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Al Tribunale dei Minori di RC una simulazione per i Licei di Bagnara e Sant'Eufemia d'Aspromonte

Al Tribunale dei Minori di RC una simulazione per i Licei di Bagnara e Sant’Eufemia d’Aspromonte

di CATERINA RESTUCCIA – «Abbiamo avuto così l’opportunità di capire come funzionano veramente le cose», commenta la giovane studentessa Elisa Zagari a conclusione della simulazione del processo presso il Tribunale dei Minori a Reggio Calabria. 

L’Istituto d’Istruzione Superiore Fermi è sempre in prima fila ed operativo per gli itinerari educativi e formativi sulla legalità. La Dirigente Scolastica prof.ssa Graziella Ramondino non aspetta e non si fa ripetere due volte l’invito istituzionale e porta sulla scena di un vero Tribunale, quello dei Minori di Reggio Calabria, una rappresentanza importante dei Licei di Bagnara Calabra e di Sant’Eufemia d’Aspromonte.

Partecipa così una selezione delle classi V F, V BL, III F, III C e II C.

Lopresto Antonella, Tripodi Maria, Romeo Grazia, Caruso Marta, Ciccone Michela, Violi Asia, Romano Maria, Idà Marika, Rositano Antonino, Posterino Pasquale, Sarcina Elena, Tripodi Marika, Carbone Alessia, Iaria Amanda, Bueti Maria Grazia, Zagari Elisa, Pavia MariaGiovanna, De Biase Benedetta sono questi i nomi dei protagonisti e delle protagoniste della rappresentazione Ciak – un processo simulato per evitare un vero processo con il copione Fuori classe. Il gruppo, che ha partecipato al progetto, è stato coordinato dalla prof.ssa Donatella Ramondino, referente Legalità del Fermi, e formato da due docenti dello stesso istituto.

Progetto ed Associazione Ciak – Formazione e Legalità sono un tutt’uno, che lavora da poco meno di un decennio al fine di prevenire e sanare tutti quei disagi che toccano i minori, deviandoli, rigettandoli in un clima di illegalità.

Pensato, studiato e fondato dal dott. Luciano Trovato, già Presidente del Tribunale per i Minorenni di Firenze e di Catanzaro, magistrato attento alle problematiche sociali minorili, il Progetto muove i primi passi nel 2014 ed arriva oggi a coinvolgere decine di istituzioni scolastiche che si mettono alla prova, recitando e simulando copioni in Aule di Giustizia.

Attraverso la strategia del role playing ragazzi e ragazze potranno indossare, vestire e soprattutto immedesimarsi e interpretare parti davvero molto impegnative, interessanti e soprattutto determinanti per meglio comprendere quali siano le cause di un reato minorile, ad esempio il bullismo o il cyberbullismo, e quali potrebbero essere le conseguenze al compimento di siffatte azioni. Il progetto, ideato in terra calabrese, ha immediatamente riscosso grande successo, non solo coinvolgendo numerose istituzioni scuole di diverso livello in Calabria, ma anche espandendosi in altre regioni d’Italia, in Toscana, in Lombardia, in Basilicata e prosegue ininterrottamente il suo cammino, educando alla giustizia le nuove generazioni.

L’architettura progettuale è costituita da varie figure professionali, ossia giudici, avvocati, psicologi, medici neuropsichiatrici, assistenti sociali, rappresentanti dell’Ordine, pedagogisti. I copioni sono null’altro che la trasfigurazione scenica di fatti realmente accaduti, adeguati su ambienti e nomi fittizi per tutelare la privacy dei reali soggetti, ciò consentendo far rivivere integralmente vicende giudiziarie minorili agli stessi minori attori in tribunale.

A spendere, tuttavia, enormi energie sul campo dei Tribunali sotto lo stacco del Ciak è la dottoressa Roberta Mallamaci, presidente dell’Associazione Ciak – Formazione e Legalità, nonché Giudice Onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, che segue personalmente, e senza concedersi nessuno sconto, i due step formativi, prima per i docenti delle scuole partecipanti, dopo per gli studenti e le studentesse che vogliono cimentarsi nei vari ruoli.

«È stata un’esperienza di crescita e di responsabilità per noi studenti. Sebbene molto assorbiti dagli impegni di studio, abbiamo voluto confrontarci con questa prova per arricchire il nostro già nutrito iter scolastico. Ringraziamo la nostra dirigente Prof.ssa Ramondino, che ci dà occasione di crescere in ogni ambito, in quello della legalità prima di tutto». Questa l’affermazione di Antonino Rositano, uno dei rappresentanti d’Istituto, anch’egli interprete nel processo simulato.

Ed è proprio questo lo spirito del progetto, ossia far comprendere alla nuova generazione l’assoluta e fondamentale necessità e importanza del rispetto delle regole, delle leggi, delle normative. Obiettivo principale della rassegna di siffatto Progetto è stimolare negli animi giovanili la propensione alla legalità e alla giustizia, acquisendo fisionomia di cittadini attivi e germogli di una sana società.

Intanto, con l’approssimarsi della conclusione dell’anno scolastico, il gruppo di interpreti del copione “Fuori classe” del Fermi di Bagnara si prepara alla realizzazione del prodotto multimediale, che parteciperà alla fase finale della rassegna. Ogni scuola potrà concorrere e sarà selezionata proprio il 31 maggio presso il Cinema Teatro Garden di Rende, alla presenza di famiglie e scolaresche oltreché dinnanzi ad una giuria di professionisti. (cr)