Acquappesa e Guardia Piemontese sono morosi nei pagamenti per concessione acqua termale delle Terme Luigiane

di FRANCO BARTUCCI – I due comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese sono morosi nel pagamento del canone spettante alla Regione Calabria sulla concessione dell’acqua termale delle Terme Luigiane e i legali  della Sateca chiedono il ritiro della concessione.

Lo aveva fatto notare nei giorni scorsi la stessa Sateca, attraverso i propri legali, con una lettera inviata al dirigente generale del Dipartimento Lavoro della Regione, Roberto Cosentino. Un canone da calcolare sulla base del fatturato prodotto dalla stessa Società per gli anni 2018-2019-2020, dati necessari per poter calcolare la componente variabile del canone dovuto alla Regione Calabria. 

Nella lettera i legali della Sateca, Enzo Paolini e Ivan Incardona, facevano notare la morosità dei due Comuni sul pagamento del canone dovuto alla Regione da almeno tre anni, sia nella componente variabile, sia nella quota fissa. 

«In tal modo – hanno scritto i due legali – i Comuni, da una parte, chiedono alla Sateca un canone pari alla metà del totale di quanto pagato dalle circa 550 terme italiane, e dall’altro, si guardano bene dal versare quanto dovuto. Tale atteggiamento mostra la chiara ‘disattenzione’ delle amministrazioni comunali sulla vicenda, ma anche la disattenzione del soggetto preposto alla verifica del pagamento, ossia la Regione».

Una lettera che ha prodotto, comunque, un sollecito da parte del dirigente regionale ai due Sindaci, di procedere al pagamento delle quote dei canoni dovuti per gli anni di cui sopra, spingendo gli stessi a chiedere alla Sateca il fatturato prodotto negli anni 2018-2019-2020 per adempiere al calcolo del canone di produzione da versare alla Regione Calabria.

«L’improvvisa richiesta formulata dai Comuni – dicono dalla dirigenza della Sateca – è sicuramente motivata dalla lettera dei  nostri legali, nella quale si chiedeva pure l’emanazione  provvedimenti di legge con riferimento alle varie inadempienze che ci sono state nel corso della vicenda tra cui, appunto la morosità dei Comuni con riferimento al canone concessorio».

La normativa regionale, infatti, prevede un canone composto da una quota fissa e da una componente variabile, quest’ultima da calcolarsi in percentuale sul fatturato prodotto dalla stazione termale. Inoltre, la stessa normativa prevede esplicitamente la sospensione/decadenza della concessione in caso di morosità trascorsi 240 giorni. 

«Nonostante ciò, la Regione Calabria – puntualizzano ancora i dirigenti della Sateca – come ormai siamo abituati a vedere in questa vicenda, continua a non fare nulla e un altro motivo di decadenza della concessione si aggiunge ai numerosi che la Sateca spa segnala e denuncia da mesi. Continua così, nella totale indifferenza di istituzioni e politici e soprattutto nel silenzio della Regione Calabria, proprietaria delle acque e garante del loro regolare sfruttamento (vanno ricordate le vane promesse fatte ai lavoratori dal presidente f.f. Nino Spirlì), l’amara vicenda delle Terme Luigiane, chiuse a causa dell’incapacità dei due comuni di intraprendere un qualsiasi percorso dopo la scadenza nel 2016 della subconcessione della Sateca e dopo che le amministrazioni comunali hanno disconosciuto senza motivo alcuno due accordi sottoscritti per garantire la continuità del servizio sino al subentro del nuovo sub-concessionario». 

I 250 lavoratori delle terme e le migliaia di persone che lavorano nell’indotto, i 22.000 curandi e 600 soci della società Sateca si chiedono oggi: perché la Regione Calabria, venendo meno ai suoi obblighi,  non prende alcun provvedimento per garantire la continuità del servizio pubblico? Perché si consente che un bene prezioso di proprietà regionale non produca nulla e sia versato in mare? Chi pagherà i danni che certamente si dovranno ripagare alla Corte dei Conti, alla società e al territorio? Chi è responsabile di questa scempio e perché? A chi giova tutto questo?

Non può essere dimenticato e trascurato che il Comune di Acquappesa è già in dissesto finanziario da qualche mese su dichiarazione della Corte dei Conti, che ha prodotto l’insediamento di un commissario.

La notizia è di oggi e riguarda la mediazione annunciata dal locale circolo del Partito Democratico per un  intervento sui due sindaci in modo da trovare il giusto canone rispetto alla proposta di 90.000,00 euro chiesto dai due primi cittadini per l’anno 2021, dimenticando che non spetta ai due comuni stabilire il canone, ma alla Regione Calabria, a norma della delibera della Giunta regionale n.183 del 26 aprile 2012, come notificato dal Consigliere regionale Pietro Molinaro, tramite apposita lettera, al presidente Spirlì e all’assessore Fausto Orsomarso. Ma quest’ultimo intervento, scaturito dalla lettera dei legali della Sateca, pone ed evidenzia una nuova situazione che deve trovare a breve una regolamentazione incanalata nella immediata apertura delle Terme Luigiane, pena grossi guai giudiziari per i due amministratori locali, per il presidente f.f. Spirlì e l’assessore alle attività produttive ed il termalismo.

Intanto è doveroso dire che la Sateca negli anni del fatturato richiesto ha versato puntualmente alle casse dei due Comuni un canone annuale di 44 mila euro, da cui le due amministrazioni dovranno individuare e versare alla Regione la quota dovuta. (fb)

                                                                                 

Terme Luigiane, la Sateca presenta proposta per apertura della stagione termale

di FRANCO BARTUCCI – Da più mesi, i lavoratori e gli innumerevoli curanti legati a queste terme per effetto della qualità delle cure, da 22mila a 25mila persone che si sono registrati annualmente prima della interruzione a seguito della pandemia Covid 19, si fanno molto preoccupati questa domanda a seguito del tergiversare dei rapporti dei due Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese con la Società Sateca, sub concessionario, e la Regione Calabria

Il presidente della Giunta regionale f.f., Nino Spirlì, il 16 maggio aveva inoltrato ai due sindaci una diffida nel presentare entro il 21 maggio un “report” sullo stato delle Terme Luigiane, indicando le attività manutentive azionate nel periodo di interruzione e, soprattutto, un crono programma nel quale si dovevano evidenziare con chiarezza tempi e modalità delle attività di sfruttamento delle acque al fine di salvaguardare l’imminente stagione termale pena il decadimento della concessione.

A tutt’oggi, non si sa che fine abbia fatto questo importante documento che i due sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese dovevano presentare alla Regione Calabria e al Presidente Spirlì, per una sua valutazione ed apertura di un tavolo di lavoro aperto alle parti interessate, mirato a definire una trattativa che avrebbe dovuto assicurare una continuità lavorativa ai 250 lavoratori delle Terme Luigiane e rasserenare tutta la famiglia dei curanti con l’apertura entro il 1° luglio della nuova stagione termale secondo il programma stabilito dal Governo Draghi.

I lavoratori, allo scadere dell’ultimatum, fanno i loro presìdi alla cittadella regionale ed il 26 maggio, in mancanza del famoso “Report”, la società Sateca presenta una sua proposta per l’apertura della stagione termale sempre che i due Comuni diano disposizione di riallacciamento delle acque termali, deviate e scaricate nel torrente Bagni, alla condotta dello stabilimento Terme Novae ed al parco termale “Acquaviva”, con l’impegno di riassumere il personale in organico ed iniziare la fase di preparazione per l’erogazione dei servizi termali.

La proposta  della Sateca viene inoltrata ai due Comuni, mentre i lavoratori, sotto la guida del sindacalista provinciale della Cisl, Gerardo Calabria, oltre ad altri due presìdi realizzati presso la Cittadella regionale finalizzati a sensibilizzare i politici calabresi e la stessa opinione pubblica verso questa particolare vertenza, continuano il loro stato di agitazione occupando anche lo stabilimento “Terme Novae”, in attesa del fatidico giorno risolutivo.

In che cosa consiste questa nuova proposta presentata dalla Sateca? In sintesi  nel confermare la disponibilità di apertura della nuova stagione termale, la società ha chiesto l’assegnazione in sub concessione, da parte dei due Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, una disponibilità della risorsa idrotermale calda, nella quantità di almeno 40 litri al secondo e non 12 come indicato nel regolamento di distribuzione dell’acqua termale, approvato dai Consiglieri di maggioranza dei due Comuni, nelle sedute del 24 e 26 novembre 2020; come anche di una quantità maggiore o anche della totalità della risorsa in attesa dell’evoluzione del concorso destinato alla ricerca del nuovo sub concessionario.

Se in base all’avviso esplorativo pubblico per la ricerca di manifestazioni di interesse, pubblicato dalle due amministrazioni comunali che scadrà il prossimo 14 giugno,  per il vecchio stabilimento termale San Francesco, con 107 postazioni curative a fronte delle 170 organizzate all’interno dello stabilimento “Therme Novae”, viene stabilito un quantitativo di Acque Termali pari a 40 litri a secondo, è più che giusta la quantità d’acqua idrotermale calda e fredda pari a 40 litri al secondo chiesta dalla Sateca per la gestione del proprio stabilimento termale. Altrimenti emergerebbe chiaramente un livello di trattamento non equo, in base alle proprie potenzialità.  

La proposta presentata dalla Sateca prevede la stipula di un nuovo accordo che preveda un rapporto di sub concessione con durata fino al 29 aprile 2036, come prevede il decreto dirigenziale regionale n. 16199 del 18 dicembre 2019, con la previsione della possibilità di proroga nel termine ventennale, di cui al comma 7 dell’art.9 della Legge Regionale n. 40/2009.

La proposta presentata dalla Sateca prevede  pure la stipula di un nuovo accordo che stabilisca un rapporto di sub concessione con durata fino al 29 aprile 2036, come prevede il decreto dirigenziale regionale n. 16199 del 18 dicembre 2019, con la previsione della possibilità di proroga nel termine ventennale, di cui al comma 7 dell’art.9 della Legge Regionale n. 40/2009.

Con tale offerta, la Sateca prevede pure un corrispettivo finanziario  da erogare ai due Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, per detta assegnazione, pari a Euro 30.000,00 annuo, da pagare entro il mese di giugno di ciascun anno solare. Con tale proposta la Società Sateca si è impegnata a mantenere gli attuali livelli occupazionali afferenti le strutture termali di proprietà della stessa, per l’intera durata dell’assegnazione della suddetta quantità di risorsa idrotermale.

Alla luce di tale proposta, fermo restando la presentazione del famoso “Report”, ci sarà la possibilità di un confronto serrato tra le parti per addivenire all’accordo atteso dai lavoratori e dagli innumerevoli curanti ai quali non può essere negato il diritto di fare le loro cure termali? Presidente Spirlì qui varrà la sua capacità di giudice e di decisionista per come meglio risolvere il problema, ricordando che la proprietà delle acque termali appartiene alla Regione Calabria e non può disperdere questo bene. (fb)

Interrotta trattativa per definizione iter di restituzione volontaria dei beni delle Terme Luigiane

di FRANCO BARTUCCI – L’incontro fra i sindaci dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, e l’azienda Sateca S.p.a., gestore delle Terme Luigiane, programmato per ieri, giovedì 21 gennaio, al fine di concludere il concordato iter di restituzione volontaria dei beni del compendio termale e procedere alla definizione dell’accordo per il prosieguo dell’attività, da parte della società termale, non è giunto a conclusione.

Un’attività lavorativa che la Sateca, per evitare soluzioni di continuità e perdita di posti di lavoro, si sarebbe fatta carico fino all’effettivo subentro del nuovo soggetto gestore.

«I sindaci, però, mutando la linea di ragionevolezza sin qui tenuta – spiega la Sateca in un comunicato stampa – ed espressa ripetutamente nei precedenti accordi siglati dinanzi al Prefetto di Cosenza, secondo cui la gestione temporanea chiesta a Sateca avrebbe dovuto proseguire fino alla definitiva conclusione della procedura di selezione e subentro del nuovo soggetto gestore, nella fase contrattuale e di confronto di stamani, si sono presentati imponendo per la stesura dell’accordo una data ultimativa fissata inderogabilmente al 30 novembre 2021, indipendentemente dall’effettivo subentro del nuovo concessionario».

«Ad una simile pretesa la Sateca – si puntualizza nel comunicato – non ha potuto aderire, rilevando che, con una tale formulazione, qualora alla scadenza del 30 novembre 2021 non dovesse essersi conclusa l’articolata procedura di individuazione e subentro del nuovo gestore, l’attività termale si interromperebbe automaticamente, con gravissime ripercussioni sulla certezza dei posti di lavoro e con drammatici effetti sulla sopravvivenza stessa dell’azienda e dell’indotto di tutto il territorio».

«Stando così le cose – prosegue la nota della Sateca – siamo costretti a rinunciare a siglare importanti accordi con diversi tour operator, e bloccare la programmazione della stagione 2021. Al contrario, mantenendo la formulazione in precedenza condivisa tra i Comuni e Sateca, nell’ambito degli accordi siglati in Prefettura – ordinariamente utilizzata in qualunque cambio di gestione di servizi in concessione, appunto per evitare soluzioni di continuità e garantire i livelli occupazionali – si sarebbe potuto assicurare il servizio termale, garantendo e rispettando i diritti e gli interessi di tutte le parti in causa, in primo luogo i lavoratori».

La Sateca manterrà, comunque, fede all’impegno di restituzione volontariamente assunto, riconsegnando anche lo stabilimento San Francesco.

«A questo punto – conclude la nota –  l’azienda, prendendo atto della irragionevole ed irremovibile  pretesa dei sindaci dei Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese, i quali dovranno assumersi la responsabilità dei gravissimi pregiudizi che ciò comporta in termini sociali ed economici, non può che auspicare l’immediato intervento del soggetto titolare delle acque termali,  cioè la Regione Calabria, sinora apparsa silente ed indifferente». (rcs) 

Per la questione Terme Luigiane si è registrato un nulla di fatto in Prefettura

di FRANCO BARTUCCI – Dopo oltre un’ora di colloquio, a tratti anche teso, non  si è registrato alcun passo in avanti durante l’incontro che si è svolto stamani nella sede istituzionale della Prefettura di Cosenza, appositamente convocato per risolvere la controversia sorta tra i comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese con la società Sateca che, per ottant’anni, ha gestito le Terme Luigiane.

Deluso Dante Ferrari, consigliere  delegato della Sateca, presente all’incontro, e molto arrabbiati i lavoratori delle Terme Luigiane che, durante l’incontro, hanno presidiato Piazza 11 Settembre con la speranza che avrebbe potuto uscire una fumata bianca per la vicenda che sta loro a cuore: la tutela del posto di lavoro. Così non è stato, e molti si sono espressi in termini duri parlando dell’adozione di possibili azioni di protesta nei prossimi giorni.

Nella Prefettura di Cosenza non si sono presentati né il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, e neanche l’assessore alle attività produttive Fausto Orsomarso, impegnato  a Paola, nel Santuario di San Francesco, a presenziare una cerimonia di consegna di un presepe elaborato dalla Scuola Partonopea, dato in dono dalla Regione Campania alla Regione Calabria.

L’incontro  è  stato presieduto dal viceprefetto Turco, ed ha visto la partecipazione, oltre che del rappresentante della Sateca, Dante Ferrari, dei sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, del direttore di Federterme, Aurelio  Crudeli e del rappresentante del sindacato Cisl,  Gerardo Calabria.

Intanto, dalla direzione dell’azienda Sateca è stato diramato il seguente comunicato: «Da parte nostra abbiamo posto il tema in termini strategici e di prospettiva di medio-lungo termine per lo sviluppo della risorsa termale, confermando la disponibilità, già formalizzata, alla restituzione degli immobili di proprietà comunale non utilizzati entro i primi di marzo 2021. Non siamo contrari alla logica dei bandi, anche perché abbiamo le competenze per poter riaffermare anche in quella sede la qualità del lavoro sinora svolto. Nutriamo, però, forti perplessità sui contenuti del Regolamento approvato dai Comuni alla base del futuro bando. Infatti, esso appare non tenere nella giusta considerazione aspetti strategici dell’attività termale, arrivando addirittura ad ipotizzare un uso distorto e non pienamente conforme alla normativa della risorsa acqua termale».

«L’azienda – conclude la nota – rimane comunque disponibile ad approfondire ogni utile proposta finalizzata a creare i presupposti per la continuità dell’attività, evitando danni gravi ed irreparabili, sia economici che occupazionali, al territorio già duramente provato in questi mesi dalle ricadute della pandemia».  

Una vicenda che registra, da parte della Regione, spazi di irresponsabilità e negligenza causa, in questo momento così delicato, di non garantire almeno una forma di vicinanza e solidarietà ad uomini e donne lavoratrici, al di là degli impegni istituzionali, nel garantire un ruolo di tutela di quei posti di lavoro, contribuendo a trovare la giusta soluzione pacifica  rispettosa dell’accordo raggiunto dalle parti nel mese di febbraio del 2019, che fino a quando non sarà trovato un nuovo sub concessionario, attraverso la gara, le Terme Luigiane dovranno continuare ad essere funzionanti per la vasta clientela legata a questa struttura termale dislocata in Calabria e in altre regioni del nostro Paese.

Giunge, a proposito, anche una dichiarazione del direttore di Federterme, Aurelio Crudeli, che dichiara: «Le Terme Luigiane devono continuare ad operare. Purtroppo, l’incontro di questa mattina si è concluso con un nulla di fatto. Siamo molti preoccupati per la sorte delle Terme Luigiane nel Cosentino, perché è un’azienda tra le più importanti sul territorio calabrese ma anche italiano. Riteniamo che debbano continuare ad operare e che, chi le gestisce adesso o in futuro, dovrà essere messo in condizione di pianificare e programmare l’attività avendo delle certezze di base». (rcs)      

In copertina, il presidio dei lavoratori delle Terme Luigiane in piazza 11 settembre Cosenza