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Mercoledì la presentazione di Borgo diVino

Vinitaly 2026: 101 aziende calabresi per mostrare le eccellenze della regione

di MARIA TERESA CRINITI – La Calabria si presenta al Vinitaly 2026 con numeri in crescita e una visione sempre più chiara: 111 aziende presenti e 104 banchi di assaggio raccontano una regione che non solo consolida la propria presenza, ma rilancia con ambizione il proprio posizionamento nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale.

A tracciare la rotta è l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che sottolinea come questa partecipazione non sia fine a sé stessa, ma parte di una strategia più ampia. “Non è un’operazione legata solo al vino – evidenzia – ma un’azione che serve a trascinare tutto il sistema: agricolo, agroalimentare, enogastronomico e turistico”. Un approccio integrato che punta a trasformare il vino in leva di sviluppo per l’intero territorio.

Tra le novità più significative, il ritorno e il rafforzamento del settore mixology, con particolare attenzione agli amari, comparto in cui la Calabria può vantare eccellenze di livello internazionale. Un segnale forte di diversificazione e modernizzazione dell’offerta, capace di dialogare con nuovi mercati e nuovi consumatori.

Ma è soprattutto sull’enoturismo che si gioca una delle sfide principali. L’obiettivo è superare il modello tradizionale del turismo balneare, concentrato in poche settimane estive, per costruire un’offerta destagionalizzata, sostenibile e legata ai territori interni. Cantine, borghi, aree rurali e parchi naturali diventano così elementi centrali di un nuovo racconto della Calabria, capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno.

Fondamentale, inoltre, il lavoro sulla qualità e sulla ricerca, con il progetto scientifico sulla biodiversità vitivinicola sviluppato insieme al professor Attilio Scienza, che punta a valorizzare le peculiarità uniche del patrimonio enologico calabrese. Infine, uno sguardo ai giovani, oggi sempre più distanti dal consumo di vino e orientati verso i superalcolici. “Serve un cambio culturale – sottolinea Gallo – perché il vino è storia, identità, economia e può rappresentare anche una prospettiva per il futuro delle nuove generazioni”. Un messaggio che unisce tradizione e innovazione, con l’obiettivo di recuperare un legame profondo tra territorio, cultura e nuove opportunità di crescita.

In questo percorso si inseriscono anche i grandi eventi che la Regione continuerà a promuovere sul territorio: dal Vinitaly and the City in Calabria al Merano Wine Festival a Cirò, fino agli appuntamenti previsti a Sibari e Reggio Calabria nei mesi estivi. Un calendario strategico pensato per rafforzare l’attrattività e consolidare il brand Calabria anche fuori dai confini regionali. (mtc)

(Courtesy Telemia)