Il prossimo autunno, secondo quando disposto da Ita, la compagnia aerea che gestisce i voli da e per Linate non ci sarà più il secondo volo da Milano a Reggio. In buona sostanza professionisti, pazienti in trattamento terapeutico e quanti altri potevano svolgere in un giorno gli impegni milanesi, saranno costretti a pernottare nella capitale degli affari per prendere il volo il giorno successivo. La Sacal, per voce del suo Presidente Franchini, sostiene che non è di sua competenza la scelta di sopprimere il volo da Linate (sono scelte della Compagnia, in base al cosiddetto “riempimento”), ma i reggini e i dirimpettai messinesi non ci stanno. Monta la rabbia e si prepara la protesta.
Uno dei primi imprenditori a stigmatizzare l’infelice scelta di Ita è il reggino Pino Falduto (Porto Bolaro): «La nostra città – sostiene Falduto – vive ancora una volta l’amarezza di scelte prese altrove. E non è iun problema di “riempimento”: i dati dicono che il tasso di riempimento della tratta Reggio-Linate è del 74%, superiore a quello di Reggio Roma (72%). Allora non è un problema di passeggeri, però a venire penalizzati sono proprio i reggini. Reggio non può essere trattata come una periferia: il secondo volo per Milano è vitale per professionisti, famiglie, studenti e imprese che hanno bisogno id collegamenti rapidi con il Nord. Chiediamo che Sacal e Ita chiariscano i dati reali e spieghino le ragioni della sopprrssione di un volo più performante di altri. Le istituzioni locali e nazionali devono difendere con forza il diritto della nostra comunità a collegamenti stabili e affidabili». (rrc).







