;

CASALI DEL MANCO (CS) – Presentato il libro di Erminia Barca “Tu porti gioia”

di ANNA MARIA VENTURA – Casali del Manco è sempre più fucina culturale per le numerose manifestazioni che si svolgono nei suoi borghi grazie alla presenza di uomini e donne di cultura che abitano il territorio e lo rendono vivo e ricco di sempre nuovi stimoli. Scrittori, poeti, musicisti, pittori e artisti sono nati in questa terra o l’hanno attraversata, lasciando la loro impronta per poi passare il testimone alle nuove generazioni. La cosa sorprendente è proprio questa: che una popolazione giovane, invertendo la tendenza che caratterizza il Sud del Bel Paese, ormai depauperato delle sue forze più giovani e più intellettualmente dotate, rimane nei Casali, studia, s’impegna, cerca nuove strade, si organizza in cooperative, fa tesoro dell’enorme patrimonio di cultura e tradizioni che la storia di questi Casali tramanda e delle ricchezze naturali e paesaggistiche, che il territorio offre.

Il comprensorio di Casali del Manco, con i suoi 170 km quadrati, comprende meravigliosi borghi e importanti aree del Parco nazionale della Sila. Per conformazione insediativa, per densità di relazioni e pratiche locali e per spirito di comunità questo territorio era da ritenersi da tempo un unico contesto abitato. E’ come se una seconda identità diffusa, quella degli storici casali siti nel Manco del fiume Crati, si intessesse alle realtà comunali, a ben vedere anch’esse già multiple. Infatti ognuno dei 5 Comuni originali (Pedace, Serra Pedace, Casole Bruzio, Spezzano Piccolo e Trenta che nel 2017 si sono fusi nell’unico Comune di Casali del Manco) era l’insieme di più casali storici. Oggi l’aggregazione comprende un territorio che va da Cosenza sin sulle vette della Sila Grande, una ventina di località abitate e una pluralità di identità locali che tuttavia tutte si ritrovano nell’elemento comune di essere i Casali del Manco. Un territorio diffuso, variegato e plurale, che mette al centro diverse identità locali e crea relazioni di forza.

Fra i borghi c’è Pedace, di suggestiva bellezza, per le sue piazze, strade, vicoli, edifici di culto. Di pregio la chiesa dei SS. Pietro e Paolo con l’annesso campanile, costruito staccato dall’edificio religioso. Poco distante dal centro storico, isolato, sorge il convento di San Francesco di Paola. Il complesso si compone della chiesa dell’Annunziata e dell’ex Convento dei frati minimi; entrambi sorgono su di un grosso masso che sporge sulla vallata sottostante del fiume Cardone. Pedace è ricca anche di storia e di personaggi che l’hanno espressa,come Cesare Curcio e Rita Pisano.

Il primo nacque a Pedace nel 1904 e lì morì nel 1961. Fu Sindaco del paese nel 1948. Consigliere Provinciale nel 1952. Deputato nel Parlamento Nazionale dal 1953 al 1957. Noto protagonista della lotta antifascista, diresse la Gioventù Comunista della sezione di Pedace. Venne arrestato più volte dal regime fascista e condannato per l’attività di propaganda. Ospitò nella sua casa di montagna il clandestino Pietro Ingrao, uno dei massimi dirigenti del Pci e futuro Presidente della Camera dei Deputati. Fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1961, si dedicò al lavoro politico nel partito e alle organizzazioni dei contadini presilani.

Rita Pisano è stata una grande donna, visionaria e al contempo capace di realizzare sogni e visioni in politica e nella vita quotidiana. Non si è mai tirata indietro di fronte alle battaglie per i valori in cui credeva fermamente, dimostrando forza d’animo e volontà di migliorare le sorti della sua Terra. Nacque nel 1926 a Pedace. Aderì giovanissima al Pci e alla scuola del partito, conseguendo in poco tempo la licenza media e il diploma dell’istituto Tecnico Femminile. Assunse progressivamente gli incarichi di dirigente della federazione del partito a Cosenza, di segretario provinciale del Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa) e di consigliere comunale. Inflessibile contro le ingiustizie sociali e le diseguaglianze, lottò per l’emancipazione della donna, nella difficile situazione storico sociale del dopoguerra. Il più importante artista del ‘900, Pablo Picasso, incontrandola, decise di farle un ritratto, al quale diede il titolo di: “Jeunne fille de Calabre”. Era il 30 ottobre del 1949, Rita aveva 23 anni e si trovava a Roma, in occasione della celebrazione del congresso mondiale per la pace, dove raccontò i travagli dei contadini calabresi. È un periodo complesso per la storia italiana: dal ’47 i comunisti non sono più al Governo, lo scontro politico è molto aspro, l’opposizione dei partiti della sinistra coinvolge con proteste, scioperi e manifestazioni l’intero Paese. In questo clima di tumulti, seduti in un ristorante, Picasso rimase incantato dal bel volto di Rita, tanto da prendere carta e matita e realizzare un ritratto. Rita continuò l’azione politica nella sua Calabria, dove fu eletta sindaco di Pedace nel 1964. Incarico che mantenne, per vent’anni, fino al 1984, anno della sua prematura morte. Da sindaco ha dato vita ad un’amministrazione esemplare del bene pubblico. Amante della cultura, è riuscita, attraverso l’organizzazione degli “Incontri Silani”, a dare un’impronta di qualità ad iniziative letterarie, cinematografiche ed artistiche. Nella sua Pedace diede vita nel 1968 alla Biblioteca Comunale, consapevole che solo attraverso la cultura un popolo si potesse emancipare dai bisogni e dalla povertà, non solo per salire socialmente, ma soprattutto per conquistare la libertà del pensiero e dell’azione e diventare arbitro del proprio destino. La sua attenzione era rivolta soprattutto ai giovani. Costruì scuole, per assicurare loro una formazione culturale che consentisse di aspirare ad un futuro migliore.

E proprio nei locali della Biblioteca di Pedace, fondata da Rita Pisano, giorno 11 Novembre 2023, l’Associazione culturale “LaBiblioteca “ha presentato il libro “Tu porti gioia” di Erminia Barca, Editore “ilfilorosso”, 2023. Al tavolo dei lavori: Giulia Leonetti, Assessore alla Cultura del Comune di Casali del Manco ha porto i saluti istituzionali, il Professore Romeo Bufalo, già Docente di Estetica all’Unical, ha dissertato magistralmente sul libro, Battista Bruno ha svolto le funzioni di moderatore, intervenendo con riflessioni puntuali e pertinenti, l’autrice Erminia Barca ha fatto l’intervento conclusivo, dicendo le ragioni che l’hanno indotta a scrivere il suo libro, il tempo in cui l’ha scritto,le fonti letterarie cui si è ispirata e i destinatari dell’opera. Molti gli interventi anche da parte del pubblico numeroso e coinvolto.

Il lbro, scritto durante la pandemia causata dal Corona virus comprende poesie e meditazioni, scaturite nel corso di un anno, dal Marzo 2020 al Marzo 2021. Si apre con una lunga dedica alle due nipotine dell’autrice: «Care bambine Chloe Libera e Sebastiana Mia vi dedico queste mie riflessioni, a volte espresse in versi altre volte in prosa, scritte durante un periodo storico particolare che verrà ricordato per la diffusione di un virus chiamato Coronavirus (Covid 19), che ha seminato per tutto il 2020 grande paura e morte. Ho voluto dedicarvi questa lunga lettera perché voi, creature venute al mondo, cariche di innocenza e di bellezza, siete espressione della vita che si afferma su ogni forma di annientamento, di decadenza morale e materiale e su tutte le negatività di questo nostro tempo…».

“Tu porti gioia” è un libro «per non dimenticare» la buia congiuntura storica che ha avvolto tutto il mondo. E gli artisti in genere hanno il dovere di mantenere viva la memoria storica degli avvenimenti. Nell’intenzione artistica dell’autrice Barca le parole poetiche sono testimonianza e monito. Rendono evidente l’aspirazione a dare speranza e spirito di resilienza nel momento angosciante e difficile dell’era pandemica.

Le tensioni emotive dei momenti poetici, in continuità con il messaggio etico e sociale delle parti narrative in prosa dell’autrice di Pedace, vengono espresse mirabilmente con parole che riescono ad esprimere bene “la paura del poi”, la dimensione del tempo che passa facendolo apparire amico-nemico, il dolore, il disagio psicologico, ma anche la speranza e l’amore per la vita. Come, prima che gli umani inventassero il fuoco, le uniche cose che illuminavano la notte erano la luna, le stelle e le lucciole, così la poesia e la bellezza delle parole di Erminia Barca hanno illuminato anche i momenti più bui della Grande Pandemia del 2020, allontanando solitudine e paura, alimentando fiducia e speranza e spargendo semi di futuro. Il libro nasce con il duplice intento di testimoniare da un lato il tempo di una esperienza tragica e dolorosa e dall’altro di affermare, ancora con più forza, il potere salvifico delle parole e della poesia come bisogni primari dell’animo umano.

È un viaggio in treno la scrittura di Erminia Barca, dove si leggono parole e poi, mettendo in pausa le pagine, si guarda fuori dal finestrino e ci si lascia sorprendere dal paesaggio.

Il libro rafforza la convinzione dell’autrice che dai momenti negativi, in questo caso dalla sventura della malattia, nasce la bellezza della poesia. L’eterna danza tra il bene ed il male, la luce e l’oscurità, il giorno e la notte, che segnano ogni singolo istante del nostro vivere. Un insieme di versi e di prose che raccontano la speranza, la voglia di ricominciare nonostante la paura, di ritornare a una vita normale dopo più di un anno dall’inizio della pandemia e la consapevolezza della preziosità della vita. Tutto questo, verso dopo verso, riflessione dopo riflessione è un omaggio ai lettori, un simbolo di rinascita. Rappresenta l’ennesimo ossimoro, il dolce e l’amaro, il male della malattia da cui scaturisce il bene della poesia, che danza senza sosta in questa imprevedibile esistenza che viviamo. Le parole di questo libro sono per tutti noi, per il nostro impegno, per la vita che ci parla, per chi non ce l’ha fatta, per chi, invece, può raccontarlo, per chi si è preso cura di noi, per le nostre solitudini condivise. “Tu porti gioia”, versi liberi e spontanei pensieri, è un’avventura composta da immagini espresse a parole e disegni di una bambina che ha trascorso il tempo del lockdown fra colori e matite a disegnare.

E’ soprattutto un libro vero, quel vero che solo l’arte sa raggiungere. Romeo Bufalo, nella suo dotta e profonda relazione ha saputo ben delineare la “paradossalità” della poesia, che è espressione lirica, pura elegia, perciò strettamente legata alla sfera intima del poeta, alla sua anima, al suo modo di avvertire i sentimenti, eppure raggiunge l’altro in maniera potente, contiene un messaggio che valica i confini dello spazio e del tempo, trasmettendo emozioni universali, condivisibili con l’intera umanità. La poesia più è pura, più contiene qualcosa di nostro, di familiare. Il libro di Erminia Barca – continua Bufalo – è un libro di speranza, di fiducia nella scienza e nell’uomo, un libro che inneggia alla solidarietà. E’ un inno alla vita e all’amore, come tensione che caratterizza l’essere umano in quanto tale. Una tensione rigenerante, che dà la vita e ogni vita è una rigenerazione nuova. Vita e amore s’incontrano nella poesia. E alla poesia bisogna dare un valore etico, non solo estetico. E, se la poesia è vita, la vita diventa un valore da difendere, come qualcosa di “absolutum”. L’assoluto è la vita. Bisogna mantenere l’umano che è in noi. I tempi della scrittura del libro – dice ancora Bufalo – sono tempi di povertà, da intendere come mancanza di socialità, fame di carezze e di scambi affettivi. E ancora- si chiede il relatore- come si concilia la poesia, che è bellezza con la morte e la distruzione? La risposta è che i poeti non parlano il linguaggio normale, strumentale, ma sanno andare al di là della povertà del tempo e della frantumazione, parlando una lingua poetica e vedendo oltre la contingenza. I poeti sono quei mortali che cantando il “Dio dell’ebbrezza” seguono le tracce degli Dei che sono fuggiti in mondi a noi sconosciuti. Bella ed entusiasmante la ”Lectio magistralis” di Romeo Bufalo. Bello e altamente educativo il libro di Erminia Barca. Intenso e ricco di emozioni il pomeriggio culturale organizzato dall’Associazione “LaBiblioteca” a Pedace di Casali del Manco. (amv)