Sanità, Occhiuto: Pronti a presentare il Piano Operativo Regionale

«Noi siamo pronti per presentare il nostro Piano operativo». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, spiegando che la presentazione sarà fatto al «prossimo tavolo Adduce, e sarà arricchito anche dalle indicazioni provenienti da organizzazioni come la Comunità Competente».

Il Governatore, infatti, è intervenuto alla prima conferenza regionale su Salute mentale e welfare di comunità svoltasi in Cittadella regionale, e ha evidenziato che «è una buona cosa che le organizzazioni del Terzo Settore e le associazioni che si occupano di salute mentale si confrontino con il Commissario della Sanità per dare dei contributi da integrare nel Piano operativo regionale. Parliamo di associazioni che vivono in prima linea la necessità di potenziare il bisogno di salute dei cittadini calabresi e possono offrire un contributo reale».

«Sulla Salute mentale – ha aggiunto Occhiuto – noi dovremo fare un grande investimento, perché due anni di pandemia hanno determinato problemi che vanno affrontati con grande determinazione da parte del sistema sanitario regionale, e noi vorremmo dimostrare che la Calabria è tra le regioni più virtuose». (rcz)

Lunedì la prima conferenza regionale su “Salute mentale e welfare di comunità”

Lunedì 4 aprile, è prevista, in modalità mista, la prima conferenza regionale su Salute mentale e welfare di comunità, patrocinata dalla Regione Calabria e organizzata da Comunità Competente, Comunità Progetto Sud, il Forum del Terzo Settore, Fish Calabria, Casm, Unasam e molte altre Associazioni della società civile.

Si tratta di un incontro che arriva dopo numerosi webinar, iniziati lo scorso ottobre.

Un dibattito aperto sui temi della salute mentale e welfare che continuerà nella conferenza del prossimo lunedì 4 aprile con l’intento di giungere ad una proposta di indirizzo politico ma anche di responsabilità collettiva, in cui il terzo settore e la società civile organizzata sono parte integrante, per la nuova programmazione della salute di prossimità, divenuta quanto mai urgente e necessaria.

Introduce Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente. Coordina Giorgio Marcello, docente Unical. Intervengono Luciano Squillaci, portavoce Forum Terzo Settore Calabria, Caterina Iuliano, coordinatrice Consulta Dsmd Catanzaro, Marina Galati, presidente Cnca Calabria, Rosina Manfredi, direttrice Dsmd Asp Catanzaro. Conclude Roberto Occhiuto, presidente Regione Calabria.

Alle 11.15, alla tavola rotonda intervengono Lidia Rizza, presidente Associazione Strada Facendo – Crotone, Paolo Morabito, vicepresidente Altea, Immacolata Cassalia, consigliera nazionale Unasam, Palma La Bella, presidente Associazione Fiori del Deserto Catanzaro, Giovanni Schipani, portavoce Articolo 24 Reggio Calabria, Tilde Minasi, assessore regionale alle Politiche Sociali, Ernesto Esposito, sub commissario alla Sanità regionale Calabria. Conclude il docente Unical Mrcello. (rcz)

In Cittadella incontro sui profughi ucraini, Minasi: Non solo accoglienza ma anche supporto

In Cittadella regionale si è svolto un importante meeting, convocato dall’assessore regionale al Welfare, Tilde Minasi, per coordinare «gli interventi che verranno anche guardando al bando, che a breve prenderà forma ufficiale, redatto dal dipartimento nazionale di Protezione Civile in virtù dell’ospitalità da programmare per il popolo ucraino e destinato alle associazioni del terzo settore e di natura ecclesiastica».

All’incontro, infatti, hanno preso parte il Centro Servizi Volontariato regionale, il Forum del Terzo Settore, i rappresentanti della Caritas regionale e della Consulta del volontariato di Protezione Civile, il direttore generale Roberto Cosentino, Domenico Costarella della presidenza della Giunta, Renato Gaspari, funzionario del dipartimento e Sisto Milito dirigente tecnico del Dipartimento salute.

«Il soccorso e l’assistenza per l’accoglienza alla popolazione in arrivo dall’Ucraina rappresenta, in questo frangente – ha evidenziato l’assessore regionale – una priorità umanitaria cui tutti dobbiamo rivolgere la massima attenzione possibile. Proprio per questo ho ritenuto fondamentale confrontarmi con i diversi attori territoriali, che a differenti livelli, possono fornire tutto il supporto da dedicare ad una comunità che sta lasciando con sofferenza, e senza voltarsi indietro, la propria terra dilaniata dalla guerra».

Per quanto riguarda gli interventi, la Minasi ha specificato che «ovviamente non parliamo solo di un’accoglienza tout court, poiché questa presuppone tutta una serie di interventi e servizi che devono essere correlati e connessi, dal momento che i bisogni di chi arriva sono, come è naturale che sia, variegati».

«Sulla base, quindi – ha proseguito – delle esigenze che potrebbero manifestarsi nei prossimi giorni, e credendo fermamente che anche la regione Calabria debba essere in prima linea per affrontare quest’emergenza, ho voluto cominciare a lavorare ed organizzare insieme alle realtà che potrebbero essere direttamente coinvolte nei processi degli arrivi e dell’ospitalità, trovando degli interlocutori pronti ad attivarsi, insieme all’ente regionale, affinché chi cercherà speranza e salvezza anche nella nostra terra, possa, allo stesso tempo, trovare un contesto sociale preparato e predisposto a creare per loro una condizione ottimale». (rcz)

La Regione approva il Piano per eliminare le barriere architettoniche

La Giunta regionale ha approvato il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, «un atto importante in nome della sicurezza e dell’inclusione» hanno dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo e il presidente f.f. Nino Spirlì.

La proposta fa seguito alla Dgr 611/2019 con la quale è stato adottato il documento Linee guida per la redazione del Piano di Protezione civile comunale, disponendo, su sollecitazione delle associazioni di volontariato, un’integrazione alle stesse con la previsione che i Comuni completino la mappa sinottica della disabilità mediante l’integrazione, nei suddetti piani, dei Peba (Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche).

Nella delibera è scritto che i Comuni calabresi «devono inserire nel proprio Piano di Protezione civile i contenuti dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, attraverso l’analisi dei percorsi e la carta delle vie con l’evidenziazione delle barriere architettoniche».

«Questa Giunta, fin dall’inizio del suo mandato – hanno concluso Gallo e Spirlì – ha lavorato senza sosta nell’interesse dei più deboli, con una serie di azioni a 360 gradi e con l’obiettivo di stare vicino ai cittadini che, purtroppo, continuano a trovare ostacoli nella loro vita quotidiana. Siamo sicuri che i Comuni profonderanno il massimo impegno per rispettare i termini della nostra delibera». (rcz)

L’appello al Presidente Mattarella per i ragazzi delle scuole calabresi

di FRANCESCO RAO – Sig. Presidente, ogni occasione, ogni ricorrenza, è il momento buono per riflettere sulla condizione giovanile, guardando al passato, al presente ed esprimendo ogni tipo di impegno e buon auspicio per il futuro. Penso di non essere il solo ad aver ascoltato prelati, politici e le più alte cariche istituzionali impegnate verbalmente in tali argomentazioni.

Il trascorrere del tempo, per mille versi, è stato un reiterarsi di impegni posti in essere da soggetti diversi, posizionati temporaneamente nell’identico scenario ed oggi, tutte quelle belle parole vengono tradotte in un dato drammatico per il Paese: rispetto al 2013 c’è un incremento del 41,8% di cervelli in fuga, come riportato nel rapporto sul sistema universitario 2021. Ed allora, partendo dal presupposto che è la somma a fare il totale, la difficilissima realtà sociale, posta sotto i nostri occhi, merita ancora parole oppure necessitano urgentemente fatti concreti, tangibili ed immediati?

Detto ciò non è mia intenzione dubitare sulla bontà delle parole pronunciate dal Sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l’intervento tenuto a Palermo il 23 maggio 2021 alla cerimonia commemorativa, svolta in occasione dell’anniversario delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio. 

Ascoltando le autorevoli parole, pronunciate con il cuore, sin da subito è rimasta impressa nella mia mente l’affermazione del Presidente Mattarella che rivolgendosi a giovani diceva: «In voi si esprime la voce della società contro condizionamenti illeciti, intrighi, prepotenze, violenza sopraffattrice; la voce dell’Italia che chiede che tutti e ovunque possano sentirsi realmente e pienamente liberi nelle proprie scelte e nelle proprie iniziative. In definitiva, la voce della civiltà e della storia».

Nella stessa giornata del 23 maggio, a Palermo era presente anche il Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi e rivolgendosi anch’esso ai giovani ha affermato: «La legalità è il diritto di vivere una vita felice insieme. L’anno prossimo torneremo attraversando il mare e arrivando all’alba a Palermo rivedremo i ragazzi intonare l’inno nazionale».

Signor Presidente della Repubblica, Signor Ministro, da umilissimo Cittadino apprezzo le Vostre parole, il Vostro impegno e tutta la dedizione messa in campo per stimolare i giovani ad avere fiducia, ad impegnarsi negli studi e nella vita per contribuire a realizzare un Paese migliore.

La mia modesta esperienza professionale, mi ha portato a lavorare in ambito scolastico e formativo, nelle realtà territoriali complesse della Città Metropolitana di Reggio Calabria che, per comparazione di macro dati, è sovrapponibile alle aree territoriali del Meridione. In oltre 15 anni di attività, ho visto più volte il “nervo scoperto” di un tessuto sociale retto dall’inerzia e non dalla felicità di vivere. 

Ho visto l’avanzata età di giovanissimi genitori, consumati da umilissimi lavori e seppur riconoscenti del ruolo svolto dalla Scuola spesse volte non partecipavano alle varie iniziative perchè la vergogna oggi è la peggiore delle punizioni che la società riserva agli ultimi. Ho visto studenti ritirarsi da Scuola perchè per i loro genitori era prioritario fare la spesa e non acquistare i libri. In moltissimi casi, il sociologo presente a Scuola ha costruito ponti relazionali, è andato a casa di quegli studenti, ha respirato non soltanto l’umiltà ma la rassegnazione di chi non poteva fare di più.

Ho trascorso molti giorni a comprendere perchè gli studenti pendolari arrivavano in ritardo a scuola in coincidenza delle belle giornate. Mentre i docenti asserivano le solite ragioni tese a non alimentare la fiducia, quei discorsi non mi bastavano. Dopo tanto tempo compresi la causa: in caso di pioggia, i pochi euro messi a disposizione dei genitori venivano utilizzati per il biglietto della corriera; quando c’era il bel tempo si raggiungeva la Scuola facendo l’autostop e con quei pochi euro si comprava un panino e qualche volta una ricarica per il telefono, solo per poter alimentare le promozioni e la connessione alla rete internet per non rimanere isolati dal gruppo.

Tanti di questi studenti non hanno ultimato il processo formativo ed oggi non hanno un Diploma, tradotto in parole semplici, non avranno la più minima ed indispensabile opportunità per la vita. Anche il programma “Garanzia Giovani”, rivolgendosi ai giovani tra 18 e 29 anni, richiede un Diploma quale titolo d’accesso ai benefici previsti dalle varie misure di inserimento occupazionale.

La pandemia ha letteralmente amplificato il divario sociale, devastando soprattutto la qualità della vita dei segmenti sociali più umili, rimasti soli e coscienti che la minima istruzione posseduta è il limite invalicabile per poter recuperare quanto è stato perso in termini occupazionali e reddituali. Tra essi, oggi ci sono anche le famiglie ed i figli di un segmento sociale duramente colpito e cioè del mondo delle partite iva.

È ricorrente la preoccupazione del mondo inquirente, tesa ad intravedere in tale debolezza sociale la convenienza della criminalità per reclutare nuove manovalanze ed incrementare i fenomeni devianti. Vogliamo per l’ennesima volta fermarci alle parole ed alle paure? Vogliamo continuare ad assistere alla crescente diffusione di suicidi adolescenziali? Vogliamo continuare ad assistere alla fuga di cervelli? Vogliamo continuare a subire la prepotenza criminale e la condanna o la morte di giovani che in tutta la loro disperazione, hanno intravisto il bene sul sentiero del male?

Il nostro Gianni Morandi, in uno dei suoi successi degli anni ‘80, cantava: “uno su mille”. Oggi, al cospetto di una generazione smarrita da una moltitudine di fattori, la guida al bene è riposta nella bellezza di quel progetto di democrazia che la nostra Carta Costituzionale ha consegnato agli Italiani, ponendo al centro di ogni agire la Persona che è destinataria della custodia e della crescita della nostra Repubblica.

Sig. Presidente, Sig. Ministro, avevo la necessità di condividere queste parole di speranza con Voi. Lo faccio sommessamente ed ufficialmente, scrivendoVi nero su bianco le sensazioni di chi non ha più lacrime per piangere il dispiacere letto negli occhi dei tanti genitori che incontro. Nelle loro umili parole, non intravedo la felicità per il domani dei loro figli ma sofferenze e privazioni. Sarà comprensibile il dolore pronto da una madre ed un padre che, impossibilitati a fare di più si arrendono al destino ma personalmente vorrei pensare che la Repubblica possa ancora rimuovere tali difficoltà. Un Meridione nel quale moltissimi giovani sono senza futuro e tantissimi i genitori non hanno un lavoro dignitoso, quale forza propulsiva potrà dare all’Italia? Se il Sud piange il Nord non potrà più nemmeno ridere.

PorgendoVi i miei più cari e deferenti saluti, chiedo umilmente scusa per questo sfogo. Quando ho giurato davanti alla bandiera ed in presenza del comandante del corpo, ho scelto un modello di vita per sempre che ripone nelle Istituzioni la via maestra.  (fr)

[sociologo e docente]

REGGIO – Successo per il webinar “La nuova visione del Welfare per la Calabria”

La nuova visione del Welfare per la Calabria è stato il focus dell’incontro online promosso dall’Associazione Culturale Ventotene, neonato laboratorio politico-sociale di ispirazione europeista che alla sua prima iniziativa pubblica ha voluto aprire un confronto partecipato con gli interlocutori istituzionali del territorio e gli attori sociali impegnati nel terzo settore.

Il dibattito, coordinato dal presidente di “Ventotene” Carmine Gelonese, ha visto la partecipazione di Nicola Irto, candidato alla presidenza della Regione Calabria, Giuseppe Marino, consigliere delegato Città metropolitana di Reggio Calabria, Demetrio Delfino, assessore welfare comune Reggio Calabria, Lucia Nucera, commissione Pari opportunità, del Comune di Reggio Calabria e Luciano Squillaci, portavoce del Forum del Terzo settore. Presenti, inoltre, Daniela Arfuso, sindaco Cardeto, Ernesto Alecci, sindaco di Soverato, Valeria Bonforte, Auser, Paolo Cicci, presidente Csi Reggio Calabria, Federica Roccisano, già assessore regionale Welfare, Simona Milano, desk migranti Flai-Cgil di Gioia tauro, Valentina Arcidiaco, Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Reggio Calabria e Giovanna Russo, Garante dei detenuti comune Reggio Calabria.

Gli squilibri territoriali e le disfunzioni del terzo settore in Calabria sono frutto anche di una certa autoreferenzialità di parte delle realtà operanti nel sociale.

«Negli ultimi anni – ha spiegato Squillaci – c’è stata una crescita complessiva e il forum del terzo settore è riconosciuto come soggetto rappresentativo in grado di cogestire insieme alla pubblica amministrazione gli indirizzi generali. Oggi, il nuovo regolamento ci consente di costruire nuove politiche sociali nel quadro di un processo culturale che deve coinvolgere anche i cittadini, quale questione che riguarda il benessere e la qualità della vita di tutta la comunità».

«Speranza, fiducia e coesione – ha concluso – devono essere i punti di riferimento intorno a cui ripartire».

Da più parti è stato, poi, rimarcato come in assenza di una pianificazione regionale il sistema funzioni a macchia di leopardo lasciando importanti aree prive di servizi effettivi.

«Un sistema che non può dare risposte ai bisogni dei cittadini – ha evidenziato Marino – e delle fasce più deboli. Che non è aggiornato ai bisogni nuovi, pensiamo ai profondi cambiamenti determinati dal Covid. Solo a Reggio Calabria il settore politiche sociali nell’ultimo anno ha preso in carico circa mille giovani per problemi giudiziari. I servizi ai minori non sono adeguati a far fronte al disagio giovanile crescente. E il numero di quanti non studiano o non lavorano raggiunge il 36%».

«Numeri spaventosi – ha rimarcato il consigliere metropolitano – che impongono un’azione forte, di rottura, per un sistema di welfare che guardi alla cura dei giovani, degli anziani e delle fragilità».

La Calabria ha smarrito la visione del Welfare, «pensiamo ad esempio – ha detto Irto nelle conclusioni – che oggi abbiamo un assessore all’Agricoltura che deve occuparsi anche di questa delicatissima materia. Noi invece abbiamo urgente bisogno di esaltare le specificità professionali che sono cresciute in questi anni ma che in questa regione non hanno gli strumenti per poter operare».

«Serve un grande piano per le politiche sociali – ha ribadito Irto – che guardi ai giovani, agli anziani, agli immigrati, alle disabilità, alla povertà educativa, allo sport, superando la divisività del territorio e possibilmente recuperando un dialogo con le autorità sanitarie locali. Il Covid ha aumentato diseguaglianze e fragilità e in questo quadro così critico il tema dell’integrazione sociosanitaria diventa centrale e ineludibile. Nel Recovery plan c’è una la missione di un’Italia più equa e inclusiva e tale indirizzo deve intervenire anche nella nostra regione».

Fondamentale avere le idee chiare per questo appuntamento gigantesco con la storia. Sono risorse che andranno capitalizzate in tempi brevissimi, anche questo è un dato in netta rottura rispetto al passato.

«C’è una regione da ricostruire – ha aggiunto Irto – nel quadro della ripartenza post Covid. Il populismo inizia a perdere terreno, il quadro sociopolitico sta mutando, c’è più richiesta di Europa e la Calabria dovrà avere una dimensione fortemente comunitaria».

«Tutto questo – ha concluso Irto – sarà il cuore di una visione programmatica che stiamo costruendo giorno dopo giorno, che avrà uno spazio condiviso in rete e conterrà le proposte che il territorio, dal basso, sta esprimendo». (rrc)

La Regione riconosce la figura dell’assistente familiare

Passo storico per la Regione Calabria, che riconosce la figura professionale dell’assistente familiare, insieme al profilo formativo necessario a conseguire la correlata attestazione, indispensabile per l’iscrizione nell’apposito albo.

Un obiettivo colto al termine di un iter che ha visto l’assessorato regionale al Welfare, guidato da Gianluca Gallo, procedere in sinergia con l’Acli colf, rappresentata – nell’interlocuzione con la Regione – dalla segretaria nazionale Giamaica Puntillo, dalla responsabile provinciale di Cosenza Acli Colf, Maria Donato, e dalla presidente provinciale Acli Cosenza, Caterina De Rose.

«Il percorso che è ormai giunto a conclusione – ha sottolineato l’assessore Gallo – si concretizzerà in un atto semplice nei contenuti, ma che avrà notevoli effetti positivi, offrendo finalmente risposta a esigenze concrete: in primo luogo e in particolare alle donne, giovani e adulte, in termini sia di qualificazione lavorativa, sia di integrazione sociale. Contestualmente, garantendo maggiore sicurezza alle famiglie che richiedono sempre più qualificate capacità professionali e affidabilità nelle attività di assistenza dei propri congiunti».

Nello specifico, con il provvedimento di matrice regionale, verrà anzitutto definito il profilo professionale dell’assistente familiare, cioè dell’operatore chiamato a prendersi cura della persona non autosufficiente (anziana o disabile non anziana) a sostegno dei familiari della stessa, contribuendo a promuoverne l’autonomia e il benessere psico-fisico, in funzione dei bisogni e del suo contesto di riferimento, relazionandosi con la rete dei servizi territoriali, pubblici e privati, per facilitare l’accesso a essi.

Chi vorrà acquisire tale qualificazione e il conseguente attestato di professionalità potrà farlo pur in assenza di esperienze pregresse, accedendo ai percorsi formativi per i quali sarà indispensabile conoscere la lingua italiana (parlata e scritta), essere maggiorenni, risultare eventualmente in possesso (se stranieri) di permesso di soggiorno.

Nei centri provinciali per l’impiego, poi, sarà a disposizione un elenco degli assistenti familiari con specifica certificazione di competenza. Le famiglie impegnate nella soluzione di problemi legati all’assistenza di propri congiunti, inoltre, potranno ricevere supporto psico-sociale negli Uffici di Piano e del Segretariato sociale, istituiti presso gli Ambiti territoriali, che provvederanno anche alla tenuta del relativo albo. (rcz)

Al via due progetti regionali per audiolesi e non vedenti

L’Assessorato regionale al Welfare, guidato da Gianluca Gallo, ha elaborato due progetti per gli audiolesi e ai non vedenti.

Tali progetti, curati dal Dipartimento Tutela della Salute, diretto da Francesco Bevere, potranno essere realizzati grazie alle risorse finanziarie che saranno messe a disposizione a seguito della sottoscrizione, da parte del presidente della Giunta regionale Calabria, Nino Spirlì, di una specifica convenzione con il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia e Finanze.

La prima iniziativa riguarda la platea degli audiolesi. «Sarà attivato, al momento in via sperimentale, ma nella prospettiva di renderlo stabile e duraturo – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo – il servizio di traduzione in lingua dei segni italiana dell’edizione flash del telegiornale regionale all’interno del contenitore mattutino “Buongiorno Regione”, realizzato in collaborazione con la sede regionale Rai. Un modo per evitare discriminazioni e garantire parità di accesso al mondo dell’informazione».

Sul versante dei non vedenti, invece, si darà vita – attraverso il progetto “Potrei” – alla realizzazione di specifici programmi ad personam, allo scopo di garantire integrazione socio-culturale e lavorativa.

«Diamo corso – ha concluso l’assessore Gallo – ad azioni concordate con associazioni ed enti di rappresentanza di ciechi e sordi, primo passo di un più ampio piano di misure pensato per promuovere l’uguaglianza dei diritti e portato avanti con impegno, passione, tenacia dagli uffici regionali». (rcz)

Russo (Cisl Calabria) scrive all’assessore Gallo per riforma regionale del Welfare

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha inviato una lettera all’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo, in merito alla riforma del Welfare in Calabria.

«Nel corso degli incontri con le parti sociali da Lei promossi – ha scritto Russo – per affrontare le difficili tematiche che investono le Politiche Sociali nella nostra Regione, si è appalesata la necessità di dare prosecuzione e stabilità a tale metodo di confronto continuo, stante la delicatezza degli argomenti che sono in gioco, a partire dal Piano Sociale e dalla riforma del welfare»

«La Cisl – si legge nella lettera – intende contribuire costruttivamente alla più corretta ed efficace opera di rinnovamento delle politiche sociali, non solo a livello di programmazione regionale, ma anche nei territori, dove quelle riforme dovranno poi concretizzarsi con la pianificazione zonale ad opera dei Distretti. I nostri responsabili territoriali sono stati a tal fine attivamente coinvolti e preparati anche con idonee attività formative. Per poter operare in maniera concreta ed efficace, è nondimeno necessario poter disporre di dati conoscitivi ufficiali in merito alle risorse a disposizione di ciascun Ambito Territoriale Intercomunale, con riferimento, in particolare, al Fondo Sociale Nazionale e Regionale, al Fondo per la Non Autosufficienza, “Dopo di Noi”, Piano Azione Coesione (1° e 2° riparto), Sostegno per l’Inclusione Attiva, altri fondi nazionali successivi per il contrasto della povertà, Fondi per il sistema integrato educazione e istruzione  (DGR 318/2020 e 369/2020) e ogni altra risorsa a disposizione dei Comuni Capofila che sono oggetto della pianificazione integrata dei servizi».

«In occasione degli incontri – continua la lettera – per la definizione dell’atto di indirizzo relativo ai Servizi educativi per l’Infanzia (asili nido e servizi integrativi), abbiamo anche chiesto al Settore competente di voler fornire la mappatura di tali servizi in ambito regionale, distinguendo i servizi accreditati rispetto a quelli solo autorizzati. Anche questo dato ci è utile al fine di sollecitare i Comuni ancora inadempienti, sempre in maniera costruttiva e collaborativa».

«Questa Segreteria regionale Cisl – ha scritto Russo – sta anche seguendo l’evoluzione, a livello nazionale, della Riforma del Terzo Settore che avrà ripercussioni importanti per la Calabria. A tale riguardo, siamo anche interessati a conoscere lo stato di attuazione delle procedure per l’attivazione dell’Ufficio Regionale che dovrà farsi carico del riconoscimento degli Enti del Terzo Settore, per come prevede  il recente Decreto Ministeriale n. 106 del 15 settembre 2020 (pubblicato in G.u. il 21 ottobre 2020) con il quale sono disciplinate – in attuazione dell’art. 53, comma 1 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (riforma del Terzo Settore) – le procedure per l’iscrizione delle organizzazioni interessate nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Siamo, infatti, consapevoli che questa riforma avviata a livello nazionale si intreccia con la riforma del welfare in atto nella nostra Regione e costituisce una occasione importante per la valorizzazione delle numerose organizzazioni sociali operanti in Calabria».

«Da ultimo, ma non meno importante – ha concluso il segretario generale Russo nella lettera all’Assessore regionale Gallo – ci permettiamo di segnalare gli adempimenti relativi alla L.R. 16 maggio 2018, n. 12 recante “Norme in materia di tutela, promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, in particolare l’art. 11 (Conferenza permanente sulle problematiche degli anziani e dei pensionati)». (rcz)

Welfare, la Calabria avrà il suo Piano Sociale regionale per il triennio 2020-2022

La Calabria, dopo anni di vuoto, si appresta a dotarsi del Piano Sociale Regionale, grazie al via libera dalla Conferenza Unificata, composta dai rappresentati della Regione, dei Comuni e del Terzo settore calabresi.

L’accordo è maturato in coda al confronto portato avanti negli ultimi mesi su impulso dell’assessorato regionale al Welfare, guidato da Gianluca Gallo. A curare l’interlocuzione, in particolare, il settore Politiche sociali, diretto da Saveria Cristiano.

Si tratta di uno strumento che disegna, per il triennio 2020-2022, l’assetto organizzativo della governance territoriale del welfare, attraverso la predisposizione di progetti e azioni in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze e ai bisogni dei calabresi.

«Il Piano licenziato dalla conferenza – ha commentato l’assessore Gallo – è frutto di un lavoro condiviso, che va a colmare vuoti risalenti nel tempo e consegna ai Comuni, veri interpreti delle politiche sociali sul territorio, i necessari criteri di programmazione».

«Il Piano sociale regionale, fondamentale per la redazione dei Piani sociali di zona – è scritto nella nota – contiene una serie di indicazioni fondamentali per la redazione degli stessi: tra le altre, la pianificazione degli obiettivi di benessere sociale da perseguire; l’individuazione degli stati di bisogno e delle azioni prioritarie di intervento; la fissazione dei parametri per la valutazione delle condizioni di accesso alle prestazioni e delle modalità di erogazione di esse; la specificazione delle modalità di verifica dei risultati; la specificazione delle esigenze e degli ambiti di formazione; la definizione del fabbisogno delle strutture residenziali e semiresidenziali; la previsione delle modalità per il coinvolgimento degli utenti nel controllo della qualità dei servizi».

«Si tratta, insomma – aggiunge Gallo – di un passo essenziale per un cambiamento di prospettiva ormai indispensabile, dal momento che si sono consolidate realtà che vanno necessariamente trasformate per ottimizzare i costi, riqualificare la spesa, rispondere ai bisogni con soluzioni più funzionali e sostenibili, favorendo un maggior protagonismo dei Comuni, come degli operatori del settore e dei fruitori dei servizi erogati, così da raggiungere attraverso un impegno corale il perseguimento dell’interesse generale e del bene comune».

Prossimo passaggio, adesso, quello in terza commissione, prima, e in Consiglio regionale, poi, per la definitiva approvazione.

«Il giudizio positivo espresso all’unanimità dalla Conferenza unificata – ha concluso l’assessore Gallo – testimonia la bontà del lavoro svolto, mai influenzato da logiche di appartenenza. C’è in gioco il bene comune e sono convinto che il percorso di condivisione tracciato sarà portato a compimento, con analogo senso di responsabilità, ancor più in un momento difficile come quello attuale».