;
tralongo

Addio a Sergio Tralongo, direttore del Parco Nazionale d’Aspromonte

Profonda commozione in tutta la Calabria per l’improvvisa scomparsa di Sergio Tralongo, direttore del Parco Nazionale d’Aspromonte, all’età di 58 anni.

Una morte improvvisa, che ha sconvolto non solo la città di Reggio Calabria e il Parco Nazionale dell’Aspromonte, che «in questo giorno di infinita tristezza e vuoto incolmabile», ha annullato tutte le attività pubbliche del Parco.

Tantissimi, chi attraverso i social chi con comunicati, ricordano il direttore Tralongo: l’On. Francesco Cannizzaro, sconvolto e colpito dall’improvvisa e prematura scomparsa del Direttore, «dotato di una spiccata cultura e animato da valori nobili tesi alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio», che esprime le più sentite condoglianze alla compagnia e ai familiari tutti.

«Professionista e uomo eccezionale – ha dichiarato Cannizzaro – ricordo di essere stato tra i promotori – nel 2016 – nell’azione volta a portare proprio il dott. Tralongo alla guida del Parco prima promuovendo il suo inserimento nella terna dei nomi da scegliere, e poi contribuendo, come da regolamento e insieme ad altri colleghi del consiglio direttivo di allora, affinché la scelta definitiva potesse ricadere proprio su una figura così preparata ad affrontare i temi più importanti dell’Ente che infatti Tralongo in questi anni ha saputo fronteggiare con lucidità, brillantezza e competenza senza pari».

In foto, il fotografo Carmyne Verduci insieme a Sergio Tralongo, che vuole ricordare «la sua immensa passione per ciò che riguarda l’impegno profuso per l’ente parco».

L’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, ricorda il «piacere e l’onore di lavorare con lui e con l’allora Presidente del Parco, Giuseppe Bombino, nel 2018, quando abbiamo realizzato il nostro meeting #Aigae».

Il Club Alpino Italiano sezione Aspromonte Augusta Piredda, su Facebook, esprime il proprio cordoglio, e ricorda il direttore Tralongo come un uomo che «ricopriva con competenza e passione incarichi dirigenziali in diverse aree protette».

«In occasione del bando per l’incarico di direttore del Parco dell’Aspromonte – prosegue il post su Facebook – aveva deciso con coraggio di parteciparvi vincendolo e tornando così alla sua bella e difficile terra d’origine. In questi 3 anni di lavoro abbiamo potuto apprezzare anzitutto il garbo e la signorilità che lo contraddistinguevano e poi l’impegno profuso a favore dell’Aspromonte. È soprattutto grazie a lui che il Parco ha raggiunto risultati di rilevanza internazionale. Particolarmente attento alla fauna migratoria che attraversava lo Stretto di Messina lo vogliamo immaginare, affrancato dai pesi terreni, unirsi ai grandi veleggiatori e libero di volare sull’Aspromonte».

La Stazione Ornitologica Calabrese – sempre su Facebook – scrive: «Oggi ci ha lasciato l’amico Sergio Tralongo, Direttore del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Una tragica scomparsa che lascia un vuoto di valori umani e professionali incolmabile. Ciao Sergio!».

Carlo Ruggiero, dell’Associazione Pro Fondazione “Carlo Ruggiero”, ricorda il dott. Tralongo come una «Persona umile e buona, un Professionista colto e serio. Un Dirigente esemplare».

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, in piedi, albero e spazio all'aperto

«Ci sentiamo tutti più poveri in una terra già povera – si legge in un post su Facebook – Faremo tesoro del suo impegno, dei suoi consigli e del suo sostegno, che porteremo con noi come “esempi di bellezza”. Grazie di tutto Direttore».

Ancora, messaggi di cordoglio: Giuseppe Luzzi, del Dipartimento Politiche dell’Ambiente della Regione Calabria, scrive: «Caro Sergio Tralongo, amico mio, mi mancherai tantissimo! Persona con doti Umane e scientifiche uniche! Il tuo ricordo sarà sempre vivo!».

E ancora, Mimmo Bevilacqua, ha definito la notizia come «una grande perdita per il mondo dell’Ornitologia, della Conservazione e per il Parco», mentre la Lumaka Mini&Basket di Reggio Calabria ricordano Sergio Tralongo come «una persona di grande spessore morale, che  che amava la pallacanestro e spendeva ogni attimo per fare al meglio il suo lavoro, per la nostra terra». (rrc)