Granato (M5S): Scuola non è competenza di Spirlì, ma del Ministero

La senatrice del Movimento 5 StelleBianca Laura Granato, ha dichiarato che «mancano appena ventiquattro ore al ritorno in classe di migliaia di studenti calabresi delle superiori. Ma studenti, famiglie, docenti e operatori scolastici annaspano nel caos più totale provocato proprio dal vuoto di provvedimenti chiari da parte della Regione Calabria».

«Il presidente facente funzioni Nino Spirlì – ha aggiunto – elargisce pillole di provvedimenti in diretta Facebook, senza poi passare all’ufficializzazione con conseguenti e dovute ordinanze, con un atteggiamento che la dice lunga sul concetto di amministrazione e di senso delle istituzioni. Siamo proprio messi male».

«Provvedimenti illogici – ha proseguito la senatrice – che contengono raccomandazioni in contrasto con le disposizioni governative, da cui emerge chiaramente che Spirlì intende scaricare sulle famiglie le proprie responsabilità, preannunciando un rientro in classe “á la carte”, con la possibilità per le famiglie di scegliere tra dad e presenza a propria discrezione. Insomma il caos più totale, sulla pelle della comunità scolastica».

«La cosa più grave – ha detto ancora – è l’incertezza a cui ci relega il presidente che continua a dispensare il proprio buongiorno in auto, in diretta social, salutando i sostenitori e bacchettando chi lo critica. E mentre la situazione è delicata: visto che a partire dal primo febbraio le scuole superiori potranno riaprire le aule fino al 75% di “capienza”, Spirlì rilancia e annuncia un’ordinanza che “spera” possa trovare realizzazione già dalla tarda mattinata di ieri, di cui non abbiamo notizie. Le famiglie calabresi e le scuole superiori di una intera regione restano sulle spine. Se questo è amministrare, se questo è tutelare il diritto allo studio e il diritto alla salute, non ci sono parole per commentare».

«Gli ricordiamo comunque – ha concluso la senatrice Granato – che la scuola à la carte non è di sua competenza: le regole le fa il ministero competente». (rp)

Anastasi (Iric) scrive agli studenti e ai docenti calabresi: «Buon rientro alla vita vissuta»

Il consigliere regionale di Io Resto in CalabriaMarcello Anastasi, ha rivolto un messaggio agli studenti e ai docenti calabresi che lunedì 1° febbraio torneranno in aula.

«Rivolgo a studenti e docenti il mio più caloroso saluto con l’augurio di buon rientro alla vita vissuta, dopo mesi e mesi trascorsi in cattività davanti ad uno schermo» ha detto Anastasi, spiegando che «esprimo questo augurio non solo in qualità di consigliere regionale della Calabria, e dunque, di rappresentante delle Istituzioni, ma soprattutto, in quanto insegnante di liceo, e quindi, fiero componente della più importante delle Istituzioni: la Scuola».

«Gli studenti – ha aggiunto – hanno pagato un grande tributo alla pandemia in termini di socialità, di inevitabili difficoltà nel seguire le lezioni e nell’apprendere. Gli insegnanti si sono eroicamente confrontati con una situazione inedita, con un modo nuovo di fare scuola; si sono dovuti reinventare per portare avanti il loro compito di educatori e – con tutti i limiti che la situazione portava in dote – hanno fatto del loro meglio, garantendo, agli allievi, la presenza e l’impegno e, alla scuola, la possibilità di andare avanti con continuità».

Secondo Anastasi: «La lezione più grande da apprendere in tutta questa situazione è di non dare mai nulla per scontato. Solo con la professionalità e la dedizione profusa si sono potuti superare i problemi e trasformarli in opportunità. Per questo, sento fortemente la necessità di rivolgere un saluto, ma soprattutto un ringraziamento a tutto il corpo docente e agli studenti, per aver portato avanti con successo una missione importante».

«All’augurio di buona ripresa dell’attività – ha proseguito il consigliere regionale – vorrei aggiunge un altro auspicio: sarebbe importante che gli Istituti scolastici, in accordo con le Asp, prevedano screening frequenti su corpo docente, non docente e alunni, facendo sì che il lasso di tempo che separa il mondo scolastico dalla somministrazione del vaccino, sia vissuto nella maggiore serenità possibile. Il vaccino al personale scolastico di fascia prioritaria è previsto nella seconda fase del piano».

«Mi auguro – ha concluso – che si arrivi velocemente a questo momento, senza alcun intoppo, – vista la situazione di forte rischio per gli insegnanti e gli alunni – per garantire a entrambe le categorie la possibilità di continuare le lezioni in presenza in sicurezza e per scongiurare la possibilità di nuove chiusure. Buon lavoro a tutti». (rrc)

Scuole, l’annuncio di Spirlì: I ragazzi delle Superiori tornano in aula il 1° febbraio

Dal 1° febbraio, gli studenti delle Superiori calabresi torneranno in aula. Lo ha annunciato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, nel corso di una diretta Facebook.

Spirlì, inoltre, ha ricordato che «c’è una decisione del Consiglio di Stato. Quando quei genitori calabresi si sono rivolti al Tar e hanno forzato la mano su questa benedetta riapertura in presenza, e non a distanza, hanno ottenuto una sorta di risposta definitiva del Tar e del Consiglio di Stato, che ci indica la strada da seguire e la strada da seguire è quella della didattica in presenza. Dobbiamo, purtroppo, prendere atto che la situazione sia questa».

«Laddove – ha aggiunto –  i casi di contagio tra giovani e studenti dovessero aumentare, e spero che non accada, non sarò così pazzo da non prendere una decisione successiva sfidando qualsiasi cosa, ma al momento non è possibile».

«Poi – ha detto ancora – ci sono degli uffici che decidono per altri e che però, stranamente, vanno in smart working, per cui sono chiusi e lavorano a distanza, e sono uffici frequentati da adulti. Quindi mi chiedo se è possibile continuare con questa giostra dei ragazzini che devono essere esposti al contagio, mentre tutti gli adulti lavorano da casa». (rcz)

 

Siclari (FI): Si programmi Recovery Fund pensando ai giovani

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ha chiesto che il Recovery Fund venga programmato pensando ai giovani.

«Vedere i ragazzi – ha dichiarato – scendere in piazza per chiedere il ritorno tra i banchi e i bambini con la mascherina in fila davanti l’ingresso della scuola mi riempie di speranza e di gioia. I signori del Governo colgano il messaggio dai più piccoli, che rappresentano il futuro del nostro Paese, e non indebiti quei bambini, per 40 anni, per elargire il reddito di cittadinanza: loro sperano in un lavoro, un futuro migliore, una vita normale ed è per questo che chiediamo che il Recovery Fund rappresenti il vero rinascimento del nostro Paese con “investimenti in spesa produttiva».

«È questo il vero volto dell’Italia – ha concluso –. Un’Italia che vuole crescere anteponendo la cultura alla paura, la responsabilità ai rischi, i sacrifici all’assistenzialismo, il rapporto umano alla solitudine. Quei ragazzi, quei bambini sono i veri eroi e rappresentano, oggi più che mai, il nostro tricolore. Si programmi pensando a loro». (rp)

 

Scuole. le superiori riaprono il 31, dda per elementari e medie e apertura il 15

Con una nuova ordinanza, il presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì ha deciso di posticipare la riapertura delle scuole superiori al 31 gennaio. Sospese tutte le attività didattiche in presenza e le attività scolastiche di ogni ordine e grado – servizi educativi dell’infanzia esclusi – dal 7 al 15 gennaio 2021 e, solo per le scuole secondarie di secondo grado e per quelle di formazione professionale, didattica a distanza estesa fino al prossimo 31 gennaio.

Il provvedimento dispone anche la proroga delle zone rosse nel Comune di Fabrizia (Vv) e nella frazione Piscopio (Comune di Vibo Valentia) fino a tutto il 15 gennaio prossimo.

La nuova ordinanza del presidente della Regione arriva in seguito al comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri sulle “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (decreto-legge)” e in considerazione del Monitoraggio fase 2 del ministero della salute, relativo ai dati della settimana 21-27 dicembre (2020), che ha evidenziato, tra l’altro, un Rt puntuale pari a 1,09, compatibile con uno scenario di tipo 2.

Nel periodo che va dal 3 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021, è scritto ancora nell’ordinanza, «si è registrato un cospicuo incremento dei nuovi casi confermati Covid-19, che, in termini assoluti è pari a 7.048 unità e un numero di decessi pari a 166, per una media di 5,4 al giorno». L’andamento epidemiologico in tutte le province calabresi, nell’ultimo mese, ha inoltre registrato «un trend in crescita».

La ripresa delle attività scolastiche in presenza rappresenta quindi «una forte criticità, non tanto per il possibile contagio all’interno degli istituti nei quali si adottino pedissequamente le misure di prevenzione previste, quanto – si legge nell’ordinanza – per la movimentazione delle persone che ne deriva, per i possibili assembramenti nei pressi delle istituzioni scolastiche e nelle principali aree cittadine di fruizione dei mezzi di trasporto e, più in generale, per il cospicuo aumento della legittima circolazione delle persone fisiche (popolazione studentesca, docenti, personale, familiari, addetti ai servizi) all’interno delle aree urbane, che in una fase delicata come quella evidenziata, può determinare un aumento del rischio di diffusione del contagio, che può propagarsi anche a livello familiare».

L’ordinanza dispone, dunque, che, dal 7 al 31 gennaio 2021, «il 100% delle attività delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado statali e paritarie e delle Scuole di istruzione e formazione professionale, siano svolte tramite il ricorso alla didattica a distanza». Tuttavia, resta «fatta salva l’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia e per la scuola dell’infanzia, che continua a svolgersi integralmente in presenza».

Disposta, dal 7 al 15 gennaio, «la sospensione, in presenza, di tutte le altre attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza, rimettendo in capo alle autorità scolastiche la rimodulazione delle stesse».Rimane garantita «la possibilità di svolgere attività in presenza, qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali».

«Partendo dal parere che il Cts nazionale ha comunicato al Governo a proposito dello stato pandemico in Calabria – spiega il presidente pro-tempore Spirlì –, ho ritenuto fosse necessario prendere un provvedimento che andasse a tutela della salute dei più giovani in questa fase di contagio caotico. In questo momento, per tranquillizzare le famiglie e i ragazzi stessi, e dopo aver sentito le rappresentanze dei sindaci ed essermi confrontato con tutti gli addetti ai lavori, mi assumo la responsabilità di disporre la didattica a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado a partire dai 6 anni fino alla maturità. Durante questo periodo non mancheremo di osservare eventuali cambi di intensità del contagio. Se dovesse diminuire, consentiremo a tutti la didattica in presenza, fermo restando che potremmo anche valutare l’opportunità di differenziare i territori a seconda del comportamento virus».

«È stata – osserva ancora Spirlì – una scelta sofferta e complessa, però a prevalere, ancora una volta, è il buonsenso calabrese. Mi auguro che le famiglie sappiano indirizzare, seguire, accompagnare i ragazzi nella didattica a distanza e che i ragazzi stessi, giustamente spronati, la portino avanti, come stanno facendo, giudiziosamente, da tanto tempo. La dad non è una vacanza prolungata, è una necessità. Non ci si può fermare nello studio, ma bisogna anche garantire la salute e l’incolumità di tutti». (rcz)

IL TESTO DELL’ORDINANZA DEL 5 GENNAIO 2021 (N. 1)

Riapertura scuole: caos in Calabria. E il consigliere regionale Pitaro chiede un tavolo di confronto

La riapertura delle scuole è in pieno caos. A tarda sera si attendevano istruzioni dalla Presidenza regionale, ma non sono pervenute. A questo proposito, il consigliere regionale del Gruppo MistoFrancesco Pitaro, in merito alla riapertura della scuola, prevista per il 7 gennaio, ha sottolineato che è necessario che la Regione convochi un tavolo di coordinamento tra Prefetture, dirigenti scolastici e le rappresentanze dei genitori per fare il punto sulle modalità di ripresa delle attività didattiche alle superiori.

«La comunicazione emanata da Viale Trastevere  – ha spiegato Pitaro – prescrive che le entrate a scuola dei ragazzi dovranno essere scaglionate in due turni – uno alle 8,00 e l’altro alle 10,00 – ma non si sono tenute presenti le logistiche che le Istituzioni scolastiche si erano già date. Ad avviso di chi nella scuola opera, si tratterebbe di decisioni incoerenti e foriere di preoccupanti disfunzioni assunte “a tavolino” senza considerare i problemi delle tante realtà eterogenee e le soluzioni offerte da chi vive realmente nella comunità scolastica».

Pitaro, per spiegare gli inconvenienti cui si andrebbe incontro, riporta le preoccupazioni di Michele Griffo, presidente del Consiglio di Istituto dell’IIS Petrucci–Ferraris–Maresca di Catanzaro, e di Edoardo Poerio Piterà, presidente del Consiglio di Istituto dell’ITTS Ercolino Scalfaro di Catanzaro, istituti in cui «si ha una popolazione scolastica che, per circa il 60%, è pendolare: ragazzi (di cui il 90% minori) che per poter essere a scuola la mattina partono dai loro domicili alle 7, costretti, stando le disposizioni in atto, a restare fuori dalla scuola fino alle 10 per poi, uscendo alle 15, restare in strada fino alla partenza dell’autobus che solitamente è prevista intorno alle 17».

«Inoltre – hanno aggiunto – lo scaglionamento orario con ingresso alle 10 espone un gran numero di studenti ai disagi della stagione invernale, oltre a favorire formazioni di gruppi all’esterno delle diverse istituzioni scolastiche. A queste difficoltà si aggiunga l’inefficienza dei trasporti, visto che alcune periferie ne sono sprovviste (borghi silani, frazioni e quant’altro)».

«Appare evidente – ha concluso Pitaro – che l’impatto della circolare ministeriale sulla comunità scolastica sarebbe devastante. Se non si armonizzano le scelte nazionali con quelle regionali e locali, si vanificherà l’obiettivo principale di ridurre l’esposizione degli studenti e delle loro famiglie al rischio di contagio, rallentando notevolmente la ripresa socio-economica di tutta la Regione». (rrc)

Scuola, il consigliere regionale Sainato: «Riaprire in sicurezza, attenti al territorio»

Il Consigliere regionale Raffaele Sainato durante la tavola rotonda online “Scuola e libertà educativa per una Nazione che riparte” da lui organizzata insieme al settimanale Riviera, ha messo in evidenza la necessità di riaprire in sicurezza, tenendo conto delle criticità territoriali.
«La pandemia – ha detto Sainato – ha di fatto messo a nudo molte criticità in Italia e tra queste, sicuramente, quelle relative alla scuola. La situazione che stiamo vivendo è straordinaria. L’epidemia è ancora in pieno corso, potrà essere tenuta sotto controllo solo con gli adeguati comportamenti e con i risultati che la ricerca scientifica sta ottenendo e il sistema scolastico è chiamato ancora una volta a fare la sua parte, come già successo negli scorsi mesi. Le problematiche del settore sono chiare a tutti e anche le modalità d’intervento, ma l’obiettivo prioritario rimane, sempre e comunque, la riapertura della scuola, in sicurezza. Con la premessa che occorre risolvere ogni nodo prima di dare il via libera incondizionato, considerando ovviamente quale sarà l’andamento della curva. E dunque trasporti da incentivare, orari scaglionati, esclusivamente nei territori dove sarà possibile prevedere tale soluzione, sicurezza sanitaria e quindi tamponi rapidi, sono una parte dei problemi da risolvere affinché si possa tornare finalmente in classe. In particolare bisogna intervenire sugli scolastici, sia dal punto di vista strutturale che sanitario, la rivalutazione del lavoro di insegnanti, dirigenti, personale scolastico, troppo spesso sottopagato e la reintroduzione del concetto di meritocrazia, o meglio, sostegno economico a chi lavora in zone che richiedono un maggior impegno personale da questo punto di vista.
«Nell’immediato – ha evidenziato Sainato – sarà necessario occuparsi della didattica a distanza, per garantire che tutti gli studenti possano essere in grado e abbiano i mezzi per collegarsi e seguire le lezioni da casa. Ci sono ancora troppe famiglie in difficoltà, una difficoltà ulteriormente acuita dal periodo di mancanze e restrizioni che stiamo vivendo. Sarà inoltre necessario garantire il giusto rapporto tra scuola pubblica e paritaria, favorendo e non ostacolando, il ruolo positivo che quest’ultima ricopre nelle zone dove la scuola pubblica non è presente, o non lo è in maniera capillare. Abbiamo un dovere civico verso i ragazzi, i nostri figli, ed è arrivato il momento di ripartire. La pandemia ci ha insegnato che bisogna ricominciare, facendo quello che negli anni passati non è stato fatto e tenendo conto anche delle criticità che arrivano dal territorio. Regioni e Comuni, con i quali andranno concordati tempi e modalità di riapertura, potranno infatti garantire importante supporto informando sulle diverse criticità locali riscontrate, delle quali il Governo centrale dovrà tenere conto per la riorganizzazione dell’intero sistema scolastico. Due sono i punti fermi per il nostro futuro: sanità e scuola. E proprio riguardo la scuola dobbiamo impegnarci, e senza colore politico, per costruire il nuovo futuro uniti, sotto un’unica bandiera, quella della scuola, appunto
All’evento in streaming, moderato dal giornalista ed editore Wladimir Rosario Condarcuri, ha partecipato anche suor Anna Monia Alfieri, esperta di sistemi educativi e dirigente di scuole paritarie, che ha sottolineato: «È evidente che perché riparta il Paese occorre che riparta la suola, una scuola che deve ripartire nei contenuti. Corriamo il rischio di perdere la parte educativa, e un patrimonio culturale la cui mancanza sarebbe senza precedenti. Molto è stato fatto con il Dl Rilancio, con la legge di Bilancio, ora bisogna approfittare del Recovery Fund e investire in una scuola».
Tra gli altri partecipanti alla tavola rotonda anche le deputate Valentina Aprea di Forza Italia e Paola Frassinetti di Fratelli d’Italia; la senatrice Valeria Fedeli del Partito Democratico; la senatrice Silvia Vono; l’Assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio; il sindaco di Roccella jonica, Vittorio Zito e la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Marina di Gioiosa Mammola, Giuliana Fiaschè. (rrc)

Mobilità e scuola, Marcello Anastasi (Iric): troppo svantaggiati gli studenti calabresi

Il capogruppo di Io resto in Calabria al Consiglio regionale Marcello Anastasi con una nota stigmatizza la disparità di diritti per i ragazzi calabresi e i loro coetanei nelle scuole del resto d’Italia, soprattutto per quel che riguarda la mobilità e i trasporti pubblici da per gli istituti scolastici.

«Le ragazze e i ragazzi che nascono e crescono in alcune zone della Calabria – afferma Anastasi – non hanno gli stessi diritti dei loro coetanei di altri territori. In particolare, la grave mancanza di collegamenti tramite trasporto pubblico tra alcuni Comuni della Piana di Gioia Tauro non assicura che gli studenti abbiano l’opportunità di scegliere il percorso scolastico che vorrebbero, costringendoli di fatto a decisioni forzate che negano la loro libertà di crescita culturale e sociale». Anastasi, ha sottoposto la questione all’assessore alle Infrastrutture e Trasporti  Domenica Catalfamo e all’assessore all’Istruzione Sandra Savaglio.

«Per molti studenti – rileva Anastasi – risulta materialmente impossibile raggiungere alcuni istituti scolastici e questo genere di limitazioni non rappresenta una mera questione logistica ma incide profondamente sul diritto allo studio. Mi preme, in particolare, tra le tante segnalazioni pervenute, fare presente gli scarsi collegamenti esistenti tra Cinquefrondi, Polistena, Melicucco e Rosarno, centro strategico nella Piana in cui ci sono scuole di grande pregio che vantano numerosi iscritti quale l’Istituto “Piria”. Anche Rizziconi risulta essere scollegata con Rosarno e Oppido Mamertina, altrettanto si verifica tra San Ferdinando, Rosarno, Laureana di Borrello e i Comuni limitrofi delle Pre-Serre verso Cinquefrondi e Polistena. In questi ultimi centri – prosegue il consigliere regionale – vi sono indirizzi scolastici peculiari presso il Tecnico Industriale ‘Conte Milano’ per lo studio di Informatica e Telecomunicazioni, Elettronica ed Elettrotecnica, Grafica e Comunicazione, Meccanica, Meccatronica ed Energia; presso l’Istituto ‘Renda’ per lo studio di Servizi Commerciali, Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera; presso il Liceo ‘Rechichi’ per lo studio di Scienze Umane-Linguistico, Economico-Sociale e Musicale. Particolarmente strategico è da considerarsi anche il Comune di Cittanova dove è possibile frequentare gli indirizzi di studio Artistico e Classico dell’Istituto ‘Gerace’, nonché Sportivo, Scienze Applicate e Scientifico presso il Liceo ‘Guerrisi’. Le famiglie delle comunità pre-aspromontane di Delianuova, Scido, Santa Cristina d’Aspromonte, Cosoleto-Sitizano hanno notevoli difficoltà nel raggiungere altri Comuni in cui ci sono scuole come l’Istituto ‘Gemelli Careri’ di Taurianova-Oppido Mamertina che comprende gli indirizzi di Liceo Scientifico, Amministrazione Finanza e Marketing, Informatica e Telecomunicazioni, Agricoltura e Ambiente, Costruzioni, Ambiente e Territorio.

«La mancanza di sufficienti mezzi di trasporto pubblico impedisce – è la denuncia di Anastasi – di poter serenamente decidere dove iscriversi per l’anno scolastico 2021/2022, la cui scadenza è prevista per il 25 gennaio prossimo. Attualmente, è in atto l’Orientamento scolastico a favore delle ragazze e dei ragazzi di terza media e le famiglie lamentano la necessità di un piano riorganizzativo del trasporto pubblico più funzionale in tutta la Piana di Gioia Tauro. L’assessore Catalfamo, che ringrazio per la solerte risposta, mi ha fatto sapere che la Regione sta affiancando le Prefetture che hanno il compito del coordinamento per la predisposizione dei piani operativi per la ripresa scolastica del 7 gennaio e mi ha assicurato che quanto le ho segnalato verrà certamente approfondito.

«Alla luce della mia storia personale e delle mie esperienze sul territorio, continuerò a sollecitare la Regione e a farmi portavoce delle istanze delle comunità – conclude Anastasi – specie per ciò che riguarda la scuola, perché non è accettabile che migliaia di ragazze e ragazzi nel pieno del loro sviluppo formativo e sociale non abbiano garantita parità di accesso agli indirizzi di studio più confacenti alle loro vocazioni e prospettive future». (mp)

 

Melicchio (M5S): Più di 160 mila euro alle Scuole della Calabria

In Calabria verranno finanziati 96 istituti scolastici con un importo totale di 161 mila euro. Lo ha reso noto il deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Cultura alla Camera, Alessandro Melicchio, che ha spiegato che, grazie al Decreto Ristori, approvato in Consiglio dei Ministri, sono state stanziate ulteriori risorse per la didattica digitale integrata, che permetteranno a stretto giro l’acquisto di oltre 200mila nuovi dispositivi e oltre 100mila strumenti per le connessioni.

«Inoltre – ha spiegato il deputato Melicchio – grazie ad un decreto firmato dal ministro Lucia Azzolina, sarà possibile concedere alle scuole secondarie di secondo grado altri fondi per garantire la connessione e, quindi, la didattica digitale integrata a studentesse e studenti che ne fossero ancora privi».

«Sono 40 le scuole in provincia di Cosenza – ha proseguito Melicchio – a ricevere il finanziamento per una somma totale di più di 66mila euro, 18 sono gli istituti assegnatari di quote in provincia di Catanzaro, per più di 31mila euro, 6 scuole per 9mila euro sono in provincia di Crotone, 10 scuole per più di 16mila euro in provincia di Vibo Valentia e 22 sono gli istituti ricadenti nella città metropolitana di Reggio Calabria, per un finanziamento di più di 37mila euro».

«Queste somme – ha aggiunto – serviranno a garantire la connessione e, quindi, di poter avvalersi della didattica a distanza, agli studenti meno abbienti. Anche la scuola quindi,  insieme ad imprese e lavoratori, occupa un posto importante del nuovo decreto del governo per contrastare le conseguenze dell’emergenza epidemiologica». (rp)

Granato (M5S): No alla chiusura delle scuole superiori e medie in Calabria

Per la senatrice del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato, la «paventata chiusura elle scuole superiori e medie preannunciata nottetempo dal presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, deve essere assolutamente evitata: è nostro dovere tutelare il diritto all’istruzione delle ragazze e dei ragazzi che in questa regione continuano ad essere penalizzati. La scuola resta una priorità».

«Chiudere tutte le scuole secondarie in tutto il territorio – ha spiegato la senatrice – in presenza di protocolli ministeriali chiari che dispongono degli interventi “chirurgici” laddove si manifestino contagi, costituisce una ingiustificabile negazione di un diritto costituzionale fondamentale a studenti e famiglie calabresi. Non è tempo di lockdown generalizzati ma di interventi mirati, non è il caso di chiudere le scuole superiori in quelle regioni, come la Calabria, dove si registra una forte dispersione scolastica e la socialità è già stata gravemente compromessa. Per non parlare delle disparità di trattamento ai danni degli studenti che non si trovano in situazioni economiche tali da poter fruire degli strumenti imprescindibili alla Dad: connessione internet, tablet, ipad, smartphone».

«Chiudere le scuole – ha aggiunto – per vedere ragazzi e ragazze riversati nelle strade e nelle piazze, nei luoghi della movida sbarrati la sera ma aperti senza limiti e controlli mattina e pomeriggio? L’idea di chiudere addirittura anche le scuole medie, che sono distribuite in modo capillare su tutto il territorio regionale, e che quindi non implicano nemmeno spostamenti con mezzi pubblici da parte degli studenti, sarebbe poi fuori da qualsiasi compatibilità con le indicazioni ministeriali che ammettono il ricorso alla didattica a distanza al massimo in modalità integrata alle superiori. Gli istituti comprensivi del primo ciclo sono diffusi capillarmente sul territorio dei vari comuni per cui i ragazzi vi si recano a piedi e all’interno vengono rispettati rigidi protocolli che garantiscono lo svolgimento delle lezioni in sicurezza: in quel segmento scolastico la modalità a distanza è sconsigliata per l’elevato rischio di esclusione e di dispersione che ne deriva per gli studenti che vivono situazioni di disagio economico e povertà educativa, Bes, Dsa, disabili e chi più ne ha più ne metta».

«Dad, quindi – ha proseguito la Granato – significa penalizzare la formazione, complicare la didattica, mettere in difficoltà la gestione delle famiglie che quotidianamente sono alle prese con problematiche che l’emergenza sanitaria ha solo complicato. Invitiamo il presidente facente funzioni a desistere da questa decisione ed escludere le scuole dalle misure di contenimento della diffusione del virus, e predisporre l’ordinanza che ha preannunciato senza ricorrere alla didattica a distanza».

«Sarebbe preferibile e opportuno – ha concluso la senatrice del Movimento 5 Stelle – aprire un tavolo con le istituzione per individuare soluzioni alternative e proficue che non sacrifichino il diritto allo studio degli studenti calabresi. Se Spirlì si aspetta  di avere  il benestare della ministra Lucia Azzolina in questa operazione, è completamente fuori strada». (rp)