L’importanza delle competenze per la crescita e lo sviluppo

di FRANCESCO RAO –  L’occasione per il Sud. È stato questo il tema che ha riunito i vertici delle tre maggiori sigle sindacali Italiane a Siderno, Città di quella Locride che l’Europa indica come uno dei territori maggiormente segnati da una crisi sistemica che il tempo ha marcato con tratti apparentemente indelebili. 

Lunedì sera è stata l’occasione per intravedere da vicino e toccare con mano la futuribilità di un progetto che la Calabria in passato ha visto soltanto passare da lontano; respirare l’aria di ottimismo e incrociare gli sguardi delle persone che hanno scelto di trascorrere una serata per condividere un sogno comune che proprio il Pnrr può dare all’Italia e soprattutto alla Calabria è stato emozionante. Tutto ciò non è accaduto per caso.

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Visti i natali di Pierpaolo Bombardieri e di Gigi Sbarra, rispettivamente di Pazzano e Marina di Gioiosa Ionica, si è materializzata l’occasione per poter contare anche sulla presenza di Maurizio Landini ed avviare un confronto molto ampio, su temi delicatissimi che riguardano il futuro dei nostri giovani, della nostra economia e del nostro sviluppo. Risolvere la Questione Meridionale significa ancora risolvere le difficoltà dell’Italia. La discussione è stata colma di entusiasmo, alle domande dei giornalisti, le persone accorse ad ascoltare i segretari nazionali di Cigl, Cisl e Uil non hanno esitato ad applaudire ma soprattutto ad ascoltare attentamente quanto detto. Prima di dare inizio all’incontro, tenutosi in Piazza Portosalvo, i tre segretari hanno ascoltato la voce dei 42 sindaci della Locride durante l’incontro avvenuto nell’Aula del Consiglio Comunale di Siderno.

Il presidente dell’Assemblea dei Sindaci della Locride, Caterina Belcastro, ha illustrato ai segretari confederali un documento corposo e ricco di quelle puntualizzazioni destinate ad essere non il solito pianto della disperazione ma una mappa di criticità da tenere in considerazione per poter realizzare e consolidare in un futuro molto breve l’avvio di una inversione di tendenza. Il dato di particolare interesse, fornito nei vari interventi, si è materializzato nella diffusa consapevolezza dettata dalla necessità di guardare alle competenze ed alla capacità di predisporre progetti che siano in linea con gli indicatori europei. Personalmente, ho inteso la consistenza di questo passaggio, come un vero e proprio spartiacque rispetto al passato. Sappiamo benissimo che i ricordi dell’assistenzialismo sono ancora vivi nella memoria del nostro tessuto sociale.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi, attività all'aperto, folla e il seguente testo "Sud"

Sappiamo anche che è diffusa una resistenza sociale al cambiamento che passa proprio nel non percepire le opportunità, poste alla nostra attenzione dall’Europa, come una straordinaria opportunità di crescita strutturale. Proprio su questa linea si sta rischiando di bruciare il tempo, le occasioni e le opportunità.  Spesso si intravede nell’eccesso di confronti, proposte e discussioni animate la perdita di vista degli obiettivi. Questa volta, per la prima volta a mia memoria, non ci viene proposta l’idea di costruire una cattedrale nel deserto ma ci viene offerta l’occasione di rendere il deserto un piccolo arredo destinato ad arricchire la bellezza dell’opera. Insomma, se in passato era importante costruire opere per spendere soldi, questa volta saremo chiamati a progettare opere che dovranno generare opportunità concrete in tempi molto brevi.

Ci saranno anche importantissime riforme da presentare all’Europa e proprio su questo campo, bisogna iniziare a lavorare predisponendosi ad un diverso approccio nel quale le rispettive posizioni praticate dal mondo della politica, secondo una mia visione, dovranno pur mantenere le radici partitiche ma bisognerà riuscire a superare quei limiti invalicabili, paragonabili ai muri invalicabili che nel Secolo scorso chiamavamo ideologie ed aprire all’idea del bene comune. Proprio mentre gli interventi dei massimi rappresentanti sindacali si alternavano, il mio pensiero andava alle difficoltà quotidiane vissute dai Sindaci di questo territorio. Al costante assottigliamento della disponibilità di Risorse Umane negli uffici, alle difficoltà di poter avviare concorsi pubblici per assumere dirigenti ed impiegati preparati per poter affrontare le nuove sfide, principalmente quelle inerenti ai fondi destinati al Sud, pensavo alla macchinosità della burocrazia ed al numero di autorizzazioni, permesse e delibere per realizzare opere che nella media non verranno concluse prima di 15-20 anni dalla progettazione.

Pensavo alla necessità di poter dialogare con i giovani professionisti, facendo comprendere loro che questo territorio ha bisogno del loro entusiasmo, delle loro idee, della loro visione per poter diventare un modello competitivo. Pensavo a quanti commentavano le prime foto postate sui social, con lo stesso sarcasmo e sfiducia di sempre, sentimento che molto spesso questo territorio ha visto crescere perché il politico ha chiesto il voto in cambio di un favore poi non rispettato. Pensavo al magone di quei genitori che hanno visto partire i loro figli per studiare in altre regioni d’Italia e poi rimanerci per sempre perché questa terra non ha dato lavoro ma spesso ha costretto ad emigrare. Questa mattina pensavo alla bellezza dei sogni e soprattutto pensavo alla forza dei sognatori. Dopo il Piano Marshall, occasione che ha consentito all’Italia di rialzarsi, stiamo assistendo ad una misura che interesserà il Meridione, storicamente collocato in antitesi allo sviluppo avvenuto nel Settentrione. Se allora mancava il capitale intellettuale per compiere il salto di qualità, ricordiamo che nell’immediato dopoguerra il tasso di analfabetismo nel meridione aveva una percentuale a due cifre, oggi, seppur in presenza di un divario Nord-Sud, potremmo essere agevolati dall’occasione offertaci dall’Europa che ha individuato nel Meridione l’area con maggiore bisogno di investimenti.

Per raggiungere l’obiettivo, dovremo svolgere un delicatissimo ruolo di facilitatori di sistema. Se tale affermazione appare difficile, la renderò più semplice declinandola con una semplice indicazione: confrontiamoci, discutiamo ma cerchiamo di non litigare. Il divide et impera, ha condotto sempre alla miseria i popoli. È questa la grande occasione per il Sud. (fr)

In copertina, il sociologo Francesco Rao con Maurizio Landini, segretario generale Cgil

SIDERNO (RC) – Luigi Brugnano è il nuovo presidente del Rotary Club di Locri

Con la cerimonia di passaggio del collare, Luigi Brugnano è il nuovo presidente del Rotary Club di Locri, subentrando a Vincenzo Schirripa, per l’anno 2021-2022.

La cerimonia, ha visto la presenza di Fernando Amendola,  primo Governatore del nuovo Distretto 2102 Calabria del Rotary International (Distretto nato dalla scomposizione del Distretto 2100 che comprendeva oltre la Calabria anche la Campania, dal 1° Luglio divenuta Distretto 2102,  e parte della Basilicata, oggi riunificata nel Distretto 2120 con la Regione Puglia), di Presidenti di Club calabresi e di altre importanti cariche rotariane.

Ha esordito Vincenzo Schirripa, che ha “spillato” il nuovo socio, Paolo Commisso, presentato da Salvatore Spagnolo che ne ha descritto il brillante curriculum, fornendo un ampio resoconto sulle molteplici attività svolte  dal Club nel corso dell’anno sociale appena concluso, malgrado le difficoltà e gli impedimenti causati dalla pandemia da Covid-19. 

Ha, quindi, preso la parola il neo Presidente Luigi Brugnano, il cui mandato coprirà l’anno compreso tra il primo luglio 2021 ed il 30 giugno 2022, tracciando le linee guida del programma del Club, fondato principalmente sull’attenzione verso il territorio e la riconferma di alcuni progetti già consolidati negli anni precedenti. Non è mancato il riferimento alle evoluzioni in atto nel mondo dell’associazionismo, all’attenzione verso le giovani generazioni ed alla ricerca delle possibili utili sinergie con le altre associazioni e Club service presenti nella Locride.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Governatore Fernando Amendola che ha tenuto a sottolineare, nell’ambito di un articolato discorso, l’impegno che il neonato Distretto sta già profondendo e che, ancor di più, profonderà durante tutto l’anno rotariano in favore della Calabria e delle esigenze della società calabrese, in collaborazione ed a supporto di tutti gli altri soggetti seriamente e concretamente impegnati su queste tematiche. (rrc)

In copertina, da sinistra, Schirripa, Brugnano e Amendola

Manifestazione unitaria di Siderno, i Comuni della Locride chiedono interventi sul territorio

In occasione della manifestazione unitaria di Siderno, che ha visto la presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio LandiniLuigi SbarraPierpaolo Bombardieri, l’Associazione Comuni della Locride, ha presentato un documento, a firma di Caterina Belcastro, presidente Assemblea dei Sindaci della Locride e di Giuseppe Campisi, presidente del Comitato dei Sindaci della Locride, ai sindacalisti in cui chiedono interventi sul territorio.

«L’Assemblea dei Sindaci della Locride – si legge nel documento – ricomprende al suo interno i Sindaci dei 42 Comuni dell’intera fascia costiera.  La Locride è il nome in cui si identifica un’area della Città Metropolitana di Reggio Calabria sul versante Jonico della Calabria. Un territorio unico intriso di arte e storia, incastonato tra l’Aspromonte e il mare Jonio dal quale gli antichi greci portarono la cultura e la grandezza dell’Ellade».

«I 42 sindaci riuniti nell’Associazione dei Comuni della Locride – si legge ancora – nel ringraziarvi per la vostra presenza, sottopongono alla Vostra attenzione questo breve, ma intenso documento affinché, in questo particolare contesto storico, vengano guardate con la giusta attenzione le istanze del nostro territorio. La fase storica che stiamo vivendo ci consegna profonde trasformazioni legate al diffondersi della pandemia da Covid-19. L’eccezionalità del momento ha fatto emergere nuovi bisogni e acuito antiche e nuove disuguaglianze. L’emergenza sanitaria ha avuto conseguenze pesanti su un mercato del lavoro già fermo da decenni». 

«Gli indicatori sociali ed economici – continua il documento – ci consegnano un quadro molto preoccupante, ancora di più, in Calabria e nella Locride. In questi anni i sindaci, sempre in prima linea, con dignità e orgoglio, hanno portato avanti tantissime battaglie rivendicando il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, alla mobilità, allo sviluppo per questo territorio, tutti costituzionalmente riconosciuti ma tutti puntualmente negati.  Abbiamo denunciato le carenze strutturali della sanità territoriale e dell’Ospedale di Locri, abbiamo insistito sulla necessità di migliorare l’accessibilità di questa area portando all’attenzione delle Istituzioni competenti la questione della Strada Statale 106 e della Ferrovia Jonica, dell’ammodernamento della Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno e della realizzazione dell’attraversamento Bovalino-Bagnara». 

«Abbiamo insistito e, insistiamo – continua – sulla necessità della messa in sicurezza del territorio, sul quale le conseguenze del dissesto idrogeologico le viviamo sulla nostra pelle ogni qualvolta si verificano, sempre più spesso, eventi metereologici di eccezionale portata. Potremmo continuare, ma correremmo il rischio di ripeterci e di ripetere, inutilmente, argomenti a Voi tutti ben noti.  Sono temi sui quali piccoli e timidi passi sono stati fatti, ma moltissimo resta ancora da fare. Continueremo caparbiamente a portare avanti le nostre battaglie affinché ai nostri cittadini possano esse garantiti, su questo territorio, i diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione».

«Continueremo a lavorare e rappresentare lo Stato – si legge ancora – quale Istituzione più prossima ai cittadini, per costruire in questa nostra terra spazi di libertà dove tutti, ed in particolare i nostri ragazzi che oggi si vedono costretti a partire, possano costruire i percorsi realizzativi della propria esistenza.  Non è retorica: quotidianamente tanti amministratori dedicano con passione e sacrificio la loro vita per migliorare la condizioni delle proprie comunità. Lo fanno spesso nel silenzio, senza clamore, con fatica, rendendo concreti e tangibili la democrazia, la partecipazione, la solidarietà, la legalità, l’amministrazione della cosa pubblica, che spesso sembrano parole vuote».

«Continueremo, dunque – dice il documento – a fare il nostro dovere, e non possiamo sottrarci dal portare alla vostra attenzione alcune questioni specifiche strettamente legate alla vita dei nostri Comuni. Probabilmente saranno delle cose a voi note, ma abbiamo il dovere di ribadirle. Ci sono due servizi in particolare, strettamente legati al tema della transizione ecologica, che pesano sulla vita amministrativa dei Comuni e la cui efficienza gestionale è la precondizione per l’avvio di qualsiasi azione di sviluppo del territorio, soprattutto in chiave turistica».

«La gestione del ciclo integrato delle acque e dei rifiuti – viene spiegato – rappresentano, ancora oggi, per la stragrande maggioranza dei Comuni una criticità che si riverbera necessariamente sulle condizioni finanziarie degli enti: i maggior costi dovuti alle carenze strutturali e gestionali e la non adeguata capacità di riscossione creano forti scompensi nei bilanci degli Enti. Servono investimenti sulle reti, sugli impianti e serve soprattutto garantire un modello di gestione pubblico efficiente. In questi anni gli stringenti parametri dentro cui si è dovuta contrarre la spesa pubblica hanno reso gli organici dei comuni ridotti al minimo. Paradossalmente l’avvio del percorso di superamento del precariato storico degli Lsu/Lpu impiegati negli enti locali ha prodotto una drastica diminuzione della forza lavoro a disposizione dei Comuni. Nella stragrande maggioranza dei casi si è passati dalle 26 ore settimanali dei contratti a tempo determinato alle 18 ore dei contrati a tempo indeterminato. Al precariato storico si è aggiunto più recentemente un altro bacino di precari che è quello dei “tirocinanti”, vicenda sulla quale ancora in queste ore si sta consumando un dibattito che non dà nessuna certezza per il futuro».

«I Comuni – viene spiegato ancora – hanno la necessità di correre verso la creazione di strutture in grado di erogare i servizi ai cittadini e di affrontare la necessaria transizione digitale: devono poter contare su lavoratori motivati e devono poter selezionare personale in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro. Qualche tecnico in più dentro gli uffici tecnici dei Comuni non basta per affrontare e risolvere il problema dell’efficienza della pubblica amministrazione. Se saremo chiamati a dover essere parte attiva nei processi di spesa per investimenti programmati per i prossimi anni (Pnrr, Fondi Coesione, ecc.), nella condizione in cui siamo sarà difficile adempiere in maniera rapida e puntuale».

«Per questo – viene detto – chiediamo alle Organizzazioni Sindacali di farsi essi stessi promotori di un dibattito che possa portare ad un intervento governativo risolutivo sul tema del lavoro all’interno dei Comuni. Serve un superamento definitivo del precariato, storico e recente, con contratti a tempo pieno e non parziale, anche per dare dignità ai tanti lavoratori che vivono una condizione francamente insostenibile. Tale processo non deve ovviamente “pesare” sui Comuni che devono poter mantenere inalterata la propria capacità assunzionale al fine di non inficiare l’avvio di processi di ricambio all’interno della pubblica amministrazione attraverso l’avvio di concorsi pubblici. Le politiche sul lavoro e sull’occupazione, sia nel comparto pubblico che privato, sono determinanti per aumentare rapidamente la competitività e l’attrattività di questo territorio. Questa è la direzione giusta, mettere in campo tutte le strategie e le azioni possibili per perseguire questo obiettivo. La sfida è ardua ma non impossibile. La Zes, di cui auspichiamo un effettivo avvio dell’operatività, può rappresentare un motore di ripresa economica, un volano di sviluppo i cui effetti occupazionali e socio-economici potrebbero e dovrebbero riguardare anche questa area attraverso un diretto coinvolgimento».

«Non vogliamo consegnarvi un “pianto di dolore” – si legge ancora – né pensiamo che la soluzione salvifica ai nostri problemi debba arrivare da chissà dove. Non siamo una classe dirigente rassegnata, tutt’altro: siamo consapevoli e responsabili, sappiamo che dovremmo essere noi e le nostre comunità a dover lavorare. Questa è una terra bella, dove ci sono energie positive, bellissime esperienze di vissuti politici, sociali e imprenditoriali. Con umiltà, consapevolezza e responsabilità da un lato, e con dignità, coraggio, fermezza e orgoglio dall’altro, chiediamo e rivendichiamo attenzione per un territorio che ha la volontà di trasformare le proprie potenzialità in occasione di crescita economica e ricchezza sociale, per sè stesso e per l’intero Paese». 

«In questo – si legge – il Lavoro diventa lo strumento determinante, individuale e collettivo, per liberare le nostre comunità da vessazioni e soprusi che nel tempo hanno subito e che non sono più disposte a subire. Confidiamo nella vostra proficua collaborazione e capacità di ascolto, consci che siete consapevoli della condizione che questo territorio vive, tenuto conto che in particolare per due di voi, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, la Locride è la terra dove siete nati e cresciuti.  Certi della vostra sensibilità, Vi chiediamo di farvi interpreti dei bisogni e delle istanze di questa terra e di rivendicare, insieme a noi, diritti». (rrc)

In copertina, Caterina Belcastro

SBARRA: IL CORAGGIO DEL MEZZOGIORNO
PER RISCATTARE LO SVILUPPO CALABRESE

di LUIGI SBARRA – Unitariamente a Siderno, nel cuore della Locride, a rinnovare l’impegno coerente di Cgil, Cisl, Uil sulle tante criticità dell’estremo Sud della nostra penisola, a sostenere la voglia di riscatto della comunità calabrese che non vuole perdere le opportunità del Recovery Fund e dei piani di sviluppo e crescita previsti dal Governo.

È stato un segnale importante, fortemente sostenuto dalla Cisl, l’approvazione dell’emendamento al decreto Semplificazioni che ‘blinda’ il capitolo Mezzogiorno nel Pnrr prevedendo che il 40% delle risorse, anche nei bandi, sia indirizzato al Sud. Avviare il motore sociale e produttivo delle nostre zone deboli significa, infatti, far ripartire l’intero Paese: un obiettivo che riguarda tutti e che deve vedere ogni soggetto sociale e istituzionale coinvolto nel cantiere dello sviluppo. Quello che serve ora è una attivazione rapida ed efficace degli investimenti pubblici, con un controllo stringente su crono-programmi, trasparenza, legalità, qualità e stabilità del lavoro.

La ripartenza economica e sociale attraverso un vero governo della transizione digitale, ambientale, energetica va concertata, anche e soprattutto al Sud, per garantire il pieno utilizzo delle risorse senza la polverizzazione dei progetti, per assicurare tempi certi di realizzazione, buona qualità della spesa e condizioni chiare che leghino le dotazioni finanziarie a forti incrementi occupazionali.

Questo è per la Cisl un punto centrale. È ora di smetterla con gli incentivi a pioggia per imprese che non si impegnano a investire nel Sud, ad assumere a tempo pieno giovani, donne, disoccupati meridionali. Basta con le multinazionali che una volta incassati benefici fiscali e benefit, scappano via, come sta facendo in maniera inaccettabile la Whirpool a Napoli che, senza vergogna, rompe i patti e si defila in cerca di paradisi fiscali e di purgatori contrattuali, dove applicare il peggior dumping salariale, senza alcun rispetto per la dignità delle persone.

Il Mezzogiorno, con i sui gap infrastrutturali, con l’aumento della povertà, con le tante famiglie monoreddito, intercetta e amplifica tutte le criticità economiche, sanitarie e sociali. Riscattare il Sud alla crescita, alla coesione significa da sempre, e in questo momento più che mai, realizzare la migliore politica di sviluppo per tutto il Paese. Ma, questo processo di ricostruzione, ha bisogno di riforme concrete per cambiare la pubblica amministrazione, velocizzare i tempi della giustizia, tagliare le tasse a chi investe stabilmente nel sud, puntare ad un grande piano per la formazione delle nuove competenze. Solo agendo con determinazione su questi fronti, solo facendo vera convergenza, potremo raggiungere i livelli di crescita auspicati dal Governo nei prossimi anni.

Dalla nostra abbiamo due opportunità straordinarie. La prima: un’Europa che finalmente parla il linguaggio della solidarietà e della coesione. Il Recovery Plan guarda al Sud del continente ed il nostro meridione è la punta di lancia di questa sfida comunitaria. La seconda occasione è la “pax politica”, che assicura al Parlamento e al Governo Draghi una stabilità essenziale per le riforme. L’auspicio è che questa coesione duri e sappia agganciarsi stabilmente alla progettualità sociale, attraverso un nuovo patto ed una vera politica di concertazione che metta in priorità la ripartenza delle realtà deboli. 

In quest’ottica, la Calabria è la quintessenza della questione meridionale, e dunque il distillato di tutte le problematiche nazionali. Lavoro, sanità, infrastrutture, politiche industriali, povertà, legalità: non c’è voce che non trovi in questi territori le ferite più profonde. Sono nodi da sciogliere insieme, all’interno di un Patto per la Calabria che muova un pezzo importante del Next Generation Italia sul territorio, per sbloccare infrastrutture e investimenti produttivi, politiche sociali e occupazionali, fiscalità di sviluppo e strategie industriali.

Vanno riscattate le aree interne, rilanciata la portualità e le reti viarie, avviato un grande piano per il risanamento idrogeologico. E, poi, bisogna sbloccare le assunzioni pubbliche, stabilizzare il precariato storico, ammodernare le scuole, gli ospedali ed i servizi pubblici, con una guerra ad ogni forma di criminalità e malaffare. Questo serve alla Calabria e al Sud. Bisogna estendere il perimetro delle responsabilità e pretendere dalle amministrazioni regionali e locali il massimo della trasparenza, della rapidità decisionale, della competenza.

Lo diremo con forza a Siderno: il Mezzogiorno è il terreno dove si combatte una battaglia morale ed economica che non possiamo perdere. Il costo sarebbe altissimo, da ogni punto di vista. Fallire significherebbe marginalizzare un terzo della popolazione, cristallizzare un’economia perpetua della sopravvivenza e “meridionalizzare” l’intero Paese, condannandolo a bassi tassi di crescita e sviluppo. Tutto questo il sindacato non può permetterlo. Per questo siamo mobilitati, in Calabria e nel resto del Paese. Va aperta una stagione di riforme e di investimenti che non lasci indietro nessuno e punti ad unire il Paese con il protagonismo dei lavoratori. 

Luigi Sbarra è Segretario Generale Cisl.

Il testo è la lettera che il segretario della Cisl ha inviato al Direttore del Quotidiano Del Sud / L’Altravoce dell’Italia Roberto Napoletano, in occasione della manifestazione di Siderno.

[Courtesy Il Quotidiano del Sud]

SIDERNO (RC) – La presentazione del libro “Il Fago” di Paolo Fragomeni

Domenica 25 luglio, a Siderno, alle 21.30, al podere “Martin” di Contrada Piterna, è in programma la presentazione, in anteprima, del libro Il Fago di Paolo Fragomeni, edito da Radici Future.

Dialoga con l’autore Gianluca Albanese.

Dai ricordi dell’infanzia dell’autore e dai racconti di chi c’era prima di noi, emerge, maestosa, la figura di un gigantesco faggio (Il Fago, appunto) attorno al quale si snoda tutta una serie di vicende in cui l’eterno rapporto tra l’uomo e gli elementi della natura si esalta nel duello tra il cacciatore Salvo e il lupo Lumbra.

Tanto, tutti i sentieri portano al gigantesco “Fago”, origine ed epilogo di tutto ciò che ruota attorno.
Nell’Aspromonte, la montagna della luce, dichiarata di recente patrimonio dell’Unesco. (rrc)

Elezioni, l’appello di Fragomeni a Draghi: si adottino tutte le misure per permettere di votare

La candidata a sindaco di Siderno, Mariateresa Fragomeni, ha fatto un appello al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, affinché «adotti tutte le misure più opportune, nella sola ottica di garantire e tutelare la normale vita democratica del Paese».

Tale appello arriva dal rischio di una quarta ondata di covid, in autunno, a causa della variante Delta, in cui notizie stampa «annunciano che, proprio in vista di un nuovo lockdown, il Governo stia pensando di anticipare le elezioni regionali ed amministrative al 19 settembre, anticipando quindi la finestra del voto di un mese – ha illustrato Fragomeni –. La paura dell’aumento dei contagi è sicuramente fondata (come dimostrano le rilevazioni di questi giorni) ma, come spesso avviene nel nostro Paese, la discussione si sta spostando dal piano sanitario a quello politico, col serio rischio che dei preconcetti ideologici (o dei meri calcoli opportunistici) finiscano per sovrapporsi e comprimere, ulteriormente, le normali dinamiche della democrazia rappresentativa».

«La spinta principale – ha spiegato – a fare questo tipo di appello deriva dall’assurda situazione che sta vivendo la mia città, Siderno, terzo comune – per dimensioni e popolazione – della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che da oltre tre anni è commissariata, quando il termine di legge, anche con le proroghe straordinarie, non potrebbe in alcun caso superare i 24 mesi».

«Un Comune – piccolo o importante che sia – non può rimanere, per così tanto tempo – ha spiegato ancora – senza un’amministrazione democraticamente eletta; i suoi cittadini non possono essere lasciati allo sbando, senza una guida politico amministrativa che si faccia carico di risolvere i problemi del territorio. Sono pertanto a chiedere che non si finisca, proprio come lo scorso anno, per rinviare nuovamente le elezioni amministrative, scegliendo piuttosto – e più prudentemente – di anticiparle, ove questa scelta consenta di prevenire gli effetti di una probabile quarta ondata».

«Quello che è certo – ha concluso – è che sarebbe inaccettabile che, ancora una volta, a rimetterci siano i cittadini sidernesi, che hanno il sacrosanto diritto, dopo oltre tre anni, di tornare finalmente alla normalità amministrativa. Confido pertanto in una decisione che sappia adeguatamente ponderare e bilanciare la tutela della salute, con le prerogative democratiche costituzionalmente garantite. Chiedo, infine, a tutte le forze politiche che hanno a cuore il ritorno alla democrazia per la nostra città, nel rispetto di un voto sicuro secondo le normative anti covid, di spendersi a tutela del diritto di voto dei sidernesi». (rrc)

LA CALABRIA TRASCURATA DALLA POLITICA
IL 26 A SIDERNO I SEGRETARI CGIL-CISL-UIL

di ANGELO SPOSATO – Il 26 luglio in Calabria, a Siderno, nella Locride, torneranno a distanza di due anni dalla manifestazione nazionale di Reggio Calabria i Segretari generali di Cgil Cisl Uil. Un segnale di forte attenzione del sindacato confederale nazionale verso la Calabria.

Con Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri, proveremo a mettere nuovamente al centro dell’attenzione nazionale i problemi del Sud, della nostra Regione, del lavoro, della salute, della legalità, del territorio. Una fase difficile per la Calabria che vive la più grave crisi economica, sociale, politica, dalla nascita del regionalismo.

Un Consiglio ed un a Giunta regionale decaduti per via della prematura scomparsa della Presidente Jole Santelli, nel pieno della pandemia, rischiano di compromettere ogni utile segnale di ripresa che potrebbe essere determinata dalle diverse ed ingenti misure economiche previste dal piano nazionale di ripresa e resilienza, dalla programmazione dei fondi Europei, dal bilancio nazionale.

Nonostante le ingenti risorse disponibili, assistiamo ad una privazione di ogni dibattito pubblico sui temi dello sviluppo, del lavoro, della salute, del territorio, degli investimenti. Grave l’assenza della politica nazionale e regionale che non mostra alcun interesse verso i bisogni dei cittadini calabresi, considerando la Calabria un problema di difficile soluzione. Grave l’assenza e l’atteggiamento dei partiti nazionali, che continuano a tergiversare concentrando la loro azione non su progetti concreti per superare la crisi, ma su scelte verticistiche ed elettorali, che non colgono la necessità di avviare un confronto con le migliori energie della Calabria per individuare un protagonismo di nuove classi dirigenti, dinamiche, fresche, giovani, capaci di misurarsi con le sfide dell’innovazione, della transizione economica, ecologica, energetica, sociale.

L’atteggiamento della politica nazionale verso la Calabria da l’idea dell’abbandono con un tentativo sterile di riproporre scelte con schemi del passato che non hanno nessuna proiezione innovativa, con vecchie logiche correntizie e di potere, che aprono praterie a populismi e sovranismi.

Occorre tornare al merito, ai contenuti, alle proposte vere per far uscire la nostra regione e l’intero Mezzogiorno dal cono d’ombra e da una crisi che potrebbe diventare irreversibile.

L’intero Sud, come il resto del Paese, ha necessità di strategie di sviluppo su base macroregionale. Servono investimenti veloci, non si ha tempo di aspettare anni.

Servono politiche industriali che producano lavoro. Al Paese, al Mezzogiorno serve produrre cose, beni, servizi. Il nostro Paese, nell’era della globalizzazione ha delocalizzato tutto. Occorre una strategia nazionale per riallocare le fabbriche e nuove filiere produttive, con i settori innovativi, puntando sulle nuove tecnologie digitali, sulle infrastrutture, le reti materiali e immateriali.

Anche le politiche per il commercio, il turismo, il terziario, l’ambiente, le infrastrutture, hanno necessità di una proiezione nazionale e macroregionale. Nessuno può farcela da solo, serve una visione di sistema e collettiva, con interventi mirati e con un cronoprogramma certo. Va riformato il Paese e la nostra regione, il ruolo della pubblica amministrazione deve aiutare questo processo riformatore. Ma occorre sbloccare il turn over nella pubblica amministrazione con un piani di assunzione nella scuola, negli enti locali, nella sanità, atteso che il piano Brunetta per le assunzioni nel Sud è stato completamente inadeguato.

Il ruolo del governo, del pubblico, diventa determinante nell’orientare il mercato della produzione. Negli Stati Uniti, nella più grande crisi economica del dopoguerra determinata dalla bolla finanziaria dei titoli tossici, la prima azione messa in campo dal Governo è stata quella di ricostruire il settore industriale e dell’auto, a partire da Detroit. Il nostro Paese non può uscire dalla crisi senza un piano strategico di sviluppo industriale, senza una visione strategica nello scenario internazionale, a partire dal ruolo strategico nel mediterraneo.

Le rotte internazionali, lo sviluppo della logistica, impone al nostro Paese di fare scelte che facciano recuperare i divari che sono aumentati sia a livello internazionale, dove la precarietà del lavoro e la poca competitività delle Imprese limitano la crescita, sia a livello nazionale che ha visto nella pandemia una accentuazione della forbice tra nord e sud, aumentando la precarietà e la disoccupazione nel mezzogiorno che rischia di diventare una vera polveriera sociale. La Calabria può diventare la più grande piattaforma logistica dell’Euromediterrano e la politica regionale e la deputazione parlamentare calabrese dovrebbe battersi per questo.

Se non si attivano subito misure immediate per l’occupazione, la ripresa della emigrazione, la bassa natalità, porterà ad un declino veloce del mezzogiorno e ad un graduale ed irreversibile invecchiamento e spopolamento, peraltro già in atto.

Per queste ragioni, il confronto con il Governo nazionale sul Recovery plan, il confronto con le Regioni, con le amministrazioni locali, il partenariato economico e sociale avrà un ruolo determinante. Per il Sud e la Calabria sarà strategico.

Cgil Cisl Uil nazionali hanno avviato una serie di mobilitazioni per aprire un confronto con il governo centrale su questi temi. La tappa del 26 luglio a Siderno con i Segretari generali di Cgil Cisl Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri sarà importante anche per rilanciare le proposte unitarie che abbiamo fatto in Calabria sui temi del lavoro, dello sviluppo, dell’ambiente, della salute, del territorio, della legalità.

Nella regione tra le più povere d’Europa e con la mafia tra le più potenti nel mondo il tema della legalità è precondizione necessaria per ogni ipotesi di sviluppo.

Il lavoro, la scuola, l’istruzione, sono le più grandi infrastrutture sociali ed investimenti che vanno fatti per combattere la ‘Ndrangheta. Queste precondizioni non possono essere sottovalutate dalla politica nazionale e regionale che dovrebbe essere più in sintonia con tutta la parte sana della società calabrese, ascoltarne i bisogni e determinarne le azioni. Solo con il lavoro si può curare l’Italia e la Calabria, ed il 26 luglio per la Calabria sarà la giornata del Lavoro e dei diritti. (as)

*Angelo Sposato è Segretario generale Cgil Calabria

Al via i bandi per le Case della Salute di Siderno e Scilla

Sono stati pubblicati i bandi di gara  per l’affidamento del servizio di progettazione delle Case della salute di Siderno e Scilla, da parte di Invitalia Spa, la cui somma per gli interventi è, in totale, di 18 milioni. Sono previsti 30 giorni per la presentazione delle offerte da parte dei professionisti, subito dopo si procederà alla nomina delle commissioni giudicatrici per la selezione dei progettisti.

I due interventi, finanziati a valere sui fondi Pac 2007-2013, rispettivamente per l’importo di 9 milioni e 760mila euro e 8 milioni 270mila euro, saranno realizzati presso gli ex presidi ospedalieri di Siderno e Scilla e andranno a potenziare la rete territoriale dell’Asp di Reggio Calabria.

Il dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Giacomino Brancati, e il dirigente del settore Edilizia sanitaria, Pasquale Gidaro, fanno presente che, per i suddetti interventi, il 20 novembre 2017 erano state sottoscritte, tra l’Asp di Reggio Calabria e la Regione Calabria, le convenzioni regolanti i finanziamenti concessi.

Considerati i ritardi accumulati, e tenuto conto delle difficoltà in cui versano gli uffici tecnici delle Aziende del Servizio sanitario regionale (Ssr), al fine di sbloccare le procedure e di ridurre i tempi di realizzazione degli interventi in oggetto, ritenuti fondamentali per soddisfare i bisogni di salute sul territorio, il 16 aprile 2020, il commissario ad acta per il Piano di rientro e Invitalia spa hanno sottoscritto la Convenzione quadro prevista dal D.l. 30 aprile 2019, n. 35, per consentire alle Aziende del Ssr di avvalersi di Invitalia quale centrale di committenza.

Questo ha consentito di dare un forte impulso alla ripresa delle attività finalizzate alla realizzazione degli interventi, che fino a oggi avevano prodotto soltanto la verifica di vulnerabilità sismica per la casa della salute di Siderno. L’avvio delle procedure, e la successiva realizzazione degli interventi, rappresentano un passo fondamentale nel percorso di potenziamento della rete territoriale regionale, per rendere veramente efficace la risposta del sistema sanitario, nell’attuale contesto di emergenza Covid e, successivamente, in chiave strutturale.

«È un giorno molto importante per la sanità calabrese, in particolare – ha dichiarato il presidente f.f. Nino Spirlì – per la provincia di Reggio Calabria e per due realtà importanti come Siderno e Scilla. Il potenziamento dei servizi sul territorio è un crocevia fondamentale per la tutela della salute dei cittadini. Questo primo, grande traguardo era atteso da anni. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per renderlo concreto». (rcz)

SIDERNO (RC) – Falcomatà: Bandiera blu orgoglio per comunità metropolitana

«La bandiera blu a Siderno è un orgoglio per l’intera Città Metropolitana» ha dichiarato il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, nel corso della cerimonia di conferimento della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento internazionale per la qualità delle acque di balneazione, al Comune di Siderno.

«È nostro dovere – ha aggiunto – valorizzare gli aspetti positivi ed i traguardi che riguardano il nostro territorio, dando merito a quanto di buono si riesce a fare, pur nelle difficoltà, e dando valore al concetto di identità metropolitana, che non è solo la sommatoria di 97 comuni, ma una comunità che si muove in maniera strutturata, affrontando i problemi e valorizzando le sue eccellenze».

«Siamo felici di essere qui – ha aggiunto il sindaco Falcomatà – non solo per un dovere istituzionale, ma per testimoniare la vicinanza della Città Metropolitana alla comunità di Siderno. In un territorio che per certi aspetti è considerato maglia nera, dove spesso si è tentati di innalzare bandiera bianca, siamo felici che a trionfare oggi sia il colore blu del riconoscimento ricevuto, simbolo della crescita del nostro territorio che acquisisce una ulteriore attrattività in termini turistici, non solo per Siderno, ma per tutta l’area costiera metropolitana». (rrc)

Invitalia ha nominato Marco Bucci responsabile di procedimento per le Case della Salute di Scilla e Siderno

Importante incarico per Marco Bucci, che è stato nominato da Invitalia responsabile del procedimento degli interventi di riconversione funzionale degli ex ospedali di Scilla e Siderno, da destinare a Casa della salute.

L’ing. Bucci, dunque, sarà responsabile unico per le procedure di affidamento di servizi tecnici di indagini, redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali, progettazione definitiva ed esecutiva, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione.

Lo scorso 17 giugno l’Asp di Reggio Calabria aveva trasmesso gli atti di attivazione, le dichiarazioni di impegno e gli elaborati tecnici di cui constano i documenti di indirizzo alla progettazione già validati ai fini dell’attivazione di Invitalia per per l’indizione e cura delle relative procedure.

Invitalia, nella persona del responsabile della Funzione investimenti pubblici, Giovanni Portaluri, ha, quindi, comunicato la decisione al vertice dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria e al commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, il quale ha poi informato il dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria.

«L’accettazione dell’atto di attivazione e la nomina del Rup – ha dichiarato il presidente della Regione, Nino Spirlì – segna una tappa decisiva verso la tanto attesa conversione in Case della salute degli ex ospedali di Scilla e Siderno. Grazie a questo passaggio formale, si entra finalmente nella fase operativa per la definitiva rigenerazione di due presidi sanitari fondamentali per la provincia reggina. Dopo anni e anni di chiacchiere e di false promesse da parte di certa politica, sono particolarmente felice di annunciare che le due Case della salute, stavolta, si realizzeranno davvero». (rcz)