Sanità, Bruni: Occhiuto non può ragionare come un uomo qualunque

La consigliera regionale Amalia Bruni si è detta sorpresa «dalle esternazioni del Presidente Occhiuto, sul tema sanità, che testualmente dice: “Se il programma operativo non ci verrà restituito approvato entro fine anno, comunicherò al ministro della Salute e al ministro dell’Economia che non mi siederò più al Tavolo Adduce”».

«Tale affermazione – ha aggiunto – risulta priva di una visione strategica e di un progetto chiaro su come riorganizzazione la sanità che porta il Presidente Occhiuto ad invocare un qualunquismo da “passante della politica” che non aiuta, dunque, i processi di governo della sanità in Calabria, ma anzi ne aumenta la confusione. Le azioni da “uomo qualunque”, alle quali Occhiuto si presta, hanno evidenti radici nel fatto che vi è la volontà di nascondere mancanze proprie».

«Ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso – ha proseguito –. La storia della nostra terra ci rimanda ad un quadro in cui la delegittimazione degli organi di governo, preposti a dare risposte efficaci ai bisogni dei cittadini, è stata strategicamente fallimentare. Il Governatore della Calabria dovrebbe lavorare al rafforzamento dei rapporti istituzionali contribuendo ad una sinergia istituzionale e non addossando le proprie responsabilità ad altri. Si accorge solo ora che governare questa Regione è difficile e complicato ma nessuno aveva mai pensato che sarebbe stato una passeggiata, delle due l’una, o ha sottovalutato le difficoltà a cui andava incontro, o ha sopravvalutato i suoi mezzi quando ha chiesto di mettersi al timore della Calabria. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a un problema serissimo».

«Il gioco dello scaricabarile non può consumarsi sulla pelle della collettività – ha concluso –. La Calabria ci chiede serietà. La serietà di chi ha l’onore e l’onere di governare e non subire i processi». (rrc)

Occhiuto: Fenomeno dei medici a gettone è fatto grave

Il presidente della regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha dichiarato, in una intervista a Re Start su Rai 2, come «il fenomeno  dei medici a gettone è grave perché in Calabria chiedono 150 euro l’ora, ciò significa che un turno di otto ore costa 1200 euro. Un medico costa 50mila euro al mese per un turno di otto ore».

«Nel corso della pandemia – ha aggiunto – nel nostro Paese è aumentata la domanda di medici ma l’offerta è rimasta costante perché per anni si è mantenuto il numero chiuso nelle facoltà di Medicina, non si è investito sulle borse di specializzazioni utili a riempiere le corsie dei nostri ospedali ed il mercato si è adeguato. Sono nate così queste cooperative di gettonisti».

«Se un medico lavora in un ospedale pubblico, tra netto, contributi e oneri previdenziali costa 6-7 mila euro al mese. Quando si dimette dal pubblico e va a lavorare in queste cooperative a gettone guadagna 50mila euro. Significa che 43mila euro si sottraggono alle cure dei cittadini – ha spiegato Occhiuto – per pagare organizzazioni private che non concorrono a soddisfare i Lea, i bisogni di salute dei cittadini. Le cliniche private, invece, sopperiscono a soddisfare i livelli essenziali di assistenza al posto degli ospedali. Con quel meccanismo si privatizzano il lavoro, le professioni sanitarie».

«Questo è un problema gigantesco – ha concluso – che metterà in ginocchio la nostra sanità. Io me ne sto accorgendo prima perché in Calabria, purtroppo, a causa delle difficoltà del sistema sanitario i problemi li incontro con un certo anticipo. Le regioni come la Calabria che non hanno le possibilità del Veneto di spendere tutte queste risorse, come fanno a tenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso?». (rrm)

Sanità, Occhiuto: Entro fine anno Governo approvi il Piano Operativo

«Se il Programma operativo non ci verrà restituito approvato entro fine anno, comunicherò al ministro della Salute e al ministro dell’Economia che non mi siederò più al Tavolo Adduce». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in una intervista alla Gazzetta del Sud.

«Ho ereditato una sanità in serie D, l’obiettivo è di portarla in serie A, ma sono consapevole che ci vorrà qualche stagione. Un anno, dopo decenni di disastri, non può essere sufficiente: non ho la bacchetta magica» ha aggiunto Occhiuto, spiegando che «in questi i primi 12 mesi abbiamo gettato le basi per il cambiamento. Cariati, Trebisacce e Praia a Mara sono nuovamente nella rete ospedaliera».

«Abbiamo impresso un’accelerazione decisiva alla costruzione degli ospedali di Vibo Valentia e della Sibaritide – ha proseguito – e stiamo risolvendo i problemi per l’ospedale di Palmi. Con il Cis  Salute del Pnrr avremo 350 milioni per ospedali di comunità e case della comunità. Abbiamo scritto la ‘manovra d’autunno’ che ci permetterà di assumere 3.600 operatori sanitari. Ci sono 826,2 milioni di fondi Inail e 320 milioni di fondi statali per i presidi e gli ospedali, tra i quali Locri, Melito Porto Salvo, Castrovillari, Cetraro e Paola.
Abbiamo avviato la riorganizzazione del 118: avremo anche noi una centrale unica dell’emergenza/urgenza. E con il 2023 partirà Azienda Zero, l’organo di governo regionale della sanità».

«Sarò il primo commissario ad aver fatto la ricognizione del debito – ha detto ancora –. Le persone che ho incaricato mi hanno assicurato che entro fine dicembre avremo una quantificazione di massima. Il Programma operativo è stato inviato mesi fa ai Ministeri vigilanti. Ci mandano osservazioni e continue osservazioni alle nostre risposte alle loro osservazioni: un circolo vizioso.
Il Tavolo Adduce così non funziona, la sanità della Calabria ha bisogno di strutture ministeriali che ci aiutino, non di atteggiamenti pignoleschi e ragionieristici da parte di funzionari dello Stato».

Il Governatore, poi, ha parlato della Strada Statale 106, annunciando che è al lavoro per una legge speciale: «Sto dialogando ai più alti livelli – con il sottosegretario Mantovano e con i ministri Giorgetti e Salvini – per una legge speciale che preveda finanziamenti certi e pluriennali per la Ss106. Nelle prossime settimane spero che avremo importanti novità».

«Le grandi opere servono – ha ribadito – ma devono anche produrre vantaggi per i territori e per i cittadini. Con questa prospettiva sarebbe più facile far digerire alle popolazioni i rigassificatori, i termovalorizzatori, gli impianti eolici. Dico No alla logica Nimby: la Calabria è una Regione affamata di opportunità. Da un anno chiedo la firma del Dpcm per dichiarare strategico il rigassificatore di Gioia Tauro, e sono fiducioso che con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi avremo una svolta epocale per il nostro territorio».

«C’è un grande interesse intorno al porto di Gioia Tauro – ha continuato –. The European House Ambrosetti qualche giorno fa ha riunito proprio dentro il porto investitori, istituzioni e decisori. Aponte, che ho incontrato a Ginevra qualche mese addietro, vuole investire a Gioia Tauro altri centinaia di milioni». (rcz)

Tavernise (M5S): Occhiuto revochi incarico a Commissario dell’Annunziata di Cosenza

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha denunciato come «quanto sta accadendo all’ospedale Annunziata di Cosenza palesa un degrado intollerabile che si protrae da tempo ormai. È un degrado totale sia gestionale che organizzativo paralizzante soprattutto l’attività in pronto soccorso, ma investente anche i reparti della struttura ospedaliera».

Per questo ha chiesto al commissario ad acta, Roberto Occhiuto, di revocare l’incarico al commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera, in quanto «a distanza di oltre cinque mesi e mezzo dal conferimento dell’incarico al nuovo commissario la situazione dell’Annunziata non pare diversa dal passato».

«L’ospedale, punto di riferimento importante per tutta la provincia di Cosenza – ha spiegato – continua ad avere numeri impietosi e posti letto drammaticamente carenti, per cui il pronto soccorso si presenta, secondo quanto denunciato da numerosi cittadini, come un coacervo di barelle con pazienti abbandonati a se stessi che restano in pronto soccorso piuttosto che trovare posto nei reparti. Il dca n.73 del 13 luglio scorso, attribuisce al commissario gli obiettivi di mandato orientati al soddisfacimento delle improrogabili esigenze dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e tra questi compare la riorganizzazione e il potenziamento del pronto soccorso».

«Vero è – ha proseguito – che sull’Annunziata gravano gli errori di anni di pessima gestione, per cui ad esempio non si è neanche assunto il personale che pur poteva essere assunto, in quanto autorizzato, ma secondo le segnalazioni pervenute oggi si parla addirittura di mancanza di farmaci, di letti fuori uso, persino di mancanza del necessario per i servizi igienici. A tanto si aggiunge la situazione di reparti che nelle ore notturne risultano sottoposti al controllo di un solo infermiere per 30 pazienti».

«Tutto questo – cha concluso – eccede i problemi straordinari come l’implementazione della medicina territoriale, che aiuterebbe a decongestionare il pronto soccorso, ma attiene a capacità organizzative che continuano a mancare drammaticamente». (rcs)

 

Occhiuto: «Penso che il Decreto Calabria sarà prorogato domani»

Penso che che il Decreto Calabria verrà prorogato domani dal governo nazionale, almeno ho avuto assicurazioni in tal senso», ha dichiarato il presidente della Regione  e commissario ad acta, Roberto Occhiuto. 

«Questo – ha aggiunto – ci darà la possibilità di concludere la ricognizione del debito, che spero di poter definire entro fine anno, impedirà la decadenza dei commissari perché altrimenti avremo avuto un sistema sanitario senza commissari perché la loro durata era relativa alla durata del Decreto Calabria». 

«Soprattutto – ha detto – ci dà la possibilità anche di ottenere le risorse che spettano alla Calabria per effetto dell’approvazione del programma operativo regionale, che abbiamo inviato ai tavoli ministeriali già da qualche mese ma che ancora non ci hanno restituito appena ce lo restituiranno ci saranno 60 milioni in più per la Calabria». Abbiamo ottenuto altri 90 milioni semplicemente riconciliando i conti, chiudendo alcune delle annualità che non erano chiuse nella contabilità della sanità regione, vorremmo chiuderne altre per avere altre risorse». 

«Poi – ha proseguito Occhiuto  – tutte queste risorse devono essere spese per rimettere in moto il motore della sanità, che purtroppo in Calabria è fermo. Abbiamo bisogno di medici, di personale sanitario, stiamo provvedendo a velocizzare tutte le procedure di selezione». «Quindi il governo – ha detto ancora – è assolutamente persuaso del fatto che si sta facendo in Calabria un buon lavoro per rifondare un sistema che era in macerie e che ha bisogno di grandi sforzi da parte dl governo nazionale e del governo nazionale perché si possa davvero ricostruire». (rcz)

Sanità, il Pd in consiglio regionale: Occhiuto intervenga per stato dell’emergenza-urgenza

I consiglieri regionali del Partito Democratico, Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti, hanno chiesto al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, di intervenire in merito alla situazione in cui versano le strutture dei pronto soccorso calabresi.

«Nuovo grido di allarme da parte dei medici calabresi – hanno detto i consiglieri regionali – che continuano a denunciare lo stato in cui versano le strutture dei pronto soccorso calabresi non più in grado di gestire la richiesta degli utenti. Stavolta è stato Giuseppe Loiacono ad esprimere tutta la sua preoccupazione per quanto avvenuto nel pronto soccorso di Vibo».

«Loiacono ha raccontato di quanto avvenuto ad un suo collega, colto da malore durante il turno di servizio proprio per l’eccessivo carico di lavoro. “Non so quanto resisteremo” ha scritto il medico – hanno riferito i dem calabresi – esprimendo una forte preoccupazione che condividiamo in pieno. Fin dal momento della nomina a Commissario ad acta di Roberto Occhiuto sono stati annunciati interventi immediati per l’emergenza-urgenza in Calabria».

«Ad oggi nulla si è modificato – hanno rilevato – le strutture sono abbandonate a se stesse e non hanno organici sufficienti per riuscire a far fronte alle esigenza della cittadinanza. Si tratta di un problema che non può essere ancora sottovalutato perché mette a rischio la fornitura di un servizio essenziale, oltre allo stesso diritto alla salute dei calabresi. Il gruppo del Pd in Consiglio regionale chiede al governatore risposte urgenti e la possibilità di un confronto in Assemblea sullo stato dell’emergenza-urgenza in Calabria». (rrc)

 

Le Comunità della Locride pretendono una necessaria svolta nella sanità

di ARISTIDE BAVAIl recente intervento del mondo associativo locale sulle problematiche sanitarie della Locride trova particolare attenzione da parte del portavoce regionale di “Comunità Competente” Rubens Curia.

In una sua nota Curia scrive che «in queste ultime settimane, dopo l’intervento del Presidente Occhiuto in merito ai finanziamenti Inail stornati, per la provincia di Reggio Calabria dal presidio Ospedaliero di Locri( 33 milioni di euro e dal presidio Ospedaliero di Melito P.S. 40 milioni di euro) a favore del Gom vi sono stati importanti interventi della società civile organizzata in Comitati. Infatti Francesco Costantino per Comunità Competente, il Comitato per la Casa della Salute di Siderno con Francesco Martino e Sasà Albanese e l’Associazione DifendiAmo l’Ospedale della Locride con Bruna Filippone, hanno dimostrato, ancora una volta, che esiste una società civile attenta e competente con una stampa libera che rappresenta tutte le posizioni. Il Decreto Legislativo 33/2013 e altri Decreti che abbiamo illustrato nel libro Per una sanità partecipata obbliga le Regioni a “promuovere la Partecipazione degli interessati e favorire forme diffuse di controllo” rappresenta, d’altra parte, una svolta epocale tra Amministratori burocrazia e cittadinanza, e riconosce il pieno titolo agli “interessati” (sic!) ad intervenire, come da tempo avviene in Calabria con interventi qualificati che chiedono chiarezza e non le vecchie pacche sulla spalla che nella comunicazione non verbale significava: “lasciaci lavorare”; così di pacca in pacca – dice Rubens Curia – siamo arrivati a non spendere oltre un miliardo di euro per l’Edilizia Sanitaria».

Poi l’affondo «Il tempo delle deleghe in bianco – afferma Curia – è finito non comprendere che in Calabria è cresciuta una cittadinanza attiva attenta e preparata a difesa del bene comune qual è la tutela della salute come il Comitato Casa della Salute di Siderno che attende risposte in merito all’incremento dei costi, l’Associazione DifendiAmo l’Ospedale, ma potrei citare la Prosalus che si batte per il Nuovo Ospedale della Piana e tante altre sarebbe un grave errore. Mi auguro che il Presidente Occhiuto, persona disponibile al confronto, faccia spiegare dai suoi uffici come 19 milioni di euro, erogati in 6 annualità, possano sostituire i 33 milioni assegnati dall’Inail per la messa a norma del Presidio di Locri ad esclusione della Greca che è interessata dai famosi 14 milioni e 400 mila euro assegnati alla Calabria con delibera Cipe del 1998 e, finalmente, messi in moto ad agosto».

«Sperando – precisa – che Invitalia sia tempestiva nell’espletamento della gara. Pertanto la Partecipazione dei cittadini non può essere percepito come una fastidiosa zanzara, ma è un valore aggiunto in una sanità calabrese – conclude Curia – che spesso erge muri di gomma invisibili per tutelare alcuni interessi che hanno prodotto questi disastri”. In effetti la situazione sanitaria esistente nella Locride e’ decisamente precaria, indipendentemente da quelle che sono state le considerazioni fatte nei giorni scorsi – da una parte e dall’altra – sui presunti dirottamenti o meno dei fondi. Gli stessi ritardi che si accompagnano alla realizzazione della Casa della salute di Siderno sono il segno tangibile della scarsa volonta’ di risolvere un problema ormai atavico di assoluto interesse per il territorio. I cittadini sono sempre piu’ sfiduciati e continuano ad essere protagonisti e vittime dei cosiddetti “viaggi della speranza”.

Lo stesso presidente Roberto Occhiuto si sta sforzando di dare un nuovo assetto sanitario alla Regione, ma proprio l’inefficienza che si sta registrando sulle problematiche della Locride diventano un segno tangibile di quanto difficile sia istaurare il nuovo corso che tutti si aspettano. Il grido di dolore  che parte dalla Locride non continui, dunque, a passare inosservato». (ab)   

 

Lettera a Occhiuto per le problematiche sanitarie: No al ritorno a una sanità ospedalecentrica

di ARISTIDE BAVADopo un partecipato incontro tenutosi a Siderno, Francesco Martino per il Comitato “Casa della Salute” di Siderno, Bruna Filippone per il  Comitato “Difendiamo l’Ospedale” di Locri e Mario Diano per il  Corsecom hanno inviato al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al Commissario Asp RC, dott.ssa Lucia Di Furia e p.c. a  Giuseppe Campisi, sindaco di Ardore, Presidente del Comitato dei Sindaci e Bruno Bartolo, sindaco di S. Luca, Presidente f.f. dell’ Assemblea dei Comuni della  Locride una pesante nota sulla situazione sanitaria del territorio, riassumendo le conclusioni della riunione.

Questa la nota:

Ritardi inaccettabili, fondi mancanti, mancanza di servizi, mancanza di strumentazione, mancanza di personale e strutture inadatte. Questa è la conclusione dell’incontro di giovedì 27 ottobre nella sala del Centro di Aggregazione Sociale Pensionati e Anziani di Siderno, convocato dai Comitati Casa della Salute di Siderno e DifendiAmo l’Ospedale di Locri con il Corsecom. Alla presenza di cittadini, di cui molti dello stesso Centro, con un ampio e partecipato dibattito, si è un’unanimamente preso atto della inaccettabile situazione della Sanità nella Locride. In particolare per quanto riguarda Siderno, malgrado la previsione, del Dirigente U.O. Attività Tecniche arch. Roberto Mittiga, nell’estate del 2021, in una riunione all’Asp RC che i lavori sarebbero iniziati il 1 aprile 2022. Invece assistiamo a continui ritardi, inaccettabili che si aggiungono ad ogni incontro con l’Asp.

Siamo fermi ancora, in attesa che l’Asp o la regione decidano di incrementare di 900 mila euro, necessari per l’adeguamento dei costi. In pratica per l’inerzia degli uffici preposti, l’inizio dei lavori slitterà nel 2023. Un ritardo di un altro anno a quello accumulato dal 2017, quando era stata firmata la Convenzione tra Asp e comune di Siderno, con l’allora giunta Fuda. Per quando riguarda l’ospedale di Locri, siamo molto perplessi riguardo i cambi di risorse per l’Ospedale. La rimodulazione dei circa 34 milioni previsti su fondi Inail, dovrebbe essere compensata , a quanto riferito dal Presidente Occhiuto, da fondi Regionali ex Art 20 L 67/88.

Ma, consultando proprio tale riferimento, la cifra presente per l’ intera Calabria è di 60 milioni, da dividere quindi tra i vari Ospedali di Melito, Cetraro, Castrovillari e Paola, oggetto anch’essi di tagli. Quindi sarebbe impensabile che a Locri venisse destinata la metà dei fondi previsti per l’intera Calabria. Il nostro ospedale ha estremo bisogno di stanziamenti certi e sostanziosi, basti pensare al fatto che già per ben due volte il soffitto del pronto soccorso è crollato.

I 14 milioni di euro che sono in giro dal 1998 ormai con l’aumento dei costi non basteranno più nemmeno al rifacimento della stessa area greca per la quale erano stati stanziati. Detto questo, noi vorremmo spiegazioni molto chiare e dettagliate su quali fondi verranno destinati all’Ospedale di Locri e le tempistiche di erogazione degli stessi. Vogliamo anche denunciare, che gli annunci in pompa magna della riattivazione del servizio di elettroencefalogramma sono state solo delle false promesse, il servizio è stato erogato alla ragazza che ne aveva bisogno, dopo la battaglia mediatica della madre, per poi essere richiuso. Come cittadini ci chiediamo se, ogni volta che dobbiamo vedere ottemperato un nostro diritto, dobbiamo passare giorni e giorni a combattere per ottenere ciò che ci spetta secondo dettato costituzionale Siamo convinti che se è importante che gli ospedali hub debbano avere una funzione fondamentale nella gestione sanitaria, è altrettanto importante la presenza sul territorio degli ospedali spoke, delle Case della Salute e delle Case di Comunità.

Non vorremmo che si tornasse a una sanità ospedalecentrica, che ha dimostrato la sua inadeguatezza in questi anni di pandemia. I cittadini della Locride reclamano il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e il diritto di essere trattati come tutti gli altri. Chiedono che a partire dagli enti locali, passando per la Regione, fino ad arrivare a Roma, si attivino tutte le procedure e gli atti necessari perché la Sanità della zona sia la stessa delle Regioni che forniscono servizi efficienti e sicuri.

In attesa di chiarimenti sulla questione dei fondi per la casa della salute e per l’ospedale di Locri noi restiamo in mobilitazione permanente. Attiveremo, in caso di non riscontro alle nostre richieste entro breve tempo, iniziative sul territorio per richiamare una maggiore attenzione al diritto fondamentale alla cura degli anziani, in un territorio con forti problemi economici e sociali. (ab)

 

L’OPINIONE / Francesco Costantino: Serve dibattito su risorse non utilizzate in Calabria

di FRANCESCO COSTANTINO In un comunicato del Presidente Occhiuto testualmente si leggeva: «È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del Consiglio dei ministri attraverso il quale il governo nazionale – accogliendo le richieste della Regione Calabria – ha rimodulato gli importi dei fondi INAIL stanziati per gli ospedali di Reggio Calabria e di Cosenza». 

«Lo scorso mese di febbraio, in occasione della ricognizione del fabbisogno di ulteriori iniziative, avviata dal Ministero della Salute, la Regione Calabria per il GOM di Reggio Calabria aveva chiesto di incrementare di 90milioni di euro le risorse per l’intervento ‘Ampliamento Nuovo Ospedale Morelli di Reggio Calabria’, già finanziato con 180milioni di euro, portando così il totale a 270 milioni di euro. Avevamo anche richiesto di incrementare di ulteriori 2milioni e 700mila euro il valore dell’iniziativa denominata ‘Completamento polo onco-ematologico del nuovo Ospedale Morelli’, già finanziata con 10milioni di euro, portandola così a complessivi 12 milioni e 700 mila euro».

«Avevamo, inoltre, suggerito di valutare un’ulteriore iniziativa proposta dal Gom di Reggio Calabria, denominata ‘Realizzazione della Palazzina Uffici e della Foresteria’ in un’area adiacente all’attuale Presidio Morelli, per un costo complessivo di 13milioni di euro».

«Dunque, nel mese di luglio abbiamo avanzato formale richiesta al Ministero della Salute per rimodulare le risorse stanziate per la Calabria, e nei giorni scorsi è arrivato il definitivo semaforo verde dall’esecutivo nazionale. Avremo, per gli ospedali di Reggio Calabria e di Cosenza, 689 milioni e 700 mila euro, 308 milioni e 600mila euro in più rispetto a quelli che erano stati stanziati negli scorsi anni. Allo stesso tempo sono stati confermati 14 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo edificio polifunzionale nel crotonese, 35.702.321,75 euro per la riqualificazione del polo ospedaliero di Polistena, e 86 milioni e 800 mila euro per il nuovo ospedale di Catanzaro. In totale più di 826 milioni e 200 mila euro per i presidi e le strutture ospedaliere della nostra Regione. Un ottimo risultato raggiunto, anche grazie allo scrupoloso lavoro degli uffici preposti, dalla nostra amministrazione».

Da questa nota, riportata sulla stampa locale, siamo partiti per segnalare che nel territorio della città metropolitana il saldo degli investimenti Inail presentava il segno negativo per 14 mln di euro. 

Segnalazione maieutica, ha osservato qualcuno, considerando il profluvio di interventi di amministratori, sindaci, sindacalisti e opinionisti che si è registrato nei giorni successivi sui media. e nel mondo social. 

Interventi, evidentemente stimolati dalla nostra segnalazione.  Noi ci teniamo solo a ribadire la circostanza incontestabile che la rimodulazione dei fondi Inail per investimenti nel territorio metropolitano della città di Reggio Calabria metteva in luce un saldo negativo di investimenti e che, pertanto, sembrava giusto ridimensionare la portata di ciò che era stato pubblicato su qualche organo di stampa locale laddove si preannunciava l’arrivo sul territorio di una pioggia di milioni. 

Ci era parso che se non di vera e propria siccità si potesse dunque parlare, nessuna pioggia abbondante di milioni risultava in arrivo. 

Questo aspetto volevamo segnalare ai calabresi, con spirito di partecipazione attiva, come usa fare Comunità Competente, che ora auspica un dibattito non occasionale sul non uso che nel corso di questi anni si è fatto delle risorse finanziarie destinate all’edilizia ed alle tecnologie sanitarie. 

Che poi si fosse scelto, per alcuni investimenti già valutati positivamente, ai sensi dell’art. 1, comma 317, della legge n. 190 del 23/12/2014, nell’ambito dei piani triennali d’investimento dell’Inail, di utilizzare altre forme di finanziamento ritenute più conducenti per gli interessi dei calabresi è un’altra storia. 

A seguire il Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria nelle modifiche ed integrazioni dei dca in merito all’adeguamento antisismico ed antincendio la testa gira; infatti dopo varie modifiche attuate in un anno, finalmente con il dca 8/2022 ai sensi della legge 145/2018 sono stati finalizzati circa 19 milioni di euro per il Presidio Ospedaliero di Locri da erogare “in comode rate” dal 2021 al 2027 e 9 milioni e 290 mila euro per l’Ospedale di Melito P.S.da erogare dal 2022 al 2029!!! 

Ci auguriamo che sia l’ultima “integrazione” e si vada speditamente alle gare perché vista la data di emissione del dca stesso, riteniamo che non si sia potuto tener conto dei rincari collegati al nuovo prezzario delle opere pubbliche regionali pubblicato successivamente -mese di luglio 2022- e degli ulteriori rincari dei materiali da costruzione degli ultimi mesi. 

Come Comunità Competente su questi temi già da qualche anno siamo attivamente impegnati e il proprio portavoce Rubens Curia ha inserito nel libro “Per una sanità partecipata” un apposito capitolo girando in lungo e largo l’intera Calabria per divulgarne i contenuti e per stimolare la partecipazione delle Istituzioni e dei calabresi. (fc)

[Francesco Costantino è di Comunità Competente Calabria]

Sanità: problemi nella Locride «Siamo all’anno zero”

di ARISTIDE BAVA – Pesante reazione dei sindaci della Locride e di alcune  qualificate associazioni del territorio alle negative notizie filtrate sulle impreviste decisioni relative alla sanità del territorio In una nota indirizzata al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e al Commissario dell’ Asp di Reggio Calabria, Lucia De Furia, i sindaci rappresentati da Giuseppe Campisi, presidente del Comitato Esecutivo e da Bruno Bartolo presidente f.f, dell’Assemblea unitamente a Mario Diano, Presidente del Corsecom, Francesco Martino a nome del Comitato “Casa della salute di Siderno” e Bruna Filippone per il Comitato “Difendiamo l’ Ospedale di Locri” hanno sottoscritto il seguente documento: “I Sindaci della Locride, a nome delle comunità che rappresentano e amministrano, e le associazioni che sottoscrivono il documento, non possono nascondere profonda preoccupazione, per quanto si apprende, in queste ore, relativamente alla scelta, che sarebbe stata operata dalla Regione Calabria, di destinare le risorse assegnate per la riqualificazione strutturale ed adeguamento normativo dell’Ospedale di Locri, in favore di realtà sanitarie di altri territori.  Questo, infatti, è quanto emerge dal D.P.C.M. 14.09.2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 10 ottobre 2022.  Il D.P.C.M. in questione, prendendo atto della nota regionale prot. 334114 del 18 luglio 2022, stabilisce di definanziare (espungere) Euro 33.397.678,25, già previsti per l’ospedale locrese, per attribuirli, come anticipato, ad altre strutture e nosocomi. 

Le risorse in questione – dice ancora il documento – erano il frutto dell’impegno dell’allora Presidente della Regione Calabria, la compianta Jole Santelli, che aveva lavorato affinché INAIL ponesse al centro dei propri investimenti l’ospedale di via Verga.  A distanza di tempo, dopo mesi di immobilismo, prendiamo atto che la Regione Calabria, anziché accelerare la spesa di queste significative somme, stabilisce di revocarle per destinarle altrove”. 

Poi alcune domande del tutto giustificate viste l’assurda decisione adottata “Perché questa decisione? L’Ospedale di Locri perché continua a non essere una priorità?  Gli interventi di edilizia sanitaria per quale ragione stentano a decollare e sono fermi al palo da anni?”. 

La nota si sofferma, quindi, su un altro delicato argomento tornato all’attenzione della cronaca per il suo ormai cronico ritardo, ovvero la realizzazione della Casa della salute di Siderno; “Si chiede altresì -dice ancora il documento -che venga sbloccato l’iter della Casa della Salute di Siderno dall’ASP di RC. Ci risulta che da giugno  non è stato risposto alla richiesta della società, che sta lavorando al progetto esecutivo, su un ulteriore finanziamento di 900 mila €, necessario a causa dell’aumento dei costi, dovuto al tempo trascorso dal finanziamento di 9.760.000 €. I Sindaci, le comunità della Locride e le associazioni firmatarie – conclude la nota – attendono delle risposte a questi loro interrogativi e chiedono di essere ricevuti per comprendere, dalla viva voce del Presidente Roberto Occhiuto, Commissario per la sanità in Calabria, come stanno effettivamente le cose”. 

In un momento, dunque, in cui la sanità della Locride dovrebbe veramente avere priorità a causa delle sue precarie condizioni che si trascinano da anni e che, negli ultimi tempi, parevano in qualche modo avviarsi a concreta soluzione riesplode in maniera pesante quell’eterno “abbandono” che è stato il filo conduttore della storia di un territorio che si porta appresso una specie di maledizione e che in molti continuano a definire “bello ma impossibile”. 

E, se da un lato, i cittadini stanno tentando disperatamente ad opporsi al suo declino – lo dimostra la sua candidatura a Capitale Italiana della cultura 2025, fortemente voluta dal Gal terre Locridee e, quindi partita dalla base del territorio – dal lato opposto continua la insensibilità degli organismi istituzionali che colpiscono a morte uno dei suoi lati più importanti ma certamente più deboli, ovvero quello della sanità. Resta da vedere dopo questa presa di posizione di sindaci e associazioni cosa succederà. I tempi ci paiono molto bui.