L’OPINIONE / Franco Bartucci: Allertate la Commissione Affari Istituzionali del Senato per respingere emendamento proroga rettore UniCal

di FRANCO BARTUCCI – La notizia è ufficiale: la Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato il primo step dell’esame dell’emendamento mirato a prorogare i termini del mandato rettorale per il prof. Nicola Leone per altri due anni, con scadenza al 31 dicembre 2027 anziché al 31 ottobre 2025.

Come è noto, questo pastrocchio è stato presentato dai due senatori di Forza Italia, Daniela Ternullo e Adriano Paroli, con l’aggiunta in fase di discussione del sen. Mario Occhiuto. Un bel pasticcio questo per accontentare i desideri del Rettore Leone di rimanere in carica ancora chissà per quali ragioni, oppure per quali interessi e reconditi fini del presidente della Regione? 

La cosa strana è che pochi giorni prima della dichiarazione del sen. Pasquale Tridico, del Movimento Cinquestelle, che portava a conoscenza dell’opinione pubblica l’emendamento farlocco, il rettore Leone, intervistato dall’on. Franco Laratta per LaCNews24, a domanda specifica su un possibile terzo mandato, la risposta è stata quella che il suo desiderio era quello di rientrare nel dipartimento di matematica ed informatica per dedicarsi nel suo laboratorio alla ricerca sull’intelligenza artificiale.

Stranezza del caso vuole che di questo emendamento ad hoc per il rettore Leone, se approvato prima dalla Commissione Affari Istituzionali del Senato e nell’ultima fase dal parlamento, se ne potrebbe avvantaggiare anche il Rettore dell’Università del Molise, dove il decano ha già indetto le elezioni per la scelta del nuovo Rettore.

La notizia, poi, dell’ultima ora è che anche il Rettore dell’Università di Salerno Loia potrebbe appellarsi allo stesso emendamento per ottenere la proroga del suo mandato per altri due anni, fino al 31 dicembre 2027. Ma in Campania non esiste la stessa condizione calabrese circa il rientro dai disavanzi del settore sanitario sottoposto a commissariamento relativamente agli anni 2022, 2023 e 2024.

Un emendamento inserito in un uovo pasquale, e questo sì è una meravigliosa sorpresa per il settore sanitario calabrese che si vuole la conclusione del commissariamento sanitario vigente nella nostra regione da oltre venti anni portandola al disastro finanziario oggetto di analisi e commenti giornalieri.

Quindi di fatto gli emendamenti approvati nel primo step dalla commissione “Affari costituzionali” del Senato sono due: il primo più importante ed atteso dall’intera società calabrese riguarda la conclusione del commissariamento della sanità; mentre il secondo la “vergogna” che andrebbe, per il modo come scritto e presentato, fuori dalla logica della trasparenza e del diritto d’informazione al cittadino, previste da apposite leggi dello Stato, ad infangare le cose positive che durante i loro rispettivi mandati  hanno svolto ed ottenuto finora, sia il Rettore che il Presidente della Giunta regionale.

Spetta comunque adesso alla “Commissione Istituzionale” del Senato non macchiarsi del medesimo fango, qualora anch’essa finisse per approvare i due emendamenti insieme senza fare una particolare e attenta valutazione sulla loro separazione in quanto il secondo non rispetta le regole e le norme previste dalla legge di riforma universitaria 30 dicembre 2010 n.240, nota come legge Gelmini.

Il sogno rivelatore di una melma fangosa che invade nei cubi dell’UniCal 

A proposito del fango che investirebbe l’Università della Calabria, ho da raccontare un fatto personale, un sogno che ho avuto lo scorso anno dopo la scomparsa del prof. Pasquale Versace, una figura ben nota in Calabria e nel nostro Paese per quanto riguarda tutte le problematiche legate al dissesto idro geologico.

Nel sonno mi vedo dirigere verso uno dei cubi dell’Università alla ricerca del prof. Sebastiano Andò, padre fondatore del Centro Sanitario, ma soprattutto ideatore e realizzatore del progetto di Medicina all’UniCal, mediante un lavoro quasi trentennale, che ha consentito all’attuale rettore di concordare con l’Università di Catanzaro l’istituzione del corso di laurea magistrale di Medicina Chirurgia Tecnologie Digitali.

Trovo il prof. Andò impegnato in una riunione e mi dice di aspettare. Per vincere il tempo esco dal cubo dirigendomi verso la collina collocata frontalmente l’edificio ed entro in una zona boschiva con alberi ad alto fusto con alla base un prato verde. Ero lì a godermi quella bellezza ambientale quando vedo apparirmi nel sogno il prof Picci che mi invita a seguirlo portandomi fin sul ciglio del dislivello collinare e mi fa notare ch’era in corso una frana.

Preoccupato mi allontano da quel contesto franoso alla ricerca dei docenti Unical studiosi delle frane. Durante questa ricerca in giro per l’Unical mi vedo apparire in sogno per la prima volta in tutti questi anni il prof. Pietro Bucci che si accompagnava con Natuzza Evolo. Felice dell’incontro li prego di seguirmi fin sul posto della frana che nel frattempo si era disciolta in fanghiglia tanto da entrare attraverso le finestre nei cubi. Mi volto per chiedere loro di aiutarmi, ma non li vedo più portandomi contestualmente al risveglio cosciente dell’accaduto.

L’immagine del sogno, preoccupato, mi porta a cercare il prof. Marinelli, quale autore di diversi libri su Natuzza Evolo, per trovare conforto, spinto dal fatto anche che la veggente mi apparve in sogno la prima volta quattro anni prima durante il periodo iniziale dello scandalo “Esami falsi all’UniCal”, nel quale ingiustamente venne coinvolto un mio fraterno amico a seguito di una segnalazione di una maligna “fonte confidenziale”, peraltro protetta dalla legge. Anche in quella circostanza ci fu un sogno con Natuzza Evolo che ci fece intravedere e trovare il faldone in un archivio disordinato, nel quale era stato conservato il registro rosso della seduta di laurea, per cui il mio amico ne uscì prosciolto con la formula piena dalla pesante accusa penale e dal processo.

Sappiamo oggi da dove arriva e da chi è causata la frana che dall’esterno entra nei cubi dell’Università. Un emendamento truffaldino presentato da due senatori di Forza Italia che, dimentichi delle belle parole pronunciate dal Presidente Berlusconi nei confronti della sua università, in quanto laureato “Honoris Causa”, ne tradiscono il pensiero e l’amore espresso verso il complesso strutturale e la sua comunità di docenti, non docenti e studenti, che dovrebbero nel frattempo farsi sentire (come la Cgil e lo Snals) affinché il fango non permanga ed attecchisca nei cubi. Come diffondersi nel Parlamento, qualora la Commissione Istituzionale del Senato ne dovesse dare l’approvazione definitiva ed allora sì che l’allarme peserebbe sulla classe politica che in questo momento occupa gli scranni del Parlamento e si aprirebbe un conflitto già in corso e in modo più profondo tra magistratura e mondo politico.   (fb)

Houston, abbiamo un problema” sull’Università della Calabria e non solo

di FRANCO BARTUCCI – Chi ricorda oggi tra gli italiani e calabresi quanto avvenne alla fine degli anni Ottanta ed inizio anni Novanta con quella rivolta popolare di massa diffusa in ogni parte del nostro Paese per protestare contro la corruzione ed il costume di fare politica nella segretezza delle stanze e che mediaticamente venne battezzata “tangentopoli”? 

In contrapposizione nacque il movimento “mani pulite”, come vennero approvate in conseguenza di ciò delle leggi mirate a combattere quel sistema di gestione politica e si parlò di diritto d’informazione e di trasparenza che nell’Università della Calabria, per merito del suo primo Rettore Beniamino Andreatta, venne riconosciuto come diritto fondante fondamentale attraverso l’art. 10 del suo primo Statuto 1° dicembre 1971. 

Certo le nuove generazioni, quelle che oggi frequentano le Università, di tutto ciò non sanno nulla ed è pesante e grave in quanto il corpo docente ne avrebbe dovuto fare  in questi anni memoria, magari attraverso seminari e lezioni, per avere un Paese, una Regione e un ambiente universitario vigile e attento pronto ad essere paladino e tutore della propria ed altrui libertà, come della democrazia per crescere insieme. 

Di tutto ciò oggi tra i giovani che frequentano l’UniCal non vediamo ed avvertiamo alcun interesse nel difendere la sana democrazia e la correttezza politica di fronte l’emendamento ad hoc preparato da alcuni parlamentari di Forza Italia per concedere illegalmente all’attuale rettore in scadenza di mandato una proroga di due anni fino al 31 dicembre 2027.

La cosa grave che si apprende in queste ore, attraverso gli organi d’informazione è che l’emendamento del prolungamento del mandato rettorale lo hanno legato alla chiusura del commissariamento della sanità in Calabria, questo sì molto importante ed atteso per ricomporre un sistema sanitario ben amministrato moralmente, eticamente e socialmente al servizio della collettività. Un modo di gestire la cosa all’antica come nel periodo precedente a  “tangentopoli”.

In questo caso ricordo l’on. Giacomo Mancini, sindaco di Cosenza, che promuovendo un convegno con la Fondazione Antonio Guarasci per un esame attento sul fenomeno “tangentopoli” ebbe a dire: “Oggi siamo nel pieno di questa vicenda e comprendiamo la reazione della popolazione che ne chiede il superamento con leggi appropriate, ma ricordiamoci che con il tempo tutto si raffredderà e le persone dimenticheranno tutto. Ecco quello sarà il momento che tangentopoli riprenderà a vivere”. Son trascorsi 35 anni e quel sistema, per merito di questo nuovo gruppo politico di centro destra, con l’abolizione della legge sull’abuso di ufficio, i tentativi di limitare la libertà d’informazione e l’emendamento ad hoc per il rettore dell’Università della Calabria, ci sembra che la profezia dell’on. Giacomo Mancini stia ritornando in auge.

Un documento del Sindacato Snal dell’UniCal

Intanto dall’Università della Calabria, dopo il Sindacato Cgil contraria all’emendamento pro Leone,  giunge la posizione netta contraria del Sindacato aziendale Snals, peraltro pubblicata nel giornale interno “Il Messaggero” della stessa Università, che pubblichiamo integralmente a seguire, con l’auspicio che sia letta attentamente in quanto c’è tanta verità per comprendere la delicatezza della questione e che anche gli altri due sindacati Cisl e Uil diano segno della loro presenza, come anche le associazioni studentesche che a quanto mi hanno detto ammontano a ben 26 ed è tanto.

«Ci sembra giusto intervenire sul dibattito degli ultimi giorni, sulla questione del prolungamento del mandato del Rettore». Così dice la lettera del Sindacato autonomo Snals dell’Università della Calabria.

«Fino ad ora – prosegue la nota – il silenzio è stato dettato dal rispetto della non ingerenza della nostra Sigla su un aspetto che ci sembra essere meramente politico. Però, a questo punto, ci sembra doveroso denunciare la grave interferenza della politica nella scelta della carica più alta dell’università, in questo caso della nostra università. L’autonomia universitaria (Legge 168/89) sancisce che sia la Comunità a scegliere il proprio Rettore o, ci piace pensare, la prossima Rettrice, ovvero la personalità che rappresenterà legalmente l’UniCal».

«Crediamo fermamente – si legge – che nessun partito politico e nessun governo in carica possa arrogarsi il diritto di mortificare la comunità universitaria, scegliendo in maniera autoritaria di sovvertire la durata del naturale mandato di Rettore. Come già detto precedentemente, riteniamo che il nostro Rettore sia particolarmente sensibile alle lusinghe del potere e, pur di rimanere seduto su quella poltrona, si sia reso complice nello sminuire la nostra autonomia, le nostre decisioni, quelle che saranno le nostre scelte, pur di favorire un suo capriccio (il potere logora chi non ce l’ha?)».

«Ci saremmo aspettati – continua la nota – che il Magnifico si fosse presentato alla nostra Comunità per discutere insieme la nuova prospettiva che si stava manifestando per lui e per noi di conseguenza. Se era tanto importante brindare insieme al nuovo anno, non era forse vitale parlare di un eventuale “rinnovo d’ufficio”? E ancora condividere con noi, la sua comunità accademica, il desiderio di accettare questa proroga o volerci rinunciare. Per l’ennesima volta il re Sole è chiuso nei suoi palazzi.
Forse abbiamo sempre tutti male interpretato il senso della Terza Missione: caro rettore, ci sentiamo di chiederle: ma quindi, la destinataria è l’UniCal? O il territorio?».

«Proprio ieri – dice la nota – è stato pubblicato l’ennesimo articolo che evidenzia lo straordinario lavoro del Rettore, ci viene da pensare che i tempi siano sospetti: che si tratti dell’ennesima incensatura al già Magnifico (che vuole essere ancora più magnifico) Nicola Leone? Non a caso, l’articolo viene pubblicato nel momento in cui la figura del Rettore esce un po’ abbacchiata dalle ultime notizie del dibattito politico, di cui conoscete tutti la situazione e anche, all’indomani della poco lodevole richiesta di un aumento di indennizzo; sì, poco lodevole, considerando che, nella nostra università, sono anni che noi del Personale Tecnico Amministrativo lottiamo, addirittura, per i Buoni Pasto da utilizzare per l’acquisto di generi alimentari!»

«Ruolo del sindacato – conclude la nota – è anche quello di vigilare sulla legalità e noi vogliamo garantire a tutte le colleghe e a tutti i colleghi che in queste ore terremo gli occhi ben aperti». (fb)

L’Unical attrae nuovi studiosi da Parigi e Yale

Orazio Attanasio, professore di Yale, Gianni Jacussi, fisico sperimentale e ricercatore a Parigi e Mario Ferraro, postdoc nel settore della fisica sperimentale della materia, sono i tre nuovi arrivi all’Università della Calabria.

Grazie a una consolidata strategia di reclutamento diretto, sostenuta con i fondi del ministero dell’Università e della ricerca (Mur) e del Fondo italiano per la scienza (Fis), è stata proposta la chiamata in ateneo di tre scienziati di rilievo internazionale, tutti calabresi e due dei quali laureati Unical, che porteranno nuove prospettive di ricerca e innovazione.

L’Ateneo, infatti, da solo ha ottenuto un quarto dei progetti finanziati dal Fis in tutto il Mezzogiorno (ben 3 dei soli 12), per un importo totale di circa 5 milioni di euro. L’Unical si distingue per un modello virtuoso di incentivazione del merito, che prevede l’impegno ufficiale, deliberato dal Consiglio di Amministrazione, di assumere i vincitori dei bandi più competitivi per i quali il ministero prevede la chiamata diretta, eliminando così il cosiddetto “borsino del rettore” a favore di regole chiare e trasparenti per il reclutamento.

I nuovi arrivi, che si vanno aggiungere alla schiera di ricercatori e docenti di alto profilo, sono il frutto della visione strategica del rettore Nicola Leone, che fin dall’inizio del suo mandato ha riservato un’attenzione particolare per i “cervelli di ritorno” calabresi che, dopo esperienze significative in Italia o all’estero, hanno deciso di voler rientrare nella loro regione per contribuire al suo progresso. Una strategia lungimirante dell’ateneo, che ha istituito un ufficio e una specifica delega per la Progettazione di ricerca, affidata a Francesco Valentini, promuovendo percorsi di formazione per la partecipazione ai bandi competitivi e introducendo incentivi per i vincitori.

«Siamo impegnati a realizzare un ambiente che valorizzi il talento – ha dichiarato il rettore Nicola Leone – e crei le migliori condizioni per lo svolgimento delle attività di ricerca. I risultati ci stanno premiando, rendendo l’Unical un polo attrattivo per studiosi di rilievo internazionale. L’arricchimento si riflette, di conseguenza, anche la qualità della didattica per i nostri studenti, che possono crescere sotto la guida di professori di comprovata esperienza e menti brillanti».

«Per questi traguardi – ha aggiunto – ringrazio, in particolare per il loro impegno, sia il professore Valentini che il team dell’Area ricerca, innovazione e impatto sociale che ha sostenuto i ricercatori nella presentazione dei progetti».

Un risultato tangibile di questa visione è il prestigioso riconoscimento “HR Excellence in Research” conferito dalla Commissione Europea, che premia il continuo impegno dell’ateneo nel migliorare le condizioni lavorative dei ricercatori e nel promuovere una politica di trasparenza e valorizzazione delle risorse umane.

Orazio Attanasio, professore presso la prestigiosa Yale University, vincitore del progetto di ricerca “Measurement Tools Design”, finanziato nell’ambito del programma “Advanced Grant”, che avvierà un innovativo laboratorio di misurazione per sviluppare strumenti capaci di analizzare concetti teorici complessi legati al comportamento umano, e avrà l’incarico di ordinario di Economia politica presso il dipartimento di Economia, statistica e finanza “Giovanni Anania”.

Dal settore della fisica arrivano, invece, due giovani scienziati di talento: Gianni Jacucci e Mario Ferraro, entrambi vincitori di progetti altamente competitivi, finanziati dal Fis nel macrosettore delle Scienze fisiche ed ingegneristiche.

Gianni Jacucci è un fisico sperimentale specializzato nello studio di sistemi biologici attraverso tecniche avanzate di ottica. Ha conseguito il dottorato presso l’Università di Cambridge (Regno Unito) e successivamente è stato assegnatario di una borsa Marie Skłodowska-Curie presso la Scuola Normale di Parigi, dove attualmente svolge attività di ricerca come postdoc. È vincitore del progetto denominato “Active Synergy between Light and Matter (ENTWIN)” la cui ricerca sarà condotta presso il dipartimento di Fisica dell’Unical. Il progetto si propone di indagare le interazioni tra la luce e microorganismi, con l’obiettivo di comprendere diverse funzioni biologiche e sviluppare applicazioni avanzate nel campo della fotonica. Questa linea di ricerca potrebbe avere implicazioni significative per la biologia, la salute e le tecnologie ottiche.

Mario Ferraro, postdoc nel settore della fisica sperimentale della materia, guiderà invece il progetto “Specialty Optical Fibers Thermodynamics (SOFT)” che esplorerà l’applicazione dei principi della termodinamica alla propagazione non lineare della luce in fibre ottiche speciali. (rcs)

All’unical un evento dedicato alla start up Ecofair

di ELIA FIORENZA – Il 22 gennaio si è tenuto un evento atteso presso la Sala Stampa dell’Università della Calabria (Unical), dedicato a EcoFair, una startup innovativa che ha come obiettivo la trasformazione del settore dell’e-commerce in un contesto ecologico e sostenibile. L’incontro ha segnato un importante passo nel panorama delle iniziative green in Italia, unendo sostenibilità e tecnologia per proporre soluzioni concrete a produttori e consumatori.

Durante la presentazione, il team di EcoFair, guidato da Luigi Francesco Maria D’Alessandro, founder e amministratore Unico, insieme a Elio Maria D’Alessandro, Co-Founder e Paolo Di Rienzo, ha illustrato la loro visione di un e-commerce che promuove prodotti biologici e a basso impatto ambientale.

La piattaforma è concepita per ridurre le distanze tra produttori locali e consumatori, incentivando un consumo più consapevole. L’evento, introdotto dalla pro rettrice Patrizia Piro, ha offerto approfondimenti sui dettagli tecnici e strategici del progetto, ponendo un forte accento sulla gestione responsabile delle risorse e l’uso di tecnologie ecocompatibili.

Tra gli esperti invitati, Giuseppe Mendicino, direttore del Dipartimento Diam, ha discusso le ragioni di investire in iniziative sostenibili. EcoFair si presenta come una delle prime piattaforme in Italia a combinare la vendita di prodotti biologici con un impegno autentico verso la sostenibilità ambientale. Ogni articolo venduto sulla piattaforma è certificato biologico, e le spedizioni avvengono utilizzando packaging biodegradabile, riducendo l’impatto ecologico.

L’incontro ha anche favorito il dialogo tra startup, accademia e industria, affrontando temi centrali come l’importanza del venture capital per finanziare iniziative green e il ruolo della sostenibilità come motore di crescita. Questo dialogo è stato sostenuto da partner e sponsor, tra cui Confindustria, Silagum, Naturmed, Fattoria Bio e Il Giardino del Benessere, tutti attivi nel promuovere l’innovazione e la sostenibilità.

L’evento di lancio di EcoFair rappresenta un’opportunità fondamentale per riflettere su come il settore dell’e-commerce possa svolgere un ruolo cruciale nella costruzione di un futuro più sostenibile, attraverso pratiche che mirano al benessere del nostro pianeta e alla promozione di un’economia circolare. La startup si propone di essere all’avanguardia in questo cambiamento, incoraggiando un consumo responsabile e consapevole. (ef)

La mancata funzione di un ruolo del Sindacato nella vigilanza dell’idea iniziale dell’Unical

Dopo la pubblicazione della lettera del Sindacato  aziendale universitario Snals e la comunicazione del sondaggio indetto dalla “C News24” sulla scelta della figura più influente calabrese del 2024, individuata nella figura del Rettore dell’Università della Calabria, è doveroso fare chiarezza sul mancato ruolo della Organizzazione sindacale confederale nella vigilanza e tutela dell’idea progettuale iniziale dell’Università della Calabria, dalla cui nota abbiamo rilevato le cose che non vanno nell’attuale gestione dell’Ateneo calabrese e per questo merita un plauso; mentre per la vicenda dell’attivazione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, di cui all’iniziativa della “LaCNews24” anche qui è opportuno fare chiarezza e dare senso al valore della “Verità”.

diLa mancata funzione di un ruolo del Sindacato nella vigilanza Franco Bartucci

Ci meravigliamo, dato il ruolo e la funzione del sindacato in un contesto universitario particolare come l’Università di Arcavacata, non abbia avvertito l’esigenza di celebrare un evento straordinario come il cinquantesimo anniversario della sua nascita e come questo lo si stia facendo passare nel disinteresse assoluto, a cominciare dallo stesso Rettore, che il  tempo storicamente gli ha pure concesso questa posizione di prestigio, quale ottavo Rettore dell’Università della Calabria.

Poteva essere con gli adeguati festeggiamenti una grande opportunità d’incontro tra generazioni di studenti/laureati, docenti/non docenti del passato e del presente, società del territorio/mondo politico e delle istituzioni, per riflettere ed analizzare il passato insieme ed impostare nella gioia e nella consapevolezza dell’incontro un nuovo cammino comune per il cinquantennio futuro, nel quale siamo entrati già da tre anni pieni. Tutto ciò non lo è stato senza consegnare alla nuova generazione di studenti, come anche dipendenti, una memoria di appartenenza.

Nulla è stato fatto anche di fronte allo scippo che stava per accadere a seguito di una legge regionale, priva di memoria e conoscenza storica del territorio, con il disegno di legge regionale sulla città unica che prevedeva la fusione dei soli comuni di Rende, Cosenza e Castrolibero con l’esclusione di Montalto, dove l’UniCal ha diritto di svilupparsi fino ad incrociare l’asse ferroviario di Settimo di Montalto, come dimostrano gli elaborati del progetto Gregotti.

Peraltro è di questi giorni il piano di fattibilità presentato all’Unione Europea da Rfi Trenitalia per il raddoppio della Galleria Santomarco e la realizzazione di una stazione ferroviaria su territorio di Montalto Uffugo per servizio al Campus universitario di Rende.

Così è scritto nella relazione senza sapere che quella stazione ferroviaria è parte integrante del progetto dell’Università della Calabria. Anche di fronte a ciò il silenzio assoluto domina nella comunità universitaria, come nel  sindacato, che pure ha il diritto sacrosanto di intervenire per la promozione  e tutela di posti di lavoro soprattutto giovanile, se si guarda alle varie fasi di realizzazione delle strutture e al rapporto di impiego nei vari organismi lavorativi che vi avrebbero trovato casa.

Sono state nel passato tante le battaglie che il movimento sindacale ha difeso a sostegno delle specificità dell’Università, come il diritto alla residenzialità, l’autonomia gestionale del centro residenziale che una legge dello Stato ne aveva messo in pericolo l’esistenza ed altre rivendicazioni che fanno parte ancora della storia dell’Ateneo non ancora risolte, che una organizzazione sindacale ne dovrebbe avvertire il dovere di difenderle.

Eppure l’UniCal ha avuto dei padri fondatori dalle larghe vedute che hanno lasciato ai posteri della comunità universitaria una eredità di idee e programmi di avanguardia come: la legge istitutiva e uno statuto entrambi innovativi nella impostazione e nella organizzazione del lavoro, della formazione, nella ricerca in un Campus fiore all’occhiello della Calabria nel contesto di una “Grande Cosenza”, come la definiva il suo primo Rettore Beniamino Andreatta.

A proposito del sondaggio dell’emittente “La C News 24”

Resto non convinto e perplesso sul sondaggio lanciato da LaCNews24 sulla figura del personaggio più influente in Calabria per il 2024, che ha portato nella prima posizione il Rettore Nicola Leone, legando il tutto alla qualità della ricerca scientifica che trova campo nell’Università della Calabria per effetto dell’attivazione del corso di laurea in Medicina Chirurgia Tecnologie Digitali, che ha creato una forte attrazione per valenti luminari e talenti appartenenti a settori diversi emigrati in altri paesi.

Certo va riconosciuto il merito all’attuale Rettore (entrato ormai da due mesi nel suo ultimo anno di mandato rettorale sperando che sia indolore per effetto di strane e misteriose manovre che ne vorrebbero provocare una proroga) di aver saputo cogliere il frutto utilizzando le sue competenze in materia di informatica ed intelligenza artificiale applicate al settore, che altri prima di lui, come il prof. Pietro Bucci e soprattutto il prof. Sebastiano Andò avevano impostato con l’attivazione della Facoltà di Farmacia e scienze della salute e della nutrizione, fino a creare con la collaborazione di valenti docenti, impegnati anche attraverso il Centro Sanitario, un’area medica di primato assoluto in ambito nazionale come evidenziato dalla classifica Censis che collocava già nel 2016 la ricerca di area medica (A06) dell’Unical al primo posto in sede nazionale.

Quest’ultimo era prodromico (per usare un termine medico) di  un traguardo ancora più prestigioso, arrivato dagli organi di valutazione  ministeriali come l’Anvur che hanno riconosciuto il Dipartimento di Farmacia Scienze della Salute e della Nutrizione,  guidato dal prof. Sebastiano  Andò,  come dipartimento  di eccellenza nazionale   per l’area medica(A06), relativamente agli anni accademici 2018/2019, destinando allo stesso dipartimento un finanziamento quinquennale di  8 milioni di euro a sostegno della realizzazione del progetto di eccellenza che fu presentato.

Allo stesso tempo  il prof. Andò  si è impegnato  con successo alla realizzazione del primo corso di laurea per le professioni sanitarie inter-ateneo con l’Università della Magna Grecia, come primo atto di collaborazione tanto attesa  tra i due atenei per l’avvio di una rete formativa che di lì a qualche anno, come abbiamo visto ne ha trovato continuità con l’anno accademico 2020/2021  nella pervicace azione della nuova governance dell’Unical, a sostegno dell’attesa apertura dell’offerta formativa del nostro ateneo  all’area medica e delle professioni sanitarie.

Non è quindi il singolo soggetto che dà valore e prestigio all’Università, quanto il concorso di più figure e aree di competenza, oltre a quella dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, che stanno portando l’UniCal, non ancora completata nelle sue strutture per come individuabile negli elaborati dei progetti Gregotti e Martensson, nell’alone degli apprezzamenti nazionali ed internazionali per come emerge dalle varie reting  di valutazione. Un merito, quindi, per quanto riguarda la ricerca, che va distribuito all’intera Istituzione universitaria anche perché c’è ancora molto da fare, con lo stimolo ed il sostegno anche delle Organizzazioni Sindacali che mi auguro si sveglino a svolgere il loro ruolo di stimolo in modo vigile e propositivo.

A proposito dell’attivazione di Medicina a Reggio Calabria

A completamento del servizio, stimolato dal lavoro della “LaCNews 24” e del ruolo che l’informazione ha nella tutela della libertà, della democrazia, della trasparenza e nella formazione della società, è bene dire qualcosa a proposito degli accordi assunti in ambito universitario regionale, con lo stimolo del presidente della Regione Roberto Occhiuto, per attivare dopo Crotone anche Medicina e Chirurgia a Reggio Calabria, avendo sull’uscio di casa una consorella nella città di Messina. Questo ci porta a dire perché no, anche a Vibo Valentia, capoluogo di provincia?

Tutto questo mi riporta a pensare al primo Rettore dell’Università della Calabria, Beniamino Andreatta, che proprio in questi giorni l’Arel lo ha ricordato a Roma, presso la Camera dei Deputati, con un convegno celebrando i 25 anni del suo silenzio dopo il malore ch’ebbe tra gli scanni della Camera il 15 dicembre 1999.

Nel 1973 Catanzaro e Reggio spingevano per avere anche loro una sede universitaria statale. Come noto Catanzaro attivò subito, in collegamento con le Università di Messina e Napoli, la libera università con due corsi di laurea: Medicina e Giurisprudenza. La qualcosa creò molto malumore come si può riscontrare dalla lettura degli organi d’informazione dell’epoca.

In quella circostanza il Rettore Andreatta propose ai promotori dell’attivazione nelle due città calabresi dei corsi di laurea sopra citati, propose usando un termine modernissimo, quale “fare sistema”, di attivare anche in quelle città le loro università, ma avendo come sede amministrativa centrale l’Università della Calabria, unica riconosciuta dallo Stato a quell’epoca. Sappiamo come finì.

Fare sistema è di casa in altre Regioni italiane con successo.  ma in Calabria la strada è ancora lunga anche se c’è in corso questo tentativo per Medicina anche a Reggio Calabria. La considerazione da fare è che abbiamo perduto cinquant’anni della nostra storia e della nostra vita per essere fermi nella evoluzione dello sviluppo e della crescita economica, sociale e culturale dell’amata Calabria.  Cosa sarebbe stato della Calabria in campo medico sanitario se si fosse dato ascolto alla proposta del primo Rettore dell’Università della Calabria, Beniamino Andreatta, con la creazione di un sistema universitario calabrese?  (fb)

Un party studenti internazionali all’UniCal promosso dall’Associazione “Amici dell’Unical”

di FRANCO BARTUCCI – L’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” ha organizzato presso il Bistrot del Centro Residenziale, un party per salutare il Nuovo Anno insieme agli studenti stranieri che risiedono nel Centro Residenziale dell’Università della Calabria.

Di questa festa è stata la seconda edizione che l’Associazione ha inteso promuovere, dopo quella dello scorso anno, su richiesta del prof. Pietro Brandmayr, già pro Rettore e Presidente del Centro residenziale, nonché socio e vice presidente della stessa Associazione, che durante il suo mandato svolto nel periodo di rettorato del prof. Giovanni Latorre (1999/2013), ebbe modo di promuovere simili incontri con gli studenti stranieri durante il periodo delle festività natalizie e del nuovo anno.

In quel decennio gli studenti stranieri erano nell’ordine delle centinaia per effetto dei programmi Erasmus, Socrates o per gli accordi  intercorsi come con la Repubblica popolare Cinese  o tra Università per il conseguimento della doppia laurea, come nel caso dell’Università russa di Nizhni Novgorod con la quale venne istituita nel nostro Paese la prima Università Italo/Russia (Sospesa da due anni per effetto della guerra in atto tra la Russia e l’Ucraina) con Rettore il prof. Giuseppe Frega; mentre a seguito dell’attivazione dei corsi di laurea in lingua inglese tale numero, negli ultimi cinque anni, è cresciuto di molto superando le 1.300 unità provenienti da 97 Paesi del mondo.

In merito ai corsi di laurea in lingua inglese si è partiti con tre corsi attivati nel periodo del rettorato del prof. Gino Mirocle Crisci, a dieci corsi durante il periodo di rettorato del prof. Nicola Leone; mentre ne sono stati annunciati altri due per il prossimo anno accademico.

Una nota di merito per il successo ottenuto va alle decisioni prese dal Rettore e molto alla squadra dei suoi docenti delegati ai rapporti internazionali suddivisi per Paesi, coordinati dal prof. Giancarlo Fortino, che ha l’incarico specifico dei rapporti con le università della Cina (iniziato nel 1979 con il Rettore Pietro Bucci e proseguito con il Rettore Rosario Aiello) ed extra Unione Europea; nonché del responsabile dell’area Internazionalizzazione e coordinatore istituzionale Erasmus+, Gianpiero Barbuto, che ha maturato in questo settore una lunga esperienza di lavoro iniziato con il Rettore Giovanni Latorre, dopo l’entrata in quiescenza del dott. Raffaele Arena. Un periodo in cui si ebbe come delegato ai rapporti internazionali del rettore Latorre, il prof. Galileo Violini, docente di fisica presso l’omonimo dipartimento.

Prima di ritornare a parlare del party e dell’iniziativa promossa dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, istituita nel 2009 dal padre costruttore dell’UniCal, Aldo Bonifati, è giusto ricordare i nomi dei delegati del Rettore Nicola Leone ai rapporti internazionali. Detto del prof. Giancarlo Fortino, vanno citati i professori: Alberto Di Renzo, per Erasmus+; Luigi Boccia, per l’Europa (Extra Erasmus) e le alleanze Europee; Salvatore Straface, per Ecuador e Cile; Lorenzo Caputi, per Cuba e Santo Domingo; Natale Arcuri, per Messico e centro America; Laura Corradi, per l’India.

A questo impegno internazionale che viene espletato dai vari uffici sopra menzionati si aggiunge, per effetto della propria autonomia, pur passando dall’approvazione degli organi amministrativi e gestionali competenti, le funzioni dei tredici dipartimenti attualmente funzionanti, che hanno creato negli anni tali canali collaborativi scientifici tra le stesse Università.

La internazionalizzazione dell’UniCal deve crescere in quanto costituisce una colonna portante dello sviluppo dell’Università nel territorio, sia esso locale che regionale, ma deve essere collegata a doppio filo all’altra colonna portante dell’Ateneo costituita dal suo Centro Residenziale (Campus universitario) che deve anch’esso crescere e raggiungere la dimensione prevista dalla sua legge istitutiva  nelle forme gestionali ed organizzative previste dalla stessa normativa di legge e dal suo primo Statuto del mese di dicembre 1971, che ha due firme pesanti nella storia e nella nascita dell’Università della Calabria, il Rettore Beniamino Andreatta e d’Ordine del Presidente della Repubblica, il Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, non trascurando un terzo nome nella figura del Presidente del Consiglio Aldo Moro, firmatario della legge istitutiva n° 442 del 12 marzo 1968.

Una iniziativa, come questa del party per gli studenti internazionali, promossa dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, ne costituisce memoria e ne rafforza il carattere e le caratteristiche della stessa Università che deve continuare a crescere per il suo bene e lo sviluppo del territorio su cui ha impiantato le sue radici.

Nell’incontro che si è svolto nel pomeriggio del 3 gennaio scorso, a cui abbiamo assistito, la presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”, la prof.ssa Silvia Mazzuca, ha avuto l’opportunità, presente la prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettore con delega proprio al Centro Residenziale, di presentare le finalità dell’Associazione agli studenti, raccogliendo i loro suggerimenti, attraverso la raccolta di appositi biglietti, per come migliorare la qualità della vita nel Campus, creando un rapporto di fiducia ed apprezzamento da parte loro nella gestione dei servizi. “Bellissimo pomeriggio abbiamo trascorso con gli studenti internazionali presso la Maison Bistrot del Centro Residenziale dell’UniCal”, ha dichiarato la presidente dell’Associazione, prof.ssa Silvia Mazzuca. 

«Tanto entusiasmo e voglia di comunità. Gli studenti hanno potuto scrivere messaggi con le loro idee su come migliorare la vita nel Campus, che come Associazione cercheremo di realizzare, per quanto possibile. Una comunità, quella internazionale, che ha bisogno di esprimere il suo potenziale per migliorare la vita di tutti».

Un Centro Residenziale “Giardino di Pace” 

Un Centro Residenziale non ancora ultimato, come sopra evidenziato, secondo lo spirito della legge istitutiva, ma che negli ultimi cinque anni per impegno competente profuso dalla prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettrice e delegata  a tale struttura residenziale, per merito anche  dello spirito collaborativo della dott.ssa Marcella Lorenzi, è cresciuta la socialità nel Campus e di conseguenza le note di credibilità che ci portano a manifestare apprezzamento e soprattutto “voglia” di ritornare ad occuparcene in quanto il Centro Residenziale costituisce, per effetto legislativo e storico  dell’UniCal, il  punto di maggiore  richiamo ed attrazione per la sua crescita in campo nazionale ed internazionale, anche per effetto della funzionalità delle associazioni studentesche, pure queste cresciute ( da una decina prima del quinquennio a 26 nel numero attuale) e per una migliore organizzazione dei centri comuni.

Ciò che mi ha sorpreso durante l’incontro è il fatto che nell’arena collocata accanto alla mensa e nei pressi dell’aula “Umberto Caldora” abbiamo visto un congruo numero di studenti di nazionalità diversa giocare a palla con tanto entusiasmo, mentre qualcuno mi diceva che le prime maisonnettes dell’antico borgo storico del campus universitario, entrate le prime cinque nel cinquantesimo anniversario della loro abitabilità, sono occupate in stragrande numero da questi studenti anche vietnamiti; mentre lì vicino dalla prof.ssa Patrizia Piro, delegata alle problematiche del Centro Residenziale, da circa due anni è stato realizzato un luogo “la stanza del silenzio”, dove questi giovani possono trovare i momenti da dedicare alla preghiera secondo le loro tradizioni religiose.

Così si fa spazio nella mia mente e nel mio cuore la visione del “Campus universitario di Arcavacata Giardino di Pace”, dove facile è incontrarsi, dialogare e prendere coscienza della propria identità umana, grazie a questo percorso iniziato dalla prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettrice, delegata al Centro Residenziale dell’Università della Calabria. Una umanità che ha trovato competenza,  dedizione e sacrificio – mi è stato detto –  nell’accoglienza degli studenti provenienti dall’estero nel campus universitario di Arcavacata durante gli anni del Covid 19. E questo è molto in quanto costituisce speranza perché la “visione del Giardino di Pace” sia realtà. (fb)

All’Unical il graduation day del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale

All’University Club dell’Unical si è svolta la seconda edizione del Graduation Day del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale, evento unico nel suo genere ispirato alle tradizioni dei campus americani.

Nel corso della manifestazione il corpo docente ha consegnato le pergamene di laurea ai nuovi Ingegneri Gestionali ai quali è stata anche aperta la porta d’ingresso all’Associazione IG Alumni che racchiude tutti i laureati in ingegneria gestionale dell’Unical. Anche questo rappresenta una sorta di unicum in quanto riesce a mettere in correlazione diretta i nuovi ingegneri con una rete di colleghi già affermati nel mondo del lavoro.

Un passaggio certamente non secondario per chi si affaccia dopo i banchi dell’università al complesso mondo del lavoro. Nel corso della manifestazione molti ingegneri senior hanno portato la loro testimonianza confermando di fatto la bontà di un progetto visionario che nel corso degli anni sta riscuotendo sempre più consensi e viene guardato come una best practice da replicare. 

«Non è un caso che questa seconda edizione coincida con l’Assemblea Annuale dell’Associazione IG Alumni, che conta oltre 250 membri provenienti da anni di corsi precedenti – ha detto Vicenzo Straffalaci, vicepresidente dell’IG Alumni –. Dando il benvenuto nell’Associazione, gli IG senior mettono a disposizione dei neo ingegneri le competenze ma soprattutto le esperienze e la rete di contatti che l’Associazione vanta».

Il Graduation Day non è solo una celebrazione del traguardo raggiunto, ma simboleggia il legame indissolubile tra passato e futuro, unendo idealmente tutti i laureati sotto il vessillo dell’essere ingegneri gestionali Unical. Lo conferma Giusy Ambrogio, coordinatrice del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale dell’Unical, che spiega: «il Corso di Studi è solito promuovere momenti di incontro con gli studenti. Con il Graduation Day vogliamo ancora di più rimarcare il senso di appartenenza alla nostra grande famiglia, consegnando personalmente la pergamena di laurea».

Il Corso di Studi in Ingegneria Gestionale, tra i primi fondati in Italia e uno dei più numerosi del Campus di Arcavacata, si distingue per il suo costante aggiornamento e attenzione alle esigenze del mondo del lavoro. Ogni anno forma circa 100 ingegneri, con un tasso di occupazione che supera quello nazionale. Secondo il rapporto Almalaurea 2024, il 92,5% dei laureati trova lavoro entro un anno, contro il 91,8% della media italiana. Questa percentuale cresce fino al 98,2% a tre anni dalla laurea, superando di gran lunga la media nazionale del 94,4%. (rcs)

Il seminario online sul Martirio dei Fratelli Bandiera

Domani pomeriggio, alle 17, sulla piattaforma Teams, si terrà il seminario l Martirio dei Fratelli Bandiera: memoria e luoghi del sacrificio in Calabria”, promosso dal Corso di Laurea in Scienze Turistiche dell’Unical.

Intervengono Elia Fiorenza, che approfondirà la fucilazione dei fratelli Bandiera e il significato del loro sacrificio. Pietro Iaquinta esaminerà i percorsi storici seguiti dai fratelli, mentre Giacomo Tuoto parlerà del ruolo di Beniamino De Rose, l’abate cosentino che sostenne i patrioti. Un focus particolare sarà dedicato al turismo della memoria da Antonella Perri, che rifletterà su come i luoghi simbolici possano diventare risorse per il turismo culturale. Pascal Corrado mappando i luoghi legati ai Bandiera in Calabria, mostrerà come questi spazi siano diventati testimonianze viventi della storia risorgimentale. L’incontro offrirà un’opportunità di riflessione sulla memoria storica e sul suo ruolo nel rafforzare l’identità e il senso di appartenenza alla storia nazionale.

L’evento esplorerà la vicenda dei fratelli Domenico e Antonio Bandiera, fucilati nel 1844 nel vallone di Rovito per aver tentato una sollevazione contro il regime borbonico, e il loro legame con i luoghi simbolici della Calabria.

I fratelli Bandiera, insieme ad altri patrioti, cercarono di risvegliare la popolazione calabrese contro il dominio borbonico. La loro missione fallì tragicamente, ma il loro sacrificio divenne un simbolo potente della lotta per l’Unità d’Italia. Il seminario si concentrerà non solo sul martirio, ma anche sulla memoria storica e la valorizzazione dei luoghi del sacrificio legati alla loro figura. 

Per partecipare e seguire il seminario di studio sulla piattaforma Teams collegarsi gratuitamente al link:

https://teams.microsoft.com/l/team/19%3AXn1-cQT_45eGTkTZOjbvBg8VD0dlc1tspFugna_GiRk1%40thread.tacv2/conversations?groupId=d1b9d230-3ed3-4c82-b826-034c45c7dacd&tenantId=7519d0cd-2106-47d9-adcb-320023abff57 (rcs)

All’Unical la Giornata per la donazione del sangue

di FRANCO BARTUCCI – Si è svolta, presso l’Università della Calabria, la prima giornata di “Donare al Campus”, dedicata alla sensibilizzazione verso la donazione di sangue.

Promossa dal Rotaract Club Calabria University, il primo Rotaract di tipo universitario della Calabria, in collaborazione con Enti e Associazioni locali. 

L’evento è servito a rafforzare la cultura del dono e a sottolineare l’importanza della solidarietà per il benessere della collettività. Ha aderito all’iniziativa il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria, che ospita tra gli altri il Corso di studio in Medicina e TD, avvalendosi della collaborazione dell’AVIS Comunale di Rende “Maria Capizzano”, delle Associazioni Morfeo, UNS, e dell’Associazione Culturale “Mauro Francaviglia”.

La manifestazione si è aperta con un convegno presso il Centro Congressi “B. Andreatta” dell’Ateneo calabrese. L’evento ha visto la partecipazione di autorevoli figure accademiche e istituzionali. Tutti i professionisti hanno approfondito il valore scientifico e umano della donazione di sangue, evidenziando il ruolo cruciale dei donatori nel salvare vite.

La Prorettrice Patrizia Piro, delegata al Centro Residenziale, ha aperto i lavori, porgendo i saluti istituzionali e rimarcando l’importanza della Terza missione e delle attività collaterali di diffusione culturale e sociale sul territorio che l’università è chiamata a portare. Come promotrice della Socialità in ateneo, si è complimentata con le varie associazioni del Campus che, sostenute dall’apposita Area della Direzione del Centro Residenziale, coordinata dalla sua collaboratrice, Marcella Lorenzi, sanno mettere in campo e in rete il loro entusiasmo e il loro tempo per iniziative proficue per la popolazione studentesca e non.

I saluti introduttivi sono stati portati da: Luana Meireles De Moura, Presidente del Rotaract Club Calabria University, che ha sottolineato l’importanza dei service solidali portati avanti da chi crede veramente nel “servire al di sopra di sé stessi”, per il bene della comunità e del grande lavoro fatto dai giovani coinvolti nell’iniziativa; Veronica Bruno, Presidente Avis comunale di Rende, che ha annunciato l’apertura di uno sportello permanente nel Campus, situato presso il Centro Sanitario, cubo 34/b, invitando tutti a donare e partecipare alle importanti attività di volontariato che ruotano attorno ad un’attività di grande umanità quale la donazione del sangue; Pierpaolo Trotta, presidente dell’Associazione Morfeo; Andrea Spezzano, Presidente dell’Associazione UNS (Universitari nel sociale), i quali hanno entrambi sottolineato l’importanza delle numerose attività che le associazioni svolgono nel campus a favore degli studenti, sia italiani che internazionali, anche in sinergia col territorio.

Tra i relatori, medici ed esperti nel settore sanitario, sono intervenuti: Antonio Rende, responsabile di medicina trasfusionale presso l’Ospedale Spoke Paola/Cetraro, che ha introdotto con una presentazione accattivante e completa le varie fasi del processo di donazione del sangue; Francesco Zinno, direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e Coordinatore del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale “Area Nord Calabria”,  che ha illustrato le importanti attività coordinate sul territorio e il valore di una continuità per la creazione di risorse per i momenti di necessità;  Ubaldo Lupia, responsabile sanitario Udr Cosenza; Paolo Guglielmelli, direttore sanitario Avis Montalto Uffugo, che hanno portato entrambi le loro testimonianze di tanti anni di lavoro esercitati nel campo.

L’incontro è stato moderato da Roy Zulueta De Hoz. Numerosi sono stati gli interventi da parte del pubblico presente in sala. Salvatore Mangiardi, membro del Consiglio di Amministrazione Unical, ha apprezzato l’evento e si è mostrato disponibile a partecipare e a promuovere iniziative simili sulla solidarietà.

L’evento si è concluso il giorno dopo  la sede dell’Avis negli ambienti del Centro Sanitario dell’UniCal, dove è stata effettuata una raccolta sangue con la partecipazione di studenti, personale universitario e cittadini del territorio. (fb)

Rocco Papaleo torna all’Università della Calabria dopo 48 anni

di FRANCO BARTUCCI – La notizia mi giunge a Bologna nell’antivigilia di un evento doloroso che riguarda una figura importante della storia dell’Università della Calabria. Mi arriva tramite un messaggio Whatsapp da parte del presidente del Consiglio Comunale del mio paese di origine, Alessandra De Rose, che mi fa sapere, mostrandomi una dichiarazione ed un saluto rivolto agli abitanti di San Vincenzo La Costa dal noto uomo di spettacolo lucano, Rocco Papaleo, che in quel momento aveva da poco ultimato nel teatro Auditorium dell’Università della Calabria, il suo spettacolo “Gli esercizi di libertà”, ottenendo un grande successo di pubblico con un teatro pieno e con in prima fila il Rettore, prof. Nicola Leone.

Per Rocco Papaleo si è trattato di un suo ritorno dopo 48 anni nella sua prima e giovanissima università, che ha frequentato per un anno intero nel 1976, come studente del primo anno del corso di laurea in ingegneria, avendo come residenza un alloggio nello stabile Martire e Remorini di Contrada Commenda di Rende.

Per circa due ore ha entusiasmato con il suo spettacolo, fatto di episodi, racconti, canzoni e poesie, tratte dalla sua biografia “Perdere tempo mi viene facile”, scritta per celebrare i suoi 40 anni di carriera artistica. Alessandra mi ha pure detto ch’è stato uno show convincente in cui si è mescolato molto umorismo, malinconia e poesia, riuscendo a coinvolgere il pubblico presente che ha registrato il tutto esaurito dei posti a sedere dell’Auditorium teatrale dell’Università della Calabria. L’attore lucano ha pure raccontato della sua esperienza di studio per un anno nel campus universitario di Arcavacata a quel tempo con la frequentazione dell’edificio polifunzionale e della mensa universitaria adiacente al primo blocco delle maisonnettes, con i viaggi in pullman tra Contrada Commenda ed il complesso universitario esistente dell’edificio polifunzionale con le sue baracche utilizzate come aule.

«Fu una scelta di un giovane del Sud – è stata la dichiarazione di Rocco Papaleo in una fase dello spettacolo molto applaudito – verso una Università del Sud emergente con tante novità in campo nazionale». 

Ma è stato con il Rettore Nicola Leone, chiamato sul palco, a fare una dichiarazione per certi aspetti con un pizzico di rimpianto e di apprezzamento nei confronti dell’Università di oggi. Anzitutto gli ha detto di avere sostenuto alcuni esami, inclusi Analisi I e Calcolo numerico. Poi gli amici che si erano iscritti a Roma lo incoraggiarono a trasferirsi, finendo per distrarsi e abbandonare gli studi. «Oggi mi pento – ha confidato al Rettore Leone – perché comprendo che in una cittadella universitaria come l’UniCal, tutti sono studenti e studiano, inducendoti a farlo anche tu».

Trovandomi a Bologna per impegni familiari, sapendo e vedendo le immagini dello spettacolo di Rocco Papaleo nell’Auditorium teatrale dell’UniCal, in una serata straordinaria e in un luogo straordinario ed unico come il Campus Universitario di Arcavacata il pensiero è subito andato all’ideatore e stimolatore di questo straordinario progetto e cioè Beniamino Andreatta, primo Rettore, che appena insediatosi al suo posto dopo l’elezione ad un inviato del quotidiano Il Resto del Carlino, in un servizio pubblicato il 16 giugno 1971, tenne a precisare: «L’Università della Calabria deve assumere una funzione civile oltre che scientifica e deve mobilitare nelle coscienze dei professori e degli studenti tutte le energie per realizzare un grande ed effettivo motivo fusivo».

«L’impegno fondamentale sarà quello di considerare l’Università come luogo di convergenza non soltanto dei giovani ma degli adulti, un luogo dove, al di là della formazione didattica, si sviluppi un rapporto di tipo pubblico. Vorrei che l’intera società calabra e non soltanto una minima parte di essa, trovasse nell’università un ben più profondo significato di quanto non ne abbiano avuto, finora, tutte le altre Università. L’Università di Cosenza deve diventare una città dei giovani, con tutti i servizi e le infrastrutture necessarie. Questa società di giovani avrà veramente la possibilità di studiare in modo nuovo, entro un ambiente nuovo. Perché oltre ai temi professionali si darà ampio spazio anche ad altri temi culturali e sportivi come il teatro, le piscine, le palestre, i campi da gioco. Un mondo studentesco inedito».

Grazie allo spettacolo di Rocco Papaleo, che dopo 48 anni torna nella sua prima università, l’auspicio, il desiderio, il sogno e l’impegno del Rettore Beniamino Andreatta diventano tutt’uno e la fusione tra comunità universitaria e società del territorio diventa realtà luogo di convergenza per la crescita di un rapporto pubblico di alto valore aggiunto.

Per questo Rocco Papaleo meriterebbe una laurea “honoris causa” in Dams ad opera del dipartimento competente ed afferente al suo lavoro. Oggi l’Università della Calabria, che non ha ancora raggiunto la sua dimensione consegnataci dai padri fondatori, ha un patrimonio teatrale e cinematografico unico in Italia con due teatri e due sale cinematografiche; mentre gli manca ancora il villaggio dello sport programmato tra il confine di Rende ed il territorio di Settimo di Montalto Uffugo. (fb)