Maria Fanito, la sidernese medaglia di bronzo ai mondiali di pesca apnea

È un prestigioso traguardo, quello raggiunto dalla sidernese Maria Fanito, che ha conquistato il bronzo ai mondiali di apnea alla 32esima edizione dei campionati mondiali di pesca in apnea femminile, che si sono svolti ad Arbatax, in Sardegna.

Insieme alla Fanito, la squadra italiana era rappresentata da Alice FerrariTiziana MartinelloCinzia Assunta.

«I risultati – ha dichiarato la Fanito a Gazzetta del Sud – sono il coronamento della mia straordinaria passione e dedizione per questo sport».

Prima del bronzo ad Arbatax, Maria Fanito ha conquistato il titolo nazionale di pesca femminile in apnea 2021, a Torre San Giovanni in Puglia. (rrm)

SIDERNO (RC) – L’evento “Revisione del sistema delle misure interdittive dei Comuni per mafia”

Domani mattina, alle 10.30, a Siderno, al Ristorante al Tempo, l’incontro su Revisione del sistema delle misure interdittibe, di prevenzione e degli scioglimenti dei Comuni per mafia, organizzato dal Partito Radicale.

Presiedono Ilario Ammendolia, giornalista, e Gianpaolo Catanzariti, avvocato. Intervengono Otello Lupacchini, già magistrato, Alessandro Barbano, giornalista, Mimmo Gangemi, scrittore, Salvino Galluzzo, avvocato, Pierpaolo Zavettieri, presidente Associazione Comuni dell’Area Grecanica, Giuseppe Milicia, avvocato, Pasquale Simari, avvocato, Rosario Vladimir Condarcuri.

Partecipano Maurizio D’Ettore, deputato, Eugenio Minniti, avvocato, Rocco Femia, già sindaco di Gioiosa Ionica, Saverio Zavettieri, sindaco di Bova Marina. Conclude Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale.

Prevista una seconda sessione alle 15. (rrc)

SIDERNO (RC) – La presentazione del libro “Italo” di Oreste Kessel Pace

Domani pomeriggio, a Siderno, alle 18, nello spazio culturale Mag. La Ladra di Libri, la presentazione del libro Italo dello storico Oreste Kessel Pace.

Relazione il prof. Saverio Verduci. Dialoga con l’autore il giornalista Gianluca Albanese.

Il libro di Oreste Kessel Pace, ambientato nella Calabria di 2800 anni fa, è una conferma dei viaggi nel tempo che lo scrittore ci propone, addirittura nel passato della nostra Terra, facendoci incontrare personaggi storici di cui nessuno ormai ricorda il nome in eventi storici apocalittici dimenticati, in cui l’esistenza e l’essenza stessa dell’uomo è messa in discussione.

Calabria, 2800anni fa. I Greci si preparano ad invadere i territori degli Itali, (odierna Calabria). Icarno, funzionario del re Italo, è inviato in Grecia per trattare la pace ma, durante il viaggio la sua nave incontra una tempesta. Icarno è naufrago nell’isola di Malta, prigioniero dei Maltesi il cui re è appena stato assassinato. Mentre la guerra è pronta a fare strage di donne e bambini italici, Icarno deve riscattare la sua prigionia e quella dei suoi compagni, per ritornare nel regno di Re Italo e preparare la disperata difesa dei popoli uniti sotto il segno della civiltà e della pace. (rrc)

SIDERNO (RC) – La mostra del pittore Damocle Argirò

Domani sera, a Siderno, alle 21.30, a Piazza Cavone, il Comitato “Pro Piazza Cavone” e lo spazio culturale Mag. La ladra di libri, presentano la mostra del pittore Damocle Argirò sugli scorci e i personaggi di Siderno Superiore.

Dopo il saluto del presidente del comitato “pro piazza Cavone”, Aldo Caccamo, Gianluca Albanese dialogherà con l’autore, che avrà modo di passare in rassegna i tanti personaggi ritratti e gli angoli più belli del borgo medievale. (rrc)

SIDERNO E LA LOCRIDE, PNRR E PROGETTI
COSÍ PUÒ RIPARTIRE TUTTA LA CALABRIA

di MARIATERESA FRAGOMENI – Siderno, come tutta la Calabria,  sconta grosse difficoltà in ambito sociale ed economico. Da assessore regionale ho avuto modo di conoscere bene la Calabria sotto i vari punti di vista: sociale, economico, amministrativo. Da sidernese conosco la mia città da sempre. Nonostante ciò, in questi mesi l’ascolto costante dei problemi mi ha portata a realizzare un’idea ancora più chiara di quei deficit che il nostro territorio (come tutta la Calabria) sconta.

La nostra regione, dopo un triennio di ripresa ha un tasso di occupazione che si è attestato al 42,0 % (ancora circa tre punti percentuali sotto ai livelli pre-crisi del 2007 e con un divario negativo di 17 punti percentuali rispetto al resto del Paese). Uno dei principali gap è quello tra uomo e donna, che fa del nostro territorio una terra veramente difficile per tutte quelle ragazze che si vogliono mettere in gioco lavorativamente parlando. Il divario per genere, già superiore alla media italiana, ha continuato ad ampliarsi. A spiegarcelo corrono in nostro aiuto i dati di Eures, secondo cui l’occupazione maschile è aumentata dell’1,2 %, mentre quella femminile si è ridotta del 2,3 %. Tra i più importanti datori di lavoro che si possono evidenziare, nella nostra provincia, cioè a Reggio Calabria, vi è la ex “Ansaldo Breda”, ora facente parte della “Hitachi Rail Italy” che è all’avanguardia nella costruzione di treni regionali e metropolitane esportate in tutto il mondo. Un sito produttivo che dà lavoro a 500 addetti diretti senza contare quelli dell’indotto.

Sempre nel Reggino, vi è una importante presenza di altre industrie agroalimentari, fra le quali emergono “Mangiatorella” (acque minerali), “Fattorie Del Sole” e “Agrumaria Reggina”. Tutte realtà d’eccellenza che, se venissero sostenute adeguatamente, potrebbero essere un piccolo volano per lo sviluppo dei nostri prodotti agricoli e zootecnici. Per via degli effetti dell’emergenza Covid-19 e con un contesto di già strutturale debolezza, il mercato del lavoro calabrese ha risentito rapidamente e sono più che evidenti tutte le criticità del sistema economico e sociale della Calabria. Infatti, già nel primo trimestre 2020 si è rilevata una riduzione degli occupati dell’1,0% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente. Gli occupati rappresentano circa il 36,5% della popolazione di 15 anni e più contro il 45,6% dell’Italia. Più elevato il tasso di disoccupazione (21,9% Calabria e 13,1% Italia). Inoltre, il tasso di occupazione maschile è 45,1% (cioè il +17%di quello femminile).

Sempre per ricollegarmi ai gap di genere prima menzionati. Con riferimento alle dinamiche economiche, come ci dice ISTAT, un primo aspetto da esaminare con attenzione, sia a livello centrale che locale, è quello relativo alle condizioni delle famiglie. Se gli indicatori di povertà identificano le casistiche più gravi, ulteriori dati statistici disponibili, come la fonte principale dei redditi familiari e il numero dei componenti occupati, consentono di mappare in maniera più ampia eventuali situazioni di fragilità economica. In Calabria(anno 2018) i valori degli indicatori di povertà sono decisamente più alti di quelli nazionali. Le famiglie che si trovano in uno stato di povertà relativa nella regione sono il 30,6 per cento rispetto all’11,8 per cento in Italia; anche l’incidenza della povertà relativa individuale (34,6 per cento) risulta più che doppia in confronto al totale del Paese (il 15,0 per cento). Le due fonti principali di reddito delle famiglie calabresi sono pensioni e trasferimenti pubblici(sussidi) e il lavoro dipendente. Nel primo caso, la quota regionale di famiglie beneficiarie, pari al 42,6 per cento, è significativamente più alta del dato nazionale (38,7 per cento). Nel caso del reddito da lavoro dipendente, percepito dal 42,1 per cento delle famiglie calabresi, la quota è di 3 punti percentuali al di sotto del dato nazionale (45,1 per cento).Con riferimento alla condizione occupazionale, emerge che il 22,2 per cento delle famiglie con almeno un componente da 15 a 64 non ha alcun componente appartenente alle forze di lavoro, una quota di 9 punti percentuali al di sopra del dato nazionale (il 13,2 per cento).Emerge inoltre che un terzo delle famiglie calabresi è priva di componenti occupati, contro un dato medio nazionale pari a poco meno di un quarto.

L’Istituto di Statistica ci dice, inoltre, che la disponibilità di internet in Calabria è qualcosa che rischia di minare fortemente la rivoluzione che il PNRR dovrebbe attuare e che si basa, in larga parte, sulla transizione al digitale. Non tutte le famiglie però sono ugualmente pronte a questo passaggio: in Calabria più di un terzo delle famiglie (il 32,7 per cento) non dispone ancora di un accesso ad Internet da casa. In Italia, invece, sono circa un quarto (il 23,9 per cento).Tra le famiglie che non dispongono di accesso alla rete, da notare che circa il 60 per cento di esse in Calabria dichiara di non sapere usare Internet (il 56,4 per cento in Italia), mentre il 21,7 per cento (contro il 25,5 per cento in Italia) non lo ritiene utile e/o interessante. Tra le famiglie che sono dotate di accesso alla rete, nella regione emerge una maggior propensione all’impiego della connessione a banda larga tramite telefonia mobile rispetto alla media nazionale (38,1 contro 33,7 per cento). In Calabria il 62,1 per cento tra le persone in età di 6 anni e oltre fa utilizzo di Internet, un dato alquanto inferiore rispetto alla media nazionale (70,4 per cento). Gli utilizzatori assidui (tutti i giorni) sono il 46,4 per cento (in Italia il dato è nettamente più alto: 54,7 per cento). Come emerge da questo resoconto, i dati non sono certamente positivi, ma Siderno, nello specifico, gode di una centralità unica nel Reggino. Il nostro mare, la vocazione turistica del nostro comune, le tradizioni e l’elemento, non ultimo, gastronomico e dell’artigianato possono essere, se ben valorizzati da una adeguata giunta comunale, un importate “magnete” per attrarre turisti da tutta Europa.

Siderno si sviluppa in armonia con la Locride e la Calabria, dentro una visione strategica che punti a utilizzare le risorse del dopo Pandemia attraverso idee progettuali fondate sulla riconversione ecologica e la transizione, la piena occupazione femminile e giovanile. Occorrono politiche per il reddito delle persone, la erogazione di servizi sociali e sanitari ispirata alla equità ed alla solidarietà. L’innovazione digitale e le risorse umane qualificate, insieme alle risorse, consentiranno agli Enti di raccogliere la sfida della spesa dei fondi. Oggi ,realizzare queste politiche, in coerenza con le linee guida illustrate dal presidente Draghi nella introduzione al PNRR ,è possibile. Io penso ad una Siderno libera dal bisogno, protesa verso nuove conquiste e libera dai poteri criminali che tanti danni hanno recato alla nostra realtà, fatta di una stragrande maggioranza di cittadini operosi e perbene. Considero la scelta del Sindacato di svolgere una grande manifestazione nazionale nella mia città una opportunità straordinaria, ho ritenuto sinteticamente di sottoporre loro alcuni spunti, consapevole che i problemi che la nostra città vive vanno rappresentati ai massimi livelli istituzionali. La mia idea di amministrazione è quella di un continuo confronto con le forze sociali e produttive e con la assemblea dei sindaci della Locride, della città Metropolitana di Reggio Calabria, la Regione Calabria, il Governo e l’Europa. Siderno può e deve ripartire, serve uno sforzo collettivo. (mtf)

L’importanza delle competenze per la crescita e lo sviluppo

di FRANCESCO RAO –  L’occasione per il Sud. È stato questo il tema che ha riunito i vertici delle tre maggiori sigle sindacali Italiane a Siderno, Città di quella Locride che l’Europa indica come uno dei territori maggiormente segnati da una crisi sistemica che il tempo ha marcato con tratti apparentemente indelebili. 

Lunedì sera è stata l’occasione per intravedere da vicino e toccare con mano la futuribilità di un progetto che la Calabria in passato ha visto soltanto passare da lontano; respirare l’aria di ottimismo e incrociare gli sguardi delle persone che hanno scelto di trascorrere una serata per condividere un sogno comune che proprio il Pnrr può dare all’Italia e soprattutto alla Calabria è stato emozionante. Tutto ciò non è accaduto per caso.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 3 persone, persone sedute e il seguente testo "CGIL CISL #ripartiamodals ONE PERIL ABRIA"

Visti i natali di Pierpaolo Bombardieri e di Gigi Sbarra, rispettivamente di Pazzano e Marina di Gioiosa Ionica, si è materializzata l’occasione per poter contare anche sulla presenza di Maurizio Landini ed avviare un confronto molto ampio, su temi delicatissimi che riguardano il futuro dei nostri giovani, della nostra economia e del nostro sviluppo. Risolvere la Questione Meridionale significa ancora risolvere le difficoltà dell’Italia. La discussione è stata colma di entusiasmo, alle domande dei giornalisti, le persone accorse ad ascoltare i segretari nazionali di Cigl, Cisl e Uil non hanno esitato ad applaudire ma soprattutto ad ascoltare attentamente quanto detto. Prima di dare inizio all’incontro, tenutosi in Piazza Portosalvo, i tre segretari hanno ascoltato la voce dei 42 sindaci della Locride durante l’incontro avvenuto nell’Aula del Consiglio Comunale di Siderno.

Il presidente dell’Assemblea dei Sindaci della Locride, Caterina Belcastro, ha illustrato ai segretari confederali un documento corposo e ricco di quelle puntualizzazioni destinate ad essere non il solito pianto della disperazione ma una mappa di criticità da tenere in considerazione per poter realizzare e consolidare in un futuro molto breve l’avvio di una inversione di tendenza. Il dato di particolare interesse, fornito nei vari interventi, si è materializzato nella diffusa consapevolezza dettata dalla necessità di guardare alle competenze ed alla capacità di predisporre progetti che siano in linea con gli indicatori europei. Personalmente, ho inteso la consistenza di questo passaggio, come un vero e proprio spartiacque rispetto al passato. Sappiamo benissimo che i ricordi dell’assistenzialismo sono ancora vivi nella memoria del nostro tessuto sociale.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi, attività all'aperto, folla e il seguente testo "Sud"

Sappiamo anche che è diffusa una resistenza sociale al cambiamento che passa proprio nel non percepire le opportunità, poste alla nostra attenzione dall’Europa, come una straordinaria opportunità di crescita strutturale. Proprio su questa linea si sta rischiando di bruciare il tempo, le occasioni e le opportunità.  Spesso si intravede nell’eccesso di confronti, proposte e discussioni animate la perdita di vista degli obiettivi. Questa volta, per la prima volta a mia memoria, non ci viene proposta l’idea di costruire una cattedrale nel deserto ma ci viene offerta l’occasione di rendere il deserto un piccolo arredo destinato ad arricchire la bellezza dell’opera. Insomma, se in passato era importante costruire opere per spendere soldi, questa volta saremo chiamati a progettare opere che dovranno generare opportunità concrete in tempi molto brevi.

Ci saranno anche importantissime riforme da presentare all’Europa e proprio su questo campo, bisogna iniziare a lavorare predisponendosi ad un diverso approccio nel quale le rispettive posizioni praticate dal mondo della politica, secondo una mia visione, dovranno pur mantenere le radici partitiche ma bisognerà riuscire a superare quei limiti invalicabili, paragonabili ai muri invalicabili che nel Secolo scorso chiamavamo ideologie ed aprire all’idea del bene comune. Proprio mentre gli interventi dei massimi rappresentanti sindacali si alternavano, il mio pensiero andava alle difficoltà quotidiane vissute dai Sindaci di questo territorio. Al costante assottigliamento della disponibilità di Risorse Umane negli uffici, alle difficoltà di poter avviare concorsi pubblici per assumere dirigenti ed impiegati preparati per poter affrontare le nuove sfide, principalmente quelle inerenti ai fondi destinati al Sud, pensavo alla macchinosità della burocrazia ed al numero di autorizzazioni, permesse e delibere per realizzare opere che nella media non verranno concluse prima di 15-20 anni dalla progettazione.

Pensavo alla necessità di poter dialogare con i giovani professionisti, facendo comprendere loro che questo territorio ha bisogno del loro entusiasmo, delle loro idee, della loro visione per poter diventare un modello competitivo. Pensavo a quanti commentavano le prime foto postate sui social, con lo stesso sarcasmo e sfiducia di sempre, sentimento che molto spesso questo territorio ha visto crescere perché il politico ha chiesto il voto in cambio di un favore poi non rispettato. Pensavo al magone di quei genitori che hanno visto partire i loro figli per studiare in altre regioni d’Italia e poi rimanerci per sempre perché questa terra non ha dato lavoro ma spesso ha costretto ad emigrare. Questa mattina pensavo alla bellezza dei sogni e soprattutto pensavo alla forza dei sognatori. Dopo il Piano Marshall, occasione che ha consentito all’Italia di rialzarsi, stiamo assistendo ad una misura che interesserà il Meridione, storicamente collocato in antitesi allo sviluppo avvenuto nel Settentrione. Se allora mancava il capitale intellettuale per compiere il salto di qualità, ricordiamo che nell’immediato dopoguerra il tasso di analfabetismo nel meridione aveva una percentuale a due cifre, oggi, seppur in presenza di un divario Nord-Sud, potremmo essere agevolati dall’occasione offertaci dall’Europa che ha individuato nel Meridione l’area con maggiore bisogno di investimenti.

Per raggiungere l’obiettivo, dovremo svolgere un delicatissimo ruolo di facilitatori di sistema. Se tale affermazione appare difficile, la renderò più semplice declinandola con una semplice indicazione: confrontiamoci, discutiamo ma cerchiamo di non litigare. Il divide et impera, ha condotto sempre alla miseria i popoli. È questa la grande occasione per il Sud. (fr)

In copertina, il sociologo Francesco Rao con Maurizio Landini, segretario generale Cgil

SIDERNO (RC) – Luigi Brugnano è il nuovo presidente del Rotary Club di Locri

Con la cerimonia di passaggio del collare, Luigi Brugnano è il nuovo presidente del Rotary Club di Locri, subentrando a Vincenzo Schirripa, per l’anno 2021-2022.

La cerimonia, ha visto la presenza di Fernando Amendola,  primo Governatore del nuovo Distretto 2102 Calabria del Rotary International (Distretto nato dalla scomposizione del Distretto 2100 che comprendeva oltre la Calabria anche la Campania, dal 1° Luglio divenuta Distretto 2102,  e parte della Basilicata, oggi riunificata nel Distretto 2120 con la Regione Puglia), di Presidenti di Club calabresi e di altre importanti cariche rotariane.

Ha esordito Vincenzo Schirripa, che ha “spillato” il nuovo socio, Paolo Commisso, presentato da Salvatore Spagnolo che ne ha descritto il brillante curriculum, fornendo un ampio resoconto sulle molteplici attività svolte  dal Club nel corso dell’anno sociale appena concluso, malgrado le difficoltà e gli impedimenti causati dalla pandemia da Covid-19. 

Ha, quindi, preso la parola il neo Presidente Luigi Brugnano, il cui mandato coprirà l’anno compreso tra il primo luglio 2021 ed il 30 giugno 2022, tracciando le linee guida del programma del Club, fondato principalmente sull’attenzione verso il territorio e la riconferma di alcuni progetti già consolidati negli anni precedenti. Non è mancato il riferimento alle evoluzioni in atto nel mondo dell’associazionismo, all’attenzione verso le giovani generazioni ed alla ricerca delle possibili utili sinergie con le altre associazioni e Club service presenti nella Locride.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Governatore Fernando Amendola che ha tenuto a sottolineare, nell’ambito di un articolato discorso, l’impegno che il neonato Distretto sta già profondendo e che, ancor di più, profonderà durante tutto l’anno rotariano in favore della Calabria e delle esigenze della società calabrese, in collaborazione ed a supporto di tutti gli altri soggetti seriamente e concretamente impegnati su queste tematiche. (rrc)

In copertina, da sinistra, Schirripa, Brugnano e Amendola

Manifestazione unitaria di Siderno, i Comuni della Locride chiedono interventi sul territorio

In occasione della manifestazione unitaria di Siderno, che ha visto la presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio LandiniLuigi SbarraPierpaolo Bombardieri, l’Associazione Comuni della Locride, ha presentato un documento, a firma di Caterina Belcastro, presidente Assemblea dei Sindaci della Locride e di Giuseppe Campisi, presidente del Comitato dei Sindaci della Locride, ai sindacalisti in cui chiedono interventi sul territorio.

«L’Assemblea dei Sindaci della Locride – si legge nel documento – ricomprende al suo interno i Sindaci dei 42 Comuni dell’intera fascia costiera.  La Locride è il nome in cui si identifica un’area della Città Metropolitana di Reggio Calabria sul versante Jonico della Calabria. Un territorio unico intriso di arte e storia, incastonato tra l’Aspromonte e il mare Jonio dal quale gli antichi greci portarono la cultura e la grandezza dell’Ellade».

«I 42 sindaci riuniti nell’Associazione dei Comuni della Locride – si legge ancora – nel ringraziarvi per la vostra presenza, sottopongono alla Vostra attenzione questo breve, ma intenso documento affinché, in questo particolare contesto storico, vengano guardate con la giusta attenzione le istanze del nostro territorio. La fase storica che stiamo vivendo ci consegna profonde trasformazioni legate al diffondersi della pandemia da Covid-19. L’eccezionalità del momento ha fatto emergere nuovi bisogni e acuito antiche e nuove disuguaglianze. L’emergenza sanitaria ha avuto conseguenze pesanti su un mercato del lavoro già fermo da decenni». 

«Gli indicatori sociali ed economici – continua il documento – ci consegnano un quadro molto preoccupante, ancora di più, in Calabria e nella Locride. In questi anni i sindaci, sempre in prima linea, con dignità e orgoglio, hanno portato avanti tantissime battaglie rivendicando il diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, alla mobilità, allo sviluppo per questo territorio, tutti costituzionalmente riconosciuti ma tutti puntualmente negati.  Abbiamo denunciato le carenze strutturali della sanità territoriale e dell’Ospedale di Locri, abbiamo insistito sulla necessità di migliorare l’accessibilità di questa area portando all’attenzione delle Istituzioni competenti la questione della Strada Statale 106 e della Ferrovia Jonica, dell’ammodernamento della Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno e della realizzazione dell’attraversamento Bovalino-Bagnara». 

«Abbiamo insistito e, insistiamo – continua – sulla necessità della messa in sicurezza del territorio, sul quale le conseguenze del dissesto idrogeologico le viviamo sulla nostra pelle ogni qualvolta si verificano, sempre più spesso, eventi metereologici di eccezionale portata. Potremmo continuare, ma correremmo il rischio di ripeterci e di ripetere, inutilmente, argomenti a Voi tutti ben noti.  Sono temi sui quali piccoli e timidi passi sono stati fatti, ma moltissimo resta ancora da fare. Continueremo caparbiamente a portare avanti le nostre battaglie affinché ai nostri cittadini possano esse garantiti, su questo territorio, i diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione».

«Continueremo a lavorare e rappresentare lo Stato – si legge ancora – quale Istituzione più prossima ai cittadini, per costruire in questa nostra terra spazi di libertà dove tutti, ed in particolare i nostri ragazzi che oggi si vedono costretti a partire, possano costruire i percorsi realizzativi della propria esistenza.  Non è retorica: quotidianamente tanti amministratori dedicano con passione e sacrificio la loro vita per migliorare la condizioni delle proprie comunità. Lo fanno spesso nel silenzio, senza clamore, con fatica, rendendo concreti e tangibili la democrazia, la partecipazione, la solidarietà, la legalità, l’amministrazione della cosa pubblica, che spesso sembrano parole vuote».

«Continueremo, dunque – dice il documento – a fare il nostro dovere, e non possiamo sottrarci dal portare alla vostra attenzione alcune questioni specifiche strettamente legate alla vita dei nostri Comuni. Probabilmente saranno delle cose a voi note, ma abbiamo il dovere di ribadirle. Ci sono due servizi in particolare, strettamente legati al tema della transizione ecologica, che pesano sulla vita amministrativa dei Comuni e la cui efficienza gestionale è la precondizione per l’avvio di qualsiasi azione di sviluppo del territorio, soprattutto in chiave turistica».

«La gestione del ciclo integrato delle acque e dei rifiuti – viene spiegato – rappresentano, ancora oggi, per la stragrande maggioranza dei Comuni una criticità che si riverbera necessariamente sulle condizioni finanziarie degli enti: i maggior costi dovuti alle carenze strutturali e gestionali e la non adeguata capacità di riscossione creano forti scompensi nei bilanci degli Enti. Servono investimenti sulle reti, sugli impianti e serve soprattutto garantire un modello di gestione pubblico efficiente. In questi anni gli stringenti parametri dentro cui si è dovuta contrarre la spesa pubblica hanno reso gli organici dei comuni ridotti al minimo. Paradossalmente l’avvio del percorso di superamento del precariato storico degli Lsu/Lpu impiegati negli enti locali ha prodotto una drastica diminuzione della forza lavoro a disposizione dei Comuni. Nella stragrande maggioranza dei casi si è passati dalle 26 ore settimanali dei contratti a tempo determinato alle 18 ore dei contrati a tempo indeterminato. Al precariato storico si è aggiunto più recentemente un altro bacino di precari che è quello dei “tirocinanti”, vicenda sulla quale ancora in queste ore si sta consumando un dibattito che non dà nessuna certezza per il futuro».

«I Comuni – viene spiegato ancora – hanno la necessità di correre verso la creazione di strutture in grado di erogare i servizi ai cittadini e di affrontare la necessaria transizione digitale: devono poter contare su lavoratori motivati e devono poter selezionare personale in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro. Qualche tecnico in più dentro gli uffici tecnici dei Comuni non basta per affrontare e risolvere il problema dell’efficienza della pubblica amministrazione. Se saremo chiamati a dover essere parte attiva nei processi di spesa per investimenti programmati per i prossimi anni (Pnrr, Fondi Coesione, ecc.), nella condizione in cui siamo sarà difficile adempiere in maniera rapida e puntuale».

«Per questo – viene detto – chiediamo alle Organizzazioni Sindacali di farsi essi stessi promotori di un dibattito che possa portare ad un intervento governativo risolutivo sul tema del lavoro all’interno dei Comuni. Serve un superamento definitivo del precariato, storico e recente, con contratti a tempo pieno e non parziale, anche per dare dignità ai tanti lavoratori che vivono una condizione francamente insostenibile. Tale processo non deve ovviamente “pesare” sui Comuni che devono poter mantenere inalterata la propria capacità assunzionale al fine di non inficiare l’avvio di processi di ricambio all’interno della pubblica amministrazione attraverso l’avvio di concorsi pubblici. Le politiche sul lavoro e sull’occupazione, sia nel comparto pubblico che privato, sono determinanti per aumentare rapidamente la competitività e l’attrattività di questo territorio. Questa è la direzione giusta, mettere in campo tutte le strategie e le azioni possibili per perseguire questo obiettivo. La sfida è ardua ma non impossibile. La Zes, di cui auspichiamo un effettivo avvio dell’operatività, può rappresentare un motore di ripresa economica, un volano di sviluppo i cui effetti occupazionali e socio-economici potrebbero e dovrebbero riguardare anche questa area attraverso un diretto coinvolgimento».

«Non vogliamo consegnarvi un “pianto di dolore” – si legge ancora – né pensiamo che la soluzione salvifica ai nostri problemi debba arrivare da chissà dove. Non siamo una classe dirigente rassegnata, tutt’altro: siamo consapevoli e responsabili, sappiamo che dovremmo essere noi e le nostre comunità a dover lavorare. Questa è una terra bella, dove ci sono energie positive, bellissime esperienze di vissuti politici, sociali e imprenditoriali. Con umiltà, consapevolezza e responsabilità da un lato, e con dignità, coraggio, fermezza e orgoglio dall’altro, chiediamo e rivendichiamo attenzione per un territorio che ha la volontà di trasformare le proprie potenzialità in occasione di crescita economica e ricchezza sociale, per sè stesso e per l’intero Paese». 

«In questo – si legge – il Lavoro diventa lo strumento determinante, individuale e collettivo, per liberare le nostre comunità da vessazioni e soprusi che nel tempo hanno subito e che non sono più disposte a subire. Confidiamo nella vostra proficua collaborazione e capacità di ascolto, consci che siete consapevoli della condizione che questo territorio vive, tenuto conto che in particolare per due di voi, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, la Locride è la terra dove siete nati e cresciuti.  Certi della vostra sensibilità, Vi chiediamo di farvi interpreti dei bisogni e delle istanze di questa terra e di rivendicare, insieme a noi, diritti». (rrc)

In copertina, Caterina Belcastro

SBARRA: IL CORAGGIO DEL MEZZOGIORNO
PER RISCATTARE LO SVILUPPO CALABRESE

di LUIGI SBARRA – Unitariamente a Siderno, nel cuore della Locride, a rinnovare l’impegno coerente di Cgil, Cisl, Uil sulle tante criticità dell’estremo Sud della nostra penisola, a sostenere la voglia di riscatto della comunità calabrese che non vuole perdere le opportunità del Recovery Fund e dei piani di sviluppo e crescita previsti dal Governo.

È stato un segnale importante, fortemente sostenuto dalla Cisl, l’approvazione dell’emendamento al decreto Semplificazioni che ‘blinda’ il capitolo Mezzogiorno nel Pnrr prevedendo che il 40% delle risorse, anche nei bandi, sia indirizzato al Sud. Avviare il motore sociale e produttivo delle nostre zone deboli significa, infatti, far ripartire l’intero Paese: un obiettivo che riguarda tutti e che deve vedere ogni soggetto sociale e istituzionale coinvolto nel cantiere dello sviluppo. Quello che serve ora è una attivazione rapida ed efficace degli investimenti pubblici, con un controllo stringente su crono-programmi, trasparenza, legalità, qualità e stabilità del lavoro.

La ripartenza economica e sociale attraverso un vero governo della transizione digitale, ambientale, energetica va concertata, anche e soprattutto al Sud, per garantire il pieno utilizzo delle risorse senza la polverizzazione dei progetti, per assicurare tempi certi di realizzazione, buona qualità della spesa e condizioni chiare che leghino le dotazioni finanziarie a forti incrementi occupazionali.

Questo è per la Cisl un punto centrale. È ora di smetterla con gli incentivi a pioggia per imprese che non si impegnano a investire nel Sud, ad assumere a tempo pieno giovani, donne, disoccupati meridionali. Basta con le multinazionali che una volta incassati benefici fiscali e benefit, scappano via, come sta facendo in maniera inaccettabile la Whirpool a Napoli che, senza vergogna, rompe i patti e si defila in cerca di paradisi fiscali e di purgatori contrattuali, dove applicare il peggior dumping salariale, senza alcun rispetto per la dignità delle persone.

Il Mezzogiorno, con i sui gap infrastrutturali, con l’aumento della povertà, con le tante famiglie monoreddito, intercetta e amplifica tutte le criticità economiche, sanitarie e sociali. Riscattare il Sud alla crescita, alla coesione significa da sempre, e in questo momento più che mai, realizzare la migliore politica di sviluppo per tutto il Paese. Ma, questo processo di ricostruzione, ha bisogno di riforme concrete per cambiare la pubblica amministrazione, velocizzare i tempi della giustizia, tagliare le tasse a chi investe stabilmente nel sud, puntare ad un grande piano per la formazione delle nuove competenze. Solo agendo con determinazione su questi fronti, solo facendo vera convergenza, potremo raggiungere i livelli di crescita auspicati dal Governo nei prossimi anni.

Dalla nostra abbiamo due opportunità straordinarie. La prima: un’Europa che finalmente parla il linguaggio della solidarietà e della coesione. Il Recovery Plan guarda al Sud del continente ed il nostro meridione è la punta di lancia di questa sfida comunitaria. La seconda occasione è la “pax politica”, che assicura al Parlamento e al Governo Draghi una stabilità essenziale per le riforme. L’auspicio è che questa coesione duri e sappia agganciarsi stabilmente alla progettualità sociale, attraverso un nuovo patto ed una vera politica di concertazione che metta in priorità la ripartenza delle realtà deboli. 

In quest’ottica, la Calabria è la quintessenza della questione meridionale, e dunque il distillato di tutte le problematiche nazionali. Lavoro, sanità, infrastrutture, politiche industriali, povertà, legalità: non c’è voce che non trovi in questi territori le ferite più profonde. Sono nodi da sciogliere insieme, all’interno di un Patto per la Calabria che muova un pezzo importante del Next Generation Italia sul territorio, per sbloccare infrastrutture e investimenti produttivi, politiche sociali e occupazionali, fiscalità di sviluppo e strategie industriali.

Vanno riscattate le aree interne, rilanciata la portualità e le reti viarie, avviato un grande piano per il risanamento idrogeologico. E, poi, bisogna sbloccare le assunzioni pubbliche, stabilizzare il precariato storico, ammodernare le scuole, gli ospedali ed i servizi pubblici, con una guerra ad ogni forma di criminalità e malaffare. Questo serve alla Calabria e al Sud. Bisogna estendere il perimetro delle responsabilità e pretendere dalle amministrazioni regionali e locali il massimo della trasparenza, della rapidità decisionale, della competenza.

Lo diremo con forza a Siderno: il Mezzogiorno è il terreno dove si combatte una battaglia morale ed economica che non possiamo perdere. Il costo sarebbe altissimo, da ogni punto di vista. Fallire significherebbe marginalizzare un terzo della popolazione, cristallizzare un’economia perpetua della sopravvivenza e “meridionalizzare” l’intero Paese, condannandolo a bassi tassi di crescita e sviluppo. Tutto questo il sindacato non può permetterlo. Per questo siamo mobilitati, in Calabria e nel resto del Paese. Va aperta una stagione di riforme e di investimenti che non lasci indietro nessuno e punti ad unire il Paese con il protagonismo dei lavoratori. 

Luigi Sbarra è Segretario Generale Cisl.

Il testo è la lettera che il segretario della Cisl ha inviato al Direttore del Quotidiano Del Sud / L’Altravoce dell’Italia Roberto Napoletano, in occasione della manifestazione di Siderno.

[Courtesy Il Quotidiano del Sud]

SIDERNO (RC) – La presentazione del libro “Il Fago” di Paolo Fragomeni

Domenica 25 luglio, a Siderno, alle 21.30, al podere “Martin” di Contrada Piterna, è in programma la presentazione, in anteprima, del libro Il Fago di Paolo Fragomeni, edito da Radici Future.

Dialoga con l’autore Gianluca Albanese.

Dai ricordi dell’infanzia dell’autore e dai racconti di chi c’era prima di noi, emerge, maestosa, la figura di un gigantesco faggio (Il Fago, appunto) attorno al quale si snoda tutta una serie di vicende in cui l’eterno rapporto tra l’uomo e gli elementi della natura si esalta nel duello tra il cacciatore Salvo e il lupo Lumbra.

Tanto, tutti i sentieri portano al gigantesco “Fago”, origine ed epilogo di tutto ciò che ruota attorno.
Nell’Aspromonte, la montagna della luce, dichiarata di recente patrimonio dell’Unesco. (rrc)