La squadra di podismo dell’Unical vince a Catania il 35esimo campionato nazionale

di FRANCO BARTUCCI – Il Rettore dell’Università della Calabria, Beniamino Andreatta, nel 1971 nel predisporre lo Statuto dell’Ateneo ed il progetto strutturale del Campus universitario puntava molto nello sport quale valore di attrazione e promozione dell’immagine dell’Università inserendo tra i servizi comuni anche un Centro Sportivo; nel progetto esecutivo delle opere strategiche, come il villaggio dello sport a dimensione competitiva regionale, nazionale ed internazionale.  

Nella prima decade del mese di febbraio 1989, su approvazione del Consiglio di amministrazione, nasceva il Circolo Ricreativo dell’Università della Calabria, che ogni Università italiana si era dotata con il coinvolgimento del personale docente e non docente, avendo come finalità la promozione di attività sociali, culturali e sportive. Ed è in questo settore che il Cruc dell’Università della Calabria in 34 anni di vita sta ottenendo risultati lusinghieri e di primato assoluto in campo nazionale.

Risalendo alle origini costitutive del Cruc ci piace ricordare il primo presidente Carlo Ammirato (tecnico amministrativo del dipartimento di economia) ed il compianto prof. Giovanni Anania nel ruolo di vice presidente, insieme a Pasquale Massaro del dipartimento di Matematica, coadiuvati da un comitato direttivo composto da Emma Lorenzi, Piero Marino, Francesco Gaudio e dal prof. Piero Fantozzi; mentre oggi e da qualche anno a svolgere il ruolo di presidente è stato chiamato il tecnico – amministrativo Alessandro Sole coadiuvato da un organismo direttivo.

Proprio nei giorni scorsi a Catania la squadra di podismo dell’UniCal, composta di 47 atleti di ambo i sessi, ha conquistato la coppa ed il primato nella XXXV edizione del campionato nazionale di podismo Anciu, ottenendo anche un premio per essere stata la compagine con il più alto numero di partecipanti. La squadra dell’Unical ha primeggiato su avversarie di grande prestigio come le rappresentative delle università di Bologna e Firenze.

Questa vittoria rappresenta il quarto successo del Cruc nelle ultime sette edizioni, una conferma della costante crescita e della sempre maggiore rilevanza del movimento podistico dell’Unical. Inoltre, l’edizione di quest’anno ha segnato un record di partecipazione per il Cruc, con ben 47 atleti, molti dei quali alla loro prima esperienza in questa competizione.

Questo impegno collettivo ha consentito al circolo, come già detto in precedenza, di ottenere anche il prestigioso riconoscimento della squadra con il maggior numero di partecipanti.

Tra le prestazioni individuali di maggior rilievo spiccano quelle di Giuseppe Davide Chiappetta, quarto assoluto nella gara maschile e primo di categoria, e di Noemi Baldino quinta assoluta nella gara femminile e prima di categoria. Ma la squadra dell’Unical ha messo in pista tanta qualità: ben 3 piazzamenti nei primi 10 posti della gara maschile, con Massimo Conforti quinto e primo di categoria, e Edoardo Sanchez settimo e primo di categoria, e ben 6 nei primi 20, con Antonio Curcio, diciottesimo, Emanuele Sgambitterra, diciannovesimo, e Arturo Leccadito, ventesimo.

Ma non sono gli unici risultati di rilievo. Sono state ben diciassette le medaglie di categoria per il CRUC: oltre ai già citati 4 primi posti, 2 sono stati i secondi posti, Emanuele Sgambitterra e Alessandro Soranzo, 7 i terzi posti, Annamaria Baudille, Anna Cipparrone, Graziana Filippelli, Giulia Martino, Andrea Attanasio, Fabio Lepreti e Giuseppe Rossi, 3 i quarti posti, Marilena De Simone, Vanessa Curcio e Arturo Leccadito, e 2 i quinti posti, Romina Conte e Manuel Borroto.

«Sono davvero lieto – ha commentato il rettore Nicola Leone – di questo nuovo successo dell’Unical ai Campionati Nazionali Universitari Anciu. Voglio esprimere un caloroso ringraziamento e i miei sentiti complimenti a tutta la squadra. Il primato sul più alto numero di partecipanti alla competizione è forse ancor più importante del risultato agonistico, conferma lo spirito di gruppo ed il forte senso di appartenenza che anima la nostra comunità accademica».

Questi i nomi dei componenti della squadra di podismo campione d’Italia a Catania: Noemi Baldino, Anna Maria Baudille, Cecilia Brunetti, Marianna Ceravolo, Anna Cipparrone, Romina Conte, Vanessa Curcio, Marilena De Simone, Rita Dodaro, Alessandra Falduto, Graziana Filippelli, Rosanna Gervasi, Elena Iakimova, Romana Marino, Giulia Martino, Valentina Mascali, Ilia Negri, Maria Rosaria Saffioti, Giuseppe Alì, Andrea Attanasio, Tommaso Barbalace, Piero Bevilacqua, Manuel Borroto, Giuseppe Chiappetta, Massimo Conforti, Antonio Curcio, Gianluigi Folino, Gianluigi Greco, Mario Imbrogno, Arturo Leccadito, Fabio Lepreti, Giuseppe Manco, Salvatore Minisci, Luigi Montono, Pietropaolo Morrone, Gianfranco Nardi, Dante Nisticò, Giuseppe Nisticò, Pasquale Pedace, Giuseppe Rossi, Edoardo Sanchez, Vittorio Scerbo, Emanuele Sgambitterra, Alessandro Sole, Alessandro Soranzo e Pasquale Vizza. (fb)

Un ponte tra l’Unical ed alcune Università francesi per un rapporto di collaborazione in campo di formazione e ricerca innovativa

di FRANCO BARTUCCI – Da un accordo internazionale, firmato a Napoli tra l’Unical con le Università di Napoli-Parthenope e di Palermo, nonché con le Università francesi di Artois, Picardie-Jules Verne e Littoral Cote d’Opale, è nato un ponte tra Italia e Francia per una collaborazione nel settore della formazione e della ricerca innovativa.

A seguito di tale accordo si è svolto all’Università della Calabria un primo incontro operativo con i tre rettori francesi, concordando per la prossima primavera l’organizzazione proprio nel Campus di Arcavacata la promozione di un importante simposio sulla ricerca scientifica. Gli atenei collaboreranno con azioni congiunte per la mobilità di ricercatori e docenti, lo scambio di materiale scientifico, la costruzione sinergica di progetti di ricerca o di formazione e la sottoscrizione di accordi Erasmus+ per la mobilità e lo scambio degli studenti.

L’Università della Calabria si è già mossa attivamente, all’indomani della firma dell’accordo sottoscritto a Napoli, avviando una serie di incontri operativi per definire le prime azioni concrete di collaborazione. Il Rettore Nicola Leone, accompagnato dal delegato per il Coordinamento delle azioni di internazionalizzazione per l’Europa Luigi Boccia, tra l’altro responsabile UniCal dell’alleanza europea interateneo Europeace, ha accolto nel campus i colleghi francesi Mohammed Benlahsen, rettore dell’Université de Picardie-Jules Verne, Hassane Sadok, Rettore dell’Université Littoral Cote d’Opale e Pasquale Mammone, rettore dell’Université d’Artois, presentando loro le infrastrutture di ricerca dell’ateneo e l’incubatore di impresa Technest con gli spin-off che vi lavorano, ben illustrate nel giro dalla prof.ssa Donatella Armentano, docente di chimica, che ne ha coordinato la visita.

Tre linee di ricerca per un futuro sostenibile

Le università francesi hanno proposto tre linee di ricerca strategiche: bioeconomia, mare, intelligenza artificiale e medicina. Per ciascuna di queste aree, saranno costituiti tavoli di lavoro, composti da esperti dei diversi atenei partner, con l’obiettivo di definire progetti di ricerca congiunti e programmi di scambio. Non è stato un caso che all’incontro ha pure partecipato il dott. Giampiero Barbuto, dirigente dell’area rapporti internazionali della stessa Università.

Ad illustrare ai Rettori ospiti lo stato della ricerca in corso di svolgimento nell’Università della Calabria c’erano il prof. Paolo Zimmaro, rappresentante del Dipartimento di Ingegneria per l’ambiente e il territorio, che li ha portati a visitare il laboratorio Cessma, diretto dal prof. Mendicino, del Diam in tecnologie del mare e della navigazione, coordinato dal prof. Mario Maiolo, dove hanno potuto interagire con studenti e studentesse che stanno svolgendo il loro lavoro di tesi su temi inerenti i cambiamenti climatici e apprezzato gli strumenti di previsione del tempo e di difesa da inondazioni e incendi; mentre i professori Marcello Maggiolini e Vincenzo Pezzi hanno illustrato loro lo stato dell’avvio dei corsi di laurea in Medicina Chirurgia e Tecnologia Digitale, nonché Scienze Infermieristiche, nei quali si utilizza molto la robotica, come avviene pure presso l’Università Picardie Jules Verne di Amiens.

Un’opportunità per i giovani ricercatori

Per favorire la partecipazione attiva dei giovani ricercatori, è stata proposta l’organizzazione di un evento dedicato ai dottorandi del terzo anno delle sei università dell’alleanza. Questo incontro, previsto per la prossima primavera, offrirà ai dottorandi l’opportunità di presentare i loro progetti di ricerca e di instaurare preziose collaborazioni scientifiche. Per questo l’Unical è stata scelta come sede la sede per ospitare il simposio.

Obiettivi dell’accordo

 La cooperazione prevede la mobilità di ricercatori e docenti; lo sviluppo di progetti di ricerca e formazione; la sottoscrizione di accordi “Erasmus+” per promuovere l’internazionalizzazione attraverso la mobilità individuale degli studenti (in corso, post-laurea o di dottorato) e del personale nei Paesi partner; il coordinamento di proposte finalizzate all’ottenimento di fondi comunitari per la realizzazione di progetti di ricerca e formazione e delle relative strutture a servizio.

Soddisfatto il rettore Nicola Leone per l’accordo internazionale raggiunto dichiarando: «Dopo l’avvio dell’Alleanza EUPeace, finanziata dalla Commissione Europea nella call “European Universities”, che abbraccia 9 università di 8 Paesi europei, questa nuova alleanza italo-francese testimonia il ruolo sempre più centrale dell’Unical nel panorama accademico europeo».

«Questa alleanza strategica – ha concluso – rappresenta un’opportunità importante per rafforzare la nostra offerta formativa, attrarre nuovi talenti e promuovere la ricerca d’eccellenza in settori chiave per il futuro sostenibile dell’Europa. L’Unical si conferma un’università dinamica e aperta all’innovazione, che desta l’interesse internazionale ed è capace di stringere alleanze e creare sinergie positive». (fb)   

Unical, dal 28 al 31 ottobre l’ultima possibilità per iscriversi

Dal 28 al 31 ottobre sarà ancora possibile iscriversi all’Università della Calabria. Si tratta di una finestra d’immatricolazione “diretta” e immediata sui posti ancora disponibili nei corsi di studio per il 2024/25, che va incontro a quanti non hanno sfruttato le precedenti fasi d’iscrizione.

L’iscrizione è aperta a tutti, dagli studenti che non hanno mai fatto domanda, a quelli che non sono stati ammessi nelle fasi precedenti ma che sono desiderosi d’iniziare il loro percorso di studio universitario nel più grande campus d’Italia, assicurandosi una formazione di alta qualità senza ricorrere a costose migrazioni verso altri atenei del Paese. Grazie all’ampliamento dei posti a bando, effettuata dalla Governance dell’ateneo dopo il boom di iscrizioni dello scorso anno, agli studenti è offerta l’opportunità di iscriversi a diversi corsi di studio, anche in questa fase finale.

Le fasi della procedura

Alle 11.00 del 28 ottobre sarà aggiornata la sezione dedicata e verrà pubblicata la tabella contenente il numero di posti ancora disponibili nei singoli corsi di laurea, mentre alle 12 del 28 ottobre inizierà la fase di immatricolazione diretta.

Per immatricolarsi bisogna: registrarsi su unical.esse3.cineca.it (guida); elezionare dal Menu di Esse3 -> segreteria -> immatricolazione; scegliere il corso di laurea d’interesse tra quelli disponibili seguendo la procedura indicata nella sezione dedicata; pagare subito la tassa di immatricolazione (16,50 €) e comunque non oltre la mezzanotte dello stesso giorno (pena la decadenza), confermando così l’iscrizione che diventa immediatamente effettiva.

Alle 23 del 31 ottobre si chiuderà la finestra di immatricolazione. In quest’ultima fase, dunque, chi prima arriva potrà acquisire il posto disponibile, confermandolo  con il pagamento della tassa (16,50 €) entro la mezzanotte della stessa giornata. In caso di mancato pagamento, decade il diritto all’iscrizione ed il giorno successivo il posto viene reso nuovamente disponibile.

La procedura deve essere svolta online, ma chi avesse bisogno di assistenza, dal 28 al 31 ottobre potrà rivolgersi al personale dell’Area Servizi Didattici presso gli sportelli attivati al primo piano del Centro Residenziale (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17). (rcs)

 

I capigruppo di minoranza: Indegno lo spot di Occhiuto dall’Unical

I capigruppo dell’opposizione Mimmo Bevacqua (Pd), Davide Tavernise (M5s) e Antonio Lo Schiavo (Misto), hanno evidenziato come «gli studenti calabresi dell’Unical ieri hanno potuto imparare finalmente, e personalmente, come si costruisce e si manda in onda una spot televisivo ben confezionato, ad immagine e somiglianza del presidente della regione Roberto Occhiuto, bravo come sempre a spargere illusioni a basso costo per i calabresi. Ormai una vera e propria telenovela…».

«Tutto finto e tutto illusorio dagli schermi di Rete 4 nella sua formula itinerante, ma non gratuita immaginiamo, impiantata all’Unical ieri – hanno continuato i capigruppo di minoranza -. Occhiuto, senza mai essere sfiorato minimamente da domande vere e insidiose ha raccontato semplicemente una Calabria che non esiste».

Una regione per i capigruppo «che è nei dépliant. Nei sogni. Trasporti efficienti, aziende floride, studenti con il lavoro sotto casa, coste e montagne incontaminate, livelli di ricerca e assistenza sanitaria da far invidia ad Harward. Che meraviglia».

«Peccato, però – hanno aggiunto – che le illusioni svaniscono non appena lo spot si esaurisce e resta, a schermo chiuso, tutta un’altra realtà. Strade che sprofondano, treni che non arrivano, calabresi all’estero per curarsi, mari inquinati, disoccupazione alle stelle e povertà dilagante. Una sola volta Occhiuto non ha mentito, ovviamente “incalzato” da un Paolo Liguori più “combattente” che mai. Quando ha esaltato il ruolo eccellente dell’Unical a livello nazionale. Vero, verissimo. Un punto di orgoglio per i calabresi, forse l’unico. Non certo merito della classe politica ma frutto di una visione nobile di chi ci ha preceduto e di chi ogni giorno investe tempo e passione per la ricerca e la formazione».

«E ci dispiacerebbe – hanno spiegato ancora i capigruppo di minoranza – se oggi l’università diventasse campo di battaglia politica. Noi riteniamo che debba rimanere il faro della didattica, della formazione e delle continue innovazioni necessarie per stare al passo con il tempo. Quel che conta è il livello in cui oggi è l’Unical in Italia e in Europa. Una scommessa vinta».

«Per il resto – hanno concluso Bevacqua , Tavernise e Lo Schiavo – speriamo che Occhiuto si svegli dal suo sogno prima che sia troppo tardi. I dati Eurostat sulla povertà, la sua frittata fatta sull’autonomia differenziata e la crisi senza fine della sanità dovrebbero riportarlo alla realtà». (rrc)

LA RIFORMA DEI PICCOLI COMUNI CALABRI
LA FUSIONE POTREBBE ESSERE UN’OPZIONE

di FRANCESCO AIELLO – Nell’incontro del 23 settembre scorso a Catanzaro sull’ordinamento degli enti locali, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato l’urgenza di riformare l’assetto istituzionale e amministrativo dei comuni calabresi, evidenziando come la frammentazione degli enti locali limiti l’efficacia nell’offerta dei servizi pubblici (“in Calabria troppi Sindaci, serve una riforma sui Comuni con pochi abitanti”).

La presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato ulteriormente l’importanza di affrontare queste problematiche, aprendo a discussioni su come promuovere il miglioramento della capacità amministrativa degli enti locali. Gli interventi di Occhiuto e del Ministro Piantedosi si inseriscono nell’ampio dibattito sull’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici offerti dai comuni.

Questi temi hanno ottenuto crescente attenzione tra i ricercatori e le istituzioni. Limitatamente al caso della Calabria, si è rilevato che ben 258 comuni, più del 60% del totale, sono classificabili come “sotto livello”, poiché registrano un’offerta di servizi e una spesa effettiva inferiori alle soglie standard. Questi comuni hanno una dimensione media di circa 39 km² e assorbono il 67% del territorio regionale. Inoltre, la popolazione media di questi comuni è inferiore a 5.000 residenti, il che significa che il 64% della popolazione calabrese vive in aree in cui gli enti locali spendono poco e offrono servizi al di sotto degli standard.

Pochissimi comuni calabresi mostrano un potenziale comportamento virtuoso, offrendo più servizi e spendendo meno dello standard. L’inefficienza sistemica nell’offerta di servizi riguarda tutti i territori della Calabria, sebbene sia relativamente più marcata nelle province di Reggio Calabria e Crotone.

All’interno di questo quadro generale, particolare attenzione meritano i comuni piccoli e di montagna, poiché affrontano difficoltà aggiuntive nella gestione delle risorse e nell’erogazione di servizi. La causa è l’impossibilità di sfruttare le economie di scala, che, insieme alle risorse umane e finanziarie insufficienti, incidono sul progressivo indebolimento del ruolo degli enti comunali.

È per tali ragioni che, per ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare l’efficienza dei servizi, è essenziale promuovere fusioni tra comuni di ridotte dimensioni. Peraltro, l’analisi delle distanze tra i comuni calabresi indica che 131 coppie di comuni (232 unità amministrative!) sono distanti meno di 5 chilometri. Questa prossimità geografica offre un’opportunità unica per rivedere l’assetto amministrativo, facilitando la gestione dei servizi senza la necessità di investire in nuove infrastrutture di collegamento tra i centri urbani. In questo contesto, le fusioni potrebbero preservare le identità locali e le specificità culturali, contribuendo a costruire una governance più robusta. Un esempio emblematico è quello di Casali del Manco, un nuovo comune nato dalla fusione di cinque piccoli comuni vicini, che dimostra come, nel medio periodo, queste iniziative possano generare risultati positivi.

Sulla base di queste considerazioni, appare chiaro che non ci sono ragioni economiche che ostacolino le fusioni tra piccoli comuni. Infatti, la teoria economica e l’analisi dei dati suggeriscono che aggregare i comuni di dimensioni ridotte, creando nuovi enti con una popolazione di circa 12.000 abitanti, sarebbe molto vantaggioso.

Questa ristrutturazione è necessaria, poiché il territorio della Calabria non può più essere gestito da comuni con capacità amministrativa limitata. Tuttavia, gli ostacoli alle fusioni provengono spesso dalle popolazioni locali, che temono di perdere la propria identità, sebbene questo timore sia infondato, poiché si tratta solo di cambiare il modello organizzativo delle comunità. È, altresì, importante notare che le resistenze alle fusioni derivano anche da dinamiche politiche locali. L’esperienza dimostra che gli attori politici tendono di fatto a opporsi alle fusioni, temendo una perdita di potere dovuta alla riduzione delle cariche per sindaci e assessori.

In questo contesto, l’istituzione di un osservatorio permanente presso la Regione Calabria potrebbe offrire assistenza tecnica ai piccoli comuni, favorendo così la consapevolezza degli effetti potenziali delle fusioni. È, inoltre, fondamentale che la riforma degli enti locali sia facilitata dalla Regione Calabria con una chiara regolamentazione legislativa e con fondi regionali aggiuntivi rispetto a quelli nazionali, come già avviene in altre regioni italiane.

L’invito al Presidente Occhiuto è di fare proprie queste proposte, rendendo disponibili nel bilancio regionale risorse dedicate alle fusioni e promuovendo attivamente l’osservatorio permanente. Questi interventi sarebbero cruciali per garantire un’amministrazione efficace e reattiva alle esigenze delle comunità locali.

Riconsiderare gli assetti istituzionali è, quindi, cruciale. Il numero elevato di sindaci e comuni porta a una gestione inefficace delle risorse, evidenziando l’urgenza di ristrutturare il sistema di gestione e amministrazione del territorio.

In linea con le dichiarazioni di Occhiuto, è necessario affrontare la frammentazione amministrativa e migliorare la governance locale come passi necessari per adottare nuovi modelli organizzativi delle comunità e dei territori estremi della Calabria. Solo un impegno concertato e una visione a lungo termine possono contribuire a superare le attuali difficoltà dello spopolamento che impera in Calabria. (fa)

[Francesco Aiello è professore ordinario di Politica Economica all’Unical]

Parte a Crotone il terzo polo di Medicina della Calabria

«L’istituzione del terzo polo di medicina a Crotone rappresenta un successo per tutta la regione». È quanto ha dichiarato il Rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone, all’inaugurazione, a Crotone, del primo anno accademico del corso di laurea in Medicina.

Un evento che segna l’apertura di un nuovo capitolo nella formazione medica in Calabria, posizionando Crotone come il terzo polo della formazione medica regionale, accanto a Cosenza e Catanzaro.

L’ufficialità è arrivata il 9 ottobre scorso, quando il consiglio direttivo dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), dopo la visita degli ispettori, ha espresso parere positivo sul nuovo corso, accreditando il polo di Crotone come sede didattica decentrata dell’Università della Calabria e assegnando all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro la sede amministrativa, come richiesto dai due atenei.

«L’Unical ha investito risorse considerevoli – ha spiegato – per realizzare un centro didattico all’avanguardia, attrezzandolo  con le più moderne strumentazioni tecnologiche, come il tavolo anatomico 3D arrivato appositamente dagli Stati Uniti. Offriamo un corso di alta qualità e, al tempo stesso, garantiamo tutti i vantaggi del settore pubblico: dalle borse di studio all’esenzione delle tasse, che rimangono comunque molto contenute  anche per le fasce di reddito più elevate».

Assieme a Leone, il rettore dell’UMG, Giovanni Cuda, insieme al sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, al presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari e al commissario dell’Asp di Crotone, Antonio Brambilla, che hanno portato i loro saluti. La presentazione del corso è stata a cura del professor Marcello Maggiolini, mentre le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

«Siamo orgogliosi di annunciare l’avvio delle lezioni di questo corso di laurea  – ha detto Cuda – che consentirà a moltissimi giovani di restare nella nostra Calabria per proseguire gli studi. Il corso preparerà i futuri medici e garantirà una formazione di eccellenza grazie a strumentazioni e didattica all’avanguardia».

«L’avvio di questo corso – ha concluso – rappresenta un’assoluta innovazione in ambito sanitario e siamo felici di essere riusciti a implementare la nostra offerta con questa straordinaria opportunità di formazione».

«L’avvio del corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Crotone è un’ottima notizia per la Calabria – ha affermato Occhiuto –. Purtroppo, per troppo tempo, i nostri giovani laureati in Medicina sono stati costretti a cercare opportunità di lavoro fuori regione o addirittura all’estero, anche a causa della mancanza di posti di specializzazione nel nostro territorio. Quando sono diventato presidente, in Calabria c’era solo il corso di laurea in Medicina di Catanzaro».

«Oggi abbiamo tre poli universitari – ha aggiunto –: uno a Catanzaro, uno a Cosenza e uno a Crotone. Poli universitari di alto livello, capaci di fornire un’istruzione d’avanguardia ai nostri futuri medici. Grazie all’apertura di queste nuovi corsi di laurea e all’ampliamento dell’offerta formativa, non solo formeremo un numero maggiore di medici, ma offriremo opportunità reali di lavoro qualificato nella nostra regione».

«Un ringraziamento – ha concluso il Presidente – al rettore dell’Università della Calabria di Cosenza, Nicola Leone, al rettore dell’Università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, Giovanni Cuda, al sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e al presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, con i quali abbiamo lavorato in squadra per offrire al territorio crotonese e alla Calabria questo importante presidio di saperi in campo medico».

Un corso unico per competenze in Intelligenza artificiale e Bioinformatica

Il corso di laurea, che conta già nel primo anno su 84 posti disponibili, è stato illustrato dal professore Unical Marcello Maggiolini, presidente della Commissione paritetica interateneo, composta da 4 docenti dell’Unical e 4 docenti di Unicz.

In particolare, Maggiolini ha sottolineato come l’obiettivo del corso di laurea sia la formazione di medici in grado di integrare e potenziare le classiche abilità professionali in ambito assistenziale con competenze che consentano di utilizzare in maniera ottimale le tecnologie digitali che, progressivamente, hanno acquisito un ruolo indispensabile nei vari settori della medicina. Pertanto, lo studio delle materie di base e pre-cliniche sarà integrato con importanti conoscenze di intelligenza artificiale.

«Concorreranno a tale progetto innovativo nella formazione medica – ha sottolineato Maggiolini – sia l’Unical, i cui docenti erogheranno prevalentemente le attività didattiche del primo triennio, che Unicz i cui docenti erogheranno le attività didattiche del secondo triennio del corso di laurea».

Il professore, concludendo con una citazione storica di Erodoto – “I medici di Crotone sono i primi nel mondo, secondi sono quelli di Cirene” –, ha ribadito come «questa giornata non segna l’avvio di una scuola medica crotonese, ma un ritorno poiché Crotone è stata la migliore scuola medica dell’intero occidente nei secoli VI e V a.C. dalla quale ebbe origine la medicina come scienza e ricerca con medici del valore di Alcmeone, Callifonte e Democede, conosciuti in tutto il mondo antico». (rkr)

All’Unical docenti ed esperti a confronto sull’IA

Domani pomeriggio, all’Unical, alle 14.30, all’University Club, si terrà il workshop dal titolo Intelligenza artificiale e profili di Proprietà Intellettuale, organizzato dal Liaison Office dell’Area Ricerca, Innovazione e Impatto Sociale dell’Unical per esplorare le nuove opportunità e le criticità che i sistemi di AI stanno creando nel mondo legale e della proprietà intellettuale.

L’evento è aperto all’intera comunità accademica, al tessuto imprenditoriale, ai professionisti di settore e coinvolge l’Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza e Unindustria Calabria.

Il workshop coinvolge sia esperti di intelligenza artificiale sia professionisti del settore proprietà intellettuale. Fra questi, Georg Gottlob, docente del dipartimento di Matematica e Informatica, fra i massimi esperti al mondo di intelligenza artificiale – che racconterà la sua esperienza di professore e inventore, illustrando come dalla ricerca di base possano nascere anche risultati di grande valore economico, attraverso il deposito di brevetti e la creazione di spin-off.

Loredana Guglielmetti, responsabile della Divisione 5 “Brevetti” della Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, farà un excursus delle problematiche generate dall’impatto dell’AI sulle opere dell’ingegno e della creatività.

Domenico Golzio, former director dell’Epo (European Patent Office), si occuperà di temi come l’esame di brevetti aventi ad oggetto l’intelligenza artificiale, l’analisi dell’invenzione AI secondo il “Two Hurdle Approach”, la valutazione dell’attività inventiva con l’utilizzo del “Problem Solution Approach”.

Filippo Colangelo Roccanova, IP Cooperation Specialist dell’Euipo (European Union Intellectual Property Office), tratterà l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul diritto d’autore e sul design.

L’imprenditore Massimo Ruffolo, fondatore, ceo e cpo dell’azienda Altilia srl, durante il suo intervento presenterà un brevetto innovativo, depositato nel 2013, focalizzato sulla costruzione di modelli spaziali e semantici di documenti. Questo brevetto ancora oggi consente ad Altilia di sviluppare una piattaforma avanzata per l’utilizzo dell’AI generativa nelle imprese.

 

Il 14 ottobre s’inaugura l’anno accademico di Medicina a Crotone

Il 14 ottobre, al Polo Universitario in via Iapigi di Crotone, alle 10, sarà inaugurato il primo anno accademico del nuovo corso di laurea  in Medicina e chirurgia TD (Tecnologie digitali).

Il <rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone, e il rettore dell’Università “Magna Graecia”, Giovanni Cuda, apriranno i lavori, seguiti dalla presentazione del corso da parte del professore Marcello Maggiolini, presidente della commissione paritetica interateneo.

Porteranno i loro saluti il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, mentre le conclusioni saranno affidate al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. (rkr)

All’Unical concluso il Percorso di Eccellenza del Corso di Ingegneria Gestionale

Si è concluso il Percorso d’Eccellenza del Corso di Studi in Ingegneria Gestionale dell’Unical, una iniziativa che ha messo in luce il talento e l’impegno dei propri studenti che hanno partecipato al ciclo di seminari, arricchito dalla presenza di sette aziende di caratura internazionale come Accenture, Stellantis, L’Oréal Paris, Tiscali.

Il progetto, concepito per promuovere l’eccellenza accademica e professionale, ha premiato 12 studenti che si sono distinti nel corso della loro carriera per i risultati accademici. A ricevere gli attestati del PE2024 sono stati: Guido Barbieri, Manuel Campanella, Aurora Coloca, Luca Imperio, Orlando Fragola, Alessandro Domenico Mafrica, Fabiano Pio Romeo, Alessandro Russo, Francesco Sammarro, Vincenzo Schiavello, Enrico Sottilotta e Lucia Spinelli.

Per l’occasione, è stato ospite del Corso di Studi Stefano Lombardi, senior manager di Accenture, società di servizi professionali con oltre 22.000 persone in Italia, il quale ha consegnato gli attestati di partecipazione ai 12 studenti “eccellenti” del 2024 premiando, in accordo con tutte le aziende partner del Percorso, anche lo studente Luca Imperio con il riconoscimento di “Miglior Profilo”. 

La professoressa Giusy Ambrogio, coordinatrice del Corso di Studi, ha voluto sottolineare l’importanza del Percorso d’Eccellenza, evidenziando il valore della collaborazione tra mondo accademico e aziende.

«Il Percorso d’Eccellenza è una attività time consuming, che si fonda su una rete di contatti consolidati che il corso di studi ha e grazie alla quale riesce a portare presso il campus di Arcavacata delegati di aziende rappresentative del mercato internazionale. Ovviamente lo sforzo è ripagato ampiamente dal livello di soddisfazione che sia i partecipanti che le aziende partner esprimono a fine processo, risultando un modo efficace per far incontrare domanda e offerta. Grazie a queste iniziative il corso di studi in Ingegneria Gestionale dell’Unical può vantare di avere un tasso di occupazione dei laureati ad un anno dalla laurea del 92,5%, superiore al 91,8% della media italiana, come da fonte ufficiale Almalaurea (fonte Rapporto occupazionale Almalaurea 2024). Questo ci posiziona tra i grandi atenei nel settore dell’Ingegneria Gestionale».

La chiusura di questo percorso rappresenta non solo un riconoscimento individuale per gli studenti premiati, ma anche un segnale positivo per l’intera comunità accademica dell’Unical. Il Corso di studi in Ingegneria Gestionale continua a dimostrare il suo impegno verso l’eccellenza educativa, formando professionisti pronti a rispondere alle sfide del futuro. Questo evento è un passo importante verso un mondo accademico sempre più competitivo e innovativo. (rcs)

 

Celebrare il 40° anniversario di San Giovanni Paolo II in Calabria è come entrare in una pagina storica molto bella dell’Università della Calabria

di FRANCO BARTUCCI – La Calabria è entrata nel vivo delle celebrazioni del 40° anniversario della visita che San Giovanni Paolo II fece tra il 5 e il 7 maggio 1984 nella nostra regione, pernottando a Paola nel Santuario di San Francesco, ma con visite, arrivando all’aeroporto di Lamezia Terme, alla Certosa di Serra San Bruno, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria.

In particolare sia a Cosenza che a Paola, su iniziativa dell’Arcidiocesi di Cosenza Bisignano, della Parrocchia San Nicola di Medicino, del Settimanale cattolico “Parola di Vita”, della Basilica di San Francesco di Paola, come del Comune tirrenico, sono state promosse varie iniziative che culmineranno il 13 ottobre, con vari incontri ed iniziative, cerimonie religiose, per effetto anche della presenza di una reliquia di San Giovanni Paolo II, custodita dalle Suore figlie della carità a Roma nella casa Regina Mundi, che verrà portata ed esposta nelle varie chiese del territorio cosentino e paolano.

Per quanto ci riguarda questo anniversario della presenza di Giovanni Paolo II in Calabria ci riporta a riflettere, come evidenziato nel titolo del servizio, su una bella pagina di storia della nostra Università, che trova in questa figura di Santo un legame di valori profondi che mettono in luce l’attenzione particolare riversata sull’Ateneo di Arcavacata, fin dalle sue origini, per effetto delle sue specificità di campus universitario, da San Paolo VI, che sollecitato dal Ministro della Pubblica Istruzione, Riccardo Misasi, designò nel 1971, quale Arcivescovo di Cosenza, Monsignor Enea Selis per effetto della sua esperienza maturata nel mondo universitario cattolico italiano, quale assistente spirituale. La fotografia che mostra Paolo VI con Mons. Selis e Fausto Lio, Arcivescovo e sindaco di Cosenza ci mostra questa grande attenzione. Una presenza, che grazie allo stretto dialogo e spirito di collaborazione con il Rettore Beniamino Andreatta, lo portò ad istituire la parrocchia universitaria San Paolo Apostolo, con i Padri Dehoniani a gestirla.

L’attivismo cattolico nell’Università, a livello di docenti, non docenti e studenti, è più che noto (addirittura nel 1973 la Fuci promosse un convegno nazionale con dirigenti e studenti che arrivarono da varie università italiane, che si svolse nell’edificio polifunzionale di fresca costruzione), maturando negli anni varie iniziative importanti, legandosi anche nei percorsi di gestione della stessa università (con gli studenti e docenti cattolici eletti in vari organismi gestionali).

La presenza di Giovanni Paolo II a Cosenza quel 6 ottobre 1984 costituisce per l’Università della Calabria un rinnovo della sua identità culturale e scientifica, oltre che umana, per quanto è accaduto in termini di pronunciamento di parole di forte sostegno per il suo sviluppo e di incontri con il Rettore, prof. Pietro Bucci, avvenuto in Arcivescovado, insieme ad altre autorità cittadine, presentate dall’Arcivescovo Mons. Dino Trabalzini, che gli portò in dono un progetto per un grosso complesso residenziale, elaborato dall’arch. Maurizio Bonifati e dal prof. Roberto Visentin, per l’uso delle fonti di energia alternativa, utile per un centro integrato per comunità da realizzare in  paesi del terzo mondo.

«Pensiamo ad alcune missioni dei paesi del terzo mondo, e l’Università nel donare tale progetto – scrisse il Rettore Bucci nella nota di accompagnamento – vuole manifestare la propria partecipazione ai problemi della comunità cristiana nel mondo». 

Per il Rettore Bucci fu una emozione grandissima quell’incontro con Papa Karol Wojtyla, come mostra la foto, ma fu l’inizio di un nuovo cammino dedito alla ricerca della fede, che lo trasformerà da ateo a un uomo di profonda umanità e religiosità.

Ma il pronunciamento delle parole ad opera di Papa Wojtyla a sostegno dell’Università della Calabria e dei suoi giovani avviene la sera nello stadio San Vito, dove a un certo punto dice:  «Sono contento di essere in Cosenza, centro dell’antico Brutium, in questo luogo racchiuso tra la Sila e la Valle del Crati. Luogo stupendo, che ha tutta una sua storia di popoli, di dominazioni, di culture. Cosenza è sempre stata centro di cultura e di pensiero, che ha conosciuto nei secoli esponenti illustri. Oggi questa città ospita l’Università di Calabria, di recente istituzione. Molti giovani della regione preparano qui il loro futuro, qui si addestrano alla ricerca scientifica, maturano il loro pensiero. Esser sede universitaria è un impegno che valorizza la città, ma è anche una grande responsabilità, poiché richiede da parte di tutte le componenti cittadine attenzione e dedizione per una formazione non solo accademica, ma umana e cristiana di tanti giovani. Auspico vivamente che l’Università fucina del pensiero e dell’uomo, gareggi con le altre istituzioni sorelle per contribuire alla promozione culturale di questa diletta Regione, offrendo un servizio alla scienza degno della Calabria erudita del passato. L’Università di Calabria sia il punto più alto dell’interesse degli amministratori di questo capoluogo, poiché con uno studio serio che avvii ad una professionalità qualificante si crei quella classe dirigente di cui la Calabria ha bisogno per risolvere i suoi problemi. La ricomposizione del tessuto sociale passa attraverso lo studio e l’impegno culturale, volti all’affermazione della dignità della persona umana: la Calabria tutta attende fiduciosa questo contributo di pace e di progresso sociale».

In questo dire non possono essere trascurate le parole e i pensieri pronunciati dal Papa oggi Santo per essere vicino agli ultimi: «Un pensiero infine rivolgo ai cittadini più bisognosi, agli ammalati, ai carcerati, ai piccoli, agli emarginati perché possano trovare sempre in Cristo conforto e speranza; possano essere loro, carichi di sofferenze e di umanità, il ponte per un mondo ed una società più giusta e più buona». Ed infine la benedizione: «A tutti impartisco la mia Benedizione, invocando dal Signore su questa città e sui suoi abitanti prosperità, concordia operosa, pace».

Quelle parole e quella presenza ancora oggi hanno un valore pregnante per essere testimoni di giustizia, concordia, amore e pace, soprattutto in questi momenti che abbiamo vicino casa tanti conflitti che calpestano il genere umano.

Per ritornare a quel 6 ottobre 1984, inizio di una nuova storia di rapporti ed azioni di lavoro, non posso non ricordare il sogno che aveva il Rettore Pietro Bucci nel conferire a Papa Giovanni Paolo II e a Maria Teresa di Calcutta una laurea “Honoris Causa” che non poté portare a compimento per la scadenza del suo mandato rettorale. Ma da uomo di fede conquistata non si risparmiò nel dare il suo contributo culturale e sociale alle opere della Chiesa locale calabrese portandola ad istituire il “Brutium”, come la Fondazione “Facite” di culto e religione ed altro ancora come membro di organismi amministrativi e direttivi.

Certamente il rapporto di stima creatosi tra il prof. Pietro Bucci, del quale abbiamo ricordato lo scorso 10 settembre il 30° anniversario della sua scomparsa, e Sua Santità Giovanni Paolo II, lo ha portato ad assumere nel 1993 la funzione di Presidente del Campus Biomedico di Roma, dove ha avuto il tempo di insediarsi e celebrare pure l’inaugurazione dell’anno accademico; come anche di accogliere nelle strutture del Campus il noto attore Alberto Sordi che portava un suo consistente contributo finanziario alla giovane università nel sostenerne la fase di avvio.

Quanto fosse profondo il rispetto e la stima del prof. Pietro Bucci nei confronti di Sua Santità Giovanni Paolo II lo compresi in occasione dell’udienza privata che ottenemmo l’8 settembre 2004, nell’Auditorium Paolo VI. Eravamo alla vigilia del 10° anniversario della scomparsa del prof. Pietro Bucci e l’udienza era stata chiesta proprio per ricordarne la figura e poi per consegnare al Papa la bandiera della Pace, denominata “Peace’s Flag”, realizzata dall’equipaggio del Progetto Magellano, avente come presidente lo studente Salvatore Laporta, durante la prima edizione del viaggio che ha portato gli studenti in giro per diverse università europee (Siena, Lubiana, Pecs, Vienna, Praga, Varsavia, Tartu, Joensuu, Stoccolma, Dortmund, Utrecht, Gent, Bruxelles, Lugo, Tolosa, Losanna, Castellanza). Una bandiera che fu realizzata durante il viaggio per manifestare il no alla guerra in Iraq e pretendere la Pace.

Fu una splendida occasione in cui vidi Papa Giovanni Paolo II stendere la propria mano benedicente sul plastico raffigurante il Campus dell’Università della Calabria con un Rettore Latorre entusiasta del dono offertogli e poi fu il mio turno per consegnargli la bandiera della Pace, un libro su una ricerca fatta da padre Rocco Benvenuto sul Venerabile padre Bernardo Maria Clausi ed un quadro poster raffigurante Sua Santità con il prof. Pietro Bucci, posti frontalmente che riproduceva un momento, una fase della loro vita in occasione di un incontro importante.

Furono momenti intensi ed emozionanti in quanto, avendo difficoltà nel parlare, lo vedevo guardare il poster e contestualmente sentivo su di me il suo sguardo con occhi interessati e sorpresi perché rivedeva dopo oltre dieci anni se stesso e la figura del prof. Bucci dandomi prova del loro rapporto di stima. Lo sguardo era interessato e caloroso facendomi sostare ai suoi piedi, mentre il cardinale addetto al cerimoniale mi invitava ad alzarmi per lasciare ad altri lo spazio per l’udienza. Cosa che feci regolarmente portando con me la lettera, che mi era stata consigliato di scrivere da un sacerdote che negli uffici vaticani la sera prima mi consegnò i pass  per l’udienza, dicendomi che il Papa amava leggere le lettere che gli venivano date. Nella lettera scritta di notte avevo raccontato le motivazioni del nostro viaggio ed il perché dei doni lasciati. 

Appena allontanatomi mi accorsi subito di avere ancora tra le mani la lettera e dispiaciuto mi voltai guardandolo per capire cosa fare e notai che il suo sguardo era fisso ancora su di me. Improvvisamente fui avvicinato da una persona addetta alla sicurezza che mi chiese il perché di quella sosta improvvisa e consegnandogli la lettera per portargliela notai che resosi conto della consegna, rivolse così la sua attenzione alle due signore di colore che stavano dietro di me per l’udienza.

 Quei momenti per me continuano ad essere indimenticabili, consapevole di avere avuto prova di un rapporto ancora vivo di una grande amicizia e stima tra un Papa buono ed illuminato ed un professore scienziato che aveva scoperto la bellezza della fede per essere al servizio di Dio Padre.

Son trascorsi venti anni ed un mese circa da quell’incontro con Papa Giovanni Paolo II, oggi Santo, ricordandomi che alla base dei vari contatti avuti c’è stato un valore guida oggi importante e fondamentale quale quello della Pace, frutto del rispetto e dell’amore tra gli uomini. In quel Campus universitario che Sua Santità ha benedetto vedendone il plastico vivono circa 1300 studenti stranieri provenienti da 97 paesi del mondo, appartenenti a varie religioni.

Di fronte ai vari conflitti e guerre che stanno distruggendo posti vicini a noi (Ucraina e Medio Oriente) con massacri e violenze di ogni genere sarebbe una prova di grande umanità ed amore tra gli uomini ritrovarsi, sotto la protezione e guida di San Giovanni Paolo II,  protettore del luogo per la benedizione ricevuta, e del suo angelo custode Pietro Bucci, tra gli ulivi del  Campus che ne caratterizzano e ravvivano l’ambiente  per dare prova di convivenza serena possibile e di Pace, in modo da  farne un  “Giardino di Pace”. (fb)