Sanità, Occhiuto: Alla Calabria 300 mln in più fino al 2025

Sono 300 milioni di euro la somma di cui la Calabria sarà destinataria fino al 2025. È quanto è stato deciso nel corso della Conferenza Stato-Regioni, presieduta dal ministro Roberto Calderoli, ratificando l’accordo tra il governo e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in merito al contributo di solidarietà finalizzato a supportare gli interventi di potenziamento del Servizio sanitario calabrese, ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 10 novembre 2020, n. 150.

Lo ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, spiegando che «grazie a questa intesa la Regione Calabria potrà usufruire dell’erogazione di un contributo statale pari a 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, più altri 60 milioni annui per il 2024 e per il 2025, subordinati al raggiungimento di determinati obiettivi».

«Un totale di 300 milioni di euro ulteriori per la nostra sanità – ha concluso – una grande occasione per accelerare su tanti dossier. Toccherà a noi rispettare il timing delle azioni previste per avere questi finanziamenti, ed essere in grado di mettere a terra le risorse a disposizione». (rrm)

Orrico (M5S): A Ospedali di Cetraro e Praia macchinari di risonanza usati poco e male

La deputata del Movimento 5 StelleAnna Laura Orrico, ha denunciato come negli Ospedali di Cetraro e Praia a Mare, i macchinari della risonanza magnetica siano usati poco e male.

«La sanità calabrese lamenta tante carenze di varia natura, però, quando le risorse ci sono, in questo caso quando gli strumenti ci sono, non è pensabile che vengano utilizzati poco e male. Altrimenti c’è spreco di denaro pubblico e pregiudizio per la salute dei cittadini», ha detto, spiegando che si riferisce alle due macchine «di Risonanza Magnetica ad alto campo di cui sono dotati gli ospedali di Cetraro e Praia a Mare, grazie ai quali si possono effettuare esami altamente specialistici riguardanti una vasta gamma di patologie e che, purtroppo, a causa di guasti, ritardi nelle riparazioni e scarso utilizzo non riescono a soddisfare le richieste dei tanti residenti della vasta area interessata. Circostanze, queste, denunciate da alcuni cittadini del territorio e da alcuni medici».

«I macchinari diagnostici invece – ha proseguito l’esponente pentastellata – se utilizzati a pieno regime, con adeguato personale medico a supporto, possono fornire un numero di prestazioni tale da mitigare notevolmente il doloroso fenomeno della migrazione sanitaria nonché la necessità, da parte dei cittadini della zona, di rivolgersi a strutture sanitarie private che determina un aggravio delle spese da sostenere per le cure».

«Ecco perché – ha concluso Orrico – ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute Schillaci per capire se la cattiva gestione dei macchinari diagnostici in questione, quindi il loro utilizzo e la loro manutenzione, non rappresentino un grave danno per il diritto alla salute dei cittadini dell’Alto Tirreno cosentino che non possono così godere di adeguati livelli di prestazioni e servizi sanitari». (rp)

Precari covid, Tavernise (M5S): Personale sanitario verso la stabilizzazione e la proroga al 30 giugno 2023

Il consigliere regionale e capogruppo del M5SDavide Tavernise, ha reso noto che «la Regione emanerà una apposita circolare perché i commissari straordinari delle Asp, nell’ambito della propria autonomia proroghino fino al 30 giugno 2023 i contratti attualmente in essere per esigenze organizzative e a tutela della salute pubblica e di garanzia dei Lea».

«In particolare, le proroghe verranno disposte anche nelle more del completamento delle procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20 comma 2, D.lgs 75/2017» ha aggiunto Tavernise, spiegando che «il verbale sottoscritto dalla Regione e dalle organizzazioni sindacali, è il primo fondamentale passo verso quanto richiesto con forza ad inizio dicembre: la stabilizzazione del personale sanitario, assunto durante la pandemia, nel rispetto della normativa nazionale e la proroga dei contratti, prossimi alla scadenza, ai fini della stabilizzazione».

«Ringrazio la Regione – ha commentato – per l’intervento tempestivo e gli opportuni chiarimenti che oggi permettono di muovere i giusti passi verso il riconoscimento di un diritto, quello della stabilizzazione del personale sanitario, e verso il mantenimento di un servizio sanitario già fortemente debole, ma che rischiava di implodere su se stesso».

«La Regione ha pienamente riconosciuto le mie rimostranze – ha concluso –. Ma di più, le rimostranze di quanti tra il personale sanitario durante la pandemia hanno dedicato con devozione la propria la vita andando a rafforzare il nostro sistema sanitario regionale in un momento di fortissima criticità. Si tratta di personale che ora dovrà essere valorizzato anche per il recupero delle liste d’attesa. Il tutto in attesa delle nuove assunzioni a tempo indeterminato in coerenza con i piani triennali dei fabbisogni di personale». (rrc)

Sanità, Occhiuto incontra i Commissari Asp per settore Emergenza-Urgenza

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha incontrato i commissari straordinari delle Asp e Ospedaliere, per discutere delle misure necessarie ed urgenti da adottarsi alla luce delle gravi carenze degli organici del personale del SSR, in particolare nel settore dell’Emergenza-Urgenza.

Lo ha reso noto il Dipartimento Tutela della Salute e servizi socio-sanitari della Regione Calabria, spiegando che nel corso dell’incontro «riguarda l’avvio di una procedura di reclutamento in forma aggregata per la suddetta area, che interesserà tutte le Aziende del SSR e garantirà la più ampia partecipazione e la celerità nello svolgimento dei concorsi».

«Nelle more della piena operatività di Azienda Zero – viene spiegata in una nota – è stata individuata quale Azienda Capofila l’ASP di Catanzaro, che procederà a bandire il concorso a livello centrale per i diversi profili dell’Area dell’Emergenza-Urgenza. È stato, inoltre, sottoscritto, tra la Regione Calabria e le Organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza Area Sanità, l’Accordo finalizzato al completamento delle procedure di stabilizzazione del personale del Servizio sanitario regionale in possesso dei requisiti previsti dall’art. 1, comma 268, lett. b) della Legge 30 dicembre 2021 n. 234 e art. 20, commi 1 e 2, D.Lgs. 75/2017».

«L’Accordo – viene evidenziato – rappresenta un ulteriore importante passo in avanti nelle azioni di potenziamento degli organici del personale del Servizio sanitario regionale».

«D’intesa con i sindacati – conclude la nota – la Regione adotterà una specifica direttiva affinché i contratti del personale attualmente in servizio, in attesa del completamento delle procedure di stabilizzazione, vengano prorogati fino al 30/06/2023, in ragione della necessità di garantire la continuità delle attività essenziali e per garantire i Lea». (rcz)

La garante della Salute Stanganelli in visita all’Ospedale di Gioia Tauro

La Garante regionale della Salute, Anna Maria Stanganelli, ha incontrato il sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio, per confrontarsi sull’attuale situazione della rete sanitaria ospedaliera e dei servizi territoriali e, nello specifico, sul prossimo futuro del nosocomio cittadino.

Obiettivo della Garante, infatti, è quello di consolidare la necessaria sinergia tra i vari livelli istituzionali per ripristinare un’adeguata fruibilità dei servizi di assistenza sanitaria e soddisfare così le esigenze di un territorio, quello della Piana di Gioia Tauro, che raccoglie un bacino d’utenza molto ampio e variegato e ospita uno dei porti più importanti del Mediterraneo, in cui giornalmente operano, tra lavoratori diretti e indotto, migliaia di persone impegnate in attività ad alto rischio di incidente.

Garante regionale e sindaco, al termine di un’articolata analisi, hanno condiviso la responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute della persona e dell’intera comunità, da raggiungersi attraverso un percorso di sensibilizzazione istituzionale partecipato e collaborativo che porti al graduale ma deliberato potenziamento del presidio ospedaliero cittadino “Giovanni XXIII” e, in particolare, alla riattivazione di tutti i reparti e i servizi ambulatoriali erogati prima che la stessa struttura fosse riconvertita in centro Covid per la lungodegenza dei pazienti stabilizzati ma ancora positivi provenienti dal GOM di Reggio Calabria.

Il Garante della salute, Anna Maria Stanganelli ha preso altresì atto con soddisfazione del ripristino dei servizi diagnostici ospedalieri (laboratorio analisi e radiologia) rivolti all’utenza esterna, del centro unico prenotazioni (CUP) e della cardiologia ambulatoriale che sarà avviata a breve. Sia Stanganelli che Alessio hanno quindi ribadito di avere piena fiducia nell’operato del commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria, dr.ssa Lucia Di Furia, perché al netto delle oggettive e ataviche difficoltà nel reperire nuovo personale medico e paramedico, a loro veduta ha sin qui dimostrato la volontà di restituire ai cittadini una sanità più efficiente, convinti entrambi dell’impellenza di rendere efficienti le strutture già presenti sul territorio, come per l’appunto il “Giovanni XXIII”, sede di Pronto Soccorso, in modo da decongestionare l’ospedale Spoke di Polistena e in attesa della costruzione del progettato ospedale unico della Piana da realizzarsi nel territorio di Palmi.

Al termine dell’incontro, il Garante regionale della Salute, Stanganelli e il sindaco Alessio hanno contattato telefonicamente il commissario Di Furia per verificare la possibilità di programmare un sopralluogo congiunto all’interno dell’ospedale civico ricevendo immediata disponibilità. Giunti sul posto, Stanganelli, Alessio e la commissaria di Furia sono stati accolti dal direttore sanitario, dr.ssa Lidia Loiacono, responsabile del centro Covid; dalla dr.ssa Pasqualina Gangemi, dirigente medico responsabile del laboratorio analisi, dalla dr.ssa Pirrottina, dirigente medico reparto Covid e dalla dr.ssa Rosa Maria Trichilo, dirigente medico cardiologia.

Con loro anche il direttore della struttura complessa programmazione e controllo di gestione dell’Asp di Reggio Calabria, dr. Russo. A margine di una breve ma proficua riunione, durante la quale il commissario Di Furia ha ribadito l’intenzione di ripristinare tutti i servizi ospedalieri sospesi durante l’emergenza pandemica illustrando nel dettaglio i prossimi step atti a soddisfare le esigenze di professionalità, apparecchiature e spazi idonei, i presenti hanno eseguito una ricognizione dei locali che ospiteranno non solo l’ambulatorio di cardiologia ma anche altre tipologie di prestazioni specialistiche lasciandosi con l’impegno di riaggiornarsi subito dopo le festività natalizie. 

«Questa visita, con le iniziative conseguenti – ha evidenziato il Garante regionale della salute, Stanganelli – è motivo di apprezzamento perché indica un approccio positivo  alle problematiche che interessano più da vicino il nostro ospedale.  Ho ribadito, che la rivendicazione di un buon livello di offerta sanitaria è legittima ovunque, lo è ancor di più nel nostro territorio per la presenza attigua del più grande hub portuale del   Mediterraneo, perché rappresenta, per Gioia Tauro, la prospettiva di riaffermarsi come il nosocomio di riferimento del territorio».

Molto chiara la posizione del  commissario Lucia Di Furia: «siamo qui con l’obiettivo di riaprire man mano le attività per i cittadini –ha evidenziato –; già siamo riusciti a riattivare il laboratorio analisi, la radiologia, arriverà a breve anche il nuovo mammografo e altri presidi elettromedicali. Stiamo anche cercando di riavviare l’ambulatorio di cardiologia ed altri ambulatori».

«Il proposito per l’anno nuovo – ha aggiunto – è quello di riattivare tutta una serie di azioni che vadano incontro ai bisogni assistenziali dell’utenza, pur mantenendo Gioia Tauro come ospedale che ci garantisce per i pazienti con problemi Covid. Sperando in seguito di poter riaprire anche la Medicina e altre discipline. Il “Giovanni XXIII” è un presidio che va tutelato e riattivato per quanto possibile, perché i bisogni assistenziali del comprensorio sono enormi. Stiamo lavorando alacremente anche se, fino adesso, lo abbiamo fatto a piccoli passi e senza neanche troppo clamore. C’è sicuramente la volontà da parte dell’Asp e altrettanto da parte della politica che metterà a disposizione anche le professionalità: abbiamo infatti redatto un piano per l’acquisizione di personale molto corposo e la Regione lo ha validato quindi, siamo fiduciosi. Il vero problema è trovarli i professionisti: questa è la sfida».

Moderatamente ottimista, infine, anche il sindaco Alessio: «la presenza del commissario Di Furia all’ospedale di Gioia Tauro – ha rimarcato – conferma la sua volontà di riaprire gradualmente tutti i reparti di cui abbiamo bisogno. Questo di oggi è un passaggio importante che dimostra chiaramente che anche la politica dei piccoli passi sta sortendo i suoi effetti. Sappiamo di aver ereditato una situazione sanitaria che a queste latitudini ha assunto aspetti drammatici dunque siamo consapevoli che ci vorrà il tempo necessario per riorganizzare i servizi ma, soprattutto, per reperire quel personale medico e paramedico che negli anni passati non si è reperito».

«Le difficoltà sono tante ma in mezzo a questo mare di difficoltà la dr.ssa Di Furia sta dimostrando gradualmente di poter dare delle risposte precise ai vari territori della Città Metropolitana. Da sindaco di un Comune in dissesto – ha concluso – mi rendo perfettamente conto di quali siano le complessità gestionali e organizzative che ha trovato all’interno dell’Asp reggina e so che ci vuole del tempo affinché le cose si possano sanare e sistemare. Siamo tutti fiduciosi di poter avere altre certezze con l’inizio del nuovo anno». (rrc) 

 

Scalese (Cgil Area Vasta): Porre fine alla precarietà che penalizza giovani e donne

«Bisogna porre fine alla precarietà che penalizza in particolare giovani, donne, in modo particolare nel Mezzogiorno, e che troppo spesso connota la condizione dei migranti». È quanto ha dichiarato Enzo Scalese, che è stato rieletto alla guida della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo.

L’elezione è avvenuta nel corso del II congresso che si è svolto nel teatro della Fondazione Terina, a Lamezia Terme.

«La lotta per la legalità nel lavoro – ha evidenziato – significa battersi contro le mafie, le infiltrazioni mafiose nell’economia sana dei territori, il caporalato, il lavoro nero e grigio. Si deve parlare, quindi, di un nuovo Stato sociale».

Nella relazione, il segretario ha parlato dalle politiche di genere, alla crisi economica in atto; dalla Guerra in Ucraina ad un rinnovato impegno antifascista, senza dimenticare temi sempre attuali come la “questione morale”, la legalità, il “no” all’autonomia differenziata, la vicinanza agli amministratori, ai sindacalisti e a quanti combattono ogni giorno contro la prepotenza criminale.

Lavoro, infrastrutture, sanità tra i punti più sentiti.  «Si è cancellata la centralità e la cultura del lavoro – ha detto ancora Scalese – solo così si può ricostruire quella rappresentanza e partecipazione senza la quale si svilisce la democrazia».

Sul tema della sanità, Scalese ha evidenziato come «in questo contesto metteremo in campo la nostra azione confederale basata su responsabilità e sostegno al mondo del lavoro e ai cittadini, per il rispetto, delle politiche contrattuali e delle rivendicazioni sociali e nella necessità di affermare l’esigibilità dei diritti di cittadinanza».

«A partire dal diritto alla salute, che può realizzarsi esclusivamente nel S.S.N., il solo che risponde ai principi di universalità ed eguaglianza e che può rischiare di essere definitivamente compromesso dal nefasto progetto di autonomia differenziata», ha proseguito Scalese, secondo cui va anche «ricercata, con sollecitudine e perizia, ogni soluzione legislativa che guardi alla integrazione dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” con l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini” e alla relativa costituzione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Mater Domini – Pugliese Ciaccio” come una priorità per l’intera regione».

«Il lavoro è la sfida che vogliamo vincere e attraverso cui assicurare alle nuove generazioni un futuro migliore – ha aggiunto Scalese –. Lavoro dignitoso e regolare, di contrasto al fenomeno del caporalato, quello che siamo certi si possa creare mediante un grande piano che faccia della manutenzione del territorio, della mitigazione del rischio idrogeologico, della valorizzazione delle aree interne, della cultura e del paesaggio i pilastri fondanti della strategia di rilancio».

«Attraverso le risorse individuate nelle priorità previste nella piattaforma unitaria sulla” Vertenza Calabria” – ha continuato – va rivendicato con forza il completamento della S.S.106, sia del tratto Sibari-Crotone che di quello Catanzaro-Crotone – prosegue ancora Scalese nella relazione – potenziare l’aeroporto internazionale di Lamezia terme, scalo strategico della Calabria, supportato dagli scali complementari di Crotone e Reggio Calabria».

«Occorre velocizzare i lavori della ferrovia Jonica e dell’elettrificazione dell’intera tratta – ha rilanciato – per togliere dall’isolamento interi territori come l’area di Crotone, che potrebbe trarre beneficio dall’allungamento del Freccia Argento Roma-Sibari, occorre un collegamento diretto dell’aeroporto all’area di Germaneto e alla Cittadella Regionale, università, policlinico attraverso la linea metropolitana di superficie con riattivazione della linea ferroviaria esistente e della sua elettrificazione. Parimenti, bisogna dare un’accelerazione ad importanti infrastrutture di competenza della Regione che riguardano la costruzione dei nuovi Ospedali, a partire da quello di Vibo Valentia, che era già in fase avanzata sui lavori complementari, ma che ha oggi non ha visto la reale cantierizzazione dell’opera».

«Abbiamo davanti un futuro non semplice – ha concluso Scalese – come sempre, con molte avversità, ma che abbiamo, grazie allo stare insieme le potenzialità necessarie per affrontare e portare a termine questa avvincente sfida. Questo è quello che faremo. Lo faremo al massimo delle nostre capacità, con tutto l’impegno necessario per il bene della Cgil, consapevoli che migliaia di uomini e donne della nostra organizzazione e non solo, ripongono giornalmente la speranza di una prospettiva per un futuro migliore».

Nel corso del Congresso, sono stati oltre 20 gli interventi che hanno animato la discussione congressuale, che ha registrato anche la presenza di delegati della Uil e dell’Anpi, oltre che alcuni messaggi come quello della referente di Libera, Elvira Iaccino, e di Legacoop Calabria, Lorenzo Sibio. Tra i presenti anche il consigliere regionale Raffaele Mammoliti, già segretario generale della Cgil Area Vasta.

Ha sottolineato il riacutizzarsi del “senso di solitudine” e delle disuguaglianze, il segretario regionale della Cgil, Angelo Sposato che si è soffermato anche sul «disorientamento del popolo della sinistra». E non c’è niente da meravigliarsi: la destra fa la destra, ma «ci aspettavamo dalla sinistra una riduzione delle diseguaglianze, non l’incremento della frammentazione sociale».

È imprescindibile, quindi «declinare il lavoro, perché è questo che dà dignità ad una persona». Va riproposto il tema dell’adeguamento salariale, del potenziamento delle tutele e del sistema contrattuale, tanto del privato, quando nel pubblico dove comunque bisognerebbe tornare ad assumere. Sposato è tornato anche sui cinque temi della “Vertenza Calabria”, soffermandosi in particolare sulla creazione dello sviluppo sociale partendo dalle aree interne, e da come dalla tutela del territorio e dal contrasto al dissesto possa nascere lavoro di qualità anche per i giovani.

«Ci tocca un lavoro arduo – ha concluso Sposato – dobbiamo aiutare la politica ad avere una visione, una prospettiva di futuro che non sempre si intravede».

Della necessità di potenziare gli organici delle amministrazioni pubbliche, messe in ginocchio dai continui tagli ai trasferimenti statali – perché non basta intercettare finanziamenti del Pnrr ma bisogna poi metterle a frutto progettando – ha parlato anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, che ha salutato l’assemblea congressuale proprio soffermandosi sul concetto di Area Vasta. Secondo Mascaro “i sindaci dell’area centrale hanno sottovalutato il concetto di area vasta: rimaniamo schiacciati da un’area forte al nord, e dall’area metropolitana a sud. Se non stiamo attenti rischiamo di essere l’area più debole e fragile. Dobbiamo avere la maturità di far partire una politica diversa di ascolto e concertazione».

Le conclusioni sono state affidate a Tania Scacchetti, segretaria nazionale Cgil che si è soffermata su come è cambiata la rappresentanza nel corso degli anni, sottolineando come «la grande capacità di resilienza dimostrata nella pandemia ha dimostrato che il radicamento del sindacato resta forte, nonostante tutto. La forza della Cgil sta proprio nel senso del collettivo e nella certa idea di libertà e di partecipazione».

Da soggetto che ambisce a cambiare la società, la Cgil, insomma deve affrontare «il senso dei cambiamenti: quelli sociali ed economici, tutte le trasformazioni da quella demografica a quella energetica. Noi – ha concluso – abbiamo un progetto trasformativo e un modello di sindacato fondato su valori imprescindibili, che sono la nostra forza di radicamento. Il lavoro di ricostruzione che dobbiamo fare è molto complesso, e culturale: non possiamo rinunciare a costruire una partecipazione nella politica, e quindi a ricostruire la buona politica». (rcz)

In copertina, Scalese e Sposato

Presentato accordo Regione-Bambino Gesù per potenziare rete pediatrica in Calabria

di ANTONIO ERRIGO – Potenziare la rete pediatrica in Calabria. È questo l’obiettivo dell’intesa stipulata tra la Regione e l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, che è stato presentato in Cittadella regionale. Un accordo con cui «noi non risolviamo il problema del potenziamento della pediatria in Calabria, non è una soluzione a tutti i problemi di questo ambito, ma l’intesa con il Bambino Gesù dà la possibilità al nostro sistema, al cui interno ci sono anche delle eccellenze, di poter acquisire competenze specialistiche in raccordo con la prima struttura italiana pediatrica. Assicurerà l’assistenza territoriale e i necessari percorsi di formazione ai nostri medici, stimolando la crescita dei livelli di assistenza in pediatria», ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

L’accordo avrà durata triennale e prevede una serie di attività che verranno realizzate dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con le strutture, gli specialisti e i pediatri della Regione Calabria. Le prime iniziative prenderanno il via il 9 gennaio 2023.

All’incontro con i giornalisti, hanno preso parte, oltre al presidente Roberto Occhiuto; Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù; Massimiliano Raponi, direttore sanitario; Alberto Villani, direttore di Emergenza, Accettazione e Pediatria Generale dell’Ospedale romano, il dirigente generale generale del dipartimento della Salute Iole Fantozzi e il consulente regionale Agostino Miozzo.

«Questa convenzione – ha sottolineato Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù – rappresenta un importante sostegno in favore delle famiglie calabresi. Si calcola che ogni anno siano circa 10mila i bambini provenienti dalla Calabria che raggiungono il Bambino Gesù di Roma per cure mediche». 

«Il nostro obiettivo – ha continuato – è quello di riuscire ad abbassare questi numeri, dimostrando che è possibile dare le migliori cure pediatriche a queste famiglie anche nella loro Regione, senza dover essere costretti a fare questi viaggi che hanno un costo materiale ma anche morale davvero onerosi».

Nell’ambito dell’intesa è prevista l’assistenza specialistica ai pazienti pediatrici della Regione attraverso l’invio di medici, infermieri e tecnici presso gli ambulatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Gli specialisti del Bambino Gesù programmeranno un’attività settimanale con i colleghi della Regione per le specialità maggiormente coinvolte nel fenomeno della migrazione sanitaria.

«Si inizierà – è stato spiegato – da cardiologia, neurologia e ortopedia e a seguire: neuropsichiatria, malattie metaboliche, epatogastroenterologia, nefrologia, endocrinologia e diabetologia, reumatologia e allergologia, otorinolaringoiatria, oculistica, urologia, dermatologia, malattie rare e genetica medica». Secondo l’accordo verrà realizzato anche un progetto di Telemedicina.

Il progetto prevede attività di teleconsulto con i pediatri della Regione, televisite di follow-up e telemonitoraggio dei pazienti calabresi effettuate congiuntamente dagli specialisti del Bambino Gesù e dai pediatri ospedalieri e territoriali della Regione Calabria, con particolare attenzione ai bambini in cura per patologie complesse che prevedono un piano assistenziale integrato.

Fondamentale sarà inoltre la presa in carico presso il Bambino Gesù dei pazienti della Regione Calabria con patologie di elevata complessità.

All’interno dell’accordo, infine, sono previsti programmi di formazione che riguarderanno in particolare la risposta all’emergenza e il supporto delle funzioni vitali per i medici e gli infermieri che lavorano nel Centro pediatrico regionale e per il personale del 118. (aer)

Sanità, Occhiuto ha incontrato gli Ordini professionali

Nei giorni scorsi, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto ha incontrato i rappresentanti delle professioni sanitarie. Il confronto con il Presidente Regionale ha evidenziato l’importante contributo degli Ordini che possono fornire al sistema sanitario regionale.

A presiedere l’incontro il Presidente Occhiuto con il supporto del Dipartimento Tutela della Salute, Servizi Socio-Sanitari, diretto da Iole Fantozzi e alla presenza dei rappresentanti degli Ordini Professionali della Regione Calabria, Infermieristica (OPI), Ostetrica (OPO), Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie (TSRM e PSTRP) e degli Assistenti Sociali.

Gli Ordini professionali intervenuti sono una importante rete di professionisti, che operano all’interno del sistema sanitario regionale pubblico – privato e rappresentano la leva al cambiamento, all’integrazione ed all’armonizzazione dei modelli organizzativi ed assistenziali al fine di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.

Tra i vari compiti che la legge attribuisce agli Ordini professionali c’è quello di essere i garanti dei professionisti nei confronti dei cittadini sovrintendendo all’esercizio della professione dei propri iscritti, questo consente di essere i maggiori conoscitori del campo di applicazione delle competenze delle proprie professioni. Partendo da queste premesse è emersa la necessità di istituire presso il Dipartimento salute della Regione Calabria un Osservatorio delle Professioni Sanitarie quale strumento di supporto alle politiche di programmazione, organizzazione e sviluppo del Ssn.

Gli Ordini hanno evidenziato altresì la necessità di avviare un percorso di valorizzazione degli operatori di settore con un intervento normativo regionale che definisca l’organizzazione e la modernizzazione delle professioni sanitarie attraverso una omogenea applicazione della Legge N. 251 del 2001 nelle aziende Sanitarie e Ospedaliere.

Una collaborazione sinergica tra gli Ordini professionali e la Regione Calabria, hanno continuato i Presidenti, che consenta altresì di recuperare i rapporti istituzionali e determini una interfaccia diretta con le Aziende Sanitarie e Ospedaliere calabresi.

La riunione ha proseguito affrontando ulteriori tematiche quale la modifica della legge regionale n.11/04 per includere tutti gli Ordini delle Professioni sanitarie nella commissione regionale per l’educazione continua in medicina.

Il colloquio, ricco di contenuti, ha ottenuto un riscontro positivo da parte del Presidente della Regione Calabria il quale, ha prontamente incaricato il Dipartimento Tutela della Salute, Servizi Socio-Sanitari ad attivare le necessarie procedure per concretizzare le istanze avanzate. (rcz)

Occhiuto: La sanità calabrese non è in deficit

«In un anno sono riuscito a dimostrare che la sanità calabrese non è in deficit» ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nel corso dell’intervista a Omnibus su La7.

«Ho addirittura – ha spiegato – un avanzo di amministrazione quest’anno, e accerteremo entro fine anno, grazie anche alla collaborazione della Guardia di Finanza, il debito. C’è dunque una grande responsabilità del governo nazionale verso la Calabria, anche se il commissariamento è avvenuto perché la politica calabrese negli anni precedenti aveva fatto disastri».

«Per intenderci – ha spiegato il Governatore – non c’è stato un assessore calabrese che si occupasse di governare la sanità, piuttosto ci hanno mandato generali dei Carabinieri o della Guardia di Finanza, spesso senza nessuna competenza in materia di organizzazione sanitaria. Questi commissari dovevano realizzare due cose: migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e accertare il debito della sanità. Non hanno fatto niente».

«Ma sulla sanità – ha continuato – vorrei che il governo si occupasse davvero delle riforme che servono a tutto il Paese, e ancor di più alla Calabria. Ad esempio, c’è un problema gigantesco che riguarda il reclutamento dei medici che è stato trascurato, anche perché per anni gli Ordini dei medici si sono opposti al numero aperto nelle Università, e non si è investito sulle specializzazioni che sarebbero servite nelle corsie degli ospedali».

«Oggi abbiamo difficoltà a reperire medici – ha detto ancora – e a tenere aperti i pronto soccorso, soprattutto in quegli ospedali come Polistena, Locri o Gioia Tauro, nei quali i medici non vogliono andare. Ma sta accadendo anche che molti medici italiani si dimettono dal sistema sanitario pubblico per andare a lavorare a gettone nelle cooperative, dove guadagnano anche dieci volte di più, facendo spendere al sistema sanitario cifre enormi. Inoltre, tanti giovani medici italiani preferiscono lavorare all’estero, e purtroppo di queste cose la politica nazionale negli ultimi anni non si è accorta».

«La sanità è uno di quei settori – ha concluso – dove oltre alle risorse occorrono riforme coraggiose nella direzione di consentire ai medici italiani di lavorare in sicurezza negli ospedali e di essere retribuiti come meritano». (rrm)

 

Il Decreto Calabria è legge

Il Decreto Calabria è legge. La Camera dei Deputati, nella seduta di ieri ha dato il via libera definitivo al decreto legge che contiene le disposizioni della partecipazione di personale militare al potenziamento di iniziative della Nato e le misure per il servizio sanitario della regione Calabria nonché di commissioni presso l’Aifa.

Con il via libera della Camera, è prevista la proroga di sei mesi del Commissariamento della sanità calabrese; l’erogazione alla Calabria di un contributo di 60 mln per gli anni 2021, 2022 e 2023.

Altro effetto del Decreto, è la facoltà, da parte del Commissario ad acta, di nominare i direttori generali degli Enti del Servizio e di avvalersi della collaborazione dell’Agenzia delle Entrate. 

I deputati del Movimento 5 Stelle, Anna Laura Orrico Vittoria Baldino e Riccardo Tucci, hanno dichiarato che «ggi questa maggioranza, la stessa che dai banchi dell’opposizione gridava allo stop al commissariamento della sanità per la Calabria e si rifiutava di votare per il decreto approvato, in data odierna, alla Camera, ha respinto le nostre proposte emendative, mettendo in atto un vero e proprio paradosso».

«Ciò che precipuamente chiedevamo – hanno spiegato – attraverso i nostri interventi emendativi era una maggiore trasparenza sia sull’operato del presidente Occhiuto che avrebbe dovuto relazionare alle Camere circa lo stato di avanzamento dei lavori, che sulla discrezionalità in capo al presidente di Regione nell’individuazione dei direttori generali, amministrativi e sanitari che andrebbero invece scelti attraverso selezioni pubbliche». 

«È paradossale – hanno proseguito di deputati pentastellati – he chi rivendica l’importanza della meritocrazia faccia poi orecchie da mercante quando lo stesso parametro deve essere usato per l’individuazione di chi dirige le Aziende sanitarie calabresi, alcune delle quali commissariate con una commissione d’accesso antimafia». 

«Cosa c’era di tanto irricevibile – hanno chiesto – nelle nostre proposte di portare alla luce e alla conoscenza dei cittadini calabresi l’operato compiuto dal commissario ad acta, oppure nel voler recidere il legame tra le nomine dei dirigenti della sanità e la politica che ad oggi hanno portato ad un evidente fallimento contraddistinto da un commissariamento ultradecennale». 

«La sanità calabrese – hanno ribadito – ha bisogno di trasparenza ed efficienza, tuttavia, a questa maggioranza sembra non interessare e preferisce respingere al mittente delle proposte opportune, necessarie e costruttive senza le quali continueremo a non avere contezza di quanto compiuto dal commissario ad acta né – concludono i deputati – a risanare un servizio sanitario regionale colabrodo che viola da decenni il diritto alla salute dei cittadini calabresi».

Il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, ha reso noto di aver presentato un odg – che è stato approvato – con cui il Governo si impegna a sostenere il commissario ad acta e presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto «con collaborazione e leale cooperazione a tutti i livelli istituzionali, tavolo Adduce incluso».

«La sanità calabrese – ha ricordato il deputato – è stata vittima di un approccio ostruzionistico e autoreferenziale che ha caratterizzato per troppi anni l’operato delle strutture ministeriali, con risultati fallimentari e drammatici sotto gli occhi di tutti». 

«Per risollevarla dalla crisi – ha evidenziato – è fondamentale che, nei mesi a venire, la volontà del Presidente della Regione, che ha giustamente chiesto e ottenuto l’incarico di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del SSR calabrese, sia sostenuto realmente e non solamente sulla carta come accaduto in passato, anche agevolando assunzioni di medici e migliorie».

La Calabria merita i servizi migliori e la Lega sarà sempre in prima linea per questo», ha concluso. (rrm)