CATANZARO – Sold out per il secondo appuntamento di Domenica d’incanto

Un entusiasmante sold out per il secondo spettacolo della nuova stagione del “Teatro Incanto”. Domenica 12 novembre alle 18.30 appuntamento al Teatro Comunale, nel centro del centro storico di Catanzaro, con “Domenica d’Incanto”, il cartellone della compagnia diretta da Francesco Passafaro che dopo il successo de “The best family – ‘A famigghja d’e besti”, alza il sipario su un intramontabile commedia in due atti targata Garinei e Giovannini, scritta tra il 1973 e il 1974: “Aggiungi un posto a tavola”.

Anche in questa occasione il Teatro Incanto vuole stabilire un punto di contatto con il teatro in lingua, attraverso la commedia musicale: lo scopo è sempre quello di coinvolgere le famiglie, una parte fondamentale della nostra società che a volte viene ignorata dal marketing culturale.

«Una formica è solo una formica. Uno zero, una nullità. I granelli di sabbia per lei sono montagne, ma basta che abbia vicino le compagne e una formica smuove le montagne! Questa frase l’abbiamo “tatuata” sulle pareti del nostro Comunale quando abbiamo riaperto il Cinema Teatro più romantico della città e viene proprio da questa straordinaria commedia musicale che, il prossimo anno, compie 50 anni – spiega il direttore artistico, attore e regista, Francesco Passafaro – La storia di Don Silvestro che riceve la telefonata di Dio, in cui il Padreterno lo avvisa dell’imminente secondo diluvio universale, è famosissima, ma nasconde in sé molte più sorprese di quanto si potrebbe credere ad una prima, superficiale, lettura. In fondo è una storia di tolleranza, di solidarietà verso le minoranze, d’amore universale e platonico, di amicizia e fratellanza, il tutto reso in modo straordinario grazie all’innamoramento di Clementina per il sacerdote, alle incursioni di Toto, lo scemo del villaggio e Consolazione, la consolazione del paese, alle liti furibonde con il sindaco Crispino accompagnato dalla moglie Ortensia e sublimato dalle musiche memorabili di Armando Trovajoli».

Appuntamento in famiglia, quindi, per una “domenica d’incanto”, il 12 novembre alle 18.30. (rcz)

Ramificazioni fa una doppia tappa reggina: il 10 a Palmi, l’11 a Polistena

Prosegue con un calendario ricco di appuntamenti la nuova edizione di Ramificazioni Festival, il primo festival della danza d’autore in Calabria, rassegna itinerante che lungo 60 giorni di programmazione porta in scena il meglio del panorama nazionale e internazionale delle arti coreutiche.

Venerdì 10 novembre alle 21:00 al Teatro Manfroce di Palmi (Rc) va in scena “Cultus”, il nuovo spettacolo di Roberto Zappalà, con drammaturgia di Nello Calabrò. Zappalà è regista e coreografo divenuto ormai un’istituzione nel panorama della danza contemporanea in Italia e Europa, grazie anche al lavoro della sua compagnia, Zappalà Danza, con base a Catania, esempio e punto di riferimento per la danza in tutto il Sud Italia.

“Cultus” ritorna in Calabria, dopo essere stato presentato in anteprima site-specific la scorsa estate al Parco Archeologico di Scolacium per Armonie d’Arte Festival. Uno spettacolo in cui Zappalà ci presenta una danza ricca di contraddizioni creative, dai sapori carnali e delicati, musicali ma anche atonali, esplosivi ma anche poetici e intimi. A ispirare musicalmente questa nuova creazione sono le meravigliose atmosfere delle musiche di David Lang, le voci dell’opera “The Little Match Girl Passion” composta nel 2007, vincitrice del premio Pulitzer per la musica nel 2008. Voci che danno vita ad un lavoro di grande impatto sonoro, con atmosfere sacre originariamente ispirate alla fiaba della piccola fiammiferaia di Hans Christian Andersen e che certamente hanno un riferimento nella “Passione secondo Matteo” di Bach.

Un viaggio di varie tappe, transiti in movimento dove i corpi dei danzatori attraversano e si immergono nei vari stati dell’abbandono, della tenerezza, della gioia, dell’estasi. Della poesia. In “Cultus” la fisicità̀ della danza, il suo trascendere il referenziale, fa navigare lo spettatore in un luogo “fluido” dove perdere la cognizione del tempo e contemporaneamente sentirsi partecipi di qualcosa di appassionante, in un’unica esperienza sensoriale. I corpi dei danzatori, donne e uomini, si abbandonano ad un movimento continuo che porta in scena le “passioni” dei singoli e delle moltitudini. I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili in prevendita online da: www.ramificazionifestival.it/event/cultus/

Sabato 11 novembre Ramificazioni Festival torna in scena all’Auditorium Comunale di Polistena (Rc), alle 21:00, con “Chat – Keep In Touch”, spettacolo portato in scena dalla Compagnia Cornelia. Una pièce energica e potente che esplora il cambiamento dei modi di vivere causato dall’utilizzo sfrenato dei social media. Un cambiamento che, secondo alcuni studi antropologici, sta causando anche una vera e propria trasformazione del corpo. La combinazione reale/virtuale si impossessa della postura e dei movimenti volontari, e così il corpo e la mente dei quattro performer sulla scena si sviluppano e si intrecciano all’interno di un meccanismo coreografico ossessivo che parte proprio dai movimenti delle loro mani ma che, gradualmente, tende ad irradiarsi in tutto il corpo.

La coreografia dello spettacolo è di Nicolas Grimaldi Capitello, sulla scena saranno i danzatori Samuele Arisci, Eva Campanaro, Sibilla Celesia e Marco Munno. I biglietti sono acquistabili in prevendita online su: www.ramificazionifestival.it/event/chat-keepin-touce/

Nella prossima settimana – venerdì 17 e sabato 18 novembre – Ramificazioni Festival si prepara alla prima assoluta di uno degli spettacoli apicali di questa edizione del festival: al Teatro Rendano di Cosenza prima e al Politeama di Catanzaro il giorno successivo, va in scena il debutto di “Baroque Suite”, una coproduzione di Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia, un atto unico per la danza contemporanea, le arti performative e la musica classica barocca, che vede in scena – assieme all’Orchestra Sinfonica Brutia e alla solista cantante Tonia Langella – due compagnie di danza e una di discipline aeree: Create Danza (Calabria – Cosenza), Damnedancers (Roma), Compagnia Colonna (Firenze).

REGGIO CALABRIA – Un weekend di grandi spettacoli per il Globo Teatro Festival

Un weekend di grandi spettacoli in programma per il Globo Teatro Festival a Reggio Calabria. La rassegna, diretta da Maria Milasi e Americo Melchionda e organizzata dalla compagnia Officine Jonike Arti, propone due appuntamenti da non perdere nel fine settimana.

Sabato 11 novembre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium “De Gasperi” dell’Istituto “Catanoso-De Gasperi”, andrà in scena “Giufà”, il nuovo lavoro dell’artista Carlo Gallo, autore e interprete insieme ad Alessio Totaro della produzione Teatro della Maruca. Le incredibili storie del celebre personaggio dei racconti orali arabi, adottato dalla tradizione popolare calabrese e siciliana, vengono presentate in una messa in scena divertente, frutto della rielaborazione di un artista e di una compagnia che si dedicano al recupero della memoria orale nella propria ricerca teatrale.

Giufà, ragazzino furbo e credulone, onesto e disonesto, triste e allegro, si caccia spesso nei guai, ma riesce quasi sempre a uscirne illeso. Le sue storie di sfortuna, sciocchezza e saggezza rivelano il suo atteggiamento irriverente, che sfugge alle convenzioni sociali e irride a qualsiasi autorità, alla paura, alla morte stessa. Una vocazione provocatoria che lo spettacolo sottolinea per restituire, in una clownesca interpretazione, tutto l’effetto catartico della sua figura.

Lo spettacolo viene proposto anche in matinée per gli alunni della scuola secondaria di primo grado “De Gasperi”, che avranno modo di confrontarsi con gli autori e attori, in un momento di formazione pensato dall’organizzazione del Festival per promuovere la cultura teatrale.

Si continua poi domenica 12 novembre alle ore 19.30, presso la sede del Centro Ace Medicina Solidale di Pellaro, con il reading poetico-musicale in doppia lingua, inglese e italiano, “Falling trees make no noise”, rielaborato dal libro “Acqua Pazza” di Charles Cameron Winning.

Prodotto da Zefiro, nuova realtà associativa di Reggio Calabria attiva nel settore musicale e culturale, lo spettacolo coniuga musica dal vivo, prosa e poesia, attraverso l’opera di una voce originale e interessante. Charles Winning, scozzese di nascita, reggino per scelta, è un artista che racconta in musica storie, un poeta che incrocia esperienze e le trasfigura in suono. L’autore indaga cosa si muove sotto l’apparente calma della superficie del mare, e dà vita a volti e misteri di una città immaginaria, un amalgama di due cittadine reali, una in Sicilia e l’altra in Calabria.

Lo spettacolo è una sperimentazione audace e coinvolgente, con la voce dello stesso Winning e dell’attore e regista Americo Melchionda, accompagnati da Alessio Lex Mauro, alla chitarra e al basso, e Domenico Crea, alle tastiere.

Il cartellone messo a punto da Officine Jonike Arti, promosso dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, continua con grande successo, confermato dall’ottimo riscontro del pubblico e dall’apprezzamento delle realtà culturali, associative e scolastiche della città con le quali attua proficue sinergie. (rrc)

IL RACCONTO / Franco Cimino: La magia della vita e del teatro in quel gesto di Francesco Colella verso il padre

di FRANCO CIMINO – Non ancora, ieri, aveva finito di recitare, e oggi di prendere il treno delle quattordici per Roma, che la eco della sua grande prestazione al Politeama si è fatta largo tra il breve passeggio domenicale e l’uscita delle chiese, fino all’ affollatissimo Centro Commerciale, e sul lungomare.

In alcuni di questi luoghi ho sentito dire di persona, degli altri mi è stato riferito. Francesco Colella, la “sorpresa” già nota, ma oggi più sorprendente, è al centro dell’attenzione della Città. Ha rubato un po’ di spazio anche a quella per il Catanzaro, la cui amarezza per la seconda immeritata sconfitta, era assai diffusa.

Altro spazio, purtroppo, non ne ha rubato, perché di dibattiti e di tematiche profonde sul versante della politica, qui, proprio non se ne vede l’ombra. I giornali, carta e rete, sono pieni di quelle emozioni che il “grandattomattatore” ci ha regalato con il suo Apuleio. Io ne ho scritto pure molto, spinto da un’ondata di emozioni e di pensieri che ho avuto difficoltà a fermare nella scrittura che scorreva a fiumi. Oggi vi ritorno solo per un momento. Che è quello che di più mi è rimasto della splendida serata. Anzi, due. Sono due momenti di grande teatro. Di quelli di cui ho detto quando ho affermato che Francesco Colella fa spettacolo anche senza testo e racconta anche senza trama. Perché lui è racconto, lui è la scrittura, lui è la parola. Lui è la maschera. Lui è il movimento del corpo. Lui è teatro e teatrante, insieme. Finito “ Le Metamorfosi”, a sipario aperto ancora, “l’autore” inizia a raccontare di sé, ché il Teatro è la vita normale che sale sul palcoscenico. Non a caso, gli spettatori sono protagonisti attivi, anche se fermi sulle poltrone. Sanno che lì sopra si dice, apparentemente fingendo, di come sono loro.

Lucio diventa Francesco, e riprende lo spettacolo. Così, come gli viene. Tra il comico, che commuove, e l’uomo pensoso, che inquieta, Francesco gioca con il premio che gli si vorrebbe consegnare. Finge di sorprendersi, lo prende dalle mani dell’hostess, ma lo riconsegna perché è il sindaco con l’assessore e con Tonia, che glielo devono porgere. Sei mani, «ma quantu pisa?» sembrava volesse dire. Poi, come un bambino, si inginocchia per ringraziare o pregare che gli venisse finalmente dato. Un tocco di teatralità straordinario. Il pubblico ad applaudire, a ridere. A domandare. Poi, dopo qualche secondo di interminabile silenzio, il colpo di teatro più grande. Francesco dismette i panni anche di quest’altro suo essere attore, e si riprende con fierezza il cognome.

E ridiventa Francesco Colella. Il catanzarese autentico, ragazzo semplice e umile. Uomo che ama. Il figlio devoto. Gira su se stesso quel corpo lungo e magro, che si assottiglia ancor di più mentre si abbassa di altezza, fa due passi in avanti verso il bordo del palco, guarda in prima fila in quei due due posti, che sul lato destro la iniziano. E, rivolto al pubblico, chiede un applauso fortissimo per i genitori, senza i quali non sarebbe giunto fin lì. In particolare, per il padre. Quel padre, già timido e schivo, oggi pure appesantito dalla fatica di una sofferenza fisica impegnativa, si alza in piedi di scatto e saluta lui gli spettatori. È stato, quello, uno dei momenti più emozionanti che si siano visti, improvvisati, qui da noi. Una scena teatrale indimenticabile. Qui, l’attore è il figlio. Poi, con un rapido cambio di scena, artista e figlio si scambiano i ruoli. Il regista ufficiale dell’opera in scena si allontana, al suo posto Dino Colella, il papà dell’attore. Il suo silenzio. E quelle fragili braccia alzate, come una preghiera, la volontà di battersi ancora, un abbraccio promesso. Se avesse potuto, Francesco sarebbe sceso a prenderlo tra le braccia, e, fatto salire sulle sue spalle, lo avrebbe condotto in cima al monte più bello.

Quello dal quale, come i nostri di Catanzaro, si guarda il mare. E con il suo sguardo di fanciullo incollato a quello mai spento del suo vecchio, avrebbe sussurrato: «Pa’, u vidi u mara? Domani ci iamu, e tu ‘mparami e novu a notare, ca on mu ‘mparavi ancora». Dall’Iliade ad Alvaro, da Enea per Anchise, ai figli di questa terra aspra e bagnata dai suoi mari, dall’antico Grecia alla vecchia Calabria, è passata, in quei minuti, tutta la bellezza del mondo. E la cultura continuativa di due grandi civiltà. Che non sia questa, la riproposizione cioè di un sentimento antico, che, attraverso l’amore, quale anche donazione, gratitudine, rispetto, fedeltà, ripristini anche il valore dell’autorità, da una parte, e quello dei “vecchi”, in quanto valore in sé, dall’altra, la strada più sicura per realizzare la Pace, partendo da noi, dai nostri piccoli spazi? Sì, che lo è. Che bello spettacolo, ieri, al Politeama e che lezione! (fc)

POLISTENA (RC) – Domenica 5 torna in scena Ramificazioni

È partita ufficialmente nella scorsa settimana la nuova edizione di Ramificazioni Festival, il primo festival della danza d’autore in Calabria. Un calendario itinerante, ricco di appuntamenti distribuiti lungo oltre 60 giorni di programmazione che vedono protagonisti nomi di primo piano e giovani emergenti del panorama nazionale e internazionale delle arti coreutiche: dalla Compagnia Zappalà Danza a Spellbound Contemporary Ballet, da Equilibrio Dinamico a Create Danza, passando per i francesi della Cie Mfe per le coreografie del talento belga Brendon Lagaert, e tanto altro ancora.

Domenica 5 novembre all’Auditorium Comunale di Polistena (Rc) va in scena il secondo appuntamento della rassegna: “Rer + Manbuhsa Double Bill”, una produzione di House of Ivona, per la regia e le coreografie di Pablo Girolami. Due spettacoli diversi portati in scena seguendo un unico flusso: “Manbuhsa” è stato creato immaginando due ragazzini che giocano in una risaia. Forgiata sui ritmi della musica, una relazione si crea tra i danzatori. Attraverso i movimenti, uno spinge l’altro alla scoperta del suo istinto naturale, un cammino vibrante di inconsapevoli emozioni, innocenza e giocosità. I performer si trasformano in gru, ragni, pavoni, per uno studio e una trasposizione sul corpo di peculiari danze animali. In “Rer” invece, drammaturgia di Karen Stenico per la regia di Girolami, un organismo si scompone per poi ritrovare l’unità. I performers si muovono in un esoscheletro di pizzo, ricercando il contatto ancestrale con la natura: sono fossili, foglie, animali, esseri primordiali.

Nei prossimi giorni inoltre Ramificazioni è anche partner del progetto Freak Out, a cura dell’associazione Collettivo Lagaam: un progetto dedicato all’accessibilità e all’inclusione nel mondo delle arti partendo dal linguaggio del corpo, che ha già fatto tappa in altre 5 regioni italiane, Lombardia, Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna.

Da sabato 4 novembre, in collaborazione con il Comune di Palmi e l’assessorato alle politiche sociali e alle disabilità e con Dracma – Centro sperimentale d’arti sceniche, 5 appuntamenti toccheranno la città di Palmi, tra spettacoli, laboratori, conferenze, in programma 4, 5, 6, 11 e 18 novembre. Un altro appuntamento, programmato per il 7 novembre, andrà invece in scena nella città di Lamezia Terme con il Liceo Statale Tommaso Campanella.
Tra il Teatro Comunale Manfroce e la Casa della Cultura Leonida Repaci andranno in scena talk, come quello dedicato alle professionalità anti-abiliste e non esclusive nel mondo del teatro e della danza, e laboratori esperienziali, che l’11 novembre coinvolgeranno come tutor anche Filippo Stabile, direttore artistico di Ramificazioni Festival.

Alle 17:30 di domenica 5 novembre – e in replica lunedì 6 novembre alle 9:30 – sul palcoscenico del Teatro Manfroce spazio allo spettacolo teatrale che costituisce il cuore del progetto, “Freak Out”, con Diana Anselmo, Monica Barone, Giorgio Bernini, Alessandra Cinque e Riccardo Olivier, 5 artisti con 5 corpi differenti tra loro esposti allo sguardo del pubblico per sfidare una tendenza, ormai consolidata, di giudicare un corpo con disabilità partendo da una presunta diagnosi medica e non dalla conoscenza e dalla relazione con la persona stessa. Uno spettacolo interattivo che prova ad essere accessibile a tutti, per distruggere la base degli stereotipi legati alla disabilità. (rrc)

MENDICINO (CS) – Per Sguardi a Sud va in scena “Ulisse on the road”

Sotto la magistrale direzione artistica di Mario Massaro, il palcoscenico di “Sguardi a Sud”, la rassegna di teatro contemporaneo sapientemente curata dalla compagnia Porta Cenere, si prepara ad ospitare uno spettacolo che promette di toccare le corde più profonde dell’animo umano: “Ulisse On The Road”. In scena domenica 5 novembre (ore 18), presso il Teatro comunale di Mendicino, questa pièce teatrale ci ricorda che la vera avventura sta negli incontri che facciamo e nelle relazioni che costruiamo lungo il nostro cammino, nelle ferite che subiamo e nella nostra inarrestabile capacità di rinascita.

Nel cuore di una notte stellata, tra le onde che cullano le barche dei pescatori, il palcoscenico si trasforma in un mondo di magia e avventura, pronto a catturare il cuore e l’immaginazione degli spettatori. Quattro figure si stagliano contro l’oscurità della notte: Ulisse, Penelope, Circe e Poseidone. Sono loro i protagonisti di “Ulisse On The Road”, uno spettacolo coinvolgente portato in scena dalla brillante creatività di Katia Colica, con un cast d’eccezione composto da Americo Melchionda nel ruolo di Ulisse, Kristina Mravcova nelle vesti di Penelope, Maria Milasi che incarna la misteriosa Circe e Andrea Puglisi nei panni di Poseidone, con la regia di Maria Milasi. Una produzione delle Officine Jonike Arti che trasporterà il pubblico in un mondo di miti e leggende, di dei e mortali, di sogni e realtà. Un racconto intriso di avventura e riflessione.

La storia di Ulisse è nota a tutti: un viaggio epico attraverso mari tempestosi, avventure straordinarie e mostri leggendari. Ma questa produzione teatrale getta una nuova luce sul re di Itaca. Il suo viaggio è molto più che una semplice traversata del mare: è un percorso interiore costellato da insidie e tentazioni. Penelope, devota moglie di Ulisse, incarna la pazienza e la fede in un amore duraturo. Circe, al contrario, è una maga eccentrica e ribelle, una figura enigmatica che sfida le leggi del mondo degli dèi. Poseidone, dio del mare, è un personaggio istrionico e graffiante, desideroso di vendetta per le imprese audaci di Ulisse.

Nel suo monologo d’apertura, il protagonista riflette sulle scommesse degli dèi e sul destino degli uomini, pedine di una scacchiera divina. Questa pièce teatrale non offre soluzioni semplici, ma pone domande importanti sulle relazioni umane, sul significato del viaggio e sulle sfide che ciascuno di noi deve affrontare.

L’autrice Katia Colica spiega: «In questo testo ho voluto raccontare l’individualità delle visioni, così il viaggio assume una sembianza interiore; diventando opportunità, ma anche ferita aperta da sanare. I personaggi, dei e umani, cadono nel tranello dell’attesa di cambiamento che li porta a guardarsi dentro, finalmente, senza barriere».

Con una rappresentazione vivace e dinamica, “Ulisse On The Road” mescola ironia e dramma, creando un’esperienza teatrale sorprendente.

Con questa nuova produzione, “Sguardi a Sud” dimostra ancora una volta come il teatro possa superare i confini della rappresentazione artistica e diventare uno strumento di impatto sociale e culturale. Attraverso opere teatrali innovative, questa rassegna si immerge nelle complesse sfaccettature dell’essere umano, sollevando questioni importanti e promuovendo la riflessione critica. Con il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, “Sguardi a Sud” è come un faro che risplende nella notte culturale, attraendo una vasta gamma di appassionati. In un mondo spesso frenetico e disconnesso, rappresenta un’opportunità per fermarsi, riflettere e immergersi nell’arte teatrale che scuote e ispira.

Il direttore artistico di Sguardi a Sud Mario Massaro: «La nostra rassegna di teatro contemporaneo sta creando un vortice di emozioni inarrestabile. “Ulisse on the road” vi porterà in un mondo di miti, magia e umanità, ma soprattutto vi condurrà alla scoperta di voi stessi. Non perdete questa straordinaria produzione teatrale che vi farà riflettere sul significato del viaggio, sulle sfide che incontriamo e sugli incontri che cambiano la nostra vita». (rcs)

LAMEZIA TERME (CZ) – Teatrop in scena al Festival nazionale del Teatro ragazzi di Padova

“Una merenda da paura”, lo spettacolo prodotto dalla compagnia lametina Teatrop è andato in scena a Padova, in occasione della 41ma edizione del Festival nazionale “Teatro per i ragazzi”. La kermesse è ideata e promossa dal Teatro Ragazzi Calendoli Onlus di Padova, il più antico festival italiano per giovanissimi. La rappresentazione “La merenda da paura” è entrata così a far parte dei dieci spettacoli più significativi scelti dalla onlus padovana nei teatri e fra le compagnie di tutta Italia.

La pièce vanta la regia di Pierpaolo Bonaccurso e Greta Belometti che ne ha curato anche la drammaturgia insieme ad Ada Roncone e Francesco Rizzo. «Un lavoro teatrale – spiegano Bonaccurso e Belometti – nato dalla volontà di affrontare con ironia il complesso argomento della sana alimentazione. Non una semplice tematica ma un vero e proprio stile di vita da riscoprire nella vita quotidiana di adulti e bambini».

La trama racconta che «gli abitanti di Puzzo Stregato sono degli amanti di cibi stregoneschi, glassati e ricchi di burro e zucchero. Nella cucina della pasticceria di Strega Lucrezia e Stregone Bartolomeo, suo cugino, sono tante le sorprese per gli abitanti del fantastico villaggio. Da un lato Bart, dopo il suo ultimo viaggio, ha scoperto l’importanza di un’alimentazione salutare che vuole far conoscere a tutti gli abitanti di Puzzo Stregato. Dall’altro Lucrezia, golosissima e insofferente, ha fretta di completare l’ordine che risolverà tutti i loro problemi economici: entro mezzanotte dovranno infatti consegnare ad un’importante azienda un’enorme quantità di dolci zuccherati. Lo scontro tra i due è inevitabile. Chi avrà la meglio?». Una favola divertente, dunque, che al contempo esorta tutti a rivalutare il mangiar sano per un benessere che non è solo fisico ma anche psicologico nell’ottica del raggiungimento di una migliore qualità di vita per l’intera collettività.

La compagnia Teatrop che sarà in tournée in Italia fino al prossimo mese di dicembre, è stata fondata circa mezzo secolo fa da Piero Bonaccurso. È un’impresa di produzione teatrale riconosciuta dal ministero della Cultura e dalla Regione Calabria e, la partecipazione al Festival di Padova, conferma la sua credibilità a livello nazionale conquistata in tanti anni di costante e continua attività nei teatri di tutto il Paese e con le compagnie più accreditate.

Renata Rebeschini, direttrice artistica del Festival “Teatro per i ragazzi” di Padova, sulla kermesse che andrà avanti fino alla fine dell’anno così si è espressa: «Questo evento rappresenta un momento di celebrazione dell’arte teatrale dedicata ai giovani spettatori. Un’occasione per condividere emozioni, storie ed esperienze che rimarranno impresse nelle menti e nei cuori. Con questo festival, vogliamo ispirare sia gli spettatori giovani che adulti a perseguire i propri sogni con passione e impegno. Ciò, con l’auspicio che questa manifestazione possa essere un momento di arricchimento, di scoperta e di connessione tra generazioni. Un’occasione in cui il teatro si trasforma in un ponte tra mondi diversi».

Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, ha dichiarato: «L’ente comunale conferma ogni anno il proprio supporto al festival nella convinzione che il teatro svolga tuttora, in una società in cui i giovani sono subissati da stimoli di ogni tipo, un ruolo unico per la crescita e la formazione dei nostri ragazzi. Perché il teatro al contrario della televisione, dei videogiochi, del cinema o degli smartphone, permette loro di vivere per interposta persona la gioia e la paura, il coraggio e l’angoscia, l’esaltazione, la rabbia, lo sconforto e la soddisfazione dei personaggi delle storie che si svolgono sul palco senza filtri o mediazioni. Ciò, nel momento in cui sono rappresentate, respirando la stessa aria degli attori, interagendo con loro, mostrando apprezzamento o delusione». (rcz)

COSENZA – Teatro Rossosimona porta Radio Argo Suite a Napoli

Tutto esaurito e standing ovation per le repliche calabresi di “Radio Argo Suite”, nuovo adattamento dello spettacolo già vincitore del Premio della Critica nel 2011 e del premio Annibale Ruccello nel 2012, a Polistena, Tarsia e San Fili interpretata e diretta da un grande Peppino Mazzotta, in scena con i musicisti Massimo Cordovani e Mario Di Bonito.

Da domani e sino al 5 novembre lo spettacolo si trasferisce a Napoli, nello storico Teatro San Ferdinando, dove Mazzotta replicherà l’intensa performance basata sul testo originale del drammaturgo e poeta Igor Esposito, in una riscrittura dell’Orestea sorprendentemente fedele al testo classico eppure così attuale.

«Tutte le guerre assomigliano a quella che vide Ettore contrapporsi ad Achille – scrive Mazzotta nelle note di regia – I temi strutturali di ogni conflitto bellico, ripuliti dal rumore caotico della cronaca che confonde, si ritrovano nel racconto di questa antica guerra leggendaria e nel destino degli eroi che la vinsero segnando quello di coloro che la persero. Ora come allora l’innocenza viene sacrificata sull’altare della menzogna, in nome di interessi vergognosi e predatori, mascherati da ideali grandi come la libertà, l’onore e la democrazia».

Una co-produzione di Teatro Rossosimona con Teatro di Napoli-Teatro Nazionale che dà lustro alla compagnia fondata e diretta da Lindo Nudo nel 25° anno dalla sua costituzione.

Gli eventi riportati sono finanziati con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Produzione Teatrale – Annualità 2023” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rcs)

CATANZARO – La Divina Commedia in vernacolo di Macrì al Piccolo del Politeama

È possibile tradurre la Divina Commedia in vernacolo, mantenendo intatta l’atmosfera che ha reso celebre l’opera del sommo poeta? Ne hanno discusso Aurora Martorana, docente del Liceo Scientifico Siciliani di Catanzaro e Marcella Crudo, già dirigente scolastica ma anche insegnante, poetessa e saggista, in occasione della XXXIII Settimana della lingua italiana nel mondo, celebrata al “Piccolo” del Politeama, con l’evento “Luoghi, voci, atmosfere dantesche nel “vernacolo illustre” di Salvatore Macrì“, organizzato dal Comitato della Società Dante Alighieri di Catanzaro.

Cogliendo l’occasione di questa recentissima iniziativa, il vicepresidente vicario del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, Luigi Stanizzi, sottolinea ancora una volta l’incessante meritoria attività culturale, che da tanti anni svolge la Società Dante Alighieri presieduta dalla professoressa Teresa Rizzo.

La Settimana della Lingua italiana nel mondo, come ha precisato Teresa Rizzo, presidente del comitato, si tiene ogni anno nella terza settimana di ottobre. Organizzata dalla rete culturale e diplomatica del Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con i principali partner della promozione linguistica, (l’Accademia della Crusca, l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Rai Italia, le cattedre di Italianistica attive presso le varie Università, i Comitati della Società Dante Alighieri e altre associazioni di italiani all’estero) sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Settimana è divenuta nel tempo la più importante rassegna dedicata alla nostra lingua.

Quest’anno, il tema scelto come filo conduttore delle varie manifestazioni organizzate in Italia e nel mondo, era “L’italiano e la sostenibilità”, con l’obiettivo di promuovere, attraverso la lingua italiana, la cultura della sostenibilità. La Società Dante Alighieri, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ha pubblicato l’Ecobolario, Le parole verdi, scaturito da un progetto basato su una selezione di parole italiane “verdi”, al fine di costruire un linguaggio al servizio di una coscienza nuova, profondamente immersa in un processo culturale di rispetto universale del pianeta. Sostenibilità è anche utilizzare un linguaggio comprensibile a tutti, immediato, legato alle tradizioni locali. Era l’intento del dottore Macrì, dentista attivo a Catanzaro, ma studioso di letteratura e poeta, il quale ha dedicato la sua vita alla traduzione della Divina Commedia.

Su questo – precisa la professoressa Maria Teresa Libri che ha stilato il resoconto dell’ appartamento culturale – è stato incentrato il discorso della dottoressa Crudo, dopo la sapiente introduzione della prof.ssa Martorana, appassionata cultrice dell’opera dantesca. È ormai innegabile l’importanza della letteratura in vernacolo che ha tutti gli elementi per elevarsi a forma letteraria. Ma quale vernacolo usare per la traduzione della Divina Commedia? Come Dante nel De Vulgari Eloquentia ha teorizzato le caratteristiche del volgare illustre, così Salvatore Macrì, vissuto nelle tre province della Calabria, ha creato un vernacolo illustre che potesse rappresentare la sua regione.

La dottoressa Crudo, dopo una interessante prefazione sulla letteratura in vernacolo, facendo riferimento anche all’opera di Benedetto Croce, ha illustrato le caratteristiche della traduzione di alcuni passi dell’opera dantesca, magistralmente letti da Teresa Barbagallo, evidenziando la vicinanza metrica e culturale ai medesimi brani dell’originale. In tal modo, le persone presenti, compresi gli studenti del Liceo scientifico, hanno potuto apprezzare le scelte stilistiche del dottore Macrì nel dare voce alla sensibilità e alle atmosfere del sommo poeta. D’altra parte, per affrontare questa enorme fatica letteraria, il dottore Macrì doveva essere egli stesso un fine poeta. E non gli è bastata una vita per portarla a compimento, perché la prematura morte gli ha impedito di vederne la pubblicazione.

È stata la moglie, Rosa Cardamone Macrì, a raccogliere tutti i fogli lasciati dal marito per darli alle stampe. A conclusione della giornata la signora Macrì ha voluto fare omaggio alle scuole di Catanzaro della Divina Commedia in vernacolo. Forse così – chiude il resoconto della prof. Maria Teresa Libri – gli studenti si accosteranno più volentieri ad un’opera che sentono un po’ distante ma che è, comunque, un caposaldo della nostra letteratura. (rcz)

REGGIO CALABRIA – “Come fosse amore” strega il Belpaese. L’attore Piromalli nel cast

Applausi, tante risate e meritati sold-out sta riscuotendo la commedia “Come fosse amore” di e con l’attore siciliano Marco Cavallaro che, dopo le 20 date già fatte tra Roma e Milano, riprende il tour con il reggino Peppe Piromalli e le bravissime Alessia Francescangeli, Alessandra Cosimato, Ludovica Bei, Sonia di Fraia.

L’esilarante pièce, ha fatto tappa il 13 ottobre al teatro San Domenico di Crema per poi, continuare la lunga tournée a Monza, Segrate Milano ed è pronta a sbarcare sabato 28 ottobre al teatro Mercadante di Altamura.
Ma tante sono le date che vedono anche questa volta l’attore e direttore artistico dell’Officina dell’Arte Peppe Piromalli di nuovo sul palcoscenico con veri “cavalli” di razza.

La commedia, in due atti, scritta con tempi comici precisi, tratta con finezza, eleganza e leggerezza i tormenti di donne e uomini delusi quando scoprono di essere stati traditi sottolineando la loro gioia quando ritrovano finalmente l’amore.

E l’autore e noto regista Marco Cavallaro, anche in questo nuovo lavoro teatrale, mostra una particolare attenzione alle dinamiche di coppia che coinvolgono sempre il pubblico.
Una squadra di interpreti che sa dominare il palcoscenico e che vede il poliedrico Piromalli nel ruolo di Luigi, l’amico di Ettore (Marco Cavallaro).

«La penna raffinata di Marco ha saputo ancora una volta, cogliere uno spaccato quotidiano che coinvolge tutti, adulti e giovani – afferma l’attore Piromalli -. E’ un tour intenso, che ci regala, sera dopo sera, un insieme di emozioni che contribuiscono a rendere l’evento indimenticabile. La soddisfazione più grande è vedere partecipare gli spettatori all’evoluzione della storia e, all’uscita dal teatro, ci ringraziano per aver trascorso una piacevole serata. La bravura di Cavallaro, non è solo di aver scritto un testo assolutamente attuale e divertente, ma anche, di aver unito una squadra di talentuosi professionisti che, ogni sera, abbattono la quarta parete».
Il direttore artistico Piromalli ci tiene anche a ricordare che «l’11 dicembre parte la nuova stagione dell’Officina dell’Arte con il live “Sono cambiato” di Angelo Duro e a seguire il 15 Dicembre “Il giaguaro mi guarda storto” dell’attrice Teresa Mannino (4 date già sold-out)».

«Tanti sono i big che faranno splendere il nostro cartellone: Maurizio Battista, Maurizio Casagrande, Antonio Catania, Tiziana Foschi, Alessandro Sparacino, Claudio Insegno, Federico Perrotta, Marco Cavallaro e ci sarò pure io – conclude Piromalli -. E ancora, musica con il meraviglioso gruppo Incanto quartet, il gospel di Kayla Harvey; the Bronx black keys e il musical Neverland (Peter Pan). Insomma, una programmazione per tutti che regalerà tanti sorrisi ed emozioni». (rrc)