L’OPINIONE / Antonio Montuoro: Catanzaro al centro degli investimenti in sanità

di ANTONIO MONTUORO

Riguardo al dibattito scaturito sul presunto depotenziamento di importanti servizi sanitari nella città di Catanzaro, le informazioni ricevute dal Dipartimento Salute della Regione Calabria – con cui sono stato in continuo contatto nelle scorse ore, affiancato dal sottosegretario Wanda Ferro e dal Vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Pietropaolo – consentono di smentire le polemiche strumentali sollevate in un periodo, oltretutto, inopportuno.

Il difficile momento personale vissuto dalla famiglia Occhiuto richiedeva di essere rispettato con garbo e sensibilità, piuttosto che alzando polveroni destinati a generare un clima di tensione e di sospetti. La salute dei cittadini non può essere mortificata ed utilizzata come terreno di scontro per scatenare odio sociale e diffondere veleno.

Possiamo ribadire con forza che nessuno ha svenduto la città di Catanzaro in nome di presunti interessi. La linea d’azione del commissario Occhiuto è chiara da tempo: lavorare per ridurre la mobilità sanitaria e potenziare l’offerta assistenziale complessiva della nostra regione. Una strategia che sta producendo molteplici risvolti, dopo decenni di fermo, con l’obiettivo di poter incidere con più efficacia nel tentativo di ribaltare i numeri negativi legati alla migrazione sanitaria.

Catanzaro ha il privilegio di poter contare su un sistema d’eccellenza certificato, in primis, dagli ottimi risultati della Cardiochirurgia dell’Azienda Dulbecco – presidio Mater Domini – riconosciuta tra le prime dieci in Italia nel campo della chirurgia coronarica. Il Capoluogo di Regione, riferimento per tutta l’area centrale della Calabria, è più in generale al centro di un notevoli investimenti che, completato il processo di integrazione delle aziende sanitarie, consentirà di creare il più grande hub del Meridione con 855 posti letto e mettere a terra le ingenti risorse disponibili. L’ex Villa Bianca è interessato da un intervento di rilancio che ha permesso di aprire nella struttura, in collaborazione con il CNR, un nuovo centro specializzato dedicato alla diagnostica e alla riabilitazione neurologica.

Le due strutture di emodinamica del “Pugliese” e del “Mater Domini” continueranno la loro funzione. Sul Sant’Anna Hospital, dopo le note vicende che hanno portato alla chiusura della struttura, c’è un importante investimento del gruppo Citrigno che consente finalmente di ragionare su un futuro di rilancio di uno storico presidio d’eccellenza.

La strada tracciata è quella giusta e la Regione non può che tenere conto delle realtà che possono portare beneficio a tutta la comunità, nella direzione di consolidare e potenziare l’offerta di assistenza. Vigileremo affinché niente si perda per strada, ma si deve ragionare in un’ottica di insieme, mettendo da parte le rivendicazioni localistiche, confidando in nuova governance che, rispetto al passato, potrà consentire ai calabresi di non dover più partire per curarsi altrove.

[Antonio Montuoro è consigliere regionale di Fdi]

Sanità, Regione: L’emodinamica del ‘Pugliese Ciaccio’ non chiuderà

«L’emodinamica del ‘Pugliese Ciaccio’ non chiuderà, e insieme a quella del ‘Mater Domini’ continuerà ad assicurare a Catanzaro due strutture complesse di grande qualità». È quanto ha assicurato il Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria.

«Circa un anno e mezzo fa – evidentemente qualcuno si è svegliato dopo mesi e mesi di assopimento – i Ministeri affiancanti – visto che la sanità in Calabria è commissariata da 15 anni, con governatori di ogni colore politico – hanno inviato alla Regione alcune prescrizioni – viene spiegato nella nota – e, tra queste, era indicata la necessità di un efficientamento delle strutture complesse, nonché di un ‘accorpamento nell’area Centro delle due emodinamiche dell’AOU Dulbecco…’».

«Fortunatamente tra qualche settimana – prosegue la nota – non saremo più sottoposti al commissariamento della sanità da parte del governo, e dunque potremo avere maggiori margini di manovra per una valutazione complessiva – che la Regione potrà fare in completa autonomia – delle strutture complesse presenti nel nostro territorio e della rete regionale delle emodinamiche, fermi restando i criteri di carattere generale fissati dalla legislazione nazionale».

«Se ci sarà una nuova emodinamica a Crotone – ha annunciato il Dipartimento – sarà aggiuntiva alle due già esistenti a Catanzaro. Per quanto riguarda la cardiochirurgia, invece, al momento la Calabria può disporre di tre strutture complesse di questo tipo. Una alla ‘Dulbecco’ di Catanzaro, una al Gom di Reggio Calabria, mentre una terza era accreditata presso la crinica privata S.Anna Hospital di Catanzaro».

«Quest’ultima struttura ha avuto problemi economici e gestionali, evidentemente non addebitabili alla Regione, e ha chiuso. Nei prossimi mesi – conclude la nota – si valuterà a quale realtà assegnare questo terzo accreditamento per la cardiochirurgia: la linea del governo regionale, che comunque non ha ancora preso alcuna decisione in merito, è quella di privilegiare una struttura pubblica piuttosto che una privata». (rcz)

L’Asp approva progetto esecutivo per Ospedale di continuità di Gerace

L’Asp di Reggio Calabria ha approvato il Progetto esecutivo per il predetto intervento sull’Ospedale di continuità di Gerace, rientrante nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), Missione 6, Componente 1, Investimento 1.1, Realizzazione degli Ospedali di Comunità. Lo ha reso noto il sindaco Rudi Lizzi, parlando di un «traguardo in vista la definitiva realizzazione dell’Ospedale di Comunità di Gerace, frutto della riconversione della struttura a suo tempo realizzata in località “Largo Piana” come Ospedale geriatrico, per lungodegenza e riabilitazione».

Un decisivo passo in avanti compiuto «grazie all’impegno profuso dalla Direttrice Generale dell’Asp reggina e dal Governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nonché da tutto il personale preposto», ha detto il sindaco Lizzi, il quale ha espresso profonda quanto comprensibile soddisfazione per l’importante obiettivo raggiunto dopo ben 27 anni d’attesa (nel 1998, infatti, i lavori di costruzione dell’ex Ospedale furono completati e collaudati).

Il Ssindaco Lizzi ha manifestato, anche, particolare apprezzamento – per il costante e silenzioso lavoro fin qui svolto – a Giuseppe Varacalli, Capogruppo consiliare di Maggioranza con delega alla Sanità nonché Presidente regionale di Federsanità Anci Calabria il quale, «con riconosciuta competenza ed instancabile  impegno, ha seguito tutte la varie tappe dell’importante iter».

L’auspicio è che in tempi brevissimi inizino i lavori di riconversione ed adeguamento della struttura indispensabile per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria nella Locride. (rrc)

I consiglieri di CZ: Emodinamica del Pugliese sarà trasferita altrove?

I consiglieri comunali Antonio Corsi, Rosario Mancuso, Francesco Scarpino, Raffaele Serò e Stefano Veraldi hanno denunciato come stia girando, da alcune ore, la notizia che  l’emodinamica del “Pugliese” sarà trasferita all’Ospedale di Crotone .

«Se la notizia dovesse essere confermata ci troveremmo, di fatto, davanti ad una scientifica campagna di demolizione della sanità del Capoluogo», hanno detto i consiglieri, premettendo «l’importanza dell’emodinamica nel campo della cura delle patologie cardiologiche».

«È nota anche come cardiologica interventistica – hanno spiegato – che studia il comportamento del sangue in movimento nei vasi. Ha come obiettivo ridurre il pericolo dell’instaurarsi di patologie legate alla circolazione sanguigna. Vi vengono svolte metodiche di indagine, finalizzate a effettuare uno studio morfologico e funzionale della circolazione cardiaca, ed interventi. Circola voce che il commissario per la sanità, che poi è il presidente Occhiuto, avrebbe già emanato un decreto che sposta a Crotone l’emodinamica del “Pugliese”, che tra l’altro funziona bene, salvando quella del Policlinico di Germaneto».
«Quindi i catanzaresi dovranno andare a Crotone per una coronografia o altri interventi previsti dall’emodinamica – hanno proseguito –. Non siamo contro qualcuno o contro una sanità migliore per tutta la Calabria, ma appare sempre più evidente che esiste un complotto anti Catanzaro ordito da Regione, Ufficio del Commissario e Università Magna Grecia, mirante a fare sparire l’ex Pugliese. Bisogna reagire».
«Ci aspettiamo, su questo punto, una reazione dei nostri consiglieri regionali, rappresentativi dell’area centrale della Calabria, a difesa della città Capoluogo. Attendiamo – hanno concluso – che ci venga data una smentita su questa allucinante situazione che, se confermata, testimonierebbe l’esistenza di un cinico disegno». (rcz)

Miserendino (Azienda Zero): Con ok Ministero ad aggiornamento dati, Calabria verde in 2 aree Lea

Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero, ha evidenziato come «il  punteggio dei livelli essenziali di assistenza dal 2022 al 2023 in Calabria è cresciuto, e noi ci aspettiamo che cresca ancora nel 2024».

«Il nuovo sistema di garanzia – ha spiegato – come mostrato oggi dal report del Ministero della Salute, attualmente supera la sufficienza nell’area ospedaliera, ma non ancora in quelle della prevenzione e della distrettuale».

«È, però – ha aggiunto – indispensabile precisare che il report presentato non riporta del tutto la reale situazione della Regione Calabria. Infatti, come anticipato durante l’incontro con la Fondazione Gimbe, la nostra Regione ha chiesto per quanto riguarda l’area della prevenzione un nuovo conferimento di dati al Ministero della Salute relativo alle vaccinazioni in età pediatrica: non erano state infatti correttamente registrate le vaccinazioni di 5 bimbi, e a causa di questo piccolo disallineamento risultavamo inadempienti».

«Il conferimento è terminato nella giornata di ieri sul sistema Anagrafe Vaccinale Nazionale – ha proseguito – riportando un ulteriore miglioramento atteso sull’area della prevenzione che permetterà, dunque, alla Calabria di superare la sufficienza anche in questa area».

«Il Ministero della Salute deve adesso – ha continuato – aggiornare il report prodotto con le nuove informazioni al fine di consolidarle: al termine di questo iter avremo, come già specificato, due aree verdi (ospedaliera e prevenzione) e solo una ancora rossa (distrettuale)».

«In generale, al netto di questo dato che verrà aggiornato nelle prossime settimane – ha concluso – il report documenta, comunque, un miglioramento della Regione Calabria nel punteggio Lea complessivo e nei circa tre quarti degli indicatori in tutte e tre le aree, quella della prevenzione, quella distrettuale e quella ospedaliera». (rcz)

L’OPINIONE / Vincenzo Capellupo: Locazione nuovo Ospedale di CZ, la città è estromessa da decisione

di VINCENZO CAPELLUPO

La realizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro è da sempre parte di un ampio piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale ed una questione fondamentale connessa riguarda la localizzazione della nuova struttura che, secondo quanto emerge dall’accordo di programma tra Regione Calabria e Ministero competente, sarebbe stata definita senza alcun coinvolgimento della città Capoluogo di Regione.

È, però, la città con il suo Consiglio Comunale a dover determinare tale scelta come accaduto per la localizzazione dell’ospedale di Cosenza decisa dal Consiglio comunale della città bruzia. Perché dovrebbe essere diverso per la città di Catanzaro?

A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre! Timori fondati se pensiamo a quanto questa Regione abbia violentato la città di Catanzaro sulle questioni sanitarie dalla nascita della facoltà di medicina a Cosenza alla chiusura del S.Anna Hospital.

Anche sulla localizzazione dell’ospedale la Regione Calabria sembra voler estromettere la città di Catanzaro dalla decisione, tracciando una linea su un tema che riguarda da vicino non solo i cittadini, i malati ed i lavoratori, ma anche le necessità territoriali, urbanistiche e infrastrutturali che un simile intervento comportano. Perché?

Non posso che esprimere preoccupazione per questa modalità di gestione e per il rischio che venga messo in secondo piano il parere del Consiglio comunale che, più di chiunque altro, è istituzionalmente deputato a rappresentare le reali esigenze della città.

[Vincenzo Capellupo è consigliere comunale di Catanzaro]

Lo Schiavo e Mammoliti: Ambulanze in coda a Vibo «simbolo del fallimento della sanità»

«Le impietose immagini, riportate dalla stampa, di ben sette ambulanze in fila al Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, certificano l’ormai cronica criticità della sanità vibonese». È quanto hanno detto i consiglieri regionali Raffaele MammolitiAntonio Lo Schiavo, sottolineando come «pur avendo già ampiamente denunciato la carenza di posti letto e le molteplici lacune della sanità territoriale di prossimità, consideriamo tali immagini non degne di un Paese civile e non affatto coerenti con la quantità delle risorse disponibili che, se utilizzate proficuamente, dovrebbero garantire l’appropriatezza delle cure e l’erogazione di prestazioni e servizi».

Per questo i due hanno presentato una interrogazione urgente al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sul caso delle ambulanze con pazienti a bordo ferme davanti al Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.

«In tale direzione – hanno spiegato i due consiglieri – bisognerà conoscere come siano state utilizzate le risorse assegnate per l’ammodernamento tecnologico e digitale del presidio ospedaliero, per l’acquisto di risonanze, Tac, mammografi e altre strumentazioni necessarie. Risorse che ammontano ad oltre 5 milioni di euro. Invece, siamo a corto di barelle, lettighe e altri dispositivi necessari al Pronto soccorso per una degna presa in carico delle persone. Tutto ciò è moralmente e civilmente inaccettabile e vicende come queste richiamano alla mente scenari a dir poco da Terzo mondo».

«È del tutto evidente – hanno proseguito – che tali criticità si ripercuotono negativamente non solo sui cittadini/utenti ma anche su tutti gli operatori. La verità è che la sanità vibonese è ormai da troppo tempo collassata e che da parte dell’attuale Governo regionale non si è fatto nulla per tutelare e difendere il sistema sanitario vibonese che rappresenta la punta più acuta e drammatica della crisi del sistema sanitario regionale. Di tutto ciò avrebbe dovuto discuterne e prenderne consapevolmente atto anche la Conferenza dei sindaci che ha, in maniera faziosa, escluso dall’ultima riunione ben tre consiglieri regionali, denotando una concezione culturale e politica miope che stigmatizziamo, auspicando un rapido confronto aperto a tutti gli attori istituzionali e associativi del territorio».

«Un confronto che punti ad assumere adeguate determinazioni, rivendicare investimenti e provvedimenti adeguati per la sanità vibonese, sempre più proiettata verso uno smantellamento inaccettabile. Sollecitiamo al signor Prefetto, al quale abbiamo già richiesto un apposito incontro – hanno concluso Mammoliti e Lo Schiavo –, la convocazione di un tavolo per incalzare chi detiene ruoli di responsabilità e governo ad assumere immediate soluzioni a garanzia del diritto costituzionale alla salute ormai fortemente compromesso». (rvv)

Muraca (PD): Calabria in grave ritardo su edilizia sanitaria

Il consigliere regionale del Pd, Giovanni Muraca, ha evidenziato come «la Regione  Calabria è in grave ritardo nell’attuazione delle risorse previste dal PNRR in particolare per quanto riguarda l’ammodernamento tecnologico e l’edilizia sanitaria».

«Questi ritardi mettono a rischio il diritto alla salute dei calabresi e l’efficienza delle strutture sanitarie regionali», ha denunciato il dem, sottolineando come «la tabella di monitoraggio finanziario analizzata, aggiornata a gennaio 2025, conferma che per l’intera misura 6 del Pnrr sono stati effettuati pagamenti di poco più 18 milioni di euro su un piano dei costi programmato per circa 317 milioni».

«Più in dettaglio – ha spiegato – per quel che è possibile ricavare dall’ultima relazione mensile di monitoraggio di gennaio, per le Case della Comunità i pagamenti effettuati – meno di 5 milioni di euro – non raggiungono il 5% dei costi programmati e per gli Ospedali di Comunità i pagamenti effettuati – meno di 2 milioni – sono di poco superiori al 3% della spesa programmata».

«A fronte di queste difficoltà – ha continuato – di spesa registrata da parte del commissario ad acta per il Piano di Rientro della sanità calabrese finalizzato al riequilibrio dei conti –precisa Muraca-,  i Comuni calabresi sono riusciti ad avviare una percentuale significativamente maggiore di progetti, dimostrando che, con una gestione più efficace, il ritardo nell’attuazione del Pnrr può essere colmato. I dati, infatti, mostrano che i Comuni hanno avviato 65,6% delle opere previste, in netto contrasto con l’inerzia della Regione, che è ben al di sotto di questa percentuale di attuazione».

«Non va meglio per l’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature a servizio delle aziende sanitarie territoriali ed ospedaliere regionali.

«Dal 2019 – spiegato ancora Muraca – la Calabria ha ricevuto ingenti risorse per il rinnovo delle apparecchiature ospedaliere, con un investimento totale di oltre 86 milioni di euro, come previsto dal programma di ammodernamento tecnologico ai sensi dell’art. 6, comma 5 del D.L. 30 aprile 2019 n. 35 e dalla Delibera Cipe n. 51 del 24 luglio 2019».

«Le somme ad oggi programmate rispetto a quelle disponibili equivalgono al 38,28% del totale – ha illustrato – circa 33 ml a confronto degli 86 ml disponibili. Solo per i mammografi le procedure d’acquisto avviate sono sostanzialmente soddisfacenti. I ritardi gravi e non più giustificabili riguardano tutte le altre procedure di acquisto e più in particolare quelle riguardanti 9 TAC su una previsione di 25, 3 Risonanze magnetiche su una previsione di 17; 6 Angiografi su una previsione di 11; 0 Gamma Camere su una previsione di 2; 1 Gamma camera/TAC su una previsione di 4; 1 pet/Tac su una previsione di 3; 1 Acceleratore lineare su una previsione di 2».

«Il cronoprogramma del Programma Operativo regionale 2022/25 di cui al DCA n. 162 del 18/11/2022 – ha detto ancora Muraca – prevedeva l’avvio di tutte le procedure mediante convenzione con la centrale di committenza da completare entro il mese di marzo 2023».

«La Regione deve dare risposte urgenti – ha concluso –garantendo una gestione efficace delle risorse finanziarie disponibili, evitando il rischio che queste vengano perse a causa di una pianificazione inadeguata e di un ritardo esecutivo nella realizzazione opere. Un lusso che la Calabria non può di certo permettersi considerando lo stato di emergenza in cui versa». (rrc)

Sanità, Occhiuto: Presto accordo con Inrca per rilancio attività Istituto in Calabria

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha reso noto di aver incontrato, a margine nel Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, con il quale ho interloquito della vicenda dell’Inrca e del rilancio delle attività di questo importante Istituto in Calabria».

«Come noto la Regione Calabria – ha spiegato – ha acquisito da Inrca, Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani, il Piano di sviluppo il 13 febbraio 2025 per gli anni 2025-2027.
Sulla base dell‘analisi effettuata dal nostro Dipartimento Salute e Welfare si è in procinto di avviare la definizione di un accordo di convenzione con l’Istituto».

«Successivamente – ha aggiunto – l’Inrca verrà inserita nuovamente nel consolidato del servizio sanitario regionale della Regione Calabria. Vogliamo continuare a collaborare positivamente con questo eccellente Istituto marchigiano, promuovendo ricerca e nuove buone pratiche, anche in relazione al fatto che il Ministero della Salute ha confermato il riconoscimento di carattere scientifico, per la disciplina ’geriatria’, dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico INRCA, relativamente alle sedi delle Regioni Marche, Calabria e Lombardia». (rrm)

L’Ospedale che non c’è, Agazio Loiero aveva strappato a Prodi 4 Ospedali

Ormai non si parla d’altro, la sanità rimane al centro del vero dibattito politico e sociale di questa regione, ma non sempre il passato è stato così negativo come si immagina, o come più volte si scrive e si racconta.

È vero che in venti anni i vari governi regionali non hanno colpevolmente proceduto a costruire i 4 ospedali che oggi sarebbero importanti nella sanità del territorio, ma ripercorrendo le cronache degli anni passati dalle pagine dei giornali balza prepotente la notizia che il 21 dicembre 2007 la realizzazione dei 4 ospedali veniva dichiarata di “somma urgenza” con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi.

Quegli ospedali in seguito ad alcuni indimenticabili incidenti mortali capitati negli ospedali, furono strappati dal presidente Loiero al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, del quale, dopo l’aiuto decisivo offertogli alle elezioni politiche 2006, era diventato grande amico. A questa pressione esercitata sull’esecutivo nazionale – va ricordato per onestà storica – Loiero fu fortemente fiancheggiato da Doris Lo Moro, all’epoca assessore alla Sanità.

Ottenuta l’ordinanza, Loiero nominò immediatamente 4 commissari per i relativi ospedali, impostò i preliminari pronti per le rispettive gare d’appalto con grande velocità, come in genere faceva, e affrontò le elezioni del 2010, dove fu poi sonoramente sconfitto da Giuseppe Scopelliti. Questa è la verità storica. Inserirlo tra i presidenti inadempienti dopo avere ottenuto il finanziamento dal governo centrale e compiuto nei due anni e mezzo di presidenza i preliminari delle gare d’appalto – come si legge qualche volta su qualche sito web – non risponde a verità. Il tema e il grande dibattito sulla sanità calabrese rimane comunque, e forse anche a giusta ragione, al centro del Paese. (p.n.)