COSENZA – Domani la Cena di Strada

Domani, a Cosenza, le osterie del quartiere apriranno le loro porte per una Cena di Strada, un incontro conviviale aperto a tutti.

L’evento rientra nell’ambito di Cosmo – Cosenza MicroMondi, il progetto coordinato da La Rivoluzione delle Seppie e previsto dal programma Agenda Urbana del Comune di Cosenza, nato con l’obiettivo di rigenerare e creare valore attorno ai quartieri del centro storico di Cosenza, presenta una nuova grande festa nel quartiere dei Rivocati.

La Cena di Strada è un evento che abbraccia tutto il quartiere, con le osterie e le realtà locali che collaborano insieme. La Cena di Strada avrà un vero e proprio allestimento dal nome “Prova (1) di una festa”, firmato da Post Disaster, collettivo che concentra la propria ricerca nel sud del Mediterraneo, con l’obiettivo di generare operazioni di confronto per una riappropriazione critica dell’identità di luoghi e comunità. “Prova (1) di una festa” mette in scena un rituale collettivo nello spazio pubblico attraverso un’installazione realizzata con elementi modulari e provvisori. L’intervento utilizza il linguaggio del cantiere edile per denunciare l’intenzione di una costruzione: non dell’architettura fisica ma di un sistema di relazioni.

«Prova (1) di una festa” agisce come un’interferenza scenografica nello spazio del quotidiano per generare un episodio eccezionale (la festa). Ispirata alla tensione tra reale ed effimero, esplora dinamiche di immaginazione collettiva attraverso la lente di una prova teatrale in continua evoluzione», hanno spiegato i membri del collettivo Post Disaster.ì

Durante la serata è in programma anche la presentazione del Segno dei Rivocati, il simbolo che è stato scelto come identificativo del quartiere, realizzato insieme agli studenti del Liceo Lucrezia della Valle durante i laboratori tenutisi nello scorso mese di maggio in collaborazione con VNMS1926 e Lanificio Leo. Saranno presentati le sciarpe e i gagliardetti con il Segno dei Rivocati, che dai prossimi giorni sarà possibile pre-ordinare online. Il Segno contiene al suo interno quattro elementi: l’antenna, segno del moderno sull’antichità, che svetta e “squarcia” il panorama del quartiere, rivelandone la doppia natura; i palazzi, simbolo di una presenza permanente degli abitanti, uno “skyline” in cui quelli più alti e più nuovi si mimetizzano con quelli più vecchi sventrati dalle bombe del 1943; il ponte Mario Martire, punto di passaggio con il centro storico, simbolo di incontro e segno di come il quartiere stesso sia il baluardo dell’incrocio tra città vecchia e nuovo centro urbano; il fiume Crati, che divide la città dal quartiere, contribuendo a renderlo uno spazio di transito e commercio.

A completare l’evento ci sarà anche la musica, dalle 21, con i live di Reevocati, nuovo collettivo autoctono, Kiave, uno degli artisti hip-hop più influenti per la scena italiana e cosentina e il dj-set di Dj Kerò.

Ad Amantea la decima edizione del Kino Guarimba

Fino al 21 settembre, ad Amantea si terrà la decima edizione del Kino Guarimba, la residenza cinematografica internazionale dell’Associazione Cultrale La Guarimba, diretta da Giulio Vita.

«La decima edizione è sempre un traguardo importante. Negli anni abbiamo portato ad Amantea più di 500 artisti internazionali riuscendo a raccontare il nostro territorio e mostrarlo in giro per il mondo», ha detto Vita, sottolineando come «il Kino Guarimba è diventato così un punto di riferimento per tutti i raccontastorie dell’audiovisivo e un importante metodo di crescita territoriale».

Alla manifestazione, infatti, sono 50 artisti dai 18 ai 62 anni, tra attori, registi, tecnici e professionisti del mondo del cinema provenienti da 27 Paesi diversi, a essersi ritrovati in Calabria per partecipare ad un laboratorio cinematografico e realizzare cortometraggi, collaborando tra loro e con la comunità di Amantea. I Paesi rappresentati sono: Argentina, Australia, Brasile, Cina, Colombia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, India, Inghilterra, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Nigeria, Senegal, Spagna, Tanzania, Turchia, Ucraina, Ungheria, Uruguay e Venezuela.

Per il secondo anno della Ukrainian Edition del Kino Guarimba sarà garantita la partecipazione con una borsa di studio a dieci partecipanti ucraine, grazie al sostegno Centro per i diritti umani Zmina.

Infatti, quest’anno Kino Guarimba è possibile grazie a Zmina: Rebuilding, un progetto cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea nell’ambito di un bando dedicato a sostenere gli sfollati ucraini e i settori culturali e creativi ucraini. Il progetto è una cooperazione tra Izolyatsia (UA), Trans Europe Halles (SE) e Malý Berlín (SK).

Nella prima parte del programma, gli artisti verranno accolti ad Amantea, si conosceranno attraverso attività ed esercizi e parteciperanno a laboratori formativi. Per rafforzare il legame con il territorio, verranno offerti pranzi e cene con prodotti tipici e visite guidate per il centro storico di Amantea, così da trasformare il paese in un set cinematografico a cielo aperto ed esportare la cultura calabrese in giro per il mondo.

La parte di formazione prevede una serie di masterclass su produzione, camera, luci, suono, montaggio e distribuzione da parte dei tutor della residenza, professionisti provenienti da Spagna, Venezuela e Calabria.

Nella seconda parte, i partecipanti daranno forma alle loro idee, scrivendo, producendo, girando e montando le loro opere, che verranno poi proiettate durante la serata conclusiva, in un momento di condivisione aperto a tutta la comunità.

Questo anno, parallelamente alla residenza cinematografica Kino Guarimba, è nato La Guarimba Music Camp, un progetto di formazione musicale che vede protagoniste 5 musiciste ucraine, arrivate ad Amantea grazie al sostegno di Culture Moves Europe, un programma di finanziamento diretto da Europa Creativa. I partecipanti delle due residenze potranno collaborare, facendo incontrare cinema e musica, mescolando forme d’arte, culture e idee differenti. (rcs)

Alla Camera di Commercio presentato il libro “Turismo delle radici”

di FRANCO BARTUCCIIl libro, edito da Egea Università Bocconi e realizzato con il contributo di Confcommercio Cosenza, ha attirato un buon pubblico presso la Camera di Commercio di Cosenza. Infatti, la lettura è interessante e agevole grazie ai numerosi esempi e case study ma allo stesso tempo ricca e coinvolgente per l’approfondita analisi della letteratura internazionale. 

Il pubblico numeroso ha ascoltato con grande attenzione i relatori che si sono susseguiti dopo i saluti istituzionali dei padroni di casa, Klaus Algieri ed Erminia Giorno, rispettivamente presidente e segretario Generale della Camera. Giorgio Mencaroni, vicepresidente di Unioncamere e presidente Camera Commercio Umbria, e Domenico Maurielli, segretario Generale di Assocamerestero, hanno affrontato le tematiche della sostenibilità nel turismo, della rilevanza del volume presentato e dell’importanza della vacanza delle origini per le destinazioni, specie per piccoli borghi e territori interni ed isolati non sempre a forte vocazione turistica.

Il tema è stato approfondito da Angelo Sollazzo, presidente della Confederazione degli Italiani nel Mondo (CIM), che ha illustrato anche l’importante ruolo svolto a livello internazionale dall’associazione che egli presiede e che rappresenta gli interessi e il legame verso il nostro paese di un enorme numero di emigrati e loro discendenti. Sollazzo si è soffermato sul ruolo chiave di un libro come quello di Ferrari e Nicotera che propone una visione aziendalistica e di marketing di un mondo, quello appunto del turismo delle radici, oggi ancora conosciuto in modo piuttosto superficiale anche dagli addetti ai lavori.

 La stessa tematica è stata trattata da Ana Maria Blasone dell’Universidad Nacional de Mar del Plata, che ha collaborato attivamente con le due autrici a vari progetti di ricerca. Successivamente Salvatore Patera dell’Università Internazionale di Roma ha presentato una rilevante novità: due nuovi corsi universitari, un master ed un corso di laurea, che dedicheranno ampio spazio al turismo delle radici. 

Infine, le due autrici si sono soffermate su ruolo e finalità del volume, pubblico a cui si rivolge e contenuto specifico dei vari capitoli, mettendo in evidenza la positività di un turismo sostenibile in termini socio-culturali che arricchisce il territorio e interagisce positivamente con le comunità locali. Hanno evidenziato però anche la necessità di investire in innovazioni per volgersi verso un approccio smart al turismo ed essere davvero competitivi.

 Sono ancora tanti i progetti e le idee delle due studiose, che ormai da anni lavorano in questo ambito non solo nella ricerca ma anche in progetti concreti oltre che di formazione, come il corso online sul turismo delle radici, oggi alla quarta edizione, organizzato da Confcommercio Cosenza-Sdi. Ha concluso i lavori Anna Lo Presti dell’Università di Torino, che, illustrando il capitolo da lei elaborato, ha chiarito l’importanza dei dati nella gestione strategica delle attività turistiche e la necessità di organizzare in futuro un sistema di raccolta dati mirato con riferimento allo specifico segmento del turismo ancestrale.

Durante l’evento è stato siglato un protocollo d’intesa tra Confederazione Italiani nel Mondo (Cim), Confcommercio Cosenza e Sdi Confcommercio, che mira a offrire ai soci Cim nuove opportunità di formazione nel campo del turismo delle radici e non solo. Grazie a questa collaborazione, si rafforzerà il legame tra i nostri connazionali all’estero e l’Italia, promuovendo l’innovazione e l’aggiornamento costante. (fb)

A Rosarno e Locri in scena “Eduardo e la sua Napoli”

Giovedì 12 settembre, a Rosarno, alle 21, all’Anfiteatro, andrà in scena lo spettacolo Eduardo e la sua Napoli con la regia di Gigi De Lucauno dei più celebri attori napoletani, scomparso a maggio di quest’anno, all’età di 81 anni.

Il primo appuntamento, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Rosarno e in collaborazione con l’Associazione Virtus Rosarno, fa parte del programma dell’Anfiteatro Comunale di Rosarno, ideato e curato dall’Associazione T.C.A. Teatri Calabresi Associati (Circuito Regionale Teatrale Calabrese), candidato al co-finanziamento da parte della Regione Calabria, Avviso “Eventi di Promozione Culturale 2024”.

La pièce, poi, si sposterà a Locri, alla Corte del Palazzo di Città venerdì 13, sempre alle 21. lo spettacolo rientra nella XXXI Stagione teatrale della Locride, ideata e curata dal C.T.M. Centro Teatrale Meridionale, sempre per la direzione artistica di Domenico Pantano, e col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Locri, candidato al co-finanziamento da parte della Regione Calabria, Avviso “Eventi di Promozione Culturale 2024”.

Lo spettacolo vede nel castMirella Carnile, Ilenia Colamarino, Martina De Rosa, Ciro Meglio, Francesco Rivieccio. Musiche eseguite da Lino Meglio. Scene e costumi Alfonso Raiola. Un pianoforte dal vivo accompagnerà lo spettacolo dove si alterneranno pezzi d’autore a partire da Eduardo Scarpetta al Cabaret degli anni Settanta, da E. A. Mario a Salvatore di Giacomo, Ferdinando Russo, Libero Bovio e altri autori che hanno reso Napoli la capitale della cultura nel mondo.

L’attore protagonista Gino De Luca è figlio d’arte. Con il padre Gigi ha calcato i palcoscenici fin da bambino, crescendo nella grande scuola della commedia napoletana, nel repertorio di De Filippo e Scarpetta, ma anche dei grandi classici della commedia classica e moderna. È stato più volte diretto in teatro e al cinema da Mario Martone, prendendo parte a grandi pellicole come “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso” e nel recente “Qui rido io”.

«Abbiamo messo a punto una programmazione che abbraccia i vari generi – afferma il direttore artistico Domenico Pantano – per intercettare l’interesse di un ampio pubblico, con scelte di qualità». «È importante, soprattutto nel nostro territorio, creare sinergia con il pubblico – sottolinea il direttore Pantano – perché lo spettacolo dal vivo, il teatro si nutre essenzialmente di questo scambio, da qui si crea fiducia, continuità, e si lavora davvero per la cultura». (rrc)

FILADELFIA (VV) – Indetto il Premio Letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”

È stata indetta la 12esima dizione del Premio Letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”, promosso dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’ItaliaAli Lazio – Autonomie Locali Italiane, in collaborazione con il Centro Internazionale “Eugenio Montale”.

Il premio, aperto a tutti gli autori in uno dei dialetti o delle lingue locali d’Italia, si articola in diverse sezioni, tutte a tema libero: Premio “Tullio De Mauro”, poesia edita, prosa edita, poesia inedita, prosa inedita, fumetto edito, teatro e musica. La cerimonia di premiazione si svolgerà nel mese di dicembre a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.

La Pro Loco di Filadelfia ha voluto coinvolgere, per quest’anno, nella sezione Musica due conosciuti ed apprezzati cantautori di Filadelfia, Domenico Ruscio e Renato Bilotta.

I due autori hanno fatto pervenire tramite un apposito formulario, il materiale audio relativo ad una delle aree tematiche inserite nella sezione Musica: a) Brani originali in dialetto o lingua locale

Assieme al materiale audio i due autori Ruscio e Bilotta hanno inviato anche il testo in dialetto con traduzione in italiano.

Domenico Ruscio ha scelto di inviare il brano da lui composto nel 2000 “’U Patatu” mentre Renato Bilotta ha scelto di inviare il brano storico “’U Specchiu” composto nel 1976.

Ai primi classificati di ogni sezione, che saranno presenti alla cerimonia di premiazione, sarà consegnata una targa e sarà offerto un soggiorno gratuito, 2 giorni per 2 persone, a Roma in occasione della premiazione. Una targa sarà consegnata anche ai secondi e terzi classificati di ogni sezione che saranno presenti alla cerimonia di premiazione. 

Sono previsti inoltre riconoscimenti e menzioni d’onore per le opere che la giuria, a suo insindacabile giudizio, riterrà particolarmente meritevoli.  La Giuria potrà altresì valutare riconoscimenti a personalità, studiosi e artisti che si sono distinti per la loro attività di tutela e salvaguardia di dialetti e/o lingue locali.

I risultati saranno resi noti per email a tutti i partecipanti, attraverso i social network, la stampa e pubblicati sul sito: www.salvalatualingualocale.it. Tutti i concorrenti riceveranno una comunicazione ufficiale delle selezioni all’indirizzo email segnalato al momento dell’iscrizione.

Le lingue locali sono il collante che ci unisce alle nostre radici, il tenue filo che ci tiene legati alla cultura popolare e alla storia del territorio. Proprio per non disperdere questo immenso patrimonio culturale la Pro Loco di Filadelfia vuole dedicare un’attenzione particolare alla riscoperta ed alla conoscenza del dialetto filadelfiano sia come valore letterario che come valore sociale. Il dialetto è da considerarsi un bene culturale a tutti gli effetti.

In un’epoca, infatti, in cui, giustamente, si è riconosciuto il valore dei beni monumentali e ambientali, e si cerca di tutelarli nel modo più incisivo possibile, è necessario che lo stesso avvenga per la nostra “parlata”. Se ogni nostra comunità perdesse il proprio dialetto un pezzo incommensurabile della nostra storia e della nostra cultura millenaria andrebbe perduto. (rvv)

MELICUCCÀ (RC) – Si presenta il libro “Vita di S. Elia Speleota”

Questo pomeriggio, a Melicuccà, alle 17, nella Chiesa di Sant’Antonio di Padova, sarà presentato il libro Vita di S. Elia Speleota del prof. Enrico Morini, dell’Università di Bologna.

L’evento vedrà l’intervento del prof. Paolo Martino, dell’Università Lumsa di Roma e dell’autore, prof. Enrico Morini. Concluderà i lavori Mons. Giuseppe Alberti, vescovo della diocesi di Oppido-Palmi.

Il testo rappresenta un documento di enorme importanza per la spiritualità calabrese e di grande attualità in questi tempi di globalizzazione che esigono una ripresa dell’ecumenismo di cui l’”Anacoreta” di Melicuccà è stato un campione. La vita dello “Speleota”, difatti, costituisce una sintesi cristologica e un autentico cherigma per la cristianità del terzo millennio. (rrc)

TROPEA – Da martedì al via la rassegna “Teatro d’Amare”

Prende il via martedì 10 settembre, al Giardino Vescovile di Tropea, l’ottava edizione del Festival Teatro d’Amare, organizzato dall’Associazione LaboArt Tropea e patrocinato dal Comune.

La tematica scelta per l’anno 2024 è La scena contemporanea con voce di donna, un focus sulle voci femminili nelle arti performative e visive. Teatro d’aMare 8 vuole sottolineare la potenza della donna nell’atto della creazione artistica ed evidenziare le disparità di genere presenti e da combattere nel mondo dello spettacolo.

A inaugurare il festival il 10 settembre alle 18 ci sarà Con voce di donna, dibattito d’apertura che affronta e approfondisce proprio queste tematiche. Leggendo gli studi pubblicati da Amlet@ (un collettivo femminista intersezionale che punta i riflettori sulla presenza femminile nel mondo dello spettacolo) è emerso un dato preoccupante: nelle sale principali dei grandi teatri nazionali sono presenti soltanto il 13,7% di donne alla regia e il 23,2% di donne alla drammaturgia.

Questa sproporzione è figlia di un’atavica e cattiva abitudine che relega le donne in grado di ideare un’opera d’arte in una posizione di svantaggio rispetto agli uomini che si occupano della medesima cosa. Nella scelta degli spettacoli è stato posto un veto: tutte le opere presenti in cartellone sono state ideate, scritte o dirette da almeno una donna. Il dibattito sarà moderato dall’antropologa Ludovica Franzé. Sarà presente l’associazione Amlet@ con una delle sue fondatrici Debora Zuin e ci saranno poi altre studiose che arricchiranno la discussione: Michela Ruffa e Nella Morano (insegnanti di Lettere), Linda Rombolà (Aicem Calabria), Luisa Borini (attrice), Beatrice Lento (SOS Korai).

Sempre il 10 settembre alle 20.30 la prima volta a Tropea di Roberto Latini, plurivincitore agli UBU negli scorsi anni, che darà voce alle poesie di Mariangela Gualtieri. “La delicatezza del poco e del niente” è un esempio vivo di quanto sia potente la voce femminile nel descrivere poeticamente la condizione umana. A seguire un estratto di Opheleia della danzatrice Alessandra Cristiani, un’indagine danzata sulla figura shakespeariana di Ofelia.

L’11 settembre alle 7.30 del mattino, altre delicatezze allieteranno il coraggioso pubblico che deciderà di svegliarsi alle prime luci dell’alba: Roberto Latini e Alessandra Cristiani daranno luogo a “Tutte le lacrime sono il mare”, in riva alle acque tropeane presso il Camping Marina del Convento.

In serata si ritorna al Giardino del Museo Diocesano alle 19.30 con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich che presenteranno il loro nuovo lavoro “Strada maestra”, una riflessione sul rapporto tra l’essere umano e la natura. Alle 22:00 ci sarà “Molto dolore per nulla”, spettacolo scritto e diretto da Luisa Borini e fresco vincitore del Premio In-box. Questo spettacolo, a metà tra la stand-up comedy e il monologo impegnato, indaga la difficoltà di accorgersi di quando un amore diventa tossico.

Il 12 settembre, in doppia replica alle 19.30 e alle 23.30 arriverà “Just walking”, una performance itinerante di Campsirago residenza che approfondisce il tema del cammino nella storia dell’umanità. Il pubblico passeggerà con le cuffie alle orecchie nella folla di Tropea. 

Alle 22 ci sarà poi il concerto di Pakkyone, un grande pupazzo in stile giapponese che suona una guzheng (una cetra cinese). Il 13 settembre alle 20.30 ci sarà il gradito ritorno dei Quotidiana.com con lo spettacolo “I greci, gente seria! Come i danzatori” che indaga ironicamente la scissione tra il corpo e la mente attuata dal modo di vivere occidentale. Questo lavoro ha vinto nel 2022 il Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti per le arti sceniche. 

A chiudere il festival il 13 settembre alle 22 il sound universale delle Tarab Ensemble, un trio di voci e percussioni che con la sua energia travolgente trasporterà il pubblico in un’altra dimensione.

Ad arricchire ulteriormente il già folto cartellone di Teatro d’aMare 8 ci saranno le mostre: Trame di Nadia Riotto, Materia luce corpo di Caterina Stillitano, R.A.M. di Elisa Trapuzzano, Meduso di Gerardo Mazzitelli e Terre a colori di Giulia Peruzzi.

Per il primo anno, inoltre, ci saranno nel chiostro banchetti espositivi e la zona food gestita da Casa Spaghetti che permetterà al pubblico di cenare direttamente al termine degli spettacoli. (rvv)

LAMEZIA – Dal 10 settembre torna la rassegna Al Vaglio

Dal 10 al 14 settembre, nel quartiere Sambiase di Lamezia Terme è in programma la rassegna Al Vaglio, organizzata dall’Associazione Al Vaglio e con la direzione artistica di Antonio Pagliuso.

Col patrocinio del Comune di Lamezia Terme, gli appuntamenti dal 10 al 14 settembre 2024 aprono la nuova stagione de Al Vaglio, promossa dal progetto a cura di Associazione culturale Al Vaglio e finanziato con risorse Pac 2014/2020 – Az. 6.8.3. dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura, nell’ambito degli “Eventi di promozione culturale 2024”, in attesa di approvazione della graduatoria definitiva.

Al Vaglio 2024 gode della direzione logistica e organizzativa del presidente dell’associazione omonima Antonio Lorena e dei tecnici ingegneri Alessandro Sesto e Francesco A. Fagà e delle riprese e foto del film-maker Lorenzo Cardamone. Partner culturali de Al Vaglio 2024 sono: Glicine rivista, Premio Muricello, Compagnia teatrale BA 17, Compagnia teatrale I Vacantusi, Associazione culturale Ad Turres e Libreria Tavella – Ubik. Il partner tecnico è Music art service di Tonino Sirianni.

Nello spazio di Atrio Verdi, i lavori partiranno martedì 10 settembre alle 20.45 con la musica dello “Stark Duo” coi Maestri Luca Laganà e Paolo Isabella. Le note dei due musicisti inaugureranno il format “Letteratura ritrovata” e il talk in ricordo di Dario Bellezza, poeta provocatorio e controverso di cui in questi giorni ricorrono gli ottant’anni dalla nascita. Scoperto da Pier Paolo Pasolini che nel ’71 lo salutò come “il miglior poeta della nuova generazione”, Bellezza alternò poesia – la sua raccolta “Morte segreta” vinse il Viareggio nel ’76 – e prosa, ottenendo grandi consensi in entrambi i casi. Dopo la morte, però, l’autore è scivolato nell’oblio della letteratura nazionale, tanto che i suoi libri sono praticamente introvabili sia nelle librerie sia nelle biblioteche.

Ospite dell’appuntamento sarà Marco Beltrame, studioso, laureato in Problemi di Storiografia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università La Sapienza con una tesi sul teatro di Dario Bellezza dal titolo “Amore funesto. Il teatro di Dario Bellezza”. Nel 2022 Beltrame ha ricoperto il ruolo di consulente letterario e responsabile delle ricerche d’archivio per “Bellezza, addio”, documentario sulla vita di Dario Bellezza, con la regia di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, prodotto da Zivago Film e Luce Cinecittà.

Lo studioso converserà con il direttore artistico de Al Vaglio Antonio Pagliuso. La conversazione sarà animata da una serie di letture affidate a Sabrina Pugliese, attrice teatrale.

Il secondo appuntamento si terrà giovedì 12 settembre. Sempre alle 20.45 e sempre nell’Atrio Verdi, sarà presentata la nuova edizione, fresca di stampa per Rubbettino, de “Il carcere”, romanzo di Cesare Pavese, fra i maggiori scrittori, poeti e intellettuali del Novecento italiano. “Il carcere” è incentrato sulla esperienza che Pavese visse in Calabria, precisamente a Brancaleone Calabro, fra l’estate del 1935 e l’inverno del 1936, spedito al confino politico dal regime per attività antifascista. Recluso in una casupola bassa a pochi passi dallo Jonio, quel mare che diventò subito la “quarta parete della sua prigione”, Cesare Pavese scoprì una civiltà selvaggia, seducentemente greca, incrociando personaggi mitici, pienamente pavesiani, uomini e donne dalla vita aspra, come la terra cui appartenevano: Elena, Giannino, Barbariccia, la Concia, la serva scalza e dal “viso bruno e caprigno” di cui si invaghì.

Monica Lanzillotta, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi della Calabria che del volume ha scritto la nota introduttiva, parlerà dell’opera – centrale nella produzione di Pavese – con Francesco Bevilacqua, avvocato e scrittore, Luigi Franco, direttore editoriale Rubbettino, e Antonio Pagliuso.

Il cartellone de Al Vaglio 2024 chiuderà sabato 14 settembre alle 20.45 quando l’Atrio Verdi ospiterà la presentazione de “L’ultima candela di Krujë”, romanzo di Stefano Amato uscito per Neri Pozza. L’evento è in collaborazione con il Premio Muricello, in quanto il libro di Amato è il vincitore in carica del riconoscimento letterario, premiato lo scorso 12 luglio nel corso della serata di gala del Premio a San Mango d’Aquino.

Dal romanzo: “Era ormai solo una questione di giorni e i turchi sarebbero arrivati davanti alle mura di Krujë, già presidiate notte e giorno: i cannoni erano già carichi e posizionati sulle torrette delle mura e sui bastioni del castello, assieme ai balestrieri e agli spadaccini. All’alba del 14 maggio le campane della vecchia torre cominciarono a suonare all’impazzata, le guardie correvano per le vie di Krujë urlando a squarciagola: ‘I turchi, i turchi, svegliatevi, arrivano i turchi!’”

Lo scrittore di origini arbëreshë dialogherà con Angelica Artemisia Pedatella, scrittrice e regista. L’introduzione dell’incontro sarà a cura di Antonio Chieffallo, fondatore del Premio Muricello. (rcz)

CETRARO – Il Tarantella Festival si chiude con i saggi dei corsisti

È con il saggio dei corsisti che si chiuderà domani, a Cetraro,  al Centro Residenziale Colonia San Benedetto, la 20esima edizione del Tarantella Power.

L’evento è coprodotto dal Conservatorio Tchaikovsky di Catanzaro-Nocera Terinese e dall’Associazione Arpa, grazie ai finanziamenti del Pnrr, per promuovere la cultura musicale calabrese e favorire lo scambio artistico nel Mediterraneo.

Gran finale, dunque, con i saggi degli studenti dei corsi di strumento, canto e danza: la restituzione pubblica del lavoro eseguito all’interno dei corsi di danza, voce e strumenti. Sempre domani anche un evento speciale: dalle 18 alle 19, un appassionante omaggio di Gabriella Aiello a Giovanna Marini, tra parole e musica, in ricordo della grande ricercatrice e musicista recentemente scomparsa, da una delle sue più vicine collaboratrici e grande interprete del repertorio tradizionale.

Da non dimenticare che tutte le sere, dopo i concerti, Mico Corapi, polistrumentista, cantante e danzatore, guiderà la tradizionale “rota”, un momento di festa e condivisione in cui danza, musica e partecipazione si fondono in un’esperienza di unica bellezza. Festa a ballo dopo concerto con Antonio Nicolò, Fortunato Verduci e Giuseppe Lucà.

Nella terza giornata di Festival, invece, il concerto di Jorge Pardo, leggenda del sax e del flauto traverso, e Antonino De Luca, virtuoso della fisarmonica, hanno regalato un concerto che si presenta come una fusione unica tra sonorità mediterranee e jazz.

Jorge Pardo è una figura iconica della musica spagnola, noto per le sue collaborazioni con Paco de Lucía e Chick Corea, ed è considerato uno dei pionieri della fusione tra flamenco e jazz. Al suo fianco, Antonino De Luca, fisarmonicista italiano apprezzato per la sua versatilità e sensibilità artistica, ha portato un tocco di eleganza e innovazione a questo speciale duo. Le sonorità mediterranee si intrecciano con il jazz, creando un’esperienza sonora ricca di emozioni e suggestioni, quando la musica sfida i confini e si nutre dell’incontro tra culture diverse.

Sul palco, sono state protagoniste anche le coinvolgenti sperimentazioni di Francesco Loccisano e Andrea Piccioni con Upgrade: la musica popolare è il porto da cui ha preso vita un viaggio sonoro che li ha condotti a mettere a confronto i rispettivi e ricchissimi background musicali, per poi incrociare repertori, esperienze ed esplorazioni, esaltando le potenzialità timbriche, melodiche ed espressive dei rispettivi strumenti. Il risultato è Upgrade, disco che, nel titolo programmatico, racchiude un universo sonoro che ci invita a scoprire.

Un appassionante itinerario nella musica contemporanea egiziana e classica araba l’hanno regolato i Masters Musician Al-Darb Al-Ahmar Art School (DAAS) del Cairo, Egitto. La serata è stata arricchita dalla partecipazione di ospiti esclusivi: Sarah Ahmed Resume (clarinetto), Tarek el Azhary (oud), Hussam Hassan (fisarmonica), Ayman Mabrouk (percussioni).

La peculiarità del festival resta la sua configurazione come vero e proprio campus artistico-musicale: questa edizione segna l’avvio di una collaborazione con l’Aga Khan Foundation. A Cetraro, infatti, fin dal primo giorno, un gruppo di studenti e docenti della Scuola di Musica Al-Darb Al-Ahmar del Cairo ha frequentato i corsi del festival, offrendo a loro volta lezioni ai partecipanti italiani. Grazie alla partnership sviluppata in collaborazione con l’Aga Khan Foundation, studenti e maestri della Scuola di Musica del Cairo (Egitto) si stanno confrontando in uno scambio culturale e didattico. I maestri presenti, grandissimi interpreti di strumenti tradizionali (oud, fisarmonica araba, clarinetto, percussioni), hanno introdotto il loro mondo musicale ai partecipanti del festival in questo evento speciale.

TAURIANOVA – Sabato al via i festeggiamenti Mariani

Sabato prende il via, a Taurianova, i festeggiamenti Mariani, la cui parte religiosa è curata dalla parrocchia guidata da don Mino Ciano, a capo anche dal comitato Festa, e dall’Associazione dei Portatori coordinata da Carlo Ambesi. Festeggiamenti che sono amplificati dalla ricorrenza per i 130 anni dai miracoli alla Madonna, in vista di domenica 8 settembre, giornata clou della parte religiosa dei festeggiamenti.

La serie di eventi, pensati dall’assessore Massimo Grimaldi e inseriti nel programma “Un’Estate Capitale – frutto del coordinamento con l’assessorato alla Cultura guidato da Maria Fedele – terminerà martedì con il concerto a piazza Macrì di Arisa, introdotto dalle esibizioni di due giovani talenti: Samuele Spina e Noa Nizzardo, vincitrice nella sezione Pop del primo concorso Armonie Mediterranee, patrocinato dal Comune e promosso dall’associazione Nuova Verdi fondata dal maestro Cettina Nicolosi. 

A partire da sabato con il concerto di Jak Alviano, quindi, l’area che circonda il Duomo cittadino – elevato a Chiesa giubilare proprio per la ricorrenza legata ai Miracoli che la tradizione documentata collega al culto della Madonna della Montagna – sarà nuovamente, tra bancarelle, luna park, passeggio e locali strapieni, quel concentrato di devozione religiosa, partecipazione e coesione sociale che la giunta guidata dal sindaco Roy Biasi sostiene ogni anno a partire dal rito U ‘Mbitu. 

Proprio il primo cittadino sarà protagonista nella giornata di domenica di una consegna altamente simbolica, a margine della solenne celebrazione eucaristica del mattino officiata da don Mino, ovvero quella di una chiave in oro che quest’anno vuole rilanciare il sentito affidamento alla Patrona in cui l’intera città sente di credere. 

Sempre domenica, inoltre, le ore che coincidono con l’attesa processione della statua – che a partire dalla messa delle 19.00 celebrata dal vescovo Giuseppe Alberti avrà sul capo la corona in oro benedetta da Papa Francesco, realizzata dopo la fusione del prezioso materiale donato dai fedeli – saranno allietate anche dalla musica della Fanfara del XII° Reggimento Carabinieri – Sicilia, protagonista alle 10.30 in un’iniziativa in ricordo di Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, nella villa comunale, e alle 22.30 di un concerto sempre a piazza Macrì. 

Altro momento altamente simbolico, frutto anche in questo caso della collaborazione tra il Comune e la Parrocchia, è quello di lunedì sera quando l’annuale consegna del Premio dei Miracoli, rilanciato da qualche anno a questa parte dell’Amministrazione comunale, si trasformerà in un vero e proprio galà in piazza, occasione in cui la città potrà – nell’anno di Capitale del Libro – legare devozione religiosa e orgoglio civico nel nome dei 5 taurianovesi, affermatisi a livello nazionale nei diversi campi, insigniti nella serata condotta da Miriam Sorace e Michel Dessì

A seguire, nella vicina piazza Italia, si esibirà il cantante Cosimo Papandrea in un concerto offerto dalla Città Metropolitana. (rrc)