conti hanno travato curmu e quadratura, per la Calabria, dopo 13 anni, questo non è avvenuto. Ora, dopo 3 anni che la destra governa la Calabria e da un anno, il super governatore è padrone assoluto della sanità, invece di andare a cercare “capri” espiatori da arrostire su na carcara i focu, visto che ha avuto tutti i mezzi e i poteri per sapere, compreso il decreto Calabria della commaruccia nostra, che dica perché tutte le altre Regioni sono uscite dal Piano di Rientro e la Calabria non uscirà mai. Già, perché?  E non vada a raccontare a dx e pure a manca, stancando le già usurate Sirene, che entro la fine dell’anno si saprà l’entità del debito…perché, poi, mi troverò costretto a chiedere un’altra cosa… (sg)